lunedì 3 ottobre 2011

Le pietre e la luce

Quali segreti nascondono i nuraghi, monumenti simbolodella Sardegna? Cosa spinse gli antichi sardi a costruire queste imponenti torri? Erano davvero fortificazioni per la difesa militare, castelli e residenze di antichi capi? Queste sono le domande che hanno spinto un gruppo di liberi ricercatori sardi a studiare per diversi anni fenomeni di eccezionale rilevanza scientifica. Con un ampio corredo fotografico, il libro cerca di dare una risposta agli interrogativi circa lo scopo di queste antiche costruzioni, il cui messaggio fino ad oggi è rimasto celato nel linguaggio delle pietre e della luce.

Chi come me ebbe la fortuna, lo scorso gennaio, di assistere alla proiezione del filmato registrato al solstizio d' inverno al nuraghe Santa Barbara, non potrà dimenticarlo facilmente.  Il sole entrava da una finestrella e, come un pennarello di luce, disegnava pian piano l' inconfondibile figura di una protome taurina sulla parete interna del nuraghe. Questo e tanto altro, tutto rigorosamente documentato, nel nuovo libro che tutti attendevamo. In bocca al lupo G.R.S.! AB

127 commenti:

DedaloNur ha detto...

I miei sinceri auguri e complimenti agli autori ed amici del Gruppo ricerca.

Gigi Sanna ha detto...

Leggo ora. Auguri vivissimi al GRS! Se mi è consentito però faccio un piccolo appunto sul titolo del libro. Chè dovrebbe essere 'Il toro della luce', in quanto quel toro, ovvero quel fallo taurino nuraghe (NR - AC - HE), è espressione per indicare la potenza 'generante' senza la quale al mondo nulla può esistere. La vita è data simbolicamente da un animale dalla potenza straordinaria, da un bue alato celeste o solare. Questo dicono i documenti scritti. E lo dicono a chiare lettere. Nei documenti è la luce sempre messa in alto, al primo posto. Ripeto, sempre. Non il toro. Non c'è un Dio 'Toro' (espressione di Lilliu) ma c'è un dio yh celeste non visibile e misterioso che però è hy (la voce palindromna di yh), datore incessante e potentissimo di vita. Un dio 'Luce' (tutta la luce del creato: sole, luna, stelle) che ha come appellativo più importante (e non unico) quello del toro.
Ma di questo bisognerebbe discutere con maggiore argomentazione, anche perchè si potrebbe aggiungere che quel toro è scrittura 'potente'. E' la luce perpetuante la vita che (invenzione geniale dei nuragici), grazie alla particolare conformazione delle pietre della 'finestrella' al di sopra dell'architrave, disegna o scrive se stessa, rinascendo nel solstizio d'inverno; opponendosi così al suo antagonista mortifero, ovvero il buio.
Ma tutto ciò poco importa rispetto alla grandezza della scoperta astronomica, una delle più grandi dell'archeologia ( non solo dell'archeoastronomia)sarda e non. Non vedo l'ora di leggere il libro dei miei carissimi amici, studiosi di prim'ordine.

piero ha detto...

è una fatica costata 5 anni di ricerca fatta sul territorio, dalla vasta area del centrosardegna passando per il logudoro, fino all'ogliastra, il libro è ricco di importanti novità, la data della prima conferenza, che dovrebbe tenersi ad oristano, verrà comunicata presto anche in questo blog

un grazie a tutti coloro che in questi anni ci hanno sostenuto

Gigi Sanna ha detto...

Se è vero, come io credo che sia vero (Piero teste), che in un altro nuraghe, nel giorno 21 Giugno, ovvero nel solstizio d'Estate, la finestrella disegna il toro a 'testa in giù', cioè morto (morente), credo che i nuragici abbiano toccato i vertici massimi della genialità creativa simbolica. Ma io che non sono malato di sardismo becero ma 'razionale', e accetto ugualmente di buon grado il il dato oggettivo del sublime e dell'infimo degli antenati nuragici, mi chiedo umilmente quanto tutto ciò che stiamo scoprendo sia frutto di inventività 'pura' sarda. Ci sono gli Egiziani e i Sirii di mezzo forse ( o senza forse) per primi nella creazione dei simboli, anche lapidei. Purtroppo non riesco a trovare ( ma sarà una mia debolezza nella ricerca)qualche testo che mi faccia capire quanto e dove i nuragici shardan sono debitori di scoperte 'scritte' a rebus di altri. Ci sono solo affermazione generiche, molto generiche e non puntuali sui geroglifici delle piramidi con significato fonetico. O sulla posizione sintattica degli oggetti nelle singole tombe. Niente di più. Tu ed altri ne sapete qualcosa? L'unica aspetto che ho capito veramente, da certezza assoluta, come 'debito' nuragico-shardan, è la simbologia del Bue Api e i corrispondenti segni grafico-fonetici adoperati nei documenti (in primis certo, cara Aba, quelli delle così dette 'statue stele'). Ma mi fermo qui perchè il discorso sarebbe non lungo, ma lunghissimo.

Gigi Sanna ha detto...

Dimenticavo. Dai un bacione alla tua amica di facebook.

Gigi Sanna ha detto...

ops..al tuo amico.

Franco Laner ha detto...

Ho provato intensa emozione nel leggere che degli studiosi hanno confermato una ipotesi che ho avanzato nel 1998 quando capivo che la finestrella di scarico non aveva funzione statica e che invece era funzionale all'entrata del sole che segnava lo scorrere del tempo (nota 2, finestrella di scarico, pagg. 26 e 27 di Accabadora). In Sa 'ena aggiungevo che la funzione del nuraghe non è solo quella di cosmizzare lo spazio, ma anche il tempo. Non solo, ma avevo (pag. 80 di Sa 'ena) conferma della concezione ciclica del tempo L'apparizione del profilo taurino nella tholos è una ierofania: il divino (toro e sole come forme della divinità) si invera (pag 79 di Sa 'ena), si fa corpo nella sua inesorabile iterazione annuale ciclica. Vedere confermate le mie intuizioni (così ho capito dai commenti del blog) mi fa piacere e spero che sia stimolo per riprendere le mie neglette ricerche. Non vedo l'ora di leggere e guardare il libro e capire chi siano gli autori che non conosco e coi quali mi complimento!
Quante volte, sia io che Mauro Zedda, abbiamo sostato nel buio a ragionare e suggestionarci! Altro che finestrella di scarico, presa d'aria o feritoia! Tolta la cappa interpretativa militarista, il nuraghe finalmente comincia ad allargare il suo racconto, la sua appartenenza al sacro e alla nascente scienza all'uscita del neolitico. Bene, cerco il libro!
Franco Laner

Maria Teresa Porcu ha detto...

complimenti, la visione di quel filmato è stata emozionante, comprerò il libro il prima possibile!

Gigi Sanna ha detto...

Ho l'impressione che il 22 o il 23 di Dicembre prossimo Santa Barbara di Villanova Truschedu avrà più di un visitatore. E che Villanova Truschedu avrà un bel futuro in campo archeologico scientifico ( e, conseguentemente, turistico). Cara Maria Teresa: tutti quelli che al corso di epigrafia hanno visto in anteprima quell'evento spettacolare sono rimasti sbalorditi. Non solo tu. Per quanto mi riguarda quella visione mi ha commosso, pià che sbalordito: e tu, che hai seguito il corso, sai bene il perchè.
Aba, che spesso ascolta anche i nostri respiri, ha detto qualcosa su quel perchè. Comunque, io non c'entro. E' una vittoria collettiva della passione del Gruppo legata alla grande conoscenza dell'archeologia sarda.
Senza passione e intuito, cari colleghi archeologi, niente da fare! Proprio niente! Si raccolgono solo cocci e pietre, per decenni e decenni. Scoperte scientifiche 'nessuna', proprio nessuna! Parlo di scoperte con la S maiuscola, quelle che emozionano profondamente e si ricordano. Tutti parleranno della Luce del Toro o del Toro della Luce. Soprattutto quando vedranno un nuraghe con feritoie, garitte, piombatoi, camminamenti, e di quanto altro si sa per 'scienza' nuragica 'al di là di ogni ragionevole dubbio'.

Gigi Sanna ha detto...

Ho l'impressione che il 22 o il 23 di Dicembre prossimo Santa Barbara di Villanova Truschedu avrà più di un visitatore. E che Villanova Truschedu avrà un bel futuro in campo archeologico scientifico ( e, conseguentemente, turistico). Cara Maria Teresa: tutti quelli che al corso di epigrafia hanno visto in anteprima quell'evento spettacolare sono rimasti sbalorditi. Non solo tu. Per quanto mi riguarda quella visione mi ha commosso, pià che sbalordito: e tu, che hai seguito il corso, sai bene il perchè.
Aba, che spesso ascolta anche i nostri respiri, ha detto qualcosa su quel perchè. Comunque, io non c'entro. E' una vittoria collettiva della passione del Gruppo legata alla grande conoscenza dell'archeologia sarda.
Senza passione e intuito, cari colleghi archeologi, niente da fare! Proprio niente! Si raccolgono solo cocci e pietre, per decenni e decenni. Scoperte scientifiche 'nessuna', proprio nessuna! Parlo di scoperte con la S maiuscola, quelle che emozionano profondamente e si ricordano. Tutti parleranno della Luce del Toro o del Toro della Luce. Soprattutto quando vedranno un nuraghe con feritoie, garitte, piombatoi, camminamenti, e di quanto altro si sa per 'scienza' nuragica 'al di là di ogni ragionevole dubbio'.

giovanni ha detto...

Comprato da Canu e letto il libro del GRS; a loro i complimenti per questo straordinario fascio di luce sulle antiche e moderne(soprattutto) nebbie avvolgenti la civiltà dei sardi. Cess.......l'archeoastronomia a braccetto con la "scrittura" e la "scrittura con" nuragiche. Nr ac he, luce toro lui.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Non ho ancora letto il libro, lo acquisterò e leggerò appena potrò.

Nei miei studi (per una sintesi esaustiva vedere Archeologia del paesaggio nuragico)è emerso che gli ingressi dei monotorre e delle torri centrali dei nuraghi complessi della metà settentrionale dell'Isola sono orientati verso il sorgere del sole al solstizio d'inverno, della luna al lunistizio maggiore meridionale e della costellazione del centauro, nella neridione dell'Isola ai tre target citati si aggiunge anche il tramonto della costellazione del centauro.
Nel caso del santa Barbara di Villanova Truschedu l'orientamento è verso il lunistizio maggiore meridionale (un angolazione 8 gradi più a sud del solstizio invernale).
Della cosa si era già discusso in questo Blog, sono curioso di capire se il GRS persevera nell'errore lasciandosi suggestionare dalle suggestioni (chi non conosce il lunistizio , può banalmente pensare che l'orientamento verso di esso sia invece un approssimazione verso il solstizio).
I nuragici hanno dimostrato che orientavano i loro munumenti con estrema precisione , e non mi sempbra il caso di scambiare un orientamento preciso verso la Cornuta Luna, con un approssimato orientamento col sole.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Riguardo all'immagine che disegna il pennello di luce che penetra dal finestrello posto sopra l'architrave, con Franco e con altri mi/ci è capitato di notare che talvolta sembra una protome taurina.
Ripeto talvolta, perchè altre volte l'immagine è un semplice rettangolo.

La questione merita una indagine di vasto raggio, e visite obbligate nelle ore in cui passa il sole, spero il lavoro del GRS sia statisticamente significativo in modo da far uscire la questione dall'ambito della comunicazione di un fatto certamente interessante, ma che se non è supportato da un campione significativo , resta nell'ambito della semplice curiosità. Comunque interessante.

granitu ha detto...

A nome del GRS ( gruppo ricerche Sardegna ) ringrazio a tutti per i complimenti.
Conoscevamo gli scritti di Franco Laner ( Accabadora ) che mostrava una foto sulla luce proiettata dal finestrino di” scarico” dell’ingresso del nuraghe Orolo , ma solo recentemente nel libro Sa ‘ena,( con la nostra ricerca in stato avanzato ) che ripropone la stessa foto ,all’improvviso individua un profilo taurino; La quale però, in ambedue le sue opere, comunque non viene per niente documentato una visibile e reale identità di”forma di luce Taurina”.
Se dunque quella di Laner è stata solo una felice intuizione, quella del GRS è la scoperta di un evento a dir poco spettacolare e senza precedenti, suggestivo a perdita di fiato e ampiamente documentato anche in altri nuraghi.
E se ben abbiamo capito sull’emozione provata dal Laner a questa scoperta non potrà di certo mancare alla prossima conferenza ( presentazione del Libro ) dove verrà mostrato il clip video dell’evento della LUCE del TORO e molto altro.
Sandro Garau GRS

cesare contu ha detto...

A Mauro Zedda chiederei come mai questo atteggiamento diffidente, su di un'opera neanche vista, vede già errori prima di aver letto il libro? Non è forse questa la vera confusione?

Franco Laner ha detto...

Prendo atto e ringrazio Garau che riconosce la mia "felice intuizione". Non avendo elementi di maggior riscontro -purtroppo l'archeologia è per me un lusso hobbystico- mi sono concentrato su di una questione sinergica e sincretica, studiando il controllo della luce che entra in alcune chiese cirstercensi, ad esempio a S. Pietro delle Immagini di Bulzi. Lavoro che chissà quando pubblicherò, proprio perché dovrei stare in Sardegna. Comunque in Sa 'ena le pagine che dedico alla ierofania che si invera nell'apparizione della testa taurina che si staglia nella parete buia della tholos e che lentamente descrive il percorso del sole mi sembra qualcosa di più di una intuizione. D'altra parte sulla luce che entra dalla finestrella di scarico del S. Antine al sostizio d'inverno ho largamente documentato sia in Accabadora, sia in altre pubblicazioni.
In questo stesso post, più sopra Gigi Sanna ha scritto un periodo lapidario:
"Senza passione e intuito, cari colleghi archeologi, niente da fare! Proprio niente! Si raccolgono solo cocci e pietre, per decenni e decenni. Scoperte scientifiche 'nessuna', proprio nessuna! Parlo di scoperte con la S maiuscola, quelle che emozionano profondamente e si ricordano."
Ecco che l'intuizione diventa il grimaldello capace di deviare studi e ricerche.
Proprio l'attuale cambio epocale degli studi nuragici è dovuto alla presa di posizione -quasi quarant'anni fa- di Pittau nei confronti della teoria militarista-feudataria di Lilliu, agli studi archeoastronomici di Mauro -venti anni fa- , alle decifrazioni segniche di Sanna e altri che hanno preso le distanze dal nuraghe-fortezza. Se poi si va a vedere, non c'è priorità assoluta in nessuno, germi ed intuizioni sono presenti assai prima dell'apparizione delle nuove teorie.
Ho spesso detto che la questione non è di maglia rosa, ma del contributo di ognuno, anche se è innegabile l'umano bisogno che uno studioso ha di veder riconosciuto il proprio contributo ed intuizione.
Ho ordinato il libro, con la certezza/speranza di salire su di un ulteriore gradino della conoscenza dell'archeologia nuragica. Per ora è obbligo la sospensione di giudizio.
Franco Laner

Gigi Sanna ha detto...

E' vero, Giovanni. L'archeoastronomia e l'epigrafia a 'braccetto'.Hanno contribuito, ciascuna per la sua parte e con la sua severa metodologia, a dare un risultato irreprensibile sul piano scientifico. E non poteva essere che così dal momento che lo studio degli astri e la scrittura erano, insieme ad altro (tanto altro, come ad es. l'architettura monumentale simbolico -religiosa), espressione della 'scuola della vita' o edubba sarda sacerdotale che ha prosperato in Sardegna per oltre un millennio. 'Scuola', ripeto, che tramandava il sapere con norme ben precise che glorificavano Dio e non certo gli uomini, sebbene alcuni di essi fossero eccezionali, dei in terra, 'santi' come il Padre 'Toro della Luce' ( NURAC).

francu ha detto...

Non si tratta di maglia rosa, ha scritto a ragione qualcuno, ma mi viene da pensare che certamente ci sono maglie a pois, dove ciascuno segna la sua scoperta, la sua semiscoperta, la sua intuizione, il suo recondito inconfessato dubbio che proietta sfiducia su qualcosa di apparentemente acquisito alla conoscenza.
E peggio per me se a nuraghi andavo in pieno giorno, portandomi appresso i figli piccoli che certo non potevo svegliare all’alba in ossequio alle mie semintuizioni, ai miei fumosi dubbi. Mi sono perso i tramonti e le aurore, il sole insinuante in incomprese finestrelle che pennellava se stesso tranciando di netto il buio tombale della camera centrale. Così li ho visti sempre in piena luce i pochi nuraghi che ho visto, senza poter facilmente confrontare le mie semintuizioni e i seriosi dubbi con i miei accompagnatori, per ovvie ragioni. E mi mordono dentro, ancora dopo trent’anni, i tanti “perché?” rimasti senza risposte, se non le mie sgangherate proposte.
Perché, ad esempio, si sono costruiti nuraghi a due torri?
Avendo visitato più e più volte il nuraghe Carcina di Orroli (tre-quattrocento metri dalla provinciale per Escalaplano, un po’ prima del bivio per la chiesetta di s. Caterina), ho visto che inizialmente fu innalzata una sola torre, mirabile rispetto alla lavorazione dei massi e alla loro collocazione, ma poi gliene fu affiancata un’altra, meno esemplare, all’apparenza raffazzonata in fretta e furia, con le pietre che poggiano senza incastrarsi sulla torre più antica. E perché?
Prima semintuizione: la prima torre correva il rischio di crollare. Falso: la torre più antica è ancora più alta, e di molto, di quella più recente e ancora perfettamente in asse, mentre l’altra sembra collassata.
E allora, perché una seconda torre?
Tralascio tutte le ipotesi che io stesso ho cestinato, restando comunque del parere che un motivo più che valido ci sarà stato, perché non è stata piccola impresa l’aggiunta della seconda torre.
Ho notato che sopra i resti delle capanne del villaggio che vi è disposto intorno, vegetano certe erbe che noi dei paesi sappiamo essere spie dell'affioramento di una vena d’acqua. Rientrando nella camera della prima torre, che ha apertura verso sud, ho notato che nell’angolo opposto le pietre più in basso, prossime al piano del terreno, hanno i segni particolari di chi ha convissuto a lungo contatto con l’acqua.
C’era una sorgente? La torre più antica era sorta anche a protezione dell’acqua?
Ora non si vede traccia di umido, come se la vena sorgiva si fosse spostata per cause sue. E se fosse affiorata di fianco, dove si provvide a proteggerla con la nuova torre?
Questa è la mia semintuizione per la quale attendo conferme, così che potrò fregiarmi di almeno un punto nella maglia tutta nera che ora indosso.
E non permetto che mi si contesti di averlo detto solo ora, nel 2011, perché ne parlai già nel 1981, pur senza conferme, con i miei piccoli accompagnatori, in risposta ai loro numerosi, quanto fisiologici “perché?”.

francu ha detto...

Oia! Tutto preso dalla gara per la primogenitura delle idee e dei loro fantasmi, ho dimenticato di dire che ho visto il Toro di luce ad Oristano, l'inverno scorso, rimanendone profondamente turbato.
Grazie dunque all'associazione per il loro lavoro. Anch'io aspetto di vedere passare nelle librerie il loro libro.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@cesare Contu,

l'ingresso del Santa barbara è orientato con accurata precisione verso il sorgere della luna al lunistizio maggiore meridionale (da notare che il vicino San Gemiliano , dove vi sono le cumbessias, ubicato sullo stesso parallelo, è orientato verso il tramonto della luna nello stesso lunistizio maggiore meridionale), dunque l'orientamento assai approssimato verso il solstizio d'inverno non è il vero target dell'orientamento.

Dopo che leggerò il libro , vedremo se la mia osservazione, troverà smentita, vedremo, ma non credo quel nuraghe è lunare

saluti

mauro

Gigi Sanna ha detto...

Cara Aba, se avessi visto prima questa tua risposta a Zedda non avrei scritto una replica lunghissima a Dedalonur. Hai detto in venti parole quello che io faticosamente ho detto con centinaia. Quel momento scientifico 'sublime'mi ha fatto pensare alla conferma del 'pugnaletto scritto' immortalato con il suo valore fonetico preciso nella barchetta di Teti (e direi nella lampada, o Nur, a 'doppiere'). Qualcuno pensava che quella della scrittura 'con' fosse una sparata, o al massimo un momento ermeneutico con 'gusto' dell'avventura e del salto senza rete. Ora dico: ma davvero si pensa che il 'con' sia riservato, come aspetto di scrittura, solo a due o tre casi? Pensarlo non è da 'fiacchi di mente'? (Così con linguaggio da 'democristiani' faccio contento Franco Laner).

Gigi Sanna ha detto...

Sì, stiamo passando dalla 'non scrittura' al 'tutto scritto'. E questo mi procura vertigine perchè sono capaci, nonostante l'evidenza, di lasciarci da soli come 'invasati'. Affrontando ormai argomenti (storici, linguistici, epigrafici, religiosi, ecc.) che impegnerebbero, a tempo pieno, i membri del corpo docente di un'intera facoltà di Lettere!

Gigi Sanna ha detto...

Il doppiere, se ti interessa, fa parte della mostra. Lo riporto come oggetto scritto ma non lo commento neanche un po'. Voglio che siano altri a farlo!(non mi riferisco a te, naturalmente). Dico solo che l'iterazione del segno è uno degli aspetti fondamentali o 'norma' che si insegnava nella grandissima 'Scuola della Vita' che fiorì in Sardegna nell'età del bronzo medio, finale e I ferro.

Alessandro Lessà ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Lessà ha detto...
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Alessandro Atzeni ha detto...

"all'alba del solstizio d´inverno si formi una figura taurina grazie alla luce solare che entra dalla finestrella."

Carissima Dott.essa Losi.

Nonostante la sua ottima osservazione, le assicuro che il funzionamento della "macchina di pietra" (incredibile e monumentale) "Santa Barbara" non si esplica esclusivamente attraverso una singola finestrella. Come un complesso ingranaggio, il nuraghe (e la sua adduzione...tanto per rispondere a Franco) è un complesso sistema di finestrelle, apertura principale (ingrsso e suo orientamento), falso-finestrino di scarico.

Quando avrete fra le mani il testo, potremo parlare in modo più diretto.
Per ora posso solo augurarvi buona lettura".

Saluti!

Dimenticavo.
Il funzionamento del finestrino non avviene all'alba (sarebbe impossibile, a meno che l'ingresso del nuraghe non sia orientato in tale direzione).
Quello che avviene all'alba accade in UN ALTRA parte del complesso.

piero ha detto...

@ francu

ho letto il tuo post e sono molto interessato al nuraghe che hai descritto in dettaglio, potresti accompagnarmi per fare un sopralluogo e una eventuale ricerca? adesso parlo a titolo personale, ma potrebbe essere argomento di ricerca del G.R.S. , esistono nuraghi con sorgente al suo interno, non conoscevo quello che hai descritto

ciao piero

Gigi Sanna ha detto...

Zedda non vede? E chi se ne frega! Uno come tanti. Lo scrive? Dà addosso al presidente del GRS, definendolo in fondo un incapace e un ingenuo dilettante? E chi se ne frega! Uno che non capisce che quel toro c'è e che è più convincente quel 'toro di luce' (anche per i dati epigrafici ormai di un decennio) rispetto ai suoi 'lunistizi', va proprio lasciato perdere! Si parla di aglio (sole) e lui (invidia? intolleranza per un altro libro di archeoastronomia?) replica spostando l'asse su cipolla (luna).
A me invece interessa, per fini filologici e scientifici, se sussiste la ripetizione dell'evento; se cioè in altri nuraghi (e possibilmente in quanti) la finestrella ripete più o meno la stessa immagine della protome taurina. Oppure non. E soprattutto se la ripete nei giorni del Solstizio d'Inverno e nel Solstizio d'Estate. Questo ritengo importante, anzi importantissimo. Anche se il dato in sè di Santa Barbara lo ritengo più che sufficiente.
Cara Aba, non ho potuto (ma per motivi di spazio)inserire il documento fittile di Piscu di Suelli alla prossima mostra. Ma sia la barchetta di Teti, sia le immagini dei pugnaletti, sia il doppiere mi sembrano più che bastanti a far capire due cose: che c'è la scrittura 'con' e che c'è, testimoniata qui e là, la tecnica del disegno a puntinato. Che non è romana. E che non esistono quindi (anche per testimonianza de CIL) i Sextus Nipius degli 'epigrafisti della Domenica'. Esiste solo la scrittura dei nuragici. Quella sì.

Alessandro Atzeni ha detto...

"A me invece interessa, se sussiste la ripetizione dell'evento; se cioè in altri nuraghi (e possibilmente in quanti)
la finestrella ripete più o meno la stessa immagine della protome taurina. E soprattutto se la ripete nei giorni del Solstizio d'Inverno
e nel Solstizio d'Estate. Questo ritengo importante, anzi importantissimo. Anche se il dato in sè di Santa Barbara lo ritengo più che sufficiente."
Esatto. è proprio questo il punto. L'ultima frase da lei scritta. Se trovasse un bronzetto del 12 secolo a.C. cosa penserebbe, che è un fortunato manufatto
scampato alla rifusione, oppure che non può essere del 12° secolo, e che quindi DEVE essere per forza qualcos'altro? Per andare su un esempio più noto:
se trovasse una quarantina di statue in arenaria in un periodo che veniva considerato privo di statuaria monumentale,
cosa penserà? Che sia un indredibile scoperta, proprio per la sua rarità, o che quelle statue devono essere per forza Fenicie, o meglio, Puniche?
Forse è questo che sta sfuggendo a qualcuno (ed è stato anche scritto nel libro). Alcuni particolari eventi DEVONO essere apprezzati proprio per la loro singolarità
(così come i monumenti stessi) piuttosto che per una sterile ricerca statistica. Questa, oltre a dare un dato quantitativo su quanti monumenti
sono orientati verso una particolare direzione (e quindi rendere più evidente una "tendenza") non può dirci tutto.
Eppure la ricerca statistica è necessaria (ribadisco: necessaria, non definitiva).
Gli eventi dove il fenomeno si manifesta sono molteplici (e sono stati elencati, uno ad uno).
Ed è ovviamente una ricerca ben più difficile (va fatta di persona, una volta all'anno) che avere un dato indicativo come l'orientamento dell'ingresso,
che può essere preso in qualsiasi ora di qualsiasi giorno (si potrebbe obbiettare su COME lo si debba eseguire).
Oltre che difficile una simile ricerca è anche più forte, perchè l'evento è documentato fotograficamente.
Una prova inoppugnabile, scientificamente validissima proprio per la sua ripetitività.
Suggestioni? Oppure no? C'è chi dice che siano tali, e chi invece dice che lo sono (ma suggerisce di averne avuto anche la paternità della scoperta).
Questo lasciamolo decidere ad altri. Magari, chennesò, ai posteri?

giovanni ha detto...

Trovo che questa pubblicazione del GRS ha contenuti tali da meritare ben più del plauso di tutti per l'avanzamento della ricerca archeoastronomica in sardegna; e in specie e in primis di tutti gli archeoastronomi e personalità interessate sul piano scientifico alla materia, sardi e non. Le tesi presentate e documentate (nuraghi calendario e toro della luce ) sono una novità assoluta per la giovane scienza archeoastronomica sarda; ed è possibile verificarle e riverificarle in più siti quanto si vuole. Dietro le osservazioni,le misurazioni, matematiche, geometriche e astronomiche, c'è l'esposizione di tesi nuove, l'idea concreta di significati e di funzioni; altrimenti avremmo solo un elenco arido di numeri e orientamenti, per quanto lungo e faticoso, ma fine a se stesso.
Invece sulla datazione dei giganti di M.P., se la ricerca dimostrasse che gli stessi sono precedenti alla statuaria greca e quel primato andasse a farsi benedire , quale sarebbe il problema . Non rientrerebbe nei canoni scientifici,credo, considerare maleducati i ricercatori sostenitori della maggiore anzianità dei giganti, O discettare proditoriamente sulla maggiore rilevanza delle presunte dissonanze rispetto alle assonanze, nè tantomeno servirebbe perdere tempo su sociologismi di quart'ordine,
ironizzando gratuitamente e pesantemente sul sentimento identitario, o cazzeggiando su valenze plastico/artistiche, o facendo vestire maglie rosa a proprio ghiribizzo e inserendo in artefatti elenchi di malati endemici tutti coloro che osano controbattere a ragion veduta certe convinzioni.
Se non addirittura denigrando, ignorandole o rifiutando di capirle, evidenti novità scientifiche che avanzano. Non si può confutare, tanto meno scientificamente, ciò che non si capisce o che non si vuole capire, che si ignora o che addirittura ci si rifiuta di vedere; nonostante siano a disposizione occhiali adattissimi allo scopo. A prescindere dall' enfatizzazione dei possibili primati, dall'indipendentismo di maniera e dalla mitologia consolatoria; tutte cose antipatiche che da noi sanno vedere molto bene, anche senza occhiali.

francu ha detto...

Per Piero.
Mi farebbe davvero molto piacere ritornarci. Dovrei avere anche delle foto o delle diapositive.
Quindi, quando vuoi, basta concordare.

Gigi Sanna ha detto...

Bene, Alessandro. Se così è, come credo che sia. Meno bene per Piero che mi ha promesso che mi avrebbe portato il libro e invece veglia in qualche nuraghe che forse minaccia la protome di un eretico toro lunare e non solare. Porca miseria! Se domani non si farà vedere andrò in libreria. Sono molto contento per le tue parole, Alessandro. Archeoastronomia + Epigrafia + Ripetizione (con quantificazione) dell'evento. Perfetto. Assolutamente scientifico. Matematico. Esultate GRS e lasciate perdere gli scettici di maniera e i rompicoglioni! Ci sono, già manifesti, un applauso e una ricompensa popolari, quasi un Nobel ideale per i non aristocratici della scienza.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@ Gigi, ti faccio presente che l'intollerante sei tu, non unico purtroppo!

Che il Santa Barbara sia orientato con il lunistizio e non col solstizio è un dato di fatto non una suggestione.

Se non riesci a distinguere un dato di fatto da una suggestione, e una critica scientifica la stigmatizzi come invidia, povero te.

Riguardo al al libro ho detto che rimando il giudizio a dopo avverlo consultato, ma sul Santa Barbara da quel che ho letto sinora il GRS ha scritto molte sciochezze!!

Alessandro Atzeni ha detto...

Carissimo Mauro Peppino.

Cerchiamo di motivare queste affermazioni.

Ha letto il libro?
Oppure si basa su precedenti lavori?

Salute.

Dedalonur ha detto...

Ma Aba Losi è più racchia o più scema? Mah....

Gigi Sanna ha detto...

O Ze', e ite? T'ant fertu a conca? Suggestione? Davvero, davvero? Una protome taurina così nei giorni precisi precisi del Solstizio d'Inverno? Ma scherzi? Vuoi offendere davvero la mia e l'altrui intelligenza? L'intelligenza di centoventi corsisti che hanno visto in anteprima il filmato? I miei studi epigrafici sul nuraghe che mi danno (mica da ieri, come ben sai) il 'toro della luce' o 'luce del toro che tu voglia chiamarla? L'intelligenza di centinaia di persone che ormai sanno bene di quell'evento singolare? Bellissimo e commovente? Meriteresti il linguaggio che di norma tu usi nei confronti di altri che disprezzi, quello che Franco Laner invoca quando si sente umiliato in ciò che l'uomo ha di più grande e di divino.
Più giù ti scrivono, offesi anche per il linguaggio, che le 'sciocchezze', se esistenti, vanno motivate. Ora io non so a cosa tu alluda (ho iniziato a leggere il libro e sono a buon punto) ma se quella protome luminosa è una sciocchezza ci devi dire il perchè? Devi motivarlo. E bene! Allle argomentazioni devi replicare con argomentazioni non con battute offensive per chi si danna nella ricerca. Anche le tue, se la mettiamo su questo piano della non credibilità del dato empirico e oggettivo, possono essere ritenute delle sciocchezze (come in fondo dicono, a torto ma con tuo dolore, quasi tutti gli archeologi). Ripeto e sottolineo: deve 'anche' dire il perchè. Altrimenti va espulso (lasciato perdere), perchè, improduttivo e quasi un calunniatore nel mondo della ricerca scientifica.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@ Gigi scrive: "possono essere ritenute delle sciocchezze (come in fondo dicono, a torto ma con tuo dolore, quasi tutti gli archeologi)."

Caro Gigi ti assicuro che non provo nessun dolore, mi fanno solo una gran pena!!

Riguardo al cosiddetto Toro di Luce, con Laner abbiamo notato e discusso della cosa una quindicina di anni fa, e lui ne scrisse pure.

ogni volta che mi è capitato di trovarmi in un nurgahe con il sole in asse con l'ingresso ho osservato la questione e ti assicuro che nella mia esperienza sono di più numerosi i casi in cui la luce assume la forma di un semplice rettangolo (cioè la forma della finestrella).

Oggi ho iniziato la consultazione del libro dei GRS, proprio dal cap in cui trattano la questione, dopo aver asseroito di aver visto decine e decine di nuraghi riportano i fasci di luce (del finestrino antistante l'ingresso) di neppure dieci nuraghi, dei quali solo il finestrino del santa barbara di villanova truskedu produce un pellello di luce a sezione taurina, per gli si tratta di una forzatura (li invito a postare le foto e tutti possiamo vedere e giudicare).

per quanto riguarda il Toro di luce capovolto prodotto dal finestrio del Toroleo di Paulilatino, bisogna notare che è un toro monocornuto, ed osservando la foto 1 a pag 154 del loro libro, si può vedere che l'architrave è lesionata(fratturata in due) e dunque da una parte è "scesa" di qualche cm.
Insomma il corno di luce è dovuto al cedimento dell'architrave.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@ Gigi,
i ragazzi del GRS ti hanno detto che il toro di Luce si manifesta nel Santa Barbara al solstizio d'inverno, ti assicuro che ti hanno tirato un bidone vogliamo scommettere che lo si può vedere da ottobre a Marzo e forse anche nel resto dell'anno?
Spero dopo appurerai che quanto affermo è vero , mi auguro prenderai atto che su chi anti fertu de conca se tui!

Alessandro Atzeni ha detto...

"Oggi ho iniziato la consultazione del libro dei GRS, proprio dal cap in cui trattano la questione, dopo aver asseroito di aver visto decine e decine di nuraghi riportano i fasci di luce (del finestrino antistante l'ingresso) di neppure dieci nuraghi, dei quali solo il finestrino del santa barbara di villanova truskedu produce un pellello di luce a sezione taurina, per gli si tratta di una forzatura (li invito a postare le foto e tutti possiamo vedere e giudicare)".

"i ragazzi del GRS ti hanno detto che il toro di Luce si manifesta nel Santa Barbara al solstizio d'inverno, ti assicuro che ti hanno tirato un bidone vogliamo scommettere che lo si può vedere da ottobre a Marzo e forse anche nel resto dell'anno?"

@Mauro Peppino Zedda.
Il fatto che lei abbia saltato a piè pari la lettura dei capitoli precedenti e sia andato "al sodo" può essere riassunta in due modi:

-La sua grande esperienza in merito le ha permesso di fare a meno di leggersi le precedenti 133 pagine e di trarre le dovute conclusioni unicamente guardando le foto.

-La sua "fretta" è motivata dal fatto che voglia demolire, per partito preso, il nostro lavoro.
"Perchè quel nuraghe è lunare", senza se e senza ma. Il "resto" sono solo giochi di luci.

In merito al resto: una decina di casi analoghi non mi sembra "poca roba" al confronto di una sola foto menata in lungo e in largo (e del dubbioso evento della "perda de su soli" che si sta volutamente lasciando in un cantuccio).

La porta del S. Barbara è inequivocabilmente una proiezione di "testa di toro". Questo non è solo il mio pensiero, ma l'idea di tutti quelli che hanno avuto modo di vederla.

Tralasciando i pareri personali (su cui non può e non deve basarsi il metodo scientifico) vorrei attirare la sua attenzione sul fatto che gli "eventi" non si verificano sempre allo stesso modo.
Lei scrive che la luce ("la forma taurina") è visibile in altri giorni dell'anno. Mi sembra Ovvio. Ma il momento migliore in cui si può apprezzare la manifestazione in tutta la sua maggiore visibilità (e perfezione nel disegno) è solo quando il sole risulta abbastanza basso (nel suo movimento apparente) da proiettarsi attraverso TUTTA la sala, andando a disegnare sulla parete opposta all'ingresso la tanto menzionata "protome taurina". Ora, il fatto che i nuragici adorassero il toro come massima espressione della potenza guerriera (e generatrice) deve essere sicuramente un fatto casuale.
Come devono essere casuali quei nuraghi, inseriti nella ricerca, in cui il l'evento si manifesta al massimo del suo splendore... nella nicchia(!).
O dove addirittura la manifestazione è DOPPIA, come al nuraghe Zuras (da lei studiato con altre finalità archeoastronomiche).

Incomincia a girarmi la testa.
Troppe casualità messe tutte assieme, non trova?

P.s.
L'architrave (fratturato) del Toroleo non è assolutamente relazionabile con la presenza del cornetto del toro.
La necessità di avere una forma taurina ricorrente dopo 3000 e passa anni di intemperie che hanno modificato la fisionomia dei conci che creano il falso-finestrino di scarico, francamente mi sembra un tantino pretenziosa.
Accontentiamoci del miglior esempio fin'ora evidenziato: Il S. Barbara di Villanova Truschedu! (maiuscolo e senza K).

Con stima,
Alessandro Atzeni.
Salute!

Gigi Sanna ha detto...

Sono andato ancora più avanti nella lettura e ora posso dire che, per fortuna, dopo la pag. 68, ho cominciato a respirare e ho smesso di brontolare. Le pagine che precedono la 69 sono quasi tutte da buttare. Mi dispiace, cari amici del GRS, ma per me è così e, vi prego, per questa amicizia 'franca' di non chiedermi, di motivare il perchè. Dico solo che un libro, con scoperte (mica una scoperta sola) d' archeoastronomia di tale portata, così sufficientemente motivate, meritava ben altra introduzione sia per forma che per sostanza! Peccato! Comunque, l''evento del S.Barbara è proprio straordinario, singolare, bellissimo, commovente e, caro Zedda, non credo che mi abbiano tirato una 'bidonata'. Tu trinci giudizi a vanvera e vai come al solito vai quando parli di altri che non ti vanno. E poi perchè una 'bidonata' proprio a me? Di epigrafia e di 'toro della luce' non si parla minimamente, tanto che quel silenzio, che imbarazza, per ovvi motivi, lo interpreto come una (ennesima) prudente sospensione del giudizio da parte di alcuni del Gruppo. Forse legittima, forse no, essendo andate tanto avanti oggi le cose. Come fai tu del resto, come un disco rotto. Ma ciò non importa ed è marginale. Ciò che importa è che la mia curiosità scientifica (la verifica puntuale dei dati) sia stata sufficientemente soddisfatta. Questo solo m'interessa. C'è veramente l'evento e la ripetizione dell'evento in più di una decina di casi. E credo che proprio per nulla si possa parlare di rettangoli (perchè si va così alla 'grossa' proprio non lo capisco!) ma di vere e proprie protomi taurine; anche perchè basta vedere la vastissima iconografia schematica del toro in nuragico per rendersi conto che persino un cuneo o un triangolo (spesso un triangolo perfetto, come nello statere aureo di Amsicora) sono usati come raffigurazioni sostitutive del toro. Ritengo più che sufficienti le dimostrazioni di quelle che gli autori hanno giustamente chiamato 'stanze' del sole.
Sufficienti ma non esaustive perchè per es. riguardo alla 'stanza solare' di Gedili e alla mancanza della finestrella del Solstizio d'Estate sostituita dal simbolismo della quinta finestrella che punta su Arturo e Vega non mi pare che si possa affermare che l'anomalia sia dovuta semplicemente (dico semplicemente) alla sostituzione stilistica di un evento solare con un evento stellare. C'è di più. Molto di più. Se si nota infatti la finestrella che punta sulla croce del Sud nel Solstizio d'Inverno è posta tra l'alba ed il tramonto ed interessa il toro nascente, la finestrella che punta su Arturo e Vega è posta alla fine e interessa il toro morente (organicamente 'dopo' quella equinoziale del toro giovane e del toro anziano). La ricerca dunque non deve essere condotta, a mio parere, solo nella prospettiva umana laica (studio e osservazione del moto apparente del sole e calendario) ma anche e soprattutto nella prospettiva divina dove le immagini solari e stellari intendono alludere, rendere omaggio e glorificare la 'vita' ciclica dell'astro Dio umanizzato (nascita - giovinezza - vecchiaia - morte).
Ma perchè la Croce del Sud interessa la nascita (il Solstizio d'Inverno) e Arturo e Vega interessano la morte ( il Solstizio d'Estate)? Qui sta il punto. Bisogna sciogliere decisamente il rebus astronomico o quella che gli autori chiamano 'incognita'. Io un'idea l'avrei, legata proprio alla conoscenza documentaria della simbologia della scrittura nuragica (quella che, non si dimentichi, ci ha dato il NURAC in anteprima), ma ho il timore di invadere campi non miei e di dire una sciocchezza. Ma chiedo, sperando che qualcuno/a mi venga in soccorso e mi affianchi: cos'è che mette in relazione (chiara direi, come le stelle stesse) la Croce del Sud e le stelle Arturo e Vega?

Alessandro Atzeni ha detto...

"Le pagine che precedono la 69 sono quasi tutte da buttare. Mi dispiace, cari amici del GRS, ma per me è così e, vi prego, per questa amicizia 'franca' di non chiedermi, di motivare il perchè. Dico solo che un libro, con scoperte (mica una scoperta sola) d' archeoastronomia di tale portata, così sufficientemente motivate, meritava ben altra introduzione sia per forma che per sostanza!"

Personalmente lo prenderò come un complimento(!).

L'introduzione e i capitoli che seguono hanno un filone logico proprio per "accompagnare per mano" il lettore (anche il meno informato) alla comprensione di ciò che è il vero piatto forte. Ovvero i capitoli dove ha ripreso a respirare.

Salute!

Gigi Sanna ha detto...

Salute! Non se la prenda. Tutti hanno (abbiamo) pagine da buttare alle ortiche. Anche quando non ce ne accorgiamo. Comunque oggi in giro c'è di peggio e si possono fare 'complimenti' a nastro! Risponda piuttosto, dal momento che vedo che parla a nome del gruppo, ai quesiti che ho posto entrando nel merito (mica parlo di tori rettangolo come fa qualcuno!). Mi sembrano molto chiari. E bisogna sciogliere l'enigma delle cinque finestrelle (non solo della quinta finestrella!) che è, sospetto, la vera prelibatezza di quel presunto calendario. Ho detto che secondo me c'è di più, molto di più, in quella magnifica stanza solare a rebus. Bisogna completare il lavoro ermeneutico e capire a fondo il rapporto che c'è tra le stelle e il sole. Tradurre in significato pieno ed esaustivo quei significanti. Capire perchè ci sono quelle particolari stelle e non altre. Mi consenta, non ho messo mai becco in questioni di archeoastronomia, nè lo farà adesso, contestando minimamente dei dati che mi sembrano estremamente oggettivi e verificabili: lo faccio, in fondo, anche a suo vantaggio, perchè lei è accusato di avermi tirato un bidone. In buona fede ma pur sempre un bidone! Cosa che non è, e l'accusa è da quattro soldi, per non dire altro! Però solo così, con prove su prove, con testimonianze non congetturali di discipline possibilmente diverse ma che convergono, si mettono a tacere i testoni come Zedda. Altrimenti nell'incertezza finisce per avere ragione lui e per guastare questa bellissima festa! Una festa della scienza! Un eccezionale momento.

piero ha detto...

Senza voler fare il "napolitano" di turno, è utile lanciare a questo punto un messaggio per smorzare le conflittualità, si sta parlando di un libro che si può già acquistare ma non è stato ancora presentato, io consiglierei i vari autori di questo blog, in particolare Zedda di limitarsi a rimandare il tutto ad un confronto nel corso della presentazione, è inutile a parer mio seminare contrasti nei blog, ciò che serve è solo una mera collaborazione tra tutti coloro che sono amatori della cultura e della storia della nostra isola, collaborare, anzichè azzuffarsi, per la ricerca di quella che si chiama in gergo, LA VERITA'.
il GRS non penso abbia nulla contro Zedda, sicuramente anche Zedda ha fatto delle ottime pubblicazioni, quindi perchè anche lui non dovrebbe fare altrettanto con il G.R.S. ? mauro, rifletti solo un secondo, ne vale la pena.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@ Piero, ti dico subito che non mi piacciono i buonisti.

@ Sanna, l'analisi che i GRS hanno fatto della luce che penetra dalla finetrella antistante l'ingresso (il modo con cui l'hanno fatta), non è una analisi archeoastronomica, ma fìla definirei come una ricerca tendente a cercare una ierofania

@ Sanna di analisi archeostronomica in quel testo vi è solo l'analisi dell'orientamento delle finestrelle delle torri adiacenti ad alcuni nuraghi, sulle quali avrei alcune cose da dire (mancanza dei dati relativi all'altezza dell'orizzonte,errori in alcune interpretazioni (a pag 122 scrivono che il sole tramonta a 235° nel sosltizio invernale, mentre a pag 100 scrivono che tramota a 223°) e analisi in monumenti malridotti sulle quali non è il caso di eseguirle) io stesso esegui analisi del genere (pubblicate in Il significato astronomico del nuraghe santu antine, 2001 Ettore gasperini editore, un libro quasi introvabile) sulle torri adiacenti al losa e al Santu Antine.

@ Lessa ,
l'unica finestrella che produce una protome è quella del santa barbara, sulle altre bisogna avere molta , moltissima fantasia per interpretarle come protomi.
Quella monocornuta capovolta è figlia della rottura dell'architrave.

Infine ribadisco che sulla ierofanuia del toro al santa barbara, nulla centra il solstizio d'inverno. sono convinto che la si può odservare per tutto il periodo compreso tra l'equinozio d'autunno e quello di primavera.

si certo si scrive truschedu maiusculo, e non mi azzarderei mai (in un libro) a scriverlo con la k, ma voi piuttosto attenti alla mia bibliografia, non citate pubbicazioni inesistenti, io con Hoskin non ho mai scritto niente sui nuraghi (sui nurgahi ho scritto con altri ma non con Hoskin), col quale ho scritto sulle tombe di gigante e esui dolmen.
saluti

Alessandro Atzeni ha detto...

"l'analisi che i GRS hanno fatto della luce che penetra dalla finetrella antistante l'ingresso (il modo con cui l'hanno fatta), non è una analisi archeoastronomica, ma fìla definirei come una ricerca tendente a cercare una ierofania"

Più che "tendente" io direi che sono una serie di casi analoghi portati a conoscenza del lettore. Il testo d'altro canto non ha alcuna pretesa di scalzare altri studi preesistenti di archeoastronomia. Abbiamo documentato un fatto, certo e ripetitivo. Abbiamo trovato dei casi analoghi, li abbiamo esposti nel testo, per il beneficio degli appassionati e per il continuo progredire della ricerca in questo senso. Sminuire l'altrui lavoro non è mai stato nelle nostre intenzioni (ma sembra non essere un pensiero condivisibile).

"@ Lessa ,
l'unica finestrella che produce una protome è quella del santa barbara, sulle altre bisogna avere molta , moltissima fantasia per interpretarle come protomi.
Quella monocornuta capovolta è figlia della rottura dell'architrave".

Se ha ben osservato, l'architrave è fratturato sotto e davanti l'ingresso. Osservi meglio la foto. Mezzo cornetto si proietta sulla parete destra del corridoio. Nella foto è apprezzabile, chiunque può controllare.
[PAG 154. Notare il masso più sporgente a sinistra tra quelli che ricadono nel lato destro della foto. Vi è parte del cornetto che viene interrotto dalla sporgenza.
Il motivo? La foto è stata scattata con un certo ritardo].

Sulla forma: In alcune è apprezzabilissima la forma di "testa di toro". In altre no. Ho già spiegato il perchè. Le rocce dei nuraghi hanno subito vari fenomeni di rottura in 3 millenni e più di storia. Pretendere che siano tutte in grado di proiettare una "perfetta" forma taurina è assurdo. Sarebbe come pretendere che i bronzetti siano color giallo oro. Al diavolo l'ossidazione!

Tralasciando la ricerca della perfezione nelle figure di luce da noi documentate, vorrei precisare che se non è una testa Taurina, è comunque una forma molto somigliante a quella di un toro, che spesso viene stilizzato come un triangolo.

"Infine ribadisco che sulla ierofanuia del toro al santa barbara, nulla centra il solstizio d'inverno. sono convinto che la si può odservare per tutto il periodo compreso tra l'equinozio d'autunno e quello di primavera".
Certo che la si può osservare. Nel corridoio, su una delle sue pareti, oppure nella sala.
MA l'apice del fenomeno secondo lei quando avverrà?

"si certo si scrive truschedu maiusculo, e non mi azzarderei mai (in un libro) a scriverlo con la k, ma voi piuttosto attenti alla mia bibliografia, non citate pubbicazioni inesistenti, io con Hoskin non ho mai scritto niente sui nuraghi (sui nurgahi ho scritto con altri ma non con Hoskin), col quale ho scritto sulle tombe di gigante e esui dolmen.
saluti"

Se abbiamo sbagliato scrivendo nela bibliografia (probabile refuso) mi scuso, pregandola di segnalarcelo con maggiore precisione affinchè lo si possa correggere non appena sarà possibile.

(per la maiuscola e per la K: non voleva essere un rimprovero. Sono solito fare "scherzi" del genere)

Salute.

piero ha detto...

Mauro Peppino Zedda ha detto...
@ Piero, ti dico subito che non mi piacciono i buonisti.

ne prendo atto in questo momento, in seguito ne terrò conto e mi regolerò di conseguenza

Gigi Sanna ha detto...

Caro Zedda, a cantai! ( come diciamo in sardo). Il testo è, nelle pagine scientifiche, di ricerca archeoastronomica documentaria (condotta bene, molto bene: è inutile che fai il professore perchè non lo sei, neanche nella tua disciplina che per i più vale meno di zero) di una limpidezza più che sufficiente. Fare le bucce sugli errori circa i gradi è solo meschino. E' cercare il famoso pelo nell'uovo. Cosa che si fa quando non si trova altro. O non è così? Così come non ha senso alcuno (e fa vedere come uno possa miserevolmente arrampicarsi sugli specchi tanto per negare e fare casino)dire che non si possono condurre ricerche su monumenti deteriorati molto o poco. Sarebbe come dire che non si possono fare, perchè non servono, ricerche scientifiche su anfore con segni di scrittura se non sono integre. O su stele non in buono stato, O su pergamene deteriorate, o su pareti con geroglifici parzialmente annullati o cancellati dal tempo! Ma che cavolo vai dicendo e sciocchezze stai inanellando in lunga corona? Ma credi d'essere tra perfetti imbecilli?
E poi. L'epigrafia è la disciplina che ti frega del tutto, mio caro, mio fasullo negazionista. Dice la stessa precisissima cosa che dice l'archeoastronomia studiata dal GRS ( e qui la colpa è, in verità, del GRS che, tacendo, purtroppo non ha colto al volo l'occasione 'sublime' scientifica: v. su ciò Aba Losi). Ma l'epigrafia non lo dice solo per quel bellissimo 'toro della luce' della stanza di S.Barbara (che passa, ti dirò, in secondo piano e vince solo per spettacolarità apparente), lo dice, anzi lo 'grida' in virtù del 'tenore' della stanza del sole di Gedili di Jerzu. Chi del GRS ha scritto quelle pagine sulla 'stanza del sole' ha composto quasi un capolavoro perchè su quelle basi scientifiche l'epigrafia dà ancora una mano (ancora in tandem e quindi con sublimità!)all'archeoastronomia. Io una mano con il NUR (per non parlare del Toro) l'ho data anche a te. Ma tu l'hai rifiutata perchè neghi scioccamente tutto, senza accorgerti che così, in maniera grottesca, finisci per negare anche te stesso. Stai in linea circa i Post prossimi del Blog (gli articoli) e smettila d'essere un rompiballe per sollazzo e per sfogo caratteriale. Stai in linea perchè - anticipo la notizia - si può scrivere anche con i pittogrammi celesti. Cosa che non ha mai fatto nessuno al mondo. Almeno credo, e comunque non in quel modo.
Sì Aba, con i pittogrammi celesti, cioè con il sole e con le stelle. Cioè con la luce. L'ossessione dei nuragici.
Cosa ho scoperto? In fondo sempre la stessa cosa. Ma sempre più bella. Sublime come dici tu, quasi da piangere. Quasi abbiamo 'pianto' per telefono io ed uno del gruppo del GRS.

cesare contu ha detto...

Io direi che è sicuramente giusta la chiave di lettura proposta da Gigi Sanna sul significato delle stanze del sole, una “prospettiva divina” da analizzare e da capire con la consapevolezza che di una sorta di tempio si sta trattando. E’ giusto insistere sul significato profondo di queste costruzioni, sulla loro funzione pratica ma anche sul loro carattere cultuale-religioso. A livello simbolico, certamente, nel nuraghe Gedìli, l’evento della stella Arturo che segnala il solstizio d’estate è legato alla morte, all’inizio della morte del Sole, l’inizio della fase calante. Ma che legame ci può essere tra Arturo e Vega da una parte e la Croce Del Sud dall’altra, non potrei dirlo…
Certamente hanno in comune che sono le uniche stelle prese in considerazione nel nuraghe tra gli altri eventi che sono solari.
Quindi in comune hanno il fatto che sono delle stelle. Hanno anche in comune che erano tutti astri venerati nell’antichità.
Erano e sono ancora oggi, gli astri più luminosi del cielo, Vega è la quinta stella più luminosa del cielo, Arcturus è la quarta mentre la Croce Del Sud è composta da quattro stelle molto luminose che creano una costellazione molto vistosa…

cesare contu ha detto...

Inoltre aggiungerei l’osservazione di una caratteristica che non abbiamo inserito nel libro ma che in me ha generato un interrogativo molto curioso, al quale naturalmente non ho mai saputo dare risposta. La seconda finestrella che guarda alla scomparsa della croce del sud, e la quarta finestrella che guarda all’equinozio, hanno una forma diversa dalle altre, sono costruite seguendo lo schema della porta di un nuraghe con finestrella di scarico, creando così il simbolo della lettera A che simbolicamente indica il toro. Conosco in modo non approfondito queste simbologie delle antiche culture e religioni, ho provato a fare dei collegamenti parlandone anche con gli altri del gruppo senza però arrivare ad una soluzione. Ma perché 2 finestrelle hanno questo schema costruttivo? Sicuramente le risposte vanno trovate a livello simbolico, perché certamente, a livello pratico, questa differenza costruttiva non ha nessuna rilevanza…

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@ Sanna, te le canto e te le suono!!

Ti faccio presente che dagli archeoastronomi accademici non ho mai ricevuto critiche negative.
E delle critiche positive e negative di chi di archeoastronomia non nè capisce un tubo (quelli come te per intenderci), non mi fanno nè caldo nè freddo.

@ Lessa & Sanna Nel fare le foto alla luce che entra dalle finestrelle di una decina di nurgahi , non c'è nessuna analisi archeoastronomica (e quel poco che c'è è campata in aria , cioè il riferimento erroneo al solstizio d'inverno)
Che il monocorno di luce del Toroleo sia dovuto alla frattura dell'architrave lo capisce anche un bambino, e salvo il Santa Barbara, nessuna finestrella produce una protome di luce. La statistica direbbe che quella del Santa Barbara e casuale, ma non sarei così pignolo.


@ Lessa, Per quanto riguarda l'analisi dell'orientamento delle torri tre torri adiacenti a rispettivi nuraghi, è si analisi archeoastronomica, ma con le manchevolezze che ho citato in un precedente commento (in archeoastornomia la misura angolare dell'alteezza dell'orizzonte è importante quanto l'azimut).

@ Sanna, come si a applaudire chi a pag 100 scrive che il sole al solstizio d'inverno tramonta ad un az di 223° e a pag 122 scrive che tramota a 235°, e non fa il minimo accenno ai dati relativi all'altezza dell'orizzonte?

PS a me piace se ai miei studi si fanno le pulci, spero che a chi piace corregermi (e lo ringrazio di caramente) quando scrivo truskedu (minuscolo e con la k), mi dica grazie per il mio impegno a trovare gli errori scientifici (per quelli grammaticali lascio campo libero a Gigi Sanna) presenti nel libro il toro di luce.

Gigi Sanna ha detto...

'Erano e sono ancora oggi, gli astri più luminosi del cielo, Vega è la quinta stella più luminosa del cielo, Arcturus è la quarta mentre la Croce Del Sud è composta da quattro stelle molto luminose che creano una costellazione molto vistosa…'

Lo avete già scritto, caro Cesare (pp. 118 -1199, ma il fatto che lo hai ripetuto circa la 'relazione' dei due astri mi fa molto piacere'. Allora posso andare più tranquillo e posterò l'articolo circa la 'scrittura' di quella stanza solare.

'Inoltre aggiungerei l’osservazione di una caratteristica che non abbiamo inserito nel libro ma che in me ha generato un interrogativo molto curioso, al quale naturalmente non ho mai saputo dare risposta. La seconda finestrella che guarda alla scomparsa della croce del sud, e la quarta finestrella che guarda all’equinozio, hanno una forma diversa dalle altre, sono costruite seguendo lo schema della porta di un nuraghe con finestrella di scarico, creando così il simbolo della lettera A che simbolicamente indica il toro'

Ciò che dici su queste due finestrelle è la prova del nove. Sì, ancora una volta l'epigrafia e l'archeoastronomia vanno di pari passo. Si danno a vicenda un aiuto. Anzi, in verità, stavolta il dato archeoastronomico agevola quello epigrafico. Era l'epigrafia che vi a veva dato il NURAC per prima; oggi è lei che, in qualche modo, ha anticipato. Bellissimo! Grazie mille Cesare.

cesare contu ha detto...

Caro Mauro
siamo anche noi ben felici delle “tue pulci sul nostro libro”.
Intervengo per porre fine alle tue insistenze sui punti che tu assumi essere degli errori del Grs nella stesura del libro e ancor prima nello studio dei fenomeni analizzati. Visto che non ti piacciono i buonisti, sarò abbastanza sincero con te, il tuo atteggiamento è sbagliato e presuntuoso, perché se una persona, per di più uno studioso come te ha dei dubbi su certe affermazioni, chiede spiegazioni su di esse e, se infine non è convinto si discosta da quelle affermazioni. Tu invece con atteggiamento un tantino arrogante denigri un intero lavoro per dei presunti errori, senza instaurare un dialogo, nonostante noi tutti siamo qui per questo. Addirittura vedevi errori ancor prima di leggere il libro… …ed ora che l’hai letto vedi errori dove non ce ne sono. Evidentemente non prendi il blog come un luogo di dialogo ma come qualcos’altro, forse una vetrina per te stesso, impoverendolo. Io invece ti invito alla discussione che è arricchimento per tutti.
Detto questo passiamo ai punti per te controversi, prenderò a riferimento il tuo ultimo messaggio:

1) tu dici che il toro si può vedere durante il resto dell’anno. Non è assolutamente vero, infatti negli altri periodi dell’anno, il sole non si allinea con il finestrino in modo tale da proiettare una figura taurina, ma una figura informe e insignificante. Con lo scorrere del tempo, allontanandoci dal solstizio, addirittura non viene proiettato proprio nessun raggio che possa dar luogo a quello che dici tu. E questo è dovuto al semplice fatto che il sole quando passa dinanzi alla finestrella è ormai troppo alto, quindi si ha una proiezione sempre più in verticale che non dà luogo a una proiezione.
Invece nei giorni del solstizio d’inverno, il toro, non solo è perfetto, ma va a perfezionarsi in una posizione non casuale, ma sul muro al centro della sala.

2) tu dici che il legame tra il verificarsi del toro e il solstizio d’inverno è erroneo e in altri post asserisci che lo è, perché il toro si può vedere durante il resto dell’anno.
Posto che non è vero che il toro si vede durante gli altri periodi dell’anno, la tua obiezione sull’erroneità del legame col solst d’inverno cade.

3) dici che il Toroleo (notare il nome), ha un toro monocornuto e creato solo a causa della frattura dell’architrave. Ti rispondo che il toro ha 2 corna, lo si vede benissimo dalla foto in basso al centro di pag 156. Mentre la foto a destra, mostra un solo corno perché la foto è chiaramente disturbata dal ginocchio di Piero. Mi pare talmente evidente…. Posso garantire perché c’ero che il toro presenta le 2 corna uguali, ma fare foto che rendano bene il fenomeno non sempre è agevole.
Inoltre la frattura dell’architrave è del tutto ininfluente anzi la foto dell’architrave mostra proprio come gli spazi che danno luogo alle corna siano ben evidenti nella parte bassa del finestrino anziché nella parte alta come accade nel S. Barbara. Se non cogli questa differenza…

cesare contu ha detto...

4) dici che i nuraghi col toro sono pochi, perché nel libro ne abbiamo inserito una decina. Questo è dovuto alle difficoltà che si incontrano nell’andare in quei pochi giorni dell’anno in giro x la Sardegna a fare foto per nuraghi, 1 nuraghe 1 giorno per 2 persone, e se c’è una nuvola devi tornare il giorno dopo e fare altri 300 km. E se non riesci devi aspettare all’anno successivo. E poi avevamo anche una certa fretta di pubblicare viste le persone che… chi vuole intendere intenda.

E poi dico Mauro anche i tuoi studi più importanti, non si fondano per caso su pochi nuraghi?

5) indicazione, in un disegno, di 223° per il tramonto del solstizio d’inverno? Basterebbe leggere il capitolo per sciogliere il tuo equivoco. Certo, tutti sappiamo che il sole, in Sardegna, tramonta il 21 dicembre, a 238°. In quel disegno è stato indicato 223° perché è stato fatto un ragionamento “pionieristico” su una finestrella un po’ più larga e meno precisa del solito. Cioè il sole si intravvede sin dai 223° ma è angolato e si vede sino a 235°, con un range di vari gradi, in questo modo il fenomeno dura di più ed è ben più chiaro e visibile; vengono anche descritti gli effetti del raggio che percorre la sala.

6) tu dici che nello studio delle stanze del sole è fondamentale l’altezza, esattamente come l’azimut. Mi stupisco di te, perché l’altezza è fondamentale per il fenomeno, certo, ma bada bene, è irrilevante per lo studio del fenomeno e per la sua spiegazione e dimostrazione. Infatti noi abbiamo, per scelta ben motivata, deciso di studiare e di rappresentare il fenomeno nel libro attraverso un approccio EMPIRICO, cioè affidando lo studio e la documentazione, soprattutto, ma non solo, ai nostri occhi e alla nostra reflex! E il risultato è garantito, sfido chiunque AL MONDO a venire in un mio nuraghe a dirmi che quella stanza del sole non sia capace di calcolarmi il tempo come descritto nel nostro libro!!
Se una collina mi varia l’altezza dell’orizzonte e mi ritarda un’alba, posso misurare l’altezza angolare, ma a che serve se vedo che la finestrella del nuraghe tiene già conto della collina ed è già spostata in modo tale da inquadrare comunque l’alba con precisione assoluta?
Chi costruì queste opere, lo fece senza strumenti per misurare l’altezza e l’azimut (non dimentichiamocene) ma osservando i punti dell’orizzonte in cui si verificavano gli eventi. Noi siamo voluti andare addirittura oltre i metodi moderni, dimostrando che si può capire questi monumenti senza l’ausilio degli strumenti tecnologici, proprio per ricreare la situazione dell’epoca rendendo così, più credibile la nostra ricerca.

cesare contu ha detto...

Per Atropa Belladonna, vorrei solo specificare che nel libro non vi sono errori di gradi, ma al massimo una indicazione sconveniente o di non immediata comprensione, in un disegno, ma comunque comprensibile leggendo il testo. Infine ti ringrazio Belladonna per l'apprezzamento dei contenuti del libro, l'unica cosa che conta veramente.
Bellissimo Gigi, questi significati che tu puoi leggere grazie ai tuoi studi sono molto intriganti, in effetti il collegamento tra il toro della parola "nuraghe" e il toro di luce da noi scoperto è veramente importante e di grande rilievo scientifico. Ma non ho capito la relazione tra Arcturus e la Croce del Sud e poi queste due finestrelle col toro del nuraghe Gedìli?

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Atropa,
scusami non mi ero accorto della tua domanda (sono ancora preso dalla vendemmia (ottima quest'anno) che chiudo domani).

Mi chiedi che c'entra il solstizio d'inverno col Santa Barbara, niente dico io. Ovviamente per i nurgaici era importantissimo, era il target per eccellenza (verdi archeologia del paesaggio nurgaico).
Ma il santa barbara è orientato ad un az. di 130° (con 1° di altitudine), dunque al lunistizio maggiore meridionale.

130° dunque,
ora se segui la logica ragionamenti dei ragazzi del GRS (quando dicono che il toro di luce si forma nei nuraghi orientati nel range 120 - 145) se ne deduce (geometricamente) che in un nurgahe con 145 di azimut l'altezza del sole al solstizio d'inverno sarà pari al sole di Ottobre o Febbraio, quando attraversa un nuraghe con az pari a 130°.

Insomma l'idea che il toro di luce del santa barbara, lo si debba relazionare col solstizio d'inverno, troverebbe smentita negli stessi contradditori ragionamenti dei GRS.

Insomma delle due l'una o è erronea l'idea che il toro di luce si manifesta nei nuraghi con più di 130° di azimut, ho è irroneo il target relativo al solstizio d'inverno.

Ma se aggiungo che nell'altra decina di casi (doppio sic!!) che portano a sostegno della loro teoria (ci vuole fantasia per riuscire a a vedere tori di luce in quei casi), osservi che alcuni hanno un azimut anche di 155°, beh allora logica vorrebbe che il sole equinoziale che attravera un az di 130, non è tanto più alto del sole solstiziale invernale che attraversa un az di 155°!

Comunque sia, non definirei come archeoastronomia l'analisi che i GRS hanno eseguito sui giochi di luce prodotti dal finestrello.

Con questo non sto dicendo che sulla questione non si possano fare analisi archeoastronomiche, ma non certamente nel modo con cui l'hanno fatta i GRS, loro hanno osservato che la finestrella del Santa Barbara è congegnata in modo tale da proiettare un toro di luce (ve ne sono anche degli altri, alcuni dei quali li ho osservati con F. Laner molti anni fa) ma non si può generalizzare e gli stessi casi che presentano indicano che non si può generalizzare e che il fenomeno del santa barbara non lo si può collegare col solstizio invernale.

Se proprio lo si vuol collegare con qualcosa lo si dovrebbe collegare col lunistizio maggiore meridionale, cioè con l'evento astronomico col quele il nuraghe è orientato. Dunque un toro di luce lunare o una vacca di luce.

Studiare le geometrie che la luce (qualsiasi forma abbia) del sole o della luna disegnano nella camere dei nurgahi nel corso dell'anno o dei cicli lunari sarebbe una ricerca archeoastronomica, ma osservare la forma del pennello di luce non è archeoastronomia.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,
sul Toroleo sei da comica,
io dalle vostre foto vedo che l'architrave è fratturato ed è sceso di qualche centrimetro da una parte, vedo poi una foto monocornuta e traggo conclusioni (che comunque sarebbero da verificare sul campo), ora tu mi dici che la foto è disturbata dal ginocchio di Piero!!

Potevate mettere una foto non disturbata!! Dunque consiglierei di stampare un foglietto errata corrige, dove avvisate che la foto a pag 156 è disturbata dal ginocchio di Piero!!

Sulle altre foto del Toroleo non vedo corna come negli altri nuraghi (fatto salvo il santa Barbara).

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

non bluffare , ad Atropa non hai risposto sinceramente, il 223° riferito al solstizio d'inverno , non è presente solo il alcune immagini (dunque più di una volta), ma anche nel testo vedi pag 96 per es.

ti chiedo come mai non avete parlato dei dati in altezza?

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

i miei studi si fondano sulla visita ad un migliaio di nuraghi,tra cui ve ne sono 700 di cui ho potuto fare misurazioni ed altri 300 che non erano rilevabili,

mi dispiace che dal libro non sei riuscito a capirlo

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,
più è largo il raggio visuale delle finestrelle , più diventa inutile cercare di studiarle archeoastronomicamente, insomma se vedi troppo riesci a vedere tutto quello che vuoi!!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

nello sfidare il Mondo, cerca di compilare il tuo studio in modo congruo (in primis dal punto di vista bibliografico), altrimenti il mondo di te se ne infischia e purtroppo anche delle cose che potresti aver scoperto.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

Dalle foto che mostrate sul cosidetto toro di luce, credo che solo nel caso del Santa barbara se ne possa parlare, gli altri casi che avete presentato sono solo suggestioni.

Osservando l'ingresso del Santa Barbara dall'esterno si vede che non si tratta di una finestrella rettengolare come le altre, ma che sembra sbozzata in modo da produrre il fenomeno, resta da capire se la sbozzatura è figlia del caso (fratture della pietra casuali) o se sia stata realizzata dai costruttori, nel caso la finestrella del Santa barbara fosse intenzionale penso che il toro di luce lo si dovrebbe relazionare col lunistizio maggiore meridionale.

Bocciato il toro di luce come fenomeno comune a tutti i nuraghi, con buona pace di Gigi Sanna.

lo studio delle finestrelle potrebbe essere interessante proseguirlo (io a suo tempo lasciai perdere, vedi Il significato astronomico del nurgahe santu antine, Ettore Gasperini editore, lo trovi nella biblioteca del consiglio regionale della sardegna, ed in altre biblioteche), a patto di farlo con metodo scientifico.
di ogni finestrella bisogna indicare l'angolo visuale oltre che l'asse di orientamento e l'altezza dell'orizzonte.
Lasciar perdere i siti dove le finestrelle sono danneggiate e quelli dove sono restaurate.

Nell'analisi sulla funzione del nuraghe , oltre a ribadire concetti noti noti avete anche prodotto spunti interessanti, ma nelle parti note avreste dovuto fare citazioni (in uno studio serio la bibliografia è la parte essenziale), e penso sappiate che i libri senza citazioni finiscono, giustamente, per non essere citati.

Dei miei avete ritenuto opportuno citare due testi, uno esistente e uno inesistente (come ve lo siate potuto inventare non riesco a capirlo), dell'altra scarna decina di testi che citate , spero che esistano!
saluti

mauro

cesare contu ha detto...

Mauro Ribadisco che sul toro di Toroleo c'è la foto buona, e l'ho anche indicata, ma tu continui a far finta di non vederla e continui a vedere l'unica disturbata che c'è. Questo è un chiaro sintomo di mala fede. Poi l'architrave spezzato non influisce sull'immagine proiettata. Questa è solo una tua idea errata giusto per trovare un elemento negativo.

S. Barbara è lunare? Hai scoperto l'acqua calda!! Ti ripeto quello che ha detto Belladonna mi pare, nessuno ha mai nagato che il S. Barbara sia un nuraghe con orientamento lunare(130°), ma questo non impedisce che vi siano dei fenomeni solari. E' chiaro che lo scopo di questa tua infondata convinzione è denigrare questo studio, questa ipotesi da noi prospettata.
Tu hai come unico scopo solo quello di negare gli studi del Grs perchè sei infastidito dal fatto che altri possano trovare soluzioni prima di te.
Fatti un bagno di umiltà.
Non hai la verità in tasca e i tuoi studi sono ridicolizzati dagli archeologi, non dimenticartene.

Poi dici che i nostri studi sulle stanze del sole sono interessanti (grazie per l'elemosina) ma vanno condotti con metodo scientifico. E' un modo gentile per dire che è una bella intuizione ma portata avanti da noi miserabili in modo ridicolo e che solo tu potresti svilupparla bene. Ma non credi di essere un po troppo presuntuoso?

cesare contu ha detto...

Per Mauro: dici che noi abbiamo ritenuto opportuno citare due dei tuoi testi, uno esistente e uno inesistente.
Naturalmente non è così.
Nella bibliografia (pag.216) è citato uno solo dei tuoi testi, ed è esistente. Nessun secondo libro è stato mai citato.
Forse Mauro ti riferisci ad un errore "di stampa" comesso da uno dei ragazzi del grs, un appunto riferito agli altri autori del libro, a pag 188, una sorta di messaggio tra di noi che era stato scritto nel testo e ci si era dimenticati di cancellare. L'editore lo ha poi inserito inconsapevolmente nella stampa.
Ci scusiamo con te e con i lettori per questa dimenticanza che sarà specificata presto nella errata corrige.
Ma la questione mi pare di scarsa rilevanza.
Quello che è certo è che noi abbiamo citato tutti i libri a cui abbiamo fatto qualche riferimento, compreso il tuo (Archeologia del paesagio nuragico, Agorà nuragica 2009) quindi anche noi andremo citati se qualcuno dovesse far riferimento ai nostri studi contenuti nel libro.

Gigi Sanna ha detto...

'Bocciato il toro di luce come fenomeno comune a tutti i nuraghi, con buona pace di Gigi Sanna'.

Tu 'bocci'? Allora avevo ragione: vuoi fare il professore. Due discipline s'incontrano, ti dovrebbero far riflettere e tu affastelli ancora da scolaretto presuntuoso le sciocchezze che affastelli. E' inutile che mitragli stordendo con i tuoi dati empirici. Il toro della luce (solare) c'è, dato empirico oggettivo quanto i tuoi e forse di più. E si nota di post in post che lo stai ammettendo nella maniera contorta e per niente scientifica (cioè doverosamente chiara) in cui l'ammetti. Stai insistendo con 'cipolla' cioè sulla luna e addirittura ora parli di 'vacca lunare', cercando in qualche modo di dire qualcosa e di portare dalla tua parte ( ma perchè sei così egoisticamente meschino?) su quel dato che ti stordisce e ti imbarazza da morire. Ma la luna (vattelo a studiare bene quel nuraghe nella sua totalità) non disegna mai quel toro entrando con la sua luce. Oppure sì? Se lo facesse sarebbe bellissimo e io l'accetterei perchè non è possibile che sia esaltato solo il sole in quel nuraghe. Ci deve essere, anche se criptato, il forte messaggio 'visivo' lunare. Perchè, caro mio, i dati epigrafici mi dicono che il nuraghe è del dio androgino solare e lunare. E su questa androginia ti prego di non mettere becco perchè altrimenti mi fai mettere un post lungo un chilometro è non ne ho proprio voglia. Anche perchè tu non hai mai voglia di leggere se non quello che ti interessa per eccessivo egocentrismo di ricerca. Le tue misurazioni lunari (e te lo hanno fatto capire!) non confliggono con l'archeoastronomia messa in atto in S.Barbara per studiare quel fenomeno prettamente solare. Lo capisci o non lo capisci questo? C'è la madre ma c'è anche il padre, perchè i nuragici veneravano entrambi e ponevano particolare attenzione che non venisse obliterato nè l'uno nè l'altro (astro). Culto del Sole e culto della Luna sono rispettati e quasi sempre fusi anche se il culto fallocratico betilico sembra in molti casi avere la preminenza.

Gigi Sanna ha detto...

Passo però ai dati empirici che vedono tutti: il Santa Barbara è un capolavoro di epigrafia e di architettura assieme per quanto riguarda il dato della 'luce del toro' e come tutti i capolavori non li trovi come i funghi in autunno. Gli altri modelli di toro sono proprio tori perchè i nuragici (te lo ripeto, ma sei un testone) facevano il toro, il loro simbolo fondamentale, abbozzando solo la figura. Anzi ti dirò: 'doveva' essere criptato così come criptata è sempre o quasi sempre il nome della divinità di cui è espressione. Tanto che si potrebbe dire che il toro più 'eretico' è proprio quello di S.Barbara che, per così dire, 'scopre troppo le carte'. Non gli altri, sui quali fai una polvere immensa ed il luogo irrespirabile. Anche quando c'è chiarezza tu punti alla polvere. Osserva bene quel toro rovesciato di Toroleo ( che guarda caso compare nel solstizio d'Estate) che sembra quasi diventato il tuo cavallo di battaglia argomentativa sui falsi tori luminosi. Se gli occhi non m'ingannano e non m'inganna l'intelligenza il blocco dell'architrave è spezzato scivolando con la parte più grossa (ovviamente) leggermente più in basso. Solleva proprio di quel tanto dovuto alla frattura e ti renderai conto che lo smussamento della pietra della parte destra coincide perfettamente con quello della parte sinistra. Cioè ci sono due piccoli corni. Piccoli, non grandi! Ma ti sei chiesto perchè, bello mio? Invece di sparare ad alzo zero! Il toro nel Solstizio d'Estate perde la sua forza ovvero le sue 'corna', la forza delle sue corna che sono il simbolo della sua potenza che genera il mondo o il creato. E ti sei chiesto perchè anche in Santa Barbara sono così piccoli e spuntano appena dal cranio? Credi che gli architetti scribi non sarebbero stati in grado di smussare di più la pietra e di farli diventare più lunghi, più consistenti, più arcuati, cioè corni da toro adulto? Proprio loro che esageravano con tutte quelle corna gigantesche che conosciamo? Sono piccoli volutamente. Non sono corni di un toro adulto ma di un torello (proprio a te lo devo dire, uomo dei campi!) perchè nel Solstizio d'Inverno il sole non è ancora 'toro' ma è 'torello' . Incue du este su 'malloru giovanu ' e 'non su 'malloru mannu' ', ca sos nuragicos ischiant pintare e/o iscriere bene sas cosa de Deus chi depiant pintare. E como, mudu mi! Stai zitto, e lascia stare la polvere. Il bue Api luminoso, quello di cui tante volte abbiamo parlato, è ancora un giovane Bue Api. 'Capito mi hai'?

E allora?

''Bocciato il toro di luce come fenomeno comune a tutti i nuraghi, con buona pace di Gigi Sanna'.

Ohi! Ohi! Davvero davvero? Ma mica finisce qui! Tieniti in linea, chè io amo la filologia ed il riscontro scientifico. Parlerò tra breve dell'altro capolavoro del 'toro della luce' studiato molto bene, da grandi archeoastronomi, cioè dal GRS, quello di Gedili. Lo farò naturalmente con i mezzi della mia disciplina senza gradi e senza azimut! Quello di Gedili solo però perchè per le altre 'stanze' solari non ho per ora il tempo necessario per mettere bene in fila le cose. Per ora guardatela di nuova quella stanza su cui praticamente non hai detto nulla, perchè non hai visto nulla: neanche dal punto di vista prettamente archeoastronomico. Che era il solo che ti si chiedeva! Professore!

Gigi Sanna ha detto...

Dimenticavo. E smettila con l'appello sciocco, ugualmente 'professorale',alla bibliografia. Non la devi pretendere per chi trova oziosa oppure difficoltosa ( per motivi di non facile accesso ai libri, alle riviste ecc.) tutta la ricerca e la compilazione dei dati a corredo. C'è qualcuno che non è in grado di leggere le iscrizioni (stavolta latine!), perchè ha l'intelligenza di una gallina, ma per citazioni chilometriche non lo batte nessuno! Un giorno farò vedere le sue cantonate e le sue stupidaggini...scientifiche.
La bibliografia le fa risaltare ancora di più!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

non ho detto che lo studio delle finestrelle sia una vostra bella intuizione, ho scritto che è mia(cerca nella bibliografia regionale i titoli dei miei libri e vai a consultare : Il significato astronomico del nurgahe santu antine 1998 , 2001, ettore gasperini editore), ma è tutta da sviluppare. Con metodo scientifico da chi abbia il piacere.

@ Contu , quando insisti nel dire che accetti che il santa barbara sia orientato col lunistizio, e aggiungi che ha a che fare anche col sole, dimostri di non capire neppure l'ABC di come si imposta una teoria scientifica nell'ambito dell'archeoastronomia.

Riguardo al Toroleo, visto che nel libro avete messo foto disturbate da Piero perchè non posti la foto della finestrella vista dall'esterno assieme a quella del Santa barbara?

Quali sarebbero gli archeologi che mi denigrano? Il 28 di Ottobre ho una conferenza a Bologna dove tra gli organizzatori vi è anche il dipartimento di archeologia della migliore Università d'Italia, qualche mese mi è stato pubblicato un art. su Monti Baranta da Complutum (edita dall'università Complutense di Madrid), mi stimano anche molti archeologi sardi. Dunque ti pregherei di essere preciso nei giudizi e non generico.

Io non ho nessuna intenzione di ridicolizzare la vostra ricerca, sto cercando di capire la vostra proposta e di vedere se regge.
Tutte le teorie sono destinate a cadere , qualcuna nasce morta e altre durano di più, ma tutte muoiono.
Il bello del gioco della scienza è essere grati a chiunque si impegna nel tentativo di cercare di demolire una teoria. Scambiare questo gioco con altre intenzioni significa non cpaire un tubo di scienza.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Gigi Sanna,
inizio dal dove mi piace!
Sappi che una tua critica al mio Archeologia del Paesaggio nuragico, è cosa graditissima!!



Sul Toroleo l'altra decina i GRS hanno preso un granchio, il Sole oltre ad abbagliarli li ha suggestionati.

Vai sul loro libro e osserva il santa Barbara dall'esterno, si vede lontano un miglio che la finestrella presenta delle sbozzature (da valutare che vi fossero anche in origine), ma sul Toroleo e gli altri lo capisce anche un bambino che la finestrella è rettangolare e che il corno di luce inferiore è figlio della frattura dell'architrave!!

di nuovo sull'orientamento del santa barbara, un az. di 130° con una altezza di 1° alla latitudine di 40° nord, coincide col punto in cui sorge la luna al lunistizio maggiore meridionale.

a quella lat. con un'alt. di 1°, il sole al sol. d'inv. sorge a 123° di az. e tramonta a 237°
agli equinozi. sorge a 91° e tramonta a 269° , al solst. estivo sorge a 59° e tramonta a 301°

Da ciò penso che capirai che il sole a 130° ci passa ogni giorno dell'anno!!
Anche la luna passa a 130° ogni giorno dell'anno!!

però la luna ha la caratteristica che ogni 18,61 anni va a sorgere proprio in asse dell'ingresso del Santa Barbara, ma la cosa strabiliante non è questa (è un dato assai ricorrente tra i nuraghi assai di più degli orientamenti verso il sostizio d'inverno) è che il vicino San Gemiliano (in perfetto asse est ovest col santa barbara) è orientato col tramonto della luna in quello stesso giorno.
Dico strabiliante perchè l'orientamento del San Gemiliano è più unico che raro.

Detto questo, sono pronto a scommettere che la finetrella del Santa Barbara forma il cosidetto toro di luce, perlomeno per tutto il periodo compreso tra ottobre e febbraio, dunque non c'entra un tubo col solstizio invernale.

D'altro canto, dopo aver appurato che la particolare realizzazione della finestrella sia figlia dei costruttori e non del deterioramento delle pietre laterali alla finestrella, sarebbe interessante osservare il modo con cui si proietta la luce LUNARE, la quale essendo assai più flebile di quella solare dovrebbe risultare assai più precisa nei contorni (meno riflessi).

Ma questa non è archeoastronomia, l'archeoastronomia studia gli orientamenti , non le forme delle proiezioni di luce.

piero ha detto...

basta zed, sei un disco rotto, non ti risponde più nessuno!

Gigi Sanna ha detto...

No piero, dobbiamo risponde perchè ora il Zedda ritiene, con maggiore fermezza di prima, che la 'vacca' sia 'lunare' e non solare. Sarebbe bellissimo ma io non so se ci sarò in quella data di empiria astronomica (sì astronomica ! e come la devo chiamare se riguarda gli astri e l'archeologia di un nuraghe? Se me lo spiega il Zedda!)da trepidazione. Sarebbe bellissimo perchè i dati archeoastronomici sul sole e sulla luna sono confortati dai dati epigrafici circa l'androginia del Dio Sole maschio fallo, luna femmina vulva. Per ora il dato è solo solare e non lunare. Accontetiamoci di questo. Anche perchè a Gedili di Jerzu il dato è solo solare e non lunare. Per ora, perchè io sospetto che il dato lunare ci sia e che Zedda con il suo insistere con i dati sulla luna non possa avere torto completo. In tutti questi studi di Luna e di Sole bisognerà vedere accuratamente, con acribia scientifica, con l'ausilio di tutte le discipline, quanto di culto solare e quanto di culto lunare c'è nei monumenti megalitici sardi dell'età del bronzo. E per essere più chiaro dirò (ed Aba lo sa bene questo) che Nur non vuol dire 'Luce del Sole' ma vuol dire più largamente 'lampada', 'luce' che non è nè solare nè lunare. La luce è la luce (Sole, Luna e Stelle). E' la grandezza dei nuragici quella di aver accorpato i dati empirici della luce. Quel toro può significare, con grande gaudio di ciascuno di noi, che il 'toro della luce' (non la luce del toro'!) è sia solare che lunare. Comunque, la strada per risolvere i quesiti c'è e tutti dobbiamo stare attenti alle 'prove' degli altri. Detto ciò però, caro Zedda, sbagli ad insistere sui rettangoli perchè non puoi offendere l'intelligenza comune, non dico quella più sensibile e intuitiva. Ti ho detto che non sono rettangoli e ho anche motivato il perchè. Il toro di Santa Barbara ha le corna di un torello, non di un toro, per motivi simbolici che mi sembrano molto chiari. Ma non è detto che quel torello sia solo solare. Ma bisogna dimostrare il 'non solo'. La finestrella cosiddetta di scarico c'è perchè ha una funzione ben precisa: quella di proiettare e di 'scrivere' la luce contro il suo antagonista in un certo modo e non in un altro. Altrimenti è inutile, non si capisce affatto! E a Toroleo in basso le piatre laterali sono smussate in alto per nulla. Non si bara con gli occhi, non si può. Pena il ridicolo. E se la comica ci può essere, c'è da una parte sola!

piero ha detto...

leggendo l'ultimo commento di aba mi si è accesa una lampadina, cosa ha a che fare l'assimetria delle corna lunari ogni mese con quella del bue api sardo delle lezioni di gigi? che le due cose fossero intimamente legate? gli antichi realmente cercavano il bue api con le corna asimmetriche proprio per imitare la stessa assimmetria presentata dalle corna lunari? questa si che è una ricerca interessante, sarà pure difficile da provare, ma comunque intrigante

Gigi Sanna ha detto...

Sì, Aba il destino degli uomini sta scritto nella volta celeste. Era il libro misterioso e sublime degli antichi: lì stavano i pittogrammi della luce più belli e lì, sia che fossero stelle sia che fossero costellazioni, i più bravi nel leggere riuscivano ad interpretare e a capire la volontà divina. Farò vedere (ancora qualche giorno, chè sono impegnatissimo con la mostra di Macomer), dati alla mano, l'osservatorio celeste di Gedili (ma anche di Serbissi) che riesce a proiettare dal cielo in terra persino la parola.
Detto questo, caro Piero e cari tutti del GRS devo dirvi che ho finito di leggere il libro. E pertanto permettetemi ancora una doverosa critica e poi pensatela come volete. Quel capitolo sul bronzetto del 'sacerdote' specchio riflettente non lo avrei messo. Rovina tutto. E dico stavolta perchè. Lasciamo stare ancora la sciattezza formale e la puerilità ermeneutica ( le piastre metalliche verticali della veste e la 'argumentatio' sul presunto bastone che ha perso i cornetti sono da serata speciale di Zelig!). Ma non importa tanto tutto ciò perché le ipotesi sono ipotesi e in fondo quasi non tollerano censure perchè ognuno scrive quel che cavolo gli pare. Importa però perché il capitolo inficia metodologicamente il libro che ha il suo fulcro ( e il suo fascino) non in avventurosi dati di ricerca ma su dati archeo-astronomici inoppugnabili, veri o, perlomeno, verosimili. Dati oggettivi il più possibile e mostrati con necessario rigore. Che ci sta a fare un capitolo così nell'economia del libro, un capitolo di pura fantasia? Guasta tutto, anche perché il capitolo successivo è un capitolo serio, ben scritto e onestissimo; con tanto di documentazione e necessaria 'super -prudenza' circa il rapporto nicchie del nuraghe, ingresso e orientamento verso la Croce del Sud. E' proprio così. Solo molti dati empirici possono confermare l' intuizione, non certo peregrina, non solo per motivi storici ma per il semplice fatto (filologico) che la Croce del Sud ha riscontri nel nuraghe e si trova nell'osservatorio -calendario delle 'stanze del sole' di Gedili e di Serbissi. Che ci sta a fare?
Ciò 'sine ira et studio', amici del GRS. Senza finalità se non quelle che ci sono nelle parole del vostro statuto (dovrei dire nostro: sono socio 'onorario' o non?) di fondazione.

Gigi Sanna ha detto...

Piero, è' una bella intuizione. Bello che anche Aba l'abbia pensato. Il rapporto corna solari e corna lunari del Bue Api non ha bisogno certo di dimostrazione, ma l'asimmetria sì. Ci vogliono dati (e molti) a supporto.

Alessandro Lessà ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Lessà ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Atzeni ha detto...

"Nell'analisi sulla funzione del nuraghe , oltre a ribadire concetti noti noti avete anche prodotto spunti interessanti, ma nelle parti note avreste dovuto fare citazioni (in uno studio serio la bibliografia è la parte essenziale), e penso sappiate che i libri senza citazioni finiscono, giustamente, per non essere citati."

"non ho detto che lo studio delle finestrelle sia una vostra bella intuizione, ho scritto che è mia(cerca nella bibliografia regionale i titoli dei miei libri e vai a consultare : Il significato astronomico del nurgahe santu antine 1998 , 2001, ettore gasperini editore), ma è tutta da sviluppare. Con metodo scientifico da chi abbia il piacere."

@Mauro Peppino.
Dalle frasi che ho riportato più sopra traspare un unico scopo. Tu vuoi ridicolizzare questo studio e appropriarti di scoperte fatte da altri, questo non è un metodo scientifico. Se fosse realmente questo il metodo che tu sostieni sia "giusto" allora sono giuste tutte le critiche che ti sono state rivolte dall'ambiente archeologico isolano.
Questo libro non ha come scopo primario di dimostrare a chicchessia la nostra bravura. Non abbiamo queste ambizioni.
La forza di un gruppo è nella coesione dei suoi membri, ma anche nel loro parziale anonimato. Quando compro un tuo libro trovo il tuo nome. Quando compro un libro del GRS io trovo il nome del GRS, ovviamente se vado a spulciare trovo anche i nomi degli autori, ma non troverai mai chi ha scritto questo articolo o chi ha scritto quell'altro. Di molte foto non c'è manco specificato (quando sono state fatte dal gruppo) quale sia (tra noi) l'autore.
Nel caso tu non l'avessi capito, qua nessuno si sta elevando al rango di scienziato (nessuno nel mio gruppo perlomeno).
Ti faccio notare cosa rappresenta il logo del nostro gruppo. Un ragazzotto dallo sguardo fiero con lo zaino in spalla. Perché questo è quello che noi facciamo. Andiamo sui siti, aspettiamo, misuriamo (senza toccare nulla, per carità) e fotografiamo. La prova fotografica, quando è accompagnata da una data, è probatoria. Vai domani al S. Barbara e dimostrami che il toro si proietta sulla parete di fondo della sala. Io aspetterò la foto. Che poi tu voglia spaccare il grado (vorrei vederlo di persona come fai una misurazione su corridoi storti, o finestrelle con 5-10 cm di apertura) è una tua mania, da vero scienziato Vittoriano.

(continua)

Alessandro Atzeni ha detto...

Dici di dirti quale sono gli archeologi Sardi che ti denigrano. Io risponderei "tutti gli archeologi Sardi?" Chi è dalla tua parte?
Fammi nome e cognome che vado a chiedere. Ma non mi interessa nello specifico questo punto. Invece che fare fronte comune sul fatto che il finestrino non serva a scaricare proprio nulla (che fine ha fatto Laner? è sparito? E la sua Ierofania? Perchè non l'hai bacchettato a dovere? Lui e i suoi giochi di luce con la maglia rosa!), e che il significato religioso dei nuraghi sia ad un passo dall'essere dimostrato, a te non interessa.
Preferisci denigrare, e dimostrare a tutti che solo tu sai fare "archeoastronomia in Sardegna". Buon pro di faccia. Si parlerà a lungo di garitte, feritoie e di giochi di luce allora.

"Vai sul loro libro e osserva il santa Barbara dall'esterno, si vede lontano un miglio che la finestrella presenta delle sbozzature (da valutare che vi fossero anche in origine), ma sul Toroleo e gli altri lo capisce anche un bambino che la finestrella è rettangolare e che il corno di luce inferiore è figlio della frattura dell'architrave!!"
Non c'è bisogno di andare a vedere il libro, per chi quel nuraghe l'ha visto e misurato di persona.
E sul Toroleo...ti suggerisco di andare di persona. Vedrai che l'architrave non centra nulla con quanto vai affermando.

Dalla tua conclusione (il S. Barbara sarebbe un nuraghe con orientamento lunare) si ricava che i nuraghi hanno una pluralità di scopi e orientamenti.
Dalla nostra osservazione dei fenomeni invece, si conclude che i nuraghi siano dei templi dedicati al culto solare, con una certa attenzione anche per altri fenomeni celesti (luna e stelle).
Quale delle due risposte ti sembra più coerente?

"Detto questo, sono pronto a scommettere che la finetrella del Santa Barbara forma il cosidetto toro di luce, perlomeno per tutto il periodo compreso tra ottobre e febbraio, dunque non c'entra un tubo col solstizio invernale."
Perchè invece che scommettere non vai di persona, come abbiamo fatto noi, documentando che il toro non abbia sempre la stessa forma, e che il suo apice sia al solstizio d'inverno (forma e posizione).
Non trovi nulla di somigliante con un certo finestrino nel NewGrenge?
Dopotutto ti stai rispondendo da solo quando dici che il fenomeno è osservabile (sbagli se pensi che sia sempre allo stesso modo) da ottobre a febbraio. Che ci sta in mezzo tra questi mesi? O pensi che il sole si sposti di botto da un mese all'altro?

Salute!

Alessandro Atzeni ha detto...

"la si può osservare per tutto il periodo compreso tra l'equinozio d'autunno e quello di primavera"
Perchè il punto medio tra questi due estremi cosa sarebbe se non il solstizio d' inverno? "

Mi sono accorto che anche la Dott.essa Losi ha seguito lo stesso ragionamento presente nel commento che ho postato.
Questo mi fa piacere.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Lessa,

mi stai dicendo che voi del GRS non avete pretese scientifiche? bene.

Io vi sto dicendo che nella parte archeoastronomica è piena di errori sia di metodo che interpretativi.

saluti e buone passeggiate con la machciana fotografica.

Alessandro Atzeni ha detto...

@Mauro.
No, ti sto dicendo che anche quando si cerca di demolire una teoria ci vuole una certa umiltà.

E tu? Che pretese hai?

Grazie per gli auguri, contraccambio e ti metto in guardia dallo stare troppo tempo con lo sguardo per aria (in campagna è pieno di fossi).

Salute!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Atropa & Sanna

Atropa ancora insiste col solstizio , mentre Gigi inizia a capire.

Ieri ho finito una straordinaria vendemmia, e forse potrò meglio spiegare il significato astronomico del Santa Barbara (che ho ben spiegato in Archeologia del paesaggio nuragico 2009; e dove vi avevo accennato anche in Orientation of Sardinian nuraghes, some cluoes of their interpretation (Zedda and Belmonte) in Journal for the History of astronomy vol 2, 2004, Cambridge).

Come detto il nuraghe è orientatato verso il sorgere della luna al lunistizio maggiore meridionale, è il nurgahe a lui più prossimo (san gemiliano) verso il tramonto di quello stesso giorno.
Vi faccio presente che la luna piena nel lunistizio meridionale cade la solstizio d'estate.

questi sono i dati inequivocabili, incontrovertibili.

Ora ammettiamo con riserva (io non sono sicuro e devo accertarmi che le sbozzature che presenta la finestrella del santa barbara siano originali e non figlie di un rimaneggiamento) che la finestrella sia stata congegnata in modo taleda realizzare un pennello di luce a sezione tauriforme.

Fatta quest'ammissione (tutta da verificare) è ovvio che il pennello di luce bisogna relazionarlo con l'evento astronomico o quanto meno con l'astro verso il quale è orientato l'ingresso.

Poniamo il caso che l'orientamento del nuraghe fosse col solstizio d'inverno, e che i Bois Scout del GRS invece diandare a fotografare il Sole fossero andati a fotografare la Luna. Ora loro e voi stareste qui a parlare di Toro (o vacca) di luce lunare e io a dirvi che si trattava di Sole.

Voi potreste dirmi che le finestrelle sono fatte per pennellare la luce del sole all'interno del nuraghe! Io vi risponderei che le vostre sono suggestioni, prendiamo il caso del Zeras di Abbasanta (vedi sempre Archeologia del Paesaggio nuragico) il nurgahe è orientato in modo identico al Santa barbara, ma presenta due finestrelle sovraposte, quella inferiore marca il lunistizio maggiore, quelle superiore il lunistizio minore (e la luce disegna un rettangolo non una forma taurina), dunque dalle finestrelle può entrare sia la luce solare che quella lunare.
Nel caso del Santa barbara , del Zuras (et altri), la vocazione del nuraghe è per la luna e non per il sole. Questo se si vuole essere scientifici, se invece ci si vuol fare abbagliare dalle suggestioni, accomodatevi pure, come ha ben detto Gigi ognuno è libero entrare nelle comiche.

slauti

mauro

PS Gigi il capitolo dove i GRS interpretano le nicchie dei nurgahi come una rapresentazione della croce del sud lo considero un vero e proprio delirio, su cui non vale nemmeno la pena discutere.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Lessa

mi chiedi che pretese ho?
Io vorrei articolare le mie ipotesi in maniera più scientifica possibile, secondo i dettami di Popper, del quale oltre ai dettami scientifici mi piace quando dice che un qualsiasi studioso dovrebbe sentirsi onorato di chiunque si impegna cercare di confutare le proprie teoria.

Tu caro Lessa sei scientificamente una schiappa totale, mi porti l'esempio di Newgrange, senza accorgerti che l'esempio di Newgrange conferma i miei discorsi e non i tuoi.
Nota bene , che Newgrange è orientato col sole invernale con precisione assoluta, Santa barbara con il lunistizio con ottima approssimazione.

E tu che fai? Metti il santa barbara con il Sole , dicendo ma ci entra anche il Sole!
Ti faccio notare che a Newgrange ci entra anche la Luna, vai fotografala e di che hai fatto una scoperta clamorosa! e fottitene di chi ti dice che l'asse di orientamento di newgrange e sul sosltizio invernale! Come comicamente te fotti che il santa Barbara sui sul lunistizio.
Spero , ma non ci conto (visto la difesa a priori), che capirai queste non sottili differenze. E comunque sono affari tuoi.

cesare contu ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cesare contu ha detto...

L'arroganza e la grandissima maleducazione che ti contraddistinguono Mauro, è pari alla tua smania di essere uno scenziato, un accademico di alto livello, un grande archeoastronomo destinato a passare alla storia.

Il Grs non ha invece questo interesse, ma è guidato solo dalla sete di sapienza e di ricerca, il nostro lavoro è stao raccolto in questo libro che proponiamo umilmente e aperti alle critiche. Alle critiche ma non agli sfoghi di una persona disturbata.

Gigi Sanna ha detto...

beh, accettiamo il disco rotto! zed -zed -zed -zed ... Ma per par condicio accetta pure il mio e, per favore dammi (dacci) una risposta!

...il capitolo successivo è un capitolo serio, ben scritto e onestissimo; con tanto di documentazione e necessaria 'super -prudenza' circa il rapporto nicchie del nuraghe, ingresso e orientamento verso la Croce del Sud. E' proprio così. Solo molti dati empirici possono confermare l' intuizione, non certo peregrina, non solo per motivi storici ma per il semplice fatto (filologico) che la Croce del Sud ha riscontri nel nuraghe e si trova nell'osservatorio -calendario delle 'stanze del sole' di Gedili e di Serbissi. Che ci sta a fare?
Parli di 'delirio?' Perchè? vedi di dimostramelo/celo!

Ad Aba. Al 26 allora!

Gigi Sanna ha detto...

Il segreto forse sta nel 'sacerdote musico'. Guardatelo bene! E tu Aba, dai con la Bibbia, chè potrebbe suggerirci qualcosa!
Comunque, faccio una proposta a nome del GRS prendendomene tutta la responsabilità: chi arriva a post 200 ha diritto ad un biglietto gratis in prima fila e in poltroncina per vedere a Villanova Truschedu la 'vacca' che incorna il toro nel lunistizio d'Estate, tra 18, 61 anni. Oppure, in subordine, a un viaggio in prima classe, con l'astronave del 21 Dicembre (aereoporto Gedili di Jerzu, ore 24,0001 in punto!) per ammirare gli occhioni della luna che guardano teneramente lo sposo bambinello. Auguri!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,
a rigor di logica il maleducato dovresti essere tu, mi hai dato del disturbato, solo per il fatto che mi affanno a farti/vi capire che avete scambiato lucciole per lanterne (leggi il Sole per la luna).


Avete scritto un libro che dal punto di vista bibliografico è di una indecenza stratosferica, cosa dovrei fare non dovrei dirtelo?
In un nuraghe orientato col lunistizio, continuate a relazionarlo col Sole, l'ho già detto a Lessa, andate a Newgrange fotografate la luce della Luna che penetra il monumento e gridate alla clamorosa scoperta!

Ma infine chiediti, come mai al libro Archeologia del Paesaggio Nuragico di MP Zedda fa la presentazione Michael Hoskin, uno dei più prestigiosi storici della scienza viventi? ti assicuro che gli sono anche simpatico , ma non me l'ha fatta per simpatia!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Atropa

sarebbe bastato un semplice palo, e osservare il percorso dell'ombra, o un finestrino come quelli dei nurgahi ed osservare il percorso del pennello di luce, sarebbe bastato osservare la luna tra le stelle, e tutte queste informazioni era sufficiente tramandarle oralmente.

cesare contu ha detto...

Ti ho fatto questo complimento non perchè analizzi il libro e metti in evidenza eventuali punti che non ti convincono, per questo ti avremmo steso un tappetto rosso...

E' un uomo senza rispetto e guidato solo dalla presunzione cieca, che non può essere considerato, non un onesto libro frutto del lavoro di anni.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Sanna,

come penso tu sappia, dal mio esame sull'orientamento degli ingressi dei monotorre e delle torri centrali dei complessi (600 misurazioni) sono emersi tre target : uno che punta sul sosltizio invernale, uno sul lunistizio maggiore meridionale e uno verso la direzione 150 di azimut. Secondo Franco Laner quella direzione è conseguenza di un'altro orientamento ad esso perpendicolare (la linea passante per 50-240, alba solstizio d'estate , tramonto solstizio d'inverno) io non concordo con l'interpretazione che Franco Laner fa di quel dato e propendo per un orientamneto verso le stelle del Centauro-Croce del sud.

Nota che nell'evo antico non esisteva la costellazione della croce del sud, le stelle che la compongono facevano parte del centauro.

Di Laner (leggete S'Ena , edizioni condaghes) condivido invece l'idea che i nuragici avevano una visione dell'universo retto da quattro colonne periferiche e una centrale, un universo simbolicamente realizzato coi nurgahi quadrilobati (sia reali che in miniatura) e in molte pintadere e ritengo che le cupole con tre nicchie a cui si aggiunge l'ingresso rientrino nella stessa simbologia dell'universo.

io ho i dati sia dell'orientamento che delle caratteristiche interne di 600 nuraghi, si potrebbero elaborare i dati e vedere se quelli con tre nicchie sono quelli orientati col centauro-croce del sud.
Ora non ho tempo, ma visto che ti interessa puoi farlo anche tu, prendi i nuraghi che ha citato Scintu nel suo libro e di quei nurgahi vedi l'orientamento nel mio Archeologia del paesaggio nuragico.
Se troverai che la distribuzione dei nuraghi con tre nicchie è concentrata nei nurgahi orientati col centauro , idea potrebbe anche essere fondata, avanti dunque mettiti al lavoro coi duecento di Scintu e poi, se i risconti sono positivi, faccio la verifica coi miei 600, ma non credo che sarà il caso!!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu

dimmi tu cosa avrei dovuto dirvi , per farvi capire che avete preso lucciole per lanterne?

Nota bene che già due anni fa vi dissi in tutte le salse che il Sole non c'entra un tubo con l'orientamento della torre principale del Santa barbara!


Si certo la sua luce penetra dal finestrino come in qualsiasi altro nurgahe, ma il Santa barbara è orientato verso il sorgere della luna al lunistizio maggiore meridionale.


Perchè invece di riempirmi di improperi personali non posti una bella foto, chiara e nitida, dell'ingresso del Toroleo?

cesare contu ha detto...

Bene Mauro, è un piacere confrontarsi sui contenuti. La foto che chiedi tu è nel libro a pag 156, la numero 2 in alto a destra. Si vede perfettamente la spaccatura dall'interno (vi filtra un po di luce). Si evince che essa non ha influito sul corno destro perchè esso è oltre la spaccatura.
Essa non ha detrmminato un abbassamento come da te sostenuto infatti la parte della base superiore dell'architrave a sinistra della spaccatura è perfettamente allineata con la parte a destra di essa. Quindi nessun abbassamento e la spaccatura non ha influito sul fenomeno.
Tutto ciò mi pare abbastanza evidente, e risolve senza dubbio il tuo interrogativo...

Franco Laner ha detto...

Mi è arrivato il libro. Ho letto i primi tre capitoli e mi accingo al IV. Spero di aver la forza di continuare a leggere perché ciò che ho letto sin'ora mi ha messo a disagio, non solo perché si mena il can per l'aia e nulla viene aggiunto che non sia già stato detto, ma se c'è qualcosa che potrebbe avere un minimo di originalità, di fatto è tale perché "sembra" averlo, nel senso che non si dice da dove è stato copiato. Si trattano ad esempio questioni costruttive senza nemmeno conoscere i fondamenti della disciplina e con lessico sbagliato (concettualmente sbagliato, non parlo di refusi)criticando senza aver la possibilità di capire. Per di più sempre senza mai citare, né chi si critica, né la fonte delle teorie ritenute sbagliate. Comunque voglio finire di leggerlo e con predisposizione positiva, dettata dal fatto che mi sembrerebbe autolesionismo segare chi finalmente si è avvicinato con nuovo spirito allo studio dei nuraghi, anche se il modo di porsi nella discussione non lo condivido per nulla, specie per la viscerale contrapposizione di ipotesi e saccenza. Purtroppo non ho che pochissimo tempo, ma le cose di cui trattiamo penso meritino meditazione e pazienza, soprattutto meritano serenità, per non essere preda di facile entusiasmo o viceversa di istintivo pessimismo, a cui la premessa induce.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

fai finta di non capire o proprio non capisci? O Cesare: o ci sei o ci fai!

la foto pag. 156 non consente di vedere lo stato dell'architrave.

ti ho chiesto di postare una foto decente dell'ingresso!" non di rimandarmi alle vostre suggestioni!

Dalla foto che avete inserito nel testo pag 154, fig 1, si vede la frattura dell'architrave , il cedimento della stessa (di qualche cm) e la formazione di una fessura che da origine al monocorno di luce!

Ti ho chiesto di postare una foto decente del Toroleo dell'ingresso (visto dall'esterno) non di arrampicari sugli specchi.

Gigi Sanna ha detto...

Intervengo per l'ultima volta, lo prometto. Non aspiro a correre per il biglietto dell'evento della 'luna' che ci farà vedere e meglio, secondo non discutibili valutazioni, l'astro notturno che disegna il toro luminoso. Lasciamo stare subito tutto il resto. Tutto tutto. Il monumento per me ha simbologia fondamentale solare e non lunare. Si ha voglia di dire e di menare all'infinito il can per l'aia. In seguito si vedrà. Per quanto riguarda Toroleo è proprio il cedimento dell'architrave che ti frega, caro Zedda. Riporta in su qul centimetro o poco più e avrai un magnifico toro capovolto. La parte inferiore della finestrella con i cornini è del tutto diversa dalla parte superiore. Contestarlo è solo da cocciuti all'ennesima potenza.
Ti lascio: credo che avrai tu il biglietto gratis. Non prima però di aver detto che le mie considerazioni sul libro, come vedo non si scostano, per le prime pagine (tre capitoli circa) da quelle di Franco Laner! Solo che lui è più 'brutale' e professoralmente non simpatico. Oh se, pur con quel suo caratterino,fosse uno scienziato 'anche' epigrafista e non frequentasse troppo certe compagnie (scherzo naturalmente)! Se fosse uno scienziato che studia come Aba! Quanta strada si farebbe in più. Proprio contro i 'saccenti', i palloncini. i palloni e, soprattutto, le mongolfiere.

Archeologia Nuragica ha detto...

Cara Aba,

di epigrafia non nè capisco un tubo , come Gigi in archeoastronomia!!

Gli ho spiegato in tutte le salse che il Santa Barbara è orientato con la Luna e lui dice di preferire il Sole!

Insomma Gigi in archeoastroomia prende le lucciole per lanterne!!

E se tanto mi da tanto... come faccio a credere che i fori di un brassard siano una lettera dell'alfabeto nuragico?

Tu mi chiedi di occuparmi di paleoepigrafia, ti dico che è meglio fare una cosa fatta bene che due fatte male!!

Per quanto riguarda i miei studi archeoastronomici li ho fatti valutare dai maggiori esperti mondiali della disciplina, tu dovresti fare altrettanto e chiedere un parere per gli sttudi di Gigi visto che non lo fa lui.

La storia della scienza insegna che le rivoluzioni scientifiche spesso e volentieri provengono da esterni alla disciplina di cui si rivoluziona il paradigma interpretativo (un ingegnere che scopre il codice di una scrittura per es.), ma poi sono sempre i cultori accademici della disciplina che accettano le nuove proposte.

Insomma sulle ipotesi di te e Gigi, non devi convincere i laner o i zedda, ma devi convincere autorevoli esperti mondiali della disciplina, poi stai tranquilla che convinti loro, convinti tutti!!

Insomma il toro lo si prende per le corna, invece tu e Gigi continuate a prenderlo per la coda!!


un abbraccio

mauro


PS: vuoi vedere che quella di Gigi era la penultima -:)

Archeologia Nuragica ha detto...

Sanna scrive: "Per quanto riguarda Toroleo è proprio il cedimento dell'architrave che ti frega, caro Zedda. Riporta in su qul centimetro o poco più e avrai un magnifico toro capovolto. La parte inferiore della finestrella con i cornini è del tutto diversa dalla parte superiore. Contestarlo è solo da cocciuti all'ennesima potenza."

Caro Gigi, oltre a non capire un tubo di astronomia, dimostri di non capire un tubo (al cubo) di statica.

Ascolta bene, e per una volta dimostra di non essere cocciuto come un mulo!!

ecco cosa è successo in quel nuraghe:

1) La rottura dell'architrave dimostra per l'ennesima volta che il finestrino non è un finestrino di scarico, come teorizzato da Franco Laner, ma è un elemento che indebolisce la struttura, infatti se non vi fosse la finestrella e i due conci collocati sopra l'architrave combaciavano, l'architrave non si sarebbe rotta perche i conci avrebbero "lavorato" staticamente come un arco.
2)Sotto il peso dei massi sovrastanti l'architrave si è spezzata proprio nel punto in cui giace uno dei conci che la sovrastano.
3) nello spezzarsi essa ha ceduto, ma poi visto che è incastrata nella muratura continua a "lavorare" come un arco a piattabanda.
4) dalla foto si vede che una parte della architrave ha ceduto qualche cm in più dell'altra, ma entrambe verosimilmente hanno ceduto (se si è spezzata vuol dire che c'è stata una spinta).
5) L'aprirsi dell'architrave ha determinato l'inclinamento dei due conci che la sovrastano e dunque quella che era una finestrella rettangolare è diventata un trapezio con lato lungo in basso.
6) capito?
7)oltre a questo cedimento statico che ha modificato la forma della finestrella, vi è da dire che in prossimità della frattura vi è uno spiraglio di luce che provoca il toromonocornuto.

Caro Gigi smettila di fare il cocciuto, perchè rischieresti di essere anche comico all'ennesima potenza.

PS: devo ancora fare l'esame di Latino me ne daresti ripetizioni? in cambio potrei darti qualche lezione di statica o di astronomia!

cesare contu ha detto...

Mauro, è chiarissimo che l'abbassamento dell'architrave non ha assolutamente influito sulla forma del finestrino, lo si vede benissimo e senza possibilità di dubbio dalla foto n° 2 in alto a destra di pag 156.
Mauro se tu non arrivi a questa semplicissima constatazione, io non ti chiedo neppure se ci sei o ci fai, come hai fatto tu con me, la risposta la so già, e la capiscono tutti: ci sei. E pure tanto.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu

solo un ...... può sostenere che la foto a pag 156 sia nitida e consente di osservare la frattura e la condizione statica dell'architrave.

Tutti quelli che hanno per mano il libro possono osservare la foto a pag. 154 da cui si può vedere la frattura e il cedimento dell'architrave.

Ti ho chiesto di postare una foto migliore per valutare meglio il cedimento , e tu hai il barbaro coraggio di rimandarmmi a vedere una foto dove non si vede un tubo.

credi forse che una architrave si frattura e non c'è stato nessun cedimento?

Ti assicuro che un cedimento di 5 o 6 cm trasforma una finestrella rettangolare in una lievemente trapezoidale!

cesare contu ha detto...

Chi ha il libro può vedere benissimo chi ha ragione. Da quella foto si vede benissimo che la finestrella non ha subìto variazioni dalla spaccatura. Quella foto è la prova assoluta. Solo un disonesto può sostenere il contrario. La foto dall'interno poi è più utile al nostro ragionamento di qualsiasi foto dall'esterno (peraltro inserita nel libro pure quella).

Un ...... cosa? Mauro per il tuo grado di inciviltà meriteresti di essere completamente emarginato da tutto il forum. E non solo.
La foto rende benissimo, sei in mala fede e disonesto. Vorrei d'ora in poi evitare di parlare con persone di così basso livello morale. Ci proverò.

Franco Laner ha detto...

Mi parete un pò tutti impazziti e schizzati. A chi giova?
Ora non ho tempo, e per di più sono stanco morto, ma è per me verosimile che la protome sia del tutto casuale, perché i conci arrotondati
sopra l'architrave possono formare: una protome taurina, quando l'architrave è profonda, una doppia prodome oppure una prodome rovesciata, quando la luce è molto inclinata. Ho bisogno di un pò di tempo per disegnare le tre possibili combinazioni, o altre ancora, ad esempio un corno solo o anche tre, dipende dal grado di arrotondamento dei conci e del diaframma alla luce dell'architrave. Ovviamente non casuale è l'entrata della luce, ma prima di condividere che sia un toro ho bisogno di verificare attentamente sia da foto che ho prese recentemente, sia da disegni di rilievi.
Rimango pertanto sull'idea di IEROFANIA, se mi convincerò che sia un toro, perlerò di TEOFANIA!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Contu,

A pag 154 del testo si vede chiaramente la frattura e il cedimento dell'architrave e solo un .... (incompetente) può pensare che non via stato cedimento.

Ti ho chiesto una foto migliore per meglio valutare l'entità del cedimento.

E tu o perchè non capisci o perchè vorresti fare l'apprendista azzeccagarbugli cerchi di deviare la questione.

Oh Dio, quanta fatica per farvi capire che il torello (monocornuto) di luce capovolto è figlio della frattura e del cedimento dell'architrave.

el-pis ha detto...

E' doloroso constatare che "studiosi" e "studiati" usino certi linguaggi per denigrare il lavoro degli altri.
Tirria ki bessidi dae nastulas (de Boe?
Costruiamo "paris", si podet?

Archeologia Nuragica ha detto...

Carissima Aba,
io ho grande rispetto per la tua passione e per quella di Gigi. è come sai, al di là di qualche battuta scherzosa, sono pronto a difendervi di persona da chi si permette di criticarvi e insultarvi senza entrare nel merito di ciò che affermate.
Che in Sardegna vi siano tracce di scritture già dagli ultimi secoli del II millennio a.C. è fuor di dubbio (secondo me sono state portate da genti levantine , definibili come shardana, anche se non erano solo shardana), ma tu e Gigi andate oltre quello che ad un profano (in paleoepigrafia) come me appare scontato, considerate scrittura oggetti (tavolette di Tzircottu, Brassard locci santus, ecc.) che per altri non sono scrittura.
Credo che a dirimere questo tema controverso non spetti nè a me, nè ad altri profani come me. E credo che la scienza (la filosofia della scienza, la storia della scienza) insegna che spetta ai cultori accademici della materia giudicare le vostre proposte complessive.
Talvolta una novità scientifica può impiegare anni per essere compresa, talvolta decenni, ma se son rose certamente fioriranno, non spetta a me farle fiorire nè cercarle di sradicarle.

Viceversa nel campo dell'archeoastronomia penso di avere le competenze oer entrare nel merito di quanto si dice, e cercare di distinguere il grano dal loglio. Cioè le cose serie dalle suggestioni. Nel farlo so che apparirò antipatico verso chi, fresco dell'entusiasmo di aver scritto un libro di cui andar fiero, non capisce il senso delle critiche.
Ecco perchè prima di pubblicare novità in dei libri sarebbe meglio presentarle come articoli scientifici in riviste specializzate, dove le coglionerie le segano sul nascere in privato. Ovviamente talvolta segano anche cose serie, ma uno insiste, gia sapendo cosa lo aspetta.

Alle critiche che ritengo fondate, gli autori e i sostenitori delle tesi avanzare nel libro dei GRS, mi hanno risposto anche con insulti ai quali ho risposto, poi qualcuno ha pure l'ardire di sentirsi offeso, che andasse a rileggersi i commenti per capire chi per primo ha lanciato strali personali.

Archeologia Nuragica ha detto...

@ El Pis,

certo costruimo paris, ma se vogliamo che la casa regga, i mattoni di aria fritta bisogna buttarli via!

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Aba

forse non hai ancora capito che sto dicendo che il solstizio d'inverno e il Sole non c'entrano nulla con la torre principale del Santa Barbara!!
Il santa barbara è relazionato col Sole, quanto potrebbe esserlo l'ingresso di casa tua!

Se la finestrella del santa barbara fosse stata intenzionalmente congegnata per imprimere una protome taurina, la relazione è con la luna non col sole.

piero ha detto...

al di là delle critiche di mauro e ai suoi toni offensivi, sicuramente in questa sede posso dire che il Gruppo Ricerche Sardegna continuerà con i suoi studi, mettendo pure in conto le critiche, se fatte in modo civile. Sino ad Oggi abbiamo lavorato con onestà e in silenzio, si sono accumulati dati per oltre 5 anni, scoprendo le singolarità riportate sul libro abbiamo pensato che questa sia una ricerca stimolante, nel senso che ci induce a continuare pensando che in futuro ci possa essere dell'altro da scoprire e perfezionare, nonchè convincendoci che questa ricerca non è un punto di arrivo, ma un punto d'inizio; abbiamo visto una punta dell'iceberg, adesso bisogna vedere il resto, c'è tanto lavoro da fare in sardegna, reputo il lavoro d'equipe con più menti pensanti una ricchezza, e permetterà di effettuare, sono sicuro, uno studio più sistematico e completo atto a capire modi di vita di millenni orsono circa la nostra storia e cultura, occorre solo la mano e la mente di chi sappia ricercarli senza pregiudizi alcuni, ed è questa la mente del vero ricercatore. Talvolta le teorie "ufficiali" ostacolano la pura ricerca del nuovo, ma per me occorre ignorare e andare avanti, se poi come spesso accade, si ha la combinazione vincente, ben venga, l'importante è fare ricerca senza cercare onori e gloria, e questo gruppo, da quanto vedo, ne è esente.

saluti

Gigi Sanna ha detto...

S'urtima in italianu e sa prima in sardu. Como bio e como canto, ca fuo in trobeas po su traballu de Macumele.

Letziones de latinu? Ohi, ohi sa conca! Non m'istorrones, ca sa pensione est sa pensione. Cosa bella chi pagu durat. Po totus.

Ma calicuna cosittedda po s'esame de latinu (e de istatica)podet dare.
Sighi mi! e non t'abarres ammincau (comente contaiat su biadu de Baldinu in 'Sa Giorronada 'e Conchiattu: a ti nd'amemtas?)!

E tando.

Toroleensis lectio prima:

1) MAGIS TER MEUS ASINUS EST
2) DISCIPULUS MEUS ASINUS EST

Ortande s'espressione prima dae su latinu a su sardu (o a s'italianu) abbaida chi est frassa e chi ti est cullonande meda. Sa segunda nono. Ca su dischente est asinus e bastat, sena dubiu perunu. E abbaida puru chi sas letziones fattas in s'Universidade de Toroleo sunt fattas cun trassas, comente, tantu po narrere, sas de sa ventana de su sole de su nuraghe.

Archeologia Nuragica ha detto...

Caro Gigi,

sarebbe bello se tu fossi bravo in metodo scientifico quanto lo sei in retorica, latino e greco!!

Sa ventana esti una ventana, de sa ventana intra s'aria e da luxi.

Sa luxi poidi essiri cussa de su soli diretta o cussa riflettia de su sprigu de sa luna.

Ningunu datu faidi pensai ca sa ianna de su nurgahe de santa Brabara siada relazionau cun su soli, a s'interesi esti siguru che sa ianna de santa Brabara esti orientada cun su punti a ca obrexidi sa luna a su lunistizio maiori.
Ki in cussu nuraxi ti praxidi a giogai cun sa luxi, gioga cun sa luxi de sa luna!

Gigi Sanna ha detto...

Faimidda bì pintada beni, cussa luxi de sa luna! Aintru se su nuraxi. DD'ollu bì de tui chi ses professori in sa materia!

Franco Laner ha detto...

La luce del toro
Nel dire ciò che la lettura del libro mi ha indotto a pensare ho fatto uno sforzo di sincerità –per quanto possibile- soprattutto nei confronti di me stesso, mettendomi in una condizione di obiettività.
Mi sono fatto degli appunti a cominciare dall’introduzione (pag. 10 e 11) dove si parla di costruzione di nuraghi. Si contesta l’ipotesi costruttiva di “alcuni architetti”. Quali? Non conosco nessun architetto -oltre al sottoscritto- che abbia parlato di archi orizzontali –meglio, stati di coazione- per realizzare la cupola autoportante e soprattutto aprirla in sommità, senza avere la necessità di chiuderla con il concio di chiave, che nelle cupole di rotazione è indispensabile.
Per criticare questa teoria costruttiva, frutto di ricerca e sperimentazione, che ha uguale concezione nella realizzazione dei trulli, dei rifugi dei pastori abruzzesi, fino alla cupola di S. Maria del Fiore del Brunelleschi, ci vuole un genio o un cretino. Ma se chi critica non possiede nemmeno il lessico costruttivo –non pretendo la concezione strutturale- mi trovo impotente. A pag. 135 e 136 si definisce ad esempio per ben due volte, quindi non è un refuso,l’architrave d’entrata come masso “a sbalzo” orizzontale. L’architrave non è a sbalzo, bensì è appoggiata, mentre a sbalzo è una mensola. La scienza delle costruzioni non è un parere, è una disciplina che ha i suoi fondamenti e se si vogliono ridiscutere, lo faccia un genio o un cretino.
Prendo atto, sono sempre nell’introduzione, che finalmente si usa per i nuraghi l’aggettivo ciclopico e non megalitico. A questa distinzione, estremamente importante sul piano speculativo, avevo dedicato una scheda in Accabadora ed in Sa ‘ena ho potuto ipotizzare la costruzione del dolmen di Paule s’iscudu, grazie proprio al valore concettuale della distinzione fra ciclopico e megalitico.
Nell’introduzione si parla anche di modellini di nuraghe. Ho dedicato un capitolo di Sa ‘ena a questa questione e non voglio entrare nel merito. Mi dispiace che delle mie cose si prenda solo ciò che fa comodo. Un refuso: il Burghidu è nel comune di Ozieri, non di Tula.
Cap. I. Riassunto acritico e compilativo. Non serve nulla
Cap. II. = Cap. I. Ma con aggravanti, perché sembra che le critiche al nuraghe fortezza siano scoperte del GRS, invece basta rivedere qualche numero di Sardegna Antica. Inciso: peccato che non si citi chi si è rotto le scatole, in tempi difficili e non sospetti, a criticare feritoie, palle litiche, chiusura della porta d’entrata. La citazione non è mai una diminuzione, anzi..!Soprattutto sui modi di chiusura della porta del nuraghe ho più volte descritto la discrasia e durante i convegni ho più volte sollecitato gli archeologi a dirmi come si chiudeva la porta del nuraghe-fortezza, ironizzando sull’ipotesi del masso alla Hanna e Barbera!
(continua)

Franco Laner ha detto...

Infine si apra a pag. 45. Qui ammetto di essere un po’ tanto antipatico, perché osservo che la pagina sia un capolavoro di ingenuità. Qualsiasi sia la pretesa del libro, scientifica, divulgativa, .. le figure che si prendono dai libri, si devono riportare fedelmente con citazione. La fig. A, nell’originale (rilievo di A Benetti) è corredata da sezione, dalla scala (del disegno) e soprattutto dall’indicazione dei punti cardinali (il Nord). Nei disegni del libro non c’è mai l’indicazione del Nord. Grave per un libro che parla di orientamento. Per di più ci sono solo piante, mai sezioni o prospetti. Mai un particolare delle finestrelle o una loro sezione. Il disegno di fig. B ,desunto da A, rovesciato, tanto per dire dell’incuria dell’orientamento, senza scala (le scale, quattro, ci sono, ma forse sono per le galline, tanto sono ripide), mi induce a dire che bisogna imparare anche a copiare e soprattutto va lasciata da parte la ridondanza del “delineavit”, che io leggo come scarabocchiavit.
Cap. III Riassunto del culto evolutivo del sole nella storia e nel mondo, con l’osservazione finale che “la Sardegna, come in un prezioso scrigno, conserva la testimonianza di tutti i passaggi di questa evoluzione.” Bene, ciò che è stato detto, in Sardegna c’è.
Cap IV Descrizione pedo-auto-morfologica del territorio del S. Barbara. Ma non ho capito la relazione del S. Barbara col territorio. Meglio una cartina dell’IGM, almeno ci sono le isoipse.
Cap. V Dovrebbe essere il cuore del lavoro. Ma il rilievo fotografico, è compilativo. Mancano punti di stazione, indicazioni metodologiche del rilievo, didascalie alle foto, spesso utili a fini turistici, ma criptiche per uno che voglia capire. Servirebbero sezioni. O l’azimut è un optional? Il paragone col disco solare (?) di Arzachena con la pianta del S. Antine (?) è una grande scoperta: ora abbiamo anche le piante (non sto parlando di mirto o rovere, bensì di sezioni orizzontali di un edificio) dei nuraghi! Non bastano i modellini. Ora vien fuori che il nuragico disegnava (modellava) le piante! Le sezioni dei nuraghi le avevamo già: il prof. Contu scrisse che la stele della TdG era la sezione del nuraghe.
In sintesi è un lavoro compilativo, privo di inferenza e utilità per chi voglia capire o verificare.
La finestrella è realizzata lasciando il vuoto fra due pietre. La rotondità delle pietre dà luogo proprio alla figura a clessidra citata nel libro. Se vogliamo a due tori simmetrici rispetto alla mezzaria della figura. Se i conci fossero squadrati, il vuoto della finestrella sarebbe un rettangolo. La luce che entra può stagliare, a seconda dell’inclinazione, la metà superiore della clessidra, oppure quella inferiore, oppure un quarto. Si avrà così un toro diritto, oppure uno rovescio. La domanda da porsi e da discutere: è ciò casuale o voluto?. Ricordiamoci che una grande quantità di nuraghi è fondata sull’asse alba solstizio estivo- tramonto solstizio invernale e pertanto l’entrata, perpendicolare a quest’asse, è nel quadrante sud-est (intorno a 148°). Sull’asse fondativo ci sono spesso le nicchie. (continua)

Franco Laner ha detto...

Se “apro” le nicchie, se apro l’entrata, avrò all’interno di diversi nuraghi le stesse proiezioni di luce, ma non vuol dire che ho costruito pensando di realizzare questo fenomeno. Potrebbe essere solo conseguenza dell’atto fondativo e la figura che si staglia casualmente evocativa. Perciò, pur meravigliato ed emozionato, ho parlato di suggestione nei miei due libri. A questo punto dovrei riprendere il discorso e visitare alcuni nuraghi, in primis il S. Barbara.
Per confronto, per favore, si guardi alla ricerca di Lebeuf sostenuta per dimostrare che il camino del pozzo di S. Cristina funziona come osservatorio lunare. Confrontate l’apparato costruttivo, confrontate i rilievi numerici ed astronomici. O con due foto al solstizio si può sostenere qualcosa, solo perché il fenomeno si ripete?
Cap. VI Il metodo compilativo-descrittivo fotografico viene estesa anche ad altri monumenti.
Cap. VII Sono ancora inchiodato al disegno di pag. 133. Lasciamo perdere la folgorazione sulla strada di Damasco (pardon, sulla strada di S. Barbara) e si guardi il toro, quello vero, sulla destra che la femmina tocca e così la sua forza, calore, sangue, divinità e quant’altro passa attraverso di lei che con la mano sinistra si struscia la mona…
Non ce la faccio più ad andare avanti. Si intrecciano fantasia (parte patologica dell’immaginazione) osservazioni gratuite e banali, della serie : “la torre è un cerchio (è un cilindro, boia di un mondo!) simbolo universale per descrivere il sole”…oppure… pag. 99 : risulta evidente….che questi fenomeni sono da adorare…
Ora apprendo che oltre a cose e dei, si adorano i fenomeni!) e ancora: i nuragici riuscirono a suddividere l’anno in 4 stagioni, con solstizi ed equinozi, come ora.. Un calendario un po’ pesante (stanza del sole), ma forse sempre meglio della pintadera-calendario di Nicoliniana memoria.
Troppo banale uno gnomone! O un palo conficcato…
Provo a leggere ancora : il bronzetto musico. No. No!!!Mi arrendo. Avete ragione. Sotto tortura, perché è così proseguire la lettura, capisco che sia ora di ammettere. Ammetto di aver detto il falso, per invidia, per antipatia, per cattiveria, perché sono uno stronzo. Credo che i nuragici abbiano toccato i vertici della genialità creativa simbolica. Ho partecipato ad un momento scientifico sublime. Non ho mai parlato di ierofania e tempo ciclico. Anzi non sono mai venuto in Sardegna. ABIURO. Ma allontanate da me quel libro!
Non sum dignus!
Franco Laner

Alessandro Atzeni ha detto...

Illustrissimo Prof. Laner. Ci dica (visto che è il suo campo) perché esempi di nuraghi tagliati di netto "con il coltello" per metà, non crollano (come sembrerebbe invece far pensare il suo ragionamento) e anzi, rimangono in tale stato per parecchio tempo (facciamo una prova su qualche trullo? l'evidenza non sembra interessarle).
Attendo una risposta...

"Nell’introduzione si parla anche di modellini di nuraghe. Ho dedicato un capitolo di Sa ‘ena a questa questione e non voglio entrare nel merito. Mi dispiace che delle mie cose si prenda solo ciò che fa comodo."

La prima volta che glielo dico. Io sa Ena non l'ho ancora letto. E penso anche gli altri nel gruppo. Mi spiega come potrei/potremmo aver preso materiale (o concetti) di un libro che non abbiamo manco letto? (Sul personale vado sul sicuro: mi è bastato s'Accabbadora!).
Non posso leggermi tutti i libri che pubblica solo per farla contento!

"Cap. II. = Cap. I. Ma con aggravanti, perché sembra che le critiche al nuraghe fortezza siano scoperte del GRS, invece basta rivedere qualche numero di Sardegna Antica. Inciso: peccato che non si citi chi si è rotto le scatole, in tempi difficili e non sospetti, a criticare feritoie, palle litiche, chiusura della porta d’entrata."

La seconda volta che glielo dico.
Io i numeri di Sardegna Antica non li ho tutti. Ho giusto gli ultimi, in cui lei manco compare. Mi spiega di nuovo come potrei/potremmo aver preso del materiale da qualcosa che non ho/non conosco?
Lei ha mai parlato della necessità delle ballistae romane di aver dei proiettili lavorati? (cosa che i nuragici difficilmente potevano avere, visto che sono state inventate in età ellenistica).
Ha mai citato l'assoluta mancanza (nei rinvenimenti) di arieti in metallo, cosa che sei resti archeologici Europei è stata fatta? Ha mai preso un arco ed è andato a vedere come si potesse tirare da una feritoia?

(stia attento a non piantarlo per terra come diceva Lilliu)

Mi faccia vedere una foto come testimonianza!

Se qualche ragionamento che ha trovato le è parso "familiare" è solo perchè queste idee sulla difesa dei nuraghi girano da più di un secolo. Neanche tempi "non sospetti" dopotutto, visto che il Prof Pittau aveva già sviluppato EGREGIAMENTE l'argomento QUARANT'ANNI FA(con alcuni "vuoti" su cui abbiamo ragionato).

"Soprattutto sui modi di chiusura della porta del nuraghe ho più volte descritto la discrasia e durante i convegni ho più volte sollecitato gli archeologi a dirmi come si chiudeva la porta del nuraghe-fortezza, ironizzando sull’ipotesi del masso alla Hanna e Barbera!"

E secondo lei dovevamo leggerci sa Ena, o andare ad una delle sue conferenze (mi vanto di non averne mai vista una) per sapere che gli archeologi teorizzavano la chiusura con un macigno gigantesco, o con (tante) pietre più minute? O bastava semplicemente ascoltare quello che avevano da dire gli archeologi?

"Per di più ci sono solo piante, mai sezioni o prospetti. Mai un particolare delle finestrelle o una loro sezione. Il disegno di fig. B ,desunto da A, rovesciato, tanto per dire dell’incuria dell’orientamento, senza scala (le scale, quattro, ci sono, ma forse sono per le galline, tanto sono ripide), mi induce a dire che bisogna imparare anche a copiare e soprattutto va lasciata da parte la ridondanza del “delineavit”, che io leggo come scarabocchiavit."

Il disegno aveva come unica finalità quello di illustrare cosa si intendesse per una muraglia a scopo difensivo. Lei invece che seguire il ragionamento (che è perfettamente logico) si è messo a guardare quale fosse l'orientamento del disegno, come fosse stato disegnato, come fosse stata scritta la firma, come, come, come.
Cosa vuole fare, metterci anche il voto e rimandarci al prossimo esame?

Alessandro Atzeni ha detto...

"Il paragone col disco solare (?) di Arzachena con la pianta del S. Antine (?) è una grande scoperta: ora abbiamo anche le piante (non sto parlando di mirto o rovere, bensì di sezioni orizzontali di un edificio) dei nuraghi! Non bastano i modellini. Ora vien fuori che il nuragico disegnava (modellava) le piante!"

Allora dovrà gentilmente spiegarmi perchè una simile affermazione l'ho sentita (assieme a non meno di una quarantina di persone) e registrata, all'ultimo convegno dell'ISSEP, da una certa Noemi Cappai. La quale, per inciso, non ha fatto alcun riferimento al libro di Leonardo Melis ("I Calcolatori del Tempo") in cui il concetto era già espresso dal Presidente del Gruppo (che curò il capitolo). Ora, per correttezza, dovrebbe alzare la cornetta, chiamare la sua collega (sono certo che la conosce, bastano due colpi di tastiera sul web per saperlo)
http://www.google.it/#sclient=psy-ab&hl=it&source=hp&q=noemi+cappai+laner&pbx=1&oq=noemi+cappai+laner&aq=f&aqi=&aql=1&gs_sm=e&gs_upl=455l3866l0l4291l18l17l0l0l0l0l315l3674l0.7.9.1l17l0&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&fp=cdf29cfc63d94d99&biw=1138&bih=564

E dirle le stesse parole che ha detto in questo suo post.
Chissà se le risponderebbe gentilmente come sto facendo io, o la chiamerebbe con il termine che lei si è appioppato da solo.

"Potrebbe essere solo conseguenza dell’atto fondativo e la figura che si staglia casualmente evocativa. Perciò, pur meravigliato ed emozionato, ho parlato di suggestione nei miei due libri. A questo punto dovrei riprendere il discorso e visitare alcuni nuraghi, in primis il S. Barbara".

Guardi che le nicchie potrebbero benissimo essere disposte in punti decisamente sfavorevoli per il verificarsi dell'evento. Potrebbero esserce due per esempio. Una immediatamente a destra, e un altra a sinistra. E la luce mai ci arriverebbe!


Le sembra un caso?
Vada al Nuraghe Zuras e mi dica se quel doppio fascio di luce che entra nella nicchia è un altra "strana" coincidenza!

"Ora apprendo che oltre a cose e dei, si adorano i fenomeni!)"

Lei come chiamerebbe i fulmini, la combustione del fuoco, il prodursi dell'arcobaleno (tutti elementi che sono stati oggetto di adorazione da questa o quell'altra civiltà) se non come "fenomeni naturali"?
Newton fece la stessa cosa facendo un buco in una finestra, lui esplorò la composizione della luce solare da un punto di vista scientifico. I nuragici, uomini di tremila e più anni fa, che passavano il tempo a seguire gli armenti o coltivare i campi (in maggioranza non penso fossero tutti astronomi e sacerdoti), secondo lei pensavano che QUESTE fossero cose banali??

"Troppo banale uno gnomone! O un palo conficcato…"

...di cui magari non ci è rimasta traccia, come è successo per molti manufatti degli uomini del paleolitico (ad eccezione di quelle bellissime ossa con tanti "segnetti" che poi qualcuno ha scoperto essere dei calendari!

"Ammetto di aver detto il falso, per invidia, per antipatia, per cattiveria, perché sono uno stronzo. Non ho mai parlato di ierofania e tempo ciclico."

Probabilmente se avesse accennato con una "felice intuizione" al bronzetto musico avrebbe preteso una maglia rosa pure su quello. Lei come spiegherebbe la particolare conformazione del mantello (a bande verticali, non orizzontali, particolare non da poco) come spiegherebbe la forma sul capo? Anche per lei un tamburo?

Se mi da il permesso di mettere una sua foto (io non posso farlo, sarebbe violazione del Copyright, lo faccia lei) vorrei rendere tutti partecipi di quanto lungamente lei abbia parlato di Ierofania in "Accabbadora": una vignetta minuscola e incomprensibile a fondo pagina, sulla destra, con un ancora più minuscola e incomprensibile spiegazione.

Penso di averle detto tutto

Saluti carissimi!

Franco Laner ha detto...

caro Atzeni,
non ho più voglia di ritornare su quanto ho letto e commentato. O le pare che abbia sparato senza avere le pezze giustificative?
Ho rivendicato che molte delle cose, ripeto molte, delle cose che ho trovate scritte, le avevo già scritte. E allora? Meglio! Sono contento di essere copiato. Anche quando ho brevettato ritrovati del mio mestiere. Sono davvero felice di aver detto qualcosa che altri pensano sia corretto.
Non è questione però di maglia rosa: nel mondo civile, non solo accademico, si cita. E' un atto dovuto, bello oltre che doveroso, perché così si entra a far parte di un settore condiviso, ci si "legittima" senza perdere nulla della propria identità, o intelligenza, o intuizione. Anzi!
Cosa potrà mai pensare, Gigi Sanna e chi gli ha indicato la pietra del Losa, vedi pagina 157, dove oltre al toro, c'è un bastone e un serpentello, anzi una serpentella gravida, nel vedere strapazzate le sue intuizioni e maltrattati anni di ricerca?
Accetti con umiltà la lezione e non scenda nel dettaglio. Capirà col tempo cosa le ho voluto dire, a lei e agli altri, soprattutto non si smarchi perché voi avete dichiarato di essere un tutt'uno. Non difenda solo ciò che lei ha scritto, ma anche quello degli altri, questo significa gruppo!
Mi faccia sdrammatizzare a proposito della infima, piccolissima foto. In Sa 'ena ne ho messe due ed il commento è assai più lungo, ma, ripeto, lasciamo perdere. Dice la fanciulla, col pancione ormai evidente, per scusarsi: Eppure ne ho preso solo un pochino, appena appena...
Cum salude
Franco

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Franco Laner,

Dai Franco non darci troppo peso, hai visto il simbolo dei GRS, un Boys Scout con un berretto cornuto.
Dopo essere andati in giro per anni, hanno fatto il resoconto delle loro ricerce e nel libro Il toro di luce discutono di una quindicina, scarsa, di nuraghi.

Dopo aver visto che la finestrella del Santa Barbara proietta una protome taurina, sono rimasti abbagliati, dunque hanno visitato un'altra decina di nuraghi per vedere se il fenomeno si ripeteva, ancora abbagliati dal Santa Barbara hanno visto protomi di luce anche dove non ci sono!!
Sempre in preda all'abbaglio hanno deciso di scrivere un libro veloci veloci, senza note e citazioni, loro non sanno che chi scrive su una materia scientifica ha il DOVERE E DI LEGGERE TUTTO QUANTO è STATO SCRITTO SU QUELLA MATERIA, poveretti non lo sanno.
Dal libro dei GRS e dalla bibliografia che hanno inserito , si ricava che dovrebbero aver letto una quindicina di libri, (Archeologia del Paesaggio nuragico penso, comunque che non l'abbiano letto o se l'hanno letto non l'abbiano capito!), bisogna capirli, erano anni e anni in giro per nuraghi, ne hanno visitato addirittura una quindicina!!
Lessa è stato sincero: caro prof. non pretenderà che io vada a leggere tutto quanto lei ha scritto.
Eppure sarebbe bastato vedersi la bibliografia di un libro che citano (il tuo Accabbadora, per vedere che hai scritto un articolo sulle finestrelle!!), forse oltre al mio non devono aver letto neppure il tuo!! Che leggano poco e male, prova ne sia che di mio hanno citato pure una pubblicazione che non esiste!!

piero ha detto...

laner, zedda, cosi per curiosità, diteci voi dal vostro pulpito, cosa dovrebbe scrivere, sempre secondo voi, il GRS su questo blog?

Alessandro Atzeni ha detto...
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Alessandro Atzeni ha detto...

"O le pare che abbia sparato senza avere le pezze giustificative?"

"Caro" (si fa per dire) Prof. Laner.
In una sola parola, si.

Io le ho ribattuto punto su punto. Invece lei cosa fa? Elude le risposte su quanto le ho chiesto (la "ruota" che replica il S. Antine e la sua uscita poco felice contro una sua stessa collega), la parte "militaresca" (sto ancora aspettando lei con un arco in mano, sempre che sappia come impugnarlo) e molti altri punti.
Mi da una risposta acida da scolaretto delle elementari. Questo suo modo di "smarcarsi" dalle argomentazioni non può che farmi sorridere, usando un metodo noto, lei evita di affrontare i temi che le propongo, attaccando a sua volta.
Metodo da lei utilizzato assiduamente, ma che alla lunga risulta noioso ai fini della discussione.
Sinceramente detesto i feticisti dell'ultima parola.

Tra l'altro, continua a ripetere che altri abbiano copiato quanto lei ha scritto. Si sa che quando una menzogna viene ripetuta alla nausea assume una parvenza di verità (nella testa di chi la dice).

"Cosa potrà mai pensare, Gigi Sanna e chi gli ha indicato la pietra del Losa, vedi pagina 157, dove oltre al toro, c'è un bastone e un serpentello, anzi una serpentella gravida, nel vedere strapazzate le sue intuizioni e maltrattati anni di ricerca?"

Penserà che quella foto gli è stata data da un membro del nostro gruppo.
Vede? Lei toppa miseramente ogni volta che tenta di aizzarmi contro qualcuno.
Questo vale sia per il fatto della "ruota solare" che per la "pietra del Losa". Questo perchè lei parla senza cognizione di causa. Lei parla senza conoscere i fatti, e parla di architettura nuragica senza conoscere i nuraghi. Quanti nuraghi ha visto nel sud Sardegna più estremo? In Accabbadora ci sono nuraghi "del nord" a iosa, pochissimi (se non nulla) del Sud.
No, non bisognerebbe fare ricerche quando si va in vacanza con la famiglia. Dovrebbe saperlo.

"Accetti con umiltà la lezione e non scenda nel dettaglio. Capirà col tempo cosa le ho voluto dire, a lei e agli altri, soprattutto non si smarchi perché voi avete dichiarato di essere un tutt'uno. Non difenda solo ciò che lei ha scritto, ma anche quello degli altri, questo significa gruppo!"

La lezione da professorone navigato è superba, una vera ciliegina sulla torta. Dall'alto della sua esperienza il grande professore elargisce perle di saggezza ai mentecatti più in basso.
Finito il momento di ilarità (in effetti c'è poco da ridere di fronte a questa ondata di sciocchezze miste a galloni di bile) mi chiedo se lei legga le risposte (forse legge e finge di capire).
Nella parte dove cito la precedente pubblicazione del nostro Presidente sul libro di Leonardo Melis le sembra un autodifesa? Vorrei capire poi come fa a scrivere una simile sciocchezza se non sa manco quali capitoli ho scritto io, e su quali capitoli ho prestato il mio aiuto. In effetti, si potrebbe dire che ad eccezione di alcune piccole parti, tutti hanno dato una mano a tutti.

La sua patetica accusa quindi non può fare che suscitarmi altre, grasse, risate.

"Mi faccia sdrammatizzare a proposito della infima, piccolissima foto. In Sa 'ena ne ho messe due ed il commento è assai più lungo, ma, ripeto, lasciamo perdere."

Tanto per mettere le tessere del mosaico al posto giusto, sbaglio o "sa Ena" è uscito dopo la pubblicazione, su questo forum, della nostra foto della luce taurina? Quindi, a rigor di logica, chi si è impossessato di qualcosa non suo?

Ah, un ultimo favore. Cerchi di coordinarsi con le risposte che scrive il suo amico M.P.Z.
Perchè lui scrive che la forma taurina è una boiata colossale, lei invece che è una sua "scoperta".
Insomma sembrate due pescatori della domenica in barca. Uno rema verso una direzione, l'altro in senso contrario.

Saluti

Alessandro Atzeni ha detto...

@MPZ

"Dai Franco non darci troppo peso, hai visto il simbolo dei GRS, un Boys Scout con un berretto cornuto."

Allora non era solo una mia impressione quella che il Laner si stesse scaldando. Non gli fa certo bene, alla sua età poi...

"Dopo essere andati in giro per anni, hanno fatto il resoconto delle loro ricerce e nel libro Il toro di luce discutono di una quindicina, scarsa, di nuraghi."

MPZ, per dirla alla "cagliaritana" "ses troppu togu" (abbandono il "Lei" ormai non è proprio il caso) secondo te come si sviluppa una ricerca, se non visitando decine di siti? Peccato che tu non capisca (o meglio preferisci dimenticare) che non tutti i nuraghi si presentano nella stessa situazione, e non tutti vengano visitati nelle condizioni climatiche migliori. Molti casi si presentavano distrutti (40 nuraghi del mio territorio) altri presentavano le camere sepolte o il finestrino fratturato, in altre situazioni una folta boscaglia affogava il sito, in altre pioveva a dirotto. In altre ancora era nuvoloso.
Tu che dici di aver visitato 1000 nuraghi (ci creu pagu) perchè non mi fai vedere mille schede? Io posso fartele vedere (quelle che abbiamo fatto), il nostro gruppo quando visita un nuraghe non si piazza nel corridoio ad urlare numeri e poi se ne va. Il nuraghe ce lo misuriamo palmo per palmo, con il metro in mano. Ed ogni visita richiede non poco tempo. Tutta un altra questione rispetto a prendere un orientamento (o mandare qualcuno per farlo al proprio posto).

Fammi una foto di queste mille schede. Io te ne faccio una delle nostre. Ci stai? O è più semplice sparare sempre la stessa cartuccia esaurita? No, perchè stai ripetendo alla nausea punti già trattati, in cui ti è già stata data una risposta.


"Sempre in preda all'abbaglio hanno deciso di scrivere un libro veloci veloci, senza note e citazioni, loro non sanno che chi scrive su una materia scientifica ha il DOVERE E DI LEGGERE TUTTO QUANTO è STATO SCRITTO SU QUELLA MATERIA"

Se pensi che il libro sia stato scritto in un paio di mesi sei decisamente fuori strada. Quando è stata messa la foto del toro del S. Barbara eravamo al lavoro già da tempo.
L'ultima frase poi è una sciocchezza indicibile. Una cosa è leggere delle pubblicazioni scientifiche. Un altra è leggere dei libri fatti unicamente con lo scopo di fare soldi, o acquisire notorietà. Perchè mai dovrei continuare a leggere i libri di un tizio che mi scrive di bottiglie di mirto e di candelabri, con scarsissimo umorismo oltretutto,
e un altro che invita i suoi lettori a "bere e cantare" in attesa degli eventi astronomici?
E poi mi ritrovo questi signorotti, con il panciotto abbottonato e il monocolo sull'unico occhio buono (sono notoriamente "zurpusu"!) a inveire contro questo e contro quello, a reclamare "metodo scientifico" loro che quando aprono bocca non vengono neanche calcolati dagli addetti, personaggi bravissimi nel criticare, ma che non tollerano di essere criticati (eccezionali però nel lancio delle sedie).
No, a quel punto non leggere tutto quanto è stato scritto in merito non è considerabile una mancanza di buona fede o rigore scientifico, è semplice volontà di sopravvivenza, di evitare del sicuro autolesionismo.
Dopotutto F. Laner si reputa indegno (più qualche altro parolone) di leggere il nostro Libro, perchè io non dovrei ritenermi altrettando "indegno"?

Tutto il resto che hai scritto MPZ manco lo cito, perchè sarebbe solo un ripetersi di affermazioni a cui è già stata data una risposta (oltre che troppo peso rispetto a quanto realmente meriterebbero).

Salute.

Archeologia Nuragica ha detto...
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Alessandro Atzeni ha detto...

@ MPZ

Non mi risulta di averti insultato. Anzi, è avvenuto proprio il contrario. E ne ho la conferma in questo tuo ultimo post.
Le mie risposte finisco qui. In Italiano, in Sardo, in qualasiasi linguaggio tu possa immaginare.

P.s.s.
Il fatto di essere Atzeni non significa che io sia parente di Enrico Atzeni, di questo Atzeni o di quell'altro.
La tua polemica si è proprio esaurita se vai in cerca di parentele varie a cui rivolgerti.

Sappi che ho poche risposte per personaggi così. Ma tanti altri modi per chiamarli.

Adiosu.

Archeologia Nuragica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gigi Sanna ha detto...

Toroleensis lectio secunda.

Ma(g)istra nostra fuste pilam sonat(abbaida bene s'accentu de cussu 'fuste')

Marco ha detto...

...che bello ho pensato...148 commenti su un articolo e un libro in uscita...che bello! Mi aspettavo diversi punti di vista su un tema così delicato e coinvolgente...e speravo di capirci qualcosa, di mettere in discussione quanto letto, di farmi una opinione o di cambiarla...e invece non si capisce nulla di quanto scrivete...anzi leggervi è pure nauseante...ma non vi da più soddisfazione scambiarvi le mail e insultarsi in privato? almeno se dovete andare sul personale lo potete fare senza moderazione, no? saluti

Archeologia Nuragica ha detto...

@ Lessa,

più che Lessa ti si addice il termine Lessato!!

al libro scritto da te e dal tuo gruppo sono state fatte critiche serie, e tu riposndi con insulti. Addirittura affermi che avrei mandato qualcuno a far le misure al posto mio!

Mi domando se la bugia è farina del tuo sacco o se te l'ha snocciolata qualcuno.

Sai, vorrei capire se sei un credulone o peggio ancora un bugiardo impostore.

E sintanto che non dici quale sia questo qualcuno che a eseguito le misure per mio conto sarà opportuno considerarti come un bugiardo impostore.

PS: da chi ha il coraggio di scrivere un libro con quella obbrobriosa bibliografia c'è da aspettarsi di tutto.