venerdì 29 febbraio 2008

Lunedì esce alla luce la nuova scritta nuragica

Lunedì prossimo, alle ore 17, a Santa Cristina di Paulilatino, la nuova scritta nuragica di cui su questo blog ho già parlato sarà presentata al pubblico. Lo farà il professor Luigi Sanna in una conferenza stampa, promossa dal sindaco di Paulilatino, Domenico Gallus e dall'assessore alla cultura.
Sanna illustrerà, con l'aiuto di diapositive, il significato dei grafemi (la cui foto qui torno a pubblicare) e spiegherà perché ritiene nuragica la scritta, incisa con la tipologia di scrittura protosinaitica e protocananea di origine palestinese. Durante la conferenza, il professor Sanna collegherà anche il tenore dell'iscrizione con il toponimo del sito archeologico, poco distante dalla capanna che ospita la scritta e la cui foto trovate qui sopra.
La capanna e l'iscrizione sui massi di basalto sono state scoperte da due donne paulesi, appassionate di archeologia. Il loro nome sarà rilevato nel corso della conferenza stampa che, al di là della sua definizione, è aperta a studiosi e appassionati.
La notizia del ritrovamento della scritta nuragica ha fatto il giro del mondo, interessando, fra l'altro, frequentatori di questo blog dall'Argentina agli Stati uniti, dal Canada all'Italia oltre che, va da sé, dalla Sardegna. Ho ricevuto moltissime lettere, per lo più scettiche, come è ovvio, essendo noi tutti abituati a formarci un'opinione sulla base delle comunicazioni ufficiali che, lo sappiamo, sono a volte reticenti, altre volte supponenti.
Personalmente, non ho una sufficiente attrezzatura culturale per sapere che cosa ci sia di autentico in questa scoperta e in altre - penso al ritrovamento di scritture etrusche ad Allai - che si vanno facendo in giro per la Sardegna. Con molta modestia, ho però la convinzione ferrea che non si possa dire aprioristicamente, come è abitudine dell'Accademia, che una cosa non è vera, solo perché non torna con le certezze solidificate.

9 commenti:

tontonlino ha detto...

Ciao gianfranco, il ritrovamento delle scritta di cui si parla qui non è sicuramente una sorpresa per chi conosce il sito nuragico di Santa Cristina. Personalmente, pur non avendola vista, ne ho sentito parlare più di dieci anni or sono. La persona che me ne diede allora notizia localizzava la scritta proprio nel luogo rappresentato in fotografia. Questo, ovviamente, non ci dice se è autentica o no.

Anonimo ha detto...

La conferma che la scritta possa essere originaria dell'area palestinese potrebbe, se ufficializzata, segnare un passo importante sul piano storico antropologico ed aprire un dibattito sinora accessibile agli esperti ad altri ambienti culurali e popolari. Potrebbe sicuramente essere portato come esempio di scrittura archetipa e far slittare la cronologia dei programmi universitari di Dialettologia a un periodo anteriore rispetto a quello dal quale oggi generalmente si parte, ovvero dalla formazione delle lingue romanze in seguito allo sgretolamento dell'Impero Romano.
Basterà documentarsi a più non posso prima che qualche prestigiosa Università americana, od europea, inizi a fare dettagliate ricerche sul campo che il nostro establishment non intraprende con la giusta considerazione.
Qualunque sia la verità, l'importante è avvicinarsi alla materia ed alla riflessione conseguentemente ad una scoperta di tale portata.

Anonimo ha detto...

Ho dimenticato di firmarmi Gianfrà.
Gavinu

Mirko Zaru - Archeologia Sarda Staff ha detto...

Bisogna inanzitutto assicurarsi di che periodo è l'incisione, ma sopratutto l'architettura della capanna, a prima vista sembra medievale o bizantina

zuannefrantziscu ha detto...

Mirko Zaru ha perfettamente ragione. Bisogna assicurarsi di che periodo sono l'iscrizione e la capanna. Ma bisogna anche assicurarsi di non avere pregiudizi, come quello che in epoca medioevale o bizantina ci fosse chi comunicasse preghiere o emozioni con quegli "strani" grafemi. O no?

shardanaleo ha detto...

Salude a bos! Una volta tanto sono d'accordo con Mirko... basta col chiamare NURAGICO tutto quanto si trova NEI PRESSI di un nuraghe... con questo metro, anche casa mia è NURAGICA... ognuno di noi si trova un nuraghe a pochi metri... Sanna dice che la scritta può essere SINAITICA...? potrei essere d'accordo su questo, anche perchè CONOSCO quei segni per averli studiati. Del resto leonardo melis riporta i segni di S. Cristina nel suo libro del 2005... segni trovati in loco da bruno vacca un decennio fa... e che Melis ha interpretato insieme a quelli di macomer e adella Jara tra setzu e tuili.
Questo, non per demolire il lavoro di Sanna &C. ma solo per rafforzarlo. Pur tenendo presente che l'ABUSO del termine NURAGICO porta a distorcere il vero SIGNIFICATO della scoperta. Se scoperta è...
Shardanaleo

zuannefrantziscu ha detto...

Il professor Luigi Sanna, mi manda questo commento con l'autorizzazione a pubblicarlo. Cosa che faccio volentieri:

Non fate confusione, anzi casino. La scritta non si trova a S.Cristina di Paulilatino. Mai avrei parlato di una 'nuova' iscrizione, non solo per onestà intellettuale, ma sapendo bene che in molti, anzi in moltissimi, la conoscono da tanto tempo. D'altronde ne ho già parlato nel mio volume, anche ipotizzando cosa potessero essere quei segni, sulla scia di un noto studio sui Filistei di G.Garbini.
L'iscrizione si trova a Perdu Pes, quindi da tutt'altra parte, in un luogo non distante dal Nuraghe Lugherras. Noto pertanto con disappunto che non è solo la Sovrintendenza, così biasimata per la sua intemperanza, che trincia giudizi senza aspettare, senza capire, senza avere un minimo di rispetto per chi dichiara delle scoperte.
Forse non si è annunciato con chiarezza che ci sarebbe stata (oggi) una Conferenza stampa? Chi vuole può partecipare e, dopo aver saputo come stanno bene le cose, sottolineo 'dopo', dire tutto quello che si vuole, anche che la capanna di Perdu Pes è bizantina, longobarda o di una setta semitica che congiura nell'alto Oristanese ( e non solo) per riproporre la scrittura di Dio del Monte Sinai.
“Linguellisti”, “puntalisti”, squallidi compari dei Negatori di professione e quant'altro, si facciano avanti. Perché sono in molti che li vogliono vedere bene in faccia e non, come per lopiù accade, dietro sgrammaticati commenti (?!) che per decenza, dopo tolleranza francescana, vengono cassati. Anche perché non sono proprio in grado, neppure un attimo, di restare nel tema. Se poi mi viene concesso, a certuni cosiddetti 'amici' consiglio, fraternamente, una cosa: non andate a caccia della gloria vana di un minuto. Scarso.

Mirko Zaru - Archeologia Sarda Staff ha detto...

"Mirko Zaru ha perfettamente ragione. Bisogna assicurarsi di che periodo sono l'iscrizione e la capanna. Ma bisogna anche assicurarsi di non avere pregiudizi, come quello che in epoca medioevale o bizantina ci fosse chi comunicasse preghiere o emozioni con quegli "strani" grafemi. O no?"

Mai sentito parlare di riutilizzo di conci per strutture di periodo differente??

shardanaleo ha detto...

Ho già risposto a Gigi in privato e su naltri forum in cui la discussione figurava... Invito chi ne ha volgia a rileggere il mio commento ... noterà che non vi è NESSUNA TRACCIA di attchi o contestazioni... io INVITO semplicemente a NON affrettarsi a ettichettare di NURAGICO tutto quanto si trova nei PRESSI di un nurahge... quanto alla querelle SHARDANA=NURAGICI.. beh! Credo che avrò il diritto di NON credere che questa equazione (per ora) sia possibile, finchè NON avremo delle PROVE che lo dimostrino. Se qualcuno le ha, sarò ben lieto di CAMBIARE idea.
Un saluto.
Shar