venerdì 20 febbraio 2009

E poi a Monti Prama ci sarebbe un santuario che...

di Gigi Sanna

Ho scritto, già nel 2004, che sui cosiddetti ‘guerrieri’ di Monti Prama (che data la diversa tipologia dei manufatti sarà bene chiamare semplicemente ‘statue’) si è incentrata da subito, sin dai primi studi, l’attenzione dei più, mentre la discussione sul ritrovamento ha appena sfiorato (praticamente, da quello che so, con il solo studio informativo di G. Lilliu) un altro e non certo secondario argomento archeologico – culturale: quello del tempio di Monti Prama, ovvero del grandioso monumento in cui quelle statue si trovavano, verisimilmente raggruppate.
Insomma si è parlato tanto del contenuto e pochissimo o niente del contenitore. Insieme al sottoscritto, questo aspetto, ritenuto evidentemente minore o irrilevante e pertanto trascurato della ricerca scientifica, lo aveva rimarcato in quegli stessi anni, nella sua prestigiosa e consolidata rivista (Quaderni Oristanesi, 2005, 53/54, Aprile pp. 103 -117) uno noto studioso del Medio Evo, archeologo e storico dell’arte, il compianto Giorgio Farris. Questi, oltre che a dare il suo, direi abituale, contributo in termini di critica estetica (basta leggersi solo la finissima interpretazione sugli occhi ‘solari’ delle statue) si chiedeva e chiedeva con forza come fosse fatto quel tempio; già sulla scorta di quanto lo stesso Lilliu aveva detto riguardo all’esistenza nel sito di un luogo di culto con colonne simili a quelle delle barchette nuragiche.

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7 commenti:

Anonimo ha detto...

E perchè non ci spiega come e dove erano messi questi capitelli come le colonne delle barchette?

Gigi Sanna ha detto...

E ti pareva! Ci ha preso gusto a rompere tanto per rompere! No. A cantai' ca si passat! Non rispondo (nè tanto meno spiego) agli anonimi (e prezzolati) e tanto meno agli ignoranti e inguaribili pasticcioni presuntuosi. Ancora una prova? I capitelli non possono essere le ...colonne delle barchette. Sono due cose diverse. Almeno credo. Continui pure con il suo astio, la sua bava ed il suo indecente anonimato. Vergognoso e vile perchè molti ormai hanno capito (ma non tutti purtroppo) chi si nasconde dietro le stupidaggini, soprattutto quelle notturne. E immoi, o balenti, canta; canta cant'ois, ca t'at a passai!

Sandro Madeddu ha detto...

Non era sicuramente mia intenzione turbarla con il mio annonimato, se tanto la disturba farò il mio nome senza problemi.
Continua a non spiegare sig. Sanna.

Controlli il sito del restauro di Li Punti www.monteprama.it e vedrà le sue colonne delle barchette che in realtà sono i modelli di nuraghe.

Come si permette di darmi dell'ignorante, pasticcione e presuntuoso se tra l'altro non mi conosce?

gigi sanna ha detto...

Salve Madeddu, ora si ragiona. Mi creda. Le chiedo solo una cosa: come faccio a non sospettare che lei sia la stessa persona che, tutte le volte che scrivo qualcosa, mi chiede di 'spiegare' e 'spiegare'(proprio come fa lei),per di più dicendo delle sciocchezze? Le sciocchezze degli 'alberelli' nelle domus de janas? Oppure le sciocchezze sulle 'citazioni' fasulle del mio libro. Come faccio a spiegare quando chi mi chiede di spiegare dice sempre che non ho spiegato? Contro gli anonimi ci si difende male, anzi malissimo, come si può, e lei capirà.Io cerco di stanarli, anche in modi che urtano con la mia nota disponibilità e predisposizione naturale a tendere sempre la mano. Il tentativo normalmente va a vuoto (si veda ad es. il caso del cavaliere anonimo con i tre asterischi che, purtroppo, è il campione delle sciocchezze che restano impunite), ma qualche volta, come in questo caso, ci riesco. Ora nei suoi confronti, dal momento che spero (e credo) che non sia lo stesso che mi chiede con supponenza di 'spiegare', devo necessariamente usare un altro tono. Quello che si usa tra persone dabbene che, anche se non sono d'accordo o d'accordo per nula su certi aspetti del contendere, almeno si rispettano. Ma il rispetto, non smetterò mai di ripeterlo, parte già dal non presentarsi come anonimi.
All'anonimo (cioè a Lei non ancora 'Madeddu') io ho risposto così, perchè legittimamente infastidito dalla banda degli anonimi che imperversano tra le pieghe del Blog e non sai mai dove vogliono parare.
Comunque,lei mi fa una domanda nella quale c'è molta più precisione della precedente. Anche se quel 'sue colonne delle barchette' non mi mette a mio agio, diciamo così, per il tono. Le 'colonne non sono 'mie', caro Madeddu ma sono quelle reali del tempio: si veda, a distanza di tempo (1998) dal massacro di questo, uno dei rocchi delle colonne (sui quali stavano i capitelli)da me fotografato (insieme al compianto Gianni Atzori) e riportato in Sardoa Grammata (p.57)insieme ad un pezzo di busto di statua. Insieme ad esso, altri rocchi, fatti a pezzi, stavano alla portata di chiunque così come altri framenti di statue fatte a pezzi. Dopo più di trent'anni gli avanzi del furto di un intero tempio e delle statue erano ancora lì, denunciando l'incuria sovrana della Sovrintendenza ed il suo pressapochismo nel raccogliere quanto c'era da raccogliere. Cosa questa che fu denunciata tempestivamente attraverso le radio locali. Ma non solo i rocchi, signor Madeddu, ma anche le lastre del tempio, quelle che con gli incavi sostenevano con ogni probabilità il porticato interno, furono trafugate e solo alcune miracolosamente si salvarono. Se Lei non vuol credere a me (Sardoa Grammata, cap. 10, pp.397 -399), creda, sempre se vuole, a Lilliu (v. Dal 'betilo' aniconico alla statuaria nuragica, 1977)che parla, documentandola come è solito fare, della presenza di un tempio in cui stavano le statue. Parla giustamente di rocchi, di capitelli, di pavimentazione e dice, non a caso, che 'le colonne con i capitelli' richiamavano quelle delle delle barchette nuragiche. Ovvero il nuraghe quadrilobato. 'Come era messi' questi capitelli si capisce; dove, stante il pasticcio e la garetta effimera che fu fatta per gli scavi, non si capisce proprio. Pertanto io qui mi fermo. Anche perchè non sono un archeologo e il mio 'convincimento' (ma anche di Lilliu e di Giorgio Farris)del fatto che le statue fossero raggruppate in un tempio o luogo cerimoniale -cultuale di memorie, devo pur sempre sottoporlo alla scienza archeologica. Quella onesta e senza pregiudizi, naturalmente. Ma pensavo che Lilliu già bastasse. O no?
In ogni caso, grazie per la firma.

Anonimo ha detto...

Ancora sento che la Sardegna resta fuori dai sentieri, ora che con il G8 possiamo far sentire le nostre storie pensiamo seriamente a far vedere chi siamo stati prima di tutti.Buon lavoro

Anonimo ha detto...

Sig. Gigi Sanna,
ma cos'è che non le va dell'anonimato? farebbe una figura migliore a interrograsi meno su chi c'è o non c'è dietro l'anonimato... sembra proprio convinto di aver smascherato chissà chi... guardi che molti, come me, entrano leggono e poi si esprimono, attraverso la via più semplice che è postare un commento molto semplicemente. Lei mi pare che ci veda troppa....come dire....dietrologia....
Per4chè non risponde alle domande invece? Sa, molti la chiamano Prof su questo blog.... ma per lei quelli che chiedono "perché" sia pure con insistenza ci hanno "preso gusto a rompere tanto per rompere"..... Caspita, che grande apertura mentale....
Mi firmo anonimo e non si interroghi troppo su chi c'è dietro, perchè come me tanti altri.
Se non siete d'accordo e rinunciate di dibattere con chi rimane anonimo...ingiuriando voi si, chi secondo voi non ha gli attributi... allora moi chiedo come mai ci sia la possibilità di lasciare commenti anonimi...mi sembra un controsenso...

Squizzo ha detto...

Purtroppo....e sottolineo purtroppo, l'anonimato nei blog è legato alla questione della privacy e della sua legislazione.
Resta il fatto che il Prof. Gigi Sanna ha pienamente ragione, dietro questi "anonimi" si nasconde quasi sempre il classico rompiscatole.
Se pensate di avere ragione o volete chiedere spiegazioni o semplicemente volete far valere le vostre ragioni, non siate vigliacchi, perchè (ebbene si) chi si nasconde dietro l'anonimato è proprio un vigliacco...