venerdì 22 aprile 2011

Una stele nuragica da Barisardo. In protocananaico

di Gigi Sanna

Caro Gianfranco,
La lastra di Barisardo
mi ero ripromesso, come sai, di non esagerare circa il rinvenimento dei documenti con scrittura nuragica della fine dell'età del bronzo e del I Ferro. Di non infierire sui vinti e sui morti. Volevo far capire, con gli interventi sui documenti del Nuraghe Loghelis, del Nuraghe Nurdole e del Nuraghe Su Nuraxi di Barumini (pintadera) e con il prossimo sempre di Nurdole (fatto proprio come emblema dal Museo di Nuoro), non più l'esistenza della scrittura nuragica (gli ottanta documenti ritengo che la mostrano e la dimostrino) ma le tipologie davvero straordinarie di questa scrittura, da ritenersi (lo ripeterò sino allo sfinimento) unica al mondo. Tutta, si può dire, ancora da studiare, da verificare, da rintracciare con tutti i mezzi possibili. E velocemente, perché il tempo non dà scampo, attacca pietre, metallo e ceramica annullando giorno dopo giorno le tracce del nostro lontano passato.
Ma dopo le esternazioni bavose quanto velenose di un vero e proprio gradasso dell'archeologia, di un noto personaggio supponente quanto ignorante (per farsene un'idea basta leggere le sue amenità sullo spillone nuragico scritto di Antas di Fluminimaggiore - imboscato, tra l'altro, per decenni - le incredibili stupidaggini sul sigillo di S. Imbenia o quelle ultime sul proto-ugaritico (sic!), su Cadmeo (sic!) o sull' 'aleph semitica addirittura vocalica ), tirato per i capelli, sono costretto a difendermi un po' e ad insistere, pertanto, almeno in quel 'gioco' provocatorio che abbiamo iniziato ormai da qualche anno sui 'regali' epigrafici natalizi e pasquali. 


Se non il tuo articolo, il disegno di Franco Tabacco rende pleonatisco ogni mio commento, caro amico in cialtronerie e sedicentismo. Il dramma è che, cadendo sulla testa dei non sedicenti, quei 42 chili di lastra rischiano di andare in frantumi. E ti voglio vedere, poi, rintracciare nei frantumi i tuoi proto-ugaritici, canananei, glubiti, sinaitici. [zfp]

53 commenti:

el-pis ha detto...

Pro Gigi Sanna:
Sa losa de Barì t'ajudede,
a k'interrare totu sos afannos
e a ti rendhide sos onores
ki ti meneskene.
Bona Pasha

Atropa belladonna ha detto...

E buona Pasqua caro Gigi!
Ma non credo davvero che la lettura sia finita: c'è il supporto che ha la forma che ha; c'è il foro; c'è quel serpentello che è un serpentello molto sinuoso ed una lettera simile sull' ostracon di Izbet Sartah viene letta come Shin (2a da destra, ultima riga in basso). Niente niente che faccia anche da logo per Shin/Shamash?

Quella lettura NL H sulla scritta di Barumini, mi sembra però un pò tirata, non mi convince al 100%: devi usare due volte uno dei segni.

Fossi la proprietaria di questo pietrone:
a) me lo venderei se avessi urgente bisogno di soldi; tanto immagino che sia di scarso interesse per chi di dovere;
b) alternativamente la consegnerei (ma a chi?forse a qualche museo civico) con la clausola di esporla entro una settimana. Tanto è stata trovata prima della legge Urbani no?sbaglio o non corrono alcun grave rischio?

maimone ha detto...

@ Gigi Sanna

Intanto i complimenti. E' proprio un magnifico regalo di Pasqua. Anch'io che sono completamente a digiuno di scritture proto etc etc sono sempre più convinto della scrittura nuragica. Per il futuro, visti i casi già acclarati, non ci resta che attendere, perchè diventeranno sempre più numerosi i ritrovamenti e, suppongo, anche la loro leggibilità. Come tutti sanno, nella ricerca si trova quello che si cerca. Prima questi documenti non venivano cercati, e quindi non si trovavano. O se venivano trovati li si ignorava perchè "incidenti di percorso". Specie se il ricercatore partiva dal presupposto indimostrato (e quindi fazioso a priori)che la civiltà investigata dovesse essere necessariamente illetterata. Dall'infanzia ricordo numerose località chiamate "sa perda litterada". Chissà quanti documenti si sono dispersi nel tempo, per semplice ignoranza.
Perché ritieni che non possa essere un'ancora? A me pareproprio un'ancora. Nè ci deve meravigliare di trovarla a Barì. In fondo le navi, prima di prendere il mare, bisogna costruirle. Può darsi che oltre il legname, anche le ancore venissero preparate in una cava adatta. Magari questa é rimasta sul luogo di fabbricazione, senza vedere mai il mare.

Bona Pasca Manna a totus

Gigi Sanna ha detto...

No, mia cara. Ritengo che non sia 'tirata' per nulla! Non devo usare affatto due volte il segno! Se noti, in Barisardo il lamed praticamente è dato solo dalla parte arcuata del bastone che riprende la parte finale (orizzontale) del serpente. E' una parte dunque che si 'oppone'. Osserva ora attentamente la lettera di Barumini come termina e come inizia. La testa (piccolo arco a sinistra) del serpente non va, nè può andare nel 'lamed' che ha sempre l'asta diritta. Si tratta (anche se in Barumini è meno accentuato) dello stesso procedimento. Quindi il disegno fa vedere con malizia che le lettere sono due e non una! E lo fa vedere in virtù di quei dettagli, anche minimi, per i quali gli scribi nuragici erano maestri. E tu questo lo sai bene.
Quanto al foro e alla forma della stele, riguardati (ho detto però che ne avrei parlato nel prossimo numero di Monti Prama) i pittogrammi di Cuguddadas (e non solo) e aspetta che pubblichi un altro documento: una scritta di un macigno inamovibile con un disegno e delle lettere straordinarie.
Sul serpentello con lettura (logo) shamash, sulla base sempre dell'ostracon palestinese, non saprei proprio dirti. Per ora mi tengo sul più sicuro. E' sempre così difficile 'congedare' definitivamente un documento scritto nuragico! Io non so ad es. se devo rinunciare definitivamente al G(a)L che avevo ipotizzato precedentemente per Barumini. Bisognerà aver pazienza ed attendere che i documenti scritti, pittografici e non, aumentino in maniera consistente. Attendere altri segni e altro lessico. Attendere anche che quel segno ad 'E' moderna ci compaia, ad es., orientato, 'anche' a sinistra. Per ora però mi accontento del fatto, di non piccola importanza, che la lettera di Izbet Sartah si trovi uguale in Barumini ma anche (un unicum quindi!) ruotata di 90 gradi gradi in Barisardo. Cosa che non è senza significato.
Sono sicurissimo che, data la bella novità, la Mongolfiera la comunicherà domani stesso in tutte le accademie di paleografia semitica del mondo.

Gigi Sanna ha detto...

O Maimone, ti ringrazio naturalmente. E' proprio come si dice e sottolinei anche tu. Si trova, prima o poi, quel che si cerca.
Ho detto perchè escludo che sia un'ancora. Il perchè è dato dal contenuto spiccatamente religioso, scritto per essere letto (anche a distanza) non per essere nascosto dal mare o dall'acqua in genere. Ritengo che sia una stele, forse di qualche santuario. L'oggetto poi non è stato trovato in mare ma in terra, in lavori di spietramento e di bonifica del suolo. Personalmente a me avrebbe fatto piacere trovare un'ancora scritta con lettere protocananaiche perchè avrebbe dimostrato ai 'giapponesi' nostrani, ce ne fosse bisogno, che nel tempo in cui era in auge quella particolare e inconfondibile tipologia di scrittura XIII -XII secolo a.C.) i nuragici navigavano e scrivevano.
Ma penso proprio che non sia così.

Gigi Sanna ha detto...

A Maimone. Cq. la tua osservazione sul 'prodotto' costruito in cava sarebbe del tutto legittima. Ma ripeto, il testo non è laico ma chiaramente religioso, riferibile al culto del Dio Toro luminoso . C'è il comunissimo, formulare, N(u)L HE.

illiricheddu ha detto...

Mah, che l'eventuale lettura N(u)LHE, rimandi a (Toro) Luminoso, mi pare un po' forzato.Indi forse ne deduco che il paese di Nule in Sardegna dovesse significare 'luminoso". Come certo Sanna sa, proprio a Nule venne trovato il bronzetto del toro antropocefalo. A Nule (radice che ritorna in Nul-auro, se non Nul-lauro) ho dato invece io ascendenze balcaniche. Comunque il mio intervento era di richiesta: esiste in giro (anche in altre lingue) qualche monografia sulla figura simbolica del toro in ambito mediterraneo ?

Auguri per il 25 aprile

Atropa belladonna ha detto...

Ah, ho capito!

Dunque Barisardo, è in Ogliastra vero? ormai coi documenti ti sei fatto tutta le spiagge della zona: il (magnifico) lido di Orrì, Barisardo, Cardedu.

Atropa belladonna ha detto...

Alberto ricordo un libro dal titolo The power of the Bull, prova a cercarlo.

Gigi Sanna ha detto...

L'Ogliastra è zona ancora poco esplorata dagli archeologi e credo che ci darà molte soddisfazioni in un prossim o futuro in tema di rinvenimento di scrittura nuragica. Siamo appena all'inizio dell'avventura. Quando si pensa che Maria Giulia Amadasi parla di una ventina di documenti protocananaici in Siria Palestina e che quelli sardi, in pochissimi anni, li hanno ormai abbondantemente superati!

Gigi Sanna ha detto...

Sarebbe molto bello scrivere un libro sulla simbologia taurina e fare un lavoro di raccolta iconografica a livello mondiale come quella che ha fatto Angela Belmonte! Sono sicuro che la Sardegna per ricchezza e qualità di immagini (a partire dal neolitico sino all'età romana e oltre) sarebbe ai primissimi posti. E chi ce l'ha poi il toro luminoso del Nuraghe S.Barbara di Villanova Truschedu. Tutte le volte che vedo quel filmato mi vengono i brividi! La nascita del astronomica e nello stesso tempo 'terrena' e concreta della potenza immensa che dà la vita! Il NUL'AK!

Gigi Sanna ha detto...

(aggiungo per chiarezza)Come quella che ha fatto Angela Belmonte sui simboli neolitici.

francu ha detto...

Grazie del regalo, caro Gigi, anche se ad addentarlo ci vuole coraggio.
Non l'hai scritto, ma non è di cioccolato vero?
Quel foro dà l'idea che l'oggetto fosse appeso, magari a "ciondolare" lento o a ruotare, ad essere fatto ruotare anzi per permettere il passaggio per entrare in qualche posto. Siccome la forma richiama quella della testa di un bue facciudu, cioè senza corna, messa a muso in su, è possibile che possa essere stata appesa all'ingresso di una tomba di giganti?
Siccome ho esaurito le mie sciocchezze, non mi resta che starmene in un cantuccio.
Non prima di aver augurato a te, alla famiglia, a GFP e a tutte le amiche e gli amici che scrivono o solamente leggono questo blog (compreso Mauro Peppino, sia chiaro), felici e positive festività, ivi comprese le nozze regali alle quali, purtroppo, sarò costretto a rinunciare, a causa di precedenti impegni.

Grazia Pintore ha detto...

A totus sos amigos de su blog de GFP bos auguro che custa pasca siata prena de pache, salude,serenidade e ditzosa.Al signor Gigi Sanna auguro che la sua amarezza per le ingiustizie subite,a bellu a bellu,svanisca e prima o poi la verità verrà fuori e i presuntuosi disonesti saranno sbugiardati.

illiricheddu ha detto...

Aba: Grazie per il toro. Più nello specifico: l'associazione "toro e cimitero" nostrana, ha riscontri in altre parti del globo terracqueo?

Atropa belladonna ha detto...

Beh, sicuramente a Chatal Huyuk nel VI millennio a.C. Poi in Egitto, ricordo che c' era un particolare toro che era una delle guardie di Osiris e aveva a che fare con la sua resurrezione. E anche tutto il rituale funerario del toro Apis. Beh, sono i primi che mi vengono in mente. Ma immagino anche a Creta.

Mi paiceva di più lo scarrafone

illiricheddu ha detto...

Ha una ragione il rapace, non è a caso.E tra un po' si capirà...

illiricheddu ha detto...

Riguardo le "pedras litteradas" nel condaghe di Silki si parla di pietre con incisa la lettera N, come verosimile segno di confine. N= Nuraghe? Ne parla il Mastino in: www.dirittoestoria.it/tradizione/SILKI.htm

illiricheddu ha detto...

OOOps

è il condaghe di Trullas, e Mastino pensa a N(icolaus), ci sarebbe stata vicino anche una croce

shardanaleo ha detto...

Gratias Gigi!
@ Aba: Il fatto che l'ostrakon sia stato trovato a Izbet SARTAh (Sartan?) e nei pressi di Silo, ha un'importanza notevole. La datazione al 1200-1100 per chi conosce i fatti di quei territori in questo antico tempo dei JUDIKES.. dovrebbe aprire orizzonti di conoscenza. Jebusalem non era ancora Jerusalem e il tempio in cui si andava a pregare Jahw(eh)era proprio SILO, dove risiedeva l'ARKA, portata in quel santuario dai figli di DAN. Insomma NOI c'eravamo! :-)
Il mio regalo pasquale è stato stampato adesso e sarà in libreria ad aprile...nella nuova edizione (la 3^ in un anno!) del mio "Jenesi degli Urim"... sarà una bella sorpresa anche quella.
Auguri di Buona Rinascita e Pasqa Manna a tottus!
Leonardo

Atropa belladonna ha detto...

Romina mi ha appena mandato uno stralcio dal libro della Tanda sulle domus de janas, che pare cadere a fagiolo:
"(....) Nessun dubbio pare esista sul significato del colore rosso,simbolo di "sangue, vita,rigenerazione" o sulla simbologia della figura bovina,espressione del culto del bovide o della lesena,che adombra il culto del pilastro,il quale,in definitiva,è da interpretarsi come una forma del medesimo culto del bovide.
Qualche riserva si ha sulla simbologia del portello ,a meno d'istituire un nesso falsa porta-portello-testa del bovide .
La rispondenza simbolica falsa porta-portello,d'altronde, è un dato ormai acquisito . Quanto alla conseguente simbologia,in definitiva il significato della connessione proposta,si ricorda che essa è stata già rilevata.Tale simbologia è basata sulla constatazione che la porta in alcuni ipogei ornati con bande simbolizzanti corna (Mandra Antine- Thiesi, Enas de Cannuia- Bessude e la tomba II di Sos Furrighesos ) sembra aver preso il posto che nelle protomi degli altri ipogei ha invece la testa .Entrando in quelle tombe si entra,in un certo senso,"nella testa del toro medesima" con effetti di " magia simpatica" ritenuta massimamente propiziatoria"

illiricheddu ha detto...

Tornando alla incisione di Sanna, la parte inferiore mi ricorda quelle coloriture in ocra rossa (o nera?) su parete di qualche grotta sarda, che sembrerebbero rappresentare il morto oppure un insetto. Non mi vengono i riferimenti.

giorgio ha detto...

Grazie professor Sanna
l'argomento diventa ogni giorno più appassionante.
Buona Pasqua a tutti
Giorgio

Atropa belladonna ha detto...

Gigi, Gigi! ecco cosa mi frullava in testa l' altro giorno, quando hai chiesto "ma quanto è vecchio questo proto-cananaico?". Oltre alla daga di Lachish, ci sono anche altri documenti molto vecchi (anche se non così vecchi): uno è il coccio di Gezer e l' altro quello di Tell-el-Hesi (cripticissimi e con sole 3 lettere). Li trovi qua http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/08/il-proto-sinaitico-fuori-dal-sinai.html
(figura 4); è un post agostano di quando tu folleggiavi al mare..

Giuseppe ha detto...

Forza paris Gigi e Atry
Auguri di Buona Pasqua, maturalmente estesi a tutti i frequentatori del Blog.
Giuseppe Mura

Atropa belladonna ha detto...

Grazie Giuseppe e buona Pasqua a te ed a tutti i lettori

Archeologia Nuragica ha detto...

Bona pascamanna a tottusu, finzas de parti mia.

mauro peppino

Gigi Sanna ha detto...

No, Aba, anche se sudato come un cavallo delle pariglie della Sartiglia (non ho il condizionatore nello studio) avevo letto il tuo articolo e visto le figure. La domanda parte da questo: osservando serpente e lamed di Barisardo io ne ricavo una scritta arcaica, mentre osservando la lettera he ricavo, su basi comparative (ostracon di Izber sartah), una data più recente. Ergo mi è molto difficile datare quella pietra. Ma so che questo sistema di valutazione dell'antico in base a segni più recenti può nascondere insidie. Nel concio di Bosa c'è lo shin della voce Shardan a 'tridente'. Su basi comparative se prendo la documentazione 'fenicia' fornita da Maria Giulia Amdasi a propsito del fenicio in Sardegna, ne ricavo che il concio di Bosa dovrebbe essere del V secolo o al massimo del sesto secolo a.C. Cosa che ritengo impossibile. Lo shin a tridente dunque è molto più antico e neanche 'fenicio'. Ma lo he a tridente schematico rigido di Barisardo è proprio del periodo dell'ostracon o viene prima o molto prima? Non ha tutti i torti Illiricheddu quando paragona quel segno ad un segno neolitico delle domus (se ho capito bene). E poi, il segno mi ricorda moltissimo la parte androgina degli antropomorfi che ho postato da poco tempo, con valore di 'hy'. Se così fosse, pensa un po', la forma schematica sarebbe neolitica e le due lettere (parentesi quadra verso il basso e l'asta al centro) due lettere schematiche nuragiche notanti l'androgino. E' per questo, cara Aba, che ho preso tempo e parlerò (spero di poterne parlare) della problematica dei segni nel prossimo numero di Monti Prama. In quel tempo (Ottobre - Novembre), a freddo, forse potremmo avere le idee più chiare. Certo è che questo documento farà discutere molto per diversi motivi. Franco Pilloni con la sua ironia, sublime come l'intelligenza, ha cominciato già con divertenti quanto serie (perchè non) con il rebus del foro. Perchè quel foro in una pietra scritta con sagoma di testa taurina rovesciata? Penso a diverse cose ma nessuna mi convince. Questo, a mio parere, dovrebbe essere un bel momento di incontro tra epigrafisti ed archeologi. Ma dubito che ciò accada. Purtroppo, qualche gradasso e qualche persona 'leale' fanno di tutto per impedirlo

Gigi Sanna ha detto...

(corr.)....serie[ipotesi]con il rebus del foro

Gigi Sanna ha detto...

O Mauru, poite cussu 'fintzas' (= persino)? Fortzis cherias narrere'puru'. O nono?

Atropa belladonna ha detto...

E' vero Gigi, la Nun e la He sono, all' apparenza incompatibili, paleograficamente); però tieni presente che una He similmente rigida (sebbene rispetto alla nostra ruotata di 180°), si trova nel frammento di Nagila, datato al XVI secolo a.C.
http://www.proel.org/index.php?pagina=alfabetos/protocan
La riporta anche Simons nell' articolo del 2011, sebbene con l' "aggiunta", un pò artificiosa, del resto del corpo dell' antropomorfo, arrivando ad un segno analogo all' antropomorfo monogamba della sfinge di Serabit el Khadim. Su cui io quasi quasi scommetto che non sia un singolo segno.

Last but not least, se tu guardi il link che ti ho mandato, quel segno sul pietrone è identico (anche come orientazione!) al supposto precursore ieratico (terzultima tabella).

L' altra possibilità, ovviamente, è che il tuo serpentello sia una shin mdoello Izbet Sartah: allora farebbe
coppia in modo semplice con la he.

Gigi Sanna ha detto...

Uhm, a me quel segno pare e non pare una 'he'. Tutte quelle lettere tranne il waw sono molto problematiche. Certo è che se lo fosse e giusta fosse la datazione proposta la nostra stele schizzerebbe verso l'alto in ben altri secoli. E, conseguentemente la lettera di Barisardo non sarebbe più la seconda, ma la terza. Ti anticipo che per me il segno della he è molto pregnante e la lettura (tralascio il supporto, anche se sono orientato verso il Toro-Sole)) sarebbe NLHHY. Una scritta dunque del tutto organica al lessico formulare che ormai conosciamo. Comunque la scritta protocananaica è lì (mica noi imboschiamo niente) e ognuno può dire liberamente la sua sul significato. Ma non può dire certo che sia tardo romana o greca o etrusca o micenea o cipriota o tutto quello che di solito si inventano, per negare, gli epigrafisti della Domenica. Poveracci! Possono dire una cosa sola: che è un falso, un prodotto della roncola di qualche pastorello che forse voleva scrivere la sigla di Niola Lucio Ernesto ( la lettura sarebbe orizzontale e non verticale) ma la 'enne' gli è uscita maluccio e la ha attaccata troppo alla 'elle' . Lo dicano però e dicano, soprattutto, chi è il falsario e il deturpatore di 'macigni'. Tu mi dirai: 'dimentica, lascia perdere, sono quello che sono'. No. Hanno voluto la guerra con la calunnia e con il linguaggio pesantissimo e volgare per resistere un po' e negare l'innegabile? Sono personaggi di tale levatura e lealtà nel confronto scientifico? Mi hanno voluto colpire in quello a cui ho tenuto di più nella mia vita? Va bene. Ma non si aspettino la mia guancia. Si aspettino giorno dopo giorno quello che si meritano, quello che tutti vedono che essi si meritano. E bada che queste cose le dico oggi, quando non dovrei, nel periodo della Santa Pasqua.

Archeologia Nuragica ha detto...

Oh Gigi, cun "finzas" intendo narre "anche", certu naru puru "puru" po "anche", ma ca cun "finzas" si intendidi "persino" (= e puru e puru) e sa prima borta chi du intendu.
Chi tui sesi sicuru ca "finzas" bilidi narri "persino" e non "anche" t'arringraziu de s'appuntu.

el-pis ha detto...

frade Luisi AmaDeus
semus in kida santa
ama Deus
e totu
Tor-rada

p.s.
sa paraula de verifica pro ti mandare qust'iscritu in su blog est: ROSECTA
(ad 'a essere un'ajudu de Deus?)

Gigi Sanna ha detto...

Dimenticavo, O Aba, non ho tempo ora per interessarmene, ma sarebbe bene tener presente il riferimento di Illiricheddu a Mastino circa la lettera 'n' (Nicolaus) della 'perda litterada' del Condaghe (che sarebbe stata affiancata da una 'croce')di S. Nicola di Trullas. E capisci bene il perchè. Un'altra cantonata epigrafico -archeologica tipo 'sextus Nipius'? La croce con una lettera vicina potrebbe essere molto significativa. Vedi la pietra di Norbello con la croce e l'albero della vita. 'Potrebbe'.

maimone ha detto...

@ Gigi Sanna

A mio modo di vedere l'idea dell'ancora continua a restare valida. Intanto dobbiamo considerare che i Nuragici navigavano (erano un popolo del mare). Finora non si sono trovate le imbarcazioni per via del materiale deperibile, ma le ancore, almeno quelle in pietra (in bronzo chissà) dovrebbero essere più facilmente reperibili. C'é poi da considerare che anticamente sacro e profano erano un tutt'uno. Data la pericolosità dei viaggi in mare é logico pensare che ogni imbarcazione venisse posta la protezione della divinità. Il fenomeno, del resto, é constatabile anche al giorno d'oggi, soprattutto sui pescherecci. Al momento del varo, inoltre, é sempre presente la massima autorità religiosa locale (in genere il vescovo). Ricordiamo inoltre che le navicelle in bronzo spesso cono riprodotte con una protome taurina a prua, quasi che la nave fosse guidata dalla divinità in persona. Per cui non mi meraviglierebbe una scritta religiosa su un'ancora. Infine, potrebbe essere anche un ex-voto, che spiegherebbe anche il suo ritrovamento distante dal mare. L'equipaggio della nave ha voluto portare l'ancara ad un santuario in segno di ringraziamento per lo scampato pericolo e, magari, la scritta é stata incisa nell'occasione. Non dirmi che ho molta fantasia. Lo so già per conto mio.

Gigi Sanna ha detto...

O Elpis, 'isperantzia' nostra, tue ischis comente semus fattos nois Sardos. Su zustu est su zustu e cando unu vile (o duos) iscudet (iscudent) a pallettones in diesegus de su muru 'e sa tanca, assoras non b'at prus unu Deus misericordiosu e passientziosu, su de sa rughe. Ddue est unu Deus biblicu ebbia, cun sas buttarigas furriadas

Gigi Sanna ha detto...

No, Maimo', non è fantasia. Anzi ti dirò parafrasando il Sommo Poeta: 'io non sapea che tu (così) loico fossi'. Bisognerà approfondire bene e ogni apporto è utilissimo per capire la natura del supporto della scritta. Speriamo, alla lunga, di riuscirci.

Giuseppe ha detto...

A mio parere maimone ha colto nel segno: il manufatto ricorda troppo da vicino l'ancora.
D'altra parte era un attrezzo fondamentale per la sicurezza della nave, quindi una dedica scritta alla divinità risulterebbe del tutto normale. Inoltre la nave nuragica era carica di simbologie religiose, al di là delle protomi bisogna considerare la presenza delle torri principali e secondarie, delle
colombe sull'albero e sul ponte, dei tori e addirittura dei cani, sui quali ci sarebbe tanto da dire...
Giuseppe Mura

Gigi Sanna ha detto...

Caro Giuseppe, lasciando da parte per ora la simbologia delle barchette (davvero straordinaria perchè è simbologia di scrittura: ne parlerò), bisognerà concentrare ora l'attenzione, senza pregiudizi di sorta, sul supporto di un manufatto che reca una scritta in caratteri protocananaici. Il dato sicuro è quello epigrafico, alfabetico, linguistico -lessicale. Cioè sappiamo che in un periodo che va, grosso modo dal XIII secolo a.C - alla prima metà del XI secolo qualcuno ha scritto in Sardegna quella pietra. E sappiamo ancora con certezza (cioè per molte prove documentarie: anche in mano agli archeologi e custodite nei musei) che il mix protocananico è l'aspetto più appariscente, si direbbe in parte caratterizzante, la scrittura nuragica. Si tratta però di non far prevalere uno solo dei due dati ma di metterli a correre entrambi. Quello archeologico potrebbe illuminare ancora di più il dato epigrafico e quello epigrafico illuminare un po' quello archeologico. Ancora o stele dunque? Io ho fatto la mia parte circa i dati epigrafici, gli archeologi facciano la loro. Maimone ha detto e da parte mia si è sottolineata la 'logicità' di quelle osservazioni, che anche tu vedi 'logiche'. Ma per essere convinti che sia un'ancora non ci vuole solo la 'logica' e l'intuizione, ci vogliono le prove. E per ora non ci sono proprio (bello sarebbe stato ad es. se qualcuna delle (poche vere) ancore trovate in Sardegna avesse avuto qualche segno: invece non ne hanno alcuno). Ci vogliono quelle inconfutabili prove che invece abbiamo per la chiara tipologia di scrittura presente nel documento di Barisardo. Vedi Giuseppe, io penso che sarai d'accordo con me: se invece di insultarmi il gradasso e la Mongolfiera (insultarmi a tal punto di bassezza e di vigliaccheria che non può che aspettarsi se non quello che si merita) cercasse di mobilitare con profitto i colleghi a fare quello che state facendo tu e Maimone, ci sarebbe quello che gli egiziani chiamavano, molto prima dei nostri frati, HETEP HENA MERUT. E la scienza senza aggressori e aggrediti, senza la violenza ed il casino, avrebbe da guadagnarci. Tantissimo.

Giuseppe ha detto...

Caro Gigi (e Atry)
condivido la vostra convinzione: il toro (e qui l'animale ha doppia valenza!) va affrontato per le corna, anche se in questa battaglia, seppiatelo, non siete soli. Lo stesso trattamento subiscono coloro che, in altre specialità, osano avanzare ipotesi che contrastano con gli assiomi consolidati.
In quel di Villanovaforru, come sapete, è stato organizzato il convegno "Atlantide e Nuraghe" con la partecipazione di molti esperti, compreso la tua "mongolfiera". Naturalmente lo scopo era quello di demolire lo tsunami e altre teorie, tra le quali, ricordata doverosamente nelle premesse, quella che intende riportare in Sardegna l'isola di Nausicaa.
Nonostante sia rimasto poco tempo per il dibattito (ma pare sia una sorta di tattica) sono riusciti ad intervenire (anche se tagliati opportunamente) P. V. Poddighe e il sottoscritto per mettere in discussione il loro intoccabile Vangelo. Devo dire che, forse perché la sala era piena di gente, ci sono state anche delle risposte ad alcune domande.
Mi sembra di poter dire che siamo in una fase diversa da quella fatta solo di sdegno: se si sente la necessità di organizzare convegni per contrastare qualcosa, significa che quel qualcosa sta già lasciando il segno, vedrete che arriveranno anche i loro convegni sulla scrittura nuragica!
Ancora Buona Pasqua, compreso Zuanne.

Giuseppe Mura

Gigi Sanna ha detto...

Quello sulla scrittura nuragica non possono farlo perché, come ha scritto una volta Pietro Murru in questo Blog, sono fuori tempo massimo. Da quando lo sono! E ti dirò che a noi e a tanti non ce ne frega proprio nulla. Non dare alcuna importanza a certi loro convegni chiaramente 'mirati'. Hai detto bene: sono tattica. Solo tattica. E tattica con il niente. Lo spillone nuragico scritto di Antas è venuto fuori solo per tattica perché la Mongolfiera non lo poteva tener nascosto ancora per trenta anni e perché di scrittura nuragica in qualche modo bisognava parlarne! Aprono bocca solo per parlare 'sopra', per non far parlare e per far capire ai gonzi quanto sono bravi. Tanto bravi da mettere i sigilli più belli del mondo a testa in giù perché loro di ugaritico conoscono solo il...proto-ugaritico, cioè quello che non esiste.
Una volta Gianni Atzori, che ne conosceva più di uno di questi campioni di scienza, mi aveva detto con delle parole irripetibili, in un sardo molto stretto, che cosa in realtà essi fossero. Io, anche davanti ad altre persone, li avevo difesi, come difendo in genere coloro che lavorano onestamente e con convinzione, in buona fede insomma, anche se sbagliano clamorosamente. Dopo le esternazioni incredibili della Mongolfiera e le calunnie ipocritamente nascoste inviate dal capo campione di 'lealtà' ad un ministero, è la prima volta di cui mi pento di una mia azione nobile quanto doverosa. Ma hanno voluto la guerra. Bene. Non posso che prenderne atto. Per ora ho mandato a dir loro, con una bella 'colomba' di pace, che devono rispondere archeologicamente ed epigraficamente, anche su questo documento di Barisardo. Dico 'anche' perchè ci sono i 79 che lo precedono e che attendono doverose risposte e non insulti. Se non lo faranno, stante la sensibilità che c'è oggi per l'archeologia ( guardati i cinquecento e passa articoli e le migliaia di post a commento del Blog di Gianfranco), non riusciranno ad essere credibili in nulla: neppure quando descriveranno un coccio parlando della sua larghezza e della sua lunghezza. E bada che io non metto tutti gli archeologi nel mucchio perché ci sono ancora quelli che, per onestà intellettuale, non mettono né metterebbero mai becco su quello che non sanno.

el-pis ha detto...

Lo spillone nuragico di Antas, stanco di stare zito, parla:
BUCO LA MONGOLFIERA e.......
PUUUUFFFFFFFFF........

Atropa belladonna ha detto...

Ieri sono stata alla mostra Parole di Segni (di cui scriverò nei prossimi giorni). Devo dire che uno dei miei scopi era quello di vedere la stele frammentaria di Nora, di cui mi sono occupata diverse volte. Molto discussa, anche a livello mondiale, ed i cui segni sono riportati nelle tabelle paleografiche nella colonna "XI sec. a.C.).
Bon, però questo importantissimo documento (anche famoso in tutto il mondo), testimone oculare della decantata pre-colonizzazione, non c'era in mostra. C' era la ben più nota stele, in tutto il suo splendore, ma quella frammentaria no.E perchè mai poi?

Gigi Sanna ha detto...

Indovina un po'? Tu conosci bene la pagina 306 di SAGRA. Un 'cialtrone' nel 2004 aveda detto che, con tutta probabilità, si trattava di scrittura nuragica. Cercando di aiutare, stante l'enigma del rinvenimento in Sardegna, mostri sacri come il Cross e il Naveh. Un 'cialtrone' purtroppo.
Cara Aba ti confesso francamente una cosa: che quel documento che anch'io ho pubblicato, dandogli tanta importanza, ora mi fa pena di fronte a documenti superbi come sono quelli che abbiamo potuto ammirare con le scoperte recenti. Che è (con tutta quella sua poca chiarezza epigrafica e lessicale) di fronte al masso della capanna di Perdu Pes, di fronte al coccio di Pozzomaggiore, al ciondolo di Solarussa, alla scritta del Nuraghe Pitzinnu, al ciondolo di Allai, alla scritta della Grotta Verde di Algheo, alla scritta di Barisardo?

Gigi Sanna ha detto...

Attendiamo con ansia il tuo commento sulla mostra. Sia sulle 'parole' sia sui 'segni'.

shardanaleo ha detto...

Avevate dubbi?

Qualcuno tempo fa mi accusava di essere troppo drastico nel rispondere al (per dirla alla Gigi Sanna) DEMOCRISTANO che scriveva in questo Blog in maniera così EDUCATA e CAREZZANTE.
Date un'occhiata qui e vedrete CHI nascondeva questo personaggio dai modi così affabili.

--""SCOPERTA L’EPOPEA DI SHARDAMESH
Postato il aprile 23, 2011 da exxworks

- di Pierluigi Montalbano e Boicheddu Segurani. -

Meditate gente, meditate. Quando fu scoperto nel mio forum a rubacchiare le nostre ricerche nottetempo,per pubblicarle nei suoi libercoli ove cita come fonti solo i suoi amici e protettori ARCHEOBUONI, i miei amici mi dissero di essere stato troppo DURO.
Guardate con chi si accompagna.
Kum Salude
Leonardo

Gigi Sanna ha detto...

Caro Leo, sul 'democristiano' neppure una parola. E' quello che è e che è sempre stato. Non poteva che essere di quella pasta e di quella bocca. Una cosa però sappiamo: che conosce i gaddaroballi, usa il loro stesso linguaggio educato e i loro mezzi. Interessante! Molto interessante| Davvero interessante. E non solo per me!
Forse gli chiederanno qualcosa!

Atropa belladonna ha detto...

Ma sì, figurati, il solito repertorio di frasi fatte e strafatte, il lettore di cancellate e compagnia.

Adesso, tra le guide turistiche, gira una rinnovata versione dei fatti: la gran moda sono i segni ponderali (ne vedrai nei prossimi giorni di codesti segni ponderali, director permettendo). Ieri a Barumini, dopo una lezione su improbabili tenciche difensive siamo arrivati al punto critico e la guida ci fa: "..sono solo ipotesi perchè non abbiamo prove di una scrittura nuragica. Ma una qualche forma di comunicazione scritta dovevano averla, perchè erano ingegneri, architetti, pianificatori. Oggi si ritiene che usassero almeno segni ponderali". Al che ovviamente la dottoressa Losi ha alzato la manina e affermato che le rpove ci sono eccome, 80 documenti e tre libri. Ho trovato ch3e la guida aveva una bella risposta preconfezionata che finiva con "..queste persone che propagano miti fanno la dleusione dei turisti che vengono qui e si aspettano di trovare evidenze che qui c' era Atlantide e se ne vanno delusi". Invano le ho risposto che non sto parlando di miti, ma di documenti scritti. "Non ci sono prove scientifiche" ha concluso.
Diceva la sua poesia a memoria, ben inculcata: cioè era pronta all' obiezione sulla scrittura.
Ben diversa risposta mi è stata data in una altro luogo della cultura, ma non dico nè dove nè da chi, per non mettere nessuno nei guai.

shardanaleo ha detto...

ECCO DI COSA è capace il DEMOCRISTIANO, apostrofato da uno dei rari lettori di quel "Blog" a cui si è DONATO con anima e cuore. Riguarda, credo, Gigi Sanna:

""federico scrive:
aprile 26, 2011 alle 16:49
Domenica 28 Giugno 2009 il professor Tottu postava, nel blog del Sommo Vate, un articolo dal titolo: “Scrittura nuragica: ecco un altro documento”. Il “piccolo studentello” rilasciava una zerbinata di nove righe che pontificava il grande eppigraffista: “Caro Gigi,
la tua presenza in questo, come negli altri, forum mi onora. Sarebbe impensabile che studiosi del tuo calibro si lasciassero abbagliare da un’asinella senza fari. Sei una fonte di dati per chi ti segue e non dimenticare che remiamo quasi tutti verso un porto sicuro…chi rema contro si stancherà prima di noi e dovrà ingoiare tanta acqua salata.”
Complimenti Montalbano, lei è un esempio di coerenza e dignità!""
La risposta del DIPLOMATICO ex forumista ex blogista ex..

""Pierluigi Montalbano scrive:
aprile 26, 2011 alle 19:20
Per fortuna ho continuato a documentarmi, e negli ultimi anni sono riuscito ad aggiungere tessere nel puzzle delle mie (limitate ma in crescita) conoscenze.
Ricordo che nel 2006 ero convinto che le navicelle bronzee fossero lampade a olio, nel 2007 pensavo che i nuraghe fossero fortezze presidiate da guerrieri armati fino ai denti, nel 2008 iniziavo ad affermare che i nuraghe cinti da bastioni erano “palazzi” nei quali potere politico e spirituale si incontravano, nel 2009 ho capito che l’utilizzo degli edifici turriti era a beneficio della comunità intera, nel 2010 ho scoperto che i popoli del mare esistono da oltre 10.000 anni, e nel 2011 prendo coscienza che se uno cambia opinione su alcuni pensieri viene considerato incoerente.
La mia coerenza è relativa esclusivamente all’onestà intellettuale. Sono capace di chiedere scusa, di cambiare idea, di reagire agli insulti se sono sul piano personale…ma nel caso in questione ho capito che leggere le barchette, le cancellate, i muri e tutto ciò che riporta decorazioni (colorate e non), o incisioni casuali, significa lavorare di fantasia e non di immaginazione (che è ben altra cosa).
Cari saluti

Pierluigi

Un piccolo appunto: SULLE NAVICELLE/LAMPADE A OLIO: fui io a convincerlo (A Oristano, mi a conferenza e suo intervento dibattito) che non erano tali. In seguito mi confidò candidamente che "aveva dovuto scrivere tale sciocchezza nella sua Tesi di Laurea, per poter PRENDERE 110&LODE".. Cominciai a capire di che pasta era fatto.

Perchè segnalo tutto questo? perchè a me e ad altri ha fatto del male, dichiarando la sua amicizia per poter approfittare e prendere a piene mani Foto, documenti e idee... Non ultimo il TORO DI LUCE scoperto dal GRS e pubblicato nel mio forum dei Popolidelmare.
Salude a tottus e meditate gente... meditate..
Shard..

Gigi Sanna ha detto...

De 'Montalbano' nudda ca est nudda. A su massimu unu mesu nudda. D'apo 'ogau dae sa tuppa su lepereddu 'democristianu'. Su 'biancu frore' cun sa gaddara in bucca! Custu como est bastante poite a su nessi at acabau de segare sa matza e calicuna atera cosa puru!

Gigi Sanna ha detto...

Hai detto bene, Aba: 'per non mettere nessuno nei guai'! Non si può parlare perchè c'è il terrore! Hanno mandato da tempo la circolare, l'hanno ribadita, e guai a chi non si allinea! Tra poco ci saranno i corsi di antiepigrafica nuragica. Che ridicoli cialtroni distrutti dalla tempesta! Che pensano? Di tappare forse tutte le falle?

Atropa belladonna ha detto...

Il pugnaletto, caro amico, è molto significativo che sia stato il pugnaletto a fare la mossa decisiva: la barchetta di Teti, il doppiere, l' ansa di vaso dal nuraghe Suelli, che reca due pugnaletti incisi con la stessa tecnica del doppiere, ma su ceramica.

Non hanno colpe coloro che non vedono o che si divertono a prendere in giro (e come si fa a capire una scrittura così intelligente?); le hanno coloro che nascondono e minacciano, che sanno e non solo tacciono, ma vogliono tacitare l' umana comprensione, con ogni mezzo.