sabato 6 febbraio 2010

Provocato due volte, ribatto a Sanna che...

di Massimo Pittau

Dietro segnalazione di un mio amico ho potuto verificare che il dott. G. Sanna, in suoi recenti interventi, mi ha provocato due volte, sia pure con accenni lievi, ma ironici. E allora disattendo l’invito che i miei figli mi avevano fatto a non continuare a sottopormi alle svillaneggiature di cui egli carica tutti coloro che non accettano le sue “geniali” scoperte,
Dato che il Sanna non fa altro che millantare suoi corsi universitari (tenuti in quale Università e in quale disciplina?), convegni internazionali di medicina (che c’entra questa con l’epigrafia?), adesione di illustri sconosciuti alle sue tesi e collaborazione a riviste scientifiche (che non cita mai), da parte mia ho il diritto-dovere di segnalare che, per i titoli accademici conseguiti e per le mie numerose pubblicazioni specifiche, in Sardegna sono – è una semplice prospettazione di fatti – lo specialista che più e meglio di qualsiasi altro può intervenire per giudicare le “geniali scoperte” del Sanna. E a tal fine, alle numerose obiezioni che gli ho mosso in precedenza, aggiungo queste osservazioni:
1) È una tesi esilarante che la tavoletta di Tzricottu contenga un messaggio costituito da «“logogrammi”, “logopittogrammi” e da scritte con “segni alfabetici protosinaitici, protocananei, gublitici, fenici arcaici e ugaritici” (frase testuale del Sanna). E un tale guazzabuglio di sgorbi entrerebbe nello spazio di pochi centimetri quadrati di superficie della tavoletta!? Lui dice di vedere tutti quei segni alfabetici e addirittura dice che sono “bellissimi”, ma allora tutti gli altri siamo completamente ciechi, mentre lui ha uno sguardo tanto penetrante da raggiungere perfino il mondo microscopico.
2) È una tesi ancora più esilarante che uno scrivano scriva un suo messaggio facendo uso conteporaneamente di ben 5 (cinque) alfabeti: protosinaitico, protocananeo, gublitico, fenicio arcaico e ugaritico!
3) Nel sostenere una tale tesi il Sanna si comporta come un “linguista/epigrafista omnibus”, il quale osa affrontare con sicurezza tutte quelle numerose e disparate lingue e scritture. Ma allora se ne deve dedurre che il lontano scrivano nuragico era un “linguista/epigrafista omnibus” pure lui, altrimenti non avrebbe saputo scrivere il messaggio che il Sanna gli attribuisce.
4) Siccome il Sanna non ha fatto mai alcun aggancio delle sue tesi a quelle che sulla lingua nuragica abbiamo espresso, da circa 80 anni in qua, una dozzina di linguisti titolari di cattedre universitarie (io ho anche pubblicato un intero libro sull’argomento), come ci assicura lui che il messaggio è veramente “nuragico” e non sumerico o babilonese o assiro o ittito o persiano, arrivato in Sardegna in maniera fortunosa?
5) Dato che di tanto in tanto vengono citati i ciottoli del greto del Tirso, senza entrare nel merito della loro “autentiticà” o meno, io ancora una volta invito il Sanna a tradure le loro scritte, dato che egli conosce molto bene la lingua etrusca e conosce molto bene i ciottoli stessi (si è presentato come un “perito” quando i ciottoli sono stati presentati a un etruscologo mio collega dell’Università di Sassari). La traduzione che egli sicuramente effettuerà, contribuirà a chiarire se si tratta di reperti autentici oppure di reperti falsi. Come mai il Sanna non si decide a rispondere a questo invito che gli ho fatto anche altre volte?

24 commenti:

gigi sanna ha detto...

Ello! Comente nono! Como però m'as istorronau con custos arresonamentos rusticanzos e sa solita tiritera (IO...IO...IO).

A dda connosches sa cantzone de Urgu?

LASSA S'ARBEGHE
[LASSA SA PUDDAS]
[LASSA SOS PROCOS]
PICA SU CADDU
E CURRE CURRE A TI CAMBIARE
PRO BALLARE SU TWIST...

ca non b'at solu su BICHIRI TZOPU!

E sa cantzone se Sas Balentes!

UNO DUOS TRES BATTORO...
BALLA,BALLA! AJO, AJO!

Pone mente a sos sos fizos! Non panzas mente a 'is intzulladoris', comente nant in Aristanis!

Anonimo ha detto...

Prof. Sanna, perché non si decide a rispondere in modo composto, invece di parlarci di Benito Urgu? Le sono state poste specifiche domande. Grazie

gigi sanna ha detto...

No, parlo delle qualità indecenti di epigrafista di Pittau. Lei, nel frattempo, per orientarsi un po', si veda bene l'anello di Pallosu e poi mi dica. Capirà perchè di fronte alle stupidaggini l'unica arma è l'ironia (o il sarcasmo). A questa sera, prego! Non bisogna avere fretta! Quanto ai toni composti, Pittau è un un vero e proprio nobile inglese della corte di Elisabetta!
Una domanda anche per me. Perchè non si firma?
Ha paura? E perchè? Risponda, risponda o anonimo balente!

Anonimo ha detto...

Senta Sanna la smetta con la solita tiritera dell'anonimato. Le sono state fatte delle domande, se vuole rispondere bene, sennò Amen. Anche mettessi il mio nome rimarrei anonimo, quindi cosa cambia, non mi sembra di essermi rivolto a lei in modo irrispettoso.

gigi sanna ha detto...

No, non deve mettere un nome purchessia, deve semplicemente dire chi Lei è al Direttore del Blog. E poi intervvenire con il nome e il cognome non fasullo, controllato dallo stesso Direttore. Oppure, molto semplicemente, perchè in privato non lo fornisce a me? Io so mantenere il segreto. Per che cosa poi!

Alessandro Lessà ha detto...

Mi inserisco tra le richieste...
Costa così tanto rispondere ai punti espressi da Pittau?

Anonimo ha detto...

Non è vero che la moderazione dei commenti è stata attivata, e se è vero non ha funzionato con il primo commento a questo articolo. Mi dispiace che il Prof.Sanna abbia perso questa occasione per controbattere al Prof.Pittau. Lasciamo che sia il direttore a chiedere i nomi e cognomi a chi vuole darli. Finchè si vivrà con il fantasma degli interventi anonimi di archeologi/epigrafisti e virtualmente vigliacchi più o meno noti, qui continueranno a vedersi articoli pieni di buoni propositi e isulti e vuoti di arricchimento culturale. Non si dica almeno che lo si fa per amore della Sardegna.

Anonimo ha detto...

La risposta gliela fornisco io. Le dirò che mi costa molto. Le ricordo innanzitutto prof. Pittau che lei ha parlato a lungo con me a pranzo non molto tempo fa e nell'occasione come l'abbia pregata di stare un po' più attento nel trinciare giudizi sul prof. Sanna. E calcolare se ne valeva la pena d' essere così duro per il solo fatto che era stato sincero nel dire che il suo Sardus Pater, nel capitolo dedicato alla scrittura e alla lingua, conteneva delle cose molto sbagliate. E cosa dovrebbe dire allora il prof. Sanna di quello che ha detto sempre Lei ironicamente e aspramente in fatto di scrittura nuragica? Le dirò francamente che anch' io a ora, dopo aver letto bene il suo libro, ritengo che il prof. Sanna abbia ragione. Ho aspettato che altri 'studiosi' si pronunciassero sul suo libretto, ma invano. Forse la pensano come il prof.Sanna. Avrebbe dovuto essere contento di qualcuno che, anche se in disaccordo, lo degnava di una qualche attenzione. Ma io, lo so, non conto niente o quasi niente. Ho cercato anche di consigliarle di andare a sentire la presentazione ad Oristano del libro sulla Stele di Nora anche perché in quella occasione sarebbe potuto intervenire e avrebbe potuto conoscere due validissimi studiosi come Antonio Pinna ed Aba Losi. Ma lei per dispetto, prendendo come scusa l'età molto avanzata, non ci è andato.
Vedo che ora Lei, purtroppo aizzato da certi 'amici', ha pubblicato un articolo in cui dice cose non solo offensive ma anche calunniose nei confronti di un mio caro amico e per questo ( ma non perché solo gli sono amico ma perché mi piace la verità) voglio, anche se a malincuore, replicare a questo bruttissimo articolo e dire perché sono del tutto ingiuste e calunniose.

1)Il prof. Sanna non millanta (parola gravissima, quasi da codice penale) nulla: dice, semplicemente, la verità. Insegna da cinque anni all'Università (Istituto di Scienze religiose di Oristano della Facoltà Pontificia con sede a Cagliari) dove ha tenuto regolari, approvati ( ed apprezzati) corsi scientifici che sono stati frequentati ormai da numerosi studenti del corso di Laurea in Teologia. Le discipline sono state più volte citate in questo Blog e sono 'Storia della Chiesa antica' e 'Storia della Chiesa in Sardegna'. Ha pubblicato proprio in seguito agli studi e alle ricerche sui manoscritti, fatti durante un corso (non ricordo l'anno), il libro sulla predica e la predicazione ( Pulpito, politica e letteratura, ed S'Alvure 2002) . Un capitolo intero del libro si trova negli Atti del Secondo Congresso Internazionale di studi sul Giudicato di Arborea promosso dal prof. Giampaolo Mele dell'Università di Sassari presidente dell'ISTAR. Lo studio è servito, tra l'altro, alla realizzazione di un capitolo intero di ' La letteratura in lingua sarda. Testi autori, vicende, 2006 ( cap.5, pp. 294 -305) di Salvatore Tola. Quest'anno il corso universitario era incentrato sulla documentazione scritta 'nuragica', sulla 'Religiosità dei Sardi prima dell'avvento del Cristianesimo'. Hanno frequentato regolarmente le lezioni più di trenta alunni, alcuni dei quali già provvisti di laurea ed insegnanti di istituti superiori.
2)Il prof.Sanna non millanta nulla: non ha mai detto (mi dica quando e dove) che collabora a riviste scientifiche. E' stato invitato a collaborare dal prof.Mugnaioni. Questo ha detto e di questo ha parlato recentemente in un post del Blog di Pintore che può rintracciare quando crede.
3)Il prof. Sanna non millanta proprio nulla : ed è vero invece che ha goduto e gode dell'attenzione di non ' illustri sconosciuti' ma di persone notissime che lei dovrebbe rispettare

G.Cannas.

Anonimo ha detto...

Basta informarsi solo un po' per sapere chi è Remo Mugnaioni (epigrafista ed orientalista di fama internazionale, prof. nella Facoltà di Lettere in Aix en Provence e della Faoltà di Lettere di Lyon), chi è Jean Nodeau (storico delle religioni di fama internazionale),chi è Guido Frongia ( filosofo della scienza del linguaggio e studioso di Wittgenstein prof. Di Tor Vergata in Roma, chi è Maria Giulia Amadasi ( epigrafista e semitista di fama internazionale docente della Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma), chi è Maria Rita Piras (nota studiosa di medicina, di scrittura arcaica e di linguaggio docente della Facoltà di Medicina di Sassari , chi è Antonio Pinna ( stidioso biblista, pubblicista vice Direttore e insegnante della Facoltà Pontificia di Cagliari). Per citarne solo alcuni. Di questa attenzione io soprattutto ( per questo mi sento autorizzato a rispondere ) sono il maggior testimone, conoscendo di persona tutti gli studiosi ed essendo a conoscenza, per aver accompagnato il prof. nelle trasferte di Parigi, di Glozel, di Aix en Provence, degli incontri tra essi avvenuti. Ma di che cosa parla , o sparla? Un conto è la dialettica, un conto è il veleno e la polemica senza freno alcuno.

Da quanto detto prima e aggiunge dopo si potrà notare non solo che Lei parla con astio incontrollato ma anche che lei non è affatto 'lo specialista che più e meglio' può intervenire sulle scoperte degli altri, 'geniali' o non geniali che siano, per sua gratuita, sciocca ironia. Così dicendo, se me lo permette, diventa un saccente presuntuoso agli occhi di tutti. Nessuno, neanche un bambino, mai avrebbe detto una frase simile. Neanche il più grande specialista del mondo!
Le dico ora, sempre nel mio piccolo, perché non è uno 'specialista' e perché non è affatto in grado di giudicare il prof. Sanna:

- Perchè, prima di tutto, uno specialista non legge solo se stesso, ma prima di tutto legge bene, s'informa il più possibile e cerca di capire cosa hanno scritto gli altri. Lei dimostra di non aver letto o di non aver capito : il prof. Sanna infatti non sostiene che gli aspetti della scrittura si trovino contemporaneamente nella tav. A1 ma nelle quattro tavolette complessivamente (si legga l'articolo in risposta al dott. Castangia che usa ben altro stile!). Calcolando la scrittura, logografica, pittografica e lineare di tutte e quattro le tavolette. Poi di ciascuna di esse ( si vede proprio che il libro non lo ha neppure leggiucchiato ) in Sardoa Grammata fornisce lo studio preciso con i singoli aspetti della scrittura in dettaglio ( si veda l'articolo sul 'metodo' sempre pubblicato due giorni fa da Gigi Sanna in replica aquello di Castangia).
- Dire, come lei dice, 'tale guazzabuglio di sgorbi' indica non serenità critica e distacco che lei dovrebbe avere, quella cioè che deve avere uno specialista, ma solo ostilità e pregiudizio verso una lettura che si disprezza perchè non si condivide. Remo Mugnaioni che di epigrafia dell'età del bronzo se ne intende certamente più di lei, perché è un vero specialista e fa questo mestiere da trent'anni, ha detto che quella delle tavolette di Tzricotu è scrittura. Di questa (mica di matrici longobarde) ad Aix en Provence (facoltà di lettere )ne hanno parlato per cinque ore e io, come ho già detto, ho filmato tutto. Se vuole vedere e sentire....io ho una casa e un indirizzo postale.
G.Cannas

Anonimo ha detto...

Lei non è uno specialista proprio per niente, perchè non sa che altri, molti altri documenti siro palestinesi, con tali alfabeti , sono stati studiati ormai da più di cento anni.Non voglio metterla in imbarazzo citando tutta la bibliografia che il Prof. Sanna ci ha fornito durante il corso. Gliela posso spedire, se vuole!
Lei non è uno specialista perchè avrebbe dovuto informarsi, studiare e vedere da vicino tutti gli altri cinquanta e più documenti nuragici che sono venuti alla luce dal 2004 in poi. Non ci sono solo le tavolette di Tzricotu. Se questo avesse fatto si sarebbe reso conto che gli studi fatti da Lei e da altri glottologi e linguisti non servono a nulla nel caso specifico, ma proprio a nulla, per interpretare dei documenti epigrafici e linguistici di cui mai e poi mai si sarebbe sospettata l'esistenza. Per questo il prof. Sanna non ce li ha mai citati tranne nel caso dell'etimologia della parola nuraghe. Anche questo l'ha spiegato al corso. Dicendo, tra l'altro, per testimonianza documentaria che la sua etimologia, caro prof. era del tutto sbagliata e da gettare alle ortiche.

Mi dispiace professore ma queste cose gliele devo dire in tutta franchezza a motivo dell'assurdo articolo che ha scritto senza ponderatezza e saggezza.
Per l'etrusco io non so che dire perché non ne so niente, tranne quel poco che ho capito durante la conferenza promossa dal Comune di Allai. Una cosa però so: che il prof. Sanna alla fine della presentazione e dell'illustrazione dei documenti, che lui ritiene autenticissimi, ha detto in tutta umiltà che si rimetteva al pronunciamento degli specialisti epigrafisti etruscologi. Proprio perché mai millanta niente. Altro che storie e accuse gratuite! E le dico ancora una cosa: so che ha storto molto il naso per la perizia dell'archeologo M. Rendeli. Quando lui storce il naso io so, per esperienza, che cosa vuol dire. Se me lo permette, perchè lo conosco una vita. Ho idea che farà sentire, e forse presto, la sua voce. Ma senza supponenza, insopportabile supponenza, come fa purtroppo Lei. Un consiglio sincero: se dovesse scrivere, esperto o non esperto che sia, non lo prenda sottogamba!

Distinti saluti,
Giorgio Cannas

Anonimo ha detto...

@Cannas Lei dice "non ci sono solo le tavolette di Tzricotu" e penso sia proprio questo il problema. Che le lasciasse perdere e continuasse a studiare altro, poiché su questo fronte si cominciano ad intravedere troppe crepe.

Anonimo ha detto...

Ci sono soprattutto le tavolette, caro anonimo. Sono queste che vi danno fastidio. Gigi sanna vi ha spiegato con tutta chiarezza che sono epigrasfiche. Nessuno lo può negare. Nè voi siete riusciti a negarlo. A meno che non crediate alle 'giullarate' di Zaru. Dica ora caro anonimo perchè Pittau ha lanciato delle vere e proprie calunnie. Se l'immagina se Gigi Sanna avesse detto che lui non ha mai insegnato all'Università? Avete voluto delle risposte su quello che dice Pittau. E ora tutti zitti?

G.Cannas

Anonimo ha detto...

Egregi studiosi,

le cose che dice il Prof. Pittau apparirebbero giuste, ma verrebbe tuttavia da aggiungere: "e se sottoponessimo ad esame anche le epigrafi in "etrusco" scoperte dal detto professore, siamo sicuri che una giuria imparziale le troverebbe assolutamente etrusche ?". Se dico questo, è perchè ho molti dubbi che ci siano epigrafi etrusche in sardegna. Un mio amico toscano che si diletta di etruscologia (ma ne sa !!), sta facendo degli studi in merito, e quando gli ho chiesto se erano davvero etrusche, m'ha detto, beh non ve lo dico-al fine di non essere censurata- insomma m'ha detto una parolaccia. Ha infatti trovato delle spiegazioni molto più illuminanti, e le cose che mi ha rivelato mì han fatto scendere le braccia! Dato che non troverà in Sardegna alcuna istituzione accademica pronta a pubblicargli i suoi studi, perché il Prof. Pittau volendo ha capacità di veto su tutto quel che non gli garba, come dicono in Toscana, difficilmente gli studi del mio amico potranno avere un risvolto pubblico. Ma vi assicuro che ci son delle cose davvero rivoluzionarie !!!

ANTONIETTA

Anonimo ha detto...

Perché il suo rivoluzionario amico non pubblica il libro in Toscana? Perché mai dovrebbe pubblicarlo in Sardegna? Anche in Toscana dovrebbe scontrarsi con l'inesorabile veto del Pittau? Ma dai...

Massimo Pittau ha detto...

Al Sig. Giorgio Cannas,
la solita difesa che Lei ha fatto del Suo amico è di certo commovente, nonostante la sua lunghezza eccessiva, ma ha il difetto fondamentale di essere stata fatta da uno che non ha una sufficiente e adeguata preparazione sull'argomento (come dimostra anche il fatto che ritiene che pure nella «Storia della Chiesa in Sardegna» possa entrare la lingua dei Nuragici). Ma, dato che dice di averli conosciuti di persona famosi specialisti dell'argomento, perché non chiede che intervengano essi a difendere le tesi del Sanna?

Anonimo ha detto...

Molti credono che verso la vecchiaia bisogni portare in chi è più giovane una mitigatezza di giudizio.Tutti sottoscriveremmo di avere riguardo nei confronti di chi più anziano, ha ormai fatto il suo corso. Ecco "di uno che ha fatto il suo corso", non di uno che ancora vivaddio digita lucidamente cose sulla carta. E allora ecco le mie critiche. Parlo del prof. Pittau. Qualcuno che l'ha definito un "maestro", ci dovrà spiegare che cosa intende per maestro; tutte le sue elaborazioni sono fallite: nessun etruscologo di vaglia reputa il suo contributo, e se lo citano lo fanno per indicare il dilettantismo delle sue elaborazioni. Lo invitano ai convegni? E chi dovrebbero invitare: di etruscologi sardi non ce n'è altri. Essendo stato un professore universitario pare ovvio che lo invitino, ma poi a considerarlo è un altro paio di maniche. Ma torniamo al maestro: maestro de che? Detto che lo disistimano nell'ambito etruscologico, forse visto che tramite i suoi amici e sodali giornalisti, la Nuova Sardegna lo invita a parlare delle sue cose, da questo dovremmo avvalorare l'idea che è un maestro? Ma avete mai letto le cose che scrive? Prima parlò di antiche relazioni sardo-etrusche, poi ha estratto fuori dal polsino l'etichetta del sardiano, che sarebbe indoeuropeo, come se lui sapesse di indoeuropeo: NON sa di Celtico (e sì che ce ne sono corrispondenze con tale lingua !!), NON sa di antico indiano, NON sa di slavo, NON sa di baltico!!! Eppure blatera di indoeuropeo!!! Quel che sa è prendere i due, tre vocabolari etimologici di greco e latino e trovare corrispondenze, fumose il più delle volte, con queste due lingue. Sono vent'anni che ristampa sempre lo stesso libro. Almeno avesse applicato il suo principio: che il sacco si aggiusta nel cammino. Il problema è che avrebbe dovuto cambiare sacco!!! E non pare proprio tipo che ami aggiornarsi!! E costui lo chiamano maestro!!! Ma de che? E' lui che si considera "importante": ogni due parole si autoincensa come fosse uno dei più grandi linguisti della storia, e a chi mette in dubbio ciò, lancia ogni tanto qualche strale che sa di minaccia. "Ma come io e tuo padre frequentavamo le stesse strade, che uomo bravo che era. E tu, che mi eri simpatico, mò mi tradisci per il non-scienziato Sanna !!!". Il Prof. Pittau senza accorgersene, si badi bene, assume atteggiamenti da padrino siciliano. Secondo lui uno, come il Pintore, che cerca di assumere un atteggiamento neutrale, non va bene. Deve schierarsi. Qual è il passo successivo? Ti tolgo il saluto, ti mando i miei sgherri a casa? Ma no!! Basta blandirlo un attimino e da bizzoso torna mansueto


ANTONIETTA

Anonimo ha detto...

@Antonietta Sarà certamente più autorevole il suo amico rivoluzionario, che non pubblica i suoi scritti perché in Sardegna troverebbe ostacoli dovuti all'ostracismo generato dalla inquietante figura del prof. Pittau...

Anonimo ha detto...

Giusto perché la signora Antonietta non abbia troppe certezze:
"P. Kretschmer incluse l'etrusco, insieme al pelasgico, nel suo protoindoeuropeo, uno dei cui rami si sarebbe trasferito in Italia. Con questa ipotesi lo studioso aprì la strada della filiazione indoeuropea dell'etrusco nella sua versione moderna, strada seguita da diversi studiosi come V.I. Georgiev, J. Faucounau, M. PITTAU, F.R. Adrados.... Secondo M. PITTAU, gli etruschi sarebbero l'estensione fino alla penisola italiana dei tirseni che, provenienti dalla Lidia, si sarebbero stabiliti prima in Sardegna" (F. Villar, Gli indoeuropei e le origini dell'Europa, pp. 494-495).
Come vede, Francisco Villar, che non è l'ultimo arrivato, cita il prof. Pittau con rispetto un tantino maggiore di quanto faccia lei, e lo mette al fianco di Adrados...
Un minimo di prudenza e di moderazione nelle parole forse non guasterebbe.

Massimo Pittau ha detto...

Nonostante il suo anonimato e il suo camuffarsi da donna, ho riconosciuto chi è Antonietta: è un individuo frustrato in termini scientifici, il quale dà la colpa a me - del tutto ingiustamente - della sua frustrazione.
Mi ha rimproverato di non aver parlato, nei miei studi sulla lingua sardiana e sull'etrusco, del celtico, dell'indiano antico, dello slavo e del baltico. E perché non ha continuato rimproverandomi di non aver parlato neppure del cinese, del giapponese, dell'indonesiano, del peruviano, dell'albanese, ecc.?

Anonimo ha detto...

E si caro Professor Pittau,

slavo, baltico, albanese (aggiungerei germanico) le lingue arie (pahlavico e sanscrito), le altre lingue INDOEUROPEE sono del tutto assenti dal suo orizzonte interpretativo. Se Lei dunque mi parla di etrusco come lingua indoeuropea, io ingenua spererei che Lei sia andato a controllare all'interno di questi gruppi linguistici, e invece no ! Cosicchè dà a pensare (e mica solo a me, o a quelli che come me sono laureati in Lingue) che non sia affatto interessato a carpire qualche verità, ma a crearsene a bella posta per sè. E ciò non è mica bello, sa ?

cordialmente

ANTONIETTA

p.s. Ce ne fossero di anziani che hanno voglia di polemizzare con noi giovani !!

Anonimo ha detto...

Guardi, prof.Pittau, lei è proprio ostinato. Lei dimostra di parlare senza conoscere e, perdipiù, di non capire ciò che legge. Se lo legge. Il prof.Sanna ha fatto un regolare corso monografico sulla documentazione epigrafica nuragica ( più di cinquanta documenti) che riguardava la religiosità dei Sardi prima dell'avvento del cristianesimo. Un capitolo su di ciò l'aveva inserito R.Turtas nel suo bel libro 'Storia della Chiesa in Sardegna pubblicato nel 1999. Il prof.Sanna non ha fatto altro che il suo dovere di studioso e di ricercatore,di docente universitario nell'Istituto di scienze Religiose di Oristano. Ha realizzato un corso monografico, approvato dall'Istituto, sulla novità documentaria (che il Turtas non poteva conoscere), con rivoluzionari aspetti religiosi ( la presemza di Yhwh in Sardegna!)di questi anni. Il prof. Sanna non è come lei, cosa questa che le rimprovera Antonietta, che scrive in maniera monotona sempre le stesse cose e lo stesso libro! Quando non sa e non capisce, non parli, altrimenti fa delle figuracce. E non mi pare proprio che Lei sia autorizzato a dire quali corsi, e in che modo, debbano essere fatti, nelle Università. Tanto meno in quelle di Laurea in Teologia di cui non sa un fico secco!
Hanno ragione suoi figli,lasci perdere! Viva serenamente! Con il suo caratteraccio e la sua supponenza nel Blog troverà solo amarezze! Mi creda

Saluti cari,

Giorgio Cannas
che qualcosina, se permette, comunque la sa.

Anonimo ha detto...

Cos'è questa qualcosina che saprebbe l'illustre sconosciuto Giorgio Cannas? Ma pro caridadi.. lasci che altri lo dicano di lei, se lo pensano, non se lo dica da solo (che tra l'altro da quel che scrive qualcuno può pensarla proprio diversamente, guardi un pò!).
Umilmente.

Anonimo ha detto...

ecco, ci mancava solo l'ultimo anonimo di turno, la ciliegina sulla torta.... complimenti, e 7+

Anonimo ha detto...

Anche per evitare equivoci, son già entrato in polemica con la Sig.na Antonietta, e non voglio tornarci; mi ingegno di trovare qualcosa di giusto in quel che dice riguardo il baronismo, e per fare questo mi servirò di un apologo. Siamo in Uganda. Aba K. oggi giorno si alza alle cinque alle dal suo slum, per andare a fare esperimenti in un laboratorio di una città che dista molto dalla sua. Aba che si occupa della misteriosa tiotimolina, ha scoperto che a certe condizioni può risublimare; ne è convinta ha fatto e rifatto vari esperimenti, ne ha parlato coi colleghi, e ora vorrebbe pubblicare un saggio su una rivista sceintifica, l'unica che potrebbe stampargliela è però un feudo del Prof. Simplicio, il quale da anni asserisce in modo laconico che la tiotimolina in nessuna condizione può risublimare. Aba K. che cosa può fare? Ha cercato di bypassare gli ostacoli e di pubblicare in Burundi, ma lì le hanno risposto che di tiotimolina non ne sanno un tubo, e che l'unica autorità certificata è Simplicio. Ora Simplicio non è così antipatico, anzi è alla mano, prodiga consigli, a Natale le ha mandato i suoi libri sugli "Eventi esponenziali nel catadriotto rifratto". Lei parla ogni tanto a Simplicio e gli chiede se potrà pubblicare il suo articolo che crede potrebbe darle un po' di fama. Ma Simplicio che scemo non è, le risponde: "ma come cara K., non crede che uno studio così metterebbe in subbuglio il mondo scientifico? E poi guardi io l'ho letto il suo articolo: è difficile, chi vuole che capisca di 'ste cose. Lo scriva affabile e carezzevole, e vedrà che glielo pubblicano". Ora il nostro Simplicio non è a capo di nessuna rivista, ma si sa com'è, in Uganda non è il direttore delle riviste o un comitato di esperti che giudica le pubblicazioni, ma qualche barone locale o un suo feudatario. Ma Aba K. non vuole demordere, sa che se lo scrive in formato easy listening, tutte le sue osservazioni capillari se ne verranno meno, perchè le cose sono complesse, e allo stesso tempo è attraversata dai dubbi, non sarà che sto sbagliando qualcosa e Simplicio non mi abbia voluto criticare apertamente ? Così come con la tela di Penelope, Aba K. riguarda il suo testo, ogni giorno ci rilavora, smussa i punti in cui è criptica, ma i risultati son sempre quelli: la tiotimolina PUO' risublimare; è ben conscia che un giorno verrà qualcuno che dimostrerà che la tiotimolina può risublimare anche a diverse temperature, ma ora vorrebbe che si sapesse quel poco che ha scoperto. Ogni anno spedisce l'articolo all'unica rivista che si interessa di tiotimolina, la celebre Scientific Ugandian Quarterly, ma ogni anno Simplicio interviene per dirle che mica è lui che non gliela pubblica, ma sono i suoi rivali della meridionale Kampala, veri loschi personaggi, e ha sempre una buona parola per Ava, anche quest'anno le ha mandato il suo "Effetti esponenziali delle particelle subatomiche in criogenesi". Ormai sono passati dieci anni dalla sua scoperta sulla tiotimolina, Aba è sempre più avvizzita, mentre Simplicio è sempre più baldante, spadroneggia sui giornali locali, ultimamente persino sui blog, invita alla scienza e all'amore della scienza, che per tutta la vita lo hanno guidato. Aba si è lasciata andare, non ha più speranze, ma Simplicio che la trova per strada in una strada che porta a un dormitorio, la incoraggia: "non si lasci andare alle frustrazioni, o Ava: vedrà le spedirò il mio nuovo libro, nel quale troverà conforto". Un sorriso spento attraversa il viso di Aba, Simplicio è partito, sull'Uganda cade la neve, e dentro tutti dormono.



Aldo