venerdì 28 maggio 2010

Ma se i nuragici non erano gli shardana, con quale etnico possiamo identificarli?

di Mauro Peppino Zedda

In miei precedenti post, ho cercato di illustrare, le motivazioni per cui ritengo poco verosimile l’ipotesi che i nuragici fossero gli shardana, in questo cercherò di aprire un’altra discussione inerente l’individuazione del nome dei popoli che dettero luogo alla civiltà nuragica.
Nel libro citato*, ho cercato di spiegare come sia verosimile ritenere che le città note come fenicie bisognerebbe considerarle come l’evoluzione di insediamenti fondati dagli shardana arrivati nel XIII sec. a.C.
Che quegli insediamenti sia giusto definirli come insediamenti sardi, è stato proposto anche da Piero Bartoloni, che scrive: «Nei Sardi menzionati da Erodoto quali partecipanti sotto le insegne cartaginesi di Amilcare figlio di Annone alla battaglia di Imera del 480 a.C. non è da supporre un gruppo di mercenari di stirpe nuragica, bensì da immaginare un contingente di leva, probabilmente forzata, fornito dalle città fenicie di Sardegna, ormai asservite sotto l’amministrazione di Cartagine» (Bartoloni 2005).
Ma se Erodoto indica come sardi i sardo-fenici e non i discendenti dei nuragici, dovremo trovarne traccia nei documenti degli storici di epoca romana. Ed infatti la troviamo, a incominciare da un passo del dotto Pausania (II sec. d.C.): «ignoro quale fosse l’antico nome che aveva ricevuto dagli indigeni; quei greci che navigavano per commercio la chiamavano Ichnussa perché la figura dell’isola è molto simile all’impronta del piede umano […] Sardo poi portó gli Africani in Ichnussa, e perciò l’isola cambiò il nome nel suo» (Perra Mario 1997). Nel passo di Pausania vi deve essere un fondo di verità. Ma quale verità?
Se avesse ragione Ugas (2006) l’arrivo di Sardo a capo dei libi-ilienses risalirebbe alla notte dei tempi dato che li considera già presenti quando arrivano i balari-iberi capeggiati da Norax alla fine del III millennio a.C. Ma è assai difficile che abbia colto nel segno in quanto è improbabile che Pausiana si stia riferendo ad indigeni pre-ilienses così lontani nel tempo (3000-4000 anni prima del suo scritto).
* Archeologia del paesaggio nuragico

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12 commenti:

Pierluigi Montalbano ha detto...

Wow, non conoscevo questo testo. Mi pare non sia da poco ciò che c'è scritto.

Giuseppe ha detto...

@ Atropa belladonna
Complimenti e grazie per la condivizione dell'informazione!
Sono proprio queste notizie che consentono di formulare ipotesi concrete per tentare di ricostruire uno scenario ancora piuttosto confuso.
Potrebbe completarla dicendoci come trovare il libro di Jasher?

Giuseppe Mura

Pierluigi Montalbano ha detto...

Mi associo a Giuseppe.

Pierluigi Montalbano ha detto...

Dio ti benedica.

Giuseppe ha detto...

@ Atropa belladonna

No Atry, tutto alla luce del sole: sono proprio Giuseppe Mura, autore del libro "Sardegna l'isola felice di Nausicaa", e scrivo col solo scopo di approfondire molto aspetti della civiltà nuragica rimasti ancora irrisolti. Con simpatia

Andrea Brundu ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Brundu ha detto...

Faccio alcune considerazioni relativamente alla coincidenza dei termini LUCUMONE, e SARDO.
Il termine LUCUMONE ha come radice LUC/LUK = Illuminato e da MON-OS = solo.Quindi una sorta di "Capi Illuminati","Sovrani Illuminati". Ora se questo fosse giusto anche SAR-DO significherebbe la medesima cosa.In particolare il LUCUMONE era il dignitario dei dignitari SARDI.
In pratica anche se LUCUMONE è un termine "indoeuropeizzante"(ma non tanto poichè pur se Lugh era il nome della luce del Sole per i Celti,LU GH, era il nome della luce del Sole per i Sumeri),la sua etimologia non ritengo sia indoeuropea pura,bensì mista.Anche la radice SAR si rileva, infatti,sia nell'indoeuropeo che nelle lingue semitiche.Tra gli indoeuropei persino gli AR-me-ni conoscevano la radice SAR > FAR/ MAR/ PAR > AR=‘luce’.La radice SAR, si ritrova in particolare nell' indoeuropeo,con la variante S > K: SAR ‘luce’.In eteo SAR-ma= ‘luce > Sole.In greco SAR-i-sos si riferisce a marte dio della luce-fuoco-ardore nel suo significato essenziale.
Quanto nel semitico SAR sia legato alla regalità e alla luminosità l'ho scritto a commento su:
http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/05/scrivere-nuraghe-e-come-scrivere-srdn.html
Quindi SAR-DO da SAR-DON,SAR-DAN, sarebbe in pratica:SAR= luminoso, lucente;DAN= Giudice=Re=Capo.
In conclusione Capo Illuminato.
Saludu a tottu.

Andre Brundu

illiricheddu ha detto...

La domanda di Mauro potrebbe esser riproposta così: "se sono arrivati i cosidetti Shardana, come dobbiamo terminologicamente chiamare i nuragici precedenti a loro?" Beh: preshardana. Comunque io rifaccio una domanda che avevo già fatto qua: "Perché, secondo voi, la Sardegna non si chiama *Sard-ania, bensì Sard-inia, posto che i Latini avevano un suffisso -ania (cfr. Camp-ania), e che quindi non c'era alcun problema a chiamarla Sard-ania?" Riflettete gente, riflettete.

Milite Ignoto ha detto...
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