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mercoledì 9 novembre 2011

Scrittura nuragica: ecco il sistema. Forse unico nella storia della scrittura.

di Gigi Sanna


Dedicato a Gianni Atzori, 'su maistru'.
 
1. La comunicazione all'Università di Sassari. 
  Sabato 29 Ottobre nell'Aula Magna della Facoltà di Medicina, durante i lavori del Convegno interdisciplinare (1), organizzato dalla stessa facoltà, ho comunicato agli studiosi presenti, ai relatori, agli studenti e al pubblico che il codice nuragico della scrittura dell'età del Bronzo medio, finale e I Ferro (XVI - VIII /VII  secolo a.C.) non è più un mistero per la scienza epigrafica e linguistica. 
    Infatti, grazie alla continua scoperta di documenti (in pietra, in ceramica, in metallo) 'scritti' che, come si può vedere dalla mostra 'didattica' permanente  di Macomer (2), hanno raggiunto e superato in 15 anni (3) il numero di 90,  oggi siamo in grado di conoscere quali norme di organizzazione del testo e quali requisiti adoperarono, per più di settecento anni, gli scribi sardi (sacerdoti) perché  questo potesse essere riconosciuto come 'loro', isolano, ovvero quello dei 'domini judikes' (šardan) del tempo. E, aggiungiamo, non pochi ma numerosi requisiti, sempre o quasi sempre presenti, che rendono inconfondibile 'quella' 'scrittura ovunque venga ritrovata, a Sud e a Nord della Sardegna così come a Ovest e ad Est (v. cartina fig. 1), una scrittura o  codice 'alfabetico'  irradiato, con ogni probabilità,  dalla scuola scribale (4) della città mercantile di Tharros.


La città di Tharros (Tarshosh/Tarshish)
probabile luogo della scuola scribale sarda
e di irradiazione della scrittura nuragica
Figura 1


venerdì 21 ottobre 2011

Segni nella mente





“Quello che molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell’ippocampo, che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni ad oggi, e non differisce molto tra l’Homo Sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello piccolo ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni..... L’altro cervello è quello cognitivo, molto più giovane. È nato con il linguaggio e in 150 mila anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie alla cultura.” Rita Levi Montalcini


"La tradizione Occidentale, come conseguenza del Dualismo Platonico e, successivamente, del Dualismo Cartesiano, ha creato una dicotomia fra le scienze dell’uomo e le scienze biologiche, contrapponendo il biologico al culturale, la natura alla cultura, i geni all’apprendimento. Grazie alle Neuroscienze, ormai nell’uomo il culturale non può essere concepito senza il biologico, il cerebrale non può esistere senza condizionamento ambientale. Scopo del convegno è quello di ricreare una visione unitaria della conoscenza umana, attraverso un percorso interdisciplinare che indaga i differenti linguaggi che la  mente utilizza per apprendere, comunicare, tramandare le infinite forme dell’esperienza umana".

Il logo del convegno, un cervello umano con impressi segni arcaici di una scrittura che ormai non ci è più estranea, ci ricorda due indimenticabili post che la dottoressa Piras ci regalò su queste pagine. Per me, che mi avvicinavo alla scrittura arcaica da un' angolazione totalmente diversa, furono sorprendenti. E' con estremo piacere che annuncio questo convegno interdisciplinare cui avrò l' onore di prendere parte, e che si continuerà con l´inaugurazione della mostra epigrafica di Macomer, il giorno 30 alle 10:30. AB

mercoledì 12 ottobre 2011

Rapporti tra fenici e nuragici in Sardegna

di Stella del Mattino e della Sera

Ultime news dal convegno di Domus de Maria, 3 settembre 2011.

Marco Rendeli (su Sant’ Imbenia, a sorpresa): “Ah, una cosa che volevo dirvi: le anfore sono tutt’e due locali. Anche l’ anfora più recente che doveva essere di tipo sardo-fenicio non è espressione delle colonie, ma è espressione del contesto locale".
Io: “ Grazie lo stesso professore, ce lo aveva già detto Tzoroddu!”

Marco Rendeli (su Sant’ Imbenia, al solito): “E poi qui un piccolo..una piccola imitazione di sigillo orientale”.
Io: “Riferirò al Sanna  che crede ci sia scritto San Yahweh! Dove lo troviamo l’originale orientale?”

Il finale di questa notizia è andato perso

sabato 10 settembre 2011

Una lumaca ci svela le rotte della navigazione neolitica

di Atropa Belladonna

Figura 1: siti di distribuzione e campionamento per Tudorella sulcata
La filogeografia è una disciplina relativamente nuova: associando la distribuzione geografica di determinati individui alla genealogia di alcuni geni selezionati da essi, si propone di studiare i possibili processi storici che hanno condotto, nel corso dei millenni, a tale particolare distribuzione. La filogeografia statistica fa, dal 2002 circa, un passo in più: evitando il più possibile conclusioni ad hoc e soggettivamente plausibili, adatta i metodi della statistica demografica alla filogeografia, allo scopo di giungere a conclusioni il più possibile oggettive. Una tale scienza moderna è finita inevitabilmente su una delle più moderne riviste accademiche, PLoS One, completamente free access, il cui unico criterio per la pubblicazione è la rigorosità degli esperimenti riportati.  E ci è finita portandovi la possibile storia dell' antica navigazione da e verso "la più grande delle isole del Mediterraneo: la Sardegna. Ricercatori francesi e tedeschi, colpiti dalla anomala distribuzione di una lumachina terrestre, Tudorella sulcata, in alcune aree mediterranee (Figura 1), hanno deciso di ricostruire la storia della sua origine e dispersione. Per stare tranquilli hanno usato come marcatori sia un gene mitocondrale che uno nucleare, oltre ad informarsi meticolosamente sulle abitudini di vita di questo animaletto terrestre. Abitudini che non giustificano la loro diffusione se non per mezzo di vettori di navigazione umana. Il tutto iniziò circa 8000 anni fa, millennio più millennio meno. L' analisi statistica supporta l 'intuizione visiva immediata: il modello derivato dai dati suggerisce una espansione dalla Sardegna verso Algeria prima e Francia poi. Delle lumache, s' intende: ma quali uomini le trasportarono? posso soggiungere che siamo un pò prima dei "so-called Phoenicians"?

Jesse R, Véla E, Pfenninger M (2011) Phylogeography of a Land Snail Suggests Trans-Mediterranean Neolithic Transport. PLoS ONE 6(6): e20734.