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martedì 20 settembre 2011

Pugilatori con lo scudo in testa!

di Franco Laner


Massimo Pittau ed io pensiamo che i Giganti di Monte Prama siano telamoni.
Il professore ha sviluppato l sua tesi in una pubblicazione “Il Sardus Pater e i guerrieri di Monte Prama”, Edes ed., Sassari, 2008. La mia è un capitolo di “Sa ‘ena”, ed. Condaghes, Cagliari, 2011, che presenterò a Cagliari fra due settimane, il 30 settembre.
Lui arriva alla sua idea con ragionamento storico e ricerca sulle fonti, ma anche con intuizione. La mia, che prende spunto dalla sua, è sostenuta da semplici ragioni di gravità, o se vogliamo da considerazioni che appartengono alla mia disciplina.
Figura 1: Perseo con testa di Medusa di 
Antonio Canova. Mi scuso col mio conterraneo 
di indurre a guardare l’arte con l’occhio 
dell’ingegnere.
Una statua di pietra deve fare i conti con la resistenza del materiale. La pietra resiste ottimamente a compressione, ma a trazione è poco affidabile e vulnerabile e perciò la composizione della figura ha dei vincoli fisici che debbono essere rispettati, proprio perché la gravità non fa sconti! Ed alcune delle sue parti si possono rompere. Una statua è una “struttura” ed il suo artefice deve possedere forti nozioni di statica!
Ovvio, se il materiale è bronzo, problemi non ce ne sono, vedi i Bronzi di Riace. E la Statua della Libertà di New York? Sta su, specie il braccio con la fiaccola, perché Eiffel, sì proprio Gustave Eiffel, quello della Torre parigina o delle Chiuse di Panama o dei leggiadri ponti sul Garabit, ha progettato e calcolato l’ossatura di ferro della statua.
Bene, i Guerrieri hanno lo scudo e i frammenti ritrovati indicano che il gomito ha contatto con lo scudo. Bisogna allora escludere che un braccio possa sostenere lo scudo. Lo scudo è spesso più di 5cm, quindi pesante, impossibile da reggere!
Quale l’espediente dello scultore?
Mi sia permessa ora una breve digressione che ho elaborato bloccato come per magia osservando la statua di Perseo con la testa della Medusa scolpito dal Canova (1). Il braccio che solleva la testa piena di serpenti è teso, la testa deve essere esibita!

lunedì 21 giugno 2010

Architettura e archeologia a braccetto a Lanusei

“L'architetto e l'archeologia” è il titolo del terzo convegno internazionale che si terrà sabato prossimo, il 26 giugno, presso l'hotel Villa Selene di Lanusei. Organizzato dall'ordine architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori delle province nuorese e ogliastrina, il convegno comincerà la mattina alle 9,30. Questo il programma delle relazioni.
Ore 10,30 Antonietta Boninu, Archeologia tra prosa e poesia; ore 11,00 Franco Laner, Murature a secco in Sardegna. Gli arcani di un atavico gesto tecnico; ore12,00 Arnold Le Beuf, Il significato astronomico del tempio a pozzo di S. Cristina – Paulilatino; ore 12,30 Alberto Pozzi, Megalitismo - architettura sacra della preistoria.
Nel pomeriggio, alle ore 15,30 Emanuela Porcu, Sentenza TAR Sardegna, le competenze professionali dell’architetto; ore16,00 Italo Deledda, Etruschi e nuragici nella Gallura inferiore; ore 16,30 Giacobbe Manca, Pseudo restauri o più propriamente ricostruzioni nei momumenti sardi; ore 17,00 Gianfranca Salis, I lavori di scavo nel sito nuragico di “Selene” - Lanusei; ore17,30 Mauro Peppino Zedda, Il significato astronomico dei nuraghi.
Alle ore 18,30 Visita al planetario e alle 21,30 visita all’osservatorio astronomico. I lavori saranno coordinati da Giovanni Pigozzi. Domenica ore 10,00 visita guidata al sito archeologico del villaggio di Selene - Lanusei