domenica 8 febbraio 2009

Tranquilli, la bandiera sarda non è ad Arcore

di Gigi Sanna

Amici sardisti (e non): tranquilli. Calmo Sollai e anche tu tranquillo Efisio, anche se hai rischiato il linciaggio. Non per Berlusconi certo (che può essere sostituito da Soru o da quant’altri che i sardisti detestano) ma perché i simboli non si trattano a pesci in faccia. Calma perché la bandiera ad Arcore proprio non c’è e i Sardi se la sono cavata per un pelo. La storia documentaria, quella che prima era preistoria e si vorrebbe ancora tale da qualcuno, ci dice infatti che i Sardi ‘padri’ hanno avuto ben altra bandiera. Un albero con chioma, fusto e radici ben in vista. Quello dell’IRS, per intenderci.
Attenzione. Non dovete pensare che mi sia messo a fare propaganda (e di quella subdola per giunta), per Sale e per il suo movimento. Faccio solo umilmente da servitore della verità, di quella che man mano, giorno dopo giorno, sta faticosamente venendo alla luce. Una verità ‘sulla’ e ‘della’ Sardegna che è, in quanto tale, patrimonio di tutti. E’ inutile dire che avrei desiderato parlarne con più calma e con più spazio di questo argomento, ovvero nelle sedi più opportune, riguardando esso i miei studi sulla scrittura nuragica e chi di quella scrittura era particolare oggetto di attenzione.

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44 commenti:

Anonimo ha detto...

Sa matighedda commenti narada fustei non esti de yaweh

Tenidi axiu narendi..

Stiano tranquilli i pagani: gli alberiformi sono presenti nelle domus de janas


Anonima

Anonimo ha detto...

Sperando che a qualcuno non venga in mente di donare le Domus al nano

Lampu di caliri e fogu di pighiri

Anonimo ha detto...

Francu Pilloni chiede a Gigi Sanna:

Quel "Eli(s) Eli(s) Arbare-e" assomiglia, come dimenticarlo, all'urlo che secondo i Vangeli Gesù diede in croce, quel "Eli Eli lama sabactani", cito a memoria, che neppure gli astanti compresero, tanto che pensarono che avesse chiamato il profeta Elia.
Non per metterla in ridere, come a dire che Gesù parlava nuragico visto che gli Ebrei neppure lo compresero, ma le due esclamazioni "Eli Eli" del vangelo e dei sardi di Leonora, hanno qualcosa in comune?
La cosa m'intriga parecchio.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Caro Franco, è come dici tu.
io non ho osato citare la famosa espressione altrimenti sai che commento da parte dell'anonima balente. Quanto ne sa! Scrive bene il sardo, scrive bene il semitico (yaweh!! da non credere!!) e sa tutto sugli antropomorfi alberelli (!) del neolitico. Tranquilli, tranquilli pagani. C'è l'anonima (?) sapiente amichetta degli anonimi (?). Che squallore!

Anonimo ha detto...

Corregga pure i miei errori sul semitico e sul sardo e lei corregga i suoi sul contenuto

Sempre la solita anonima solitaria

La tiritera dei nemici non funziona più nè per lei nè per altri.

saluti

Anonimo ha detto...

Lei non è mia nemica prima perchè io non odio proprio nessuno e se ne avessi di nemici non le concederei tanto onore di esserlo. Faccio quello che posso nel dire e nell'argomentare, anche con i più ostinati nella loro ignoranza alberiforme. Uso, come vede, per difendermi, solo l'ironia e, talora, il sarcasmo, soprattutto con i pasticcioni incalliti! Comunque, non continui perchè ha già vinto: si è presa, grazie all'anonimato, tre post su cinque. Lampus e tronus!

Anonimo ha detto...

Professore argomenti la multirazzialità di cui parla nel libro: la forte presenza semitica specificatamente paleocananea nei secoli che precedettero l'epoca eneoitica delle statue menhir..dove vivevano , ceramiche, sepolture etc. E ancora prove dello tzunami oppure della catastrofe che avrebbe reso deserta una grandissima parte dell'isola nei secoli 8,7 e 6 a.c. Forse pianificata ...tratto dal suo libro . Continui voglio sapere su cosa si basano le sue affermazioni. Anonima pasticciona

shardanaleo ha detto...

salute ragazzi,, salute Gigi... all'inizio mi ha preso uno spavento leggendo il tuo intervento. pensavo volessi escludere la sardità dei MOROS, a favore dell'ALBERO SRADICATO... Ho capito che si tratta di provocazione. In effetti escludere uno a vantaggio dell'altro simbolo non è necessario.. sono ambedue simboli antichissimi e usati in un certo periodo dai templari, dai quali furono ereditati da molte famiglie europeee, che così volevano gloriarsi del fatto di aver avuto un familiare CROCIATO. Io stesso quando stendemmko la BOZZA per la legge sulla Bandiera Sarda insieme a Bonesu e altri amici del Partito sardo, consilgiai di segnalare che avremmo voluto l'ALBERO quale simbolo della natione sarda, ma che la gente non lo conosceva quanto i moros...
Molto probabile pure che i Judikes DI ARBAREA (e non solo) avessero entrmbi i smboli... è infatti accertato che, sia gli ARBOREA che altri Judikes (GOnario di Torres, avessero forti legami con i templari, il quale PRIMO maestro HUGONE DE PAYNS si gloriava dello STEMMA DEI MORI BENDATI... Il 28/02 ne parleremo a Oristano.. P.zza Roma, sede INPDAP...
Kum Salude.
leonardo

Anonimo ha detto...

Però quale occasione migliore

Perchè non scrivete un bell'articolo a 4 mani anche se 6 se si aggiunge Frau per rispondere alla domanda :

Dove collocare i protocananei nell'eneolitico?

http://www.sardegnacultura.it/periodistorici/prenuragico/eneolitico/

e sopratutto le prove della catastrofe:
tzunamitica o demografica?

Anonimo ha detto...

Domandina per gianfrancopintore:

Quando scrive che per il libro Sardoa Grammata ha preso un abbaglio, cosa intende esattamente?

Si è accorto che la petizione sul Golfo dei Fenici è firmata da coloro che ritengono i Fenici "nipotini eneolitici" in una Sardegna desertica ?

Anonimo ha detto...

Tratto da Signori fenicisti un pò di pudore:

I Tirensi, i Sidonii e gli altri abitanti di sofisticata cultura delle città cosiddette ‘fenicie’ erano certamente di casa nelle città costiere sarde, ma lo erano in quanto accettati pacificamente per incremento dell’economia, anche e soprattutto dai loro potenti predecessori ‘giganti’ di eguale etnia, arrivati dalla Palestina; quelli che si erano fusi, nel corso del seconda metà del Secondo Millennio a.C., con popolazioni di differente ceppo linguistico (indoeuropeo) già presenti in Sardegna.


ah quindi non erano morti ? ha cambiato idea e adesso con altrettanta sicurezza sostiene che si trattò di strategia economica.


Argomenti....


E l'eneolitico adesso dove lo collochiamo prima o dopo la seconda metà del 2° millennio a.c.?

Anonimo ha detto...

Va bene ha cambiato idea:
entriamo nel bronzo e mi dica secondo lei qual'è la cultura che andrebbe rivista.
Quali secondo lei sono le sepolture, le architetture, le ceramiche che mostrano apporti da parte delle popolazioni cananee, Siriani cussu chi bolidi ma lo spieghi
Ci state martellando il cervello da anni ormai senza spiegare niente sulla cultura materiale.
Lo capisce che non mi posso accontentare delle scritture perchè non sappiamo assolutamente quando furono incise. Cos'altro c'è oltre le scritture da esaminare.

Gigi Sanna ha detto...

No, non ho cambiato idea.Purtroppo!Pasticciona è e pasticciona resta. Più interviene e più s'ingolfa nei pasticci. Almeno fosse in grado di contraddirmi!Parla perchè ha lo schemino e il compitino di fronte e non vive di vita propria. Una dimostrazione semplice semplice? Chi parla di 'eneolitico' per le statue stele è lei, balente anonima, e i pasticcioni che la mandano allo sbaraglio. Non certo il sottoscritto. Leggere la p. 239 di Sardoa Grammata con relativa scheda. Citi dunque, citi. Il documento è collocato in ben altro periodo. O lo potrà negare? Se poi qualcuno (ma non io ripeto) che è grandicello, lo data altrimenti si prenda tutta la responsabilità di quella datazione e se la prenda anche con G.Lilliu che non non mi sembra proprio d'accordo con lui. Anonima solitaria(!?) balente, sappia comunque una cosa che sanno anche le pietre: datare è una delle cose più difficili del mondo. Nella caligine delle datazioni si tuffano sempre gli archeologi più insicuri, meno affidabili e arruffoni. Perchè è solo nella insicurezza totale che si sentono sicuri. Beati loro! Si sa che il Sarcofago di Ahiram di Biblo c'è chi lo colloca nel IX secolo a.C. e chi addirittura nel XIX. Eppure la scrittura (fenicia) è quella che, per ammissione generale, potrebbe renderci più tranquilli circa il tempo in cui collocare il manufatto. E qualche volta è così. L'ugaritico ad es. in certe sue espressioni (v. Sardoa Grammata p.119, nota 50) contribuisce a datare al XIV -XIII secolo la stupenda tavoletta A 3 di Tzricotu, un oggetto che altrimenti sarebbe stato difficile datare con maggior precisione.
Comunque, satis superque. Devo dire che le sono propri saltati i nervi con il suo furor 'replicandi' ( e chi la ferma più? Lampus e tronus!) tanto che parla persino con se stessa e si sente autorizzata a risponde lei per me. Chi parla anonimamente, e per giunta fa persino il pappagallo dello pseudoaristotele, non può certo pretendere di avere credito argomentativo. Soprattutto se, ripeto, è pasticcione, insiste nei pasticci e appoggia coloro che pasticcioni si sono dimostrati.
Per quanto riguarda il resto (il magro resto) sono a sua disposizione. Tutto mi si potrà dirà tranne che non argomento: persino troppo, stante la natura non 'tecnica' e non 'specialistica' del Blog. O devo argomentare per sostenerlo? Persino con Sauren argomento, perona che avrebbe forse smesso di essere definitivamente pasticcione se solo qualcuno si fosse preso la briga di aiutarmi nel dire quanto lo è: con il greco, con l'etrusco, con il nuragico.
Sono a sua disposizione per il 'resto', ma ad un patto: che si firmi. Altrimenti no. Non combatto in modo ridicolo contro i mulini a vento mosso da vele forumistiche perchè soprattutto, sono stato e resto sempre uno sportivo. E lo si sappia bene: intendo vincere le gare; so anche perderle, ma con i veri sportivi che guardano in faccia, con tanto di nome e cognome. Quelli con cui sorrido dopo la partita, anche se le busco di santa ragione.
Quella sulla scrittura nuragica l'ho già vinta. Da un pezzo, come tutti sanno ('Tenint axu' i due o tre pasticcioni supponenti). Forse mi daranno il Nobel. Che bello!Preparatevi per la cerimonia il vestito buono delle feste, quello di Giampiero Marras per intenderci, non un vestito qualsiasi: quello anonimo non è ammesso.

gigi sanna ha detto...

Franco caru,
tiaulu de anonima! Mi depes iscusare, e meda. Mi seo lassau introbeare dae su tempus 'neoliticu' po de badas. Ddu est ateru e de importu mannu. Non cosittedda chi est cosa tonta a dda graminare fine fine. As a arritzire fotocopiadas sas paginas de Morton Smith (Gli uomini del ritorno. Il Dio unico e la formazione dell'Antico Testamento, Essedue ed. 1984)chi faeddant issuba de s'identidade EL - YHWH. Depes tennere in cussideru chi sos chi narant 'betilos', a parre meu, non fuint naos in s'antigoriu 'perdas fittas' ma cun su nomene issoro. Fuint 'sas domos' de El.
A parre meu, mi'!

Anonimo ha detto...

la forte presenza semitica specificatamente paleocananea nei secoli che precedettero l'epoca eneoitica delle statue menhir


domani le scriverò la pag. del libro in cui riporta questa frase

le ho già detto che la tiritera dei nemici non funziona nel frattempo rileggerò la pag. che mi ha indicato

Anonimo ha detto...

Nel frattempo lei scriva qualcosa sulla cultura materiale perchè non mi ha ancora risposto:

Sepolture, Ceramiche e Architettura

gigi sanna ha detto...

No, no, l'aiuto io, così tutti andranno a dormire tranquilli! Figurati. Ecco il passo (p.49) che, se permette, conosco (almeno questo!) meglio di lei e degli 'amici' come lei. " Riteniamo oggi l'ipotesi [del Garbini] della presenza di toponimi semitici presenti all'interno del territorio sardo non solo legittima ma più che verosimile giacchè i documenti di Tzricotu, e numerosi altri che si esamineranno più avanti, noti e meno noti, registrano la forte presenza di una cultura nuragica semitica specificamente protocananea che, forse senza soluzione di continuità, si sviluppò in tutta l'Isola, con inizio, addirittura, dai secoli che precedettero quelli della civiltà dei costruttori delle cosiddette statue menhir considerate di epoca eneolitica'

Citazione sua del passo, da pasticciona qual'è: 'la forte presenza semitica specificatamente paleocananea (?) nei secoli che precedettero l'epoca eneo(l)itica delle statue menhir'.
Lei mi fa dire cose che proprio non dico, pasticciona e di poca memoria com'è. Dov'è infatti l'espressione 'l'epoca neolitica delle statue menhir'? Questo è quello, in sintesi, che capisce lei, che non capisce. Infatti io sostengo che la presenza semitica si mostra 'addirittura' anteriore alle statue menhir 'considerate' (non che io le consideri tali: v. infatti la p. 239 dove dato la stele al XVI -XV secolo a.C., mica al 2000 a.C.; nonchè 'passim')di epoca eneolitica.
Certo per lei avrei dovuto scrivere 'considerate putroppo' per essere più chiaro. Ma m'era sembrato d'essere già stato troppo scortese (p.19 dell'introduzione) con l'editore del 'brassard' di Is Loccis -Santus ritenuto questo -ahimé - quasi una patacca 'giudaico -romana'. Del resto 'amica' cara, non le è venuto mai in mente che qualche cosina in fatto di popolazioni anche io la sappia e che i protocananei, almeno quelli 'storici', non possono essere eneolitici? E tanto meno in Sardegna?
Purtroppo però devo constatare un fatto ancor più grave rispetto alla sua filologia citazionistica da pasticciona. Che ha, in guisa di alcuni che chiacchierano e pettegolano su queste cose,anche la pessima qualità del pressapochismo; lei infatti non ha sbirciato se non qualche pagina del mio libro. Lo so che è difficile (sono in molti a dirlo e a scriverlo) ma se qualcuno ne vuole parlare seriamente deve anche leggere seriamente.Tutto. Altrimenti fa (e fa fare) brutte figure. In Internet, per giunta, mica nel giornale della parrocchia. Perchè dico 'tutto'? Perchè le cose che non si capiscono all'inizio possono essere capite in mezzo o alla fine. Capita a tutti di non capire all'istante. Si legga le pp. 259 e 230 in particolare, non si fermi alla p. 49 (che, se si esclude la prefazione, diventa la pagina cinque o sei. Capirà lo sforzo umile, ma sempre lo sforzo, con il quale cerco di inquadre nel tempo gli oggetti che studio.
Buona lettura, pasticciona. O forse non ho il diritto di chiamarla così?

Anonimo ha detto...

Rilegga professore :
Professore argomenti la multirazzialità di cui parla nel libro: la forte presenza semitica specificatamente paleocananea nei secoli che precedettero l'epoca eneoitica delle statue menhir..dove vivevano , ceramiche, sepolture etc. E ancora prove dello tzunami oppure della catastrofe che avrebbe reso deserta una grandissima parte dell'isola nei secoli 8,7 e 6 a.c. Forse pianificata ...tratto dal suo libro . Continui voglio sapere su cosa si basano le sue affermazioni.


continui pure è lei che deve argomentare

Anonimo ha detto...

Rilegga professore :
Professore argomenti la multirazzialità di cui parla nel libro: la forte presenza semitica specificatamente paleocananea nei secoli che precedettero l'epoca eneoitica delle statue menhir..dove vivevano , ceramiche, sepolture etc. E ancora prove dello tzunami oppure della catastrofe che avrebbe reso deserta una grandissima parte dell'isola nei secoli 8,7 e 6 a.c. Forse pianificata ...tratto dal suo libro . Continui voglio sapere su cosa si basano le sue affermazioni.


continui pure è lei che deve argomentare

Anonimo ha detto...

e l'altro passaggio è questo ed è pubblicato in questo blog

I Tirensi, i Sidonii e gli altri abitanti di sofisticata cultura delle città cosiddette ‘fenicie’ erano certamente di casa nelle città costiere sarde, ma lo erano in quanto accettati pacificamente per incremento dell’economia, anche e soprattutto dai loro potenti predecessori ‘giganti’ di eguale etnia, arrivati dalla Palestina; quelli che si erano fusi, nel corso del seconda metà del Secondo Millennio a.C., con popolazioni di differente ceppo linguistico (indoeuropeo) già presenti in Sardegna.

E risponda senza nominare continuamente le Tavolette...le lasci fuori e mi spieghi il resto:

Quali tracce materiali queste popolazioni ci hanno lasciato?

Gigi sanna ha detto...

Ma non doveva andare a letto?
Ho riletto tutti i suoi post da forumista (12: mabagrabiu!) e dal profilo ho tratto la convinzione che lei è inaffidabile, cocciuta, intrigante, infingarda, bugiarda, vanagloriosa, ridicola,arrogante, saputella,pettegola,partigiana, ipocrita. Ma soprattutto possiede un fondo indicibile di viltà. Non si offenda e non protesti perchè se la merita tutta l'accusa. Lei infatti ha dialogato, e non per poco, con chi gratifica con il titolo di 'professore', di cui sa nome cognome, idee politiche, comportamenti, amici, parenti.Praticamente tutto. Forse mi conosce persino di persona.
Dall'altra parte invece chi c'è? Un anonimo vigliacco arrogante, un provocatore che fa domande ed affermazioni stupide che ritiene intelligenti, del tutto al riparo dai giudizi altrui, un essere spregevole in quanto può permettersi di dire impunemente quello che vuole e quando vuole. Il compare perfetto del famoso anonimo con i tre asterischi ( ma non sarà lo stesso dato lo stile?).
In ragione di ciò abbiamo finito, provocatore pasticcione. E' durata troppo. A meno che non getti la maschera. Cosa che però mi sembra impossibile dato il tuo bellissimo profilo e il medagliere sul petto. Peccato perchè l'ultima domanda sulla cultura materiale, devo ammettere, era davvero intrigante. Anche per uno come me, che non si interessa (dichiaratamente), se non per il tanto che è necessario, di 'archeologia' ma soltanto di 'epigrafia. SARDOA GRAMMATA vorrà pur dire qualcosa. Per chi sa leggere almeno la copertina, non dico le pagine interne del libro.

Anonimo ha detto...

Professore, certo che sono andata a letto e non ho neppure avuto bisogno di rileggere la pag. 41 dato che l'aveva già inserita lei. Le ho fatto una domanda semplicissima su certe affermazioni che non trovano risposta nel suo libro.
Ripeto oltre quella che lei considera scrittura quali altre evidenze lei riscontra sulla presenza di altre popolazioni nella fase che precede o segue faccia lei le stature menhir e cosa le fa pensare che ci sia stata una catastrofe demografica e un ripopolamento pianificato. Sepolture che io possa andare a studiare, o modifiche nelle architetture già presenti, ceramiche nelle quali lei nota similitudini con altre presenti nei luoghi di provenienza di quelle popolazioni etc etc.
Continuo a tenere l'anonimato perchè poco importa lei finora ha insultato chi si è firmato e chi no.

Anonimo ha detto...

Comunque se la può rendere più sereno io sono solo una sua lettrice come di altri autori.
Ho entrambi i suoi libri e non la conosco di persona.

Anonimo ha detto...

Prof. Pittau in questo blog da qualche parte le scrisse che lei si era affidato ingenuamente a degli studi portati avanti da altri. Mi perdoni se non ricordo precisamente in quale articolo e neppure le parole esatte.
In un certo senso è collegata alla domanda che le ho posto.
Certi studi sono stati o no fuovianti ?

Gigi Sanna ha detto...

Caro Leo,

vedo che tu saggiamente, per quanto 'spitzuau' non hai risposto all'anonima dal becco pappagallesco. Io non sono saggio, sono un pivellino in Internet perchè uso, putroppo, gli strumenti del paleolitico. Faccio parte ancora del mondo dell'oralità, quello vissuto in Abbasanta da piccolo dove chi mandava lettere anonime era meglio che andasse via dal paese, perchè lordava la comunità. Alla luce del sole ci si dava anche colpi di roncola, se necessario. Ma nessuno, anche se così barbaro, poteva permettersi di dare del vigliacco all'altro. Non parlo poi dei vigliacchi che sparavano da dietro il muretto.
Putroppo mi sono illuso che il mondo dei 'balentes' potesse esistere ancora e che tutti a mano 'aperta' facessero ancora il saluto nuragico.
Comunque. Volevo dirti che non ho inteso fare il 'provocatore' con quell'articolo. Non è nel mio costume. Intendevo dire proprio quello che ho scritto. L'albero, almeno ai miei occhi di 'sardista critico', va molto meglio dei Quattro mori catalani. E Sale, in questo mi rappresenta non solo perchè ha la bandiera 'arbòrea', ma anche perchè con il suo 'gran rifiuto 'ha salvato capra e cavoli sardisti. Onore al merito, al di là delle posizioni. Forse avrà il mio voto. Chissà! Vedrò ancora e valuterò. Quanto al 'sardismo critico' di cui sopra sappi che è il mio sogno il vederlo in atto. Ma per far questo bisogna che cambiamo, che annulliamo quanto prima il sardismo becero degli slogan di mera propaganda e i miti da quattro soldi e senza consistenza. I miti siano solo quelli della nostra storia, tutta la storia, quella vera che dobbiamo ricercare con severità estrema, non fidandoci di nessuno e, talvolta, neppure di noi stessi. Una storia che non proceda per esclusioni ma per il massimo delle inclusioni. Tutti avvertiamo che è una storia bella (bella perchè è vera)e nel nostro piccolo facciamo di tutto perchè essa emerga. Non è un caso che ti attacchino nella tua ricerca sui progenitori 'shardan': perchè quella storia hai intuito: documentandola con entusiasmo.Giorno dopo giorno, tanto che inopinatamente sei diventato tu lo specialista e gli altri stanno al palo. Ecco, il 'sardismo critico', che non è certo ancora 'verità' (quanto dovrai e dovranno sudare!) ma che comunque si sforza di arrivare al massimo di essa. Un sardismo critico, di ricerca e di tensione documentaria, di entusiasmo movimentista, è quello che mi sentirei di proporre a tutti i livelli; perchè oggi impera il nozionismo, il 'palettismo', il 'dottoratismo', il calligrafismo, l'accademismo, il cruschismo, il bizantinismo, il 'tanchismo', il 'riservismo' e tutto quello che è studiato a bella posta per farci stare tutti fermi e ingessati. Anzi impalati. All'anima della scienza!

Anonimo ha detto...

Professore le ho mandato un pensierino sui betili con relativa foto
aspettiamo che gianfrancopintore la pubblichi

Anonimo ha detto...

dopo che avrà visto la foto vorrei chiederle:

Quando pensa che avrà termine la sua opera di evangelizzazione in Sardegna?

zuannefrantziscu ha detto...

Gianfranco Pintore si è rassegnato all'anonimato nella scrittura. Ma non può, francamente, pubblicare anche delle foto anonime. Tengo famiglia e l'idea di essere trascinato in tribunale perché ho pubblicato una foto di cui nessuno si prende responsabilità in fatto di copyright e proprietà, proprio non mi va

Anonimo ha detto...

Pazienza

Anonimo ha detto...

Chissà se il fondo è vicino, dopo la navicella di Vetulonia definita di Noè da Frau, la berritta di Yahweh e il maialetto usanza pasquale Shardana da Melis...potremo sopportare anche i betili di El o no? Colonizzatore in più o in meno che differenza fa

Anonimo ha detto...

Francu Pilloni scrive:

Chiedo scusa. A te Gigi, a Leonardo, a Zuannefranziscu, a tutti insomma, ma a me questa anonima piace.
E non potrebbe essere che così, visto che ho fatto su questo blog l'esegesi dell'anonimato.
E poi questa anonima è sarda verace, tostorruda quanto serve, come me e gli altri. Ha un solo difetto; non dev'essere una sarda d'annata.
Che voglio dire? Semplice: avete visto come scrive? A tratti: scrive, si ferma, riscrive, si riferma, ririscrive, ecc. Come una fontanella in annata siccitosa (se fossi sicuro che non è una donna, direi come una vescica di chi soffre di prostata).
La domanda è questa: con tutta l'acqua che Dio ci ha mandato, non riesce a riempire la brocca senza fermarsi? oppure, ma dove diavolo è stata finora? nel deserto del Sahara?
Dunque la prego, almeno come supporter mi ascolti: beva, beva e beva ancora, così la fa lunga e esaurisce la scorta.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Ohi ohi non ho problemi alla prostata :) credo che rifletta stati d'animo nelle pause tra una frase e l'altra (brevissime) mi ascolto e le assicuro che non sono sempre piacevoli per qualcosa posso anche sorridere ma la maggior parte..

Anonimo ha detto...

Credo che la bandiera dei Sardi sia quella che i Sardi riconoscono come la propria e quella è senza ombra di dubbio, la bandiera dei quattro mori. Che poi una piccola quantità di Sardi la ripudino a vantaggio di un'altra non significa che non lo sia. Il signor Sanna sarà a conoscenza del fatto che il movimento politico che cita non è ne il primo ne l'unico movimento indipendentista che si schiera per la ricerca e la diffusione della verità e della storia sarda e mi sembra un po' troppo affermare che quella del giudicato d'Arborea possa essere la vera bandiera dei Sardi. Ho apprezzato molto il suo libro anche perchè in cuor mio non ho mai avuto dubbi sul fatto che una civiltà avanzata come quella nuragica non potesse non saper scrivere e l'unico ostacolo per affermarlo fosse quello di trovare le prove. Lei lo ha fatto e per questo riceverà i migliori riconoscimenti. Da qui però a dire che un incisione di un albero basti per affermare che la vera bandiera dei Sardi sia l'albero di un giudicato sardo mi pare un po' troppo. Sarebbe bastato manifestare la propria simpatia per il movimento politico che ha citato che dice le stesse identiche cose che altri dicono e hanno detto prima di lui, senza tirar fuori la storia della bandiera sarda che è stata "realmente e simbolicamente" portata ad Arcore. Chieda a venti persone a caso incontrate sulla strada in quale bandiera si riconoscono in quanto Sardi e capirà che ciò che lei stesso ha affermato a fini politici non è proprio quello che corrisponde alla realtà e al messaggio che Sollai ha voluto mandare proprio per gli stessi fini.. Se il suo ragionamento dovesse essere preso come buono allora sarebbe altrettanto lecito affermare che la vera bandiera sarda dovrebbe essere una raffigurante la protome bovina proprio come altri hanno fatto..
Attenzione quindi ad affermare certe cose e prenderle per verità, molto presto ci si potrebbe pentire di averlo fatto...

gigi sanna ha detto...

Mi dispiace immensamento (per tutto quello che ho rinfacciato all'anonima) che anche lei sia un anonimo. Come lo devo dire che a me piace dialogare con le persone che si firmano? Che abbia ragione Franco Pilloni con il suo 'Gloria all'Anonimato'? Ma il suo stile è diverso, immensamente diverso. Lei legge, esamina, confronta e giudica. Serenamente. Perchè lei vuol bene. Anche se dissente.
Sono lusingato per il giudizio sul mio libro, anche perchè, mi creda è frutto di una ricerca sofferta e faticosissima ostacolata ormai da venti anni. Ma in ragione di ciò, per questo suo apprezzamento, la esorto a giudicare meglio, rileggendo il mio intervento sul Blog, sulla mia 'sofferenza' per l'esistenza di due bandiere. Sul catafalco del mio amico oristanese non ho messo il simbolo dell'albero ma quello dei Quattro Mori. L'albero deradicato degli Arborea no; perchè i parenti e gli amici tutti non avrebbero capito. O pochissimi, che forse avrebbero frainteso il mio gesto. Bisogna essere consapevoli che ai simboli ci si deve abituare: anche se ne vediamo altri più forti, che fanno breccia nel nostro animo (tanto più li studiamo e osserviamo nella loro storia), dobbiamo essere prudenti e aspettare (se mai ci sarà) un altro momento. Per questo ho detto: che fare? Perchè vedo con tristezza e amarezza che,obiettivamente, i simboli che i sardisti sventolano in questi giorni(si voglia o non si voglia) sono due. O non è così? Spero che domani o dopodomani li abbinino, li fondino in uno, li intreccino perchè entrambi sono legittimi politicamente e culturalmente; però da 'sardista critico'( e da vent'anni lontano dalla politica) non ho remore a dire, e ripetere a Lei, che l'albero è molto, ma molto più significativo dei Mori. Io non so se Lei s'intende di numismatica e ha osservato lo statere d'oro sardo riproducente, forse, Amsicora. C'è il sole, il toro e più giù la luna bipenne. I simboli forti del nuragico. Il Forteleoni, il più grande studioso sardo di numismatica, ha scritto che con ogni probabilità il Toro nella monetazione del III secolo a.C. fu dovuto al fatto che i Sardi vollero il loro simbolo 'forte' nella guerra contro i Romani. E così è, perchè nell'iconografia c'è la formula nuragica 'scritta' (a rebus) che ormai si scopre con documenti di cadenza settimanale. Ma il Toro, si badi, non era il Dio, e neppure il Sole e la Luna lo erano, perchè essi erano solo 'manifestazioni' della divinità, non conoscibile. Il Toro comunque era la massima espressione simbolica in quanto indicava la potenza assoluta della divinità (Yachu). Questa divinità, tra le altre simbologie forti aveva l'albero, un antichissimo simbolo orientale che tutti conoscono. Ecco perchè lo troviamo nella documentazione.
Ora, gentile anonimo, l''Albero' nel Medio Evo si è salvato e si è salvato anche con il grido di battaglia, il 'Toro' putroppo no. Si è salvato ancora, come simbolo laico, nel nostro secolo con i militanti dell'IRS, il Toro no perchè in qualche modo era scomparso nella coscienza collettiva. Eppure io non posso darle torto quando parla del Toro nuragico come virtuale vessillo sardista; e direi che fa bene, anzi benissimo a dirlo, perchè a ben vedere la nostra 'vera' bandiera non sono uno o due simboli, ma tutti i simboli, 'forti' e non, della nostra antichissima e gloriosissima storia. L'albero e i Quattro Mori idealmente li abbracciano tutti.
In forza di ciò non credo che mi debba pentire 'un giorno' di alcunchè, perchè mi sembra di non essere poi così lontano dal vero.
Quanto alla politica mi permetta di stendere un velo pietoso. Da sardista indipendentista (nostalgico) del '79 se potessi voterei entrambi i capitribù nostrani, anche se litigiosi. Ma devo scegliere. E ancora non so. Non so proprio.
Anche il terzo lo avrei votato, nella mia votazione ideale, ma non c'è. Ci sono solo gli ufficiali ma senza un capo. Purtroppo.

Anonimo ha detto...

A me l' anonimato non piace. vorrei cominciare col comunicarle la mia stima ed un ringraziamento per il mio risveglio culturale... A nome mio e di tutti i sardi che la conoscono... ma, mi scusi la mia superbia nel volerle dare un consiglio, ma dividere i sardi su un tema come la bandiera, da poco tempo riconosciuta ufficialmente, penso che non giovi alla nostra presa di coscienza quindi all' indipendentismo. Dal suo pulpito è difficile esporsi ma dall' affermare di rinunciare ai "battero moritteddos"! Solamente per questioni affettive... Contestando anche l' origine catalana, e ricordando che per le Baleari hanno contribuito i nostri avi... Voglio dire quindi abbiamo la bandiera di riserva?!? Aiò, troppa accademia può nuocere, studiare troppo la propaganda a tavolino anche. Lode all' intuito dell' iRS ma è sempre un simbolo di partito, di un ideale. Un ideale condiviso da altri partiti antecedenti, dai quali questa discussa "mattixedda" è stata sradicata... Questa ulteriore divisione può giovare esclusivamente a terzi... A questo punto diamo ragione a Bobore e facciamo una bella raccolta di simboli con la clausola di: se per caso ne scopriamo un' altro lo aggiungiamo. Abortasa ki kalinkunu no murrungidi...

Fabrizio Cossu Sarais

Anonimo ha detto...

Professore mi dispiace ma con la sua visione delle cose non ci incontreremo mai: la tomba dei giganti di San Cosimo e il geroglifico del dio Api è davvero troppo. Nessuna domanda mi arrendo

gigi sanna ha detto...

Carissimo Fabrizio,

sono d'accordo su non poco di quello che scrivi. Ma io, credimi non voglio dividere. Proprio il contrario. Ho smesso di fare politica per un unico motivo: perchè vedevo che l'entusiasmo degli anni 70 - 80 si era affievolito ed ormai il partito da movimento era diventato istituzione. Un'Istituzione rissosa. Anch'io ho delle colpe in quel processo (forse inevitabile)di 'istituzionalizzazione'; anche se cercavo più di altri di unire e non di dividere. Sai perchè il Partidu Sardu è diventato allora grande e travolgente? Perchè abbiamo unito le bandiere e per consenso generale quella dei Quattro Mori è risultata la più rappresentativa. Ricordo che nelle discussioni che hanno preceduto Portotorres (Gianfranco Pintore può essere testimone) c'erano gruppuscoli che non volevano proprio rinunciare ai loro simboli di sinistra. E il buon senso ha prevalso perchè nel movimento, che è generoso per sua natura, le differenze si annullano.
Per questo io non elimino nessuna delle due bandiere che oggi sventolano e sono simbolo dell'indipendentismo. Dico solo , e ripeto, che sono legittime entrambe. Domani si vedrà, in una rifondazione sardista indipendentista. Se poi Sale 'copia' il sardismo, com'è vero, però ha seguaci che si contano a migliaia e non a centinaia, vorrà dire che qualcuno glielo consente. In politica, come in natura gli spazi vuoti si riempiono. Non possiamo accusarlo di questo, anche perchè compito del sardismo 'storico' è (quante volte lo abbiamo detto e ripetuto ) che venga copiato. Ma 'copiato' bene, se non si ha la forza di renderlo ancora più originale e straordinario e non scimmiottato. Vedo che in questa campagna elettorale le scimmie sono così numerose che quasi mi sembra d'essere in una strana foresta sardo -congolese tra liane, mirto e corbezzolo. Nell'ultima 'tribuna' elettorale di RAI TRE ho visto Sale e Sollai. Devo dire che ad entrambi le narici fumavano un po' per l'indipendentismo. Bene. Si sono ignorati e non si sono bisticciati (almeno per la parte della trasmissione che ho visto io). E' anche questo è bene.Lo ritengo un buon segno per il domani. Il mio Fortza Paris (mi dispiace per chi non la pensa così) prevede Sale,Sollai e Trincas che lottano assieme senza rendere il sardismo ridicolo. So che questo è difficile, molto difficile perchè c'è anche odio in famiglia e forse troppi galletti. Ma è uniti che si vince ( e mi sembra di dire cose stupide tanto sono ovvie). Comunque, tranquilo Fabrizio,il mio voto sardista è sicuro: albero o non albero.

P.S. Vedo che mi hai portato fuori tema. Ma va bene lo stesso. Nel Blog intendevo porre più una questione di carattere culturale e storico più che politico. Ma il tuo garbo mi ha convinto a lasciarmi andare e, soprattutto, la tua firma. Ciao. spero di incontrarti e così chiariremo meglio quello che in questa sede è impossibile chiarire.

Anonimo ha detto...

Il titolo del suo articolo non da adito a dubbi in quanto la bandiera che è stata portata ad Arcore è quella dei quattro mori che lei ha dichiarato non essere la bandiera Sarda. Ciò che lei ha scritto, anche se probabilmente non ha pensato ai risvolti che il suo articolo potesse assumere, mi è sembrato un velato attacco a un movimento indipendentista andando nettamente a favore di un altro. Se il suo articolo voleva avere degli obiettivi puramente culturali non doveva aggiungere la politica a questo discorso perchè era inevitabile che si parlasse anche di questo, dato che lei è stato il primo a farlo. Forse le è sfuggito un particolare importantissimo di queste elezioni regionali: è nata l'Unidade Indipendentista, un movimento in cui tutti gli indipendentisti "non litigiosi" che volessero mettere al primo posto la Sardegna e il bene dei Sardi e fossero disposti a mettere da parte e in secondo piano simboli, leader e peculiarità dei programmi si sono uniti per lavorare insieme ed avere ognuno il proprio spazio. Se a questo progetto avesse aderito anche irs, che non ha voluto farlo e per questo motivo dovrà prendersi le proprie responsabilità quando si parla di frammentazione e litigiosità, probabilmente il nostro progetto avrebbe avuto un altro nome, un altro simbolo e un altro presidente. UI ha relizzato l'unione indipendentista di coloro che ci credono ma non ha colpa del fatto che un altro movimento abbia preferito stare da solo. Penso che questo possa essere un ottimo parametro per valutare il valore di un movimento politico soprattutto se chi ne fa parte è sempre stato per l'unità indipendentista e non per le divisioni. A voi giudicare in cosa credete maggiormente e a chi volete dare forza. Non credo poi nel voto utile e neanche che il numero dei simpatizzanti di un movimento possa essere un buon indicatore di maggiore qualità, capacità, moralità o valore perchè ciò significherebbe che sia il Pd che il Pdl siano molto migliori e capaci sia di UI che dell'irs.
Le faccio presente in oltre che anche in UI l'albero è sempre stato riconosciuto e utilizzato come simbolo sardo ma siamo coscienti del fatto che nel sentire comune, come lei stesso ha affermato, la bandiera sarda è quella dei quattro mori. Anche io come lei sarei per l'unione di questi simboli ma non per l'eliminazione totale e arbitraria di alcuni a favore di altri. Penso anche che come lei stesso ha affermato sia fondamentale parlare prima di cultura e di storia che del rifiuto di certi simboli. Certe cose poi verranno da se.. Per questo sono d'accordo con ciò che scrive Fabrizio: tutto ciò va bene per dividere ma serve a ben poco ad unire l'indipendentismo e la coscienza sarda come lei stesso vorrebbe. A meno che non si abbia la visione di unione con l'eliminazione di chi si è voluto come avversario e non come compagno di lotta per concentrare la forza su chi questa divisione continua a volerla. Per questo mi sono permessa di invitarla alla riflessione prima di schierarsi così apertamente a favore di un movimento politico anche perchè non penso e non vorrei mai pensare che anche lei come altri in passato, si facesse influenzare troppo dalla mediaticità di un movimento piuttosto che dalla sua sostanza, senza conoscere gli altri ai quali si vorrebbero paragonare. Le rinnovo comunque la mia grande stima nei suoi confronti e sono sicura che in ogni caso per queste elezioni lei farà la scelta giusta. Ciò che conta per me è che si voti per una Sardegna libera..

Gigi sanna ha detto...

E dalli con l'anonimato! Ha scritto un bellissimo post, di quelli che nobilitano il Blog di Gianfranco, e lo macchia con la maschera. Gli indipendentisti come Lei io non li posso e li devo mettere a fianco degli sciagurati che scrivono per scrivere. La franchezza è stata sempre il nostro forte; pagando talora, per questa virtù rara, prezzi altissimi in termini di rapporti umani. Talvolta abbiamo perso anche gli amici più cari.
Comunque, pregandola di mostrarsi,come ha fatto Fabrizio, le dico, che sto cercando la via, forse in modi inadeguati e approssimativi - ammetto -, tipici di chi è da tanto tempo lontano dalla politica (come tanti altri sardisti come me del resto), per parlare comunque di sardismo; perchè lo ricostruiremo di nuovo, porca miseria, ne sono sicuro. Ma, facendo forza su questo desiderio che è quasi un 'grido' comune, la prego, non sottovaluti il mio appello, che va al di là dei 'tancati, in maniera - come dire - 'assoluta'. E non mi faccio trascinare, mi creda, alla mia età dal fascino mediatico, dopo trent'anni passati a difendere giorno dopo giorno la Sardegna. Valgono molto di più i suoi ragionamenti e quelli di Fabrizio. Ci vuole ben altro. Per ora valuto (non ho parlato forse di 'sardismo critico'? Che sa... 'discernere'?) e non escludo nella lotta proprio nessuno, neppure quel fratello che Lei, a ragione o a torto, ritiene peggiore. Rafforziamolo questo sardismo 'critico', senza interessi di basso profilo,anche tendendo la mano a chi sul momento la mano rifiuta. Atteggiamento, il mio, infantile, 'cristianamente' ingenuo? La pensi come vuole. Se uno li studia bene sa che i movimenti 'veri' sono quelli che nascono con il massimo della generosità e direi, se non fosse una parola troppo impegnativa, dall'amore. Lei forse non ha vissuto l'esperienza esaltante di Oristano e Portotorres. Allora non abbiamo permesso, quanto a 'sardismo', che nessuno ci scavalcasse perchè tutti accoglievamo e nessuno era escluso. Accoglievamo sprattutto chi sbagliava e aveva sbagliato. Ricordo che a Solarussa, qualche mese dopo, intitolammo la sezione a Emilio Lussu e facemmo le pernacchie a certi suoi nemici storici di Cagliari e di Nuoro che si opponevano con tutte le pergamene e bolli di anatemi affermando che era un 'traditore' che aveva spezzato mortalmente il partito. In un colpo solo, con quell'atto di generosità e non di calcolo meschino, ci prendemmo tutti i 'lussiani' della Sardegna, anche quelli che si interessavano più di letteratura che di politica. Sale e Lussu? Est a ponnere Deu cun su cuccu! Certo. Certo. Ma in un movimento rivoluzionario contano immensamente entrambi e se parlassimo male di uno solo di essi ci troveremmo con le antipatie di molti.
Comunque, ripeto,valuterò e deciderò. Fortza Paris Sollai, Fortza Paris Sale, albero o non albero, Mori o non Mori. Ma di voto ne ho uno solo e direi, piccolo piccolo. Stante la confusione mi rappresentate entrambi. Mi rappresenterebbe anche il terzo del Partito Sardo, il Partito Sardo dei Quattro Mori, se ci fosse. Ma non c'è. I Mori impazziti stanno dietro un proconsole pronto a distruggere di nuovo Cornus. Porca miseria! Che giornata nera! lo rifonderemo però il Partito dei Sardi, il Partito della Sardegna Libera! Ne sono sicuro.

Anonimo ha detto...

Non mi pare di aver mai detto che uno è peggiore o migliore dell'altro, ho solo detto che hanno modi diversi di vedere l'indipendentismo. Alcuni preferiscono unirsi, darsi forza e lavorare insieme, altri stare da soli e magari vedere gli altri indipendentisti come avversari. Alcuni addirittura oltre a ripudiare i quattro mori rifiutano definirsi sardisti e così come ha detto lei, condannano Lussu di tradimento. A me piace evidenziare, cosa che Sollai in questa campagna elettorale non ha mai voluto fare per non rischiare di andare contro o mettere in difficoltà l'irs, il fatto che alcuni leader dei movimenti indipendentisti che hanno aderito all'Unidade, primo fra tutti Bustianu Cumpostu, hanno rinunciato, come dice lei, con generosità e amore alla loro figura di leader, al loro carisma e alla loro personalità sostituendola con un'altra, per un bellissimo progetto che ha mosso i primi passi e che anche lei auspica abbia un proseguimento e successo in futuro. Mi dispiace che non ci sia stato abbastanza tempo, anche per motivi logistici, per lavorarci e farci conoscere meglio dato che Unidade Indipendentista è nata poco prima delle elezioni ma sono convinta e sicura che al di la di come vadano queste elezioni, cresceremo tantissimo e riusciremo, proprio come ha detto lei, a creare e rendere vittorioso quel "Partito della Sardegna libera" che con tanti sacrifici ed entusiasmo vede indipendentisti di varie organizzazioni ed ideologie lavorare insieme per un unico obiettivo. Unidade Indipendentista, così come SNI è sempre stata aperta a tutti e sempre lo sarà, pronta a dialogare, confrontarsi e lavorare con chiunque creda nel nostro stesso progetto facendo il possibile e adattandosi al meglio alle esigenze di chiunque (con grande gioia anche irs, psd'z, rosso-mori o chiunque cambi idea riguardo all'indipendentismo) voglia collaborare con le proprie idee e i propri consigli ad arricchire e modificare questo progetto ed abbia a cuore tutto ciò che riguarda la sovranità del nostro popolo sulla nostra terra e, per ricollegarmi al motivo per cui è iniziata questa discussione, sotto una bandiera che acquisti significato per quello che rappresenta nel sentire comune (una nazione) e non per il simbolo che viene raffigurato. Mi fa piacere che anche lei la pensi come noi e sono sicura che affronterà queste votazioni nel modo più sereno possibile. Io lo farò anche perchè sono molto entusiasta più che per quello che raccoglieremo, per quello che abbiamo seminato e quindi non posso fare a meno di pensare che "comunque vada sarà un successo"..!!
P.S.: io credo molto nell'anonimato se viene utilizzato nel massimo del rispetto fra gli interlocutori perchè si viene "giudicati e considerati" soltanto per ciò che si dice e non per il nome che si porta o per tutto ciò che dal nome si può acquisire (nel mio caso niente..). Comunque dato che ci tiene tanto e lo considera un problema questa volta mi firmerò.
Un caro saluto...

Elisabetta Pili

Gigi Sanna ha detto...

Che piacere, Elisabetta Pili... Crisostomo. E cosa posso aggiungere alle parole dolci come il miele? Fortza Paris! Ce la faremo, comunque vadano le cose. Spero tanto di poterla incontrare un giorno. Un suggerimento: scriva nel Blog di Gianfranco perchè farebbe del bene a tutti.

zfrantziscu ha detto...

Mi sono astenuto dall'intervenire in questo interessantissimo dibattito che ho seguito in punta di piedi (e qualche calcio d'espulsione quando le parole sono uscite dal seminato della buona creanza); interrompo il silenzio per unirmi a quest'ultimo invito di Gigi Sanna.

shardanaleo ha detto...

seguire questa conversazione e rispondere senza tema di sbagliare interlocutore è... assai difficile... bene farebbe Zuanne a pretendere il nome o almeno un NIK d'iscrizione... voglio però ringraziare Gigi Sanna per il commento al mio "strano" atteggiamento pacato e insolitamente calmo di fronte a quanto scritto dalla "signora"(?) su di me... oltre alle altre invettive e commenti poco azzecati nei confronti di Gigi stesso e di frau ...
Citare il "MAIALETTO PASQUALE" in una discussione sulla BANDELA per sceditare Melis è tipico di una categoria di persone che contnuano ad attaccarlo senza avere alcun argomento scientifico da contraporre alle sue teorie e ricerche...quindi si cita una semplice nota di curiosità riportata da melis nei suoi libri per tentare di ridicolizzarlo... COSE DA ARCHEOBUONI!
Peccato però ... queste discussioni potevano diventare interessanti se gli interlocutori si firmassero... anche con un semplice NIK registrato... Parlare con uno/a interlocutore che sta nascosto dietro IL MURETTO... fa semplicemente venire il ... TORCICOLLO!
KUM SALUDE.
LEONARDO
ps. Volevo agiungere che le critiche sul "mnaialetto pasquale" si possono portare direttamente a Loenardo a Oristano il 28/02 in piazza roma, sede INPDAP... alle ore 16.30

Anonimo ha detto...

Spero anche io di poterla incontrare presto e la ringrazio per la stima e per l'invito che mi avete rivolto. Non mancherò quindi di scrivere le mie umili opinioni e i miei pensieri ogni volta che mi sentirò di voler dire qualcosa, non tanto per fare del bene agli altri ma per potermi arricchire del vostro sapere e potermi confrontare e magari qualche volta anche cambiare idea, nei casi in cui la penserò in maniera diversa dalla vostra.
Un caro saluto
Elisabetta Pili