domenica 25 settembre 2011

Emporio fenicio di Tharros: still missing

di Stella del Mattino e della Sera
Continuano senza successo le ricerche dell’ emporio fenicio di Tharros. Nonostante gli encomiabili sforzi degli scavatori, di oggi di ieri e di sempre, l’ ostinato mercatino non salta fuori. Difficile valutare spinose questioni: c’ era concorrenza o sinergia con quello di sant’ Imbenia del lunedì? O era forse consorziato con quello di Nurdole? Gli scienziati non si pronunciano. Il coinvolgimento dei centri summenzionati pare innegabile, ne fa testo il ritrovamento in entrambi di due scarabei egizi, come ci racconta Raimondo “Momo” Zucca, in una intervista esclusiva:  “Questo emporio fenicio di Tharros dovrebbe essere responsabile della diffusione nel «cantone» nuragico del Campidano di San Marco de Sinis del prestigioso scaraboide della tomba XXV di Monte Prama, uno dei pochi aegyptiaká attestati in centri indigeni sardi, assieme agli scarabei egizi  dell’empórion di Sant’Imbenia e del santuario nuragico di Nurdole-Orani”.  Io: “Ma quale emporio fenicio di Tharros, se ancora non lo avete localizzato?” . Zucca:” Appare plausibile che lo scalo portuale tharrense si debba individuare nel bacino occidentale della laguna di Mistras, delimitato dalla lingua sabbiosa di Sa Mistraredda.  Se tale situazione di scalo rimontasse, come è possibile, già all’Età del Bronzo Recente-Finale e alla Prima Età del Ferro, apparirebbe possibile ricercare l’empórion fenicio in ambito indigeno a monte del bacino occidentale di Mistras.” Io: “Ma non le pare azzardato sostenere che lo scarabeo di Monti Pramma, di recente ridatato al XII-XI secolo, sia stato diffuso da un emporio di cui non conoscete l’ esistenza? E non le pare strano che sia stato trovato uno scarabeo egizio nel santuario nuragico di Nurdole?”. Zucca “No”.
Nel frattempo si intensifica l’ azione del GCS&A (gruppo Cialtroni Sardi & Affini), contro il renaming del golfo di Oristano in “Golfo dei Fenici”. Essi si dicono in particolar modo esterrefatti dalla cartina del “ popolamento del Sinis nella seconda metà del II millennio a.C. (carta a sinistra) e nei
primi secoli del I millennio a.C. (carta a destra) “ di recente pubblicata in Tharros Felix IV. Il GCS&A ha inviato una lettera di protesta al sindaco di Tharros richiedendo, su solide basi cartografiche, il renaming dell’ area in “Bimare dei Nuraghi”. Come finirà?

10 commenti:

shardanaleo ha detto...

Finirà come deve finire. Prima o Poi qualche Autorità competente leggerà gli scritti degli "Archeocialtroni/Fantarcxheoiloghidistamposardsistaecc..." che protestano, e MANDERA' A CASA questi confusionari patentati .... TUTTI A PELARE PATATE...

Atropa belladonna ha detto...

Non ho capito: Tharros fenicia di qua, fenicia di là e non si è neppure a consocenza di un Emporio, l' apoteosi del concetto fenicio nel mondo?
Se posso esprimere un' opinione, anzi un consiglio: il cercherei l' emporio fenicio nella stessa area " dell'atelier urbano, forse statale, verosimilmente a Tharros, dotato di maestranze specializzate in tecniche orafe di estrema precisione, che realizzava e commercializzava insieme ai prodotti finiti anche matrici e modani da sbalzo per oggetti e gioielli, quali segni distintivi di rango e dello status sociale di appartenenza". Dele resto i sardi sono tradizionalisti come da cliché, e l' isola ebbe un tragico influsso reazionario su chiunque vi mettesse piede: tant'è vero che i fenici, appena sbarcati, si misero a scrivere con uno stile di 200-300 anni prima, si "attardarono", secondo un tecnicismo di gran voga.

Atropa belladonna ha detto...

Tu credi davvero che finirà così? io ho forti dubbi: hai idea della castroneria immensa che ha detto ieri la nostra ministressa dell' istruzione, università e ricerca? credi che cadrà o si dimetterà? no, con un secondo comunicato ha semplicemente negato di averla detta, che abbiamo tutti equivocato. E che non era giusto farla diventare la barzelletta del web. Ecco, trasla.

giorgio ha detto...

E' un po' fuori tema, ma lo scrivo comunque:
confesso d’essere un po’ allergico ai fenici, ai punici ed anche ai conquistatori romani, come lo sono stati gran parte dei cagliaritani sino a che qualcuno a raccontato loro che non potevano fare a meno della necropoli di Tuvixeddu e dell’anfiteatro romano.
Credo anche che, a livello inconscio, gli stessi cagliaritani detestino quel lungo periodo storico in cui sono stati dominati o andando bene colonizzati. Prova ne sia che l’anfiteatro romano è sempre stata una discarica a cielo aperto (e si appresta a ridiventare tale) ed i nostri genitori ci raccomandavano di non recarci a Tuvixeddu, perché frequentato da tossici e da donne di malaffare.
In realtà non ci interessava per nulla visitare quel luogo, disseminato di tombini, tutti allineati da quelle cugurre di punici che si diceva avessero anche il vezzo di sacrificare i bambini.
Per cui, quando poi ho visto, sull’Unione Sarda di ieri, l’immagine del Sovrintendente Minoja in estasi davanti alla tomba di tale Rubellio (in procinto di essere restaurata), sono stato colto da inarrestabile orticaria ed ho fatto anche gli scongiuri di rito quando ho letto che lo stesso Rubellio aveva fatto incidere sulla pietra la frase “tu che leggi questa iscrizione, ricordati che sei mortale”; a conferma che, comunque la si rigiri, la necropoli di Tuvixeddu porta in realtà un po’ di sfiga.

Giuseppe ha detto...

@ Giorgio
condivido almeno in parte la tua allergia a proposito dei fenicio-punici. Tuttavia ricordati che i primi erano lontani cugini dei Nuragici, come dimostra la somiglianza genetica tra i Sardi e Libanesi attuali che risale al periodo in cui i Nuragici (vedi Sherden) frequentavano le coste del Canaan.
Quanto ai Cartaginesi e alla necropoli cagliaritana, la sua esistenza dimostra, implicitamente, l'enorme importanza strategica ed economica attribuita al sito di Cagliari, visto che è la più grande del Mediterraneo.
A si biri
Giuseppe Mura

giorgio ha detto...

@ Giuseppe
sono consapevole dell'importanza storica della colonizzazione fenicio punica, della dominazione romana e comunque di tutti i momenti che hanno caratterizzato la nostra storia. Tra l'altro ritengo che i Fenici non fossero altro che emigranti di ritorno e concordo assolutamente con te quando affermi che la dimensione della necropoli di Tuvixeddu attesta la rilevanza strategica ed economica che i Cartaginesi attribuivano a Cagliari. Ovviamente la mia era solo una provocazione, dovuta al tiepido interesse che i detentori del sapere e la Sovrintendenza mostrano nei confronti del periodo che più ci caratterizza sotto il profilo identitario, non paragonabile alla rilevanza che invece viene attribuita ai lunghi anni in cui abbiamo dovuto condividere la nostra cultura con i cartaginesi e quindi con i romani.
Un caro saluto

Atropa belladonna ha detto...

Ci sia almeno lecito porgerci una domanda: in alto loco (ma anche in luoghi molto bassi) si protesta che i famosi "cialtroni" del GCS&A non seguano metodi scientifici, non si attengano ai dati certi eccetera. Invece è scientifico "inventarsi" l' emporio fenicio di Tharros? non solo, anche delineare le vie di irradazione del commercio da e per questo emporio? solo perchè doveva pur essere da qualche parte? sull' ateleir longobardo poi, stendiamo un velo come sul tunnel della Gelmini.

Atropa belladonna ha detto...

Aggiungo che, ovviamente, personalmente non mi invento un bel nulla. Il che non vuole dire che non faccia errori, ma l' invenzione proprio no.Sono due cose ben diverse.

giorgio nuvoli ha detto...

Scusate l'intervallo della cretinata: "ma siamo sicuri che questi empori (se realmente esistenti) avessero una ubicazione fissa e non si spostassero giornalmente (vedi odierni ambulanti)da una località all'altra dell'Isola per vendere scarabei e pataccate varie. Sicuramente dovremo far rientrare nella giornata di fiera un defilèe (scrivilo come voui te) di moda per fibbie, e fibiette di cinti.
Chiedo scusa ma per i cervelloni vorrei aggiungere una massima tratta dal Papiro Prisse: " Non ti inorgoglire per quello che sai e non fondare la tua sicurezza sulla tua istruzione. Accetta i consigli dell'ignorante come del sapiente "
Kun salude

Atropa belladonna ha detto...

Rimango stracuriosa di vedere il retro dello scarabeo di sant' imbenia ed il tutto dello scarabeo di Nurdole; per quest' ultimo il riferimento completo è: MADAU M. 2002, Il complesso nuragico di Nurdòle (Orani-NU) e le relazioni con il mondo mediterraneo nella prima Età del Ferro, in AA.VV., Etruria e Sardegna centro-settentrionale tra l’Età del Bronzo finale e l’Arcaismo,
AttiSEI, XXI (Sassari 13-17 ottobre 1998), Pisa-Roma, Istituti
Editoriali e Poligrafici Internazionali, pp. 335-340.

Qualcuno lo ha a disposizione? non sono moto fiduciosa sul fatto che il professor. Madau mi mandi un reprint a richiesta.Aggiungo che non ne avevo mai sentito parlare.