lunedì 16 novembre 2009

Contrordine: il piano per la lingua è una cosa buona. Pare

Un primo sospiro di sollievo (ma è meglio trattenere il respiro): le perplessità nate da una frase ambigua negli impegni del presidente della Regione sulla lingua sarda sono (forse) solo frutto di diffidenza. Ve la ricordo: “La lingua non puo’ nascere da uno studio a tavolino ma dalla condivisione e della valorizzazione di tutte la varianti”. Pubblicato oggi sul sito della Regione il Piano triennale per la lingua, quella frase diventa meno ambigua e acquista il valore di una affermazione assolutamente condivisibile. Non c'è, almeno apparentemente, alcuna presa di distanza dalle “norme linguistiche di riferimento a carattere sperimentale per la lingua sarda scritta in uscita dell’Amministrazione regionale e per la traduzione di propri atti e documenti ufficiali”.
La limba sarda comuna, del resto, non è frutto di uno “studio a tavolino” e rispetta tutte le varianti, notoriamente, ma non si sa mai. La delibera N. 50/48 del 10 novembre (resa disponibile oggi) adegua il Piano triennale varato dal governo Soru “limitatamente all'aspetto finanziario” e vedremo presto come. Fa salva, quindi, la continuazione della sperimentazione delle norme di riferimento per la lingua sarda in uscita dalla Regione.
Cosa che sarebbe confermata anche dallo stanziamento di 50 mila euro per quest'anno per il correttore automatico “al fine di agevolare l'utilizzo nella stesura di atti, documenti e scritti di natura ufficiale”, correttore che, continua la delibera, “deve essere necessariamente omogeneo nei contenuti tecnici e linguistici, nonché adeguato al patrimonio lessicale e tecnologico del codice di riferimento”. Interessante anche la previsione secondo cui il correttore deve servire al “maggior numero possibile di varietà, al fine di migliorare e implementare l'appicazione con la necessaria caratteristica di uno strumento aggiornabile in progress”.
Spero davvero che abbia vinto, nella nuova maggioranza che governa la Sardegna, la responsabile considerazione che le norme in materia di lingua non possono cambiare con i cambi di governo, ma, questo sì, aggiornate proprio nello spirito della “sperimentazione” che ha informato la nascita della Lsc. Ma l'adeguamento del Piano triennale riguarda, come si diceva, questioni economiche, di denari messi al servizio della promozione e della valorizzazione della lingua.
Vediamo gli stanziamenti previsti proprio per adeguare il “vecchio” piano e le sue previsioni di spesa alle necessità di oggi.
I soldi per gli interventi per la promozione, valorizzazione e documentazione sono 150 mila euro come nel passato.
Per il censimento del repertorio linguistico sono stanziati 100 mila euro, mentre nel passato esisteva un impegno a reperire fondi.
La promozione dell'informazione e comunicazione in lingua sarda e nelle varietà alloglotte vede lo stanziamento di 300 mila euro, mentre nel passato era 500 mila.
Implementazione dello sportello linguistico: stanziati 60 mila euro, mentre per il 2008 esisteva l'impegno del governo regionale a reperire i finanziamenti.
Per quest'anno sono stanziati 50 mila euro per il correttore automatico, per il quale nel 2008 esisteva l'impegno della Giunta.
Gli interventi a favore della cultura sarda fuori dalla Sardegna per cui nulla c'era nel passato, sono stanziati 300 mila euro a favore di interventi per cui “dovranno avere priorità quegli organismi che avranno utilizzato la lingua sarda nel materiale promozionale”.
Per la Conferenza annuale e monitoraggio degli interventi saranno spesi 30 mila euro invece dei 25 mila del 2008.
Trenta mila euro, come nel 2008, saranno spesi per il catalano d'Alghero.
Per l'istruzione in lingua sarda nell'orario curruculare saranno spesi 50 mila euro, mentre nel 2008 c'era l'impegno della Giunta a trovarli.
Centomila euro come nel passato saranno spesi per borse di studio destinate a studenti che si occupano di lingua e letteratura della Sardegna (7), di storia, di storia dell'arte e di diritto consuetudinario (una per ciascuna branca).
Infine 500 mila euro come nel 2008 sono destinati alle università per l'espletamento di corsi universitari sia sul versante linguistico sia su quello didattico.

6 commenti:

Istèvene Chessa ha detto...

Mah, b'at de isperare...chi sa rosa comintzet a fiorire! Deo oc'annu non so prus tribagliende in s'isportellu linguìsticu, e pro custu no isco su chi sunt fatende (o diant cherrer fàhere) pro sa limba, in su comune de Tissi. Apo solu ischidu dae carchi pitzinnu chi in sas iscolas ant comintzadu unu cursu de limba sarda. Non creo però chi custu b'intret nudda cun sas initziativas de s'isportellu (s'operadore nou b'est tribagliende dae pagos meses). Sos pitzinnos non m'ant infatis mai fentomadu s'operadore de s'isportellu, e pro custu creo chi siet (bonu a si nàrrere) mèritu de sas iscolas! B'at de isperare chi custu siet solu su primu passu, e chi abberu si comintzet a fàghere carchi cosa de cuncretu pro sa limba nostra, comintzende pròpiu dae (e cun) sos pitzinnos!

Gianfranca Piras ha detto...

Su chi mi ponet pensamentu a mie est chi sos Isportellos non si bi mentuant mai, francu su de sa Regione.
Apo a isballiare, ma non mi paret chi siant prioridade pro niunu.
Su ch'ispero est chi custu fantomàticu "espletamento di corsi universitari sia sul versante linguistico sia su quello didattico" arribet finalmente a la chistionare, custa limba sarda beneita, e no a sìghere a la setzionare a microscòpiu comente s'est fatu finas a como.

Vincenzo Tatti ha detto...

Su fattu chi in Tissi apana comintzadu cun sos piseddhos de iscola est unu fattu chi faghet bene isperare, a bidere istamus.-

Anonimo ha detto...

Sa chistione de su corretore mi paret cosa bona a beru, ca si connoschet su printzìpiu chi semus aplichende dae ora cun su standard: una morfologia cun totu su lèssicu de totu sas "variantes". Pro s'àteru, so cun Gianfranca, forsis faddimus de interventos in sa sotziedade (est a nàrrere ULS), ma cumentzamus cun custu pagu.
Nigola

Francesco ha detto...

In acabbu si podit nai ke sa beridadi est ke fintzas a candu sa Limba Sarda no ada a intrai me is iscolas, no s'ada a arribai mai a dd-una unificadura de sa matesi.

Frantziscu Lay

Anonimo ha detto...

E' vero che "Non c'è, almeno apparentemente, alcuna presa di distanza dalle “norme linguistiche di riferimento a carattere sperimentale per la lingua sarda scritta in uscita dell’Amministrazione regionale e per la traduzione di propri atti e documenti ufficiali”, ma è anche vero che non se ne fa mai menzione, ne direttamente, citando la "Limba Sarda Comuna",(ne qui ne in altra circostanza, a dire il vero), ne indirettamente con un generico "norme linguistiche di riferimento", o quant'altro. Insomma, l'impressione per ora è di un atteggimento ancora freddino e cautelativo..

Per quanto mi riguarda il timore non è che si butti alle ortiche la LSC, che non è ne un totem ne il punto da cui bisogna necessariamente ripartire. Ciò che mi interessa è che ci sia la volontà di proseguire e accelerare nella direzione della promozione in senso lato della lingua sarda, e che nelle scelte si faccia tesoro dell'esperienza importante di questi anni.
Marco