domenica 8 luglio 2012

GorostiU5b3 ovvero il bosone di Blasco (parte I)

di Alberto Areddu
Sarà capitato anche a voi, vi svegliate un mattino e vi chiedete: ma non sarà che il mio cognome ha un qualche senso recondito, e se questo senso lo indirizzassi, ne sarei agevolato nella mia vita? Sì i cognomi, più ancora che i nomi (qualche centinaio), e diversamente dai segni astrologici, appena 12, sono migliaia, così ciascuno, sempre che non sappia di appartenere a quell'attestato 10 % di figli illegittimi, penserà "scientificamente" che qualcosa gli è rimasto della radice etimologica. Così (ipotizzo) è più facile che il nostro blogger si sia chiesto a un certo punto della sua vita se la pittura (e non la medicina, la veterinaria, o la botanica), lo avrebbe potuto accogliere tra i suoi cultori. Orbene, parlando amenamente in un altro stanzone del blog, son venuto a sapere che a metà giugno si è consumata una kermesse di tre giorni tra Cagliari, Galtellì, Dorgali, Alghero, dedicata a un evento straordinario. Beh, in un convegno straordinario si celebrava la gran scoperta di Blasco, per cui passerà indubitabilmente alla storia: le colleganze del basco in Sardegna nei millenni passati: archeologi, genetisti, linguisti (tra cui Alberto Nocentini, pensa te), si sono scomodati per celebrare nell'ora segnata dal destino, la scoperta del bosone di Blasco (altrimenti noto come, tra gli scienziati, come BlascoABCA13).
E già: Blasco=Basco, chissà in quale momento della vita si sarà accesa la illuminante agnizione negli occhi dello, fino ad allora sostraticamente reticente, studioso di Barcellona? E come intitolare sto popo' di convegno megagalattico? Già  aveva celebrato (ne parlammo altrove) il Natale 2010, in quel di Loceri (appena 2.500 € pagati dal comune per 'sto fior fiore di manifestazione), con la floreale dedica all'agrifoglio, ora con l'imprimatur del Magnifico Rettore di Cagliari, Prof. Jubanne Melis, l'Università cagliaritana tutta, e altri enti pubblici e privati, il nome di tale pianta viene ribadito, in groffu 'e s' istadiale, nella brochure ben appaiato a palesi allusioni genetistiche (via, anche la mia serva filippina sa che U5b3 è il comune gene sardo-basco!), e a un bel feto macrocefalo.
Uno pensa: Monti ci sta tagliando tutto, forse non arriveremo a fine anno, che tagli pure, ma mica si può tagliare per un'occasione di gala così importante, è un po' come la prima alla Scala, a cui anche il più sinistrorso dei contestatori non potrà dire di non esserci stato! "U5b3 Iberia e Sardegna legami linguistici, archeologici e genetici dal mesolitico alla tarda età del bronzo", hai capito, non stiamo mica parlando di badiale raccolta differenziata, qui c'è veramente qualcosa di importante e di che inuzzolire il palato.  Che peccato, che occasione perduta, non esserci stati, pensate mi volevano invitare, ma non mi hanno invitato, perché "avrebbero sicuramente distrutto le mie tesi e ridimensionato il mio Io ipertrofico", e probabilmente cuoricini come sono, hanno voluto che non venissi perturbato nell'errore, come mi suggerisce il mio spirito alato a nome Illiricheddu, che era preso in esami e non è potuto intervenire. Per cui richiamandolo dalle sue solite sollecitazioni, ora che ha tempo, lascerò a lui, a breve, esprimersi, ché ne sa più di me, e proprio sul golostri. Guarda te!



2 commenti:

Austinu S ha detto...

Sas peràulas giughent unu pesu.
Apo lèghidu unu libru dae pagu. Su tìtulu est Lessico del razzismo democratico, le parole che escludono. M'at fatu a cumprendere cantas bortas impreamus peràulas ratzistas, ca a fortza de las intèndere nos parent finas normales. Tipu "via, anche la mia serva filippina sa che...".

alberto areddu ha detto...

Perfettamente d'accordo: sono tipiche espressioni della media borghesia lombarda o settentrionale in genere, un tempo di diceva: "la mia domestica sardegnola" o di questo passo. Il riprenderle (e in un contesto, che se rilegge bene, è di un certo tipo) dovrebbe vaccinarci non dal non usarle, ma dal capire chi le usa NORMALMENTE, senza vergogna. Comunque perché si sappia: non ho domestiche, né filippine né d'altra contrada.