di Gigi SannaL'originalità dei minuscoli sigilli cerimoniali di Tzricotu di Cabras, veri capolavori dell'arte della scrittura di ogni tempo e luogo, la si può ammirare non solo nell'uso magistrale dei significanti (logogrammi, pittogrammi, ideogrammi, segni lineari), non solo nell'altissimo numero degli stessi in ogni singolo manufatto, non solo nell'impiego sofisticato dei numeri e delle geometrie nascoste, ma anche nella concezione stessa del sigillo.
Tutti sanno che di norma un sigillo viene riprodotto dall'artigiano scriba con la dicitura in negativo perché essa poi dovrà far sì che, una volta premuta su di una superficie morbida (creta, cera o altro ancora) si possa, più o meno agevolmente, capire il contenuto della scritta, dato spesso dal nome e/o dalla funzione del proprietario dell'oggetto certificatore di identità.
È questo il caso, per limitarci a qualche esempio, del ciondolo sigillo protocananaico di Deir Rifa studiato dallo Hamilton e presentato recentemente in questo Blog da Aba Losi oppure del sigillo sardo fittile di S. Imbenia di Alghero, ugualmente in caratteri consonantici protocananaici, risalente forse al XIII o XII secolo a.C..
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Nel disegno: trascrizione del sigillo di S. Imbenia
17 commenti:
Questo articolo è dedicato a Grazia Pintore.
''L´unica via perseguibile é il lavoro serio, accumulare dati, verificare di continuo, presentare evidenze. Rassodare con le nuove prove quelle che giá si hanno e cambiare o eliminare gli eventuali pezzetti sbagliati. Lavorare e lavorare e resistere. E assestare ogni tanto qualche colpo un pó duro, il che non guasta. E tenere alta la testa, anche questo ci vuole. Sono convinta che alla fine il lavoro serio e attento paghi, magari tra 10 anni, ma pagherá''(Aba Losi).
Siccome non so entrare nel merito, dico solamente un "Grazie, Gigi".
Hai scritto in modo chiaro e lineare, però ho dovuto leggerlo due volte, per essere sicuro di aver capito bene.
Un poco mi gira la testa.
Che stia accumulando anticorpi anch'io?
E il pensiero mi corre a ...
Sono commossa della risposta,mi sento così ignorante,rispetto a voi che a volte mi vergogno dei miei miseri interventi.L'unica cosa vera è che ho tanto entusiamo nel leggere i vostri scritti e sono felice di apprendere qualcosina.Grazie ancora.Una trapiantata in Continente ma che si sente sempre più sarda
Diamine, infatti mi pareva di averle scritte io quelle cose lì..ma Gigi! grazie della citazione, mi sono commossa anche io come Grazia.
Che casino questo negativo-positivo-negativo e questo positivo-negativo-positivo. Vuoi dire che erano così ossessionato dal 3 che...bohhh
Cara Aba. Perchè stupirsi? Scrivere cose 'su' Dio, con i caratteri di Dio, con le parole di Dio, senza il nome (metonimico o non)di Dio era una assurdità per gli scribi-sacerdoti sardi della seconda metà del Secondo Millennio a.C.. Il numero poi, con il suo mistero e la sua perfezione contava, più di tutto il resto. Senza il numero non si capisce quasi nulla della Stele di Nora. Il numero (il 4: ma non solo) è fondamentale per capire il testo religioso di Pozzomaggiore. Ma anche quello delle cosiddette 'satute stele' di Laconi, di Samugheo, di Allai ecc. Il numero poi poteva sostituire la parola scritta. Quanto al 'tre' non dimenticare che in nuragico è segno 'commentatore'. Scrivere 'he' o scrivere 'tre' è la stessa cosa in quanto nell'alfabeto nuragico la lettera 'he' è la terza della serie. la cosiddetta Tanit che non è 'fenicio-punica' (come ben sanno coloro che conoscono il coccio di Orani) non è altro che il numero TRE, la lettera divina. Non è un caso che si trovino anelli (anche d'oro) con il solo schema della divinità. Non sono semplicemente 'decorativi' o simbolici: sono anche 'scritti' con il numero ovvero con la parola del Dio, l'unica con la quale lo si può nominare con il massimo della forza e del rispetto assieme: LUI.
Ecco qua, molto bene per il tre. E direi che siamo molto contenti. E il 4?logico che abbia il suo perchè, come complemento del 3 nel sistema "dodecisimale" dei nuragici (3 per 4 = 12).
Ti ricordi i quadratoni di Oschiri,
sotto i triangoloni?
Ti lancio una ideina -ina:
in pozzomaggiore abbiamo, ad un certo punto, H e 4 = 3 e 4.
Ovviamente 3+4 = 7, ma 3*4 = 12.
Se le cose stanno cosí 4 sembra una sorta di "complemento" per formare sia il 7 che il 12.
Non so esprimermi meglio, é ancora una idea un pó embrionale
Sto scrivendo qualcosa sui numeri che ti sorprenderà. Ma per presentare le 'evidenze' ho bisogno di 'accumulare i dati' e di fare una bella 'verifica'.Dammi il tempo, 'femminile' (lunare) o 'maschile'(solare)poco importa.
Cara Aba, la tua attenzione di 'matematico' dovrebbe concentrarsi su di un capolavoro di ermetismo espressivo fatto di matematica e di geometria come il tempio all'aperto di Oschiri. E' un inno all'astrazione e quindi alla divinità. Quando verrai in Sardegna sarà bene che lo rivediamo per benino. E secondo me ci sarà bisogno non solo di matematici e di epigrafisti. Forse hai capito a cosa e a chi alludo.
Ciao, scappo perchè questo pomeriggio a Bosa (UNITRE)ho una conferenza sulla stele di Nora e sul documento di Pozzomaggiore. Ma parlerò anche di Mikkely Tzoroddu e della sua ulima fatica. Che uomo straordinario!Straordinarissimo!
Cara Aba, la tua attenzione di 'matematico' dovrebbe concentrarsi su di un capolavoro di ermetismo espressivo fatto di matematica e di geometria come il tempio all'aperto di Oschiri. E' un inno all'astrazione e quindi alla divinità. Quando verrai in Sardegna sarà bene che lo rivediamo per benino. E secondo me ci sarà bisogno non solo di matematici e di epigrafisti. Forse hai capito a cosa e a chi alludo.
Ciao, scappo perchè questo pomeriggio a Bosa (UNITRE)ho una conferenza sulla stele di Nora e sul documento di Pozzomaggiore. Ma parlerò anche di Mikkely Tzoroddu e della sua ulima fatica. Che uomo straordinario!Straordinarissimo!
Uffa, come 6 ermetico stamattina! va bene, forse ci sará bisogno di un giornalista o di una giornalista come Stella?
Ma ci sto, Oschiri mi piace sempre, é una delle cose piú belle del mondo; se ci perdiamo un´altra volta speriamo di avere ancora la fedina pulita e di poterci fare ancora scortare fuori dal paese dai carabinieri a cuor leggero...
Cosa ha fatto Mikkely Tzoroddu?
Ha scritto un libro nel quale propone deduzioni secondo le quali i fenici non sarebbero mai esistiti.
Ah sí, questo lo sapevo. Ma non so se Gigi si riferisce a quello
Sì, mi riferivo a quello. E' un libretto di rara capacità metodologica e di sublime intelligenza. Ha scoperto, senza neanche dirmelo, il 66° documento scritto! Leggere per credere.
Bene, ne mancano 34 ad arrivare a 100, quando faremo una grande festa, no? che ne pensi? anzi-siccome in tedesco si dice "tutte le cose buone vengono in 3"- facciamone 3 di feste. Un grande casino, eversivo come piace a Gianfranco.
Se fai bene il calcolo a 100 ci siamo già, dal momento che le cosiddette 'statue stele' sono 'documenti' scritti. E sono già (pur essendo tra i primi) capolavori di scrittura!
va bene, mi hai convinto (con facilitá); facciamo cosí allora: la festa la facciamo quando vengo in vacanza
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