giovedì 3 febbraio 2011

Da Tharshos a Luxor con un papiro di pace

di M.M. Fenu

Vi ricordate di Andrea Mulas, il maratoneta di Oristano che corre nelle maratone di tutto il mondo per portare il messaggio della civiltà della Sardegna? Lo fa sempre in modo originale, ispirato sempre -dice lui - dalle albe, dagli scenari luminosi del Sinis (dove si allena per la corsa) e dalle voci arcane che, di quando in quando, gli suggeriscono dove andare e persino il 'quando' andare.
Il papiro della corsa
Stavolta quelle voci misteriose, dietro le colline brulle e sabbiose e le palme nane del Monti gli hanno suggerito il Nilo, il 'serpente padre' antichissimo di Luxor, le Piramidi d'Egitto, i templi, le tombe e i geroglifici più belli del mondo.
Vestito dunque in costume sardo, berritta al vento, è stato ancora una volta l'attrazione del foltissimo pubblico perché, di quando in quando si fermava, non per prendere fiato, ma per mostrare il suo bellissimo papiro che gridava non solo a Luxor ma a tutto il mondo il messaggio del saluto e della pace: 'Nyny' . Il famoso saluto antico egiziano pieno di una carica concettuale affettiva inesprimibile e intraducibile  se non con un libro di molte pagine. E lo gridava da sardo 'shardan' di Tharros (lui messaggero straordinario ed impensabile della capitale antica della Sardegna) servendosi delle scritte 'geroglifiche' sia egiziane che sarde dell'età del bronzo, pensate e disegnate con arte affettuosa  dal designer suo amico fraterno Iano direttore della KLS.
Ha desiderato fortemente ed ottenuto altre due cose dai suoi amici e dalla sua città di Oristano: d'essere accompagnato durante la corsa, per testimonianza, da un fotografo di grande talento come Gianfranco e dalla firma prestigiosa dell'Eleonora arborense che oggi guida politicamente la città. Con la firma di quest'ultima 'governatrice' sindaco, Angela Nonnis, ha portato formalmente, in un altro papiro, al governatore di Luxor, il messaggio di pace tra i due popoli che simbolicamente s'incontrano, ciascuno con i segni antichi, dopo tremilla e quattrocento anni per onorare, ancora una volta, 'Ra', il Dio d'Egitto e del Sinis di Sardegna, nonché 'frate sole' di tutte le creature della terra.


Nelle foto di Gianfranco Casu: Mulas all'arrivo; il maratoneta
con un altro concorrente e con il fotografo



E che fosse davvero ispirato Andrea lo ha dimostrato perché 'stranamente' si è trovato a correre proprio nei giorni in cui l'Egitto si è trovato scosso da una protesta popolare che, se non prontamente incanalata nei giusti binari, rischia di travolgere non solo l'Egitto ma la convivenza degli uomini sul pianeta. E lui, sino alla fine, il maratoneta dei Sardi, anche quando pericolosamente si trovava 'rinchiuso' ma senza timore nell'aeroporto del Cairo, non ha esitato a mostrare alla folla il suo papiro, il messaggio del saluto e della pace che gli ha affidato 'Su populu de Tharshos', un piccolo ma sensibilissimo popolo tra i popoli del mondo.

6 commenti:

Grazia Pintore ha detto...

Finalmente una notizia che riempie il cuore:un uomo straordinario,indubbiamente,che arriva in un paese per cercare amicizia,condivisione e scambiare le conoscenze culturali.Tre qualità che hanno la capacità di unire.Se potessimo clonare quest'uomo, l'Italia e gli italiani sarebbero più sereni e felici.

francu pilloni ha detto...

No, non me lo ricordavo.
Se non fosse "maccu", sarebbe un poeta.
Purtroppo non esistono più is maccus, come quelli di una volta che da bambini mangiavano lucertole con pane; oggi mangiano i panini di McDonald's che non solamente sono molto più perniciosi, ma istupidiscono, intruppano e rendono felici.
Ora io credo che Andrea Mulas sia l'ultimo poeta shardan: andit cun Deus!

Gigi Sanna ha detto...

O Maimo',Larè, Eliu. Ohi ohi sos poetes. Dromint, surruschiande.

Dromint sos poetes nostros galanos/
mancari Andrea siat sardu curridore/
portande sos sinnos nostros in sas manos/
sinnos de paghe a su guvernadore./

S'alfabetu istranzu 'idu in su desertu/
pittogrammas boes, pisches, pibereddas/
de s'Egittu sos coros totinduna at fertu/
comente fessint sonos de launeddas./

Sa zente su cantu antigu intendinde/
in Luxor fuit totu un 'inscialla!',/
cun tzacarros de manos e basos (beneminde)/,
ispantada e nande in sardu: 'allà, allà'/

Ma unu talebanu tristu a caddu de mulu/
at tzerriau abbaidande s'atros currinde:/ mi! chi sos Shardan nos ant fattu su c...

shardanaleo ha detto...

quando nel 2009 in un maggio a 48° all'ombra andai a trovare il governatore di Luxor, Gen. Samir Farag insieme a una delegazione della Regione Sarda, parlai dei miei shardana e di Sardinia Nosrta al governatore e alla stampa e TV egizie... Vedevo però che non erano del tutto convinti della cosa... con l'aiuto di Patrizia Pasquarella che organizzava l'incontro, riuscimmo a comprendere che gli EGIZIANI non capivano perchè Noi si parlava di SHARDANA e di SARDINIA, portando al ... bandiera dell'Italia... Insomma, chiesero "Che c'azzecca l'Italia con i Shardana?"...
Avevno ragione perbacco! nessun politico aveva avuto l''idea di portare la Nostra amata bandela... BELLUS ZIKEDDUS DE BRODO!
Rimedia con i mie libri, in cui c'era scritto che Loenardo Melis era l'autore della Legge sulla bandiera Sarda...
ANDREA è stato più accorto... La Bandela lp'aveva eccome.. e poi stavolta il gen. Samir ... sapeva! A Luxor nel 2009 c'era anche la NONNIS con noi, oltre all'assessore al turismo del comune di Cabras.

larentup@gmail.com ha detto...

@ Gigi

Tambene si a pè currer podia
che s'amicu Andria in cada angrone,
si nasco a coro sanu atera ia
m'an a bider bolande che puzone.

E cantas nottes disizo amicu caru
chi su sonnu m'inghiriet a ingalenu
e su sorrocru cando m'essit raru
biso sa pache e su mundu serenu.

S'imbidia pro Andria est meda manna
sa terra pro isse est chena janna.

Bostro ha detto...

Vorrei ringraziare tutti quelli che in qualsiasi forma mi hanno dato credito e fiducia nell'ormai lontano 2007; nasceva un progetto antropologico storico culturale"Messagexxx" col benestare della mia "Terra Madre" stufa di sentirsi infangata x la sua storia del suo amato popolo Nuragico-Shardana, quel popolo aveva autostima e identità, voglioso di esaltarsi davanti alle avversità incontrate, faccendo sinergia,unione,cioè sistema e trafila....aveva un pregio ora dimenticato da tutti dare dare le propie conoscenze ai ragazzi "acerbi" erano il futuro della comunità e l'orgoglio di un popolo col viso proiettato verso il mare...x scambiare la propia cultura millenaria....questo è Messagexxx, chi non ha radici non ha futuro ne lavoro...A si bi cun salludi a tottusu Andrea Mulas