
di Psj
Seguo da molto vicino l'archeologia ormai da trenta anni e più. E seguo con interesse anche il suo Blog da un certo tempo. Pertanto credo di poter dire di aver acquisito certe conoscenze indispensabili per poter dire anche la mia opinione a proposito di un certo manufatto rinvenuto in località S. Caterina di Pitinuri di Cuglieri. Per ora posso dire solo che si trova, del tutto trascurato e non compreso nella sua per me sicura importanza, in un terreno di proprietà privata.
Si tratta di un grosso masso in basalto, in origine ben squadrato, delle dimensioni di mt 0,50 di larghezza, di cm 34 di altezza e di spessore cm 36 (v.figura). La parte più importante, non ruvida ma resa levigata, perché interessata da una raffigurazione, si mostra alquanto obliqua, con una accentuazione dell'obliquità nella parte superiore per circa 20 cm. Detta obliquità si nota ugualmente per 20 cm nella parte inferiore.
La raffigurazione mostra in rilievo assai accentuato nella parte inferiore e profondamente incisa in quella superiore un' evidente protome (testa) bovina con le corna che vanno a formare un disco o cerchio del diametro di cm 22 (cioè di un palmo o tre pollici). Il muso della protome misura ugualmente, dall'alto verso il basso, 22 cm (un palmo o tre pollici). Sul lato destro della protome scolpita, si nota, ben pronunciato e profondamente inciso, un segno con curvatura a sinistra che parte dal corno sinistro e che, praticamente, va a terminare alla fine della superficie levigata. E' da escludere, data la durezza notevole della pietra basaltica, un segno dovuto al caso o all'attività dell'acqua o del vento.
Ora a me sembra legittimo affermare che il motivo richiama proprio il Bue Api o solare di ispirazione egiziana o palestinese-siriana di cui in questo Blog ha parlato recentemente il prof. Gigi Sanna in un apposito articolo con alcune tabelle e dovizia di argomentazione. Cos'altro altrimenti? Il segno poi a destra mi sembra richiamare quelli alfabetici a semicerchio, con curvatura a sinistra, che vengono indicati, sempre dal prof. Sanna, come 'determinativi' nella barchetta in ceramica di Teti e di Pozzomaggiore.
Cosa questa che porterebbe, secondo me, a dire che la pietra presenta una vera e propria scritta formata da due motivi pittografici toro-sole fusi in un solo segno e da un segno lineare.
Il masso in basalto potrebbe provenire, come quello di Losa di Abbasanta, da un nuraghe o da un pozzo sacro.
Con questo siamo, spero di non sbagliare, Gigi Sanna, al sessantottesimo reperto iscritto. Conto che vorrai dire la tua su questa roccia incisa dal vento, dall'acqua e chissà quale intemperie. Il Sessantotto, anche fuori della mistica ribelle che fu certamente mia e forse di qualche altro lettore, è comunque una svolta. Che lo sia anche questo 68° bel reperto? L'amico che si cela dietro quell'acronimo è persona seria e neppure per hobby maneggia scalpelli né è padrone del vento e della pioggia. Questa sua scoperta merita che quanti hanno in mano il bandolo della matassa archeoogica si muovano, si interessino, dicano qualcosa. Anche gli altri 67 lo meritano.
Ieri la petizione "Abbiamo diritto a sapere: la Soprintendenza parli" con le sue oltre mille firme è stata spedita a tutti i senatori e deputati eletti in Sardegna, ai capigruppo in Consiglio regionale, al presidente della Regione e alla due soprintendenze sarde. Nessun cenno di risposta, naturalmente: la cosa è complessa e ha bisogno di tempo per essere apprezzata in tutti i suoi risvolti. Spero non si voglia far finta di nulla, soprattutto ora che il 68 è scoccato. [zfp]
15 commenti:
Bello da morire, dal colore alle linee alle proporzioni. Complimenti PsJ. Ma è al sicuro?
Di getto leggo il cerchio solare e il toro, fusi, come nl' ak-due LogoPitto- e lo inserirei di diritto tra le altre scritte raccolte nell' articolo del 4 maggio "Scrivere Nuraghe è come scrivere ŠRDN? Forse". Ancora di getto continuo la lettura dando alla testa taurina il valore da lettera aleph ed al segno di fianco il valore di lamed. Quindi mi verrebbe nl'ak El. La lamed però è un pò strana, boh. E il determinativo in questo modo va a farsi benedire. Gigi aiuto!
Caro PsJ, ho bisogno di fare il punto sulle misure, qualcosa non mi torna: prendiamo il cubito semitico, ca. 45 cm. Ma il pollice non vale circa 5.1? Quindi avremmo per 44 cm circa 9 pollici (un pò meno in realtà) non 6 come si evince dall’ articolo. perchè 6 per 5 fa 30, non 45. E 3 palmi, non 2. Cioè quel testone, in tutto, è alto poco meno di 9 tavolette di Tzricotu (tanto per fare un esempio molto innocente).
Però in quel caso la parte interna fa 5.1. Per 9 fa 45.9.
Oppure non capisco qualcosa?
Mi pare di ricordare che il pollice misura circa 2.5 cm, ma non sono certo.
Il pollice vale esattamente 2,54 cm
Non so cosa risponderti, cara Aba. Certo, che sia un Bue Api lo vede anche un cieco. La pietra di Abbasanta ci porterebbe a leggere 'lamed' ma, come dici tu, mancherebbe allora il determinativo che, ormai, dopo tanti documenti che lo dimostrano, era la norma nella scrittura nuragica. Penso allora che potrebbe avere ragione l'anonimo PSJ che fa riferimento al segno con curvatura a sinistra (per intenderci,di 'luna calante')che ha il valore di 'h'. I tre segni in questo caso sarebbero il pittogramma (logogramma) disco solare, il pittogramma toro (ancora logogramma) e il segno h'.Tutti agglutinati in un segno solo. Quindi la lettura dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra sarebbe N(u)L '(a)K H(e): La lettura in questo caso potrebbe essere anche da destra verso sinistra. L'esito di essa,se così è (ripeto se così è) , risulta molto interessante perchè la scrittura logo-pittografica e lineare, ancora una volta, ci fa capire che il 'NURACHE/NULACHE' ( mi senti Pierluigi?) è il 'toro della luce'. Un edificio templare. E' il segno o simbolo della potenza del sole e della luna (e forse delle stelle: mi senti anche tu archeoastronomo della... 'finestra'? Ci resti ancora affacciato?). Noto che le proporzioni (se non ricordo male) di cm 50 sono quelle del masso di Losa di Abbasanta. E noto anch'io il fatto che per 'tre' volte ci siano i 22 cm. Vorrà dire qualcosa? Non saprei. Quanto al palmo e ai tre pollici io penso che PSJ si riferisse forse non ai palmi o ai diti semitici quanto alle misure effettuate da lui con la mano.
Tu Aba evidentemente ti riferisci alla misura 'reale' del pollice (cm 5,1) della tavoletta di Tzricotu disegnata e misurata da G.Atzori prima che venisse consegnata (v.Sardoa Grammata p.91) Quella stessa misura 'nuragica' (ma credo anche semitica) che mi è servita (ma non che fosse necessaria), come ben sai, per mettere in rilievo il valore del cubito 'sacro' (cm 44-45: ma c'è anche il 'cubito lungo': sette palmi ovvero 52,5 cm), o meglio dei 'tre' cubiti sacri, nella Stele di Nora.
Comunque, misure e numeri a parte (sarebbe necessaria forse una comparazione con i dati ricavabili dal masso di Losa di Abbasanta), la discussione secondo me va fatta 'ora' sui dati più immediati, ovvero sui valori fonetici della scritta e sul come quei valori sono posti nell'iscrizione.Va fatta inoltre sulla polisemia e sul valore simbolico pregnante della raffigurazione. Pertanto un'ultima considerazione: a me la figura appare manifestamente fallica. E che cos' è un nuraghe? Non dimentichiamoci del fallo (toro) tempio 'orizzontale' di 85 e più metri di Gremanu. O lo si vorrà negare che il 'tempio' di Gremanu di Fonni è un fallo? Analogo a tutti gli altri simboli della potenza taurina della luce? E lo si vorrà negare che a Losa (guarda caso) è stata trovata una scultura con un 'personaggio' con un fallo eretto enorme ( grande quanto detto 'personaggio')? La figura sapete come la hanno chiamata? 'Fallo caricaturale' (vedere per credere: Zonchello S.A, Il culto fallico in Sardegna e presso altri popoli dela terra, Gallizzi 1982, Tavole,13).
comunque quel segno che io ho letto lamed sì, è un pò strano, non facilmente interpretabile; forse vederlo da vicino chiarirebbe le cose.
Questo toro è come quello di Tzricotu, ha un disco vero e proprio, si discosta sicuramente dalle corna a crescente di alcune domo de yana. E' forse più solare? inoltre le corna sono un pò asimmetriche, rendendo all' intero disco una certa asimmetria. Lieve certo, ma innegabile.
come sempre quando si parla di scrittura si scatena il putiferio, la follia, la sconcezza.Secondo me perfino parlare di Ufo scatena meno panico. Ma perchè? scrivere è normale per una civiltà evoluta. E' piuttosto il non farlo l' eccezione
l' ulima parte del mio commento si riferisce a commenti alieni, che Zuà ha, giustamente, cancellato
Sì, e senza neppure lasciare traccia della loro pleonastica esistenza
Una domanda cara Aba: perchè ancora li(la/lo) calcoli? Parce sepultis! Tu sai che, data la losca miserevole intimidazione, non vivono (vive) più sonni tranquilli. Qualcuno che ti ha attaccato, prima dell'evento, con linguaggio diffamante e scurrile, ora deve pesare le parole. Non lo fa? Insiste? Si fida dell'anonimato? Allora è' anche imbecille. Affari suoi.
E chiudiamola qui. Il compito non è più nostro. Nè di Gianfranco.
Hai ragione. Format:
Ma il supporto a quel toro ed a quel segno "strano", di forma cilindroide, non vi evoca una ben precisa parte anatomica? che ogni tanto salta fuori dai reperti sardi antichi ( parte l' ovvietà dei nuraghi e di certi betili)?
E' di proporzioni inusuali, su questo non ci piove. Ma anche l' idolo che mostra Giuseppe è ben fornito, mi pare. E che dire di: "Ecco i falli del nuraghe S'Urachi"?
Cara Aba, esaminando meglio la pietra e seguendo le indicazioni di PSJ mi sembra che un dettaglio ci sia sfuggito, quello che permette di capire bene il doppio motivo sole (o sole luna)e toro. Mi chiedo perchè in una superficie così lavorata per dare rilievo al toro lo scriba scalpellino non abbia proseguito anche nella parte superiore. Il disco compare così riprodotto (scritto, direi) diversamente dal 'toro'. E' stato reso così agglutinato con la protome ma 'separato' (proprio a partire da una certa parte delle corna) in qualche modo da essa. Così come inciso, ma nello stesso tempo agglutinato,è il segno del 'he' (?) che prosegue il motivo superiore, non in rilievo, del disco.
E va bene, vuol dire che ci dobbiamo pensare ancora un pò. Poco male. Ma io vorrei solo che questo documento fosse al sicuro e al più presto.
Ieri mi è capitata tra le mani una moneta straordinaria, da 2 euro. E' stata coniata nel 2009 , creata dallo scultore greco George Stamatopoulos (vi si vedono le sue iniziali in piccolo, sotto il segno dell' euro). E' un "logo comunicativo": un omino molto primitivo e stilizzato, il cui braccio sinistro si prolunga nel segno dell' euro; il tutto racchiuso da un cerchio, anche esso molto grezzo. Vuole indicare nell' euro una tappa importante della storia ed integrazione europea. E' stato scelto, tra 5, dal 40% di oltre 140000 votanti. Per me è indicativo di uno dei modi in cui si evolve la comunicazione. Bellissima e ricorda anche la nostra Tanit.Guardatela Gigi, sono certa che ti piacerà
http://www.bof.fi/NR/rdonlyres/9587A1C1-ED58-438A-A79D-26120A4DCAB8/0/EMU10_2_Finland.jpg
e qui per una spiegazione
http://www.bof.fi/en/suomen_pankki/ajankohtaista/tiedotteet/2008/tiedote35_2008.htm
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