sabato 19 marzo 2011

Lettere dal passato: la scrittura tra i Popoli del Mare

di Marcello Cabriolu

Nelle lunghe ricognizioni per l’Isola di Sant’Antioco alla scoperta di aree archeologiche, mi capitò di rinvenire dei simboli particolari (nella foto) che qualche studioso in tempi precedenti qualificò come triangolo apicato o anche daleth. In particolare il prof. Barreca definì il segno, sistemato sulla roccia sacra del tophet di Sulci, come la variante sarda al più famoso simbolo religioso cartaginese: quello della Dea Tanit. La fortuna volle che, del simbolo sopra citato, riuscissi a scoprire altri otto esemplari sparsi per l’Isola e incisi sopra cime particolari o su macigni costituenti i paramenti murari di alcuni nuraghi.
La mia abitudine di fotografare e documentare tutto mi permise di memorizzare la collocazione dei segni e tenerli costantemente sotto controllo. Lo studio e l’abitudine di visitare con la mia famiglia le aree archeologiche sarde mi permisero di rivedere, riprodotti nella ceramica (fig. 2) oppure osservare scolpiti nella roccia, dei simboli molto simili. Il venire incontro spesso a macigni, presenti in aree archeologiche inquadrabili nell’epoca nuragica, riproducenti svariate forme grafiche rese dalla mano dell’uomo, mi stimolò insistentemente ad elaborare che l’uomo costruttore di nuraghi sapesse scrivere. Presi in mano il mio bel manuale di iscrizioni e cercai dei riscontri ai simboli rinvenuti sinora.



8 commenti:

marcello cabriolu ha detto...

ecco innanzitutto qualcosa da veder a livello di segni:
http://unicode.org/charts/PDF/U2D30.pdf

marcello cabriolu ha detto...

ecco invece dei brevi cenni storici e un'origine dai geroglifici

http://www.sahara.it/bm/saharaThree/cultura/approfondimenti/tifinagh-scrittura-berber.shtml

non sempre le prime notizie beccate sono le più corrette

marcello cabriolu ha detto...

occhio alla posta Atropa arriva qualcosa e non chiamarmi ubriacatore se i file sono tanti: sono da leggere e poi voglio vedere se vi decidete a darmi una mano!!!!

marcello cabriolu ha detto...

@Aba
possono bastare 31 pagine di caratteri?

per una scrittura che gli studiosi(vedi PDF che ti ho spedito oppure link)fanno risalire a 4000 anni prima di Cristo mi sembra che informatori quali wikipedia o affini prendano qualche granchio no?

per le teste di toro e i serpenti consiglierei di vedere la 192DCDEd01.pdf a pag 22 i riferimenti rispettivamente E51x; E57x, E53x. Dopo aver spulciato le pubblicazioni che ti ho spedito riconoscerai che non c'è segno tifinagh che non compaia nel lineare B di Ventris, i caratteri protosinaitici proposti da Brian Colles nel link http://cryptcracker.blogspot.com/2009/12/wadi-el-hol-proto-alphabetic.html sono già molti di meno. Comunque sembra buona l'interpretazione (specifichiamo in semitico)di simboli come croce linea vert. croce. Probabilmente è una divinità che era chiamata la VOCE (tnt) che poi i feniciomani hanno deformato in Tanit. Dovrebbe corrisposndere alla Hator di Sais, velata e inosservabile ma "parlante", i geroglifici recitano "io sono colei che fu che è sempre stata e che sarà...nessun mortale ha mai scostato il mio velo. per quanto riguarda la formazione rileggi attentamente l'articolo non parlo certo di influssi da popoli saharaiani!!! L'alfabeto era bene comune della Lega dei Popoli del mare e ovunque questa sia stata, attraverso le componenti di cui i tuareg, i sardi, i toscani, gli iberici, i cretesi e i palestinesi sono i discendenti attuali, ha portato la scrittura. Sostengo inoltre che da regione a regione possono cambiare le pronunce ma il simbolismo e il significato intrinseco dei segni è uguale nel sahara, in sardegna, in medio oriente. eheheheh

Buona lettura

marcello cabriolu ha detto...

Per chi fosse interessato a leggere in file pdf che ho speditoa Atropa scriva pure a feselis@gmail.com, sarò ben felice di distribuire tutto il materiale in mio possesso e poi a tutti Buon Mal di testa..ehhmm buon lavoro.

Caio

oliviero ha detto...

Non sono un esperto di alfabeti arcaici ma l'articolo mi sembra molto interessante. Intanto ci sono dei dati obiettivi costituiti da segni grafici che si ripetono e che per chi li ha incisi avevano sicuramente un significato e alla stessa maniera avevano un significato per chi li leggeva. E' anche legittimo comparare questi con altri segni riscontrati da altri in Sardegna è altrove. E' giusto anche ipotizzare significati con la consapevolezza che le ipotesi rimangono tali ma quando le coincidenze diventano molte gli indizi diventano prova. D'altra parte in mancanza di abbondante documentazione scritta è l'unica metodologia che si può adottare sperando poi di imbattersi, in futuro, in qualcosa simile alla Stele di Rosetta che ha consentito la decifrazione dei geroglifici.

oliviero ha detto...

Non sono un esperto di alfabeti arcaici ma l'articolo mi sembra molto interessante. Intanto ci sono dei dati obiettivi costituiti da segni grafici che si ripetono e che per chi li ha incisi avevano sicuramente un significato e alla stessa maniera avevano un significato per chi li leggeva. E' anche legittimo comparare questi con altri segni riscontrati da altri in Sardegna è altrove. E' giusto anche ipotizzare significati con la consapevolezza che le ipotesi rimangono tali ma quando le coincidenze diventano molte gli indizi diventano prova. D'altra parte in mancanza di abbondante documentazione scritta è l'unica metodologia che si può adottare sperando poi di imbattersi, in futuro, in qualcosa simile alla Stele di Rosetta che ha consentito la decifrazione dei geroglifici.

marcello cabriolu ha detto...

@ Oliviero
mille grazie per il commento è molto incoraggiante anche perchè cerco di proporre l'analisi a dei veri e propri "mostri" del settore in questo blog quali Sanna e la Losi. Auspico che questa elaborazione possa essere utile nell'interpretazione di parecchi simboli legati alle popolazioni del Bronzo Medio mediterraneo anche perchè oltre alle informazioni in senso stretto, relative alle iscrizioni, queste possono suggerire culti e abitudini oltre che ridisegnare le destinazioni d'uso dei contesti di rinvenimento. Si è speso molto nell'elaorazione storica del mediterraneo del II millennio a.C., purtroppo però i processi storici sardi e del med.occidentale in genere sono sati subordinati alle innovazioni dell'oriente e le nuove interpretazioni potrebbe seriamente sovvertire il consolidato Ex Oriente lux. perciò vi chiedo datemi una mano!!!!