venerdì 6 agosto 2010

I "giganti nuragici" parleranno il sardo a Pechino?

La trasferta a Pechino, a Reggio Calabria e chissà dove altro, delle statue di Monti Prama può essere letta sotto due aspetti. Uno negativo, sia pure legittimo a Statuto sardo vigente; uno positivo, anzi molto positivo. Il primo aspetto, su cui varrà la pena tornare quando dal mese prossimo si affronterà la scrittura del Nuovo Statuto speciale, è che diventa sempre più intollerabile il concetto proprietario, che anche un funzionario dello Stato si può permettere di esibire, della nostra storia che era già storia quando mancavano tre migliaia di anni ai primi vagiti dell'Italia intesa come Stato. Il secondo aspetto, quello positivo, è che la grande statuaria nuragica comincerà ad essere conosciuta nel mondo. E ad essere sottratta al provincialismo in cui parte dell'archeologia sarda si è avvitata.
Comunque sia, sono seriamente preoccupato per le derive identitarie, non so se solo autonomiste o anche nazionaliste, cui vanno incontro gli autori dell'annuncio delle prossime trasferte di “una delle grandi scoperte archeologiche degli ultimi decenni” (parola del direttore archeologia del ministero dei Beni culturali, Stefano De Caro) e dello “esempio straordinario della cultura sarda e mediterranea” (parola del direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, Mario Resca). Comunque affari loro, se la dovranno vedere con alcuni archeologi sardi che. sì, è vero sono cose interessanti, ma non è il caso di esagerare, paragonandole con la statuaria greca che le ha precedute.
Si parla oggi di datazioni molto più alte (X-XI secolo) di quelle della vulgata casareccia, VI o VII secolo avanti Cristo, il tutto bello piazzato nell'orizzonte fenicio. Ho conservato, e ve ne ripropongo la parte centrale, una dichiarazione fatta il 6 febbraio 2009 dall'allora assessore della cultura, Maria Antonietta Mongiu. Parlando della sua visita a Li Punti, dove si stavano restaurando le statue, disse, fra l'altro: “I microscopi elettronici di ultima generazione ed il supporto dei saperi storici più convenzionali restituiscono quadri cronologici che fanno scricchiolare cronologie consolidate”. E ancora: “Il restauro acclara dettagli e particolari ma soprattutto evidenzia la grandezza di una civiltà che si sta rivelando come una delle più importanti del Mediterraneo, la cui storia grazie a loro andrà in parte riscritta”.
Maria Antonietta Mongiu è archeologa, ma allora parlava come assessore nel governo Soru. Di quel che disse allora, che io sappia, non ha più fatto cenno e non è detto che non abbia preferito, una volta tornata alla sua professione di archeologa, lasciar riposare in pace le “cronologie consolidate”. Ma ieri, a Li Punti insieme al direttore dei Beni culturali, è stata l'archeologa Antonietta Boninu, che ha diretto i restauri, a dire, con tutta la sua prudenza, di privilegiare l'ipotesi che le statue siano state scolpite nel decimo secolo avanti Cristo, nel periodo del bronzo finale.
Questo – ma lo sapevamo tutti da un pezzo – nulla toglie e nulla aggiunge alla grandiosità di quelle statue. Ma, come disse l'assessore Mongiu, la storia del Mediterraneo, grazie ad esse, andrà in parte riscritta. Anche la luce dell'Oriente non sarà per questo meno splendente, laddove ci fu. Ma, appunto, là dove in quel torno di XI-X secolo si sparse. Nel provincialissimo mondo accademico sardo, insieme con le certezze cronologiche che oggi non sono più certezze, con i sofismi “la grande statuaria è nata in Grecia e quindi...”, l'ha fatta da padrone un senso di immobilismo culturale che se non impedito ha certo ostacolato le ricerche di chi, dentro e fuori dell'università, ha osato l'eresia.
Mai il mio vecchio cuore sardista avrebbe pensato di dover ringraziare un alto funzionario dello Stato italiano per la sua decisione di sdoganare, a 36 anni dalla loro scoperta, le grandi statue di Monti Prama. E di continuare gli scavi in quel sito che ancora nasconde risposte che non si sono volute cercare. Da quelle parti, tanto per dire, sono state trovate le tavolette di Tzricotu, lasciate, come è noto, da qualche viandante longobardo di passaggio.

33 commenti:

DedaloNur ha detto...

Ma ieri, a Li Punti insieme al direttore dei Beni culturali, è stata l'archeologa Antonietta Boninu, che ha diretto i restauri, a dire, con tutta la sua prudenza, di privilegiare l'ipotesi che le statue siano state scolpite nel decimo secolo avanti Cristo, nel periodo del bronzo finale.

G.le Pintore potrebbe fornirmi più particolari su quanto ha detto ieri la Boninu..? lo ha detto pubblicamente (tipo ad una conferenza) o al solito si parla di un semplice colloquio inter vos?

Sa, lì a li punti mi par di capire che ci siano vari spifferi di corridoio...anche io ogni tanto ne ricevo qualcuno.
Spero che stavolta non si tratti di un semplice spiffero..ma di una posizione ufficiale.

@ Atropa:
Ho il crucchese atrofizzato, potrebbe dirmi cosa dice di interessante, o il colpo al cuore deriva dalla citazione del libro di Pittau?

zuannefrantziscu ha detto...

@ DedaloNur
Cito da L'Unione sarda di stamani:
"Secondo l'archeologa Antonietta Boninu direttrice dei lavori iniziati nel 2008 è ancora difficile attribuire una datazione certa. «Per ora abbiamo solo ipotesi» dice: «sul periodo di realizzazione e sulla loro funzione. Di sicuro siamo di fronte a opere eccezionali». L'archeologa privilegia l'ipotesi che le statue siano state scolpite nel decimo secolo avanti Cristo, nel periodo del bronzo finale. Se questa data fosse giusta (ma fra gli studiosi c'è chi pensa anche all'ottavo o al settimo secolo) significherebbe che la civiltà nuragica aveva raggiunto mille anni prima di Cristo un livello di eccellenza impensabile sino a questa scoperta. I Giganti precederebbero, oltre all'arte dei fenici e degli etruschi, anche la statuaria greca."

shardanaleo ha detto...

Indovinate CHI la scorsa settimana, a un'inaugurazione di un nuovo museo regionale, ha suggerito alla Boninu questa datazione, dopo che lei aveva assicurato che on andavano oltre il VIII - IX sec?
Dopo animata, ma cordiale discussione, ella pronunciò la fatidica frase: "I miei colleghi sono terrorizzati da queste datazioni"... frase SIBILLINA o affermazione? Ora leggiamo che il X sec...
Vedrete che faranno come con i nuraghi:
20 anni fa: datazione VII-VI sec.
15 anni fa X sec.
10 anni fa XII sec
Poi arriva Lilliu con la "Trave: XSVI sec.
arrivano gli americani a DUOS NURAGHES: XXI sec...
chissà che non si arriv alla FATIDICA DATA (per i nuraghi e per le statue...)
Kum Salude
Leonardo

Mauro Peppino Zedda ha detto...

salve a tutti,

Maria Antonietta Boninu da molti anni afferma pubblicamente (l'ho sentita più volte in pubblici incontri) che per lei le statue di Monti Pramma risalirebbero al Bronzo Finale XI-X secolo a.C.


Io condivido (sino a che non mi si dimostri il contrario) la proposta di coloro che le inquadrano nel VII-VI secolo a.C, e che vi vedono le mani di artisti di scuola assira.

L'arte viaggia in modo molto più facile di altre cose.

Una pratica sociale è difficile cambiarla, eradicarla o esportarla, viceversa as un artista basta che si sposti e gli venga commissionata un opera!

Pierluigi Montalbano ha detto...

Preferisco attestarmi da sempre su un prudente fine IX, inizio VIII a.C., grosso modo lo stesso periodo di inizio dei bronzetti. Al momento è impossibile, vista la frammentarietà delle statue e la loro collocazione fuori contesto, stabilire una cronologia più alta.
Approfitto dell'occasione per segnalare che il 28 Agosto a teulada ci sarà una importante manifestazione sui giganti di Monte Prama. Saranno presenti anche una o due ricostruzioni a grandezza naturale. Ovviamente siete tutti invitati. I dettagli a breve.

mario ha detto...

Dalla stampa si apprende che i "giganti di Monte Pramma" saranno esposti in Europa e in Cina!!! Ma ai sardi quando saranno esposti? E' il solito colonialismo culturale.L'importante è dopo averli nascosti trent'anni negli scantinati adesso bisogna disperderli nella loro unicità e portarli oltre il mare come se fossero pupazzi senza valore..vergogna...
Si vuole evitare il problema fondamentale: creare a Cabras un centro espositivo all'altezza del valore culturale, storico ed identitario. Si vuole sorpassare la questione di un finanziamento che renda possibile costruire, attrezzare e dare valore universale ai Gigantes, prova della grandezza della civiltà nuragica e del suo ruolo nel Mediterraneo.
Prima di disperderli in giro per il mondo è dovere delle istituzioni, in primis della Regione sarda, far si che i Gigantes vengano presentati nella loro unicità e indivisibilità ai sardi. Prima di utilizzarli all'estero, posto che sia utile e nell'interesse della Sardegna, bisognerebbe creare un centro espositivo a Cabras con adeguati finanziamenti.Con iniziative di questo tipo, non scientifiche ed offensive per la memoria storica della Sardegna si vuole evitare che i Gigantes diventino un punto di riferimento dell'Identità della Nazione sarda e quindi del suo diritto all'autodecisione..
L'Associazione " I Gigantes di Monte Prama" che ha oltre 4.000 aderenti in Facebook intende protestare vivacemente contro questi propositi che fanno riflettere sulla necessità che la Regione sarda pretenda la competenza esclusiva su i beni archeologici ancora in mano allo Stato che con queste velleità estemporanee dimostra di non aver dismesso i panni del colonialismo.

Mario Carboni
coordinatore del Gruppo FB "I Gigantes di Monte Prama"

Giuseppe ha detto...

Un bel tira e molla sulla datazione delle statue di Monte Prama e, attenzione, se l'archeologa Antonietta Boninu vede giusto qui salta anche il banco, perché i Giganti sarebbero stati costruiti prima dei bronzetti in miniatura, quindi il contrario di quanto abbiamo letto sinora.
A mio parere la retrodatazione dei Giganti trascinerà all'indietro anche quella dei bronzetti: diamo tempo al tempo.

Giuseppe Mura

Damiano Anedda ha detto...

Sono andato a cercarmi qualche immagine di queste statue e penso che se verranno esposte a Pechino non faranno che ridere i cinesi che sono abituati a ben altre "meraviglie".
Basti pensare all'esercito di terracotta, quello si stupefacente, non quelle quattro pietre spaccate e incollate alla bell'e meglio.
Non credo si possano nemmeno lontanamente paragonare ai bronzi di Riace.

elio ha detto...

È sulle datazioni che mi capita di rimanere perplesso, soprattutto quando si tratta di periodi di ‘crisi’ o, perlomeno, di transizione.
In un periodo in cui avrebbero smesso di tirar su nuraghi, questi figli di N.N. avrebbero deciso di scolpirsi delle statue, sempre in scala ‘nuragica’ però, dal momento che si parla di “Giganti” riferendosi a di quelli di Monte Prama.
E meno male che non ce ne sono tanti come, mutatis mutandis, nell’isola di Pasqua, altrimenti ne sentiremmo delle belle.
VI° VII° secolo o X° XI°, c’è una bella differenza. Ma, chi ci assicura sul X°- XI°? Visto che quattro, cinquecento anni sono oggetto di contesa fra esperti come se si trattasse di trenta o quaranta? E non stiamo parlando di tempi geologici di milioni o centinaia di milioni di anni in cui quattro o cinquecento (anni) sono niente.
Il pensiero va all’isola di Malta e al mistero dei suoi templi megalitici, va all’Europa occidentale che ti si pianta in faccia con i suoi cromlech, i suoi giganteschi triliti, il suo stonehenge, a farti rimanere allibito e a costringerti ai tripli salti mortali.
Che abbia ragione il buon Leo, dall’alto della sua “nullità” accademica? Non sarebbe ora di smetterla con la spocchia, anche se titolata, e riconoscere, senza tanti giri di parole consolatorie, la propria ignoranza?
Eppure Socrate ci ha lasciato più di duemila e cinquecento anni per rifletterci. E poi, almeno un po’ di autoironia (grazie Aba)! Non si pretende poi tanto.

@ Pierluigi, con grande amicizia, hai proprio la Democrazia Cristiana nell’anima. Andrai a finire nei Casini di Fini, Rutelli con Dalema che amica e arriccia il baffo?

zuannefrantziscu ha detto...

@ Anedda
Trovo sublime il suo livore contro tutto ciò che sa di sardo. Ha presente quale possa essere l'evoluzione anche artistica dell'umanità in mille anni? Quando parlo di umanità, naturalmente, non mi riferisco a quei suoi escrementi che sono i sardi.
Una curiosità: come fa a convivere con un cognome tanto sardesco?

elio ha detto...

Ancora sui "Giganti".
E mandiamoli in giro per il mondo, che non faranno le 'belle statuine'. Ci potranno tornare molto utili a sostegno della nostra voglia di, guardate cosa mi tocca dire e con la maiuscola per di più, Rinascita. Sempre che siano accompagnati da un corredo, al seguito, culturale e politico all'altezza della situazione.

shardanaleo ha detto...

QUALCUNO insospettabile di legami con Leonardo Melis gli ha commissionato un DOSSIER su Monti Prama. Questo Qualcuno era a conoscenza di un MALLOPPO di documentazione che Melis conserva da trent'anni (articoli di giornali ora non più.. come TUTTO QUOTIDIANO)...
- lettere di denuncia,
- blitz della financza.
- Dichiarazioni di archeobuoni
- Querelle tra docenti&studenti dell'universita da una parte e sovrintendenza dall'altra.
- Querelle tra ispettori della sovrintendenza e sovrintendenti stessi
- Dichiarazioni di Noti e ignoti archeobuoni dell'epoca... poco diplomatiche
- definizioni di appartenenza delle Statue a uno stile "PUNICO" o (e ti pareva) "FENICIO" da parte di incauti archeobuoni
- Dichiarazioni azzardate (e oneste posso dire ) di un SOVRINTENDENTE uscito dai ranghi.. e oggi sparito dalla circolazione (chissà perchè).
- le foto (recenti) di un BLITZ fotografico sotto mentite spoglie nel laboratorio e registrazioni di...
- Prove fotografiche di COLORI esistenti nelle statue (e quindi databili con il C14)
- Statue con abbiglamenti "EGITTIZZANTI", cioè del tipo dei SHARDANA di Medinet Abu del 1200 a.C.

... Solo che nel frattempo ho pensato che il dossier non lo consegnerò a CHI me lo chiedeva... perchè mi si chiedeva di commentare in forma MORBIDA il tutto.
.. Ho invece pensato di consegnare il DOSSIER a un amico DIRETTORE DI TESTATA NAZIONALE e lasciargli l'ESCLUSIVA... che credo farà saltare qualcuno dai banchi troppo SCALDATI.
Si... perchè la pazienza si sta esaurendo... Ormai tutti scrivono di... dopo aver riso di...
Kum Salude
leonardo

DedaloNur ha detto...

@ Mauro.

So di un articolo che purtroppo ancora non ho letto, sui Giganti e la loro derivazione assira. Se tu l'hai letto potresti illustrarcelo e quindi rispndere alla richiesta di Aba, sulla mano assira? anche ioci credo davvero poco.

1) altrimenti perchè si dovrebbe dimostrare la cronologia del X sec a.C. mentre tu sembri confidare sull'arrivo di artisti assiri senza ragioni apparenti?
2) artisti assiri anche per i bronzetti?
3) non ritieni che la Boninu, per esporsi tanto abbia qualche dato che noi ancora non ckonosciamo e con queste dichiarazioni stai semplicemente sondando il terreno?

Damiano Anedda ha detto...

Pintore, non c'è nessun livore da parte mia, ma solo diritto di criticare chi si esalta facilmente per tutto ciò che è sardo. Io non lo faccio perchè rispetto a voi sono disincantato. Per il resto convivo egregiamente con me stesso e con parte dei miei corregionali, quelli che non hanno grilli revanscisti per la testa.
Inoltre trovo folle l'idea di una gestione localistica dei beni archeologici dell'isola. Immagino già distruzione e abbandono di siti fenici e romani a favore di quelli considerati solo sardi.

zuannefrantziscu ha detto...

@ DedaloNur
La dr Boninu aveva parlato già nel febbraio dell'anno scorso con la sua collega Mongiu, allora assessore del governo Soru, delle sue scoperte e la Mongiu aveva detto: “microscopi elettronici di ultima generazione ed il supporto dei saperi storici più convenzionali restituiscono quadri cronologici che fanno scricchiolare cronologie consolidate”.
Queste dichiarazioni all'epoca non furono colte nella loro importanza. Oggi sarebbe il caso di farlo. Hai ragione, anche io credo che le due archeologhe avessero elementi di giudizio che non conosciamo e che sarebbe il caso di rendere pubblici.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

@ Aba e Dedalo
Marco Rendeli, università di Sassari, nel corso di archeologia e storia dell'arte estrusca, ha inserito una sua piccola monografia (non so se già pubblicata o ad uso studenti), dove fa l'analisi storico artistica delle statue, vedendo nel complesso di Monti Pramma, una rappresentazione mitica.
Per lui le statue le ha realizzate su commisione di un aristoi nuragico un artigiano di scuola assira del VII-VI secolo, le immagini di confronto che porta a comprova della sua tesi sono di grande eloquenza.
Io le ho viste in una esposizione al power point, non sono ancora riuscito a procurarmi il testo che dicono sia in circolazione.
Il suo ragionamento storico artistico mi pare assai pregnante, senz'altro di più di chi sostiene il X e XI senza portare riscontri.
La mia adesione ad una datazione sul VI-VII secolo a.C. è una adesione sino a prova contraria.
Durante i miei corsi di storia dell'arte, da quella del Vicino oriente, a quella romana passando per quella estrusca e quella greca, per andare a quella bizantina e a quella medievale.
Ho capito che la Storia dell'Arte è connessa come con dei fili di sottili Arianna, non è possibile concepire un Michelangelo senza chi l'ha preceduto!
Non è possibile concepire un Santa Cristina (mi riferisco al pozzo) senza chi l'ha preceduto!
Non è possibile concepire un Santu Antine (la più sofistica scostruzione a pietra secco del pianeta) senza chi l'ha preceduto).
Non è possibile concepire le statue di Monti pramma senza gli artisti che hanno fatto scuola a chi le ha realizzate!
In una analisi filogica delle statue di Monti Pramma essere , ripeto sino a prova contraria si pongono , in un quadro del VII-VI sec. e come figlie di un artista educato in Assiria che comunque ha espresso un originalità figlia della cultura del posto in cui le ha realizzate.

Ciò tutto quanto sino a prova contraria, se qualcuno mi presenta una analisi filogica artistica ove dimostra che le statue sono collocabili in altro periodo vediamo, senza offesa per la Boninu, ritengo, purtroppo, in Sardegna non vi siano esperti si storia dell'arte in grado analizzare quel patrimonio culturale.
Non è un caso che per fare dei confronti con l'esistente in area mediterranea si sia dovuto attendere l'interessamento di un etruscologo.
Se su Monti Pramma si è arrivati a 37 anni di silenzio, quasi, non è certamente per via di cospirazioni di chissà chi ma per via che il personale a disposizione non era in grado di dire e fare niente di più quanto è stato detto e fatto.
Lo stesso vale nei confronti dell'archeoastronomia, perchè non pigliano atto del significato astronomico dei nuraghi? Semplicemente perchè non ne capiscono niente!

Mauro Peppino Zedda ha detto...

cara Aba,
in storia dell'arte seppur ho sostenuto 6 esami (Vicino Oriente, Greca, Etrusca, Romana, Bizantina e Medievale) mi considero un semplice appassionato che non si sogna neppure lontanamente di prendere una statua e di farne la lettura storico artistica.
Tanto più nel campo che dici tu (epigrafico penso) dove sono ignorantissimo!

francu pilloni ha detto...

Le statue di Monti Prama vanno in Cina?
E' giusto che si faccia, così come i guerrieri di terracotta hanno girato per l'Italia.
Forse i cinesi hanno saputo che ad Assemini e a Pabillonis con l'argilla, le mani e il forno ci sanno fare e non da ieri con frascus, pingiadas, marigas e quant'altro e hanno preferito portarli a Torino dove si sa che hanno a che fare prevalentemente, almeno sino a ieri, con le lamiere.
Non credo che i cinesi restino indifferenti nel vedere i Giganti ma, non potendo spalancare più di tanto gli occhi, resteranno a bocca aperta, non fosse altro ammirando quegli occhi a tutto tondo e desiderando di somigliarci almeno un poco.
Che poi le statue di Monti Prama si contino a decine mentre i guerrieri di Qui Shi Huang a migliaia, è insito nella scala di grandezza fra i territori. E non bisogna dimenticare neppure che i Giganti sono di secoli e secoli più antichi dell'antico esercito.
Quanto all'esasperata crisi identitaria di parte dei sardi di fronte ai Giganti ed altre cosette di cui si discorre spesso in questo blog, io capisco benissimo il signor Anedda il quale, a mio modo di vedere, è un sardo astemio e salutista. Se infatti provasse a bere vernaccia fresca invece del solito thè alla pesca, che della vernaccia ha meramente il colore, libererebbe la propria fantasia da qualche staccionata e avrebbe meno crisi di nervi.
Ma può essere che non sia neppure così.
Comunque, perdurando il malessere, farà bene a buttarla in politica, allo stesso modo di chi esagera col vino di Solarussa.

DedaloNur ha detto...

@ Mauro
Grazie per avermi ricordato il nome dell'autore. era a lui che mi riferivo. Se ti ricordassi anche i motivi che con grande eloquenza ti hanno convinto sarebbe meglio, perchè altrimenti si discute di altro.

chiaramente se dici così anche io preferisco attendere. e mentre attendo visto che non hi parlato degli argomenti del rendelli, mi vengono in mente questi pensieri:

1) giustissimo dire che la storia dell'arte sia una concatenazione di scuole. Ti faccio notare che altri, però , sulla base delle loro analisi hanno ricondotto i giganti ad altre scuole per es, a quelle della Daunia e con molti argomenti ugualmente. Tesi per altro rifiutate da Lilliu.
2) faccio poi notare che quella assira non è ovviamente la prima a scuola della scultura , e che essa a sua è preceduta da altre scuole molto più antiche di cui è debitrice.

La domanda è se, se sia cercato anche in tali scuole, o se per una questione di mera probabilità (troppo asurdo che i sardi scolpissero gia nel X secolo) si sia andati direttamente a cercare tra gli assiri del VII secolo.

certo stupisce anche me la velocità con cui hai fatto tua quella tesi.

quando si abbraccia una tesi è perchè si pensa che sia stato detto qualcosa d'incontrovertibile (di cui però tu non ci parli).
Ma l'incontrovertibilità di cui tu ci parli, è che un assiro con la sua scuola assira ricca di esperienza millenaria sia venuto in sardegna.

e se in sardegna fosse venuto un tizio levantino nel x secolo che aveva quelle nozioni che diventeraano poi parte del bagaglio assiro nel VII secolo? o se i sardi andarono in oriente con qualche barca fenicia e ritornarono con un bagaglioo di conoscenze artistiche più affinato per scolpire statue di sensibilità e ideologia nuragica?

anche gli assiri impararono da qualcuno..e questa storia degli artigiani itineranti è come ben sai, stra-abusata.

Mauro Peppino Zedda ha detto...

La proposta di Rendeli l'ho sentita e vista tramite immagini.
Quella della Bonino sul X-XI è una specie di anticipazione fatta 4 o 5 anni fa, in attesa speriamo entro una genazione di essere messa nero su bianco!
Insomma la Boninu l'ha detto, continua a ripeterlo, ma non ha ancora, in pratica, detto niente di serio.

shardanaleo ha detto...

alcune precisazioni sulle statue:
- IL NUMERO: poichè i piedi ritrovati sono 90 e poichè non erano delgi STRUPIATI (deformi) ... le statue erano in origine 45. Ne hanno aggiustate 21
- L'abbigliamento è quello dei bronzetti che, come i nuraghi hanno una datazione che ogni anno va indietro di almeno 50 anni.Ci sono bronzetti in iberia di fattura identica a quella sarda con tanto di saluto shardana..datati in pieno II millennio
- Sempre labbigliamento ricorda i SHARDANA diMedinet Abu per ammissione degli stessi RESTAURATORI.
- I COLORI rintraciatti e fotagrafati dal sottoscritto due settimane fa sono i COLORI usati dai SHARDANA fin da euando erano in MESOPOTAMIA. Si tratta infatti dei colori attriuiti ad ANU... Come QUALCUNA qui sa meglio di me.
- Gli OCCHI discoidali sono tipici delle STATUE MESOPOTAMICHE del II-III millennioe... e vi è dell'altro....

Pierluigi Montalbano ha detto...

Caro Leo,
è da 6 anni che mi occupo dei bronzetti e la datazione non è cambiata di una virgola. Del Ferro erano e del Ferro rimangono. Se alcuni studiosi li vogliono collocare indietro nel tempo avranno i loro buoni motivi, ma la ricerca archeologica deve proporre date stabilite con metodo scientifico. Non esistono bronzetti trovati in contesti cronologici antecedenti il Ferro.
Il fatto che rappresentino un popolo vissuto in un passato eroico e certamente divinizzato nulla toglie alla ricerca, anzi...aggiunge nuovi elementi. Stesso discorso per le statue giganti di Monte Prama. Non ci sono, al momento, elementi che spingono a retrodatare i guerrieri. Non posso anticipare in questa sede un nuovo elemento di prova a favore del IX a.C., ma prometto che a fine Agosto ci sarà una piccola novità che invierò a zuanne e inserirò nel blog. Si tratta di una prova archeologica comparativa che ho già verificato di persona (e fotografato, corredandola di tutti i dati).

@ Elio
Se studiare instancabilmente, procedere con i piedi di piombo nella ricerca, disinteressarsi agli scoop, evitare di strumentalizzare i dati per proporre la dimostrazione alle proprie teorie, mantenersi equilibrati nei commenti e seguire la logica significa essere democristiani...ebbene sono fiero di esserlo.
Proprio ieri ero impegnato a Santa Cristina in un lavoro, insieme ad uno staff di ricerca, e la guida descriveva la funzione dei nuraghe affermando ad un gruppo di turisti piemontesi che oggi si propende verso una possibile polifunzionalità religiosa, civile e militare degli edifici.
Al termine della giornata ho chiesto alla guida dove avesse studiato quella ipotesi e, candidamente, ha risposto di averlo discusso con le altre guide dopo aver letto un mio articolo del 2007 (nel libro l'ho scritto solo nel 2008). Il piacere immenso che ho provato in quel momento derivava dal fatto che la guida non sapeva che fossi io ed è stata, dunque, una confessione genuina.

elio ha detto...

@ Pierluigi Montalbano
Carissimo, non te la prendere, non voleva essere un rilievo offensivo, il mio, mi era parso che propendessi per il classico "in medio stat virtus", dal momento che tra6 e 7, da una parte, e 10 e 11 dall'altra, il 9, proprio in mezzo sta.

shardanaleo ha detto...

Montralbano scrive:
"Caro Leo,
è da 6 anni che mi occupo dei bronzetti e la datazione non è cambiata di una virgola. Del Ferro erano e del Ferro rimangono. Se alcuni studiosi li vogliono collocare indietro nel tempo avranno i loro buoni motivi, ma la ricerca archeologica deve proporre date stabilite con metodo scientifico. Non esistono bronzetti trovati in contesti cronologici antecedenti il Ferro."

Se avessimo qui le FACCINE avrei risposto con quattro faccine a risata sguaiata!
Come sarebbe "Del ferro erano e del ferro rimangono... perchè me ne occupo da sei anni..."?
Cosa sarebbe il contesto? I bronzetti sono stati trovati in SANTUARI DEL II MILLENNIO E IN POZZI SACTRI sempre del II millennio. Devono essere del ferro perchè questa ETA' coincide (al solito) con i "Fenici"?
ma per favore! BRONZETTI DELL'ETA DEL FERRO! fa anche ridere... potremmo avere per cortesia delle SPADE DI FERRO DELL'ETA del Bronzo? ... non sarebbe male... Basta trovarle dentro UN NURAGHE (Cosa ccaduta davvero)...
salude... a tottus!
leonardo

Pierluigi Montalbano ha detto...

Leo...evita di dire sciocchezze, citami una bibliografia per ciò che affermi o taci, fai una figura migliore.

shardanaleo ha detto...

""Leo...evita di dire sciocchezze, citami una bibliografia per ciò che affermi o taci, fai una figura migliore.""
Che linguaggio usi? Perchè hai scribacchiatto quattro cose in un libro che hai riempito con FOTO e documEntazioni prese A PIENE MANI da altri senza manco citarli in bibliografia puoi dire a qualcuno di tacere?
Come fai a dire che i BRONZETTI sono dell'età del ferro, Quando vengono trovati in siti dell'ETA DEL BRONZO?
- Santuario (pozzo sacro) di Teti: ELSA DI PUGNALE IN BRONZO XVI-XV sec. aC.... Non l'ho certo datato io... -
Se poi volgiamo dire che i bronzetti si sono fatti ancora nel ferro... beh! anche le armi in bronzo si sono continuate a usare nell'età del ferro da qualche parte... ma i bonzetti NASCONO nell'età del Bronzo...
Ci sono bronzetti "più moderni" trovati in kanaan o in palestina datati 1300 a.C esposti al LOUVRE.
SALUDE.
LEONARDO

Pierluigi Montalbano ha detto...

Ti avevo detto che avresti fatto più bella figura a tacere, ma visto che non l'hai fatto continui ad aggiungere sciocchezze. Hai letto il titolo dell'articolo? Hai ben capito di cosa stiamo parlando?
Stiamo parlando di statuaria in bronzo realizzata col metodo a cera persa. Mi sa che ha ragione Mauro Peppino, scrivi migliaia di cose e hai buone intuizioni, ma quando c'è da seguire metodologia scientifica sei un secchio bucato che fa acqua da tutte le parti.

shardanaleo ha detto...

Ecco, chiama la mamma. Non sei capace manco di dfenderti con mezzi tuoi. Sai solo copiare e andare in giro a sparare teorie NON tue e facendole passare per tali e hai anche il coraggio di imporre il silenzio a coloro da cui hai PRESO A PIENE MANI. Tu non devi tacere, devi nasconderti. E coin te il tuo libercolo che rischia una denuncia per PLAGIO.

Pierluigi Montalbano ha detto...

Bla, bla, bla...incapace di utilizzare argomentazioni nell'oggetto entri nel personale? Fai pure, dimostri ancora una volta tutta la tua incompetenza in materia e tutta la tua insicurezza.
Parliamo di statuaria e citi pugnali, parliamo di cronologie e ti perdi come un bimbo nella notte, parliamo di avvenimenti storici e ci metti in mezzo la tua ossessione per i fenici...non ho bisogno della mamma per rispondere alle tue sciocchezze, attendo che si verifichi uno solo dei mille scoop che sbandieri ormai da anni (e si rivelano puntualmente totalmente inventati) per riprendere ad ascoltarti, ma fino a quel momento mi terrò alla larga da ciò che vuoi far credere a chi ti legge.
Ritornando in tema, cosa mi dici dunque dei bronzetti? Sono precedenti il Ferro? Continuo a chiederti dove l'hai letto o chi lo ha scritto.
E le statue di Monte Prama? Non avevi preannunciato che in Autunno gli esperti avrebbero affermato che erano almeno del XIII a.C.? Continui a proporci anche questo scoop? Che credibilità speri di ottenere? Dove è finito lo scoop della Ziqurat di Pozzomaggiore? E della scomparsa della stele di Nora, che invece è in bella mostra al museo di Cagliari?
Continua pure per la tua strada Leo, e cerca di essere più preciso nelle affermazioni sugli argomenti storici, anziché minacciare il prossimo.
Sei un disco rotto, sempre a lamentarti di tutto e di tutti.

shardanaleo ha detto...

Fra i tanti SCOOP proposti da leonardo Melis vi è quello della VELA MODERNA usata dai SHARDANA. Ebbene, oltre alle segnalazioni sul fatto che un certo Montalbano va in giro a dire che si tratta di sua intuizione, TUTTI possono vedere che nel tuo libercolo usi questa teoria e per di più mostri, sempre nel libercolo,
UNA FOTO presa dal mio libro e.... Foto prodotta insieme a jakomo pisu, col quale sviluppammo nel 2005 questa teoria. E che mi dici della foto presa dal mio forum e appartenuta al GRS della TESTA DEL TOROI nel nuraghe S. barbara... e di cui ti vaNTI di aver INTUITO ...?
Devo continuare? Devo citare nomi e cognomi di persone che scrivono anche in questo blog che ti sentono parlare di cose ALTRUI (sopratutto mie) come TUE? O pensi che io non abbia sufficienti amici che vengono a sentire le tue FANDONIE?
Ma come, adesso io scrivo sciocchezze? E allora perchè te ne sei aPPROPRIATO?...
Continua così... bravo! la conclusiuone la puoi immaginare... intanto ti stai facendo una fama... ma non quella in cui speravi, cercando le scorciatoie del COPIA INCOLLA nel web e nei libri delgi altri. Bravo!

zuannefrantziscu ha detto...

Qui si stava parlando delle statue di Monte Prama e si è finiti in un bisticcio fra due miei cari amici su cose che c'entrano ben poco.
Forse è l'ora di metterci un punto, non vi pare?

Pierluigi Montalbano ha detto...

Per rientrare in tema, e lo faccio per la terza volta,prendo atto che per Melis le cronologie sono cosa che uno può prendere e rimescolare come vuole!
Cosi come mette i nuraghi (addirittura nel Mesolitico) prima della Ziqurat di Monte d'Accodi, anche per i bronzetti fa lo stesso.
Per Melis la stratigrafia non è un punto fermo dell'archeologia, ma un optional, infatti devo notare che il suo motto è: abbasso la stratigrafia e viva la fantasia!

shardanaleo ha detto...

L'invito del Padrone di casa mi impedisce di rispondere a tono (trattasi di educazione, virtù a quanto pare ignorata oggi)... ma vedo che il COPIA INCOLLA resiste ancora. Questa dei nuraghi è invenzione di altra persona perniciosa e fastidiosa che freequenta da queste parti...
Shar