mercoledì 30 giugno 2010

Una freccia quasi ŠaRDaN? O addirittura ŠaRDaN?

di Gigi Sanna


Cara Stella ecc.
Ho esaminato attentamente la freccia da 300 dollari offerta all'asta: poco nobile, come riferisci, a paragone delle frecce 'fenicie' leggibili, ugualmente in vendita. La scritta che insiste su di essa, giudicata illeggibile e misteriosa, secondo me non lo è affatto se la lettura si affronta con le modalità di lettura tipiche dei testi 'nuragici' di ispirazione alfabetica orientale.
Come sappiamo da numerosi documenti (non è il caso ormai di fare più degli esempi in questo Blog) il nuragico dell'età del bronzo (ma anche dell'età del ferro e ancora non sappiamo bene sino a quando: Nora docet) si serve di una scrittura di tipologia protocananaica, composta cioè da grafemi misti, diversi dei quali risalgono alle origini pittografiche del sistema ovvero al cosiddetto 'protosinaitico'.
Si serve anche di logopittogrammi, cioè di segni pittografici ma non acrofonici, che notano un'intera parola: il segno della casa (beth), del bue ('aleph o 'ak), del serpente (nachas), dell'acqua (maym), ecc.); di logopittogrammi numerici, cioè di pittogrammi che notano numeri o valori geometrici riferibili all'alfabeto e/o ai simboli della divinità: uno-punto con valore di 'aleph; due-rettangolo con valore di bipenne; tre-triangolo con valore di dio /dea, ecc.).


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3 commenti:

Giuseppe ha detto...

Complimenti Gigi: esposizione chiara ed efficace anche per chi, come me, ignora le più elementari nozioni di scrittura antica. Per quanto mi riguarda il discorso diventa sempre più intrigante!
Un piccolissimo contributo riguardo all'Apollo dei Greci: il dio solare per eccellenza è citato ancora prima nell'Iliade quando lancia, con il suo arco d'argento, le frecce che portano pestilenza perché "incazzato" con Agamennone per il rapimento di Criseide.
Ciao

Stella del mattino e della sera ha detto...

Egregio Sanna, per un pò me la ero bevvuta! torno adesso da un giro per i nuraghi della mia regione, quelli del paese mi aiutano nella ricerca dei documenti nuro-romanaici. Il signore proprietario della galleria di cose antiche non si sbottona, dice che della freccia non si sa niente di più. Se le piace di diventare epigrafista romanomane mi contatti attraverso il signor Pintore.
Cordialmente
Stella

Gigi Sanna ha detto...

Cara Atry, del 'capride' ne parleremo diffusamente in Sardegna, tra qualche giorno. Ti ho già detto cosa penso del serpentello 'tagliato' e del pesce 'muto'. Quindi nussuna interpretazione del V come 'ayin'.
La parola 'az nella bipenne di Is Locci Santus non c'è. La ricavo dal contesto. Freccia e 'saetta' (bidente) o fulmine di Yhwh (poi di Zeus)sono la stessa cosa. Tieni presente inoltre che entrambi gli oggetti mi sembrano essere due talismani (quello di Is Locci-Santus certamente) con tutta la loro potenza e forza apotropaica.
Quanto alla lettura virtuale logogramma pittogramma e pittogramma acrofonico tu sai da diversi documenti quanto sia lecita la lettura 'doppia'. Il toro (protome) può essere letto o come laringale o come 'ak (logogramma).

Caro Giuseppe, l'Inno omerico ad Apollo è ritenuto più antico di qualsiasi passo dell'Iliade. Ma non sta qui il punto. Il punto sta nel fatto che l'Apollino di Glozel ( XIII-XII secolo a.C.) è raffigurato con i piedi sopra il lupo colpito da una freccia. Tu forse non lo sai ma la statuina è scritta non solo con segni lineari ma anche con segni pittografici acrofonici (in greco arcaico) che rendono il nome Lossia. Lo stesso Apollo - Lossia, un cacciatore androgino, è armato di pugnale rituale elicoidale (la forza della spirale divina). Dal momento che tu sei un latinista e un grecista (almeno credo) vediti il mio volume del 2007. Forse potrai capire molto della scrittura greca post-micenea pitica, della storia della religione e, se ti piace, della tragedia greca. IH, IH; IO, IO; E E; A A POLLON (ionico:non POLYN).Ti dicono qualcosa?