sabato 26 giugno 2010

Sisara, terrore degli israeliti? Un eroe sardo

“Sisara, terrore degli israeliti, era eroe sardo”, Nuovi studi gettano luce sul mistero degli antichi Shardana. Leonardo Melis o qualche altro fissato coi shardana? Macché, l'archeologo israeliano Adam Zertal che ha appena pubblicato un libro costatogli venti anni di ricerche anche nel sito archeologico di al-Ahwat, nel quale ha lungamente lavorato l'archeologo sardo Giovanni Ugas. A darne notizia è oggi l'Ansa con un ampio servizio di Aldo Baquis da Israele.
Così comincia l'articolo: “Tremiladuecento anni dopo la sue gesta, il ruvido e possente condottiero Sisara desta ancora brividi di inquietudine fra i bambini ebrei che leggono la Bibbia. Se quel giorno a Meghiddo (Galilea), con le sue 900 bighe, avesse sopraffatto l'esercito di Barak, per gli israeliti sarebbe stato il tracollo. Invece - come narra il 'Cantico di Debora' - al termine dell'epica giornata Sisara avrebbe trovato la morte a tradimento, trafitto alla tempia con un picchetto da una donna, Giaele (Yael), che credeva amica. Chi fosse Sisara (in ebraico Sisra') , con esattezza non si e' mai saputo. L'alone di mistero che ne circonda il ricordo comincia forse a diradarsi adesso con la pubblicazione di un libro del professor Adam Zartal dell'Universita' di Haifa ('Il segreto di Sisara')”.
Il resto dell'articolo, che ho scoperto grazie a Eros Sua, cui va il ringraziamento non solo mio, si trova in questo link.

PS - Un altro amico, Orlando Selenu, mi ha segnalato un video della piccola ma coraggiosa emittente olbiese 5stelle sulla domo de jana di Mariani, quella che anche su questo blog abbiamo conosciuto come di Sa Pala larga. Pare che una dei massimi esperti della cultura neolitica si sia incavolato per la decisione della Soprintendenza di chiuderla e sigillarla.

Nella foto: Adam Zertal

41 commenti:

Pierluigi Montalbano ha detto...

Fa piacere leggere questo genere di notizie. Zartal fa parte di quella schiera di studiosi che ritiene probabile l'arrivo in armi in Egitto degli Shardana dalla Sardegna (e non viceversa). Se questa ipotesi fosse condivisa anche dall'altra schiera di studiosi, potremmo affermare con decisione che l'isola era una potenza militare e che, di conseguenza, i nuraghe erano i palazzi sardi, equivalenti a quelli coevi degli altri grandi imperi.
Per il momento prendiamo atto (anzi, meglio dire prendo atto) che un altro studioso importante avvalora l'ipotesi Shardana=Sardi e, soprattutto, racconta di un popolo che dall'isola parte in armi e si impadronisce di vari territori in oriente.
Restano da spiegare i legami con l'Egitto (oltre far parte della guardia reale del Faraone Ramesse II), gli accordi con altri popoli del mare e...la grande intesa del 1200 a.C. per impossessarsi di mezzo mondo e spartirlo con gli altri popoli della coalizione.

DedaloNur ha detto...

io alla sardegna nuragica come potenza imperiale (descritta da Montalbano) credo poco, anzi non ci credo affatto.

Un altro conto ancora è però la partecipazione alle scorribande piratesche.
Il movente di queste può esser ben diverso dalla vocazione imperiale. Bisogna calarsi nella realtà politica-militare del tempo per individuare nelle azioni dei popoli i probabili casus belli, la portata delle loro azioni, e le forze socio economiche che le hanno supportate e alimentate. Insomma cè da fare un discorso geopolitico, che non si può risolvere in un approssimativo. improvvisato semplicistico imperialismo.

Non c'è alcun rapporto diretto di causa- effetto tra la teoria dei nuraghi palazzi-e quella dei nuragici-shardana.

io credo pure che per varie criticità le posizioni di Montalbano et similia forniscano il pretesto ideale a chi osteggia pregiudizialmente l'ipotesi nuragici-shardana.
A seguito delle parole di Montalbano, sento gia aleggiare in questo topic i leit motiv del shardano-arianesimo dei shardana-nutragici come contos de foghile e via dicendo.

Montalbano ha (ovviamente) diritto di dire la sua, ma poichè rinfocola queste argomentazioni la sua opinione è in qualche modo deleteria.

Gigi Sanna ha detto...

Forse hai ragione DedaloNur. Le mie modeste ricerche mi portano a ritenere ( e l'ho scritto) ad azioni mercantili piratesche dei nuragici Shardan. Del resto (e qui mi affido a G.Mura) Omero o chi per lui per il periodo dell'età del bronzo parla sempre di eroi e popoli che agivano da pirati, da predoni, avidi di bottino e di gloria. Di eroi di piccole e grandi isole,di città e fortezze ugualmente molto piccole. I Sardi si comportavano nello stesso modo. E c'erano sicuramente 'eroi' pirati del mare sardi, ma pirati signori-giudici 'singolari' che obbedivano ai precisi comandamenti di un loro Dio padre, severissimo, che odiava soprattutto l'oro e l'argento, le pietre preziose, l'ostentazione e la ricchezza superflua. Figuriamoci quella degli spocchiosi faraoni!
L'epigrafia poi, alla quale l'archeologia fa da ancella (sono in molti questo a ignorarlo, anche per sciocca convenienza),mi dice che i nuraghi non sono fortezze nè abitazioni.Per nulla. Chi sa leggere i segni sa e capisce molto bene. In Tzricotu,in Zuras, in Littu, in Aidu Entos,in Aiga, in Teti ecc.ecc. c'è scritto a chiare lettere che il nuraghe è espressione della potenza del sole,del Nul, del 'padre'toro
luminoso che dà la vita. Non mi si vuole credere? Certuni vogliono restare ciechi e sordi di fronte alle testimonianze scritte? Non ci posso far niente. Proprio niente.Io però una cosa so: che è con gli indizi (a cui spesso ci si attacca da tifosi da stadio)- pochi o molti che siano -che nascono le fole, piccole e grandi. Quelle che poi per il 'casino' generale, tengono in sella gli stupidissimi quanto arroganti dell'archeologia ( che vogliono una notte perenne, anche senza stelle, dove nulla o quasi nulla possa scorgersi).
Meno precipitazione, Pierluigi. Più lavoro di meditazione. Se ci diamo una mano, con pazienza possiamo farcela a capire qualcosa della Sardegna dell'età del bronzo (Sisara o non Sisara, Zertal o non Zertal). O siamo qui a faticare con le mere parole per sciocca, anzi folle vanità?

zuannefrantziscu ha detto...

Il problema non è Zertal che, al più, affina in uno studio per ora solo in ebraico e di cui si ha contezza per un articolo dell'Ansa, cose che ha già detto. Il problema è la cultura sarda che ha bisogno di uno studioso forestiero per prendere in considerazione cose che, qui per esempio, si discutono con passione e posizioni differenti. Paolo Merlini scrive oggi sulla Nuova un lungo articolo sull'articolo dell'Ansa. Gli fa onore aver avuto sensibilità e gli si può perdonare non essersi accorto fino all'uscita di Zertal di cose lungamente dibattute.
Bisognerà scrivere o almeno fare un elenco delle interpretazioni che si danno del "fenomeno" Shardana. Non mi riferisco, va da sé ai vaneggiamenti istericamente ideologici e preconcetti di chi nega qualsiasi rapporto fra sardi e shardana che non ci sono perché non ci sono e basta.
Penso agli studi di Ugas e a quelli di quanti onorano questo blog con i loro articoli e le discussioni. Pirati, imperialisti, mercanti armati? O, come suggeriva immaginificamente Eliseo Spiga, missionari dell'idea che bisognava combattere gli imperi prima che la concezione di Stato dilagasse nel mondo, corrompendo le coscienze? Mi piacerebbe moltissimo che avesse avuto ragione Eliseo, anche sapendo che così non è.
E allora che si discuta, si portino argomenti, indizi e prove, magari bisticciando come qui capita. Ma vivaddio all'ex ufficiale israeliano Zertal riconosciamo almeno di aver messo a nudo le vergogne di chi a pranzo e a cena si nutre di provincialissimi ipse dixit.

illiricheddu ha detto...

Scusate, sapete mica se ci sono degli studi sulla tipologia delle corna sugli elmi che Shardana (e non solo) ostentavano?

francu pilloni ha detto...

E se ...?
E se il professor Adam Zartal, ufficiale dell'esercito israeliano supposto ex, con questa uscita clamorosa, ha continuato a fare il proprio dovere, contrastando con altre armi chi, a torto o a ragione, si reputa discendente dei popoli marinari della costa, meglio noti col nome di Fenici, e di conseguenza legittimo proprietario di quelle strisce di territori prospicienti il mare?
Insomma, potrebbe inquadrarsi questa pubblicazione come un’azione dello Stato d'Israele tendente a togliere ai Palestinesi non solo le terre, ma anche la storia?
Fatte salve, naturalmente, tutte le competenze scientifiche del professor Zartal, non la buona fede di un uomo che, appartenendo ad un popolo che si sente accerchiato, trova in su connotu la giustificazione ad ogni azione che miri alla salvezza della sua comunità. Come il Canto di Debora insegna: “Sorgi, Barak, e cattura i tuoi prigionieri”.
E i figli di “Dan perché vive straniero sulle navi? Aser si è stabilito lungo la riva del grande mare e presso le sue insenature dimora” che non partecipano alla battaglia, erano già da allora cento concas, centu berrittas?
C’era un Barak anche allora e i Sardi, se erano i Shar-Dan, non fecero una grande figura con Sisara.
“Voi, che cavalcate asine bianche, seduti su gualdrappe, voi che procedete sulla via, raccontate”.
Che tristezza!
Ci toccherà ricostruire la nostra storia procendendo di sconfitta in sconfitta?

illiricheddu ha detto...

Ho posto la domanda sulle corna perché sto lavorando a un contributo a breve. Nessuno ne sa nulla?

Alessandro Lessà ha detto...

@Franco.

Anche le sconfitte fanno la storia di un popolo.
Guarda gli anglosassoni.
Eppure nons e ne vergognano mica.
Rievocano ogni anno la battaglia di Hastings o le legioni romane.
Se dovessero rievocare solo i popoli che non hanno praticato un soppruso ai danni di altri, più antichi residenti, dovrebbero tornare indietro infinitamente.
Non dico neanche all'arrivo dell'uomo di Cro-magnon, visto che gli studi dimostrano la repentina occupazione delle caverne dei Neandertal da parte di quest'ultimo (che può avere ben pochi significati....la morte dei precedenti abitatori!).



Suscita ilarità vedere come taluni si accaniscano per proporre il modello del Nuraghe-fortezza (totalmente passato, totalmente superato ed errato) con quanto stanno scoprendo altri ricercatori, cercando la conferma nelle parole di questi, creando un ponte assurdo e traballante tra periodi (proto)storici molto lontani tra loro.

Palazzi...fortezze...castelli!

Mah, stiam tornando indietro come i gamberi...

piero ha detto...

@ lessa

di castelli ne ha parlato solo montalbano, sappiamo tutti che il nuraghe non può essere deputato a ruolo di fortezza, un semplice pastore del centrosardegna un giorno mi disse che se il nuraghe era una fortezza lui non ci si sarebbe mai chiuso dentro, perchè equivaleva solo ad un puro suicidio, e questo è quanto. Tutte le speculazioni che si possono fare su Zertal, una cosa non gli si può negare, è l'ammissione che i sardi erano presenti in terra cananea molto tempo fa, e questo smonta tutte le passate teorie che i sardi non navigassero, temevano il mare, erano rozzi pastori e non guerrieri, beh, questo mi pare un buon inizio per gettare nuova luce sulla soria antica della sardegna,quindi onore a Zertal,Ugas, e tutti coloro che vanno alla ricerca della verità

Giuseppe ha detto...

Forse, ancora una volta, la verità sta nel mezzo.
Pur condivedendo l'ipotesi dell'origine nuragica degli Sherden, mi pare davvero esagerato parlare di impero nuragico proiettato nel Mediterraneo per impossessarsi di mezzo mondo.
Non domentichiamo che gli studi sulla genetica umana escludono che nell'EdB ci siano stati ingenti movimenti di popoli.
Non dimentichiamo neppure la scarsa densità di abitanti nello stesso periodo. Tuttavia, sempre nell'EdB, erano sufficienti alcune centinaia di persone ben armate e addestrate per imporre il proprio dominio.
Le fonti egiziane narrano che un contingente di Sherden formato da 500 soldati, accorpato nell'esercito egiziano, fu decisivo per respingere gli Ittiti nella battaglia di Kadesh!
Quanto agli assalti condotti dai PdM in Grecia, nell'Anatolia meridionale, nel Canaan, a Cipro e in Egitto, fu presumibilmente una sorta di guerra lampo mirata alla conquista delle ricchezze del faraone, quindi nessuna conquista territoriale.
Quest'ultima è esclusa anche dall'archeologia, in quanto i centri distrutti risultano rioccupati dalla stesse genti.
Insomma, sono d'accordo con l'analisi di Gigi Sanna, compresa qualla riguardante Omero: a prescindere dalla guerra di Troia, che narra di eserciti enormi esagerando, generalmente gli Achei si muovevano con flotte formate da una decina di navi.
In ogni caso occhio ad Omero, al di là di quanto ho già proposto, si tratta di un autore che riserva ancora non poche sorprese.

Giuseppe Mura

francu pilloni ha detto...

Certo, Alessandro, che le sconfitte sono storia. Ma non possiamo rincorrerle nella storia raccontata dagli altri, dagli Ebrei agli Egizi, dai Romani ai Catalani e via discorrendo, che la cantano come più gli piace.
Visto che i Nuracini scrivevano un po' prima e un po' meglio di altri, aspettiamo di leggere quanto hanno scritto. In alternativa, potremmo fare la storia richiamando is contus e is canzonis a curba della tradizione, che sono le ballate del popolo sardo né più, né meno di quanto non sia il Cantico di Debora per altri.
Quanto alle rievocazioni storiche delle sconfitte, le fanno anche in Sardegna, vedi Sanluri. Liberi di farle, ciascuno ha i suoi gusti. D'altra parte agli attori prude salire sempre sul palcoscenico, non importa quale sia la parte da interpretare.
Questo Sisara fu il comandante di un esercito altrui e i novecento carri di ferro erano del re di Caanan, non suoi.
Conviene al popolo ebraico gonfiare la potenza di Sisara, altrimenti qualcuno potrebbe essere portato a credere che fu una vittoria contro un mamelucco qualsiasi.
Più grande è il nemico, più importante la vittoria. Non è questa la logica delle ballate e dei cantici?
Sembrerebbe che i diecimila figli d'Israele si siano limitati a infilzare cadaveri di nemici annegati, dato che, recita sempre il cantico di Debora, "I principi di Issacar mossero con Debora; Barak si lanciò sui suoi passi nella pianura.Presso i ruscelli di Ruben grandi erano le esitazioni".
Infatti, mentre Barak esitava, "Dal cielo le stelle diedero battaglia, dalle loro orbite combatterono contro Sisara. Il torrente Kison li travolse;
torrente impetuoso fu il torrente Kison...".
Travolse Sisara, naturalmente, insieme ai famosi novecento carri di ferro.
Nelle ballate, anche gli infami trovano la loro parte di gloria: è la sorte di Giaele, moglie del Kenita.
"Sia benedetta fra le donne Giaele..." si canta di lei. Evidentemente, il fatto che le stesse parole vengano usate nella Scrittura per altro tipo di donna, come la Madre di Gesù, non imbarazza nessuno.
Come disse qualcuno, è sempre il fine che giustifica i mezzi.
Dovrebbe essere diverso per l'ex ufficiale Zartal?

zuannefrantziscu ha detto...

@ Francu
Io aspetterei a leggere, quando sarà tradotto dall'ebraico in un lingua che possiamo frequentare, il libro di Zartal che, per quel che l'ho conosciuto, non mi è parso un ex ufficiale fanatico.
Per ora, da quell'articolo, si ricava:
1. La sua certezza che i shardana erano sardi;
2. Che Sisara fu ucciso dalla sua donna che lo aveva attirato in un tranello
Il resto è una lettura degli eventi passati con le passioni di oggi

illiricheddu ha detto...

Se laggiù ci son tracce di Nuragici, come sostiene Zertal (immagino all'oscuro delle discussioni qui intessute sulla dibattuta esistenza di scritte nostrane) viene da farsi (e fargli) la domanda: sono state individuate laggiù testimonianze coeve, di epigrafi che rimandino ineccepibilmente ai nostri Tzricottu e similia? Potremmo aggiungere: la lunga frequentazione dei siti egizi, non dovrebbe comportare l'esistenza in quelle plaghe, a maggior ragione, di epigrafi nostrane? Oppure non si è trovato nulla, e dunque l'affermazione "i Nuracini scrivevano un po' prima e un po' meglio di altri" rientra nei consueti wishful thinkings ?

DedaloNur ha detto...

prudenza. rilancio l'invito di Zuanne ad attendere il libro perchè senz'altro qualcuno leggendo coglierà la palla al balzo e parlerà dei soliti proclami di vittoria Ario-shardanici.

A parte eliminare la facile ironia sulla bocca degli stolti faccio presente che bisogna attendere sopratutto perchè Zertal dovrà anche rispondere alla datazione del sito al c-14 che collocano el Awhat nel ferro.

vedremo insomma cosa dirà.Sperando che almeno la traduzione in inglese, non tardi.

francu pilloni ha detto...

Caro GFP,
io rispetto Zartal, che non conosco, anche se fosse ancora in servizio, magari segreto.
Non è questo il punto.
Se io leggo a modo mio il libro dei Giudici e metto insieme alcune altre informazioni che corrono anche in questo blog, posso permettermi di dire che erano più Shardan-sardi Debora o Otniel o Eud (i primi tre giudici d’Israele) e tutti gli altri, di quanto non fosse Sisara stesso. A Zartal conviene credere che Debora fosse israelita, a me piace credere che Debora fosse sarda-shardana.
Una cosa campata in aria, mi dici?
Certo, ma non senza una logica.
Dice Gigi Sanna che la divinità unica dei sardi fosse chiamato EL o IL o IAVE’, scrivilo come vuoi ma sempre di lui si tratta, così come succedeva per gli Israeliti.
Dice ancora Gigi Sanna che SHARDAN significa “signore giudice”, e riferiscono molti autori che essi venivano mandati a “governare” non solo presso le tribù di Sardegna (non scrivo città per non far inorridire i benpensanti), ma anche all’estero, come in Etruria o altri popoli della Penisola italica.
Che dalle tavolette di Tzicotu si ricavi che i signori-giudici fossero anche i “sommi sacerdoti” dell’unico dio, i custodi della fede, mi pare di averlo capito bene.
Aggiungi, amico mio, che sino alla noia si ripete il ritornello degli israeleiti che dimenticano il loro dio, che di conseguenza cadono in disgrazia, che invocano il perdono e il loro unico dio che si chiama appunto Iavè manda loro un “giudice” per trarli d’impaccio.
Forse che il dio unico non si serve di persone in carne ed ossa per mandare a buon fine i suoi disegni? Ecco che i signori-giudici, altrimenti chiamati shardan c’erano già in qualche parte del mondo, anzi, in più parti del mondo e allora ne incaricava uno per tirar fuori dai guai il “suo popolo eletto”, come si dichiarano gli Israeleiti, anche se quel dio avrebbe, a mio giudizio, dovuto prediligere un altro popolo.
Ti sembra allora molto illogico pensare a una Debora come una shardan mandata dall’unico dio, piuttosto che a un Sisara-shardan che lo atterrì mediante una specie di “fine del mondo” per sconfiggerlo?
Dirai che io sogno, che sono un poeta, uno a cui piacciono le favole.
Dimmelo pure, non mi offendo.
Ma di’ la stessa cosa anche per tutti gli altri che “favoleggiano”, caro GFP.

zuannefrantziscu ha detto...

@ Francu
Mica nego che tu possa avere/abbia ragione. E' che non c'entra un piffero con le trenta righe di articolo dell'Ansa. Chi ti dice che Zartal non dica le stesse cose che dici tu? Inorobona, aspettiamo di saperlo, no?

zuannefrantziscu ha detto...

@ dedalonur
Un ferro molto alto, direi, quasi bronzo. Zartal parla, nel sito della sua università, del 1180 aC

DedaloNur ha detto...

@ Zuanne
per il c-14 stavo citando uno studio di alcuni fa.

acqua sotto i ponti potrebbe esserne passata a sufficienza; magari si saranno ottenute nuove prove dagli scavi o una rilettura più efficace e obiettiva degli scavi pregressi.

tutto può essere sinchè non leggeremo. trovo però sia meglio raffreddare certi entusiasmi.

shardanaleo ha detto...

Ho appreso la notizia a Lanusei, dove ero presente al raduno annuale di ex allievi (fra cui Lilliu ecc..)
LA MIA AMAREZZA non ha limiti, nel constatare che TUTTI, fanno finta di ignorare che L'IDENTIFICAZIONE DI SISARA e dei suoi 5000 soldati è DI MIA PERSONALE E DOCUMENTATA primogenitura. Si, primogenitura.
Ma la stampa e persino i componenti questo blog, si sono ben guardati dal citare "SHARDANA I PRINCIPI DI DAN" in cui questo è ampiamente docuemntato.
L'AMAREZZA raggiunge lo SCHIFFO per il fatto che nel 2005 parlammo di questo con ADAM ZERTAL A CAGLIARI, grazie a un intervento di un lettore affezionato, un certo MARIO FRAU.
COSA pretendiamo allora? Ci lamentiamo degli ARCHEOBUONI che oscurano gli scritti e altri docuemnti shardana e "nuragici"... e poi si usa lo stesso schiffoso metodo in questi casi?
SOLO per non dare IMPORTANZA e troppa SODDISFAZIONE A a uno DI NOI?
che PENA, DAVVERO. Oggi per me è un triste, molto triste giorno.
---AH! Una cosa: SISARA e i suoi NON venivano affatto dalla SARDINIA. Erano semplicemente una guarnigione di MERCENARI SHARDANA agli ordini di RAMESSU III.
Comunque, a Pag. 25 di "Shardana, i Principi di Dan" è tutto spiegato.
lasciamo perdere PALAZZI e NAVI PIRATE... si tratta di SEMPLICE STORIA DOCUMENTATA... e RIPRESA E FALSATA DAI JUDEI.
Un deluso LEONARDO MELIS

zuannefrantziscu ha detto...

@ Leo
Fai molto molto male a incazzarti e a essere deluso. Qui, come si deve fare, si è pubblicata una notizia che viene da Israele e che, semmai, dovrebbe rallegrarti, visto che un giornalista - probabilmente ignorando i tuoi studi - riferisce di uno studio che conduce a conclusioni simili alle tue.
Non avresti provato imbarazzo se io avessi scritto. "Sì, ma un mio amico l'aveva detto prima di Zartal?". Nessuno - certo non io - vuol toglierti nulla segnalando che all'altro capo del Mediterraneo c'è chi scrive di Shardana e di Sisara. Ripeto: dovresti esserne felice e magari, ma con un altro tono, avresti potuto dire le stesse cose che qui hai scritto.
Io spero che molti altri, oltre a te e a Zartal, affronteranno la questione. Non ti pare?

shardanaleo ha detto...

Caro Gianfranco... come per la stele di Nora a suo tempo, dimostri di non aver capito il mio INCAZZO.
Io SONO CONTENTO dell'articolo, finchè si riferisce alla scoperta di Adam zertal della cittadella shardana. Del resto io lo cito (zertal e la sua scoperta) già nel 2002 ne: I Popoli del Mare.
io sto dicendo che SISARA l'ho dientificato io e ne parlai (grazie all'amico che sollevò l'osservazione) con Zertal in quel di Cagliari nel 2005. Zertal, dopo aver chiesto "se i giornalisti erano andati via", disse che quella teoria l'aveva anche lui immaginata da tempo. Confermando.
SOLO CHE IO LA PUBBLICAI.
Zertal NON ha certo copiato da me. NON è questo. E' il silenzio della Stampa e, quello che più mi angustia, di CHI ha letto i miei libri e gli altri miei scritti e sapeva bene che questa cosa io la scrissi GIA' NEL 2005. Quindi si tratta di una MIA TEORIA. ma ci si è guardati bene dal ricordarlo. D'accordo, nessuno ha di questi obblighi. ma allora non ci lamentiamo del SILENZIo che circonda ME, SANNA, VACCA, PISU... e tanti altri che non sto ad elencare e che nel frattempo si sono aggiunti, come il buo Michele Zoroddu ecc...
TU, amico mio, avresti reagito nello stesso modo. Tu, Gigi ecc...
CONSENTIMELO.
Kum Salude
leonardo

Giuseppe ha detto...

@ Atropa belladonna
Ciao Atry, confermo il periodo del Bronzo Finale.
Il sito, caratterizzato da un unico insediamento, risulta abbandonato dopo circa 60 anni per motivi sconosciuti. Nello stesso periodo tutte le fonti orientali narrano di un'estesa diffusione di peste o di vaiolo, non escludererei questo motivo.
A presto

illiricheddu ha detto...

Sigomente boll'appo jè pregontadu in italianu e niunu m'at torradu ripposta, isvolto e torro a narrer: "ischides si b'at calchi istudiu subra sos corros impittados in sos elmos Shardana? Cale est sa seguridade chi sian corros de trau? Atteros faeddan de antennas. Itte nde ischides?"

Pierluigi Montalbano ha detto...

@ Illiricheddu

Personalmente non ho nulla da segnalarti. Buon lavoro comunque.

maimone ha detto...

Forse L. Melis sarà troppo piagnone, però ha ragione. Diamo a Cesare ciò che é di Cesare.Zertal, a giudicare da quanto riportato sui giornali, non aggiunge nulla di nuovo a quanto già aveva scritto Melis.

shardanaleo ha detto...

X MAIMONE... Piagnone sarà LEI... mi consenta... :-)
Voglio vedere come reagivate voi se vi capitava altretanto... stavate zitti perchè siete dei BALENTES mentre leonardo sarebbe un PIAGNONE?
AJOH!

ADG ha detto...

Ecco cosa scrisse L.Melis nel 2005

Da: "SHARDANA i Principi di Dan" ed. 2005 (pag. 25)

l’episodio descritto in Judici IV-V: ”Jabin, un re cananeo, che regnava in Asor e aveva per condottiero dell’esercito Sisara (Un generale dei mercenari Shardana di stanza in Palestina per conto dei Faraoni, n.d.A.) che abitava in Aroset Goim, forte di 900 carri ferrati, oppresse duramente i figli d’Israele per 20 anni....
In quel tempo era Judice in Israele Deborah... giudicava le cause fra Rama e Bet-El sui monti di Efraim... Deborah andò con Barak in Qades, radunò Zabulon e Neftali, 10.000 combattenti”.
A causa dello straripamento di un torrente, i carri di Sisara si impantanarono ed egli fu sconfitto. Ma nel Cantico di vittoria che segue alla battaglia, Deborah si lamenta: “E Dan perché se ne sta sulle navi?Aser ha preso dimora sul lido del mare e nei suoi porti vive tranquillo...”
Cosa era accaduto? Deborah aveva cercato di radunare le tribù per scacciare i mercenari insediati nella regione di Manasse, presso il Monte Carmelo, ad Haroset Goim (El-Awaht?).
Dan, però, fece orecchio da mercante, sia perché Sisara (Si-Shar) e i suoi erano Shardana, quindi loro fratelli, sia perché Israele si ricordava di Dan solo quando c’era da combattere.
Con Dan, anche Aser si guardò bene dall’intervenire per le origini comuni (Aser era composta da Tjekker e da Shardana, una delle famiglie dominati era quella dei Shar e lo stesso nome della tribù contiene questo appellativo: A-sher).
Vogliamo ancora rimarcare il fatto che Israele uscì dall’Egitto sotto la scorta dei mercenari Tjeker e Shardana, inclusi rispettivamente nelle tribù di Aser e Issacar i primi e nelle tribù di Dan e Zabulon i secondi. Prova ne sia il fatto che, una volta che queste tribù se ne andarono a Nord (verso il Libano, dove erano stanziati altri Popoli del Mare), i poveri Ebrei cominciarono a buscarle dai vicini (soprattutto Pheleset - Filistei) e ci fu bisogno dei Judici per difendersi, anche perché i figli di Jacobbe poco avevano appreso di guerra durante l’Esodo, nonostante i racconti trionfalistici del libro di Josué. E la presenza di un esercito oppressore in Haroset Goim (El Hawat?), appena qualche lustro dopo la “Conquista” della terra Promessa conferma pienamente quanto sosteniamo. Intanto esaminiamo questa presenza di un esercito (forse) egizio in queste terre....

Ed ecco il perchè della sua amarezza.
ADG

Gigi Sanna ha detto...

No, caro Leo, io non reagisco così. Pensa che un tale, mica sconosciuto, per un concorso di saggi storici ha copiato senza cambiare una virgola ben 20 pagine di un mio libro. Certi stupidi commissari l'anno premiato per quella farina che non era del suo sacco! Altri prendono mie fotografie e mie tabelle facendole proprie con una disinvoltura pazzesca. Che faccio? Me ne frego. Certo, mi dà fastidio tale disonestà, ma faccio spallucce. Capita, credo, a tutti quelli che fanno ricerca e scoprono cose nuove. Se ricordi ne abbiamo parlato da posizioni differenti:tu tieni molto al 'tuo', difendi a spada tratta quello che giustamente ti spetta, io vado al sodo e mi interessa (in questo davvero provo una soddisfazione intima enorme, tutta mia, come sanno bene Aba e tanti altri) il prezioso dato scientifico che altri con me (e, talvolta, anche senza di me) fanno proprio.
Circa queste proprietà intellettuali (tra l'altro tutelate da leggi internazionali severissime) e le 'primogeniture' sai bene che, con i mezzi di comunicazione di oggi, neppure gli ipocriti più ipocriti possono ignorare il fatto che chi studia e dice le cose per prima questi fa in un batter d'occhio, con nome, cognome e soprannome, il giro del pianeta. Certo ci sono gli sciacalli, ma hanno vita molto più difficile di una volta quando i giornali ( e solo certi giornali) contavano nella selezione dell'informazione .
Pertanto: la stampa parla di Zertal e non di te, gli storici dell'antichità ti ignorano, lo stesso Blog degli 'amici' non ti dà la soddisfazione che dici di meritare? E cosa importa? Forse che tu non sai quanti ormai conoscono il tuo passo su Sisara, la 'tua' teoria? Tua tua. Perchè l'hanno lasciata tutta per te, supponentemente tutta per te, pensando di farti danno e renderti ridicolo agli occhi di tutti. O non è così? E tu non sai quanto (bonariamente) ti invidio perché oggi qualcuno con credito indiscutibile parla finalmente (ma aspettiamo di sapere come) di Shardan e di Sisara. Te lo immagini (questo per rispondere anche, in qualche modo, a quell'anima triste e sconsolata, sempre da 'porcabru' di Illiricheddu) se Zertal mi piomba in Sardegna dicendo a Coroneo (mica a me che sono l'asso nuragico di bastoni) o al sindaco di Paulilatino che il protocananaico di una pietra scritta di el-ahwat è preciso a quello di Perdus Pes! Assumancu fessit! Assoras sos isteddos e su poddighe meu paris paris!
Accontentati, amico caro. Del resto, non tutti hanno la tua fortuna, quella sfacciata di vedere, tumefatta come merita, la faccia di un pasticcione ostinato e supponente come Stiglitz (antiatlantideo e antishardaneo di maniera) che si è preso in un solo giorno l'uno-due di Zertal e di Mastino! Caspiterina! Checché se ne dica il tempo è proprio un signor galantuomo.

zuannefrantziscu ha detto...

@ Leo e Maimone
Sì, non ho alcun dubbio che Leonardo non sia affatto un piagnone. E' semplicemente uno studioso che a giusto titolo se la prende con un sistema mediatico che non bada alle cose dette, ma a chi le dice. Se è un italiano e non una sardo, meglio, se è uno venuto da fuori Italia, ancora meglio, se poi è uno neppure europeo, siamo al top.
E allora, sfruttiamole queste debolezze provinciali. Quanti di noi hanno pensato e detto le cose pensate e dette dal prof Mastino? Ci hanno forse calcolato? No. E allora Mastino è un preziosissimo alleato, non nostro, ma della serietà e della libertà di ricerca. Come Zartal.
Capisco solo in parte la risposta di Leonardo. Nel suo post cita questo blog e i suoi frequentatori. Ed è questo che a me, che concordo con Leo e con il suo incazzo contro i media provincialotti, non mi è andato giù. Chiarito l'equivoco, non c'è altro da dire.

Giuseppe ha detto...

@ Atropa belladonna

Quella degli Annali di Marsili II è la prima di una serie di segnalazioni di diffusione della peste in oriente. Seguono quelle di Troia durante la famosa guerra (Iliade), quella di Creta sui reduci di Troia (Erodoto), quella delle città flistee segnalata dalla Bibbia quando i Filistei rubano l'arca del Signore (I Samuele) e la morte di Ramses V (1145.1141 a.C.). Se una figura inavvicinabile come il faraone muore per peste probabilmente il morbo era abbastanza diffuso.

francu pilloni ha detto...

Recentemente, anche qui, si è parlato di un coccio scritto,datato intorno al 1000 a. C. che risulterebbe il più antico con caratteri ebraici.
Quanto ai reperti scritti nuracini, c'è ad es. Locci santus, che è stratigraficamente datato al XIV secolo a. C.
C'è un prima e c'è un dopo, anche se io non ho meriti né colpe.
Quanto alle corna nuragiche, quelle dei bronzetti sono effettivamente di bronzo; quelle sui bassorilievi egizi sono incontestabilmente litiche.
Le altre, ciascuno possiede e usa come crede: chi ha corna d'oro e le porta con noncuranza; chi d'osso e le tiene pudicamente nascoste.
C'è persino chi nega di averle, ma poi si contraddice perché si fa largo a forza di cornate.

maimone ha detto...

@ L. Melis

Piagnone sarà LEI... mi consenta... :-)
Voglio vedere come reagivate voi se vi capitava altretanto... stavate zitti perchè siete dei BALENTES mentre leonardo sarebbe un PIAGNONE?

Piagnone io? E perché mai, di grazia? Sono forse io che faccio la vittima ad ogni pié sospinto, su libri, forum e blog vari?
Io al posto suo ne sarei stato ben contento che uno studioso confermi, a distanza di tempo, quanto da me scritto. Significherebbe che il mio lavoro sta iniziando a dare i suoi frutti. Non vorrà mica l'ovazione coram populo. Se la scordi. Qurlla non l'hanno data manco a Darwin e Einstein. Ma implicitamente le danno stando ragione (fino a prova contraria la carta canta), e questo le dovrebbe bastare. Io stesso, credo di essere stato il primo a darle ragione su questo blog. E le assicuro che il mio parere, modestamente, vale perché non ho alcun interesse da difendere, e quindi sono neutrale. Non ho scritto libri sull'argomento né ho intenzione di scriverne. Tantissimi, di coloro che scrivono su questo blog hanno scritto libri sull'argomento (Zedda, Mura, Areddu, Sanna, Montalbano, lei stesso etc) e giustamente ci tengono a difendere e diffondere le loro idee. L'unico che sta sempre a lamentarsi é proprio lei. Mi sbaglierò, ma mi pare che ci marci un pò con questo pianto continuo. Mi consenta

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Caro Maimmone,

lei dice che stanno dando ragione a Melis? A me pare cosa impossibile! Melis dice che i nuraghi sono stati costruiti tra il 8400 e il 3500 a.C. poi i nuragici quasi si estiguono e nel 2300 arrivano gli shardana!
Non credo prorio che al simpatico piagnone gli diano ragione! ma come si fa!
Zertal a bracceto con Ugas dice cose diverse dice che i nuragici erano gli shardana!
Sul fatto che nella bibbia vi siano possibili riferimenti agli shardana , esiste un ampia bibliografia a cui sia Melis che Zertal si sono abbeverati!

PS: infine ripeto l'ipotesi più verosimile e che gli shardana (non tutti ovviamente) siano arrivati in Sardegna nel XIII sec. a.C.

zuannefrantziscu ha detto...

@ Mauro Peppino
Melis ha chiarito più volte e anche su questo blog. Non volerne prendere atto significa fomentare una rissa. Perché? A che cosa giova?

Mauro Peppino Zedda ha detto...

caro ZuanneFranciscu,

Melis ha chiarito? in che senso? mi è sfuggito forse qualche passaggio?
Melis ha accettato che la ziggurat risalga al III millennio e i nuraghi al II millennio a.C.?
Ora dice che i nuragici sono gli shardana?
Va bene se così fosse, si metterebbe nell'alveo della teoria di Raffaele Sardella.

é una teoria che non mi trova d'accordo (cioe sul fatto che i nuragici siano gli shardana), ma l'ipotesi è da prendere in considerazione

Ma se continua a fregarsene della stratigrafia archeologica e a mettere i nuraghi nel mesolitico e la ziggurat dopo i nuraghi, la sua proposta è senza fondamenta.

Il giorno in cui Melis deciderà di studiare i contenuti stratigrafici e culturali della cultura materiale della Sardegna preistorica e protostorica vedrai che dirà aveva ragione N.K. Sandars!

illiricheddu ha detto...

Penso che le anime tristi e da procabru risiedano più vicino Oristagno che da me: cercetevele.

maimone ha detto...

@ M. P. Zedda

lei dice che stanno dando ragione a Melis? A me pare cosa impossibile! Melis dice che i nuraghi sono stati costruiti tra il 8400 e il 3500 a.C. poi i nuragici quasi si estiguono e nel 2300 arrivano gli shardana!


Io noto che quanto riportato sui giornali e atribuito a Zertal, l'avevo già letto illo tempore nei libri di Melis, e tanto basta per riconoscere a Melis quel che é di Melis. Quanto alle cronologie dei nuraghi non saprei che dire. Idem per Nuragici= Shardana. Apparentemente l'ipotesi di un'origine orientale degli Shardana, e diversa rispetto ai Nuragici, sembra prevalere, ma non esiste una prova risolutiva in questo senso. Io non aspetto altro che gli studiosi chiariscano meglio questi aspetti.

Andrea Brundu ha detto...

Non credo che Sisara potesse essere eroe Sardo. Inanzittutto perchè la scrittura trovata in Sardegna, parla di una lingua semita tanto quanto quella levantina,ma molto più antica, e Sisara non sembra essere nome semitico.
Forse Zartal è legato alla vecchia concezione storica del Mediterraneo, senza sapere della scrittura trovata in Sardegna. Credo che non essendo a conoscenza di dette scoperte, e non sapendo che qui è stato trovato il tetragramma sacro YHWH, i suoi studi non possono essere obiettivi.
Se si cerca in Oriente ciò che si trova in Occidente, come si fa ad essere obiettivi?
Queste mura:
http://butindaro.files.wordpress.com/2009/09/fortification.jpeg
fanno parte di una fortificazione a Gerusalemme di 3700 anni fa.
La cosa è spiegata in questo articolo:
http://www.israele.net/sezione,,2626.htm
anche se vengono definite "mura Cananee"(io direi Pelasgiche, e lo direi forte).
Queste altre mura invece risulterebbero fatte fare da Re Salomone:
http://www.israele.net/sezione,,2754.htm
si trovano sempre a Gerusalemme.
Il bello è che Gerusalemme, in antichità si chiamava Urushalem, ....si si proprio quell' UR/città che vado proclamando.
Urshalem, era la città del dio Shalem/Shalom/Shalim.Meglio se la chiamassimo Uruksalem.Il vecchio nome di Urushalim compare anche nei testi egizi del XII dinastia come 'ws'mm ,pronunciato in lingua accadica con Urushalim ,città di Dio.
Forse che i costruttori di El-Ahwat, siano stati gli stessi che costruirono le mura ciclopiche a cui faccio riferimento? Possibile? Se così è allora queste popolazioni,si spostarono in quelle zone in epoche molto antiche, con tappe intermedie, dove "hobbisticamente" costruirono mura con sassolini di poco conto.
Secondo voi come spiegherà Zartal la scrittura nuragica?
Come lui dice che gli shardana si trovavano in oriente, noi potremo dire che gli ebrei si trovavano in occidente.Non si può dire? Comunque anche Zartal mi sembra alquanto confuso, se sapesse della scrittura nuragica cadrebbe svenuto.
Inoltre si dovrebbe indagare su chi fossero i Gibbõrīm le guardie del corpo di re David;erano forse Pelasgi/Tirreni? Di Uria, uno dei trenta, si sa che fosse Hetheo. Però amici Hetheo e sinonimo di Pelasgico, o sbaglio?
Gibbõrīm deriva da Gever e significa "possente". E 'usato per uomini e per Dio (ad esempio, Isaia 09:06, 10:21, Geremia 10:21 nel senso di "il Dio potente").
Che i Pelasgi/Tirreni fossero possenti, nessuno lo mette in dubbio, basta vedere i muri che costruivano.Beh......... dei costruttori dei Nurake, non mi pronuncio.

Andrea Brundu

shardanaleo ha detto...

Gfranco, quando ha deciso di moderare il blog, ha ottenuto un risultato insperato. la pace, la distensione e la serenità è ora sul forum. peccato che quando "ha pulito la stalla" dalle scorie degli ANONIMI che conosciamo bene, ha scordato che c'era un NON ANONIMO che comunque ha usi e costumi di quelli che imperversavano tempo fa da quste parti. Questo un nome ce l'ha. ma ha anche una grozza motivazione per continuare a cercare RISSE. E' l'unico modo per porpagandare il suo libro che cerca disperattamente di proporre come UN DISCO ROTTO con attacchi a melis, che oltretutto non gli risponde più da anni, avendo conosciuto il suo secondo fine.
UN DISCO ROTTO che può nuovamente rompere l'armonia e la distensione creata dopo la cacciata delgi ASINI.
Kum salude
Leonardo

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Caru Leo du connoscisi su diciu: unu su chi tenidi, bendidi

francu pilloni ha detto...

Prendo atto, cara Aba, della precisazione. In effetti si parlava di lingua ebraica e non di caratteri alfabetici ebraici. In ogni caso, anche con le nuove ipotesi che io non conoscevo, si risale al 12° secolo che è comunque posteriore al brassard di Locci Santus.
Ma tutto questo, anche nel mio sgangherato discorso, non voleva dire molto perché ho insistito sul fatto che alcuni popoli hanno scritto la storia loro a modo loro.
Quando troveremo le storie scritte dai sardi-shardana-nuracini, e se le troveremo, forse leggeremo i racconti degli stessi fatti senza che le storie si assomiglino neanche un poco.
Se hai afferrato, e non dubito proprio, dà fastidio solo dare per buono il fatto che i sardi-shardana-nuracini usassero la scrittura.
Risulta indigesto come inghiottire un carciofino selvatico intero, spine comprese. E fa lo stesso effetto.