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sabato 22 settembre 2012

Unu millione

Eris note amus brincadu su millione de bisitas. No isco pro ite, ma so cuntentu

domenica 20 novembre 2011

Una pintadera del medioevo inglese

di Stella del Mattino e della Sera
Caro collega
nel mentre che io saluto il tuo ritorno nella rete mi arriva un’ Ansa da ansia. Un token (gettone) inglese, scoperto il 26 settembre 2006 e datato al 1400-1700 d.C. Vista l’ incredibile somiglianza con le pintaderas nostrane, è plausibile che venisse usato per decorare il pane o i biscotti da tè. Quelli un po’ sabbiosi.  Inutile dire al signor Sanna come questo ritrovamento rafforzi al di là di ogni ragionevole dubbio la tesi medievalista sulle tavolette di Tzricotu. Dopo questo ennesimo scoop occorrerà altresì rivedere la letteratura sulle pintaderas sarde. Come si sa esse sono datate alla prima età del Ferro. Tutto da rifare?

martedì 8 novembre 2011

I Nuraghi al Festival della Scienza

Nell’ambito della manifestazione Festival Scienza 2011, 11.11.11, h 18:30, si svolgerà la tavola rotonda: I Nuraghi tra cielo e terra, con Paolo Littarru, Mauro Zedda, Clive Ruggles e Franco Laner. 

mercoledì 26 ottobre 2011

Cosí parló il GAP

di Stella del Mattino e della Sera

Il valente archeologo GAP giá attivista in merito ad un famoso documento epigrafico sardo del museo di Madrid ed allo scherzoso plagio di un articolo di R. Sirigu, ha ultimamente rilasciato importanti e definitive dichiarazioni sulla navicella di Teti. Detta persona vorrebbe cosí aprirci gli occhi  senz´altro scopo del nostro bene. Dall´alto della sua autorevolezza il GAP definisce cosí il sedicente reperto. “Io più che una "navicella" ci vedo un coccio probabilmente facente parte di una lampada a olio, che appunto assomiglia alle navicelle di bronzo per via della sua forma a cucchiaio, si nota inoltre che l'uso fu prolungato dai resti di vetrificazioni (diverso colore dell'argilla silicea) che si notano già a occhio nudo nonostante la pessima risoluzione della foto. Magari fosse "Nuragico" come si afferma da parte Non accademica. [..] si può parlare di reperti Post-Nuragici oppure Proto-Sardi, ma Non Nuragici per via della cronologia sinora repertoriata che li pone indiscutibilmente nel Bronzo finale e alla prima età del ferro. E' la famosa età dei pozzi sacri dei bronzetti e di altri edifici cultuali costruiti a loro volta smantellando interi nuraghi come chiunque può notare al Nuraxi di Barumini e al Nuraghe Genna Mari di Villanovaforru, dove si nota chiaramente che il villaggio dell'età del bronzo finale e del primo ferro siano stati costruiti demolendo e smantellando le sue cortine e torri per recuperare materiale per l'edificazione del successivo villaggio protostorico che lo sovrasta inglobandone i monconi delle torri del complesso, che vennero "riutilizzate" come sacelli templari dedicati alla dea Cerere e Diana (La nostra Janas). Dunque sbaglia chi afferma che si tratti di reperti nuragici dell'età del bronzo, sbaglia ancora di più quando poi si afferma che si tratti di scrittura con idiomi autoctoni nuragici (se il reperto non é nuragico come fa a d'esserlo pure la scrittura??). Personalmente non metto in dubbio che si tratti di idiomi e che il reperto (si spera) sia autentico, come non avrei nessun problema nell'affermare che si tratta di vera scrittura protostorica.. per altro agli albori (1100/900.750 a. C.)” 

Atryx e il prof. Sanna che sono Accademicissimi potranno forse darci contezza di queste parole di cui io da misero giornalista non ho capito un eccídente. Altresí il GAP potrebbe indire una conferenza stampa per spiegare a noi manzi  di quale tipo di scrittura protostorica trattasi, ché noi non lo capiamo da soli. Protoromanaico?

P.S.: è inutile che vi linki una qualsiasi pagina del GAP: esse hanno la tendenza a scomparire. Come anche i suoi articoli su riviste scientifiche. L´Antico potrebbe pur tornare a trovarmi per togliermi dai dubbi culturali in cui mi dibatto. Grazie.

mercoledì 24 agosto 2011

Juanne Franziscu

di Mikkelj Tzoroddu

La vita, quasi fosse una gara (solitamente legata al nostro privato più segreto) che siamo costretti a vincere per assaporarne fino l’intima stilla, rende talvolta manifesto il nostro personale agone, senza chiedercene il permesso.
Ma, dall’esterno (certo la parte meno sensibile, come il sottoscritto) tal cosa non è immediatamente percepita come una grande gara. A volte la si visualizza come semplice passaggio d’un guado. La connotazione del “superamento del guado” (estivo), ovvero della necessità di incorrere in quella bisogna, viene con molta riservatezza comunicato dall’atleta ai suoi amici, certo per non preoccuparli, ma soprattutto perché di passaggio privato trattasi. Pertanto, egli tende a minimizzare i pericoli insiti in questo specifico superamento del guado, verso coloro che sono all’esterno del suo intimo personale vivere, ma (forse) anche verso se stesso, perché importante è vivere in proiezione positiva.
Essendo, quindi, ormai a tutti chiaro essere di fronte ad una importantissima competizione, come accade nel seguire qualsiasi gara, si forma una sempre più folta schiera di tifosi, prima muta, ma che poi inneggia, sollecita, sospinge con incitamenti, incoraggia con parole dolci, ma severe, esplode in un grido di soddisfazione per il raggiungimento di una meta intermedia, inneggia a gran voce il nome dell’Amico in gara, lo rincuora e lo tira su quando cade, corre insieme a lui, lo tocca per fargli sentire la sua vicinanza, gli porge un frutto per rinfrancargli le membra, gli dà un grido nell’orecchio per farlo sentire più forte, lo vede che va ben oltre la metà del guado, con lo sguardo e con le grida lo sospinge ed alfine lo vede correre libero al di là del guado, nel più pieno possesso delle sue ristorate forze.

Eja, Franziscu, gai d’ido e gai d’idene tottu sos amicos ki d’ana a iscrier como.
Torra coittande, ca custu blog nos serbiti, at a essere su tuo, ma serbiti a nois, non bi lu iskias?

venerdì 13 maggio 2011

Avviso ai naviganti

Per quasi ventiquattr'ore la piattaforma che ospita questo e milioni di altri blog è andata in tilt, sospendendo anche gli ultimi articoli e commenti. Cercherò di ripristinarli appena possibile. Chiedo venia a tutti i bloggers.

domenica 1 maggio 2011

Mi metto in congedo

Cari amici del Blog
per un po' di tempo sarò lontano da questo nostro spazio di informazione e di dibattito. Forse solo qualche giorno, forse di più. Non dipende da me, anche se farò di tutto per intervenire e, si Deus cheret e sos carabineris, per scrivere. Chi abbia voglia di pubblicare suoi articoli, può mandarli ad Atropa Belladonna che ringrazio anche a vostro nome per aver accettato questa nuova incombenza.

sabato 19 marzo 2011

Il nostro piccolo sondaggio

La foto del sondaggio alla
sua chiusura

Il piccolo sondaggio senza pretese, lanciato alla vigilia della festa dell'Unità d'Italia, ha dato i risultati che vedete qui a sinistra. 523 sono stati i partecipanti, la maggioranza assoluta dei quali non si sente italiana o solo italiana: 33% solo sardi, 13% sardi e europei, 3% sardi e insieme italiani, 2% sia italiani sia sardi, 1% apolidi. 
Italiano e basta si sente il 45%. Con qualche dimostrazione di paranoia, come denuncia il fatto che l'11 marzo intorno alle 17.30 qualcuno ha votato in questo senso per 13 volte, intorno alle 19.30 da un ufficio qualcun altro ha espresso la sua italianità senza se e senza ma per 25 volte dallo stesso Ip. E, ancora, il 13 marzo dallo stesso Ip di Cagliari esprimendo la sua italianità uno ha votato per 19 volte (facendo balzare il risultato relativo da 156 a 175): ha cominciato a votare alle 17:38:03 e ha smesso alle 18:11:38. Il giorno dopo, dallo stesso Ip di Milis uno ha votato “italiano” per 7 volte e un altro da Roma per 4 volte.
Contenti loro. Sono di una buona scuola: quella che non bada a spese pur di imporre un diffuso sentimento nazionale che sentono altrimenti vacillante.

domenica 21 novembre 2010

700.000

Stanotte abbiamo doppiato i 700.000 contatti, contati a partire dall'11 febbraio 2009. Grazie.

martedì 22 giugno 2010

Coroneo Jekyll e Koroneu Hyde

di * * *

Caro Pintore, il 19 giugno a tal Robertu Koroneu è stato pubblicato un articolo in un blog trovatello che non nomino perché non è giusto far ricadere sui figli le colpe de padri. Ho ragione di ritenere che autore dell'articolo dal contenuto demenziale sia l'incauto preside della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Cagliari, il professor Roberto Coroneo. Ed è solo per questo che ne scrivo.
Te ne propongo un brano: “Nella torre di Piricoccu si può leggere il resto di un’iscrizione dipinta: VAFF... più alcune lettere cancellate. Molto interessante, perché V sta per Vau antico segno indoeuropeo, A è assimilabile all’ebraico Delta dei popoli cananei, mentre la ripetizione FAN FAN resta un aspetto da indagare più a fondo.”.
Trovo assolutamente esecrabile il fatto che il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia , faccia della scurrile ironia sugli studi di Gigi Sanna. C’è modo e modo di entrare nel merito delle teorie di Sanna che personalmente non condivido; ritengo sia una autentica vergogna che il Preside di Lettere e Filosofia mandi vaff fan… chicchessia. Tanto più giocando sulla possibilità, remotissima ti assicuro, che Robertu Koroneu e Roberto Coroneo siano due persone diverse.
Vi è da chiedersi come mai il preside Roberto Coroneo invece di entrare scientificamente nel merito (magari chiamando esperti di paleoepigrafia protocananea), va a fare il maleducato in un blog chimerico come quello degli Innocenti. È mai possibile che un preside sia talmente ingenuo da postare un articolo in un blog i cui gestori (forse per vergona) si nascondono dietro pseudonimi?
Povera Università di Cagliari. Povera Facoltà di lettere e filosofia che si ritrova un Preside il quale, invece di promuovere un dialogo scientifico, manda in vaffanculo gente a cui le ricerche sulla Sardegna preistorica sono e saranno, comunque, sempre debitrici.

Caro ***, mi sono permesso di nascondere il tuo nome e cognome che io naturalmente conosco, altrimenti non avrei pubblicato la tua denuncia. Tu sei imprudente, io no. Se il professor Coroneo avesse pubblicato quell'articolo – riprodotto una ventina di volte su questo blog da un anonimo Nanibgal, fanatico di quello scritto – senza far finta di non esserlo pur lasciando pensare che lo fosse, nulla quaestio. Nel mondo c'è posto anche per le goliardate simil-grilline con i suoi vaff e che un preside d'università vi si diletti è sintomo di spirito adolescenziale. È l'ambiguità di quella goliardiata refoulée che disturba, soprattutto sapendo che a persone così è affidata l'educazione dei nostri studenti. Ai quali Koreneu-Coroneo intende insegnare a non azzardarsi nel fare ricerche autonome. L'eresia sarà dilegiata, non essendoci a disposizione – maledetti siano la Gelmini e i suoi tagli all'università – legna per roghi. [zfp]

venerdì 11 giugno 2010

Si stappi



Alle 18.37:29 un lettore di Toulouse si è aggiudicato il posto di 500.000simo visitatore di questo blog. Sono contento

Ci siamo rifatti il look, attendendo il sig. 500.000

Per festeggiare il mezzomilionesimo contatto previsto per la serata, ci siamo cambiati d'abito. Sì, è pretenzioso, ma lo siamo sempre stati, da quando nel febbraio dello scorso anno abbiamo cominciato a contarci.

sabato 5 giugno 2010

Un aristoratto nella cloaca insieme ad asini e a petomani

Un aristoratto, che come molti nobili ama incanaglirsi in incognito, mi racconta di una recente sua visita a una cloaca in cui un bravo emulo di Fregoli intrattiene gli avventori con le sue trasformazioni repentine. Fa l'asino parlante e subito dopo il vecchio bilioso ciancicante, quindi la signora isterica e poi il pornografo assatanato e ancora il petomane. Insomma riesce a trasformare la sua fogna in un “Ambra Jovinelli” di tutto rispetto, dice l'aristoratto.
Avendo gusti raffinati, capisce che la plebaglia si diverta ma ha a che ridire sui testi. Sono giustamente volgari, ma monotoni. Non lo muovi da un chiodo fisso: è tanto ossessionato dalla scrittura nuragica e da chi ne parla da inventarsi dei calambour che, naturalmente, fanno sbellicare gli astanti ma non l'aristoratto che, per non farsi scoprire, scoppia in sonore risate senza capire dove stia l'umorismo. Lo preferisce quando fa l'asino parlante e quando modula inni patriottici con la parte più nobile del suo corpo.
“Ma la vera ossessione” dice “sei tu e il tuo blog. Non passa notte che non si produca nel suo numero preferito; si trasforma in un sorcio Catone e, tra le risate, lancia il suo grido: “Delendum est”. Dev'essere un bravo sorcio, afflitto da manie di persecuzione. Lamenta, per dire, che tu non lo calcoli, che non gli risponda. Ultimamente, certo per provocare una tua reazione, è arrivato a paragonarti a una SS, visto che hai ignorato le altre contumelie. E adesso?”
“Adesso che? caro il mio aristoratto. Vuoi che mi metta a sparare contro gli infermi?” gli ho risposto. “Piuttosto, se ti capita di parlargli, esaurito che abbia il travaso di bile, suggeriscigli di starsene buono nella sua tana e non affidi alla rete i suoi escrementi verbali. Io capisco che le psicosi hanno bisogno di rispetto. Ma mica tutti sono del mio avviso.”

martedì 1 giugno 2010

No, ditemi voi se quel bilioso signore che tra ieri e oggi ha invaso questo blog con un centinaio di copie dello stesso farneticante messaggio non meriterebbe, da solo, la riapertura dei manicomi. Il povero Basaglia se ne dispiacerebbe, ma l'umanità ne guadagnerebbe.
PS - L'ho naturalmente cancellato in pochi secondi (poveretto, chi sa quanto ci ha messo lui a inserirli?). Ma chi ama farsi beffe dell'idiozia, non si faccia scrupoli: me lo chieda e glielo invierò per mail. Ne ho più di cento copie.

giovedì 20 maggio 2010

Un anonimo mascalzone ha scritto una sequela di sconcezze contro la signora Desi Satta, collaboratrice di un blog di Unti della Dea Ragione e adusa a insultare chi non l'hai mai cercata. Alla signora Satta va comunque la mia solidarietà. Quando la polemica arriva a punti tanto bassi, vuol dire che qualcosa di brutto succede e poco importa constatare come quelle sconcezze si siano depositate in un luogo, quel blog, già pieno di brutture.
Non so se quella lettera sia autentica o se sia stata inventata per permettere agli avventori di scatenarsi nella caccia agli untori, individuati nei partecipanti alla manifestazione che comincia domani ad Olbia e in me, che ho l'onore di essere individuato come ispiratore dell'anonimo imbecille. Non lo so né mi interessa saperlo. Sono fatti degli Unti della Dea Ragione, ai quali non farò il piacere di nominarli, anche perché sparano da dietro il muretto a secco dell'anonimato. Quel che mi premeva dire è che sono solidale con la signora Satta e disgustato dal becerume.

sabato 13 marzo 2010

Un ladro di identità si aggira fra noi

Un imbecille (che se la vedrà con la magistratura per una serie di reati di non poco contro) si è impadronito della mia identità per scaricare una parte della sua stupidità a commento di due articoli: Il saluto sardo, antichità e tradizione che non muoiono e Prete Lipandro e i SRDN. Li lascerò, per consiglio dell'avvocato, di modo che la polizia postale abbia facilitato il compito di rintracciare l'autore che tanto è spiritoso che gli lascio un augurio nella mia lingua: su risu tenzat che a su de sa melagranada.
Naturalmente mi scuso con tutti voi.

PS - Oltre ai commenti del ridanciano, lascio per un po' anche i vomiti di un altro imbecille che si atteggia a pederasta. Quando saranno un bel numero ne farò una apposita raccolta e li trasferirò in una apposita cloaca. La libertà di pensiero sarà salva e noi sentiremo meno tanfo.

mercoledì 3 febbraio 2010

I trolls son tornati. E li ricacciamo

"Troll - Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, social network, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati". Sono tornati e non mi resta che ricorrere, per la seconda volta in una settimana, alla moderazione di questo blog. Ha scritto un anonimo (o forse l'anonimo), prima che prendessi questa decisione, che lo faccio perché non vorrei "commenti scomodi". Scomodi a chi? In 24 ore, il blog è stato invaso da decine di commenti idioti, non scomodi. Chi legge normalmente non se ne accorge, perché vengono postate idiozie a commento di articoli della preistoria di questo spazio: c'è chi oggi ha scritto scemenze sotto un articolo dell'11 aprile 2008.
Nessun "articolo scomodo", neppure dell'anonimo, è stato mai cancellato e mai sarà cancellato se, naturalmente, non in conflitto col codice penale. Ma i trolls proprio no, si cerchino altri spazi. Qui ci si può anche scannare, ma producendo argomenti che se sono scomodi per gli uni non lo sono per gli altri. Chi vuol fare casino, invece, non ha diritto di ingresso. Troverà la porta chiusa. Chiedo scusa alle persone serie. E chiedo anche se c'è qualcuno che possa suggerire un modo per evitare i trolls a tutti e a me l'inconsueta veste di controllore.

sabato 30 gennaio 2010

Sorry, devo moderare i commenti

Cari amici di questo blog,
sono costretto a moderare da questo momento i commenti per via di un tentativo neppure maldestro di dirottare le discussioni in questo blog. Lo avevo paventato e il momento è arrivato. Spero davvero che si tratti di un provvedimento temporaneo, perché vivo questo come un brutto colpo alla libertà che ha sempre contraddistinto questo spazio. Chiedo scusa a tutti, a chi apprezza il blog e a chi lo contesta, ma non è giusto, né per gli uni né per gli altri, essere trascinati in una suburra. Gli e gli altri hanno la mia assicurazione che i loro post saranno immediatamente pubblicati

martedì 19 gennaio 2010