mercoledì 25 marzo 2009

Caro Sanna, ecco il tuo "tallone d'Achille"

di Massimo Pittau

Caro Gigi Sanna,
tu ha sbagliato a prendertela con me anziché con altri. Non sono stato io infatti a dimostrare che le cosiddette “placchette di Tzricottu” non sono affatto bronzi nuragici, ma sono semplicemte ornamenti di armatura bizantina, bensì è stato Paolo Benito Serra; non sono stato io a dimostrare che i segni che vi compaiono non sono affatto segni alfabetici, dato che, dividendo verticalmente in due la faccia, l’una parte è perfettamente speculare con l’altra (e questo non può avvenire in nessuna scrittura), ma è stato Rubens D’Oriano.
Se io ho aderito alle tesi di questi due studiosi è segno che le loro argomentazioni mi hanno convinto, le tue no.
Ricordo di avertelo detto in una comunicazione privata e oggi te lo dico pubblicamente: il punto debolissimo di tutte le tue argomentazioni relative alla lingua dei Nuragici, il tuo “tallone d’Achille” è questo: tu ignori completamente tutto ciò che in 80 anni hanno scritto su questo argomento numerosi linguisti di professione e alcuni di chiarissima fama, B. Terracini, G. Bottiglioni, C. Battisti, V. Bertoldi, G. Alessio, G. Devoto, M. L. Wagner, G. Rohlfs, J. Huschmid, G. B. Pellegrini, J. H. Wolf e, modestamente, M. Pittau (autore del libro di 232 pagine «La Lingua Sardiana o dei Protosardi», Cagliari 2001, Editore Gasperini). Invece tu avresti dovuto prendere contatto con gli scritti di questi linguisti, almeno per confutarli, anche per non pretendere di assumere la parte del primo ed unico scopritore dell’America.
Che valore scientifico hanno le argomentazioni basate su notazioni esclusivamente epigrafiche – dato ma non concesso che queste siano tutte vere e non fasulle - le quali non facciano almeno un qualche riferimento alle sicuramente accertate notazioni fonetiche, morfologiche e semantiche acquisite dai linguisti di professione intorno alla lingua dei Nuragici?
Se tu questi linguisti non li avessi ignorati del tutto e invece li avessi letti e meditati, non saresti arrivato ad affermare – fra l’altro - che il vocabolo nurac (composto da due sole sillabe!) implica “due radici, una semitica e l’altra indoeuropea”…
Sempre con cordialità Massimo Pittau

2 commenti:

gigi sanna ha detto...

Caro Massimo Pittau, così va un po' meglio. Perchè ora tutti sanno, per tua ammisione, che tu sai e che mi hai ignorato. Con supponenza, neanche celata. L'assurdo Gasperini sì conta per una parte (marginale) della iscrizione di Bortigali. Il sottoscritto con tutto un libro sulla scrittura nuragica di 600 pagine no; con i saggi nelle riviste, no; con le Conferenze Internazionali,no; con le conferenze a cui hai anche partecipato personalmente, no. Pazienza sì, amico quanto vuoi, disponibile pure, ma fino a un certo punto!
Tu pensi davvero che bastino due archeologi del tutto incompetenti di scrittura e di paleografia (non sei tu che invochi la specializzazione?) come il Serra e il d'Oriano per convincerti? Bene. Io non te lo posso impedire. Se questi hanno 'davvero' convinto te buon pro' ti faccia. Non hanno convinto però tanti,tantissimi altri. Non leggi gli interventi su questo Blog? E' su questo misero dato che io conto: che sono anche loro persone che hanno cervello e, soprattutto, buon senso. Ne hanno perlomeno tanto quanto è quello di coloro che ti hanno convinto. Sono capaci di distinguere, non ci crederai, tra linguelle cavalleresche e documenti epigrafici! Ma conto anche sulla umiltà, sulla apertura e la sportività di chi, da qualche tempo, da specialista, spende qualche ora di lettura e di discussione a tu per tu per poter entrare meglio nel merito di ciò che vado dicendo da più anni. Ora, se avessi speso qualche minuto anche tu ti saresti reso conto che tutti gli studiosi che citi sono presenti (per la parte che interessa un libro di documentazione epigrafica e non di linguistica!)e proprio a proposito delle voci 'nr' e 'ak. Le contesti perchè sillabiche? Questa proprio non l'ho capita! Guarda un po'! E dove sta scritto l'impedimento? Se me lo spieghi, perchè poi tento ancora di spiegartelo io!Ma diamo tempo al tempo: le vedremo, le vedremo ancora le voci e allora chi avrà più frecce per il suo arco...
Vedo però che tu sei abile nel distrarre e nel parlare spostando l'asse dell'argomentazione su un obiettivo che non è all'ordine del giorno. Ora si discute sul tuo libretto, non del mio. E se ho parlato di scrittura e solo perchè tu ne hai parlato; in maniera insufficiente e del tutto inadeguata dal punto di vista scientifico. Il protagonista stavolta non è 'Sardoa Grammata' ma ' Il Sardus Pater'. Io ti ho detto francamente che non ne condivido che qualche riga e hai pensato che la mia fosse la risposta di uno risentito. No Pittau, 'così non va', perchè ora dici qualcosa che mi offende più di tutte le offese che potresti farmi tacendo o sparlando dei risultati delle mie ricerche.Io ti ho risposto perchè ho come obiettivo solo la verità del dato scientifico. E i dati si possono migliorare se si ascoltano anche gli altri. Anzi 'soprattutto' se si ascoltano gli altri. Ti ho spiegato perchè non hai capito per nulla l'iscrizione di Bortigali. Hai intuito ma non 'capito' bene perchè adoperi vecchi strumenti ermeneutici. Ho torto io che te li propongo? Può darsi, ma io ci provo. Io non 'me la prendo con te' ma solo con quello che reputo sbagliato nel tuo procedere. E te lo dico, in tutta franchezza. Pensi che gli altri avranno questa stessa mia sincerità? Ne dubito molto in questo clima scientifico (?) di ipocrisia generale, di intolleranza assoluta, di pettegolezzi e di odi mortali:quello tragicomico che sta sulla bocca di tutti. Almeno fosse che i tuoi colleghi, anche quelli che tanto ammiri e ti convincono,parlassero con franchezza pronunciandosi su di un libretto 'aureo' o che non vale nulla! No. Ci sarà il silenzio più assoluto, quello che però ha dietro di sè le chiacchiere dei salotti buoni della nomenclatura o le frecciatine più velenose. Anche quella che già circola sulla tua palese incoerenza. Ti sei dato da fare, con entusiasmo giovanile (cosa che ho apprezzato), per ricostruire un tempio, mica un testo epigrafico del VI secolo a.C! Hai parlato di statue e di capitelli, mica di indoeuropeo o di sardo -etrusco! Non sei tu che un tempo hai rimproverato al Lilliu d'essersi immischiato, lui puro archeologo, in questioni di linguistica e di epigrafia? E tu linguista 'puro' che fai adesso? Perchè non ti autorimproveri? A meno che la compagnia con i d'Oriano e con i Serra archeologi, eccellenti epigrafisti e linguisti nello stesso tempo, non ti abbia fatto cambiare parere.

Anonimo ha detto...

sig. o sig.ra Aba,
mi pare di aver capito che si parlava di "simmetria" di eventuali testi, non di singole parole...
Incommentabile il Suo commento...