<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569</id><updated>2012-01-29T19:06:14.662+01:00</updated><category term='Libros'/><category term='Etimologia'/><category term='Storia'/><category term='Lingue'/><category term='Architettura'/><category term='Scuola'/><category term='Scherzi'/><category term='Cultura'/><category term='Literadura sarda'/><category term='Ambiente'/><category term='Stampa'/><category term='Letteratura sarda'/><category term='Disinnos'/><category term='Auguri'/><category term='Archeologia'/><category term='Limba sarda'/><category term='Statuto'/><category term='Società'/><category term='Federalismo'/><category term='Politica'/><category term='Psichiatria'/><category term='Scienza'/><category term='Blog'/><category term='Economia'/><title type='text'>gianfrancopintore</title><subtitle type='html'>Per contatti diretti: pintoreg@yahoo.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1373</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1697283058203271721</id><published>2012-01-29T18:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T18:10:26.402+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stampa'/><title type='text'>In memoria di "Sardegna 24"</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando chiude un quotidiano – e oggilo ha fatto &lt;i&gt;Sardegna24&lt;/i&gt; – c'è sempre una confessione diimpotenza. Ed è un fatto drammatico sia per chi ci lavorava, sia peril gruppo che lo ha edito, sia per chi lo ha accompagnato nella vitailludendosi che fosse forte di lettori e sostenitori. Accomiatandosi,il direttore Giommaria Bellu ha assicurato che si tratterà di unabreve assenza dalle edicole e sinceramente sarei contento se cosìfosse, anche se a me &lt;i&gt;Sardegna24 &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;nonpiaceva. Né, temo, piacerà se risorgendo continuerà ad essere ungiornale fazioso teso a formare più che a informare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Delresto, il fallimento del quotidiano, perché di questo al momento sitratta, mi pare strettamente legato al suo essere replica settaria diun altro quotidiano legato al centrosinistra, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;La NuovaSardegna&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. Ha affollato un'areapolitica e culturale che, evidentemente, non è in grado di forniretanti lettori e sostenitori quanti sono necessari a far vivere duequotidiani, simili nell'ispirazione ideale e diversi quanto atradizione, radicamento e target, borghese moderato l'uno,intellettuale e agitato l'altro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Gliscrittori di sinistra, i registi di sinistra, gli artisti disinistra, gli intellettuali di sinistra si sono raccolti oggi intornoal giornale che chiude per piangerne la dipartita di un caro di casa.Uno sforzo finanziario pari a quello retorico avrebbe credo – bastaleggerne i nomi – assicurato lunga vita al quotidiano. E, chi sa?,potrebbe contribuire alla rinascita. Tutto sta nel vedere se esiste,in Sardegna, un pubblico di lettori disposto a metter da parte lecapacità di riflessione ed accontentarsi di quelle agitatorie.Comunque sia, buona fortuna alla redazione e alla direzione di&lt;/span&gt;&lt;i&gt;Sardegna24. &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Unquotidiano fazioso vivo è sempre meglio di un quotidiano settariomorto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1697283058203271721?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1697283058203271721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1697283058203271721' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1697283058203271721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1697283058203271721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/in-memoria-di-sardegna-24.html' title='In memoria di &quot;Sardegna 24&quot;'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2226097411792070620</id><published>2012-01-27T14:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T14:22:21.489+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Federalismo'/><title type='text'>Quando Bonaparte ci mette la coda</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Come il diavolo spesso si nasconde neidettagli, così la battaglia contro “i costi della politica”nasconde a volte la piaga dello statalismo accentratore. Da ormaivecchio sardista, personalmente sono stato sempre contrario alleprovince in quanto sede di prefetture, di occhi e orecchie, cioè,del centralismo bonapartista. La loro abolizione sarebbe salutare siaper dare alla Repubblica un assetto più rispettoso delle autonomie,per non parlare del federalismo sia per risparmiare denari pubblici.Avete mai letto o sentito gli abolitori delle province parlare diabolizione delle prefetture? &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Eppure anche queste costano. Unprefetto (dati del 2009) guadagna da 10 mila a 11 mila e cinquecentoeuro al mese, quanto o più di un presidente di Regione; unviceprefetto porta a casa da 83 mila a 94 mila euro all'anno, moltopiù di un consigliere regionale dell'Emilia Romagna; e poi ci sono iviceprefetti aggiunti, i consiglieri, i funzionari. Chi sa quantorisparmierebbe lo Stato rinunciando alle sue nostalgie napoleoniche?Ecco perché provo un gran senso di nausea quando leggo le indignateinvocazioni alla abolizione delle province (che comunquerappresentano un momento della vita democratica) e sento silenzioassoluto sull'abolizione delle prefetture che tutto potranno essere,tranne un momento di democrazia ed espressione di autonomia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;È lo stesso fastidio che provo spessoleggendo le sparate “anti-casta” dei professionisti della cacciaalla Casta, quali sono Rizzo e Stella, pur riconoscendo ai duegiornalisti il merito di aver sollevato lo scandalo degliiperemolumenti e dei privilegi dei ceti politici. Oggi un articolo diSergio Rizzo ha per titolo “&lt;i&gt;Stipendi record: la giungla delleregioni&lt;/i&gt;”. Ecco che la lingua batte sul dolor di denti. &lt;i&gt;Lagiungla delle regioni&lt;/i&gt;. Chi sa se scriverebbe mai un articolosulla “giungla degli stati Usa” per esempio, dove esistono statiche comminano la pena di morte e altri no, dove la polizia di unostato non può violare il proprio confine. Eppure, uno stato come &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;ilNew Hampshire &lt;/span&gt;(un milione e trecento mila abitanti) mica èpiù importante della Sardegna solo perché quello è uno stato  e lanostra una regione speciale. È la parola Stato che fa genuflettere,o che altro?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Solo una irresistibile voglia diaccentramento può far pensare ad un livellamento (a quale altezzapoi?) degli stipendi di governatori e parlamentari regionali periniziativa esterna alle regioni. “&lt;i&gt;Ha senso che un consigliereregionale dell'Emilia Romagna abbia un appannaggio pari alla metà diquello del consigliere della Sardegna?&lt;/i&gt;” si chiede l'indignato.Ed è implicita la risposta. Che, immagino, non sarà: “No, non hasenso: il consigliere emiliano deve guadagnare quanto il sardo”.Scherzo. Ma Rizzo non scherza, quando scrive che “&lt;i&gt;nelle Regioniitaliane, l'autonomia ha avuto risvolti insensati, dando vita ad unagiungla di privilegi e retribuzioni nella quale sarebbe opportunomettere finalmente un po' d'ordine&lt;/i&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ah i vecchi, bei tempi brezneviani,quando gli stati del Patto di Varsavia godevano di autonomia ma,vivaddio, limitata e responsabile. Quella è l'autonomia sognata.Certo, soprattutto in tempi di magra come quelli che viviamo, sarebbe“opportuno” che si tendesse a risparmiare, abolendo leprefetture, per esempio, e diminuendo gli emolumenti deiparlamentari, regionali e statali. Ma il giorno che sapessimo che ilGoverno o il Parlamento italiani volessero metter becco nellequestioni del Governo e del Parlamento sardi, non ci sarebbe damettersi sa berrita a tortu?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2226097411792070620?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2226097411792070620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2226097411792070620' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2226097411792070620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2226097411792070620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/quando-bonaparte-ci-mette-la-coda.html' title='Quando Bonaparte ci mette la coda'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2827402671887660540</id><published>2012-01-26T15:40:00.003+01:00</published><updated>2012-01-26T15:40:57.378+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La resistenza degli Iliesi: qualche risposta ai commenti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di &lt;b&gt;Giovanni Ugas&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nelrispondere a coloro che sono intervenuti per commentare la mia notasugli scavi di Sirilò di Orgosolo, debbo precisare che, nel portarela mia attenzione sulla questione, mi sono limitato a rimarcare ilfatto che, stando alle fonti storiche, le aree montane interne dellaSardegna restarono indipendenti sino al II secolo d.C., e non hoaffatto toccato il tema ben più ampio e complesso della costanteresistenziale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Inoltre,non posso fare a meno di premettere, a scanso di equivoci, che né lamia persona né le mie ricerche sono condizionate da preconcetti dialcun genere, poiché non ho mai cercato di sedermi su uno scanno perguardare gli altri dall’alto verso il basso, ma neanche penso ditenere il capo chino; per dirla in breve la diplomazia non è il mioforte e sono per l’uguaglianza dei diritti e dei doveri e non perle gerarchie umane che portano alla fame, non solo culturale, e allaschiavitù di tanti esseri umani. Per di più preferisco ricercare eimparare più che insegnare, anche se talora è doveroso farlo e loimpongono le necessità della vita e il caso come affermava JacquesMonod. Ovviamente nel mio lavoro posso sbagliare, come del resto puòerrare chi ha voluto leggere la mia nota, ma non accetto giudizipretestuosi da parte di nessuno. [&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=394:la-resistenza-degli-iliesi-qualche-risposta-ai-commenti&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;]&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2827402671887660540?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2827402671887660540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2827402671887660540' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2827402671887660540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2827402671887660540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/la-resistenza-degli-iliesi-qualche.html' title='La resistenza degli Iliesi: qualche risposta ai commenti'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6018814700796391309</id><published>2012-01-25T11:40:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T11:40:14.138+01:00</updated><title type='text'>E voi che ne dite? Quale destino per Alcoa?</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il blog di &lt;a href="http://vitobiolchini.wordpress.com/"&gt;Vito Biolchini&lt;/a&gt; chiede da unpaio di settimane ai propri lettori quale destino riserverebbero,potendo decide, allo stabilimento dell'Alcoa. Decisamenteinteressanti le &lt;a href="http://polldaddy.com/poll/5839177/?view=results"&gt;risposte&lt;/a&gt;: per il 25 per cento andrebbe trovato unnuovo acquirente per lo stabilimento (e pare che trattative in questosenso siano in corso); il 13 per cento vorrebbe fosse nazionalizzatoe secondo il 63 per cento, l'Alcoa dovrebbe esser lasciata chiudere ebisognerebbe cominciare a bonificare.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ripropongo le stesse domande, quiaccanto, ai lettori di questo blog. Che ne dite voi?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6018814700796391309?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6018814700796391309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6018814700796391309' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6018814700796391309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6018814700796391309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/e-voi-che-ne-dite-quale-destino-per.html' title='E voi che ne dite? Quale destino per Alcoa?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-747031962106794475</id><published>2012-01-24T18:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T18:37:01.027+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stampa'/><title type='text'>Cara, mi son perso la Sardegna</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ASW0NMi5Rgk/Tx7ru8urX-I/AAAAAAAAB4s/7DJYBqMHSCU/s1600/sole.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="145" src="http://1.bp.blogspot.com/-ASW0NMi5Rgk/Tx7ru8urX-I/AAAAAAAAB4s/7DJYBqMHSCU/s200/sole.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Metà Sardegna è di nuovo furibondaper colpa di altre omissioni italiane: uno dei quotidiani piùimportanti della Repubblica, &lt;i&gt;Il Sole-24 ore&lt;/i&gt;, si è dimenticatodi allegare l'isola alla penisola. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In una cartina geografica, l'organodella Confindustria ha confuso la considerazione che l'Italia hadella sua Matrice, che è notoriamente nulla, con la realtà dellecose: la Sardegna appartiene – purtroppo – all'Italia. Come, delresto, ha confermato qualche ora fa il Governo Monti che ha bocciato,rinviandola alla Corte costituzionale, una legge regionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;È quella cosiddetta del “Piano casa”che, secondo le vestali che in quei ministeri allignano, avrebbediversi profili di incostituzionalità. A me non piace molto, quellalegge e, probabilmente, se ci fosse in Sardegna una battagliapolitica (non ideologica e isterica come quella scatenata nei mesiscorsi) per abolirla o cambiarla, sarei della partita. Ma un conto ècombatterla qui, con argomenti che coinvolgono noi sardi, altro contoè riconoscere ad un governo sempre più straniero il diritto diledere quel po' di autonomia che abbiamo e di comportarsi peggiodella Germania con l'Italia. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quel che temo è che gli oppositoriideologici e isterici brinderanno, magari con cannonau e nuragus, inonore del Governo italiano e della Consulta per aver affossato unalegge dell'odiato nemico interno. E poi, naturalmente, si uniranno atutti gli altri sardi nella protesta contro la cartina geografica del&lt;i&gt;Sole-24 ore&lt;/i&gt;, il quale ha dimenticato l'esistenza dellaSardegna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-747031962106794475?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/747031962106794475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=747031962106794475' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/747031962106794475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/747031962106794475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/cara-mi-son-perso-la-sardegna.html' title='Cara, mi son perso la Sardegna'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ASW0NMi5Rgk/Tx7ru8urX-I/AAAAAAAAB4s/7DJYBqMHSCU/s72-c/sole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5051079997039250188</id><published>2012-01-23T14:53:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T14:53:44.713+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>L'Alcoa non deve chiudere. Certo, e poi?</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Abbiamo credo tutti la propensione ad emozionarci ai drammi collettivi e molto meno a quelli individuali, alle tragedie dei grandi e non dei piccoli numeri. La minaccia di 500 licenziamenti è un dramma, quella della chiusura di una minuscola attività un triste affare personale. Non è giusto, ma temo che così continueranno ad andare le cose. La capacità di coinvolgere media e gente che conta accresce poi la sensazione di vivere una tragedia sociale. Gli operari e i quadri sindacali della Alcoa di Portovesme sono riusciti a far parlare giornali e telegiornali della loro vicenda (la minacciata chiusura della fabbrica). Ed hanno ottenuto pubblica solidarietà da calciatori e cronisti sportivi e milioni di persone hanno, quindi, saputo che esiste l'Alcoa di Portovesme con il suo carico di drammi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non molto tempo fa, l'isola dell'Asinara occupata dai cassa integrati della Vinyls divenne famosa in Europa, e non solo, come sede della lunga protesta operaia. Ancora oggi esiste e funziona &lt;a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/"&gt;il sito&lt;/a&gt; che porta il nome della iniziativa ed un molto letto raccontatore delle battaglie sindacali in tutto lo Stato. Mediaticamente efficace, politicamente funzionale a far crescere le simpatie per l'opposizione e anche per la maggioranza regionale che si mossero l'una e l'altra nei confronti del governo Berlusconi.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di Alcoa, insomma si parla, non è più solo un argomento sindacale, come lo sono, per esempio, la vertenza per il calzificio macomerese Queen e le altre decine che hanno puntellato questi anni di desertificazione industriale della Sardegna. Se ne parla come si è parlato della Vinyls di Portotorres e dell'occupazione dell'Asinara. Operai e sindacati chiedono che l'Alcoa non chiuda, che la multinazionale americana – si è letto anche questo – non pensi solo all'economia ma anche all'etica. Chiedono alla politica di agire, di muoversi per scongiurare la fine della produzione di alluminio in Sardegna. Questa politica di mangiamangia, di membri della Casta, di ladri e fannulloni è, per un attimo, utile, insomma.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Certo non è compito degli operai e dei loro quadri sindacali dire come superare la crisi che comporta la chiusura dell'Alcoa, né lo è dei sindacati che, però, una certa complicità l'hanno con la scelta sciagurata di impiantare in un'isola fabbriche inquinanti e divoratrici di energia. E da quando lo Stato non è più imprenditore, neppure esso può essere invocato come risolutore della crisi. Non può, insomma, sostituirsi alla multinazionale americana per tenere aperta la fabbrica, come, invece, pare suggerire – se non ho capito male – chi dice che l'Alcoa può anche andarsene dalla Sardegna, purché qui rimanga la produzione.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quale potrebbe dunque essere il ruolo della politica in questa e in altre vicende simili? Il ruolo che fino ad ora non ha esercitato: creare le condizioni, attraverso la zona franca per esempio, per un modello di civiltà nuovo per la nostra isola. Un modello che prenda atto della fine della vecchia industrializzazione e che, se industria ha da essere, sia fondato sulle risorse materiale e umane della Sardegna. Nell'accompagnare l'affermarsi di questo modello, ci sarà bisogno di una grande quantità di lavoratori per riparare i disastri ambientali e ripristinare l'ambiente la cui bellezza dovrò tornare ad essere la caratteristica prima dell'isola.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un sogno, un'utopia? Forse, ma certo non più sogno ed utopia dell'immaginare una multinazionale statunitense che metta l'etica fra i criteri produttivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5051079997039250188?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5051079997039250188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5051079997039250188' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5051079997039250188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5051079997039250188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/lalcoa-non-deve-chiudere-certo-e-poi.html' title='L&apos;Alcoa non deve chiudere. Certo, e poi?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2153347695429328727</id><published>2012-01-22T14:44:00.001+01:00</published><updated>2012-01-22T14:44:20.432+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Scrittura dell'età del Bronzo e I Ferro. La microscrittura (pittografica e non) arte straordinaria degli scribi nuragici</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;di&lt;b&gt; Gigi Sanna&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La scrittura nuragica dal punto di vista formale, ovvero quello della composizione e del riporto dei significanti sul supporto, può essere divisa in quattro grandi aspetti o tipi: &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;1) quello  della scrittura &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;monumentale &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;macroscrittura&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;2) quello della scrittura &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;media &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;che potremmo chiamare anche '&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;normale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;3) quello della scrittura assai minuscola o &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;microscrittura&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;4) quello della scrittura a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;grandi caratteri &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;riportata, prevalentemente, nei monumenti (nuraghi, tombe di giganti e pozzi sacri)  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;'Testi' del primo tipo danno le &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Tombe di Giganti &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; e i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Nuraghi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; (1); del secondo tipo, ad esempio,  il coccio di Orani, il  ciondolo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Pranu Antas&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; di Allai (2),  il coccio del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Nuraghe Alvu &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di Pozzomaggiore (3), la 'rotella' o disco di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Palmavera &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di Alghero (4) e la Stele di Nora (5); del terzo tipo offrono, soprattutto,  non pochi oggetti in bronzo e ceramica  di cui si dirà più avanti; del quarto offrono infine il nuraghe &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Aiga &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di Abbasanta, il masso della capanna di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Perdu Pes&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; di Paulilatino, il masso del nuraghe &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Pitzinnu &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di Abbasanta, il masso di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Losa&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; di Abbasanta e il concio del Nuraghe &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Nurdole&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; di Orani  (6).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Dunque, come si nota facilmente dalla suddetta classificazione, i nuragici passavano consapevolmente, nella realizzazione della scrittura, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, con quel gusto della 'variatio' dei significanti, di cui abbiamo detto tante volte; 'variatio' che comprendeva quindi non solo la tipologia alfabetica, di cui tante volte si è parlato anche in questo Blog,  ma anche la misura o l'estensione dei segni riportati. Naturalmente non mancano scritte in mix, cioè con caratteri molto grandi mescolati a quelli molto piccoli, come ad es. accade nel concio di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Nurdole&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; di Orani (7). [&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=393:scrittura-delleta-del-bronzo-e-i-ferro-la-microscrittura-pittografica-e-non-arte-straordinaria-degli-scribi-nuragici&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2153347695429328727?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2153347695429328727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2153347695429328727' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2153347695429328727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2153347695429328727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/scrittura-delleta-del-bronzo-e-i-ferro.html' title='Scrittura dell&apos;età del Bronzo e I Ferro. La microscrittura (pittografica e non) arte straordinaria degli scribi nuragici'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7993338773989888128</id><published>2012-01-21T08:00:00.001+01:00</published><updated>2012-01-21T08:00:01.908+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La resistenza degli Iliesi: un evento storico che l’archeologia non smentisce</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;"&gt;di &lt;b&gt;Giovanni Ugas&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RMwBhGZ9OxA/TxmkAnjAeKI/AAAAAAAAB4k/-k343U3USyQ/s1600/supramonte.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-RMwBhGZ9OxA/TxmkAnjAeKI/AAAAAAAAB4k/-k343U3USyQ/s1600/supramonte.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il nuraghe Sirilò alle porte di Orgosolo&lt;br /&gt;e lontano dal Supramonte&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;La scoperta archeologica di Sirilò: un’interpretazione - &lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’amica e collega Maria Ausilia Fadda, autrice di tante e importanti indagini archeologiche,  ha effettuato un’interessante scoperta nel sito di Sirilò in agro di Orgosolo a oltre 1000 metri di altezza. Si tratta di un abitato persistito dall’età del Bronzo sino ai tempi del dominio romano nell’isola. A giudizio dell’articolista dell’Unione Sarda Piera Serusi, che in data 18 Gennaio 2012 richiama le considerazioni della Fadda, l’interesse del ritrovamento consisterebbe nel fatto che il mito della Barbagia mai domata è infondato e lo proverebbero i manufatti archeologici. Alle stesse conclusioni indurrebbero le suppellettili emerse dagli scavi nell’antico villaggio di Sant’Efis di Orune. Nella sostanza, con parole forti e decise, nell’articolo si afferma “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;qui finisce la mistica dell’identità. Qui si sgretola il campionario folk della Barbagia isolata e mai conquistata… un mito infondato che è stato ampiamente strumentalizzato e enfatizzato”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Occorre attendere una pubblicazione esaustiva degli scavi per avere un quadro più dettagliato e un’analisi più precisa, soprattutto per quanto attiene le diverse sequenze e i contesti  stratigrafici, tuttavia, a giudicare dalle notizie sugli elementi della cultura materiale venuti alla luce in tali siti è possibile trarre già alcune considerazioni che, dico subito e in modo non meno deciso, non sono affatto in linea con quanto sostenuto nell’articolo. [&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=392:la-resistenza-degli-iliesi-un-evento-storico-che-larcheologia-non-smentisce&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;]&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7993338773989888128?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7993338773989888128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7993338773989888128' title='34 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7993338773989888128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7993338773989888128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/la-resistenza-degli-iliesi-un-evento.html' title='La resistenza degli Iliesi: un evento storico che l’archeologia non smentisce'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RMwBhGZ9OxA/TxmkAnjAeKI/AAAAAAAAB4k/-k343U3USyQ/s72-c/supramonte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-992945341913809135</id><published>2012-01-20T16:39:00.002+01:00</published><updated>2012-01-20T16:39:00.722+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Amici che scrivono</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;di &lt;b&gt;Francu Pilloni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;         &lt;br /&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Gianfranco scrive per schietta indignazione; Gigi per scrupoloso insegnamento; Aba con puntiglioso ingegno; Micheli per instancabile precisione; Elio per incorruttibile passione; Giuseppe con ampio respiro; … Grazia per amorevole nostalgia; Rina perché le scoppia dentro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Io scrivo per noia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sì, per noia; e non potrebbe essere altrimenti. Guardo al domani senza emozioni, non ho paura e non ho speranza; so già cosa mi riserva, cosa ci riserva, non per una sorta di prescienza, ma in virtù dell’esperienza, per aver vissuto, nel mio piccolo, più e più volte non gli accadimenti  possibili, che sono in numero importante, ma quelli probabili che da noi si ripetono con monotona cadenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È come se i corsi e i ricorsi della storia, di cui parlava il Giamba Vico due secoli fa, abbiano subito un’accelerazione impressionante come quegli altri cicli, diventati in fretta bicicli e poi motocicli con velocità che solo il signor Rossi e pochi altri sanno dominare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per stare coi piedi nella solidità della cronaca attuale, quanti pensano, e forse trepidano o temono, che il signor Monti riesca a portare a termine il suo programma di governo? A me non vengono i brividi e tantomeno la febbre al pensiero di dipanare il dilemma, perché già so come andrà a finire: Monti farà tanto e farà poco, più di quanto molti lo accreditano, meno di quanto sarebbe servito. Perché? Perché questa è l’Italia, così ha sempre fatto, così sempre sarà. Con la differenza che, un tempo, ogni singolo ciclo storico si sviluppava in vari decenni, aveva bisogno della partecipazione attiva (a volte sofferta) di numerose generazioni di nostri concittadini, mentre al giorno d’oggi un ciclo viene bruciato in qualche mese soltanto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ciò che va considerato è che gli Italiani, rispetto all’accelerazione della storia, c’entrano quasi nulla, piuttosto la subiscono, la più parte senza comprenderla. E parlo di Italiani non solamente riferendomi ai singoli cittadini, i poveri cristi di Di Pietro, ma anche alle organizzazioni che hanno montato senza badare a spese Centri Studi di tutto rispetto, allo scopo di investigare e capire in anteprima come gira il mondo. Mi riferisco con tutta evidenza ai partiti politici, ai sindacati dei lavoratori e degli imprenditori e a quante altre forme di associazionismo economico e culturale in cui si articola la società.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non si creda che alcuno fra gli italiani non abbia compreso per tempo dove sarebbe evoluto il sistema mondiale: fra chi sapeva però, molti hanno taciuto; e chi ha parlato, lo ha fatto nel deserto mediatico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un’eccezione c’è, come è sempre lecito supporre: la Chiesa. Abituata da secoli non a contare solamente, ma a valutare i cicli storici dell’intera umanità, in fondo vi è stata costretta dal comportamento del suo Padre-Padrone che, per qualità connaturate, è perfettamente a conoscenza di quanto è prossimo venturo. Pe questo motivo, posso dire che, nel suo immenso, il Padre-Padrone mi assomiglia: è assalito dal tedio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La ragione della sua noia sta nel modo in cui il mondo va: da tempo ha smesso di buttare l’occhio sul teatro multicentrico in cui uomini e nazioni, mutando gesti, costumi di scena e linguaggio, recitano da sempre lo stesso dramma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Esiste però, e c’era da supporlo, una non lieve differenza fra la mia noia e la Sua: se è vero che da essa ambedue siamo spinti a scrivere, è altresì storicamente accertato che Egli ha prodotto le Tavole della Legge e le ha imposte al mondo, mentre io elaboro solo idiozie. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E scusa se è poco, Signore, ma in qualche modo dovevo pur distinguermi!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-992945341913809135?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/992945341913809135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=992945341913809135' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/992945341913809135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/992945341913809135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/amici-che-scrivono.html' title='Amici che scrivono'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6118432281392859411</id><published>2012-01-20T08:26:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T08:30:21.527+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>E noi faremo come la Scozia... Noi chi?</title><content type='html'>&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Il sito di Renato Soru &lt;/i&gt;Sardegna democratica&lt;i&gt; e il quotidiano a lui vicino &lt;/i&gt;Sardegna24&lt;i&gt; hanno pubblicato ieri un articolo dell'ex assessore nel governo Soru, Massimo Dadea, &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.sardegnademocratica.it/istituzioni/europa-incentrata-sulla-generosita-dei-popoli-1.25624" style="font-style: italic;"&gt;la cui lettura consiglio&lt;/a&gt;&lt;i&gt;. E', come vedrete, un appello a fare come in Catalogna e in Scozia. Ma un appello a chi? Al suo partito, a tutto il centrosinistra, a tutto il popolo sardo? O si tratta di uno uno sfogo personale, apprezzabile ma pur sempre effusione fine a se stessa? Mario Carboni ha scritto il commento che segue.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;b&gt;Mario Carboni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Massimo Dadea, il postcomunista sardo, folgorato dalle dichiarazioni di Sean Connery s'interroga pensoso e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Sardegna24&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; titola il suo articolo "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Facciamo come in Scozia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;".Da ultimo arrivato, ma è sempre meglio di nulla, sembrerebbe un convinto indipendentista, anzi il più avanzato ed irriducibile separatista che ha orrore della contrattazione con lo Stato centrale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Con un salto della quaglia tipico della cultura della terza internazionale comunista, scavalca i combattuti indipendentisti per poi poterli annettere al grande partito, magari alle prossime elezioni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Peccato che invece sia un passo del gambero, tanto all'indietro quanto basta per concludere il ragionamento proclama: "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;In questo quadro appare quanto mai anacronistico attardarsi a rivendicare per la nostra isola un nuovo Statuto, un nuovo patto costituzionale con lo Stato italiano che riconosca alla Sardegna una più corposa sovranità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Impossibilitato ad esprimere i contenuti della Sovranità, che comunque, Statuto contrattato come deciso passo in avanti o Costituzione sarda unilaterale che siano, vanno pur espressi in un articolato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Del resto anche il gruppo che vorrebbe autoeleggersi in Assemblea Costituente non esprime uno straccio di contenuto e il tempo passa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Rimane la nostra proposta di Carta de Logu noa ma che si fa finta non esista per non confrontarsi opponendosi, emendandola, aderendo oppure scrivendone un'altra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dadea allora, di fronte al vuoto pneumatico sull'argomento di settori indipendentisti organizzati e che ripetono Indipendenza come un Mantra senza contenuti né per transizione né per spallata indipendentista, preferisce per corteggiarli meglio il salto con l'asta a parole e la conferma del presente status quo coloniale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #282828;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Comunque, fatta salva la buona fede... parliamone..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6118432281392859411?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6118432281392859411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6118432281392859411' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6118432281392859411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6118432281392859411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/e-noi-faremo-come-la-scozia-noi-chi.html' title='E noi faremo come la Scozia... Noi chi?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8427404326068771884</id><published>2012-01-19T08:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T08:39:39.607+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>La costante resistenziale secondo Norace</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di &lt;b&gt;Efisio Loi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Leggevo i commenti a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/bolognesi-e-barbaricini.html"&gt;Bolognesi e barbaricini&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; e mi mordevo la lingua, o meglio i polpastrelli. Mi dicevo: “Sarà mai che impari a farti i fatti tuoi? Che bisogno c’era di ventilare articoli sulla ‘costante resistenziale’ dei Sardi? È già stato detto tutto e tu ne sai meno dell’ultimo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Ses che turra in culixonis&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;.” Era buio già da un po’ e, stanco per una giornata di caccia (qualcuno avrà da ridire) ai piedi del Gennargentu, me ne andai a letto e mi addormentai quasi subito. Non vi dico i sogni agitati, pieni, di volta in volta, di cachinni e sghignazzi per la mia ‘resistenzialità’ d’accatto. Era una turba di indemoniati che mi volteggiava attorno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Spiriti della notte addobbati nelle più diverse fogge, dalle pelli di cervo e di cinghiale, alle lane e lini multicolori, dal grezzo cotone al pesante orbace. Non mancavano i pepli eterei, le bianche toghe con sul bordo la greca di rossa porpora; ma c’erano anche &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;pantalonis de arroda&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; con &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;sperra trodhius&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di ordinanza, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;gunnedhas, gipponis e camisas&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;de arranda&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. C’era di tutto, perfino qualche redingote nei diversi stili, per non parlare delle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;cacarras&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; con tutto l’armamentario dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;mamuthones&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, maschera compresa. Alcuni volteggiavano in mises di alta scuola e in dolci gabbane, alcune su tacchi da “dodici”. Si andava, insomma, dal paleolitico fino al governo Monti, che poi la cosa ha assunto un tono di serietà, di austerità, finalmente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Finché comparve lui, Norace, più radioso e sfolgorante che mai. Con cenno imperioso impose il silenzio e con qualche parolina, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;brebus &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;mi son sembrati, fece sparire la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;reula&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; infernale. Con un sorrisetto da piglianculo si avvicinò ai piedi del letto, sussurrandomi: “Non ti preoccupare per quelli là, erano tutte comparse. Ma, come la mettiamo con l’articoletto?” Io, che già sudavo per la strizza, peggio mi sentii. E lui: “Te lo dirò io come stanno le cose su chi ha resistito, chi resiste e chi ci gioca.” E cominciò.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;“&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alla caduta dell’impero romano il mondo antico si disfaceva e nel buio di secoli tormentati fermentava una spiritualità nuova. La nostra Isola era ancora lì al centro delle rote che collegavano l’est con l’ovest, il sud con il nord dell’intero ecumene. Bisanzio se ne impadronì, i Vandali per un po’ di tempo gliela strapparono, i Bizantini se la ripresero e la tennero per più di 200 anni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’economia aveva ripreso a girare con le regole di sempre: scambi, traffici, accordi, crisi e imbrogli. Genti nuove venute dal nord avevano rimpiazzato Roma. A Roma una strana potestà si stava affermando ed era riuscita a fermare la discesa di Attila e dei suoi Unni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fatto sta che, preso l’Esarcato d’Africa, presa Cartagine, presa la Spagna e le Baleari da parte dei saraceni, il Mediterraneo smise di essere ‘ mare nostrum’ e noi finimmo per essere abbandonati. Non è che gli Arabi non ci tentarono a più riprese, facendoci vedere i sorci verdi oltreché la loro bandiera di ugual colore, ma, com’è come non è, non diventammo un loro califfato. O non ci cagavano più di tanto, o riuscimmo a tenerli lontani”. A un mio moto di sconcerto, quasi di sdegno, per la prima ipotesi, accentuò il sorrisetto di prima e riprese: “Se ben ti conosco, propendi senz’altro per la seconda possibilità. Ma, a prescindere, in quei frangenti ci venne a mancare la ragion d’essere del resistere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La nostra “costante resistenziale” perse di continuità e per un po’ di tempo non sapevamo con chi prendercela. Ci toccò perfino metter su uno stato sardo e dal momento che uno sembrava poco, ne tirammo su quattro, chiamandoli Giudicati. Ci fossimo fermati a uno solo chi sa come sarebbe andata. La Storia però, – e dagli col sorrisetto – come ben sai, non si fa con i se e con i ma. Eravamo anche bravini nel campo del diritto e dell’amministrazione della cosa pubblica con soluzioni d'avanguardia che i Continentali manco si sognavano. Per farti un esempio, prendiamo le curatorie e confrontiamole con le attuali otto provincie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Uno dei meccanismi con cui si bilanciavano i poteri, riguardava proprio l’estensione delle curatorie che non era fissa e immutabile nel tempo ma variava al variare del numero degli abitanti delle stesse. I confini si allargavano, inglobando uno o più paesi limitrofi, al diminuire della popolazione e si restringevano cedendo centri abitati in caso contrario.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Non dico che fosse un meccanismo senza controindicazioni, però vi dovrebbe far riflettere sullo spopolamento della Sardegna centrale e sul divario economico e sociale fra le zone costiere e quelle interne. Di conseguenza, un pensierino lo farei anche sulla inutilità delle provincie in una Regione come la Sardegna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;S’acua currit a mar&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;i, così come la gente va verso le coste dove un po' di economia gira e va la gente che piace. Qualche bacino di raccolta, però, lo si è fatto nelle zone interne con beneficio indubbio anche per chi si abbronza sulle spiagge dorate. Un qualche sbarramento appetibile e gradito lo si potrebbe pensare anche per i flussi migratori attratti dai miraggi rutilanti e, perlopiù, ingannevoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per non uscire dal seminato, te ne potrò parlare un’altra volta, torniamo alla “costante resistenziale”. La festa dell’autonomia durò poco. Saraceni o no il Mediterraneo riprese la sua funzione non di barriera ma di via di comunicazione. Genova, Pisa, Barcellona ripresero a scorrerlo con le loro navi. Per avere un ricordo di nostre flotte bisogna riportaci agli Shardana, popolo del mare, modestamente”. Non fosse stato per il sorrisetto che mi lasciava spiazzato gli avrei detto di ammainare qualche vela. Come se niente fosse continuò.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;“&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Cento navi ci sarebbero bastate per non stare alla carità di questo o di quello, all’alleanza di questo o di quell’altro per metterla nel didietro al nostro vicino. L’Infante di Catalogna, in arrivo dalla Sicilia, l’avremmo fermato in mare e invece ci mazziarono nelle dolci colline di Sanluri, in una domenica mattina assolata, a fine giugno del 1409.” E meno male che la Storia non si fa con i se e con i ma, pensavo io. “Cento e anche di più, a dir la verità, le avevamo, però erano &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;concas e&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;berritas&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. – Continuava lui – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;“&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Comunque riuscimmo a riprendere il nostro percorso di resistenti e ancora lo pratichiamo con profitto, tanto da rifuggire ogni tentazione di un vero Statuto per non doverci ritrovare all'autogoverno, in quest'ultimo periodo soprattutto in cui di agenzie di rating si muore. E poi, diciamoci la verità, di fronte all’Italia che è nata dalla Resistenza e fa un figurone, con&amp;nbsp; appena centocinquant’anni di esistenza, poterne vantare secoli e secoli, di spirito resistenziale, ti pare poco?” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Così parlò Norace ma il tempo, tiranno come sempre, già me lo portava via per l’incipiente aurora. Ebbe solo il tempo di gridare, prima di sparire, con voce che si confondeva col vento che lo trascinava lontano: “Non ho finito, ritornerò.” Mi svegliai di soprassalto, incredulo, preoccupato e indeciso sull’articolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8427404326068771884?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8427404326068771884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8427404326068771884' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8427404326068771884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8427404326068771884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/la-costante-resistenziale-secondo.html' title='La costante resistenziale secondo Norace'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8777285299778340197</id><published>2012-01-18T08:15:00.001+01:00</published><updated>2012-01-18T08:15:55.335+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Scrivere con gli oggetti: in Egitto lo facevano già 5000 anni fa</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Atropa Belladonna&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gQXBw-l9GOw/TxZxHnJp2EI/AAAAAAAAB4U/XT9CnWTHY50/s1600/1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="111" src="http://3.bp.blogspot.com/-gQXBw-l9GOw/TxZxHnJp2EI/AAAAAAAAB4U/XT9CnWTHY50/s320/1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Questo è un recipiente rituale in grovacca, &lt;a href="http://www.metmuseum.org/collections/search-the-collections/100000011"&gt;esposto &lt;/a&gt;al Metropolitan Museum di New York. È considerato un capolavoro, sia per la sua bellezza sia per il fatto di essere scritto con una tecnica che dovrebbe essere ormai famigliare ai lettori di questo blog: l'oggetto  è anche scrittura, essendo composto di due geroglifici egizi ben noti (1, 2). Il segno Ankh (vita, vivere) ed il segno Ka (spirito, forza/potenza vitale). L'oggetto risale alla 1&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;ª&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; dinastia (ca. 3100-2900 a.C.). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Il nome Ankh-ka è testimoniato già in uno degli alti ufficiali del faraone Den della I dinastia e in un sacerdote della V dinastia (1). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'oggetto fu pubblicato e commentato da Fischer nel 1972 (1) e  ripreso da John Baines, insigne orientalista di Oxford: “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;As an administrative device and an element in monumental art, writing could be practised by technicians in these crafts, while the elite who benefited from them might not be literate. This was often true in the Middle Ages, but was probably never the case in Egypt. A magnificent Ist dynasty stone vase in the form of two hieroglyphs may write the name of its owner and/or allude to the life-giving properties of a libation poured from it, but either way the user needed to know at least the meaning of these signs”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; (2).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-z1R_gzKYFUU/TxZxV_gEzTI/AAAAAAAAB4c/pGaKc6e_nkw/s1600/2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="143" src="http://4.bp.blogspot.com/-z1R_gzKYFUU/TxZxV_gEzTI/AAAAAAAAB4c/pGaKc6e_nkw/s320/2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Non voglio disquisire ora della somiglianza di questa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;ankh&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; arcaica con il segno a Tanit a gambe aperte: ho deciso di lasciare a Gigi Sanna questo immenso piacere, dandogli un piccolo input, perché anche in quel caso ha visto giusto. Othmar Keel (3) scrive: “Verosimilmente il segno Ankh non rappresenta una parte di sandalo, come si riteneva in passato, ma una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Phallustasche&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;” (3).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;La cosa interessante è che gli egizi non persero mai il vizio di scrivere “strano” o “impossibile” (secondo alcuni studiosi di nostra conoscenza), come testimonia il gruppo statuario che rappresenta in modo plastico il nome di Ramesse II (XIII sec. A.C., XIX dinastia) (3).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ricordo inoltre &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/la-crittografia-del-dio-egizio-amun-in.html"&gt;la scrittura crittografica amunica&lt;/a&gt;, ben rappresentata anche in Sardegna, che cominciò probabilmente durante il regno di Hatshepsut (XV sec. A.C.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;(1) Fischer, Henry G. I972. &lt;/span&gt;Some emblematic uses of hieroglyphs with particular reference to an archaic ritual vessel. Metrop. Mus.J. 5, 5-23. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;(2) John Baines,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Visual and written culture in ancient Egypt&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;,. Oxford: Oxford University Press 2007. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="de-DE"&gt;(3) Othmar Keel.,"CORPUS DER STEMPELSIEGEL-AMULETTE AUS PALÄSTINA/ISRAEL", Katalog Band 1 Göttingen - 1997&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8777285299778340197?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8777285299778340197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8777285299778340197' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8777285299778340197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8777285299778340197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/scrivere-con-gli-oggetti-in-egitto-lo.html' title='Scrivere con gli oggetti: in Egitto lo facevano già 5000 anni fa'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gQXBw-l9GOw/TxZxHnJp2EI/AAAAAAAAB4U/XT9CnWTHY50/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-133345929334209120</id><published>2012-01-17T16:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T16:57:23.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Cappellacci dietro la lavagna</title><content type='html'>di &lt;b&gt;Torchitorio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fra 18 presidenti di regione (non sono conteggiati quello della Valle d'Aosta e del Trentino-Sud Tirolo) il presidente sardo è l'ultimo nel sondaggio ordinato da &lt;i&gt;Il sole-24 ore&lt;/i&gt;. Un posto cui è affezionato, visto che ci finisce da quando è stato eletto, tre anni fa. Lo hanno deciso, è chiaro, elettori sardi selezionati a campione dall'istituto demoscopico, l'Ipr Marketing, per il quotidiano della Confindustria. Un giudizio fatto tutto fra le mura domestiche che da conto del nostro ipercriticismo, non solo, come potrebbe essere ovvio, di un cambiamento di opinione degli elettori che fecero presidente Ugo Cappellacci, preferendolo a Renato Soru.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che ci sia di meglio del nostro presidente è assolutamente possibile, ma è possibile che non ci sia, dalle Alpi alla Sicilia, qualche governatore meno affidabile? Possibilissimo e anzi certo, risponderebbero gli oppositori che, secondo tradizione, definiscono Cappellacci il più nocivo dei presidenti sardi, così come fecero gli avversari con Renato Soru, a sua volta definito il peggio del peggio. Antropologicamente parlando, è noto che i sardi abbiamo uno sviluppatissimo senso critico, spesso ipercritico con propensione alla disistima. Saranno davvero eccezionali i presidenti del Veneto, della Toscana e della Sicilia (i primi tre in classifica) o nella promozione del leghista Zaia, del democratico Rossi e dell'autonomista Lombardo gioca un ruolo il senso di sé che si ha in quelle regioni?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ci sarebbe anche un'altra spiegazione, questa volta più politica. Né i leghisti, né i democratici, né gli autonomisti siciliani si vergognano di aver votato i loro campioni. Pare che, invece, disagio provino coloro che hanno votato per il centro-destra berlusconiano, disagio per lo più indotto da chi li considererebbe mandria. Nella mia gioventù, era difficilissimo trovare qualcuno che dicesse di aver votato democristiano. Eppure, chi sa com'è, la Dc vinceva le elezioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-133345929334209120?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/133345929334209120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=133345929334209120' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/133345929334209120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/133345929334209120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/cappellacci-dietro-la-lavagna.html' title='Cappellacci dietro la lavagna'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-789204638246211484</id><published>2012-01-16T18:39:00.001+01:00</published><updated>2012-01-16T19:03:25.393+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>L'accademia svolta? Vedremo</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sul blog "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;amp;postID=12230603853765827"&gt;&lt;span style="color: #0010ed;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;giovanni&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;" e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;amp;postID=12230603853765827"&gt;&lt;span style="color: #0010ed;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;Gigi Sanna&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;, in lettere personali altri amiche e amici, si chiedono se per caso non ci sia l'inizio di una svolta nel rapporto tra una parte dell'accademia e la questione della scrittura nuragica. E da Udine un altro accademico mi chiede che cosa stia succedendo in merito. La svolta starebbe in una frase, fatta scivolare da Paolo Maninchedda &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sardegnaeliberta.it/?p=3218"&gt;&lt;span style="color: #0010ed;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;in un articolo&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; che con la faccenda ha nulla a che fare. La frase è: "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Per il prossimo numero proporrò a Giovanni e al Comitato scientifico di chiedere a Momo Zucca di scrivere un corposo articolo su quanto sta scrivendo in questi anni sulle epigrafi preistoriche, perché delle due l’una: o Sanna ha ragione e allora deve finire l’ostracismo accademico che lo colpisce; o ha torto e allora bisogna fare onestamente chiarezza. Ma far finta di niente è sbagliato&lt;/i&gt;."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il Giovanni che il consigliere regionale sardista nomina è Giovanni Lupinu che insieme a lui dirige il "Bollettino di studi sardi" e che fu dallo&amp;nbsp;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/04/e-pasqua-e-anche-maninchedda-passa.html"&gt;stesso Maninchedda&lt;/a&gt;&amp;nbsp;elogiato per il richiamo fatto in un articolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626;"&gt;&amp;nbsp;"&lt;i&gt;agli accademici a non prestarsi alle mode: ce n’è veramente abbastanza di linguisti improvvisati che scoprono etimologie a sentimento e parentele con la lingua degli abitanti di Atlantide, di Sodoma e Gomorra, dei nipoti di Ulisse e dei cugini di Iolao, dei parenti di Davide e del custode delle miniere di re Salomone. Sta tornando in voga, nell’età delle patacche televisive, la generazione dei patacconi: siamo sommersi da libri di esperti domestici&amp;nbsp;di filologia semitica, di editori di testi nuragici, di rimasticatori dei libri altrui, di gente che ancora oggi cita Carta Raspi e sodali."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626;"&gt;Così come non è detto che l'archeologo Momo Zucca accetti di scrivere un corposo articolo sull'argomento, altrettanto non è scontato che i due direttori del periodico, Lupinu e Maninchedda, si aspettino da Zucca una conferma a quel che l'uno pensa dei "pattaconi" e l'altro condivide. Può anche darsi che il consigliere regionale e studioso abbia avuto un ripensamento, magari su suggerimento di alcuni compagni di partito che - a quel che si sa - hanno vissuto con imbarazzo le uscite di Paolo Maninchedda sia sulla questione della scrittura nuragica sia sull'insegnamento veicolare della lingua sarda e delle alloglotte nell'Università di Sassari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626;"&gt;Momo Zucca, per quel che lo conosco, è un professionista serio, oltre che uomo di profonda cultura, a cui devo una delle migliori presentazioni, a Bauladu, del mio &lt;i&gt;Sa losa de Osana&lt;/i&gt;. A che io abbia letto, però non ha sulla faccenda della scrittura nuragica una posizione almeno possibilista. Ma forse hanno ragione gli amici che trovano, in quella piccola frase di Maninchedda, un'apertura. Su che cosa, naturalmente, è tutto da vedere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626;"&gt;PS - Francamente più interessante ho trovato &lt;a href="http://bolognesu.wordpress.com/2012/01/16/caro-gigi-mi-tengo-i-miei-dubbi/"&gt;l'articolo&lt;/a&gt; con cui Roberto Bolognesi pone alcune domande a Gigi Sanna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-789204638246211484?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/789204638246211484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=789204638246211484' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/789204638246211484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/789204638246211484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/laccademia-svolta-vedremo.html' title='L&apos;accademia svolta? Vedremo'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2586603467035060950</id><published>2012-01-14T15:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T15:45:49.384+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Bolognesi e barbaricini</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In una lunga serie di articoli sul suo &lt;a href="http://bolognesu.wordpress.com/"&gt;blog&lt;/a&gt;, l'amico Roberto Bolognesi tende a contestare con grande forza l'idea di una “costante resistenziale” nelle Terre interne della Sardegna, in particolare la Barbagia, e, soprattutto, a condannare senza appello – definendolo razzista – quanto sul tema della resistenza anti-romana ha scritto Max Leopold Wagner. Il tutto nasce dall'interesse suscitato da &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/barbagia-una-categoria-dello-spirito.html"&gt;un articolo&lt;/a&gt; dell'archeologa Maria Ausilia Fadda sulla rivista “&lt;i&gt;Archeologia viva&lt;/i&gt;”, articolo che – più nel titolo che nell'argomentazione – se la prende con il mito della impenetrabilità della Barbagia alle armate romane.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mettere in contrasto la purezza resistenziale di una parte della Sardegna con il collaborazionismo di altre parti, la montagna con la pianura, il mondo pastorale con il mondo contadino, è una corbelleria colossale. Così come, del resto, è una sciocchezza dividere la lingua sarda in logudorese e campidanese come identità non immediatamente intercomunicanti e – anche questo si è detto – espressione di due nazioni distinte, la campidanese, appunto, e la logudorese. Contro questa tesi aberrante, del resto, Bolognesi ha scritto delle cose fondamentali. Questo per dire che, se mai avesse ragione nel subodorare del sub razzismo nel mito della Barbagia resistenziale, io sarei con l'amico Roberto nel prenderne le distanze.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma è davvero così? Davvero chi parla della resistenza opposta sui monti – e dove se no? In pianura? - ai romani fa una gerarchia di valori? Qui i puri, lì gli spuri? O, come capita a me quando ne parlo, si suppone che i montanari, anche quelli scappati dalle pianure e qui rifugiatisi, abbiano avuto più possibilità di contrastare l'avanzata dei romani? Che questo constrasto ci sia stato è indubbio. Dubbio è che ad alimentarlo sia stata una specie particolare di sardi, quelli del Gennargentu invece di quelli dei Sette fratelli o del Limbara. “Barbaricini” non è il nome collettivo di genti particolari, ma semplicemente l'appellativo dato dai romani ai “barbari”; la divisione nominalistica in Barbagia di Ollolai, Barbagia di Seulo, Barbagia di Belvì è cosa successiva e non vi capiterà mai di sentire un gavoese dire “Io sono un barbaricino” anziché “sono gavoese”. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Amsicora e Yosto hanno opposto resistenza all'esercito di Roma non sui monti, ma sui monti il vecchio era andato a reclutare combattenti. Segno che si sapeva dei dispiaceri che i montanari ancora allora davano ai conquistatori. In definitiva, sono d'accordo con Bolognesi nel suo tentativo di cacciare dalla porta – e poi anche eventualmente dalla finestra – il sub razzismo che potrebbe nascondersi nell'esaltazione dei barbaricini resistenti e nella presa di distanza dagli altri sardi. Ma suggerirei prudenza nel negare che resistenti ci siano stati. Come spiegare, altrimenti, che tre secoli dopo la conquista della Sardegna, i discendenti dell'impero romano avessero a che fare ancora con una forte enclave resistente guidata da Ospitone?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Beato il popolo che non ha bisogno di eroi”, ha scritto Roberto Bolognesi ripendendo B. Brecht. È vero, ma è anche vero che di popoli beati non ne conosco alcuno. Non si può pretendere – lo dico non a lui, ma alla lunga teoria di intellettuali sardo-metropolitani – che ne faccia a meno un popolo cui si continua a negare la storia, con il pretesto che si tratta di miti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2586603467035060950?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2586603467035060950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2586603467035060950' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2586603467035060950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2586603467035060950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/bolognesi-e-barbaricini.html' title='Bolognesi e barbaricini'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-4443711853457700512</id><published>2012-01-13T11:05:00.000+01:00</published><updated>2012-01-13T11:05:54.600+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Alcoa, ci risiamo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1RDDs9JkxYk/TxAAgRfpdvI/AAAAAAAAB4M/fht4fapXFzg/s1600/alcoa.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" src="http://4.bp.blogspot.com/-1RDDs9JkxYk/TxAAgRfpdvI/AAAAAAAAB4M/fht4fapXFzg/s320/alcoa.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non è facile scrivere, su quanto sta succedendo ai dipendenti dell'Alcoa e a quelli della Queen. qualcosa di più di una cronaca. I lavoratori della fabbrica sulcitana di alluminio e quelli del calzificio di Macomer sono sull'orlo della disperazione per il lavoro che tra breve cesserà di esistere. Intorno alla vicenda della Queen c'è un quasi silenzio rotto qua e là da qualche strillo formale, dietro il quale si legge rassegnazione. La stessa, in fondo, con cui è stata accolta la ingloriosa fine dell'industria tessile in Sardegna, frutto di una sciagurata scelta fatta nel passato da partiti e sindacati che promisero, spero sapendo di mentire, un prospero futuro di lavoro a migliaia di persone.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I dipendenti dell'Alcoa, a quel che si legge e si sente, hanno qualche speranza in più, legata ad impegni assunti nel passato dal governo italiano e dalla multinazionale americana, dopo la grande e unitaria mobilitazione della Sardegna dell'anno scorso. Un'altra protesta unitaria potrebbe forse indurre il governo italiano a insistere sull'Alcoa perché non chiuda subito la fabbrica sarda. Ripetendo, insomma, quel che successe sei mesi fa. È da incoscienti pensare, però, che si possa risolvere in Sardegna, con i costi dell'energia esistenti, la crisi mondiale dell'alluminio, una delle industrie più energivore esistenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Della questione, questo blog si è occupato fin da tre anni fa (&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2009/11/lindustrializzazione-e-alla-frutta.html"&gt;L'industrializzazione è alla  frutta. Politica e sindacato anche&lt;/a&gt;), quando cominciò a diffondersi la notizia della prossima chiusura, e poi con un articolo di Mario Carboni sulla &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/02/alcoa-storia-di-una-morte-annunciata.html"&gt;storia di una morte annunciata&lt;/a&gt;, uno di &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/07/e-menir-mi-venne-in-sonno.html"&gt;Efisio Loi&lt;/a&gt;, immaginifico come sempre (a proposito, ben tornato, Efis), e infine con la denuncia della &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/08/una-vana-corsa-tappare-buco-dopo-buco.html"&gt;vana corsa a tappare buco dopo buco&lt;/a&gt;. Forse in diciotto mesi, quanti ne sono passati dall'ultima crisi, non si poteva realizzare una strategia di uscita dalla disastrosa politica industriale realizzata in Sardegna, ma neppure si è cominciato a intravederla. Nella illusione, davvero sciagurata, che l'Alcoa avrebbe avuto davanti a sé un futuro luminoso.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A ben vedere, sta proprio in questa miopia la colpa più grave che va addebitata alla politica e ai sindacati sardi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-4443711853457700512?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/4443711853457700512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=4443711853457700512' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4443711853457700512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4443711853457700512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/alcoa-ci-risiamo.html' title='Alcoa, ci risiamo'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-1RDDs9JkxYk/TxAAgRfpdvI/AAAAAAAAB4M/fht4fapXFzg/s72-c/alcoa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6022763517557660669</id><published>2012-01-11T14:11:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T14:11:10.814+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Lo scemo del Villaggio</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;C'è mezza Sardegna in rivolta contro il comico Paolo Villaggio che ieri, in una trasmissione di Rai 3, ha detto a proposito della bassa natalità nell'Isola: “&lt;i&gt;In Sardegna nascono pochi bimbi perché i sardi s'accoppiano con le pecore. Così mi hanno detto&lt;/i&gt;”. Una cretinata, di cui, poi, lo stesso attore si è scusato. C'è stata una caterva di  reazioni che vanno da quelle di un gruppo di pastori intenzionato a fare causa a quelle del mondo della cultura e della politica. Inserisco fra queste ultime anche quella del senatore dipietrista Federisco Palomba che, in acuta crisi di astinenza, riesce ad evocare Berlusconi anche in questa circostanza. Dio mio che pena.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutti sono indignati per la battuttaccia di Villaggio; chi evoca un razzismo antisardo chi un odio antropologico contro i pastori chi se la prende con l'imprudenza della Rai e chi è più soft. Ma in questo coro c'è una voce altamente stonata, quella di Gavino Ledda che dopo aver dato del coglione al comico e averlo definito “non gente” e non uomo, sentenzia che “non si possono sostenere certe cose di un popolo”. Giustissimo, accidenti e da condividere. Se – forse dettaglio da poco – non fosse stato proprio lui, l'autore di “&lt;i&gt;Padre padrone&lt;/i&gt;”, a mettere in giro il pettegolezzo (ben dettagliato, per di più) poi raccolto e diffuso dal padre di Fantozzi.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;È pur vero che l'episodio dell'accoppiamento umano con la pecora, è stato enfatizzato nel film omonimo dei fratelli Taviani. Ma lo aveva raccontato Gavino Ledda nel suo romanzo. Un minimo di buon senso avrebbe consigliato Ledda a esimersi dalla feroce condanna di Villaggio: un bue non può dare del cornuto ad un asino.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6022763517557660669?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6022763517557660669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6022763517557660669' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6022763517557660669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6022763517557660669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/lo-scemo-del-villaggio.html' title='Lo scemo del Villaggio'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-12230603853765827</id><published>2012-01-10T07:56:00.000+01:00</published><updated>2012-01-10T07:56:21.723+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La micrografia di Gianni Atzori e l'inizio della storia. Microcronaca</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-uERBi3Xx3KE/Twvg7MmVljI/AAAAAAAAB4E/px4MQS_eQrw/s1600/gianni.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-uERBi3Xx3KE/Twvg7MmVljI/AAAAAAAAB4E/px4MQS_eQrw/s320/gianni.jpg" width="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Gianni Atzori&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;di &lt;b&gt;Gigi Sanna&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Caro Gianfranco,&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;stavo per completare un mio articolo (che nei prossimi giorni riceverai) sulla 'microscrittura' adoperata dai nuragici su supporto in bronzo e in ceramica, quando mi sono imbattuto in un piccolissimo taccuino (abbandonato, non so come, in un cassetto) appartenente al compianto Gianni Atzori. Ho riletto con fatica lo scritto di quelle poche paginette che, pur non essendo datate, mi hanno permesso comunque di risalire al giorno preciso in cui quegli appunti, 'pro memoria', furono stesi: il 19 giugno del 1998. Una giornata certamente importante, ma non allora: solo per come 'poi' sarebbero andate le cose di cui oggi trattiamo. Si può dire quasi senza soluzione di continuità.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Era il giorno in cui l'agricoltore Andrea Porcu di Cabras consegnò la nota tavoletta bronzea di Tzricotu al dott. Raimondo Zucca perché a sua volta la consegnasse alla Sovrintendenza di Cagliari. Ed era anche il giorno della Conferenza stampa circa il ritrovamento dell'oggetto (dichiarato da alcuni archeologi un 'falso lapideo') durante la quale il documento fu illustrato al pubblico e ai giornalisti nella sala dell'Associazione per lo Sport e la Cultura 'G. Pirina' di Oristano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Ti mando, per associazione di idee, lo scritto con grafia così minuscola (era il modo abituale, 'nuragico' si direbbe oggi, di scrivere di Gianni) perché mi sembra di una qualche importanza, almeno per la curiosità di coloro che ormai, in questo Blog, ci seguono da tanto tempo: in essi si troverà l'inizio (con l'argomentazione 'in nuce') di quella 'storia' che in fondo continua ancora ai nostri giorni. L'annuncio della scoperta documentaria della scrittura nuragica: con i significanti e i significati spiegati (naturalmente per quanto allora era possibile) in quell'occasione rispettivamente da Gianni Atzori e dal sottoscritto. [&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=391:la-micrografia-di-gianni-atzori-e-linizio-della-storia-microcronaca&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-12230603853765827?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/12230603853765827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=12230603853765827' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/12230603853765827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/12230603853765827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/la-micrografia-di-gianni-atzori-e.html' title='La micrografia di Gianni Atzori e l&apos;inizio della storia. Microcronaca'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-uERBi3Xx3KE/Twvg7MmVljI/AAAAAAAAB4E/px4MQS_eQrw/s72-c/gianni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7593829788250550670</id><published>2012-01-09T17:17:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T17:17:14.352+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Tra retorica unitarista e federalismo</title><content type='html'>&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;di&lt;strong&gt; Francesco Casula&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;C’è da augurarsi che l’orgia patriottarda e la retorica italiota siano state consegnate definitivamente al 2011 ormai trascorso e che si possa finalmente ragionare dell’Unità d’Italia serenamente. Ma anche criticamente. Senza che ciò comporti l’accusa di bossismo. O peggio, come capitò a&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ll’inizio degli anni ’70, ad alcuni intellettuali neomeridionalisti – fra cui Nicola Zitara, Anton Carlo e Carlo Capecelatro – che furono tacciati dall’&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Unità&lt;/em&gt;&lt;span&gt;, allora organo del PCI,&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;di essere filoborboni e reazionari. Avevano osato dissacrare quanto tutti avevano divinizzato: il movimento e il processo, considerato progressivo e progressista del Risorgimento e dello Stato unitario. Cui invece essi attribuivano il colonialismo interno e il sottosviluppo del Meridione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;Insieme alla critica occorrerà ristabilire, con un minimo di decenza storica, alcuni&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;fatti: l’Unità si risolverà sostanzialmente nella “piemontesizzazione” della penisola e fu realizzata dalla Casa savoia, dai suoi ministri – da Cavour in primis – e dal suo esercito in combutta con gli interessi degli industriali del Nord e degli agrari del Sud, il blocco storico gramsciano, contro gli interessi del Meridione e delle Isole e a favore del Nord, contro gli interessi del popolo, segnatamente di quello contadino e del Sud, contro i paesi e a vantaggio delle città, contro l’agricoltura e a vantaggio dell’industria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;Scrive a questo proposito, nel suo capolavoro “&lt;i&gt;Paese d’Ombre&lt;/i&gt;” lo scrittore di Villacidro Giuseppe Dessì:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;“&lt;i&gt;Era stato soltanto ingrandito il regno del re sabaudo&lt;/i&gt;”. E l’Italia era “&lt;i&gt;divisa come prima e più di prima, giacché l’unificazione non era stato altro che l’unificazione burocratica della cattiva burocrazia dei vari stati italiani. Questi sardi impoveriti e riottosi non avevano nulla a che fare con Firenze, Venezia, Milano, con Torino, che considerava l’Isola come una colonia d’oltremare, o una terra di confino. In realtà fra gli stessi italiani del Continente, non c’era in comunione se non un’astratta e retorica idea nazionalistica, vagheggiata da mediocri poeti e da pensatori mancati&lt;/i&gt;”. E conclude: ”&lt;i&gt;L’unità vera, quella per la quale tanti uomini si erano sacrificati, si sarebbe potuta ottenere soltanto con una federazione degli stati italiani&lt;/i&gt;”. Altro che persistere con l’ubriacatura unitarista: con buona pace di Napolitano, questa ancora oggi è la soluzione!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span&gt;Pubblicato su &lt;i&gt;Sardegna Quotidiano&lt;/i&gt; del 9-1-2012&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7593829788250550670?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7593829788250550670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7593829788250550670' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7593829788250550670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7593829788250550670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/tra-retorica-unitarista-e-federalismo.html' title='Tra retorica unitarista e federalismo'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2983989974023801975</id><published>2012-01-08T10:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T10:37:37.466+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La crittografia del dio Egizio Amun in Sardegna</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Atropa Belladonna&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;alla memoria di Raimondo Carta Raspi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;span style="color: #000033;"&gt;“&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="en-US"&gt;&lt;i&gt;Because Amun means "the hidden one," his name is often written with special cryptograms that "hide" the reading of his name. This cryptographic writing is based on an acrophonic principle, where the three phonetic values needed to write 'Amun' (j + m + n) are taken from the initial sound of otherwise unrelated words”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="LEFT" lang="en-US" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Leggendo il bell'articolo di Guirguis &amp;amp; Piga sugli scarabei di recente rinvenuti a Monte Sirai (3), mi ha colpito una frase in particolare, riguardante tre geroglifici posizionati nella parte superiore dello scarabeo MSN07-1571 (Figura 1a): “&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;Il prenome del faraone Thutmosi III (N.d.R., Mn-khpr-Ra) appare dunque enormemente diffuso tra il Levante e l'estremo Occidente atlantico soprattutto a partire dal I millennio a.C. nonché, ovviamente, in Egitto da epoca anteriore. La fortuna di cui godette l’appellativo Mn-khpr-Ra è certamente connessa da un lato alla combinazione dei segni costituenti il quarto dei cinque titoli del protocollo reale (dai quali si ottiene il criptogramma acrofonico con valore fonetico Jmn-Ra = Amon-Ra), dall'altro lato al grande prestigio del faraone Thutmosi III&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;”. L’ ovviamente riguarda, ovviamente, il fatto che il regno di Thuthmosis III, della XVIII dinastia, data 1479–1425 a.C. Ed io, ovviamente, di questa crittografia ne dovevo e volevo  sapere di più. [&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=390:la-crittografia-del-dio-egizio-amun-in-sardegna&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;]&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2983989974023801975?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2983989974023801975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2983989974023801975' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2983989974023801975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2983989974023801975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/la-crittografia-del-dio-egizio-amun-in.html' title='La crittografia del dio Egizio Amun in Sardegna'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-109398360161860359</id><published>2012-01-07T10:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-07T10:48:00.622+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>I pashdaran dell'ambientalismo in guerra contro i cacciatori</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non sono pregiudizialmente favorevole né contrario alla caccia, prendo atto che c'è chi la pratica e chi la avversa. Ma è dura mandare giù i pashdaran cosiddetti ambientalisti, i loro ukase, la catena di loro ricorsi presso chiunque offra un qualche possibile scacco dei loro nemici cacciatori, il loro disprezzo nei confronti dell'autogoverno, quello della Sardegna compreso. Questa aveva, prima che lo Stato italiano la cedesse all'Ue senza neppure chiederne l'accordo, competenza primaria sulla caccia. Adesso è l'Unione europea a dettare norme in materia e a queste si deve conformare la Regione sarda (ma anche lo Stato) con ristretti margini di autonomia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per modesta che sia, anche questa piccola autonomia residua è inconciliabile con il fondamentalismo di chi pensa di aver ragione sempre e comunque per investitura divina. E allora capita che la decisione di allungare di tre giornate la caccia al tordo, assunta nel rispetto del norme europee che per altro – dicono i cacciatori – avrebbero consentito ancora di più, è occasione di altri ricorsi. Questa volta direttamente alla magistratura penale e a quella contabile per – quando si dice l'enfasi – uccisione di animali, furto venatorio e abuso d'ufficio. Anche i cacciatori sono scontenti, per ragioni opposte, ma lasciano in pace magistrati, Commissione europea e Nazioni unite. Quando possono mettono in campo la politica e le proprie lobbies.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Spesso gli atteggiamenti totalizzanti hanno raggiunto gli scopi che le lobbies ambientaliste si erano prefisse, come con i Sic (siti di interesse comunitario), strumenti di tutela ambientale giusti in alcuni ambiti e distruttori di economie in altri. A volte, come nel caso del Parco del Gennargentu, è stato il loro integralismo a convincere le comunità ad opporsi con tutte le loro forze a un progetto di per sé non cattivo. Volevano tutto: comandare nell'ente di gestione al posto dei sindaci e dei consigli comunali, esautorare questi, far sì che fosse la burocrazia ministeriale romana a governare i territori che da millenni fanno parte delle identità comunitarie, etc. Hanno tirato la corda fino a quando si è spezzata. Oggi nel Gennargentu e nelle sue propaggini la stessa parola “parco” evoca espropriazioni e statalizzazione delle terre.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche sulla caccia stanno tirando troppo la corda. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-109398360161860359?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/109398360161860359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=109398360161860359' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/109398360161860359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/109398360161860359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/i-pashdaran-dellambientalismo-in-guerra.html' title='I pashdaran dell&apos;ambientalismo in guerra contro i cacciatori'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-968634160353708679</id><published>2012-01-05T15:24:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T15:24:18.889+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Barbagia, una categoria dello spirito</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aHaWnznYwlY/TwWyJi0m3zI/AAAAAAAAB38/vC0OS0EXL8o/s1600/Sirilo%25CC%2580.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-aHaWnznYwlY/TwWyJi0m3zI/AAAAAAAAB38/vC0OS0EXL8o/s320/Sirilo%25CC%2580.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Tempio del nuraghe di Sirilò&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un articolo di Maria Ausilia Fadda su “&lt;i&gt;Archeologia viva&lt;/i&gt;” ha solleticato la curiosità di un giornalista della Adnkronos e, a catena, quella di frequentatori di Facebook. La soprintendente – secondo l'agenzia di stampa – ha sfatato il “mito” della impenetrabilità della Barbagia alle armate romane. Alcuni dei commentatori su Facebook, come si può leggere &lt;a href="http://www.facebook.com/rominafdfggdfvbc/posts/245456595523686?cmntid=245603162175696"&gt;da qui&lt;/a&gt;, si sono inquietati, a buona ragione dicendo che la dottoressa Fadda, scoperta l'acqua calda la fa passare per acqua pesante.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non ho ancora letto le dieci pagine faddiane su “&lt;i&gt;Archeologia viva&lt;/i&gt;”, ma dal riassunto – debbo supporre fedele – della Adnkronos, si ricava che l'irritazione degli amici di Fb è più che fondata. È un testo di poche righe, che già dal titolo fa capire dove va a parare: “&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Archeologia-i-Romani-arrivarono-in-Barbagia-scavi-riscrivono-storia-della-Sardegna_312818640129.html"&gt;Archeologia: i Romani arrivarono in Barbagia, scavi riscrivono storia della Sardegna&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Vi si dice che “&lt;i&gt;i Romani riuscirono a penetrare nel cuore della Barbagia, piu' precisamente nell'insospettabile Supramonte di Orgosolo, dove nuove scoperte costringono a riscrivere un importante pezzo di storia. In localita' Sirilo', un immenso altopiano calcareo a oltre mille metri di altitudine, ore di cammino a piedi ancora oggi per raggiungere il centro di Orgosolo...&lt;/i&gt;”. Sirilò non ha niente a che spartire col Supramonte e per arrivarci dal paese non ci vogliono affatto ore di cammino. Al più ci vorrebbe  un'ora. Maria Ausilia Fadda conosce benissimo il sito nuragico di Sirilò, visto che l'ha scavato negli anni scorsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Resisto alla maligna tentazione di dubitare che sia lei a parlare di Supramonte e di ore di cammino pur di rafforzare la tesi secondo la quale non ci furono enclave di resistenza neppure nelle cime del Gennargentu. Che i romani avessero una mansio a Sorabile, un chilometro circa da Fonni e che frequentassero l'emporio di Santo Efisio vicino ad Orune è cosa nota. Ed è anche noto che alcuni colleghi della signora Fadda hanno investito e investono intelligenza e risorse non tanto per studiare quel lontano passato quanto per “sfatare il mito della impenetrabilità della Barbagia”. C'è, in questo sforzo, una sorta di revanscismo speculare a quello di sardi che favoleggiano di villaggi inespugnabili come quelli dei galli Asterix e Obelix. In ciò credendo alle cose che dei barbaricini hanno scritto archeologi del passato e studiosi come M. L. Wagner. Operazione idologica quest'ultima, operazione ideologica quella dei “distruttori di miti”.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La faccenda, spogliata di opposti revanscismi, è tutto sommato molto semplice: la Barbagia – a dire dei romani – fu la terra non romanizzata e nel momento stesso in cui fu romanizzata smise di essere Barbagia. O no? Ricordo di aver sentito alla radio italiana, moltissimi anni fa, quando la Sardegna era in preda a una catena di sequestri di persona, un cronista dire “qui a Bonorva, nel cuore della Barbagia”. Una idiozia, va da sé. Ma da il senso di come per alcuni la Barbagia sia una categoria dello spirito e non una zona, per di più non ben definita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-968634160353708679?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/968634160353708679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=968634160353708679' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/968634160353708679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/968634160353708679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/barbagia-una-categoria-dello-spirito.html' title='Barbagia, una categoria dello spirito'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aHaWnznYwlY/TwWyJi0m3zI/AAAAAAAAB38/vC0OS0EXL8o/s72-c/Sirilo%25CC%2580.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1728751282324665126</id><published>2012-01-04T10:52:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T10:52:01.584+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Annu noeddu miu (a modu miu)</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;de &lt;b&gt;Francu Pilloni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Annu Noeddu miu,  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;has fattu prim’ ammostu  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;in su mari asiau&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e t’indi ses assustrau&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;a biri su logu nostu:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;seu in bena de donai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ma no tengiu coraggiu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;sa manu de ammostai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;poita seu ostaggiu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;de su chi nat sa genti,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;no m’hia  a bolli fai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;de atiri differenti,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ma a su tempus presenti&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;bastat su necessariu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;su chi serbit de ordinariu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po morri o po campai.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A mei chi portu in ogus&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;cantu sprecu in dinai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po cinciddas e fogus:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;prus de cos’ ‘e pappai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;forzis po un’annu e mesu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;in regimi ordinariu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;pipiu de logu attesu,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;a diversu calendariu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;a&lt;/span&gt;nca sa dì est longa&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;cand’esti chene pani,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;sa vida che unu cani&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;s’hiat a bolli passai.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Po no mi presentai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;de is aturus differenti&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;no lessisti nienti&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;chena de mi donai:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;finzas su chi no serbit,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;imboddiccau in paperi&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;de oru e de argentu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;donnia spezi’ ‘e unguentu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po sa peddi allisai  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e lamparas asullas&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po mi dd’accotobiai;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;no scarescias ampullas&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;de binus e licoris&amp;nbsp;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;e de medas coloris&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;camisas e crobattas;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;a domu no imbattas&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;chene bittiri froris&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;cun prenda de amoris&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;tebidus o buddius&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;de candu fuaus pipius&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;a pantalonis cruzzus&amp;nbsp;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;cadenittas de bruzzus&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;cun pindallius de oru&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po donai decoru&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;a s’arrelogiu ‘e marca;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;streppu chi portu in barca&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;elettricu portatili&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;chi m’indittit sa bia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po arribbai a Baratili&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;partendu de ‘omu mia &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;poita de&lt;/span&gt; sa cranaccia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;no bollu perdi traccia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;No bollu perdi arrastu  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;de su chi fui nendu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;annu chi ses intrendu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po medas ses nefastu,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;si mi ponis in menti  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti nau privadamenti:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bai, torra a furriai!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A nosu lassasì stai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;teneus de spapparottai&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;is ous in pacchitteddus&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="en-US"&gt;a Pasca Mann’ arricius &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="en-US"&gt;fattus a pilloneddus &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;chi funti giai impinnius.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;Annu miu Noeddu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="fr-FR"&gt;innoi has allichidiu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;manteni su fueddu:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;bai de cuddu pipiu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e si no t’est abarrau&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;mancu pani tostau  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;po culliunai sa brenti,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;arzia is ogus a celu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;fai finta de nienti,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;chistiona a bellabellu&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e contaddi una faba:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ch’ andat in paradisu!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Però, Noeddu,  allaba&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;chi no ti scappit s’arrisu.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1728751282324665126?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1728751282324665126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1728751282324665126' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1728751282324665126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1728751282324665126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/annu-noeddu-miu-modu-miu.html' title='Annu noeddu miu (a modu miu)'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-340604711317294218</id><published>2012-01-03T17:13:00.001+01:00</published><updated>2012-01-03T17:35:21.150+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Mi manca (ancora) la rotella</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-DoKAPgNzayA/TwMo0sRRcvI/AAAAAAAAB3w/Mqfcv6AinQ8/s1600/rotella.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-DoKAPgNzayA/TwMo0sRRcvI/AAAAAAAAB3w/Mqfcv6AinQ8/s320/rotella.jpg" width="319" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Atropa Belladonna&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Sono passati due mesi ed ancora non so: chi, quando ed esattamente dove trovò la rotella scritta &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/segni-al-museo-sanna-di-sassari.html"&gt;conservata al museo Sanna di Sassari&lt;/a&gt;? E colui o colei segnalò i segni filiformi incisi su di essa?  La bacheca che la ospita, al piano superiore del Museo, è targata “Nuraghe Palmavera” e non credo di dover spiegare quanto questo documento potrebbe essere importante per il tema “scrittura nuragica”. Ho naturalmente richiesto informazioni – circa 8 settimane fa e per ora in modo informale – a coloro che ritenevo i più diretti interessati: la dott.ssa Daniela Rovina, responsabile territoriale per Sassari/Alghero (Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro); il Museo Sanna; il prof. Alberto Moravetti (che scavò a Palmavera). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Il prof. Moravetti non mi ha risposto. La dott.ssa Rovina ha individuato il reperto, ma non ha saputo darmi una risposta precisa sulle circostanze del ritrovamento: ha segnalato la mia richiesta al Museo Sanna. Il quale a sua volta mi ha scritto, specularmente, di aver segnalato la mia richiesta alla Soprintendenza. Altri corrispondenti hanno risposto di non sapere come aiutarmi. Ho apprezzato la loro gentilezza, ma non posso fare a meno di chiedermi come facciano - da archeologi - a non sentire lo stimolo di investigare in prima persona su un documento epigrafico così potenzialmente antico e così sfacciatamente nuragico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per il resto, silenzio. Lo stesso silenzio che avvolge, come una lugubre e spessa cappa di nebbia, la &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/04/le-3-vite-della-navicella-fittile-di.html"&gt;barchetta di Teti&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/11/lo-strano-caso-del-brassard-scomparso.html"&gt;“brassard” di Is Locci Santus&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/08/ma-quale-flottiglia-era-solo-una.html"&gt;la navicella del famigerato Sextus Nipius&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/03/il-documento-in-ceramica-di.html"&gt;il coccio di Pozzomaggiore&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2008/07/il-coccio-dorani-duro-come-il-coccio-e.html"&gt;i cocci di Orani&lt;/a&gt;, le stele di Nora, il &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-un.html"&gt;bronzetto “musico&lt;/a&gt;”. E tutti gli altri. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Parafrasando l'incipit di una splendida canzone di Enzo Jannaci, assimilerei gli interlocutori – loquaci o muti che siano – di Atry a “&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;tutti quelli - e sono tanti - che pur essendo testimoni di fatti importantissimi e determinanti dell'avvenire della civiltà, neanche se ne accorgono”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Purtroppo, e me ne dispiace, noi contribuenti paghiamo le tasse anche per corrispondere stipendi (non lauti, ne convengo) anche a costoro. Che se la ridono.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;[zfp]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-340604711317294218?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/340604711317294218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=340604711317294218' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/340604711317294218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/340604711317294218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2012/01/mi-manca-ancora-la-rotella.html' title='Mi manca (ancora) la rotella'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-DoKAPgNzayA/TwMo0sRRcvI/AAAAAAAAB3w/Mqfcv6AinQ8/s72-c/rotella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-556230907100500636</id><published>2011-12-30T14:28:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T14:28:45.204+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Indignazioni a corrente alternata. Ma, auguri lo stesso</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A chi avesse nostalgia dei bei tempi, quando l'opposizione di ogni genia si sfogava al grido di “Piove, governo ladro”, segnalo la indignata condanna pronunciata dai deputati regionali Gian Valerio Sanna e Franco Sabatini contro la visita che il presidente della Regione ha fatto ai militari della Brigata Sassari ad Herat, in Afganistan. I due consiglieri del Pd non badano a spese in fatto di veemenza; l'uno accusa Cappellacci di “&lt;i&gt;sperperare ancora soldi pubblici per farsi propaganda andando in Afganistan a trovare i militari sardi&lt;/i&gt;” e l'altro se la prende anche con lo “&lt;i&gt;infaticabile addetto stampa&lt;/i&gt;” accusato di “&lt;i&gt;confezionare&lt;/i&gt;”quotidianamente “&lt;i&gt;consistenti volumi di mistificazioni&lt;/i&gt;”. Invece di “&lt;i&gt;sedersi almeno il giorno di Natale in qualche mensa di carità&lt;/i&gt;”, insomma, Cappellacci se ne va ad Herat a sperperare i nostri denari.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Intendiamoci, ammesso (ma il presidente nega) che la visita ai sassarini sia stata onerosa per le casse regionali, viaggi simili meno se ne fanno, meglio è. Sia, però, che il viaggiatore si chiami Cappellacci sia che il suo nome sia Berlusconi o – per citare persone vicine al cuore dei due – Prodi, D'Alema o Ciampi. Vorrei sbagliarmi, ma non mi pare di aver sentitoSanna e Sabatini scagliarsi contro i viaggi di stato di Ciampi, D'Alema, Prodi. Neppure quelli di Berlusconi, per dire la verità, i due hanno contestato, magari con minore violenza verbale.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E allora, sorge un dubbio, per non dire una convinzione: quel che è incontestabile per un capo di governo italiano – o anche per un suo ministro – non è tollerabile per un capo di governo sardo. Il primo può rappresentare all'estero i propri cittadini, il secondo no. Se lo fa, sperpera denari pubblici. Che tristezza. Per fortuna, domani finisce l'anno e dunque, come si dice,&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #e06666; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bonas fines e printzìpios mègius&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-556230907100500636?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/556230907100500636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=556230907100500636' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/556230907100500636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/556230907100500636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/indignazioni-corrente-alternata-ma.html' title='Indignazioni a corrente alternata. Ma, auguri lo stesso'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-931426213293562361</id><published>2011-12-27T14:27:00.000+01:00</published><updated>2011-12-27T14:27:01.373+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La nascita del toro 'bambinello'. Nel Santa Barbara di Villanova Truschedu il culto cananaico della potenza della luce di 'El YHWH</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-E7Ao-aTBOas/TvnHWXMsChI/AAAAAAAAB3k/fVP1kXa4XyU/s1600/nuraghe.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://4.bp.blogspot.com/-E7Ao-aTBOas/TvnHWXMsChI/AAAAAAAAB3k/fVP1kXa4XyU/s320/nuraghe.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Nuraghe di Santa Barbara&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,times;"&gt;di&lt;strong&gt; Gigi Sanna&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,times;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,times;"&gt; &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Il Nuraghe &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Santa Barbara&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; di Villanova Truschedu                   Il fascio della luce che passa attraverso la finestrella.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', times;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Penso che i giovani ricercatori del GRS (&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Gruppo Ricercatori Sardegna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;)  resteranno famosi nella storia dell'archeologia e dell'archeoastronomia  sarda e degno sempre di menzione sarà  'La Luce del Toro'  (PTM  editrice 2011), il libro da loro di recente pubblicato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Opera acerba certamente, in non poche parti lacunosa ed  approssimativa, ma nella quale si trova tra le altre quella che si può  definire una rara e preziosa perla documentaria archeoastronomico -  epigrafica: l'immagine del toro che, nei soli giorni (per una settimana  all'incirca) del Solstizio d'inverno, si stampa sulla parete della  stanza del  nuraghe &lt;em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Santa Barbara&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; in virtù della proiezione dei raggi del sole che passano attraverso la 'finestrella'  posta al di sopra dell'architrave.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,times;"&gt;Non  volevamo mancare nel momento dell'evento astronomico, all'appuntamento  previsto sin da quando, agli inizi di quest'anno, eravamo stati  informati dagli amici Piero Zenoni e Tonino Mulas dello straordinario  fenomeno che però, stando alle loro ricerche, non risultava del tutto  singolare e circoscritto al solo nuraghe di Villanova Truschedu in  quanto presente, in occasione dei Solstizi, in non pochi altri nuraghi  di tutta la Sardegna. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,times;"&gt;Il  filmato documentario, proiettato in anteprima, per gentile concessione  degli scopritori del GRS, durante la presentazione del Secondo Corso di  Epigrafia nuragica,  aveva già dato agli spettatori  l'idea della  spettacolarità del fenomeno... [&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=389:la-nascita-del-toro-bambinello-nel-santa-barbara-di-villanova-truschedu-il-culto-cananaico-della-potenza-della-luce-di-el-yhwh&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-931426213293562361?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/931426213293562361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=931426213293562361' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/931426213293562361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/931426213293562361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/la-nascita-del-toro-bambinello-nel.html' title='La nascita del toro &apos;bambinello&apos;. Nel Santa Barbara di Villanova Truschedu il culto cananaico della potenza della luce di &apos;El YHWH'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-E7Ao-aTBOas/TvnHWXMsChI/AAAAAAAAB3k/fVP1kXa4XyU/s72-c/nuraghe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-9078174220802356630</id><published>2011-12-26T17:32:00.000+01:00</published><updated>2011-12-26T17:32:46.974+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Sa tumba de Su Picante</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NdMSmY7vnEQ/TvicIkAZHhI/AAAAAAAAB24/zgeB5u4g4I4/s1600/tumba+2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-NdMSmY7vnEQ/TvicIkAZHhI/AAAAAAAAB24/zgeB5u4g4I4/s400/tumba+2.jpg" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pbes4QI6_Xc/TvihcD8R4WI/AAAAAAAAB3Y/aOJobUtgp9g/s1600/Tumba.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-pbes4QI6_Xc/TvihcD8R4WI/AAAAAAAAB3Y/aOJobUtgp9g/s320/Tumba.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Est una manera galana de nche colare carchi oredda de sas vacàntzias andende a bisitare sa tumba de gigantes de su Picante, fraicada - a su chi narat s'archeòloga &lt;a href="http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2011-215.pdf"&gt;Paola Mancini&lt;/a&gt; chi l'at iscavada - intre su 1600 e su 1500 in antis de Gesugristos. A su chi li risurtat pertenet, de fatis, a sa &lt;i&gt;facies&lt;/i&gt; de sa Turrìcula, sos monumentos in su sartu de Osilo chi sunt cunsiderados a su cumintzu de sa tziviltade nuraghesa.&lt;br /&gt;In s'oru de su monumentu si sunt acatadas aneddas de collanas, discheddas, cantos de ossidiana e àteru puru. Sa tumba s'acatat&amp;nbsp;faghende su caminu chi andat dae Cabu Cominu a Irgoli, imbuchende su caminu isterradu chi giughet a un'agriturismu. Su logus est connotu oe comente Jorghi Ufrattu.&lt;br /&gt;A custu ispantu archeològicu l'apo dedicadu &lt;a href="http://youtu.be/RQXLageIkAk"&gt;un video&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-9078174220802356630?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/9078174220802356630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=9078174220802356630' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/9078174220802356630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/9078174220802356630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/sa-tumba-de-su-picante.html' title='Sa tumba de Su Picante'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NdMSmY7vnEQ/TvicIkAZHhI/AAAAAAAAB24/zgeB5u4g4I4/s72-c/tumba+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-393294148356558072</id><published>2011-12-24T10:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-24T10:22:51.275+01:00</updated><title type='text'>Annoende sos augùrios</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zsXDEX0-KAM/TvWY-NlqIjI/AAAAAAAAB2s/wyGUh8p6D9c/s1600/maria+lai+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/-zsXDEX0-KAM/TvWY-NlqIjI/AAAAAAAAB2s/wyGUh8p6D9c/s400/maria+lai+1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Torra bonas Pascas de Nadale a totus. Bos crompant, sos augùrios, cun custa imàgine de su presepe amaniadu dae Maria Lai, cun balletas de istratzu e carchina, pro sa crèsia de Oroteddi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-393294148356558072?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/393294148356558072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=393294148356558072' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/393294148356558072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/393294148356558072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/annoande-sos-augurios.html' title='Annoende sos augùrios'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zsXDEX0-KAM/TvWY-NlqIjI/AAAAAAAAB2s/wyGUh8p6D9c/s72-c/maria+lai+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8052647485275105343</id><published>2011-12-23T11:14:00.000+01:00</published><updated>2011-12-23T11:14:18.026+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La protome tavoletta, la forcella in testa e gli auguri a tutti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AvWv_LknmsE/TvRUTSDw3FI/AAAAAAAAB2g/w1V1cLwW_5c/s1600/Protome.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="330" src="http://2.bp.blogspot.com/-AvWv_LknmsE/TvRUTSDw3FI/AAAAAAAAB2g/w1V1cLwW_5c/s400/Protome.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Atropa Belladonna&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anche io voglio fare gli auguri a tutti ed un pacchettino regalo. &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-un.html"&gt;Non così bello come quello di Gigi Sanna&lt;/a&gt;, ma insomma come si dice, basta il pensiero. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Che si può fare dopo aver letto l'articolo sul bronzetto erede (o precursore) di Aaron? Si sfoglia il catalogo di Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, e si cercano altri bronzetti scritti. Stando bene attenti, perché ora sappiamo quanto piccole e discrete possano essere le lettere. Lilliu si stupisce della bellezza della protome Nr. 307 ed anche della sua piattezza. Poiché mi sembra proprio che si vedano delle lettere, su quel muso elegante, non è che per caso fu usato come una tavoletta per scriverci? La testina Nr. 114 mi è stata segnalata dalla solita RS: ha notato un segno a forcella che ormai conosciamo molto bene. Si trascina in &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/04/altro-che-segni-stranieri.html"&gt;Sardegna fin dal neolitico&lt;/a&gt;: una Y?  Forse c’è anche un altro segno, sul retro di quella testina. Chissà, un lamed a formare la parola IL?  Vanno di moda gli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;stress test &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;in questo periodo storico - non so bene se sulle banche o sui nostri nervi. Allora ho sottoposto ad un “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;contrast stress test&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;” i Nr. 307 e 114. Mi sembra che i segni sopravvivano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Auguroni a tutti&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8052647485275105343?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8052647485275105343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8052647485275105343' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8052647485275105343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8052647485275105343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/la-protome-tavoletta-la-forcella-in.html' title='La protome tavoletta, la forcella in testa e gli auguri a tutti'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-AvWv_LknmsE/TvRUTSDw3FI/AAAAAAAAB2g/w1V1cLwW_5c/s72-c/Protome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1023636088274986913</id><published>2011-12-22T18:49:00.000+01:00</published><updated>2011-12-22T18:49:20.410+01:00</updated><title type='text'>Augùrios a totus</title><content type='html'>&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Bonas Pascas de Nadale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Bon Nadâl  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Bon Nadal&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Eguberri on&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nollaig chridheil&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Djoyeus Noyé&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Bon Noël&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Gëzuar Krishtlindja&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Buon natale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Frohe Weihnachten  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Merry &lt;/span&gt;Christmas&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center; text-decoration: none;"&gt; &lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Feliz Navidad&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1023636088274986913?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1023636088274986913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1023636088274986913' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1023636088274986913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1023636088274986913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/augurios-totus.html' title='Augùrios a totus'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7239940151491371570</id><published>2011-12-21T14:39:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T14:39:46.317+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Un'assessore de ammentos curtzos</title><content type='html'>Sa Regione sarda at a pònnere 14 milliones de euro pro bìnchere s'isperdimentu iscolàsticu, ma s'est ismentigada de èssere una Terra cun una majoria de persones chi faeddant su sardu e àteras limbas alloglotas. E s'est ismentigada puru chi sa negatzione de su bilinguismu, chi puru in Sardigna b'est, est de sas resones de prus importu de custu isperdimentu iscolàsticu chi si cheret bìnchere. &lt;br /&gt;De custa "ismentigànztia" s'est sapidu su Comitadu pro sa limba sarda" chi oe at protestadu cun sa Regione e cun sos funtzionàrios postos a amaniare su Pranu regionale de gherra a su isperdimentu iscolàsticu. In su pabiru suo, su Comitadu pedit a sa Regione de pònnere fronte a custu iscàndalu segurende chi su sardu e sas limbas alloglòtas de Sardigna tèngiant sos matessi deretos de sa limba de s'Istadu e chi pro custu siant postos finantziamentos de gabbale.&lt;br /&gt;Mancu s'est acabadu de arresonare de sa Cunferèntzia de s'Alighera de sa limba sarda, chi sa realidade de sos fatos s'impignat a ghetare umbras lègias a pitzos de sas paràulas fortes e galanas naradas dae s'assessore de sa cultura, Milia, chi s'est impignadu a amparare su sardu e sas àteras limbas de Sardigna. Paràulas chi parent, postas a paragone cun custu fatu, una leada in giru. Si no est chi sos ammentos de Milia sunt curtzos, non bricant su mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7239940151491371570?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7239940151491371570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7239940151491371570' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7239940151491371570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7239940151491371570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/unassessore-de-ammentos-curtzos.html' title='Un&apos;assessore de ammentos curtzos'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-276138400751922403</id><published>2011-12-20T09:54:00.000+01:00</published><updated>2011-12-20T09:54:48.599+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Un sogno di sovranità datato 1714</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nyWjpiUS6Bo/TvBNM82LT1I/AAAAAAAAB2U/lcZpiKl65To/s1600/paranifa.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-nyWjpiUS6Bo/TvBNM82LT1I/AAAAAAAAB2U/lcZpiKl65To/s320/paranifa.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Il volume &lt;i&gt;La Sardaigne Paranymphe de la Paix&lt;/i&gt; (La Sardegna Paraninfa della Pace) fu pubblicato anonimo nel 1714. Successive edizioni (fino al 1725) furono date alle stampe con il titolo &lt;i&gt;Déscription géographique, historique et politique de la Sardaigne&lt;/i&gt;. La presente edizione (*) è introdotta da una dettagliata prefazione di Sabine Enders che in base a nuove prove documentali e interpretative attribuisce la Paraninfa definitivamente a Vincenzo Bacallar Sanna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’argomento del volume è l’imminente e definitivo distacco della Sardegna dalla Spagna dopo la guerra di successione spagnola e la cessione ad un altro dominio. Nel trattato di pace di Utrecht dell’11 marzo 1713 Max Emanuel, duca e principe elettore di Baviera, fu designato nuovo re di Sardegna, e la Paraninfa sostiene appassionatamente questo progetto da un punto di vista sardo. Ma contro Carlo d’Asburgo, dal 1711 imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, il sogno del principe elettore di Baviera nonostante l’attivo sostegno di Bacallar non si avverò. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il progetto di Max Emanuel avrebbe significato per la Sardegna la tanto desiderata sovranità sotto un proprio re, e lo stesso Giovanni Maria Angioy verso la fine del Settecento sottolineò la modernità di questo piano. Chiude il volume un’appendice con lettere inedite del conte Louis Joseph d’Albert – inviato bavarese a Madrid – su un piano segreto che aveva per obiettivo la conquista militare dell’isola da attuare con l’aiuto degli esuli sardi a Madrid per incoronare Max Emanuel re di Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;(*) Vincenzo Bacallar Sanna, &lt;i&gt;La Sardegna Paraninfa della Pace e un piano segreto per la sovranità 1712-1714&lt;/i&gt;, a cura di Sabine Enders, traduzioni dal francese e dal tedesco a cura di Cesarina de Montis e Giovanni Masala.&amp;nbsp;Il volume è in vendita in Sardegna in tutte le librerie &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-276138400751922403?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/276138400751922403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=276138400751922403' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/276138400751922403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/276138400751922403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/un-sogno-di-sovranita-datato-1714.html' title='Un sogno di sovranità datato 1714'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-nyWjpiUS6Bo/TvBNM82LT1I/AAAAAAAAB2U/lcZpiKl65To/s72-c/paranifa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3129840030925195077</id><published>2011-12-19T11:23:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T11:23:36.280+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Amore e disprezzo in archeologia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-yFKgwBbbk4A/Tu8PIFqwQII/AAAAAAAAB2M/6JiFtSESt8E/s1600/Il+sommo+sacerdote+di+Franco+Tabacco+001.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-yFKgwBbbk4A/Tu8PIFqwQII/AAAAAAAAB2M/6JiFtSESt8E/s400/Il+sommo+sacerdote+di+Franco+Tabacco+001.jpg" width="273" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La vignetta di Franco Tabacco interpreta così &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-un.html"&gt;l'articolo pubblicato ieri&lt;/a&gt; da Gigi Sanna. Fa sorridere, come molte cose maledettamente serie e austere. Ciò che Gigi racconta nel suo lungo e per niente facile articolo avrebbe suscitato un grande interesse in una società culturale non malata, come quella nostra, da provincialismo. Interesse, naturalmente, non significa accettazione della tesi sostenuta o condivisione parziale di essa. Mi accontenterei, ci accontenteremmo, di una contestazione puntuale. Non ci sarà.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A una prima lettura, certo, sembra inverosimile che in Sardegna ci siano segni che abbiano puntuali riferimenti culturali e linguistici nel Vicino Oriente. Che quel bronzetto ci parli di un Dio comune in maniera persino più puntuale dei tanti scritti della “biblioteca nuragica”. Poi si rilegge l'articolo e l'incredulità cede poco a poco strada alla considerazione che una tale mole di dati ha bisogno di altrettanti dati uguali e contrari per essere messa a tacere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma ci vuole un grande amore non solo per la scienza ma anche per la propria cultura per metter fronte a una questione – quella della scrittura nuragica, e ora della acculturazione con il Vicino Oriente – che è più facile risolvere alla M. de La Palice: “La scrittura nuragica non esiste perché è noto che non esiste”.  &lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BT3VSunaFsg/Tu8Od7AmnbI/AAAAAAAAB2E/P80kMbciNmw/s1600/arcu.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="238" src="http://3.bp.blogspot.com/-BT3VSunaFsg/Tu8Od7AmnbI/AAAAAAAAB2E/P80kMbciNmw/s320/arcu.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dopo la rimozione&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E questo grande amore per la scienza e per la propria cultura è merce rara fra quanti per mestiere e per mandato devono tutelare e ricercare. Sulla ricerca è meglio stendere un velo neppure troppo pietoso: la ripetizione dell'errore è l'esercizio più consueto. Circa la tutela, ai tanti scandali denunciati su questo blog si aggiunge ora &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/la-segnalazione-di-l.html"&gt;quello rivelato&lt;/a&gt; da Leonardo Melis e riguardante s'Arcu de is forros di Villagrande. (Guardate, se volete, questi &lt;a href="http://www.neroargento.com/page_galle/forros_temple/forrosnew_gallery.htm"&gt;scatti di Neroargento&lt;/a&gt; che ne fotografava il primitivo splendore e confrontateli con quello fatto dopo la rimozione).&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ci vuole un enorme disprezzo nei confronti dei beni culturali che si è chiamati a tutelare per compiere uno scempio simile. Altri, commentando il post di Melis, hanno detto quel che andava detto e non aggiungo altro. Farei solo un invito a Marcello Madau che nei giorni scorsi ha scritto un indignato articolo su un quotidiano sardo di protesta per lo spezzatino che ci si appresta a fare dei Giganti di Monte prama. Giusto, a parte il carico ideologico dell'indignazione, il suo richiamo al rispetto del contesto. Mi aspetto, prof Madau, una analoga sua indignazione nei confronti della decontestualizzazione degli altorilievi di s'Arcu de is forros.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3129840030925195077?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3129840030925195077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3129840030925195077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3129840030925195077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3129840030925195077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/amore-e-disprezzo-in-archeologia.html' title='Amore e disprezzo in archeologia'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-yFKgwBbbk4A/Tu8PIFqwQII/AAAAAAAAB2M/6JiFtSESt8E/s72-c/Il+sommo+sacerdote+di+Franco+Tabacco+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2718996150805839122</id><published>2011-12-18T15:46:00.001+01:00</published><updated>2011-12-18T15:46:00.183+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Yhwh e la scrittura nuragica: un successore di Aaronne con il 'diadema della Santità' nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/images/stories/archeolozia/sanna/aaronne/bronzetto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="Fig 1" border="0" src="http://www.gianfrancopintore.net/images/stories/archeolozia/sanna/aaronne/bronzetto.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif;"&gt;di &lt;strong&gt;Gigi Sanna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;em&gt;Dedicato al mio maestro G. Lilliu&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;1. Yhwh il dio dei Sardi nuragici - &lt;/strong&gt;Nel mio &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-il-log-e.html"&gt;post precedente&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;Yhwh e la scrittura nuragica: il log e il recipiente biblico del rito dei Leviti per la purificazione&lt;/em&gt;) abbiamo visto, documentato nel frmmento in ugaritico e in protocananaico di &lt;em&gt;Sa Serra 'e sa Fruca di Mogoro &lt;/em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;)&lt;/span&gt;,&amp;nbsp;il 'log'&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;strong&gt;לג&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;) &lt;/span&gt;del &lt;strong&gt;VT&lt;/strong&gt; ovvero la misura d'olio (l. 0,48) con la quale Aaronne (&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;strong&gt;אהרון&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;) , i suoi figli e i Leviti in seguito, per disposizione di Yhwh (&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;יהוה&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;) e attraverso le parole di Mosè (&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;משה&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;), avrebbero dovuto svolgere il rito cruento degli agnelli del sacrificio dell'espiazione. Il 'log' viene citato quattro volte (&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;) nel passo del Levitico e in nessuna altra parte della Bibbia. Quindi quella di &lt;em&gt;Sa serra 'e sa Fruca&lt;/em&gt; sarebbe la quinta testimonianza scritta (con caratteri ugaritici) della parola (sicuramente cananaica e poi israelitica)&lt;em&gt; log&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;Ora, i documenti cananaici sardi  (composti con quella scrittura particolare che gli studiosi chiamano   'protocananaico') che parlano direttamente o indirettamente di &lt;em&gt;yh, yyh o yhhw&lt;/em&gt; o di &lt;em&gt;Il/ILI/'El&lt;/em&gt;  praticamente non si contano più, dal momento che tutta la scrittura  nuragica, qualunque essa sia e in qualsiasi modo venga riportata dagli  scribi isolani dell'età del bronzo medio, finale e I ferro, parla solo  di quel preciso Dio. La scrittura nuragica, in un modo o nell'altro, è  concepita - lo abbiamo scritto e spiegato tante volte - per glorificare  con 'segni speciali', con un 'alfabeto speciale' e con un 'lessico  speciale' la divinità taurina androgina luminosa unica (&lt;strong&gt;3&lt;/strong&gt;) e nel contempo i suoi figli divini, anch'essi 'tori', 'signori giudici' (&lt;strong&gt;4&lt;/strong&gt;).   Quindi il trovare documenti che attestano, come quello di Mogoro,  l'uso  di strumenti come il 'recipente del log' e i riti in onore di &lt;em&gt;Yhwh&lt;/em&gt;, non sorprende affatto. Anzi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=388:yhwh-e-la-scrittura-nuragica-un-successore-di-aaronne-con-il-diadema-della-santita-nel-museo-archeologico-nazionale-di-cagliari&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2718996150805839122?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2718996150805839122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2718996150805839122' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2718996150805839122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2718996150805839122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-un.html' title='Yhwh e la scrittura nuragica: un successore di Aaronne con il &apos;diadema della Santità&apos; nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1676718387843088247</id><published>2011-12-18T07:45:00.003+01:00</published><updated>2011-12-19T11:21:24.083+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>S'Arcu de is furros come i Lego</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pw0tFuo9KMI/Tu2LyF_EqNI/AAAAAAAAB18/HfnmR509Os4/s1600/arcu.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="295" src="http://4.bp.blogspot.com/-pw0tFuo9KMI/Tu2LyF_EqNI/AAAAAAAAB18/HfnmR509Os4/s400/arcu.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La segnalazione di L. Melis&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di &lt;b&gt;Leonardo Melis&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una segnalazione arrivata da amici di Nuoro e di alcuni addetti ai lavori del web, mi informa dello  scempio prodotto nel sito scoperto recentemente a S'Arku de is Furros, in agro di Villagrande Strisailis, in Ogliastra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quello che fu chiamato altare nuragico, con sculture in pietra avvicinabili ad altre trovate a Sa Sedda de Sos Carros e a quelle di Thiuanako è stato smontato e portato al Museo di Nuoro, lasciando sul posto una autentica rovina. Alle rimostranze di alcuni studiosi e di associazioni del Nuorese, la Sovrintendente ha risposto che ciò era stato fatto per preservare il sito dall'assalto dei tombaroli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Certo, diciamo noi, meglio la distruzione che l'asportazione. Una accesa discussione si è scatenata stasera nello spazio di Leonardo Melis su facebook. Tra le dichiarazioni di sdegno vi sono alcune difese d'ufficio da parte dei soliti archeobimbi che si sentono in dovere di giustificare sempre l'operato degli Archeobuoni loro maestri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Onestamente non sappiamo pensare ad altro se non all'altro imboscamento rriuscito per 30 anni delle Statue di Monti Prama, venute fuori dai magazzini anche grazie alle nostre pubblicazioni nel 2005.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1676718387843088247?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1676718387843088247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1676718387843088247' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1676718387843088247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1676718387843088247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/la-segnalazione-di-l.html' title='S&apos;Arcu de is furros come i Lego'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-pw0tFuo9KMI/Tu2LyF_EqNI/AAAAAAAAB18/HfnmR509Os4/s72-c/arcu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7587786399903196913</id><published>2011-12-17T07:09:00.000+01:00</published><updated>2011-12-17T07:09:40.033+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Sorprese di segni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q2ejQCwLA1g/TuwxvXbdH7I/AAAAAAAAB10/CtS1tuLCqCI/s1600/1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="255" src="http://1.bp.blogspot.com/-q2ejQCwLA1g/TuwxvXbdH7I/AAAAAAAAB10/CtS1tuLCqCI/s400/1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;di&lt;strong&gt; Atropa Belladonna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Nel luglio di quest'anno, abbiamo appreso della  scoperta di &lt;a href="http://www.unionesarda.it/Articoli/FotoGalleryDettaglio.aspx?pos=5&amp;amp;id=229046"&gt;300 frammenti di menhir&lt;/a&gt;  nei pressi di Samugheo, a "Cuccuru 'e Lai". Che il repertorio di segni  incisi sui menhir di Samugheo si distinguesse da quello di altre  statue-stele era già apparente dai &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/07/laconi-3-luglio-2011.html"&gt;pochi esemplari esposti al museo di Laconi&lt;/a&gt;  (spettacolare l'albero della vita che emerge da un segno solare). Che  il repertorio sia destinato ad arricchirsi è evidente dai recenti  ritrovamenti, di cui un esemplare è riportato in figura 1.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il frammento  reca inciso un segno, forse una protome taurina stilizzata (Tanda,  1985), intersecato ad una sorta di bastone ricurvo. Le corna terminano  sulle punte con due cerchiolini. Come non accostarlo, tentativamente,  alla sequenza ´aleph-lamed (nome divino El)? (Fig. 1) Personalmente non  ho le idee chiare sulla datazione dei menhir frammentari di Samugheo:  neolitico o eneolitico/bronzo antico?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=387:sorprese-di-segni&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7587786399903196913?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7587786399903196913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7587786399903196913' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7587786399903196913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7587786399903196913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/sorprese-di-segni.html' title='Sorprese di segni'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-q2ejQCwLA1g/TuwxvXbdH7I/AAAAAAAAB10/CtS1tuLCqCI/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1241383346714393984</id><published>2011-12-16T16:27:00.000+01:00</published><updated>2011-12-16T16:27:28.806+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Le strategie di pace e Su Comitadu pro sa limba</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;di &lt;b&gt;Francu Pilloni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Un &lt;i&gt;Oscar Mondadori&lt;/i&gt; dei primi anni ’60, che raccoglieva il meglio dei discorsi del candidato democratico alla presidenza degli USA, in modo particolare quelli dedicati alla &lt;i&gt;Nuova Frontiera&lt;/i&gt;, era intitolato &lt;i&gt;Strategie di pace&lt;/i&gt;. Se quegli esemplari discorsi contribuirono a che il suo autore, il senatore J. F. Kennedy, vincesse le elezioni, non gl’impedirono di aggredire Cuba con lo sbarco alla Baia dei Porci, né di mandare centinaia di “osservatori” militari in Vietnam, poi diventati, con il suo successore presidente Lyndon B. Johnson, migliaia e centinaia di migliaia che non si limitarono ad osservare solamente. Non sempre, come si vede, alle buone intenzioni corrispondono le azioni successive.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo mi è venuto in mente a proposito del Comitato, o Comitau, o Comitadu, per la lingua sarda che, creato con le migliori intenzioni ad opera di esimie persone, poi si ritrova a fare anche ciò per il quale non era stato creato.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Già di per sé, escludendo forse quello dei volontari per le feste paesane,  il vocabolo Comitato è poco rassicurante, specialmente quando si è parlato di politica: il Comitato cittadino ha deliberato; il Comitato Regionale ha deciso; il Comitato Centrale … ahinoi!, a quali pensieri truci ci riporta, visto che in nome di questo organismo si sono consumate le vicende meno democratiche all’interno dei partiti e degli stati.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Non è che ignori la differenza tra i Comitati Centrali e su Comitadu pro sa Limba, non fosse altro perché quest’ultimo è autoeletto e autoformatosi per lo slancio di volontari quanto generosi sostenitori od oppositori della politica linguistica regionale. Ciò che , però, non gl’impedisce di muoversi mutuando linee d’azione e comportamenti più consoni ai Comitati Centrali di partito, assumendosi l’onere innanzitutto sostenere e guidare un “libero dibattito”, di raccogliere gli indirizzi, le ansie, le raccomandazioni degli intervenuti, di rendere pubbliche le prese di posizione contro o a favore di qualcuno o qualcosa, di stillare infine (infine nella mia enumerazione delle azioni, poiché nella realtà spesso è già pronto prima dell’inizio) il comunicato finale o il rendiconto, poiché le parole volano, ma gli scritti fanno la storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;E su Comitadu non si è neppure sottratto al gravoso compito di compilare le pagelle dei buoni e dei cattivi, atteggiandosi come una Standard &amp;amp; Poor o una Moody’s nei confronti degli Stati sovrani e delle istituzioni finanziarie mondiali, non badando, proprio come quelle, che sono consulenti a gettone di chi spesso vogliono intimorire con i loro ratings.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Cosa significa se non questo, quanto scrive Carboni?&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;i&gt;Su Comitadu pro sa limba sarda ha valuta positivamente assieme alla serietà, professionalità e all'entusisasmo dei partecipanti,la capacità organizzativa e la scelta del taglio innovativo dato alla Conferenza da parrte dell'Assessorato e dell'Ufficio regionale della lingua sarda , l'impegno profuso&amp;nbsp; dai suoi dirigenti ed operatori, confidando ancora nella linea espressa dall'Assessore Milia di rispetto delle indicazioni del Piano triennale e dell'adeguamento alle esigenze della lingua sarda …” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;(copia e incolla, compresi gli errori di battitura).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;Ha forse nel proprio statuto questo Comitadu il dovere-diritto di valutare la serietà, la professionalità, oltre all’entusiasmo dei partecipanti ad un qualsiasi convegno dove si parli di lingua sarda? O solamente di quelli organizzati dalla Regione? Senza contare che fra i partecipanti sono presenti anche membri del Comitadu e che, dunque, valutano il loro stesso entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;Che dire?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;Sembrerebbe che nulla di nuovo sotto il sole si riesca a mettere in pratica, allorché ci si lascia prendere la mano dalle contingenze spicciole della politica, vuoi che siano modeste e vaporose come quelle linguistiche del Comitadu, vuoi che siano deprimenti e tragiche come quelle che inchiodarono Kennedy.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1241383346714393984?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1241383346714393984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1241383346714393984' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1241383346714393984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1241383346714393984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/le-strategie-di-pace-e-su-comitadu-pro.html' title='Le strategie di pace e Su Comitadu pro sa limba'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8527896095477978737</id><published>2011-12-15T09:55:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T09:55:48.457+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Tàtari est galu in Sardigna?</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In una cosa tenet resone &lt;a href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;amp;postID=2268064456054143789"&gt;Francu Pilloni&lt;/a&gt;: sa chistione de sa limba sarda pesat pagos cumentàrios in custu blog. Pagos, pro su beru, nde pesat àteru uve puru, cando non b'at de brigare. Pro ite? Ca non b'at interessu pro su sardu? Paret chi nono si est a pònnere mente (si podet averguare abistende in fundu a custa pàgina) a su fatu chi sos artìculos chi lu pertocant sunt de sos prus lèghidos in custa chida. E però est gasi comente narat Francu: sos letores non narant nudda, francu Francu e un'anònimu.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma, comente la penso deo, est petzi in custu cunsideru chi Pilloni tenet resone. Gasi e totu comente tenet tortu, a pàrrere meu, “&lt;a href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;amp;postID=2268064456054143789"&gt;non allineato&lt;/a&gt;” (cun chie?). S'Universidade de Tàtari, chi pesat sa simpatia de sos duos, no est una minoria de amparare dae sos assàchios de una maioria mala e ditadora, aragone e prepotente. Est un'assòtziu de istudiados chi non pretendet de abutinare una lege e bia si non de cumbìnchere sa Regione chi est giustu gasi. S'Universidade de Tàtari no tenet perunu òbligu de impreare su sardu veicolare in sas letziones, ma tenet òbrigu a lu fàghere si cheret su dinare chi sa lege (su Pranu triennale pro sa limba sarda) destinat pròpiu a custu.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non b'at de moricare àteru meda in custa chistione: sa lege, mancari regionale, mancari sardedda e male cuncordade, cheret osservada dae totus, finas dae professores universitàrios.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;PS pro s'anònimu “non allineato” - Mi dimando si si podat arresonare de un'assòtziu culturale che a Su Comitadu de sa limba sarda comente as fatu tue, dimandende cantos eletores tenet. Est petzi una perversione polìtica o b'at carchi cosa de peius? &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8527896095477978737?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8527896095477978737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8527896095477978737' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8527896095477978737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8527896095477978737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/tatari-est-galu-in-sardigna.html' title='Tàtari est galu in Sardigna?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1549033392171796095</id><published>2011-12-14T11:30:00.001+01:00</published><updated>2011-12-15T07:42:12.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Ma quel Condaghe parla anche sardo</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di &lt;b&gt;Mauro Maxia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alcuni anni fa è stata pubblicata, a cura di Paolo Maninchedda e Antonello Murtas, un’edizione critica del condaghe di San Michele di Salvennor (in sigla &lt;i&gt;CSMS), &lt;/i&gt;fonte ben nota per la storia del sardo medioevale. In precedenza era uscita, quasi un secolo fa, la prima edizione a cura di Raffaele Di Tucci. Ad essa aveva fatto seguito, dopo oltre ottanta anni, quella curata da Virgilio Tetti. L’ultima edizione, in particolare, rappresenta un utile contributo in relazione a un testo che, nonostante la sua importanza, in qualche misura aveva allontanato i filologi per il fatto che, a differenza di analoghe fonti del medesimo periodo, questo codice rappresenta non un testo in sardo bensì una versione in spagnolo eseguita alla fine del Cinquecento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xI6Wg2KGkHQ/Tuh6Njq2uYI/AAAAAAAAB1s/_k9HWOrTnCo/s1600/grafica1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-xI6Wg2KGkHQ/Tuh6Njq2uYI/AAAAAAAAB1s/_k9HWOrTnCo/s1600/grafica1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La novità dell’ultima edizione viene da quattro schede in sardo logudorese che, dopo essere rimaste per alcuni secoli in un archivio spagnolo, giungono a rivalutare l’antico codice e a ricollocare al loro posto alcuni importanti tasselli che ancora mancavano nel contesto delle fonti medioevali sarde.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Trattandosi di un’opera specialistica i curatori dell’edizione, rinunciando alla traduzione&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;in italiano, hanno affidato questa operazione al glossario che correda l’edizione. In questa sede l’interesse per l’edizione di cui si discorre si limita, più che altro,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;ad alcune questioni di contenuto toponimico che emergono attraverso la lettura delle&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;schede in sardo e, qua e là, anche in quelle, assai più numerose, scritte in spagnolo. Un aspetto di cui tener conto proviene dal fatto che nel glossario dei termini sardi figurano anche toponimi come &lt;i&gt;Lusia, Petraia &lt;/i&gt;o parti di toponimi come &lt;i&gt;Campu de Alagone, Mura Mayore, Nurache de Agasones, Sierra de Bolorique, Vallecito de Calquinata &lt;/i&gt;e altri. Sempre nel glossario dei termini sardi sono compresi anche vocaboli spagnoli che dagli editori sono ritenuti voci sarde, come nel caso, ma non è l’unico, del fitonimo &lt;i&gt;arboleda.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=386:ma-quel-condaghe-parla-anche-in-sardo&amp;amp;catid=33:benes-culturales&amp;amp;Itemid=41"&gt;Per leggere tutto l'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1549033392171796095?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1549033392171796095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1549033392171796095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1549033392171796095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1549033392171796095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/ma-quel-condaghe-parla-anche-sardo.html' title='Ma quel Condaghe parla anche sardo'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xI6Wg2KGkHQ/Tuh6Njq2uYI/AAAAAAAAB1s/_k9HWOrTnCo/s72-c/grafica1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2268064456054143789</id><published>2011-12-13T07:49:00.000+01:00</published><updated>2011-12-13T07:49:00.006+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Luci ed ombre della Conferenza della lingua sarda</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0.56cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;di Mario Carboni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0.56cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Valutazioni de Su Comitadu pro sa limba sarda&amp;nbsp;sulla Conferenza regionale della lingua sarda di Alghero 9-10-11 Dicembre 2011.&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Alcune valutazioni sono positive, altre negative, sopratutto sul ruolo dell'Università di Sassari e su alcuni aspetti del Piano di Scuola digitale.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Della conferenza annuale regionale sulla lingua sarda che si è svolta&amp;nbsp; ad Alghero il 9/10/11 di Dicembre Su comitadu pro sa limba sarda ha valutato positivamente l'insieme delle diverse sessioni dei lavori ed in particolare la prima giornata di&amp;nbsp; venerdì 9 per la scelta dell'Assessore Milia di dedicarla alla musica nazionale sarda ed alla poesia, di tradizione e moderna,&amp;nbsp; come veicolo di vitalità della lingua sarda e delle lingue alloglotte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In particolare oltre alle esibizioni e dichiarazioni di alta qualità degli artisti invitati ad esprimere le loro posizioni sulla lingua sarda, Su comitadu pro sa limba sarda&amp;nbsp; ha recepito il nuovo corso rappresentato dall'associazionismo dei gruppi a tenore, di poeti sardi e musicisti di tradizione e la loro volontà di partecipare al Movimento linguistico generale come portatori di interessi e come proponenti di politiche linguistiche che, partendo da loro esperienze ed esigenze, tendono a far entrare assieme alla lingua sarda e le alloglotte anche la musica, la danza e la poesia nelle scuole sarde, affinchè i giovani sardi possano rafforzare e recuperrare la loro identità nazionale e cultura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Durante la seduta mattutina di sabato 10 dicembre rispetto alle relazioni del Prof. Tagliagande sulla Scuola digitale e del Prof. Carlo Schirru, in rappresentanza del Comitato linguistico dell'Università di Sassari, entrambe molto attese dal folto pubblico convenuto da tutta la Sardegna, si sono registrate differenti &amp;nbsp;reazioni nella forma e nei contenuti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per quanto riguarda il progetto Scuola digitale i partecipanti del movimento linguistico hanno espresso attenzione e fiducia riguardo alle assicurazione dell'Assessore Milia &amp;nbsp;sulla sua volontà di comunque adattare e arricchire&amp;nbsp; di contenuti sulla lingua e cultura sarda&amp;nbsp; un progetto ereditato dai suoi predecessori, rimarcando comunque l'assenza della problematica della lingua sarda nei &amp;nbsp;documenti originari del &amp;nbsp;progetto Scuola digitale che prevedono solo un bilinguismo italiano.inglese, escludendo il sardo e le lingue alloglotte..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In assenza nella relazione del Prof.Tagliagambe di una informazione sul Budget operativo del progetto Scuola digitale, è sembrata ben poca cosa l'informazione sull'allocazione di soli circa 1 milione e mezzo di euro per la lingua sarda rispetto ai ben 120 milioni di euro del progetto totale, che è parsa essere stata inserita solo dopo le richieste in tal senso dell'Assessore Milia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Grande preoccupazione desta il pericolo che il progertto scuola digitale possa fare la fine del Progetto Marte che a oggi, dopo rilevantissime spese, vede molte scuole sarde con i macchinari acquistati accatastati in depositi o aule senza poter essere utilizzati e un suo sostanziale fallimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Solo una immediata revisione del progetto che tenga conto esplicitamente nelle sue linee guida del fatto che si realizzerà in una società composta da una minoranza linguistica storica e non in un qualsiasi punto della penisola italiana e che quindi la sua attuazione dovrebbe tener conto organicamente di un trilinguismo italiano-inglese-sardo e alloglotte, negli insegnamenti, materiali , programmi e sussidi didattici o in alternativa con la redazione di un addendum progettuale pensato partendo dalla lingua sarda e dalle alloglotte, potrebbe scongiurare un fallimento del progetto e la spendita di ingentissime somme senza proporzionati risultati per la lingua sarda e il suo inserimento nelle scuole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Forti contestazioni, con rumori, dichiarazioni e anche fischi hanno accolto invece la relazione del Prof. Schirru quando ha illustrato le linee portanti del progetto FILS di corsi per docenti in lingua sarda nelle scuole del progetto dell'Università di Sassari che ancora però non si conosce nelle sue articolazioni operative e budgettarie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mentre il pubblico si aspettava una relazione che potesse risolvere le polemiche e discussioni nate dalla nota dichiarata volontà dell'Università di Sassari di non rispettare le indicazioni del Piano triennale 2008-2010, con la&amp;nbsp; attesa ed esplicita accettazione delle linee del Piano triennale sulla lingua sarda che vincolano il rilevante finanziamento pubblico all'insegnamento della lingua e nella lingua sarda almeno nel 50% delle lezioni dirette e curricolari e del 50% sempre in lingua sarda o alloglotta nei successivi&amp;nbsp; laboratori, il Prof.Schirru ha ripetuto, non nella forma ma nella&amp;nbsp; sostanza con protervia ed arroganza la contestata posizione dell'UNISS di relegare la lingua sarda solo nei laboratori e nella subalternità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anche il successivo intervento del Rettore Prof. Mastino non ha chiarito la situazione perchè a fronte di dichiarazioni formalmente esposte come apertura e dialogo corrispondevano contenuti di sostegno ad un progetto inaccettabile che esclude l'insegnamento delle materie " importanti e curricolari" in lingua sarda e alloglotta, il rifiuto di impiegare il metodo CLIL con l'esclusivo utilizzo dell'italiana nei corsi di formazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anche la previsione di realizzazione di un master di secondo livello è apparsa incongrua col mandato regionale e col piano triennale e fortemente contestabili su diversi piani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anche la relazione del Prof. Mastino è stata quindi&amp;nbsp; contestata con forza dall'assemblea dei partecipanti che hanno così espresso tutto il loro disappunto e contrarietà per un atteggiamento apparso&amp;nbsp; elitario e baronale con forti venature antisarde e concreto&amp;nbsp; disprezzo degli operatori linguistici, studiosi e docenti&amp;nbsp; non appartenenti alla casta universitaria sassarese..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Su Comitadu pro sa limba sarda valuta quindi negativamente le dichiarazioni dell'Università di Sassari e sopratutto l'impianto ideologista delle premesse, improprio per una Università, che considera la lingua sarda e le alloglotte comunque subalterne alla lingua italiana e in contraddizione con la linea portante del Movimento linguistico, della politica linguistica della RAS, delle indicazioni dell'Assessore Milia, tendenti nel tempo al bilinguismo perfetto e alla coufficialità e alla normalità della lingua sarda in ogni manifestazione della vita sociale sarda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le dichiarazione del Prof.Schirru, illustranti le linee del progetto dell'Università di Sassari sono apparse in fortissima contradizione anche con le più aperte e ampie dichiaraziioni del Rettore Prof.Mastino quando ha inserito la questione della lingua sarda e delle alloglotte nella più complessa questione della sovranità della Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Su Comitadu, in sintonia con l'Assemblea dei partecipanti&amp;nbsp; giudica anche molto negativamente, come offensiva per i partecipanti e l'Istituzione organizzatrice, che la delegazione dell'Università di Sassari se ne sia andata dopo aver dichiarato le proprie intenzioni senza degnarsi di presenziare alla giornata dei lavori e ascoltare le ragioni e le valutazioni espresse dal dibattito al quale hanno successivamente partecipato decine di intervenuti alla Conferenza, ed eventualmente dare spiegazioni o replicare a domande o critiche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anche l'assenza del Rettore dell'Università di Cagliari , prevista nel programma o&amp;nbsp; di suoi delegati in eventuale sostituzione, è stata valutata molto negativamente perchè non solo la Conferenza&amp;nbsp;&amp;nbsp; programmaticamente doveva affrontare la questione del progetto FILS di Sassari in grave ritardo d'attuazione ma anche valutare le informazioni sul&amp;nbsp; progetto FILS dell'Università di Cagliari in corso di attuazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Su Comitadu pro sa limba sarda ha valutato molto positiva la giornata di domenica 10 dedicata alla disciussione,valutazioni, scambi d'informazioni e proposte che ha visto protagonista&amp;nbsp; il Movimento linguistico sardo, registrando una grande affluenza di operatori,&amp;nbsp; studiosi e docenti convenuti da tutta la Sardegna e che hanno discusso con innumerevoli interventi con l'uso quasi totale del sardo , del catalano, tabarchino e,sassarese e gallurese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sempre molto positivo è stato il risultato della discussione come sintetizzato in un documento finale votato al termine della giornata dei lavori e indirizzato all'Assessore Milia e ai decisori di politica linguistica della Regione Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La Conferenza si è conclusa nella mattinata di Domenica 11 Dicembre con il proseguo del dibattito e con la decisione di realizzare una giornata di presenza organizzata e propositiva per sollecitare il Consiglio regionale ad una maggiore attenzione verso la lingua sarda e sopratutto un aumento di risorse ad essa dedicate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Su Comitadu pro sa limba sarda ha valuta positivamente assieme alla serietà, professionalità&amp;nbsp; e all'entusisasmo dei partecipanti,la capacità organizzativa e la scelta del taglio innovativo&amp;nbsp; dato alla Conferenza da parrte dell'Assessorato e dell'Ufficio regionale della lingua sarda , l'impegno profuso&amp;nbsp; dai suoi dirigenti ed operatori, confidando ancora nella linea espressa dall'Assessore Milia di rispetto delle indicazioni del Piano triennale e dell'adeguamento alle esigenze della lingua sarda nel progetto di scuola digitale, non può in presenza delle posizioni non condivisibili e di rottura espresse dall'Università di Sassari non considerarsi in&amp;nbsp;&amp;nbsp; stato di agitazione in sintonia col Movimento linguistico sardo e di&amp;nbsp; conseguenza opererà&amp;nbsp; in tutte le maniere culturali, politiche e di legge per evitare in qualunque forma il declassamento della lingua sarda e il pericolo di un eventuale spreco o impiego difforme dalle indicazioni e del lecito di ingenti risorse finanziarie pubbliche ad&amp;nbsp; essa destinate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2268064456054143789?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2268064456054143789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2268064456054143789' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2268064456054143789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2268064456054143789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/luci-ed-ombre-della-conferenza-della.html' title='Luci ed ombre della Conferenza della lingua sarda'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3867162619222625486</id><published>2011-12-12T20:36:00.000+01:00</published><updated>2011-12-12T20:36:21.978+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Sant'Imbenia si racconta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qt7nQqMZ31g/TuZXbvI6MuI/AAAAAAAAB1k/vp6Me6gRjhc/s1600/imbienia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-qt7nQqMZ31g/TuZXbvI6MuI/AAAAAAAAB1k/vp6Me6gRjhc/s400/imbienia.jpg" width="282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3867162619222625486?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3867162619222625486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3867162619222625486' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3867162619222625486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3867162619222625486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/santimbenia-si-racconta.html' title='Sant&apos;Imbenia si racconta'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qt7nQqMZ31g/TuZXbvI6MuI/AAAAAAAAB1k/vp6Me6gRjhc/s72-c/imbienia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6854918407753722036</id><published>2011-12-12T08:20:00.000+01:00</published><updated>2011-12-12T08:20:57.567+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Lingua sarda: promemoria per la Regione</title><content type='html'>&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Pro Memoria votato e sottoscritto dall’Assemblea dei partecipanti alla Conferenza regionale annuale della lingua sarda, Alghero 9/10/11/Dicembre 2011&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;All’Assessore regionale della Cultura on. Sergio Milia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;e p.c Al Presidente della Giunta regionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;e p.c. Alla Presidente del Consiglio Regionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;e p.c. All'Assessore regionale alla Programmazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;e p.c. Al Presidente della Commissione cultura del Consiglio Regionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;e p.c. Al Presidente della Commissione Autonomia del Consiglio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Regionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;e p.c. Al Presidente della Commissione bilancio del Consiglio Regionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: right; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Al termine della sessione del 10 di dicembre della Conferenza regionale annuale della Lingua sarda organizzata dalla Regione sarda, i partecipanti, considerate le dichiarazioni positive da Lei espresse a conferma di quanto previsto dal Piano triennale in ordine all’insegnamento del/in sardo e nelle lingue alloglotte nelle scuole, chiede che:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;1) siano confermati gli impegni da parte delle istituzioni preposte alla formazione degli insegnanti, in particolare dall’Università di Sassari, affinché nei corsi di formazioni commissionati e finanziati dalla RAS, oltre che nei laboratori, le discipline che fanno parte del programma di formazione siano impartite per almeno il 50% delle ore in sardo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;2) l’Università di Sassari eviti di esprimere, nelle premesse al programma didattico del corso di formazione e nello svolgimento delle discipline, pareri pregiudiziali di condanna o condizionamento della politica linguistica della Regione che già da anni è impegnata a sperimentare una forma di scrittura unitaria in tutti gli ambiti e usi, compresa la scuola e la didattica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A tale proposito, si auspica che la RAS,, si attivi perché tale proposta sia presentata e sostenuta in tutta la Sardegna, con apposite conferenze, anche in confronto con le minoranze linguistiche della Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;3) la annunciata Scuola Digitale, per essere accettata dai Sardi, deve includere, a pieno titolo e in condizioni di parità con le altre lingue previste, la lingua sarda e le alloglotte nella presentazione del progetto, nello svolgimento, nei contenuti, come dovrà essere descritto in un apposito documento esplicativo e di indirizzo da redigere ed allegare al progetto iniziale. Inoltre, i partecipanti alla Conferenza ribadiscono che in Sardegna esiste un sufficiente numero di esperti in grado di redigere contenuti locali e universali in sardo e nelle alloglotte per la Scuola Digitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;4) anche per iniziativa dell’Osservatorio della Lingua sarda, si dia corso entro i primi mesi del 2012, alle conferenze provinciali con gli operatori della scuola, già proposte dall’Osservatorio regionale, per affrontare i temi affrontati dalla odierna Conferenza Regionale, in particolare i progetti di scuola bilingue, la didattica in sardo, con particolare riferimento alla lingua, alla terminologia, agli strumenti, ai metodi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.69cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;5) in accordo con la Ras, la Direzione scolastica regionale dia &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;urgentissime&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; e precise indicazioni alle scuole sarde perché indichino nelle domande di iscrizione presentate dalle famiglie ad inizio di anno scolastico innanzitutto la scelta del sardo accanto ad altre lingue possibili.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;6) il Consiglio regionale aumenti gli stanziamenti per la lingua sarda in modo tale che l’Assessorato alla cultura possa destinare almeno, per il 2012, il 2% del suo budget alla lingua sarda e il 3% per il 2013.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;7) siano destinate adeguate risorse per l’operatività dell’Osservatorio per la lingua sarda per riunioni in tutta la Sardegna;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;8) venga istituito il “Corso in Scienze della Formazione Primaria in sardo” secondo l’art. 19, Legge 26, abilitante per l’insegnamento del sardo e della didattica in lingua sarda nelle scuole primarie;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;9) venga istituito il Corso di laurea in “Lingua e letteratura sarda” secondo l’art. 19, Legge 26, abilitante per l’insegnamento del sardo e delle materie umanistiche in lingua sarda nelle scuole secondarie;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;10) si&amp;nbsp;agisca per ottenere anche a fronte del massiccio finanziamento delle Università sarde da parte della Regione l'immediata modifica dei loro Statuti affinchè venga prevista la nomina di un rappresentante della Regione nei Consigli di amministrazione delle Università stesse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;11) venga istituito un esame di lingua sarda in tutti i corsi di laurea di tutte le facoltà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;12) gli sportelli o uffici linguistici siano l’articolazione della politica linguistica nel territorio, negli enti e nelle istituzioni, in coordinamento con l’ufficio di riferimento della Regione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;13) sia introdotto l’insegnamento della musica, della danza e poesia sarda nella scuola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;14) si operi in modo che si ottenga una modifica costituzionale per introdurre la lingua sarda nello Statuto di Autonomia Speciale come lingua nazionale del popolo sardo con la stessa tutela riconosciuta al gallurese, al sassarese, al tabarchino ed al catalano nei rispettivi territori di competenza ed ambiti di diffusione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.69cm;"&gt; &lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;15) sia estesa a tutta la Sardegna la cartellonistica di entrata/uscita con i macrotoponimi in sardo e nelle lingue minoritarie della Sardegna, almeno nei comuni;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 1.74cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;16) che sia favorita e adottata l’onomastica in sardo (nomi e cognomi), in modo ufficiale, anche con apposite campagne di promozione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6854918407753722036?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6854918407753722036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6854918407753722036' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6854918407753722036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6854918407753722036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/lingua-sarda-promemoria-per-la-regione.html' title='Lingua sarda: promemoria per la Regione'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-4798304676601684276</id><published>2011-12-11T12:25:00.002+01:00</published><updated>2011-12-11T12:25:54.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Vestali della Costituzione col mal di pancia</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avrete notato, credo, come certe vestali della Costituzione italiana siano oggi indignate contro chi sta a mandando in malora i loro desideri stereotipati: l'abolizione delle province e il taglio degli stipendi ai parlamentari in primo luogo. Il dramma per loro è che gli avversari agitano proprio la Costituzione per rendere in breve tempo impossibile la realizzazione dell'aspirazione. Che, sia detto per inciso, è anche la mia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;È capitato che il governo dei professori, fra un colpo ai pensionati e un altro ai proprietari di una casa, si sono avventurati, dopo aver giurato sulla Costituzione, sul cammino periglioso dello stravolgimento della Carta. Chi, come me, ha sempre ritenuto questa come altre costituzioni uno strumento e non un totem da adorare, e per questo modificabile in tutte le sue parti, non avrebbe nulla da obbiettare. Purché si migliori la convivenza fra i cittadini – e soprattutto fra i popoli – va bene modificare.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gran parte delle vestali sono, dicevo, indignate perché il disegno di Monti di abolire sostanzialmente le province  si è scontrato con norme costituzionali e perché stessa sorte ha avuto la pretesa del governo di decidere una cosa che, per Costituzione, spetta al Parlamento fare. Leggo articoli di queste vestali il cui succo è: “Come si può pensare che i parlamentari decidano spontaneamente di tagliarsi lo stipendio?”. Già, non è credibile, forse non è neppure possibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ebbene? La Costituzione non va bene (forse non va bene neppure &lt;span style="color: black;"&gt;Montesquieu, con la sua storia della divisione dei poteri, come alcuni pubblici ministeri hanno mostrato di credere)? La si cambi. Ma non è che, ora, la si cambia solo nelle parti che convengono ai media che hanno abbondantemente rotto con la loro crociata anti-casta? Si aboliscono le province? Benissimo, purché nella riforma costituzionale che le riguarda non ci si dimentichi di abolire le prefetture che sono collegate alle province. Si diminuiscono i parlamentari? Benissimo, nuovamente. Ma nella riforma costituzionale che riguarda questo aspetto, non è che ci si dimentica di cambiare con la stessa radicalità la Costituzione in senso federale o confederale?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-4798304676601684276?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/4798304676601684276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=4798304676601684276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4798304676601684276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4798304676601684276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/vestali-della-costituzione-col-mal-di.html' title='Vestali della Costituzione col mal di pancia'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8282593526821907166</id><published>2011-12-10T11:25:00.000+01:00</published><updated>2011-12-10T11:25:27.495+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>"Disegni nuragici", non lettere di alfabeto</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535;"&gt;di &lt;b&gt;Massimo Pittau&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Gentile Dott.a Aba Losi,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;1. In virtù della Sua specializzazione scientifica e universitaria in Foto-Biologia e Foto-Chimica, Lei sa molto meglio di me che nel linguaggio dei fisici e dei chimici ricorre continuamente il vocabolo (oltre che il concetto) di «atomo». Ebbene, in virtù della mia specializzazione scientifica e universitaria Le assicuro che nel linguaggio dei linguisti e degli epigrafisti ricorre continuamente il vocabolo (oltre che il concetto) di «fonema» (la cui trascrizione – come certamente Lei sa - si chiama «grafema», cioè “lettera di alfabeto”). Inoltre basta aprire un qualsiasi libro di linguistica e si incontra molto di frequente la distinzione fa il «significante» e il «significato»: il «significante» di un vocabolo – come ancora Lei ben sa – è il «complesso fonetico o fonematico» di cui esso è composto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ciò premesso Le dico che ho letto con minuziosa attenzione il lungo testo che Lei mi ha mandato, dopo che Le avevo fatto la richiesta di mostrarci l’”alfabeto nuragico”. Ebbene, per il vero non con sorpresa, ho constatato che voi non fate mai riferimento ai “fonemi”, né ai “complessi fonetici”, né alle loro “valenze fonetiche”. E dunque agite come se, in una vostra pubblicazione di fisica o di chimica, non citaste mai l’«atomo» né le sue combinazioni né il suo comportamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La conclusione l’avevo già anticipata a Lei: voi fate una grave confusione, nel senso che prendete i “disegni” che trovate nei reperti archeologici come altrettante “lettere dell’alfabeto nuragico”. Ed ne consegue che voi non fate per nulla &lt;b&gt;epigrafia&lt;/b&gt; né &lt;b&gt;linguistica&lt;/b&gt;, ma, nel migliore dei casi, fate &lt;b&gt;iconografia&lt;/b&gt;. Voi ancora prendete i “simboli” che trovate come altrettante “lettere dell’alfabeto nuragico”, per cui, nel migliore dei casi, fate simbologia non &lt;b&gt;epigrafia&lt;/b&gt; né &lt;b&gt;linguistica&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;2. E allora io ritorno alla semplice ma essenziale richiesta: a) &lt;b&gt;Ci mostri l'alfabeto nuragico con tutte e sole le sue lettere&lt;/b&gt;; b) &lt;b&gt;Ci mostri la loro valenza fonetica&lt;/b&gt;, ossia come ciascuna di esse si pronunzia; c) &lt;b&gt;Ci mostri qualche nastro o brano scritto in alfabeto nuragico&lt;/b&gt;; d) &lt;b&gt;Ci indichi come effettivmente va pronunziato&lt;/b&gt;; d) &lt;b&gt;Ci indichi il suo “significato”&lt;/b&gt;, ossia lo traduca in lingua italiana; e) &lt;b&gt;Ci indichi qualche connessione con i 350 appellativi e 2300 toponimi protosardi che già conosciamo&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;3. Io Le ho già obiettato che non ha alcun senso che voi facciate continui riferimenti ad altri alfabeti del vicino Oriente, quelli sumerico, aramaico, elamitico, paleocananeo, ugaritico, minoico, fenicio, ecc. Evidentemente a noi Sardi interessa soltanto quello che voi chiamate “alfabeto nuragico”. Lo sappiamo tutti che nel vicino Oriente c’è stato nel passato tutto un pullulare di alfabeti, l’uno derivato dall’altro, ma a noi Sardi interessa esclusivamente il nostro/vostro “alfabeto nuragico”. E fatecelo vedere una buona volta, lasciando completamente da parte tutti gli altri, soprattutto quelli che costituiscono – come ha riconosciuto anche Lei – altrettanti “alfabeti-guazzabuglio”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;4. Franco Laner vi ha chiesto di sapere quali “epigrafisti” di professione erano presenti al vostro Convegno Internazionale tenuto per la seconda volta in un aula della Facoltà di Medicina di Sassari. Ed io, oltre a questi, chiedo di sapere il nome degli altri relatori “internazionali” o stranieri e il titolo delle loro relazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E infine Le chiedo un ultimo favore: mi dia risposte puntuali e sintetiche, come puntuali e sintetiche sono le mie richieste. Insomma non mi mandi più pagine e pagine dei vostri lunghissimi e innumerevoli interventi, dove si parla di tutto, fuorché dell’argomento che interessa veramente tutti noi Sardi: l’”alfabeto nuragico” appunto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.03cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Grazie anticipate e cordiali saluti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8282593526821907166?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8282593526821907166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8282593526821907166' title='62 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8282593526821907166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8282593526821907166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/disegni-nuragici-non-lettere-di.html' title='&quot;Disegni nuragici&quot;, non lettere di alfabeto'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>62</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-575161745595593859</id><published>2011-12-09T08:23:00.000+01:00</published><updated>2011-12-09T08:23:04.220+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Magri, neonati e maratone</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di&lt;b&gt; Francu Pilloni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando nasce un bambino, oggi alle nostre latitudini quasi sempre in clinica, il personale di servizio gli appiccica una “targa” con il numero della culla e il nome della madre, giusto per non creare confusioni di sorta.  Il neonato si appresta a percorrere la sua gara della vita ed è giustificato che venga contraddistinto con un numero e una sigla, come gli capiterà sempre in seguito se, come atleta, parteciperà alle gare ufficiali, che siano di atletica, di calcio o di sci, poco importa.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Ognuno seguirà, come si spera, la sua indole nello scegliere la disciplina in cui gareggiare, preferendo il tempo di un respiro e un attimo in testa alla corsa come capita nei 100 metri piani, o gare più lunghe e faticose (penso ai 50 km di marcia!), con o senza ostacoli, con decine di minuti, se non ore, a disposizione per avere visibilità in testa o almeno nel gruppo dei migliori.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qWrvtvCjftM/TuG3KobE5CI/AAAAAAAAB1c/sKEWc3G6sEs/s1600/Lucio-Magri.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="114" src="http://4.bp.blogspot.com/-qWrvtvCjftM/TuG3KobE5CI/AAAAAAAAB1c/sKEWc3G6sEs/s200/Lucio-Magri.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Lucio Magri&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Queste povere riflessioni le ho fatte a ritroso, partendo dall’evento non convenzionale della morte di un uomo, preparata, forzata, reclamizzata, vissuta in diretta da alcuni suoi amici.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;È ben vero che non ho conosciuto Lucio Magri se non per quanto riferivano di lui i giornali e i telegiornali; che non ho applausi, né condanne nei confronti del suo gesto; che vorrei rifuggire dal porre il mio discorso sul piano moralistico e neppure assegnargli risvolti morali. &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Voglio ragionare come persona, da uomo a uomo se possibile, anche se non è facile.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Sono convinto, da quel poco che so, che Magri sia stato un uomo di successo, colto, fascinoso, intellettualmente superbo, che ha fatto parte per lunghi tratti di strada della pattuglia d’avanguardia nella maratona della storia, sua e nostra . A un certo punto della gara e della storia, è accaduto qualcosa d’imprevisto per lui, ciò che lo ha relegato nel gruppo degli inseguitori. Compito non facile, perché arrivare undicesimo vale quanto arrivare sessantacinquesimo, avendo come premio una medaglia di carta, giusto per aver partecipato. Chi ricorda infatti il nome e il volto di chi arrivò 11° a una qualsiasi maratona? Forse il 12° classificato, per dire che arrivò subito dopo, o il decimo per dire che lo superò allo sprint finale?&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="" name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt; Capita dunque che un atleta abbia corso per lungo tempo nel gruppo dei migliori, ma poi rimane attardato nell’ultimo chilometro di gara: quando entra nello stadio sente il tripudio della gente e prova sconcerto solo per un attimo: capisce che gli applausi sono per quelli che stanno completando il giro di pista finale, che gli soffiano sul collo, stanno per raggiungerlo e doppiarlo. Poi il frastuono cessa d’improvviso e tutto il pubblico volge gli occhi verso il maxischermo, nel quale ammira il volto del vincitore che passa da una smorfia per l’immane fatica ad un sorriso largo che gli accende lo sguardo. Nessuno bada più a chi, con la stessa fatica, sta per tagliare il traguardo all’11° posto in classifica.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Ecco, io penso, ma forse mi sbaglio di grosso, che Magri non abbia avuto la forza, il cuore, la rassegnazione, persino la correttezza verso se stesso, per tagliare il traguardo nelle retrovie della cronaca e della storia in cui era finito, uscito suo malgrado dal proscenio della politica, mai più al centro dell’attenzione, avvolto nella cappa di silenzio dello stadio della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;E anche questa, devo ammetterlo, è una scelta. Che non ha stupito, pare, chi lo conosceva molto bene, infinitamente meglio di quanto l’abbia conosciuto il vasto pubblico cui io stesso appartengo. Una scelta tragica che, nel momento fatale, lo ha riportato in prima pagina. Forse era ciò a cui agognava, che ha voluto perseguire anche a prezzo di qualche anno di una vita che ormai era diventata scialba, certamente non all’altezza della sua superbia intellettuale. Una scelta come una protesta contro la società; una vendetta, un manrovescio in faccia a un destino che non ha creduto opportuno mantenere per intero quanto gli aveva promesso. Non ha accettato il fatto, ben chiaro peraltro a mio nonno analfabeta,  che, dopo abbondanti piogge, la piena del torrente della vita e della storia trascina a valle tutto ciò che raccoglie, senza distinzione. E che sia piovuto e tanto sulla montagna di certezze primigenie di Magri non sono l’unico a pensarlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-575161745595593859?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/575161745595593859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=575161745595593859' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/575161745595593859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/575161745595593859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/magri-neonati-e-maratone.html' title='Magri, neonati e maratone'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qWrvtvCjftM/TuG3KobE5CI/AAAAAAAAB1c/sKEWc3G6sEs/s72-c/Lucio-Magri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-4387706782654405571</id><published>2011-12-08T10:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-08T10:22:20.053+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Da domani, conferenza della lingua sarda ad Alghero</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bX4Gev8H_O0/TuCA911wx0I/AAAAAAAAB1U/N1b5zt1cEOQ/s1600/brochure+Cunferentzia+OK.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-bX4Gev8H_O0/TuCA911wx0I/AAAAAAAAB1U/N1b5zt1cEOQ/s400/brochure+Cunferentzia+OK.jpg" width="378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La sesta Conferenza della lingua sarda si svolgerà ad Alghero da domani 9 dicembre all’11. Sarà dedicata quest’anno ai temi dell’uso del sardo nella musica e al suo insegnamento a scuola. Ai tempi della crisi, le lingue di minoranza sono minacciate in misura anche più pericolosa del solito e questo porta gli operatori a pianificare strategie diversificate. La Conferenza di quest’anno sarà, dunque, non una sfilata di illustri studiosi, ma piuttosto un momento di sobria riflessione che la Regione intende portare avanti con gli operatori e gli esponenti del movimento linguistico sardo. L’assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, ha deciso di puntare su due argomenti diversi tra loro: la lingua sarda nella musica e l'insegnamento del sardo nelle scuole. Mentre nel mondo musicale isolano l’uso della lingua locale è diffuso e gode di buona salute, nel mondo scolastico esistono ancora molte difficoltà e remore per l’utilizzo di lingua sarda e varietà alloglotte nelle aule.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nelle tre giornate di studio circa 100 i relatori metteranno a confronto le loro idee per la tutela e la valorizzazione del patrimonio linguistico, storico e culturale dell'isola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"Un momento di confronto tra operatori e istituzioni per definire le politiche linguistiche - ha detto l'assessore Sergio Milia - sulla base del piano triennale della cultura sarda approvato dalla Giunta. E' la seconda conferenza in un anno, segno dell'attenzione del nostro assessorato verso questo tema".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;Nella mattinata di domani, venerdì, presso la struttura agrituristica di Alghero “Sa Mandra”, alle ore 10 e 30 si terrà la “Conferenza Concertante”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;b&gt;,&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; ovvero interventi di artisti, cantanti e autori sull’utilizzo della lingua sarda e delle varietà alloglotte (turritano, catalano di Alghero, gallurese e tarbarchino) nella musica moderna e contemporanea. E’ prevista la partecipazione di Antonio Deiara (coordinatore), Piero Marras, Alessandra Palmas (Coro Mariele Ventre), Antonio Costa (compositore), Antonio Strinna (poeta e scrittore), Carla De Nule (cantautrice, accompagnata dal chitarrista Gabriele Cau), Emanuele Pittoni (musicista), Gigi Camedda (Tazenda), Gabriele Verdinelli (compositore), Benito Urgu (cantante attore), Vincenzo Murino (cantautore), il gruppo rap Menhir, Gigi Sanna (Istentales), Agostino Salis, cantante algherese accompagnato da Raimondo Dore al pianoforte. Nel pomeriggio, coordinati dal professor Mauro Lisei, interverranno Luigino Cossu (canzone tradizionale gallurese), Martino Corimbi (gotzos de chida santa di Orosei), don Antoni Nughes (canzone tradizionale algherese), Tonino Sanna (autore per cori polifonici), Pinuccio Canu (poeta e autore), Tonino Cau (Tenores de Neoneli), Antonio Canalis (Premio Ozieri), Nino Manca (canto tradizionale logudorese), Amedeo Bianchi (cori polivocali nuoresi), Anna Cristina Serra (poetessa autrice), Juanne Cossu (coro di Lula), Omar Bandinu (tenore Mialinu Pira Bitti), Paolo Pillonca (poeta e autore), Bustianu Pilosu (Associazione Cori a Tenore), Marco Lambroni (Coro di Uri).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’indomani, sabato 10 dicembre, sempre nella struttura agrituristica di Sa Mandra ad Alghero, si esordirà alle ore 9.00 con il tema scolastico e in particolare si parlerà di sardo curricolare, formazione degli insegnanti e del progetto Scuola Digitale. Oltre all’assessore Sergio Milia è previsto l’intervento del direttore scolastico regionale Enrico Tocco, dei rettori delle università di Cagliari e Sassari Giovanni Melis e Attilio Mastino, oltre che del responsabile scientifico del progetto Scuola Digitale Silvano Tagliagambe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Alle ore 11, sessione dibattito alla presenza degli operatori linguistici dal titolo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;b&gt;“Il Movimento Linguistico e l’insegnamento della Lingua Sarda a scuola”&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, coordinato da Cristiano Becciu (RAS – Assessorato Pubblica Istruzione). Sono previsti gli interventi di Paola Alcioni, Piero Bardanzellu, Giampaolo Bazzoni, Antoni Buluggiu, Tonino Bussu, Bobore Bussa, Giuseppe Calaresu, Nicola Cantalupo, Angelo Canu, Antoni Canu, Nicolò Capriata, Mario Carboni, Francesco Casula, Frantziscu Cheratzu, Diegu Corraine, Giuseppe Corronca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Al pomeriggio, a partire dalle ore, 15.30, si prosegue nel dibattito (coordinatore Giuseppe Corongiu, RAS – Assessorato della Pubblica Istruzione) con le testimonianze di Massimo Cireddu, Nicola Cosseddu, Maria G. Cossu, Paolo Cossu, Tore Cubeddu, Fabrizio Dettori, Nanni Falconi, Giusi Fanti, Clara Farina, Sara Firinu, Antonello Garau, Antioco Ghiani, Michele Ladu, Vanna Ledda, Antonella Licheri, Gianni Loy, Maria Bonaria Manconi, Giacomo Mannoni, Germano Marras, Ines Marras, Marinella Marras, Daniela Masia, Joyce Mattu, Mauro Maxia, Manuela Mereu, Giuseppe Molinu, Cristina Mulas, Ignazio Mulas, Riccardo Mura, Celestino Mureddu, Manuelle Mureddu,&amp;nbsp; Giovanni Muroni, Giuseppe Orrù, Antoni Maria Pala, Maria Antonietta Piga, Gianfranco Pintore, Gianfranca Piras, Fernando Pisu, Antioco Patta, Joan Adell Pittarch, Bartolomeo Porcheddu, Giuseppe Porcu, Giuliana Portas, Stefano Ruju, Giorgio Rusta, Mario Sanna, Irene Serra, Salvatore Sfodello, Michele Silenu, Bruna Siriu, Ricardo Solinas, Gian Luigi Stocchino, Anna Maria Tavera, Giovanna Tuffu, Paolo Zedda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Domenica mattina, a partire dalle ore 9.30, dibattito finale, conclusioni e proposte a cura del Movimento Linguistico per la Lingua Sarda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-4387706782654405571?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/4387706782654405571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=4387706782654405571' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4387706782654405571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4387706782654405571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/da-domani-conferenza-della-lingua-sarda.html' title='Da domani, conferenza della lingua sarda ad Alghero'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bX4Gev8H_O0/TuCA911wx0I/AAAAAAAAB1U/N1b5zt1cEOQ/s72-c/brochure+Cunferentzia+OK.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8306716291730709720</id><published>2011-12-07T08:20:00.000+01:00</published><updated>2011-12-07T08:20:20.399+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>I popoli del mare a Teulada</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KDVgxmjnZo8/Tt8Tf3g7eKI/AAAAAAAAB1M/3nNftZi8FcA/s1600/ManifestoLeonardo-Teulada-c+%25281%2529+CORNICE.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-KDVgxmjnZo8/Tt8Tf3g7eKI/AAAAAAAAB1M/3nNftZi8FcA/s400/ManifestoLeonardo-Teulada-c+%25281%2529+CORNICE.jpg" width="283" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8306716291730709720?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8306716291730709720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8306716291730709720' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8306716291730709720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8306716291730709720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/i-popoli-del-mare-teulada.html' title='I popoli del mare a Teulada'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KDVgxmjnZo8/Tt8Tf3g7eKI/AAAAAAAAB1M/3nNftZi8FcA/s72-c/ManifestoLeonardo-Teulada-c+%25281%2529+CORNICE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-215634316556650757</id><published>2011-12-06T08:26:00.002+01:00</published><updated>2011-12-06T08:26:48.395+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Autorete</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;di Stella del Mattino e della Sera&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Nell'ultima di Arkocampionato prima delle vacanze di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Natale, la squadra di casa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; Phoenicians for the Gulf&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;  &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ha incassato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; il &lt;a href="http://www.sardegnastoria.it/node/45"&gt;24.11.20011&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; un´ inattesa sconfitta contro i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/09/emporio-fenicio-di-tharros-still.html"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;GCS&amp;amp;A (gruppo Cialtroni Sardi &amp;amp; Affini)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. Un portavoce del secolare club calcistico ha dichiarato: “Non ce l'aspettavamo, ma in fondo siamo una squadra amatoriale. Speriamo che il pubblico non ci abbandoni. Stavamo portando a casa un prezioso pareggio, ma alla fine ci siamo beccati da soli”. Con mossa imprevedibile l'ala sinistra all´89esimo ha infatti spiazzato tutti i suoi compagni di squadra: “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Ma attenzione! […] non è che i Fenici venivano a “colonizzare” o che erano portatori di una cultura superiore. Tutt’altro”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. Lo stadio è esploso come sotto l'effetto di  una bomba.  Lo spettro della  retrocessione ora incombe, il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/sabato-3-settembre-2011.html"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;fuoco amico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;sembra ormai più catastrofico delle incursioni in avanti dei GCS&amp;amp;A.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.shardana.org/Presentazione%20Libro.htm"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;L´attesa amichevole del 10 dicembre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; prossimo a Teulada ristabilirà un equilibrio? Io non me la vedo: mi attende da domani una meritata vacanza nelle isole del sud. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Bona Paschixedda e bonas festas a tottus&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-215634316556650757?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/215634316556650757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=215634316556650757' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/215634316556650757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/215634316556650757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/autorete.html' title='Autorete'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3880272706884162535</id><published>2011-12-05T15:44:00.004+01:00</published><updated>2011-12-05T16:00:03.102+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Lettere da Herat</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;di &lt;b&gt;Francu Pilloni&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=1182610305629149569&amp;amp;postID=3880272706884162535" name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Ho appreso dalla radio che centinaia se non migliaia di letterine di Natale, scritte dai bambini delle scuole elementari di tutta la Sardegna, sono state recapitate ai soldati della Brigata in Afghanistan. Il tenore delle lettere, a stare a quanto s’è sentito, va dalla soddisfazione per l’operato dei soldati all’apprensione per la loro incolumità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VU8fm2NMwXw/TtuIqHgvveI/AAAAAAAAB1E/kXmCvIC76h0/s1600/herat.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-VU8fm2NMwXw/TtuIqHgvveI/AAAAAAAAB1E/kXmCvIC76h0/s320/herat.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;La cittadella di Herat&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div style="line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #222222; line-height: 17px;"&gt;Cosa ha da rispondere un eventuale caporale Scanu&amp;nbsp;&lt;/span&gt;a Sara e a Danilo, le cui lettere si è trovato fra le mani?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;A Danilo, che da grande vorrebbe fare il soldato, Il caporale risponde:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;“&lt;span style="font-size: small;"&gt;Caro Danilo, a me piace fare il soldato e, come tu sai, vado dove i superiori, dal generale al ministro, mi mandano, fosse pure al Polo Sud a contare i pinguini. Io veramente  volevo fare il contadino ma i terreni di mio padre non bastano per sfamare due famiglie, così mio fratello è rimasto e io sono partito. Crescendo troverai che altri lavori danno soddisfazioni anche maggiori. Auguri anche a te”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;A Sara ha scritto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;“&lt;span style="font-size: small;"&gt;Gentilissima Sara. Se sei in quinta elementare hai l’età di mia cugina e a te dico quello che ho detto a lei quest’estate, quand’ero in licenza. Primo: è vero che siamo in missione di pace, ma stentiamo a crederlo anche noi perché, quando si interviene fra due litiganti, non puoi prendere uno per mano e l’altro a schiaffi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Secondo: la tua apprensione per la nostra incolumità è per noi l’ansia di tutti i giorni, specialmente da quando si è scoperto che i colleghi soldati afgani con i quali lavoriamo fianco a fianco, da un momento all’altro potrebbero spararci addosso. Terzo: quanto all’impegno e alla spesa, io non so dirti, ma mi viene il sospetto che per trovare i soldi che servono qui, li abbiano tolti alla tua scuola, ai giovani italiani. Prova a chiederlo alla tua maestra, forse ti spiegherà meglio di me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Infine ti ringrazio per gli auguri e li contraccambio; se però potessi darti un consiglio, perché non scrivete letterine ai bambini palestinesi? Sono sicuro che gli farebbe piacere e avranno da raccontarti sulla loro vita, molto più di me. Ciao dal caporale Gabriele Scanu”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3880272706884162535?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3880272706884162535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3880272706884162535' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3880272706884162535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3880272706884162535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/lettere-da-herat.html' title='Lettere da Herat'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VU8fm2NMwXw/TtuIqHgvveI/AAAAAAAAB1E/kXmCvIC76h0/s72-c/herat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5760716192595902426</id><published>2011-12-04T17:13:00.001+01:00</published><updated>2011-12-04T17:13:00.331+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Sulcis: fondazione e toponimo nuragici</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Massimo Pittau&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: x-small;"&gt;In miei studi precedenti sui “macrotoponimi” della Sardegna avevo sostenuto, circa il toponimo Sulcis (antico nome di Sant’Antioco), una certa tesi, che in parte ho revisionato in una mia opera recente. Oggi ritorno a quella mia tesi iniziale e ciò in virtù del fatto che ritengo di avere decifrato e tradotto un vocabolo etrusco, che compare nel famoso “Libro della Mummia di Zagabria” e del quale do la spiegazione in una mia ampia opera sulla lingua etrusca, comparsa in questi giorni, («I Grandi Testi della Lingua Etrusca tradotti e commentati», Carlo Delfino Editore, Sassari 2011). Pertanto la mia tesi ultima sul toponimo e pure sull’insediamento umano dell’antico Sulcis è il seguente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #353535; font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Sulcis - Attualmente indica tutta la parte sud-occidentale dell'Isola, mentre nel Medioevo e in età moderna ha indicato una diocesi, che ebbe come capoluogo prima Sant'Antioco, dopo Tratalias e infine Iglesias. In virtù di quest'ultima circostanza il coronimo è citato molto per tempo e numerose volte nei documenti medioevali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Esso deriva dal nome originario di Sant'Antioco, che è citato come Sulci da Claudiano (V, 518), dall'«Itinerario di Antonino» (84), dalla Tavola Peutingheriana e dall'Anonimo Ravennate; come Sulcis (da interpretarsi come un locativo plur.) è citato da Mela (II, 19); come Sólkoi da Tolomeo (III 3, 3); Soûlchoi da Strabone (V 2, 7); Sylkoi da Pausania (X 17, 9) e da Stefano di Bisanzio; Solkói da Artemidoro, in Stefano di Bisanzio (581,7-8; 591 M s. vv.); Soúlkes da Leone il Saggio (Patrologia Graeca, CVII c. 344).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Io sono dell’avviso che il toponimo sia sardiano o protosardo e sia da connettere con l’appellativo etrusco SULΧVA «solchi» (Liber X 17) (plur.) (da cui dopo è derivato il lat. sulcus) (LEGL 69; DICLE 166).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A mio avviso l’antico insediamento traeva molta della sua importanza dal “solco o canale” o anche dai “solchi o canali” che tagliavano l’istmo che unisce l’isola di Sant’Antioco alla Sardegna propriamente detta, canali che costituivano altrettanti "passaggi" per le navi che costeggiavano la Sardegna, anche per evitare il lungo e pericoloso periplo delle isole di Sant'Antioco e di San Pietro. I «canali» dell'istmo dunque saranno stati più d'uno, in quanto saranno stati usati variamente a seconda del frequente interramento provocato dallo spirare dei venti e dal movimento delle correnti marine. Sul principale di questi canali in età romana è stato costruito quel ponte che rimane tuttora (OPSE 159, 269).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Hanno quasi certamente errato alcuni archeologi recenti che, senza darne alcuna prova, hanno parlato di "istmo artificiale" di Sulci: al contrario l'istmo sembra costituitosi in epoca geologica antica, come dimostra anche il fatto che nella sua parte centrale si trovano ancora in posizione eretta due pedras longas o pedras fittas (menhirs) di epoca prenuragica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A differenza della città di Sulci, nell’antichità l'isola veniva chiamata, come risulta dal geografo greco-alesandrino Tolomeo (III 3, 8), Molibódes nésos «Isola plumbea», evidentemente per i suoi giacimenti di piombo. Ma questa sarà stata la traduzione greca di una precedente locuzione sardiana o protosarda, che ormai a noi risulta sconosciuta»».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questo avevo scritto riguardo a Sulcis, quando ho avuto la soddisfazione di leggere nella recente opera di Piero Bartoloni, «I Fenici e i Cartaginesi in Sardegna» (Sassari 2009): (pag. 62) «Sulky, certamente di fondazione nuragica», (pag. 81) «abitanti Sulcitani di origine nuragica», (pag. 77) «nome Sulky, forse di origine non&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;fenicia».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Da parte mia aggiungo che nell’isola di Sant’Antioco si trovano tuttora i resti di ben 23 nuraghi, prova evidente che essa era intensamente abitata sia per i suoi giacimenti di piombo sia per l’abbondanza di pesci, compresi i tonni, nelle sue coste.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fenici e Cartaginesi sono arrivati nell’isola quattro o cinque secoli dopo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A proposito degli Etruschi mi piace citare un fatto quasi del tutto sconosciuto agli studiosi sardi: nel Lazio è stata rinvenuta una tessera ospitale d’avorio in figura di leone (del sec. VI a. C.), la quale riporta l’iscrizione etrusca ARAZ SILQETENAS SPURIANAS «(tessera) di Arunte Sulcitano (ospite) di Spurianio» (ET, La 2.3 - 6:). SILQETENA(-S) «(di) Sulcitano» è un cognomen masch. in genitivo, da confrontare col lat. Sulcitanus = "nativo od originario di Sulcis" (in Sardegna) (alternanze i/u, e/i, a/e; DICLE 13). I due individui dunque si erano legati da obblighi di reciproca ospitalità nelle rispettive residenze (DETR 375; DICLE 166).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #353535;"&gt;Oltre a ciò ricordo che qualche tempo fa a Sant’Antioco è stata rinvenuta una lapide funeraria, che contiene una iscrizione etrusca; non mi risulta però che sia stata già interpretata e nemmeno pubblicata (vedi M. Pittau, Il Sardus Pater e i Guerrieri di Monte Prama, I ediz. 2008, II ediz. 2009, Sassari, EDES, pag. 65, fig. 7).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5760716192595902426?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5760716192595902426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5760716192595902426' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5760716192595902426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5760716192595902426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/sulcis-fondazione-e-toponimo-nuragici.html' title='Sulcis: fondazione e toponimo nuragici'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1490141431766540273</id><published>2011-12-03T16:50:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T06:45:18.640+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Le “impossibili” follie dell'alfabeto</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/images/stories/archeolozia/Aba/pazzie/fig%201.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img alt="Fig 1" border="0" height="171" mce_src="images/stories/archeolozia/Aba/pazzie/fig 1.jpg" src="http://www.gianfrancopintore.net/images/stories/archeolozia/Aba/pazzie/fig%201.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La tabella dei segni protosinaitici elaborata&lt;br /&gt;da Butin&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div mce_style="background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;" style="background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;" style="font-family: 'times new roman', times;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;di&lt;b&gt; Atropa Belladonna&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;" style="background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;" style="font-family: 'times new roman', times;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;Mi proponevo scrivendo questo post di rispondere parzialmente al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/sulla-cosiddetta-scrittura-nuragica.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/sulla-cosiddetta-scrittura-nuragica.html"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;prof. Pittau&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;. Epperò mi è venuto fuori proprio quello che lui non voleva vedere: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/02/guazzabuglio-in-tempi-di-cambiamento.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/02/guazzabuglio-in-tempi-di-cambiamento.html"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;un guazzabuglio millenario&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;.  Il professore mi boccerà di certo. Almeno spero che si diverta, per lo  meno quanto mi sono divertita io. Inizierò dal lontano 1932:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;“&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt;&lt;i&gt;Non  abbiamo tentato, in questa sede, di stabilire una comparazione con gli  altri alfabeti, ma solo di dare una tabella dei segni così come li  abbiamo rinvenuti, sebbene nel disporli abbiamo tentativamente seguito  l’ordine dell'alfabeto Fenicio”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt; Romain F. Butin (1).&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div mce_style="margin-bottom: 0cm;" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div mce_style="margin-bottom: 0cm;" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" mce_style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span mce_style="font-size: small;"&gt;&lt;span mce_style="font-family: times new roman,times;" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Così  scriveva Butin nella sua review del 1932, un corpus aggiornato, per  l’epoca, dei documenti in proto-sinaitico. Butin descrive e mostra foto  di 32 documenti trovati nel Sinai  e di 2 trovati in Palestina nel 1929:  il coccio di Gezer e quello di Tell-el-Hesi (Fig. 2). Con quello che lo  studioso definisce un mix di caratteri sinaitici e fenici, i due  documenti ancora oggi tengono in scacco gli epigrafisti, ma la loro  valenza storica è indubitabile. Albright lamentò all’ epoca che questi  primi documenti proto-cananaici venissero negletti (2), ma si sarebbe  rifatto alla grande negli anni successivi (3). Altre ne comparvero di  queste epigrafi “pazze”, nella terra di Canaan, a tutt’oggi scarsamente  interpretabili: il professor Pittau li definirebbe un guazzabuglio, ma  sono un guazzabuglio ben documentato, un mix di caratteri  proto-sinaitici, proto-cananaici, elementi ideografici con suggestioni  egizie, e forse qualche volta con caratteri sillabici (4). Un piccolo  assaggio in figura 2. In modo geograficamente speculare, altri di questi  casini epigrafici ci arrivano dal cuore profondo dell’ Egitto: ne ho  parlato ampiamente nel passato, cito qui solo &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/02/guazzabuglio-in-tempi-di-cambiamento.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/02/guazzabuglio-in-tempi-di-cambiamento.html"&gt;il sigillo di Deir Rifa&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/05/kahun-ancora-sul-proto-sinaitico-fuori.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/05/kahun-ancora-sul-proto-sinaitico-fuori.html"&gt; le scritte del Kahun&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/08/il-proto-sinaitico-fuori-dal-sinai.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/08/il-proto-sinaitico-fuori-dal-sinai.html"&gt;le iscrizioni di Wadi-el-Hol&lt;/a&gt; (con la loro “impossibile” Tanit), la statua di &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/08/il-proto-sinaitico-fuori-dal-sinai.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/08/il-proto-sinaitico-fuori-dal-sinai.html"&gt;Gebel Tingar (Elefantina)&lt;/a&gt;. Tutti dalle profondità del II millennio a.C.. Tutti testimoni di un processo senza precedenti: &lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=287:quando-i-cananei-rilessero-i-geroglifici-e-si-re-inventarono-la-scrittura&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37" mce_href="index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=287:quando-i-cananei-rilessero-i-geroglifici-e-si-re-inventarono-la-scrittura&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;quando i Cananei rilessero i geroglifici e  si re-inventarono la scrittura&lt;/a&gt;  buttando sul mercato un alfabeto che ancora oggi, volenti o nolenti,  coscienti o meno, stiamo utilizzando. Difficile dire se furono davvero i  primi a farlo, visto ciò che sta &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/la-terra-dei-record-anche-nella.html" mce_href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/la-terra-dei-record-anche-nella.html"&gt;emergendo dalla Siria&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;, ma se non altro ci lasciarono delle testimonianze inequivocabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=385:le-impossibili-follie-dellalfabeto&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1490141431766540273?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1490141431766540273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1490141431766540273' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1490141431766540273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1490141431766540273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/le-impossibili-follie-dellalfabeto.html' title='Le “impossibili” follie dell&apos;alfabeto'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-361313948521553313</id><published>2011-12-02T12:01:00.000+01:00</published><updated>2011-12-02T12:01:40.680+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Elogio dell'indifferenza</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Secondo Nicola Comerci, docente di Filosofia politica all'Università di Sassari è ancora attuale l'odio di Gramsci per gli indifferenti. Il giovane studioso gallurese ha fatto partecipi di questa sua certezza gli intervenuti ad un convegno del Pd sassarese dal titolo ammiccante: “&lt;i&gt;Gramsci in jeans. La Sardegna, i giovani, la democrazia&lt;/i&gt;”.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Viviamo in una realtà politica in cui l'opinione dominante è “destra e sinistra sono uguali”. Un pensiero che dovremmo respingere perché uccide ogni tipo di impegno politico sul nascere&lt;/i&gt;”. Non so se Comerci stesso o, su un quotidiano, l'adorante resocontista aggiunge: “&lt;i&gt;E che alla lunga ci impedisce di vedere la differenza tra vero e falso, fra giusto e sbagliato&lt;/i&gt;”. Non che la frase aggiunga granché al pensiero virgolettato del filosofo sassarese, e però lo definisce meglio.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'impegno politico, quello che ci porta a vedere dove sta il bene e dove il male, immagino, deve essere dunque ingabbiato o a destra o a sinistra. Una innovazione straordinaria e capace di attirare le masse, giovanili soprattutto, verso la partecipazione. Suppongo ci sia qualcuno investito dell'alto incarico, poi, di traghettare gli aspiranti all'impegno verso la spiaggia dei giusti e del vero o verso quella dei reprobi e dell'errore a secondo che uno si dichiari di destra (o di sinistra) o di sinistra (o di destra).  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che ne farà il neo-Caronte di quanti (meschini loro) si dichiarano di centro o nazionalisti o indipendentisti? Quale sorte riserverà agli uccisori di ogni tipo di impegno politico? Temo per loro. E per me che, illudendomi di essere politicamente impegnato, mi ritrovo ad essere un “indifferente” degno di odio. Chi sa perché, ma di fronte a tanta sciocchezza mi andrebbe di scrivere un'elogio dell'indifferenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-361313948521553313?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/361313948521553313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=361313948521553313' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/361313948521553313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/361313948521553313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/elogio-dellindifferenza.html' title='Elogio dell&apos;indifferenza'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6213712181683464311</id><published>2011-12-01T08:25:00.000+01:00</published><updated>2011-12-01T08:25:25.884+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>L’uomo con la valigia</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;di &lt;b&gt;Francu Pilloni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Era il dicembre del ’46 o forse gennaio del ’47, la guerra era terminata, la gente non moriva più ma stentava a vivere. Fu tra Natale e Capodanno, o fra questo e l’Epifania, che nella piazza del paese si materializzò un uomo con un vestito liso, una camicia bianca col colletto usurato, tenuta chiusa al collo da uno straccio di cravatta. Niente di maestoso, ma era pur sempre un “signore” in giacca e cravatta. Ciò che di lui colpì l’immaginazione dei paesani non fu il vestito bensì una enorme valigia che aveva addossato al muro della scuola sopra uno dei sassi sui quali soleva seder la gente a meditare da sola o a polemizzare in compagnia.  Stette là, vicino al suo bagaglio, a rispondere con cenni della testa ai saluti dei paesani che passavano, arrotolandosi con maestria magre sigarette, l’una dopo l’altra.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Qualcuno pensò che avesse qualcosa da vendere e rideva in cuor suo perché aveva sbagliato piazza; altri che era venuto per comprare dieci uova e tre galline o due misure di frumento e storceva la bocca su uno che si era messo in piazza per acquistare al mercato nero; ci fu chi pensò che stesse cercando alloggio quando invece gli sfollati della città erano tornati alle loro case.  &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;A me, che ero piccolo e l’avevo adocchiato tra le sbarre di legno del cancello di mio nonno, parve che aspettasse il pubblico per cominciare lo spettacolo. Mi faceva meraviglia più che l’uomo la sua valigia, che debordava dal sasso su cui era posata e anche a distanza si scorgeva quanto fosse gonfia e stipata.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="" name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt; Gli uomini cominciarono a far gruppo in mezzo alla piazza parlando sommessamente e sbirciando di sguincio il forestiero. Mio nonno era andato ad Ales col carro a portare quattro damigiane d’acqua dal rubinetto. Era l’acqua da bere: ci sarei andato anch’io se non fosse stata una giornata così così, col cielo che minacciava pioggia. Mia madre mi richiamò dentro, per stare al caldo vicino al fuoco. Lasciai malvolentieri le stecche di legno del cancello, intristendo dentro di me perché mi sarei perso lo spettacolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando nannai rientrò col carro, mi feci sul cancello ma la piazza era deserta e silenziosa.  &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;Ancora adesso non so con precisione per quale motivo quel “signore” fosse venuto nel nostro villaggio, quale mercato aveva intenzione di mettere in atto nei confronti dei paesani,  e soprattutto cosa contenesse la sua valigia enorme. Ciò desta in me un leggero stato d’ansia, allo stesso modo di un altro signore in giacca e cravatta che reca con sé una simbolica valigia strapiena. Questo signore si chiama Mario Monti ed è chiaro che solo un bambino può immaginarsi che sia venuto per divertirci.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6213712181683464311?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6213712181683464311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6213712181683464311' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6213712181683464311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6213712181683464311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/12/luomo-con-la-valigia.html' title='L’uomo con la valigia'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6956639133333774977</id><published>2011-11-30T10:57:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T10:57:38.603+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Cui prodest Pepe Corongiu?</title><content type='html'>&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;di&lt;b style="font-size: medium;"&gt; Roberto Bolognesi &lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(*)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Il Dott. Giuseppe Corongiu serve principalmente a Pepe Corongiu, poi a sua moglie e suo figlio (allevato in sardo e in italiano) e poi serve anche a noi. Ma a noi a cosa demonio ci serve?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;A una cosa sola e semplice: a fare in modo che i pochi soldi destinati al sardo nel bilancio dell’Assessorato alla P.I. , Sport e Cultura della R.A.S. vengano effettivamente spesi per il sardo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Cosa succedeva prima che Pepe Corongiu diventasse il direttore dell’Ufficio per la lingua sarda?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Succedeva per esempio che l’università di Sassari si cuccasse più di 3 milioni e mezzo di euro in 3 anni per organizzare corsi di “Storia delle religioni in Sardegna”, “Storia della filosofia morale in Sardegna”, “Lingua catalana”, “Ecologia vegetale della Sardegna”, “Ecologia e zootecnica della Sardegna”, “Flora medicinale regionale”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Tutte queste amenità sassaresi–rigorosamente in italiano–venivano allegramente finanziate con i fondi della legge 26/97 sotto la voce “Cultura sarda”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Una truffa bella e buona e mi chiedo cosa debba fare ancora per farmi denunciare da questi “galantuomini”!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Succedeva che l’Università di Cagliari–molto più onestamente, e vero, ma il risultato non cambia–lasciasse inutilizzati–bloccati, sequestrati–la metà dei fondi a disposizione, i quali, quindi, non&amp;nbsp; potevano essere usati per altri scopi. Rileggetevi l’articolo qui sotto:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.sotziulimbasarda.net/agosto2008/BOLORESURSAS.htm"&gt;Tragicommedia di Ferragosto. Come e perché le università sarde spendono (o buttano) i soldi destinati alla lingua sarda&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Succedeva che la R.A.S. delegasse la sua politica linguistica a istituzioni “al di sopra di ogni sospetto”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Succedeva che i fondi destinati alla lingua e cultura della Sardegna venissero sperperati per finanziare proposte di imbalsamazione della cultura sarda vista sempre come un retaggio del passato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Oggi non è più così: vi siete resi conto che gli articoli sul sardo, sulla stampa, non vengono più accompagnati dall’immancabile foto di un asinello, di una tziedda e del pane della feste dei bei tempi andati?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;La lingua e la cultura sarda come folklorismo appartengono ormai a quella parte del nostro passato che è meglio dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Con Corongiu, che svolgeva il suo lavoro di verifica, la R.A.S. ha cominciato ad acquisire il controllo sulla propria politica linguistica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Sono finiti i giochi facili dei media e delle varie accademie, tutti interessati a spacciarci il messaggio del sardo come retaggio di un tempo andato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Ecco perché il Dott. Corongiu da fastidio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Non l’ha fatto da solo, ma ha comunque costretto diverse istituzioni a rendere conto ai Sardi della loro politica linguistica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Come? Rifiutandosi di approvare lo sperpero dei pochi soldi a disposizione, tramite finanziamenti illeciti a iniziative non mirate alla rivitalizzazione del sardo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Insomma, facendo applicare le leggi e i regolamenti della R.A.S.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Ecco perché l’obiettivo di varie istituzioni e individui, oggi, è quello di far fuori–estromettendolo dalla sua funzione–il Dott. Giuseppe Corongiu.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;L’obiettivo è quello di tornare ai bei tempi in cui la non-politica linguistica della Regione Sardegna era dettata da soggetti estranei ai processi democratici e che non devono mai rendere conto ai Sardi del loro operato, visto che la loro legittimazione viene da oltre Tirreno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;Prendersi indebitamente i pochi soldi destinati alla nostra lingua: ecco il loro obiettivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(*) Dal blog &lt;a href="http://bolognesu.wordpress.com/"&gt;Bolognesu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6956639133333774977?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6956639133333774977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6956639133333774977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6956639133333774977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6956639133333774977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/cui-prodest-pepe-corongiu.html' title='Cui prodest Pepe Corongiu?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5251919646554989957</id><published>2011-11-28T14:10:00.000+01:00</published><updated>2011-11-28T14:10:31.532+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Il ritorno di Venere</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FUL6dR56Vt4/TtOIIVl6E3I/AAAAAAAAB08/JL9lJIa4--w/s1600/venere.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="165" src="http://2.bp.blogspot.com/-FUL6dR56Vt4/TtOIIVl6E3I/AAAAAAAAB08/JL9lJIa4--w/s320/venere.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;di&amp;nbsp;&lt;b&gt;Tonino Bussu&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mancava ormai da parecchi mesi perché in congiunzione col Sole ultimamente, mentre questi giorni è riapparsa in tutto il suo splendore sul nostro Cielo la sera.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E gli appassionati di stelle e astri celesti hanno accolto con grande entusiasmo il ritorno del pianeta Venere che ogni sera ora ci accompagnerà, appena tramontato il Sole, per un lasso di tempo sempre più lungo.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E così se appena cala la notte guardando verso Ovest osservate un solitario splendido astro  è Venere che si presenta in tutto la sua luminosità apparendo nel cielo per prima, mentre le stelle pian piano, a mano a mano che l’oscurità diventa più intensa, punteggeranno la volta celeste&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quindi Venere è il primo astro che sorge la sera, sempre a Ovest, mentre quando in seguito sorgerà la mattina, qualche ora prima del Sole, sempre a Est, sarà l’ultima a scomparire, a tramontare, ad annegare sopraffatta dalla luminosità del Sole.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dunque una regola per ammirare questo bel pianeta è  che, quando si presenta la sera, è sempre a Ovest, e segue , è dietro il Sole, mentre quando appare la mattina è sempre a Est e precede il Sole.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Da questi movimenti deriva il detto che Venere è il primo astro che sorge(la sera) e l’ultimo che tramonta(la mattina).&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Presentandosi così  relativamente vicino al Sole in certi periodi all’alba e in altri al crepuscolo gli antichi credettero per secoli che si trattasse di due astri distinti: Lucifero quello del mattino e Vespero quello del crepuscolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre in seguito si resero conto che era lo stesso pianeta.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La sua luminosità è veramente incantevole tanto è vero che è 12 volte più brillante di Sirio, la stella più luminosa del cielo che i sardi chiamano isteddu de obresci o arbeschida, la stella dell’alba, ricordando il momento in cui sorge nei mesi estivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per la sua luminosità gli antichi dedicarono questo pianeta alla dea della bellezza e dell’amore, mentre Dante lo chiama ‘lo bel pianeta’, nel Primo Canto del Purgatorio, e così lo descrive :&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;‘&lt;i&gt;Lo bel pianeta che ad amar conforta/ facea  tutto rider l’oriente/ velando i pesci ch’eran di sua scorta’.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Rispetto agli altri pianeti la sua rotazione è &lt;b&gt;retrograda&lt;/b&gt; per cui, se ci trovassimo su Venere, vedremmo sorgere il Sole ad Ovest e tramontare ad Est, al contrario che sulla Terra&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; page-break-before: always;"&gt;Venere non possiede né satelliti né anelli e si muove intorno al Sole lungo un'orbita quasi circolare, alla distanza di 108 milioni di chilometri; una rivoluzione completa dura 225 giorni terrestri.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Su Venere  si raggiunge una temperatura di 475° C, tanto alta dunque da poter fondere un metallo, per cui  è del tutto inospitale e  impossibile viverci.&lt;br /&gt;Una particolarità poco conosciuta di Venere sono le fasi, simili a quelle della Luna, che Galileo scoprì nell’autunno del 1609 quando da Padova per la prima volta ha puntato su questo pianeta il suo famoso cannocchiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Abbiamo quindi Venere piena, metà, un quarto e nuova  e queste fasi rafforzarono la convinzione di Galileo della bontà e veridicità del sistema copernicano rispetto a quello tolemaico.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I sardi chiamano Venere  ‘s’istella’ o  ‘s’isteddu de sos anzonarzos’ forse perché paragonano ad esso gli agnelli migliori, i più adatti per la macellazione e per il mercato.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tanto è vero che il verbo ‘istellare’ in lingua sarda significa proprio scegliere gli agnelli migliori e ucciderli per fini commerciali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5251919646554989957?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5251919646554989957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5251919646554989957' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5251919646554989957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5251919646554989957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/il-ritorno-di-venere.html' title='Il ritorno di Venere'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FUL6dR56Vt4/TtOIIVl6E3I/AAAAAAAAB08/JL9lJIa4--w/s72-c/venere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3706096319742980276</id><published>2011-11-26T18:48:00.000+01:00</published><updated>2011-11-26T18:48:30.491+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Un giudice a Berlino e un sottosegretario a Roma</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Certo, dà una certa emozione conoscere, attraverso la &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-il-log-e.html"&gt;traduzione fatta da Gigi Sanna&lt;/a&gt;, il significato dei segni impressi sul coccio di sa Serra de sa Fruca.  Ma non quanta ne provo prendendo atto che quella fotografia, arrivata fortunosamente una mattina dello scorso gennaio, è l'immagine di un oggetto reale. Una cosa che, fosse stato per la Soprintendenza, mai sarebbe comparsa non dico in “carne e ossa” (il frammento si è volatilizzato), ma almeno sotto specie di una “fotocopia di una fotografia in bianco e nero”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Così scrisse, senza vergognarsi, il sovrintendente dottor Marco Minoja al ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, e così riferì il suo sottosegretario, anch'esso senza vergognarsi e però assicurando (si era intorno al 20 gennaio di quest'anno) che “s&lt;span style="color: black;"&gt;ono in corso ricerche in proposito”. Bondi fu costretto, purtroppo non per questa vicenda, alle dimissioni e il sottosegretario Giro ha lasciato insieme al governo di centrodestra. Ora che a governare (inutilmente, ma questo è un altro discorso) la Repubblica, c'è un governo di tecnici sarebbe lecito aspettarci che il politologo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Lorenzo Ornaghi&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, nuovo ministro dei beni culturali vada a vedere a che punto sono le ricerche in corso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Con gli spread alle stelle, le borse alle stalle, l'Italia a rischio di fallimento, si può anche supporre che Ornaghi sia indotto a non spendere. Ma a noi basterebbe una azione a costo zero: una succinta comunicazione circa due aspetti della penosa vicenda. Il primo riguarda l'esistenza in vita del frammento scomparso; il secondo riguarda il rapporto fra il dottor Minoja e il professor Pettinato, l'assirologo che per primo ha supposto che &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;alcuni elementi impressi di forma triangolare sul frammento scomparso fossero segni di scrittura cuneiforme. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Senza gran senso del pudore, il sovrintendente&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=368:minoja-e-la-leale-collaborazione-fra-istituzioni&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt; scrisse al ministro&lt;/a&gt; di non aver potuto sentire il professor Pettinato. L'assirologo è oggi purtroppo scomparso, ma è lecito supporre che fra il mese di gennaio, quando Minoja scriveva al Ministero, e il mese di maggio, quando Pettinato è morto, il soprintendente abbia trovato il tempo di appurare se, secondo il grande epigrafista, il frammento di sa Serra de sa Fruca era scritto in cuneiforme. Temo persino di confessare quanto dubito; e che, cioè, il dottor Marco Minoja se ne sia abbondantemente fregato. Ma credo che, se così fosse, abbia fatto male. Perché, come il mugnaio di Postdam alla fine trovò un giudice a Berlino, così non dispero di trovare un ministro o un sottosegretario che chieda conto a un soprintendente in Sardegna del suo operato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3706096319742980276?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3706096319742980276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3706096319742980276' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3706096319742980276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3706096319742980276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/un-giudice-berlino-e-un-sottosegretario.html' title='Un giudice a Berlino e un sottosegretario a Roma'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1728718691327113271</id><published>2011-11-25T12:20:00.000+01:00</published><updated>2011-11-25T12:20:03.490+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Yhwh e la scrittura nuragica:  il log e il recipiente biblico del rito dei Leviti per la purificazione</title><content type='html'>di &lt;b&gt;Gigi Sanna&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Dedicato ad Antonio Pinna&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;b&gt;Il pronunciamento del prof. Pettinato sul 'cuneiforme' presente nell'oggetto. &lt;/b&gt;-  Era noto ed è noto che sul detto documento, rinvenuto in località Serra  'e sa Fruca di Mogoro,&amp;nbsp; ci fu subito un notevole interesse nonché un  chiaro pronunciamento da parte del prof. Pettinato in quanto lo studioso  orientalista ravvisò subito in esso la presenza di cunei di tipologia  ugaritica (1).&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zRIY-XMrHmA/Ts95KcwwNYI/AAAAAAAAB00/XzQK7fzNMds/s1600/frammento.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-zRIY-XMrHmA/Ts95KcwwNYI/AAAAAAAAB00/XzQK7fzNMds/s200/frammento.jpg" width="173" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il frammento di Mogoro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Sull'interesse e sul pronunciamento 'tecnico' però, in tanti anni,  nonostante nostre diverse sollecitazioni (2), non fu spesa&amp;nbsp; mai una sola  parola 'ufficiale',&amp;nbsp; né da parte di&amp;nbsp; archeologi né da parte di  funzionari della Sovrintendenza sarda; così come, da quanto ora bene si  sa (3), non fu prestata la dovuta attenzione da parte del dott.  Antonello Costa, l'archeologo che rinvenne il coccio, affinché&amp;nbsp; ne fosse  data tempestiva comunicazione ed affinché esso&amp;nbsp; venisse, come di  dovere, non solo catalogato ma anche ben custodito in qualche Museo.  Mancata segnalazione,&amp;nbsp; custodia e visibilità che appaiono&amp;nbsp; tanto più  strani in quanto il dott. Costa è stato, per tanto tempo, il curatore  del Museo di Senorbì,&amp;nbsp; luogo dove sono esposti numerosi reperti  provenienti dagli scavi nell'agro mogorese (Serra 'e sa Fruca).&lt;/div&gt;Dopo  un silenzio durato oltre trenta anni su di un caso clamoroso di  autorevole pronunciamento epigrafico, di cui erano a conoscenza non  pochi studiosi e archeologi, in seguito alla pressioni della nota  petizione popolare in Parlamento a firma dei Senatori Massidda e  Sbarbato,&amp;nbsp; la Sovrintendenza si decise, in quanto costretta e messa, per  così dire, alle corde, a dare finalmente spiegazioni sul reperto al  Ministro e, indirettamente (ma con evidente speranza, anzi quasi la  certezza,&amp;nbsp; che la relazione rimanesse segreta e solo circoscritta in  certi ambiti) al pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gianfrancopintore.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=384:yhwh-e-la-scrittura-nuragica-il-log-e-il-recipiente-biblico-del-rito-dei-leviti-per-la-purificazione&amp;amp;catid=3:archeologia&amp;amp;Itemid=37"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1728718691327113271?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1728718691327113271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1728718691327113271' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1728718691327113271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1728718691327113271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/yhwh-e-la-scrittura-nuragica-il-log-e.html' title='Yhwh e la scrittura nuragica:  il log e il recipiente biblico del rito dei Leviti per la purificazione'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zRIY-XMrHmA/Ts95KcwwNYI/AAAAAAAAB00/XzQK7fzNMds/s72-c/frammento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5375831273865242031</id><published>2011-11-24T08:48:00.000+01:00</published><updated>2011-11-24T08:48:16.296+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Coesione territoriale per forza</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sono impaziente di leggere la raccolta di scritti di Giorgio Napolitano che uscirà presto col titolo “&lt;i&gt;Una e indivisibile&lt;/i&gt;”. Non perché pensi di trovarci delle novità rispetto a quanto già abbia letto in merito al suo pensiero nazionalista granditaliano. Ma credo interessante seguirlo nella sua evoluzione sempre più radicalmente giacobina mano a mano che gli sviluppi della politica italiana danno conto della fragilità della cosiddetta coesione territoriale. O sentimento nazionale, se si preferisce.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ha tanta urgenza nel negare tale fragilità (evidente al di là della teoria e della prassi leghiste) che ha sentito il bisogno di indurre Mario Monti a creare un ministero – sia pure senza portafogli – per “la coesione territoriale”. È pur vero che anche nel precedente governo esisteva un simile ministero, retto da Raffaele Fitto, ma il titolo principale del ministero era “Rapporti con le Regioni”. Quello di Fabrizio Barca è invece solo per “la coesione territoriale”, come dire ministero alla coda di paglia.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Giorgio Napolitano fa naturalmente il suo mestiere di garante dell'unità italiana e sarebbe da stolti criticarlo perché lo fa e perché ci si applica con una passione straordinaria, tanto estrema da tradire, a volte, la logica e la conoscenza della storia che nel capo dello Stato non è poca.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il fatto è che egli ha consapevolezza che il cemento della cosiddetta unità nazionale è meno solido di quanto il giacobinismo italiano contrabbandi, sfottendo, per esempio, i neoborbonici da una parte e i leghisti dall'altra o il fiorire di piccoli partiti e movimenti meridionali. Succede in Italia quel che  sta capitando altrove nell'Europa degli stati-nazione, particolarmente in Belgio e in Spagna. In Belgio, senza governo da oltre 520 giorni, l'ultimo “esploratore”, incaricato di mettere d'accordo fiamminghi e valloni, ha mollato. Elio Di Rupo, figlio di un minatore abruzzese, aveva stretto un accordo per un governo inter*nazionale con frange minoritarie di valloni, fiamminghi e rappresentanti di Bruxelles. Ma l'accordo non ha retto e la separazione delle tre entità appiccicate fra loro per formare lo Stato belga pare sempre più vicina.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Così come più vicina appare la dissoluzione della monarchia spagnola: due nazioni, Paese Basco e Catalogna, si mostrano sempre più insofferenti dei legami dettati dallo Stato nazione. Indipendentisti e sovranisti baschi, Amaiur e Pnb, avrebbero la maggioranza assoluta nel Parlamento nazionale, se per esso si fosse votato domenica. Ed anche per questo che si sta sviluppando in Euskadi una forte richiesta di elezioni autonomiche anticipate. Insieme alla maggioranza assoluta ci sarebbe la certezza di vincere il referendum di autodeterminazione voluto dai due partiti. Anche in Catalogna c'è stato un cambiamento a favore dei sovranisti che hanno sopravvanzato, ed è la prima volta, sia i socialisti sia i popolari, i partiti costituzionali, come essi si definiscono.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il fatto è che né fiamminghi, né valloni, né catalani, né baschi sentono come tragedia incombente la loro separazione da stati che non sentono loro; né più né meno di come, credo, non la considererebbero centinaia di migliaia di sardi. E i padani che, malgrado gli anatema, esistono dal momento che vogliono esistere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5375831273865242031?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5375831273865242031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5375831273865242031' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5375831273865242031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5375831273865242031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/coesione-territoriale-per-forza.html' title='Coesione territoriale per forza'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7621630932806254005</id><published>2011-11-22T08:47:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T08:47:31.208+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Sulla cosiddetta scrittura nuragica</title><content type='html'>&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Massimo Pittau&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;In un suo recente messaggio la dott.a Aba Losi ha dichiarato di accettare la sfida a riprendere l’argomento della cosiddetta “scrittura nuragica” (in realtà sono io ad accettarla), però mi ha messo due precise condizioni: I) Io dovrei “dimostrare” che alcuni reperti, che mi cita, presentano oppure no particolari notazioni grafiche e linguistiche: due stele di Nora, laminetta aurea di Pirosu, barchetta di Teti, reperto del nuraghe Alvu di Pozzomaggiore, coccio di Nurdole, doppiere con ideogrammi, rotella di Sassari. Ma io rispondo: che cosa mai posso e debbo io “dimostrare” su questi “reperti”, dato che non me ne sono mai interessato ex professo e alcuni non li ho neppure visti? In effetti la dott.a Losi sta agendo in proposito da vera professoressa, dato che mi sta imponendo un obbligo, un obbligo molto gravoso di lavoro rispetto a problemi di cui mi sono interessato pochissimo o nulla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;II) La dott.a Losi mi impone di non affermare che la “scrittura nuragica” non esiste. Ma perbacco! è proprio per questo che ho accettato la sua sfida, quella sulla esistenza o non esistenza della “scrittura nuragica”! E su questo argomento l’onere della prova (onus probandi) ricade su Lei, che dichiara che la “scrittura nuragica” esiste e non su me che dichiaro che non esiste. Siccome partiamo da un primo e importante dato di fatto iniziale, la circostanza che sinora tutti gli specialisti di linguistica sarda hanno negato l’esistenza di quella scrittura, l’obbligo di dimostrare la sua esistenza ricade appunto ed esclusivamente su coloro che invece la affermano. Dunque, non sono io che debbo dimostrare che la “scrittura nuragica” non esiste, ma è Lei che invece deve dimostrare che esiste.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;D’altronde alla dott.a Losi io non impongo un impegno di lavoro tanto lungo ed impegnativo, quanto quello su esposto, io non le chiedo affatto una lunga trattazione sulla lingua nuragica e sulla sua presunta “scrittura”. Io Le chiedo queste poche ed ovvie, ma essenziali e necessarie operazioni:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;1) Mi trascriva l’alfabeto nuragico con tutte e sole le sue lettere. A Lei non sarà difficile rispondere a questa mia richiesta, dato che vi state vantando di avere ormai un corpus di iscrizioni nuragiche che supera l’ottantina. (Però spero che non citi insieme «grafemi» sumerici, aramaici, elamitici, paleocananei, ugaritici, minoici, fenici, greci, etruschi, ecc., dato che alfabeti compositi di questo tipo non esistono in nessun luogo e non sono esistiti in nessun tempo. Un alfabeto di questa specie lo dovreste chiamare non “alfabeto nuragico”, bensì “alfabeto guazzabuglio”!). &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;2) Mi indichi la rispettiva “pronunzia” delle lettere dell’”alfabeto nuragico”, trascrivendola coi segni dell’”Alfabeto Fonetico Internazionale” o almeno con le lettere dell’alfabeto latino arricchito coi noti gruppi grafici &lt;i&gt;ch, ph, th&lt;/i&gt;. (In questo blog ho assistito a molte e lunghe disquisizioni intorno a segni ritenuti “lettere alfabetiche”, ma disquisizioni fatte soltanto sul piano strettamente grafico, senza mai riferimenti agli eventuali valori fonetici di quei segni, cioè alla loro “pronunzia”).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;3) Lei sa bene che in tutte le lingue non si parla con singoli «fonemi», ma si parla coi loro “raggruppamenti”, i quali formano le «parole» e le «frasi», cioè «sequenze di parole». Queste nella pronunzia si configurano come “nastri fonematici di parole”, che poi nella scrittura si convertono in “nastri grafematici di lettere alfabetiche”. Ebbene mi mostri alcune «sequenze o nastri di parole nuragiche», indicando anche il loro verso, o destrorso o sinistrorso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;4) Mi indichi i «significati» di quei “nastri grafematici di lettere alfabetiche”, ossia mi prospetti una loro “traduzione” almeno probabile o verosimile, motivandola nelle sue linee essenziali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;5) Mi indichi la connessione che le «parole nuragiche» da Lei indicate e tradotte hanno coi relitti che possediamo della lingua nuragica. La lingua nuragica o protosarda infatti non è tutta un “mistero”, visto che su di essa una dozzina di linguisti di professione abbiamo già scritto numerosi articoli e perfino libri interi. E non citi semplicemente i nomi di questi linguisti, ma citi gli appellativi, i toponimi e i fenomeni fonetici e quelli morfo-sintattici che i linguisti abbiamo ormai da tempo individuato, studiato ed esposto (sono circa 350 appellativi e circa 2.300 toponimi; per Sua comodità, Le segnalo che li può trovare anche in mie opere recenti, che però adesso non cito per non sembrare di farmi pubblicità).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Se Lei effettuerà tutte queste operazioni, ovvie e semplici ma essenziali e necessarie, accetterò anche io la tesi della dell’esistenza della “scrittura nuragica” e confesserò pubblicamente di avere in precedenza errato in pessimo modo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;E finisco con una condizione che metto io: io intendo interloquire esclusivamente con Lei, dato che non voglio correre il rischio di essere svillaneggiato come mi è successo in precedenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7621630932806254005?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7621630932806254005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7621630932806254005' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7621630932806254005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7621630932806254005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/sulla-cosiddetta-scrittura-nuragica.html' title='Sulla cosiddetta scrittura nuragica'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5191933673938346015</id><published>2011-11-21T12:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-21T12:01:37.733+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Avanzata dei nazionalisti in Spagna</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-CWFWHvDhjzE/TsovNgyJIpI/AAAAAAAAB0s/d1kzVzT61yI/s1600/Euskadi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="189" src="http://4.bp.blogspot.com/-CWFWHvDhjzE/TsovNgyJIpI/AAAAAAAAB0s/d1kzVzT61yI/s320/Euskadi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;La crisi economica ha consegnato la Spagna a Mariano Rajoy, leader del Partito popolare e ha affibbiato ai socialisti di Zapatero la più sonora sconfitta dalla fine del franchismo ad oggi. Il Pp è passato dai 154 seggi del 2008 ai 186 di oggi, maggioranza assoluta; il Psoe dai 169 di tre anni fa ai 110 di oggi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il tutto è frutto, secondo gli analisti spagnoli, a due fattori: l'incapacità del Psoe di metter fronte a quella fetta della crisi economica mondiale che ha riguardato la Spagna e la rivolta degli Indignados che, tuttavia, non avrebbero scelto la destra piuttosto che la sinistra, ma invitato a votare per partiti diversi dal Pp e dal Psoe.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il voto spagnolo non è, comunque, importante solo per questo risultato riguardante tutto lo Stato (che ha confermato la tendenza all'alternanza, sia pure in misura oggi estrema), quanto per la avanzata dei partiti nazionalisti e sovranisti nelle due altre nazioni che compongono la monarchia spagnola: quella basca e quella catalana. In Euskadi, il nuovo partito nazionalista di sinistra, Amaiur e il Partito nazionalista basco hanno ottenuto 11 dei 18 seggi assegnati al Paese Basco (6 ad Amaiur, 5 al PNB), lasciando ai cosiddetti partiti costituzionali gli altri 7 seggi: 4 al Psoe e 3 al Pp.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per la prima volta, anche in Catalugna i nazionalisti hanno battuto gli altri partiti. Pur non ottenendo la maggioranza assoluta, Convergenza e Unione ha ottenuto 16 dei 47 seggi assegnati a questa nazione, sei più della passata legislatura, mentre Erc, la sinistra repubblicana catalana ne ha ottenuto 3, quanti ne ebbe nel 2008.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5191933673938346015?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5191933673938346015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5191933673938346015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5191933673938346015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5191933673938346015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/avanzata-dei-nazionalisti-in-spagna.html' title='Avanzata dei nazionalisti in Spagna'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-CWFWHvDhjzE/TsovNgyJIpI/AAAAAAAAB0s/d1kzVzT61yI/s72-c/Euskadi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8475703534429435564</id><published>2011-11-20T07:55:00.000+01:00</published><updated>2011-11-20T07:55:12.998+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Una pintadera del medioevo inglese</title><content type='html'>di Stella del Mattino e della Sera&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HAvOn67pnvU/Tsijw0JtwEI/AAAAAAAAB0k/KqPqkIwuAXU/s1600/fintapintadera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="187" src="http://1.bp.blogspot.com/-HAvOn67pnvU/Tsijw0JtwEI/AAAAAAAAB0k/KqPqkIwuAXU/s400/fintapintadera.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Caro collega&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;nel mentre che io saluto il tuo ritorno nella rete mi arriva un’ Ansa da ansia. Un &lt;i&gt;token&lt;/i&gt; (gettone) inglese, scoperto&lt;a href="http://finds.org.uk/database/artefacts/record/id/149950"&gt; il 26 settembre 2006&lt;/a&gt; e datato al 1400-1700 d.C. Vista l’ incredibile somiglianza con le &lt;i&gt;pintaderas&lt;/i&gt; nostrane, è plausibile che venisse usato per decorare il pane o i biscotti da tè. Quelli un po’ sabbiosi. &amp;nbsp;Inutile dire al signor Sanna come questo ritrovamento rafforzi al di là di ogni ragionevole dubbio la tesi &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/08/le-tavolette-di-tzricotu-secondo-paolo.html"&gt;medievalista sulle tavolette di Tzricotu&lt;/a&gt;. Dopo questo ennesimo scoop occorrerà altresì rivedere la letteratura sulle &lt;i&gt;pintaderas&lt;/i&gt; sarde. Come si sa esse sono datate alla prima età del Ferro. Tutto da rifare?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8475703534429435564?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8475703534429435564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8475703534429435564' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8475703534429435564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8475703534429435564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/una-pintadera-del-medioevo-inglese.html' title='Una &lt;i&gt;pintadera&lt;/i&gt; del medioevo inglese'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HAvOn67pnvU/Tsijw0JtwEI/AAAAAAAAB0k/KqPqkIwuAXU/s72-c/fintapintadera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-385041779117925362</id><published>2011-11-19T11:22:00.000+01:00</published><updated>2011-11-19T11:22:35.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Noas malas pro sa limba sarda</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Noas malas pro sa limba sarda sas chi essint – pro como a s'ascusa – dae s'Assessoradu regionale de sa Cultura. Las conto gasi, comente mi las ant tumbadas, cun s'isperu chi s'assessore Milia o àtere pro isse las deneghent. Tantu pro comintzare cun sas noas malas, a su che resurtat, Sergio Milia, tataresu de sa Udc, est a puntu de mudare su responsàbile de s'Ufìtziu de sa limba sarda, ponende unu cumpanzu suo de partidu, Renato Serra, in cambiu de Peppe Coròngiu chi dae annos reghet – e a primore – s'ufìtziu e totu.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ponende a un'ala custu issèberu (Serra podet tènnere panes in bèrtula in contu de polìtica linguìstica&amp;nbsp;&amp;nbsp;gasi bundantziosos chi mancu imaginamus), su chi pesat pistighìngiu est un'àteru issèberu chi paret presu a custa lìnia noa de sa Regione: su de consentire a s'Universidade de Tàtari de no atuare su Pranu triennale in sa disposta sua chi imperat a sas universidades de imparare sa limba sarda in sardu. A su chi mi resurtat, s'assessore Milia diat chèrrere cunsentire a s'ateneu tataresu de violare sa lege imparende su sardu in limba italiana, ponende mente a unu grustu de professores chi tenent in Giovanni Lupinu su mastru insoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In prus b'at, semper e cando siant beras custas boghes, chi s'assessoradu de sa Cultura at a parare a còitu unu balantzu istrìgile meda, ponende pagos soddos pro sa limba sarda, meda prus pagos de sa misèria finas a oe posta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Torro a nàrrere chi ispero galu chi m'apant contadu paza e chi, a s'imbesse, Milia chèrgiat mantènnere sa paràula chi at dadu ocannu coladu in Fonne. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-385041779117925362?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/385041779117925362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=385041779117925362' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/385041779117925362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/385041779117925362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/noas-malas-pro-sa-limba-sarda.html' title='Noas malas pro sa limba sarda'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8924762717648472434</id><published>2011-11-18T08:49:00.000+01:00</published><updated>2011-11-18T08:49:41.544+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Un altro bel bagno di centralismo</title><content type='html'>&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Riprendo, con qualche imprudenza, a dire qualcosa sul nostro blog. Nei sei mesi e più di congedo (certo ne avrei fatto a meno) ho seguito articoli e commenti, spesso con una gran voglia di intervenire, prontamente e amorevolmente repressa. Non mi permetterò, va da sé, di interloquire con gli articoli pubblicati né con i commenti suscitati. Voglio solo ringraziare Aba Losi che per tutto questo lungo periodo ha gestito il blog con attenzione e ammirevole maestria.&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;zfp&lt;/b&gt;)&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando scrivevo l'ultimo mio intervento in questo spazio libero, stava per scoppiare la guerra in Libia. Dei protagonisti di allora, il marito di Carla Bruni con i suoi jet che bombardavano le truppe di Gheddafi, la signora Angela Merkel che faceva la riottosa, l'inglese Cameron anch'egli impaziente di scaricare bombe nel deserto, solo uno non è più al comando. È stato defenestrato, a quel che si dice, dai mercati che, invece, pare assodato se ne fregassero allora che comandava così come se ne fregano ora che non comanda più.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Certo non mi lamento della uscita di scena di Berlusconi come non mi sono, per la verità, lamentato della sua permanenza in scena. So di scandalizzare non pochi amici dell'una e dell'altra tifoseria, ma così è: viste le cose qui dalla colonia, non fa differenza che un primo ministro dello Stato italiano si chiami Silvio o Giuliano, Bettino o Massimo, Carlo Azeglio o Romano. Né la farà, la differenza, fino a quando il rapporto fra la Sardegna e l'Italia sarà quel che è stato ai tempi di Giuliano, Bettino, Massimo, Carlo Azeglio, Romano e, naturalmente, Silvio.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nessuno di questi signori è stato malvagio nei confronti della Sardegna, ci mancherebbe. Tutti, nessuno escluso, sono stati fedeli interpreti di una primordiale concezione di Stato-Nazione: una lingua, un popolo, uno Stato. E per tutti è stato del tutto naturale mettere al primo posto gli interessi “nazionali” dell'Italia, contrabbandati come interessi generali, interessi, vale a dire, comuni con la stessa intensità a tutte le nazioni che formano la Repubblica italiana. Una balla.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;È quasi certo che da stasera la Repubblica avrà un nuovo governo, più che nuovo inedito in regime di democrazia. Forse hanno ragione i più dei commentatori e dei politici, dicendo che in Mario Monti e nel suo governo sta la residua possibilità di salvezza dell'economia italiana (e dunque dell'Italia). Non sono indifferente a tutto ciò, va da sé, visto che a questa economia è legata la sopravvivenza mia, della mia famiglia e di centinaia di migliaia di altri sardi. Ma non ne gioisco. La Sardegna, le sue classi dirigenti e tutti noi, abbiamo gettato via altri due anni e mezzo, rifiutandoci di metter mano alla riforma della nostra carta costituzionale.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ci ritroviamo così in balia al centralismo che, assicura Monti, sarà rafforzato. Addio federalismo, anche in quel simulacro apparecchiato dal governo passato che, comunque, meglio di niente fu. Nel silenzio inquietante che, sotto questo aspetto, sta coprendo le società italiana e sarda, c'è meno male la voce della Lega che mette sul tavolo della politica non solo un po' di opposizione al governo del 90%, ma soprattutto gli interessi della Padania. Quella realtà che imprudentemente è stato detto non esiste: quasi che i sentimenti di identità nazionale abbiano bisogno del riconoscimento altrui per essere fondati. Insieme a questi interessi non dispero di vedere, passata la sbronza unanimista, anche quelli della mia terra. Che non sono, né saranno mai coincidenti con quelli dello Stato italiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8924762717648472434?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8924762717648472434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8924762717648472434' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8924762717648472434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8924762717648472434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/un-altro-bel-bagno-di-centralismo.html' title='Un altro bel bagno di centralismo'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7861586551203251000</id><published>2011-11-17T17:35:00.000+01:00</published><updated>2011-11-17T17:35:47.416+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Era pur grande?</title><content type='html'>&lt;div class="yiv966862345MsoNormal" style="color: #454545; display: block; line-height: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;di &lt;b&gt;Francu Pilloni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv966862345MsoNormal" style="color: #454545; display: block; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv966862345MsoNormal" style="color: #454545; display: block; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;Era pur grande!&lt;/i&gt;, diceva la gente mentre faceva legna della quercia caduta, nella lineare quanto conosciuta poesia di Giovanni Pascoli. Ora che Silvio ha messo un ginocchio in terra, cosa si dirà di lui?&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv966862345MsoNormal" style="color: #454545; display: block; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Che fosse grande immenso glielo hanno gridato stuoli di legnaioli che hanno prosperato alla sua ombra, mangiando le sue ghiande e grugnendo come cinghiali nella pozza dell’acqua. I suoi frutti per altri, molti altri, erano considerati velenosi e si sono augurati ogni giorno che finisse a pezzi per alimentare il fuoco eterno. Alcuni tra i più cinici non si sonno mai preoccupati perché già sapevano come sarebbe andata a finire. Fra l’altro, avevano notato come anche il suo semplice accesso alla stanza dei bottoni abbia scatenato le peggiori congiunture astrali, con catastrofi mai viste né previste, come la strage delle Torri Gemelle nel 2001 e la bolla speculativa finanziaria del 2008. I suoi noti e numerosi astrologi hanno compilato giorno per giorno bollettini di serene previsioni che egli leggeva mentre quelli si toccavano le parti intime.&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv966862345MsoNormal" style="color: #454545; display: block; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;A ben ricordare, della quercia caduta si lodava anche la bontà. Ora, un Silvio santo pare improponibile, pur considerando che era incline alle dazioni verso chi gli avrebbe potuto dare fastidio, così come verso quanti gli avrebbero potuto dare piacere. Fra questi la schiera delle capinere, quelle delle ronde del piacere della famosa canzone degli anni Venti, le quali, al contrario della capinera pascoliana che ha perso il nido e si lamenta, hanno trovato facile vitto e alloggio nelle briciole della sua immensa ricchezza sfuggite dalle sue mani bucate.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv966862345MsoNormal" style="color: #454545; display: block; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Tutto considerato, pare ancora poco per farlo santo, anche se non è detta l’ultima parola, perché un suo andare a Canossa o un’alta testimonianza di fede potrebbe cancellare d’un colpo tutti gli errori del passato. Se ne contano nella storia martiri di questo tipo!&amp;nbsp;Ma allora, era pur grande? L’ardua sentenza, più che ai posteri, mi sembra relegata ai posteriori, ai lati B delle sue tante capinere. Chi meglio di loro?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7861586551203251000?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7861586551203251000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7861586551203251000' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7861586551203251000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7861586551203251000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/era-pur-grande.html' title='Era pur grande?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6280631790396366779</id><published>2011-11-16T09:26:00.003+01:00</published><updated>2011-11-16T09:27:28.959+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etimologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>BOSA non era   un “insediamento fenicio"</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;di Massimo Pittau&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;Dichiaro di avere un’alta stima come studioso del mio amico e collega dell’Università di Sassari Raimondo Zucca. A mio giudizio egli è una delle “punte” dell’antichistica sarda, dato che è un bravissimo storico, archeologo e filologo. Mi sia sufficiente evidenziare che nessuno in Sardegna conosce come lui le fonti storiche della Sardegna antica, dai più lontani secoli almeno fino a quelli dell’età medioevale. Eppure una critica mi sembra di essere in grado e in diritto di muovergliela:&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;anche lui ha la tendenza ad enfatizzare la presenza dei Fenici nella Sardegna antica&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;La lettura di un importante studio del mio collega, da me effettuata in questi giorni in maniera del tutto casuale, mi offre la occasione e la possibilità di togliere ed eliminare dal suo “carniere di caccia fenicio-punica” alcune importanti prede.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;Lo studio di R. Zucca è intitolato «Rapporti tra fenici e cartaginesi e i sardi del territorio di Santu Lussurgiu», che compare nell’opera «Santu Lussurgiu. Dalle origini alla “Grande Guerra”» a cura di Giampaolo Mele (Nuoro/Bolotana 2005). Ed ecco che cosa egli ha scritto testualmente:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;«Per quanto attiene l’insediamento fenicio di Bosa esso è connesso essenzialmente ad un celebre frammento di iscrizione fenicia (&lt;i&gt;CIS&lt;/i&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;I, 162), incisa su una lastra di ignimbrite locale, rinvenuto nel secolo XIX nell’area di San Pietro-Messerchimbe di Bosa ed attualmente disperso». Ha poi aggiunto che l’ultima lettura dell’iscrizione effettuata da Giovanni Garbini darebbe questo testo: [...]BM’N[...].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;In questo brano di R. Zucca io comincio col far osservare subito che l’avverbio “essenzialmente” va corretto con l’altro “esclusivamente” o “solamente”. Infatti nell’intero suo articolo R. Zucca non cita alcun altro reperto fenicio, né epigrafico né archeologico, rinvenuto a Bosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;Lo studioso poi ha proseguito in questo modo: «La paleografia del testo è confrontabile con quella della stele di Nora, riportata allo scorcio del IX-VIII secolo a. C.». Ma io obietto e contesto: per una iscrizione frammentaria, ormai perduta e della quale pertanto non è possibile effettuare la autopsia e non si possiede un calco e tanto meno una fotografia, non è assolutamente possibile aprire un “discorso di paleografia”. E per questo preciso motivo la datazione prospettata da R. Zucca per l’iscrizione è priva di fondamento. È invece evidente che, per un’ovvia esigenza di più grande probabilità o verosimiglianza, dobbiamo interpretare che quella iscrizione non fosse affatto “fenicia”, ma fosse propriamente “cartaginese”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; margin-right: 13.9pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/bosa-non-era-un-insediamento-fenicio.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6280631790396366779?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6280631790396366779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6280631790396366779' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6280631790396366779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6280631790396366779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/bosa-non-era-un-insediamento-fenicio.html' title='BOSA non era   un “insediamento fenicio&quot;'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-1667940235026535653</id><published>2011-11-15T11:55:00.000+01:00</published><updated>2011-11-15T11:55:27.794+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>La proposta: Nella nuova Sovranità un Antitrust Sardo contro le posizioni dominanti del mercato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;di Adriano Bomboi,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sanatzione.eu/" style="background-color: white; color: #0000cc;" target="_blank"&gt;www.sanatzione.eu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Energia, Trasporti, Assicurazioni, Telefonia, Credito, Poste e tanto altro. Che l’Italia sia nota sul piano internazionale anche per l’eccessivo costo dei servizi e la bassa qualità degli stessi non è una novità, la Repubblica Italiana è stata una delle ultime in Europa a dotarsi di una legislazione Antitrust (1990).&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è trattato di un corpus di leggi che consentono al mercato di evitare la formazione di monopoli e/o cartelli tra compagnie suscettibili di alzare i prezzi complicando la vita degli utenti, ragion per cui fu istituita l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sia chiaro: credere in un libero mercato dotato di una concorrenza capace di azzerare gli abusi sui consumatori rischia di essere un esercizio retorico più teorico che pratico, ciò non toglie che proprio la Sardegna oggi paghi uno dei prezzi più alti in termini di competitività, di qualità della vita e di qualità dei servizi presenti sul mercato isolano.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per citare alcuni noti esempi, basti pensare alla situazione dei Trasporti marittimi nel corso della stagione estiva appena trascorsa. L’Antitrust italiano si è mosso con inefficienza e colpevole ritardo rispetto ad una evidente concentrazione di interessi relativi alla navigazione (da e per) la Sardegna nelle mani di pochi armatori (come Onorato della Moby Lines). O basti pensare ad uno dei pilastri fondamentali su cui giorno per giorno si costruiscono le fortune di alcuni potentati economici e la dipendenza della nostra terra da terzi interessi che ne condizionano le capacità di sviluppo come nel settore dell’Energia: in particolar modo attraverso il petrolio, presente secondo varie forme per oltre il 70% dell’attuale bolletta energetica Sarda.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Autonomia Sarda non solo non ha mai varato la zona franca, già prevista all’art. 12 del suo Statuto speciale (capace di defiscalizzare ad esempio le accise sui carburanti), ma non possiede neppure un proprio organismo autonomo rispetto al resto della Repubblica Italiana per il monitoraggio e l’eventuale sanzione delle posizioni dominanti nel nostro mercato.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Sardegna è culturalmente imprigionata nella morsa dello statalismo, un tema che andrebbe certamente approfondito in altra sede, ma che all’evidenza ha ottenuto in eredità dalle vecchie classi dirigenti l’idea di risolvere ogni deficienza del mercato attraverso il ricorso all’intervento del Pubblico, aggravando così clientelismi, inefficienze e assistenzialismi che hanno irrobustito le catene della dipendenza Sarda nelle mani del centralismo italiano. Ad esempio, nel settore dei Trasporti, il punto non è creare un carrozzone pubblico chiamato “Flotta Sarda”, il punto è avere regole chiare e sanzioni severe onde stimolare la concorrenza dei servizi a prezzi più vantaggiosi.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel settore dell’energia, non è pensabile che l’Assopetroli possa intervenire con dichiarazioni mendaci (e ci auguriamo senza passare ad azioni concrete di disturbo) contro l’avvento del metano in Sardegna, capace di ridurre costi e inquinamento da monopolio petrolifero pari a circa il 30% rispetto all’attuale situazione&amp;nbsp;&lt;em&gt;(Sul Galsi – Unione Sarda, 28-10-11).&lt;/em&gt;&amp;nbsp;Senza considerare le varie manovre corporative che fino ad oggi hanno impedito una terza e valida modalità di metanizzazione dell’isola, ad es. attraverso la Gassificazione del Sulcis.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="background-color: white;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Pronunciare la parola Sovranità non è più sufficiente in assenza di riforme istituzionali, noi riteniamo che la prossima riscrittura dello Statuto Sardo, e/o la battaglia per una Costituente democratica popolare per la conquista dei pieni diritti civili dei Sardi, debba necessariamente passare anche per l’adozione di una legislazione mirata a destrutturare quella serie di servizi (pubblici e privati) che oggi non solo non vanno incontro ai nostri consumatori, ma si rivelano sempre più ostili agli interessi individuali e collettivi del territorio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Non si tratta più di “destra” o “sinistra”, né di socialismo o liberismo, si tratta di uscire dalla dipendenza attraverso la “terza via” della Sovranità Sarda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; min-height: 16px; padding-right: 16px; width: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-1667940235026535653?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/1667940235026535653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=1667940235026535653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1667940235026535653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/1667940235026535653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/la-proposta-nella-nuova-sovranita-un.html' title='La proposta: Nella nuova Sovranità un Antitrust Sardo contro le posizioni dominanti del mercato'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3893771713854371391</id><published>2011-11-11T19:24:00.001+01:00</published><updated>2011-11-11T19:24:00.570+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><title type='text'>Cokeddu de Orotteddi e su maccu de sa rete</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;di Mikkelj Tzoroddu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Cando fippo minore, in bidda b’aiat unu ziu ki tottu lu ridiana in fattu. Li narain Cokeddu e kel’idiamus cada die andande a sa travessa a secus de ziu Emiliu, pro ke attire sa zente lompida kin sa littorina, dae Nuoro o dae Maccumere. Ziu Emiliu aiat unu carru tiradu dae unu mulu, e cando fit boidu, a sos pizzinnos ke los picaiat a bidda. Comente cussa orta ki nokke at picadu, a mie e a Peppinu fradile meu, dae sa travessa finzas a Mussinzua, ca sinono non isco comente aiamus fattu a ke recordere kin cussu saccu (su meu) prus artu ’e mene e tottu, prenu de cantos de orticu, ki pesaiat vintiduos kilos. Diffattis, endendelu ‘ndaia alanzadu trekentos francos, e fit una cosa gai manna ki mil’ammento peri como ki non soe prus minore! (ma no est ki como sie creskidu meda)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Ma, faeddande de Cokeddu, isse a sos pizzinnos pariat curiosu abberu, ca fakiat cosas ki nemos bi las fakiat. Isse pariat liberu ke su sole. Andaiat semper iscurtu, faeddande a sa sola e si li eniat gana de pissiare, zertu non di kircaiat unu cuzone. Comente cussa orta ki at pissiadu a supra de sos carbineris, peroe kena dinde faker abbizare, a su puntu ki issos, moendedi, di sun postos a narrer ki fit pispisande. Sos mannos lu picaian in ziru, peroe kena lu iscreziare, ca bi fit un’ispezie ‘e arrespettu; isse e tottu, azudaiat sas feminas e sos pizzinnos, cando fit cosa ‘e fakere. A sa fin’e su contu, podimus narrer ki fit un’omine maccu, ma sapiu puru, comente sun poi tottus sos omines de su mundu. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Fattu mannu, appo idu ki medas biddas aiant su maccu issoro, e fit una cosa de cada die caminare e kistionare kin sos maccos. Ca peri su maccu nos podiat imparare carki cosa. Unu nikele mannu, de su maccu de una orta, fit ki in conca sua non b’aiat locu pro iscreziare a nemos. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Imbezzes, como ki soe mannu meda, appo cumpresu ki sos maccos sunt in tottue. Cada zittade at sos maccos suos. Cada locu, siet de traballu, siet de iscola, siet de ue si siat, at su maccu suo. Peri cussos locos de oe, ki ke sunu i’ s’aria fraicados i’ sa rete, ana sos maccos issoros. Anzis, sunt maccos a forte abberu. Comente cussu oiadu s’attera die, siscureddu, ki narait paraulas malas, kena aere peruna irgonza, ispezie iskinde nudda de su kistionu ki attere fit fakende. Ispezie iskinde nudda de sa Sardinna. Ca no bastat de copiare su ki iscriet attere, pro istampare libros dekkidos! E itte kerides, tempos malos sunt. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Itte bellu su tempus de Cokeddu!&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3893771713854371391?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3893771713854371391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3893771713854371391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3893771713854371391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3893771713854371391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/cokeddu-de-orotteddi-e-su-maccu-de-sa.html' title='Cokeddu de Orotteddi e su maccu de sa rete'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-4956352389527467647</id><published>2011-11-09T19:41:00.002+01:00</published><updated>2011-11-10T15:32:02.869+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Scrittura nuragica: ecco il sistema. Forse unico nella storia della scrittura.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;di Gigi Sanna&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Dedicato a Gianni Atzori, &amp;#39;su maistru&amp;#39;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;1. La comunicazione all&amp;#39;Università di Sassari. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;  Sabato 29 Ottobre nell&amp;#39;Aula Magna della Facoltà di Medicina, durante i lavori del Convegno interdisciplinare (1), organizzato dalla stessa facoltà, ho comunicato agli studiosi presenti, ai relatori, agli studenti e al pubblico che il codice nuragico della scrittura dell&amp;#39;età del Bronzo medio, finale e I Ferro (XVI - VIII /VII  secolo a.C.) non è più un mistero per la scienza epigrafica e linguistica.  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;    Infatti, grazie alla continua scoperta di documenti (in pietra, in ceramica, in metallo) &amp;#39;scritti&amp;#39; che, come si può vedere dalla mostra &amp;#39;didattica&amp;#39; permanente  di Macomer (2), hanno raggiunto e superato in 15 anni (3) il numero di 90,  oggi siamo in grado di conoscere quali norme di organizzazione del testo e quali requisiti adoperarono, per più di settecento anni, gli scribi sardi (sacerdoti) perché  questo potesse essere riconosciuto come &amp;#39;loro&amp;#39;, isolano, ovvero quello dei &amp;#39;domini judikes&amp;#39; (&lt;i&gt;š&lt;/i&gt;&lt;i&gt;ardan&lt;/i&gt;) del tempo. E, aggiungiamo, non pochi ma numerosi requisiti, sempre o quasi sempre presenti, che rendono inconfondibile &amp;#39;quella&amp;#39; &amp;#39;scrittura ovunque venga ritrovata, a Sud e a Nord della Sardegna così come a Ovest e ad Est (v. cartina fig. 1), una scrittura o  codice &amp;#39;alfabetico&amp;#39;  irradiato, con ogni probabilità,  dalla scuola scribale (4) della città mercantile di Tharros.&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;La città di &lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;Tharros&lt;/span&gt; (&lt;i&gt;Tarshosh/Tarshish&lt;/i&gt;)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;probabile luogo della scuola scribale sarda&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;e di irradiazione della scrittura nuragica&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gIu08ndzGmc/TrlxjewCO3I/AAAAAAAAByE/O1rY6pp2Q6s/s1600/gigi1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="205" src="http://3.bp.blogspot.com/-gIu08ndzGmc/TrlxjewCO3I/AAAAAAAAByE/O1rY6pp2Q6s/s400/gigi1.jpg" width="400"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Figura 1&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/scrittura-nuragica-ecco-il-sistema.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-4956352389527467647?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/4956352389527467647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=4956352389527467647' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4956352389527467647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4956352389527467647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/scrittura-nuragica-ecco-il-sistema.html' title='Scrittura nuragica: ecco il sistema. Forse unico nella storia della scrittura.'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gIu08ndzGmc/TrlxjewCO3I/AAAAAAAAByE/O1rY6pp2Q6s/s72-c/gigi1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-6782032973254301498</id><published>2011-11-08T18:39:00.001+01:00</published><updated>2011-11-08T18:40:42.197+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>I Nuraghi al Festival della Scienza</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Nell’ambito della manifestazione Festival Scienza 2011, 11.11.11, h 18:30, si svolgerà la tavola rotonda: I Nuraghi tra cielo e terra, con Paolo Littarru, Mauro Zedda, Clive Ruggles e Franco Laner.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3Tndh7xFPeA/TrgzHesUWMI/AAAAAAAABxs/vGuFhCFq6OM/s1600/Nuraghicieloterra.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-3Tndh7xFPeA/TrgzHesUWMI/AAAAAAAABxs/vGuFhCFq6OM/s400/Nuraghicieloterra.jpg" width="355" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-6782032973254301498?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/6782032973254301498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=6782032973254301498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6782032973254301498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/6782032973254301498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/i-nuraghi-al-festival-della-scienza.html' title='I Nuraghi al Festival della Scienza'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3Tndh7xFPeA/TrgzHesUWMI/AAAAAAAABxs/vGuFhCFq6OM/s72-c/Nuraghicieloterra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7043160245505989495</id><published>2011-11-05T07:49:00.014+01:00</published><updated>2011-11-06T11:20:28.351+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Segni al museo Sanna di Sassari</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 200%;"&gt;di Atropa Belladonna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8GzAtUVZpU4/TrTlpNnSHcI/AAAAAAAABv0/Yy9QBY8IxQc/s1600/palmavera2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-8GzAtUVZpU4/TrTlpNnSHcI/AAAAAAAABv0/Yy9QBY8IxQc/s200/palmavera2.jpg" width="200"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;Pomeriggio di sabato 29 ottobre 2011, a Sassari. Dopo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/segni-nella-mente.html"&gt;&lt;span style="color: #2288bb; text-decoration: none;"&gt;il convegno interdisciplinare &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;della mattina erano rimaste un paio d’ ore libere. Troppo poco per andare a Li Punti e quindi ce ne andiamo al museo Sanna, dove ero già stata il giorno prima per una visita evidentemente troppo superficiale. Sì perché durante la seconda visita, grazie ad un notevole fattore C (leggi botta di lato B), vedo una sorta di rotella con dei segni incisi. Nessuno di noi ha una macchina fotografica, né un telefonino di quelli evoluti, quindi dobbiamo accontentarci di una riproduzione a mano libera dell’ oggetto. Esso si trova in una bacheca dedicata al nuraghe Palmavera di Alghero (credo sia la vetrina 27, ma non ne sono sicura), al piano di sopra, nella sala IX dedicata ai Nuragici. La didascalia recita “Grande fusaiola o fermo per scala di corda”. I segni filiformi, ma molto netti e puliti, seguono la curvatura dell’ oggetto. Non sono né commentati né segnalati, e non è dato sapere se ve ne siano altri sull’ altra faccia della rotella. Il diametro del disco è di 6-7 cm, il foro centrale eccentrico, non eroso; i segni incisi nella parte più ampia. Il materiale mi rimane ignoto, la rotella è parzialmente annerita, ma non dalla parte delle incisioni. Chiamiamo il curatore, il quale ci assicura che quelli sono evidentemente segni intenzionali, non decorativi, ma che secondo lui sono più tardivi dell’ epoca di fattura della rotella, perché molto netti e puliti. Ma che significano? Non riusciamo a farci dire chi trovò l’ oggetto e se e come i segni vennero segnalati, puliti in modo particolare rispetto al resto del reperto e perché. Io riconosco un segno centrale identico alla bipenne: nei repertori nuragici potrebbe essere una Q o una B; il segno sulla destra somiglia ad una Shin, sulla sinistra un segno complesso, probabilmente formato da più segni agglutinati. Sono le 20 ed il museo deve chiudere. Qualcuno ne sa di più? Chi lo trovò? Cosa scrisse sul diario di scavo? Il Direttore del museo Sanna può forse dirci qualcosa in proposito?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Ovviamente la storia continua. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;The Quest&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/segni-al-museo-sanna-di-sassari.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7043160245505989495?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7043160245505989495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7043160245505989495' title='50 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7043160245505989495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7043160245505989495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/segni-al-museo-sanna-di-sassari.html' title='Segni al museo Sanna di Sassari'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8GzAtUVZpU4/TrTlpNnSHcI/AAAAAAAABv0/Yy9QBY8IxQc/s72-c/palmavera2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>50</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3408812238917012222</id><published>2011-11-01T08:10:00.002+01:00</published><updated>2011-11-01T18:37:52.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Considerazioni  (a poi de sas feminas de Maccumere)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;#39;Times New Roman&amp;#39;, serif; font-size: 12pt;"&gt;di Mikkelj Tzoroddu, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: &amp;#39;Times New Roman&amp;#39;, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;in onore di Juanne Franziscu Pintore&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;#39;Times New Roman&amp;#39;, serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;In due occasioni, nel passato, avemmo modo di vedere dal vivo, questo che di Tamuli è un &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/sas-feminas-de-maccumere.html"&gt;messaggio portentoso e scritto&lt;/a&gt;, certo, inviatoci dai nostri irraggiungibili antenati di moltissimi millenni addietro. Tante volte avevamo visto documenti che riproducono quei betili. Mai, però, aveano essi suscitato tanta emozione e così grande amorevole costrizione a leggere quell’architettura scrittoria gettata nelle braccia del futuro, anzi dell’eternità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Millenni si è detto. Il calcolo sui millenni, per quanto si può leggere sui miseri resoconti disponibili, si basano su miserrimi tentativi che calcolano l’età de sos Nurakes. Anzi sarebbe più corretto dire “sugli inesistenti resoconti” che raccontano dell’età dei nostri monumenti più belli, più grandi, più numerosi e considerati ancora i più misteriosi, almeno a sentire gli specialisti sia universitari sia soprintendentuali. Ma, l’incommensurabile arte dello scrivere nella natura e con la natura (così come si evince dal contesto di Tamuli), non può essere così recente (3500 anni fa) come dichiarato per l’età de sos Nurakes, cui sono allineati in linea temporale i betili e i Gigantinos. Tale maestria nell’esercitare questo stadio dell’arte scrittoria, sua propria del Sardiano e (pertanto) dell’uomo in senso ampio, deve necessariamente la sua elaborazione e messa a punto ad una fase evolutiva (di tale arte) estremamente più antica, proprio a giudicare dalla inintelligibile modalità che tanto dista da quella consueta adoperata dai Sardiani proprio nel II millennio a.C., cioè nella supposta età nuragica. D’altro canto, dobbiamo dire d’avere in itinere uno studio sull’età de sos Nurakes che data ormai da più di un lustro. Ci occorreva naturalmente la collaborazione di uno specialista del settore (non appartenente ai due gruppi succitati) il quale, peraltro individuato, ha poi deciso di toglierci il saluto per dei positivi apprezzamenti da noi espressi verso uno studioso contemporaneo. Studioso e ricercatore che, negli ultimi tre lustri, è andato frantumando le assai labili certezze di Fumose Intelligenze, che nulla sanno della antica ed antichissima arte scrittoria degli antichi ed antichissimi Abitatori della Sardegna,  per la triste ragione che per attivare dei nuovi collegamenti, v’è necessità di frizzanti neuroni, nella cui assenza si protrarrà la loro consueta misertà d’idee. Ma, la parte che a noi perteneva di quella ricerca, pur nella sua scheletrica enucleazione, era pronta di già, da tempo. &lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/considerazioni-poi-de-sas-feminas-de.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3408812238917012222?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3408812238917012222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3408812238917012222' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3408812238917012222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3408812238917012222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/11/considerazioni-poi-de-sas-feminas-de.html' title='Considerazioni  (&lt;i&gt;a poi de sas feminas de Maccumere&lt;/i&gt;)'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-1vpG4fXvKqI/Tq7IHgwQS5I/AAAAAAAABvk/tKQyYV51IXw/s72-c/mikk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5149268048309890280</id><published>2011-10-30T19:58:00.002+01:00</published><updated>2011-10-31T11:32:28.081+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Auguri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Macomer,  30 Ottobre 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Kd6dVX2Vydg/Tq2eBsINKBI/AAAAAAAABvc/HbzC40AMhAs/s1600/image004.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="290" src="http://1.bp.blogspot.com/-Kd6dVX2Vydg/Tq2eBsINKBI/AAAAAAAABvc/HbzC40AMhAs/s400/image004.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Vignetta di Franco Tabacco&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="goog_253657530"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_253657531"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5149268048309890280?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5149268048309890280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5149268048309890280' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5149268048309890280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5149268048309890280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/macomer-30-ottobre-2011.html' title='Macomer,  30 Ottobre 2011'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Kd6dVX2Vydg/Tq2eBsINKBI/AAAAAAAABvc/HbzC40AMhAs/s72-c/image004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-868841589722200183</id><published>2011-10-27T20:51:00.001+02:00</published><updated>2011-10-27T20:52:18.192+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Napolitano? L'ultimo Capo di Stato occidentale che confonde il federalismo con il secessionismo.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;di Adriano Bomboi, &lt;a avglsprocessed="1" href="http://www.sanatzione.eu/" style="color: #0000cc;" target="_blank"&gt;www.sanatzione.eu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;Napolitano ai leghisti: “Secessionismo fuori dalla storia”.&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Si capisce, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è un uomo di alto profilo istituzionale, la sua cultura non gli impedisce di venire meno al mandato costituzionale che il Parlamento gli ha affidato. Ed in quanto tale, finge di non sapere che la geografia politica mondiale nei soli ultimi 50 anni ha visto nascere decine di nuovi Stati. Altrimenti verrebbe da chiedersi se Napolitano abbia mai comparato un mappamondo del 1960 con uno del 2010.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;Non siamo leghisti e né secessionisti naturalmente, tuttavia siamo democratici, ed in quanto tali ci domandiamo fino a che punto la Costituzione Italiana lo sia nei confronti di una Comunità Internazionale che riconosce il diritto dei Popoli all’autodeterminazione rispetto al centralismo di Stati sorti nell’800. Degli Stati che, al posto di rispettare le Autonomie, le declassano omologandone l’economia, la storia, la cultura e persino la lingua a quella considerata “nazionale”. Ne consegue che si formano, come nella Repubblica Italiana, zone di seria A e zone di serie B.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/napolitano-lultimo-capo-di-stato.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-868841589722200183?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/868841589722200183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=868841589722200183' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/868841589722200183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/868841589722200183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/napolitano-lultimo-capo-di-stato.html' title='Napolitano? L&apos;ultimo Capo di Stato occidentale che confonde il federalismo con il secessionismo.'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-933114301852044881</id><published>2011-10-26T12:35:00.001+02:00</published><updated>2011-10-26T12:40:47.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Cosí parló il GAP</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span lang="IT" style="line-height: 115%;"&gt;di Stella del Mattino e della Sera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span lang="IT" style="line-height: 115%;"&gt;Il valente archeologo GAP giá attivista in merito ad un &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2010/07/il-giallo-della-tavoletta-sarda.html"&gt;famoso documento epigrafico&lt;/a&gt; sardo del museo di Madrid ed allo scherzoso plagio &lt;a href="http://sadefenza.blogspot.com/2010/07/i-giganti-di-monte-prama-e-rilfessioni.html"&gt;di un articolo&lt;/a&gt; di R. Sirigu, ha ultimamente rilasciato importanti e definitive dichiarazioni &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/04/le-3-vite-della-navicella-fittile-di.html"&gt;sulla navicella di Teti&lt;/a&gt;. Detta persona vorrebbe cosí aprirci gli occhi &amp;nbsp;senz´altro scopo del nostro bene. Dall´alto della sua autorevolezza il GAP &lt;a href="http://www.gentedisardegna.it/topic.asp?TOPIC_ID=17897&amp;amp;whichpage=6"&gt;definisce cosí il sedicente reperto&lt;/a&gt;. “&lt;i&gt;Io più che una "navicella" ci vedo un coccio probabilmente facente parte di una lampada a olio, che appunto assomiglia alle navicelle di bronzo per via della sua forma a cucchiaio, si nota inoltre che l'uso fu prolungato dai resti di vetrificazioni (diverso colore dell'argilla silicea) che si notano già a occhio nudo nonostante la pessima risoluzione della foto. Magari fosse "Nuragico" come si afferma da parte Non accademica&lt;/i&gt;. [..] &lt;i&gt;si può parlare di reperti Post-Nuragici oppure Proto-Sardi, ma Non Nuragici per via della cronologia sinora repertoriata che li pone indiscutibilmente nel Bronzo finale e alla prima età del ferro. E' la famosa età dei pozzi sacri dei bronzetti e di altri edifici cultuali costruiti a loro volta smantellando interi nuraghi come chiunque può notare al Nuraxi di Barumini e al Nuraghe Genna Mari di Villanovaforru, dove si nota chiaramente che il villaggio dell'età del bronzo finale e del primo ferro siano stati costruiti demolendo e smantellando le sue cortine e torri per recuperare materiale per l'edificazione del successivo villaggio protostorico che lo sovrasta inglobandone i monconi delle torri del complesso, che vennero "riutilizzate" come sacelli templari dedicati alla dea Cerere e Diana (La nostra Janas). Dunque sbaglia chi afferma che si tratti di reperti nuragici dell'età del bronzo, sbaglia ancora di più quando poi si afferma che si tratti di scrittura con idiomi autoctoni nuragici (se il reperto non é nuragico come fa a d'esserlo pure la scrittura??). Personalmente non metto in dubbio che si tratti di idiomi e che il reperto (si spera) sia autentico, come non avrei nessun problema nell'affermare che si tratta di vera scrittura protostorica.. per altro agli albori (1100/900.750 a. C.)&lt;/i&gt;”&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span lang="IT" style="line-height: 115%;"&gt;Atryx e il prof. Sanna che sono Accademicissimi potranno forse darci contezza di queste parole di cui io da misero giornalista non ho capito un eccídente. Altresí il GAP potrebbe indire una conferenza stampa per spiegare a noi manzi&amp;nbsp; di quale tipo di scrittura protostorica trattasi, ché noi non lo capiamo da soli. Protoromanaico?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black; font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span lang="IT" style="line-height: 115%;"&gt;P.S.: è inutile che vi &lt;i&gt;linki &lt;/i&gt;una qualsiasi pagina del GAP: esse hanno &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span lang="IT" style="line-height: 115%;"&gt;la tendenza a scomparire. Come anche i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span lang="IT" style="line-height: 115%;"&gt;suoi articoli su riviste scientifiche. L´Antico potrebbe pur tornare a trovarmi per togliermi dai dubbi culturali in cui mi dibatto. Grazie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-933114301852044881?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/933114301852044881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=933114301852044881' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/933114301852044881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/933114301852044881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/cosi-parlo-il-gap.html' title='Cosí parló il GAP'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7816181407015523920</id><published>2011-10-23T10:48:00.004+02:00</published><updated>2011-10-24T09:29:09.644+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Scrittura nuragica. Il Nuraghe Gedili di Jerzu, la torre B ed il lusus scribale delle finestrelle</title><content type='html'>di Gigi Sanna&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;dedicato a Gianfranco Pintore&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6vxBETvSH34/TqG8XxrQUII/AAAAAAAABuc/LaFT5YRATCU/s1600/sanna1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="http://4.bp.blogspot.com/-6vxBETvSH34/TqG8XxrQUII/AAAAAAAABuc/LaFT5YRATCU/s320/sanna1.jpg" width="320"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Tab. 1&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Considerazioni iniziali.&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-style: italic; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Credo che ormai ci stiamo avviando, passo dopo passo, alla comprensione &amp;#39;totale&amp;#39; della scrittura arcaica sarda dell&amp;#39;età del Bronzo medio, finale e I Ferro, quella che abbiamo chiamato con termini, ovviamente di comodo, &amp;#39;nuragica&amp;#39; o &amp;#39;shardan &amp;#39; (dei signori giudici). Cioè stiamo cominciando, in virtù dei continui rinvenimenti di documenti di scrittura e della spesso notevole qualità di essi (v. oggi la &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/appuntamento-macomer.html"&gt;mostra didattica fotografica&lt;/a&gt; permanente aperta in Macomer), a fissare il quadro dell&amp;#39;intero sistema, il quadro delle regole (quelle e non altre) del codice convenzionale adoperato dagli scribi sardi. Certo, segreti ancora di questa magnifica scrittura ne restano e ne resteranno, ma diciamo che i più importanti possono ritenersi svelati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;   Già nel nostro SaGra (1)  avevamo congetturato e tentato di dimostrare (con l&amp;#39;analisi dei simboli e dei suoni della Tomba di Giganti) che i nuragici, così come gli Egiziani, scrivevano foneticamente, servendosi anche di pittogrammi monumentali (2). C&amp;#39;erano non pochi indizi che portavano a pensare ad una scrittura che, in fondo, non si mostrava del tutto originale se non nella sua scontata caratterizzazione &amp;#39;nazionale&amp;#39; (diciamo cosi seguendo, ancora una volta,  le orme (3) del Pettazzoni). Lo stesso ormai accertato orientamento astrale delle piramidi, con i particolari &amp;#39;corridoi&amp;#39; e le &amp;#39;finestrelle&amp;#39; puntate (guarda caso) sulle stelle o sulle costellazioni, non può che costituire un forte indizio che anche in Sardegna, appurato ormai che i nuraghi sono costruzioni templari e non altro, sia stato adoperato il dato stilistico architettonico terra - firmamento del modello egiziano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;2. Lo strumento d&amp;#39;indagine dell&amp;#39;archeoastronomia.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: 12pt;"&gt; Oggi nella nostra indagine a tutto campo sulla &amp;#39;scrittura&amp;#39;  abbiamo uno strumento in più per dimostrare che quelle ipotesi di lavoro e quelle congetture non erano affatto campate per aria e frutto di &amp;#39;elucubrazioni&amp;#39; (con buona &amp;#39;pax  detractorum&amp;#39;): quello dell&amp;#39; archeo-astronomia, della ricerca scientifica basata sullo studio e sul calcolo dell&amp;#39;orientamento degli astri. Oggi abbiamo in tasca, in particolare, i dati scientifici (le rilevazioni empiriche ed oggettive non soggette a contestazioni) elaborati dai giovani del G.R.S. sulle torri nuragiche attraverso le finestrelle del Nuraghe  &lt;i&gt;Gedili &lt;/i&gt;di Jerzu, di &lt;i&gt;Serbissi &lt;/i&gt;di Osini, di &lt;i&gt;Alvu&lt;/i&gt; di Pozzomaggiore e di&lt;i&gt; Santa Barbara&lt;/i&gt; di Villanova Truschedu (ma io ora metterei, per dovere, quelli anticipatori di Franco Laner, riguardanti un nuraghe Cheremule e il &lt;i&gt;S.Antine &lt;/i&gt; di Torralba). Dati per i quali si rimanda ovviamente  ai capitoli specifici del volume dei  G.R.S. (4) e del  Laner (5). &lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/scrittura-nuragica-il-nuraghe-gedili-di.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7816181407015523920?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7816181407015523920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7816181407015523920' title='64 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7816181407015523920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7816181407015523920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/scrittura-nuragica-il-nuraghe-gedili-di.html' title='Scrittura nuragica. Il Nuraghe Gedili di Jerzu, la torre B ed il &lt;i&gt;lusus&lt;/i&gt; scribale delle finestrelle'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6vxBETvSH34/TqG8XxrQUII/AAAAAAAABuc/LaFT5YRATCU/s72-c/sanna1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>64</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-8771328019265746792</id><published>2011-10-21T13:00:00.009+02:00</published><updated>2011-10-24T06:59:36.608+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Segni nella mente</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-raT21FVZIE8/Tp8gSE51euI/AAAAAAAABuE/0R0fzQGo4PY/s1600/locandina1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-raT21FVZIE8/Tp8gSE51euI/AAAAAAAABuE/0R0fzQGo4PY/s400/locandina1.jpg" width="280"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;“Quello che molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell’ippocampo, che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni ad oggi, e non differisce molto tra l’Homo Sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello piccolo ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni..... L’altro cervello è quello cognitivo, &lt;/i&gt;&lt;i&gt;molto più giovane. È nato con il linguaggio e in 150 mila anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie alla cultura.” &lt;/i&gt;Rita Levi Montalcini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;La tradizione Occidentale, come conseguenza del Dualismo Platonico e, successivamente, del Dualismo Cartesiano, ha creato una dicotomia fra le scienze dell’uomo e le scienze biologiche, contrapponendo il biologico al culturale, la natura alla cultura, i geni all’apprendimento. Grazie alle Neuroscienze, ormai nell’uomo il culturale non può essere concepito senza il biologico, il cerebrale non può esistere senza condizionamento ambientale. Scopo del convegno è quello di ricreare una visione unitaria della conoscenza umana, attraverso un percorso interdisciplinare che indaga i differenti linguaggi che la  mente utilizza per apprendere, comunicare, tramandare le infinite forme dell’esperienza umana&amp;quot;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, &amp;#39;Times New Roman&amp;#39;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, &amp;#39;Times New Roman&amp;#39;, serif;"&gt;&lt;i&gt;Il logo del convegno, un cervello umano con impressi segni arcaici di una scrittura che ormai non ci è più estranea, ci ricorda due indimenticabili &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2009/11/la-scrittura-nuragica-e-gli-archetipi.html"&gt;post&lt;/a&gt; che la dottoressa Piras ci regalò &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2009/05/lettere-della-scrittura-nuragica-nei.html"&gt;su queste pagine&lt;/a&gt;. Per me, che mi avvicinavo alla scrittura arcaica da un&amp;#39; angolazione totalmente diversa, furono sorprendenti. E&amp;#39; con estremo piacere che annuncio questo convegno interdisciplinare cui avrò l&amp;#39; onore di prendere parte, e che si continuerà con l´inaugurazione della &lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/appuntamento-macomer.html"&gt;mostra epigrafica di Macomer&lt;/a&gt;, il giorno 30 alle 10:30.&lt;/i&gt; AB&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/segni-nella-mente.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-8771328019265746792?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/8771328019265746792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=8771328019265746792' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8771328019265746792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/8771328019265746792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/segni-nella-mente.html' title='Segni nella mente'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-raT21FVZIE8/Tp8gSE51euI/AAAAAAAABuE/0R0fzQGo4PY/s72-c/locandina1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-5361384780191023467</id><published>2011-10-20T10:58:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T10:58:23.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Indipendenza, ipotesi folle o scommessa vincente?</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626; font-family: LucidaGrande; font-size: 15px;"&gt;di&lt;b&gt; Francesco Casula&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626; font-family: LucidaGrande; font-size: 15px;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; (*)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626; font-family: LucidaGrande; font-size: 15px;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #262626; font-family: LucidaGrande; font-size: 15px;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: LucidaGrande;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Da un sondaggio di un Quotidiano isolano emerge che la stragrande maggioranza dei Sardi (più dell’80%) guarda con simpatia all’indipendenza considerata una scommessa su cui investire per il futuro della Sardegna. E non, un’ipotesi fantasiosa e folle, come ritiene una infima minoranza (meno del 20%). Si dirà che si tratta di un sondaggio senza i crismi della scientificità e, dunque sostanzialmente senza valore e credibilità. Può darsi. E’ certo però che esprime una tendenza in atto nella società sarda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: LucidaGrande;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;L’ipotesi indipendentista, fino a qualche decennio fa demonizzata e criminalizzata, oggi è entrata prepotentemente nel dibattito politico e nelle più alte sedi istituzionali, Consiglio regionale compreso. E certo si può convenire e dissentire. Una cosa però occorre affermare con nettezza: il diritto alla Autodeterminazione dei popoli – e dunque alla Indipendenza e persino alla secessione-separazione – è garantito dal Diritto e da tutte le Convenzioni internazionali. Con buona pace di Napolitano e della stessa Costituzione italiana&amp;nbsp; che prevede la repubblica “una e indivisibile”. E anche con buona pace dell’ordinamento giuridico italiano liberticida secondo cui la “secessione” è addirittura un reato (art. 241, Attentati contro la integrità, l’indipendenza o l’unita’ dello Stato) da punire con la reclusione non inferiore a dodici anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: LucidaGrande;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Del resto, il diritto alla “secessione” è stato praticato negli ultimi decenni –per limitarci solo al Vecchio Continente – da decine di popoli europei, dando vita a nuovi stati con la disgregazione dell’URSS e della Iugoslavia; con la “separazione” della Slovacchia dalla repubblica Ceca ecc.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: LucidaGrande;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il diritto all’autodeterminazione e dunque all’indipendenza del popolo sardo si fonda sul suo essere “nazione”; ovvero sulla sua&amp;nbsp; storia, diversa e dissonante rispetto alla storia italiana. Storia che incardina la sua specifica identità culturale e linguistica che non può essere sciolta e dispersa – come fino ad oggi è successo – nel calderone della “italianità”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: LucidaGrande;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La Sardegna è entrata nell’orbita italiana nel 1720 , quando per un “baratto di guerra”, l’Isola passa dalla Spagna al Piemonte. Ritrovandosi una provincia di uno staterello ottuso e famelico, specie dopo la rinuncia all’Autonomia stamentaria nel 1847. Forse è arrivato il momento storico di riprendersi la sua indipendenza nazionale persa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #262626;"&gt;&lt;span style="font-family: LucidaGrande;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;(*) Pubblicato su Sardegna quotidiano del 20-10-2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-5361384780191023467?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/5361384780191023467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=5361384780191023467' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5361384780191023467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/5361384780191023467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/indipendenza-ipotesi-folle-o-scommessa.html' title='Indipendenza, ipotesi folle o scommessa vincente?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3445061557595120607</id><published>2011-10-17T18:56:00.002+02:00</published><updated>2011-10-17T18:57:29.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Per la gioia di Gigi Sanna</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;di Franco Laner&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavo cercando delle foto per documentare il recente restauro del nuraghe Majore di Cheremule. Esso è stato costruito talmente in cima ad un cocuzzolo, che se si fosse dovuto costruire una rampa esterna per portare i massi, sarebbe stata lunga almeno un chilometro! Mi sono venute per le mani due foto che presi sostando nel nuraghe , quando cercavo di rincorrere la figura stagliata dal sole che penetrava dalla finestrella. E’ un altro esempio di toro rovesciato, mi verrebbe da dire, ma per tanti motivi è d’obbligo la sospensione di giudizio.&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AqCu74xYTHA/TpxeEeHUoKI/AAAAAAAABt8/-jvHYxKGE1s/s1600/laner21.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-AqCu74xYTHA/TpxeEeHUoKI/AAAAAAAABt8/-jvHYxKGE1s/s320/laner21.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; color: black; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 10pt;"&gt;Nuraghe Majore. Cheremule&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Invece –ma data ormai più di dieci anni- l’osservazione del sole al solstizio d’inverno che entra dalla finestrella del S. Antine e colpisce il betilo del cortile è davvero emozionante. E’ ciò succede da illo tempore. Riuscirà il sole a riprendere la sua forza vitale e trasmetterla?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Fra il 20 e 22 dicembre comunque il sito è luogo di pellegrinaggio…&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;E qui la coincidenza è dura. I costruttori&amp;nbsp; hanno “girato” il muro per permettere che il raggio entrasse! Anzi, per un bel po’ ho dovuto ragionare sull’anomalia del muro del S. Antine, che presentava una gobba senza senso. Su Accabadora ho ben documentato quest’evento sostiziale. E che le ricerche si muovano in questa direzione non può che rendermi soddisfatto. Ma la felicità non è mai piena. Peccato!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3445061557595120607?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3445061557595120607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3445061557595120607' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3445061557595120607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3445061557595120607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/per-la-gioia-di-gigi-sanna.html' title='Per la gioia di Gigi Sanna'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-AqCu74xYTHA/TpxeEeHUoKI/AAAAAAAABt8/-jvHYxKGE1s/s72-c/laner21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-9079261742074668359</id><published>2011-10-16T13:46:00.000+02:00</published><updated>2011-10-16T13:46:03.483+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>INDIGNATI? MEGLIO BLACK BLOC</title><content type='html'>di Francu Pilloni&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Mi mancano le analisi della situazione politica che il Direttore fin qua puntualmente e lucidamente ha proposto all’attenzione del popolo del blog; mi manca il dialogo, il piacere di concordare, ma specialmente il gusto di dissentire da lui, pur cogliendo la logica dei suoi ragionamenti e condividendone il rigore morale e la passione civile. In attesa, mi resta la speranza che almeno legga quanto scrivo oggi e, se vuole, dissenta, senza accusarmi però di forzare e di esasperare concetti e situazioni, perché so da me di essere esagerato.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Gli indignati&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che quella di ieri a Roma, e in molte altre città d’Italia, d’Europa e del mondo intero, sia stata concepita come una civile manifestazione di dissenso politico, lo condivido con chiunque la pensi allo stesso modo e faccio fatica ad immaginarmi il contrario, a pensare che qualcuno non provi simpatia per quei giovani di labili prospettive o per gli adulti e anziani in sofferenza sociale ed economica. Non è solo Draghi a provare simpatia per i giovani, ma anche Draghi in buona compagnia dei vescovi italiani attraverso il loro quotidiano Avvenire, dei tanti politici dai Vendola ai Casini, ai Fini e ancora più in là, passando forse dai Bersani e dai Di Pietro. L’indignazione per dove vanno le cose in Italia e per come vengono trattati gli affari di tutti è un atteggiamento equilibrato, motivato, sacrosanto, ma resta il fatto che non rientra nelle categorie della politica. L’indignazione è &lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="background: white; color: black;"&gt;Vivo risentimento che si prova per ciò che si ritiene indegno, riprovevole, ingiusto&lt;/span&gt;&lt;span style="background: white; color: black;"&gt;, così la definisce il dizionario di A. Gabrielli,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; attiene dunque alla sfera del personale e del privato, dipende dalla sensibilità e dall’educazione di ciascuno, oltre che dal tempo e dal luogo in cui storicamente si vive. Gli indignati sono legalitari, chiedono il permesso per dimostrare e la protezione delle forze dell’ordine: sono fantasiosi e teneri, falsamente liberi come bambini all’ora di ricreazione sotto lo sguardo vigile della maestra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/indignati-meglio-black-bloc.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-9079261742074668359?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/9079261742074668359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=9079261742074668359' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/9079261742074668359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/9079261742074668359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/indignati-meglio-black-bloc.html' title='INDIGNATI? MEGLIO BLACK BLOC'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3819858345872025800</id><published>2011-10-15T16:09:00.001+02:00</published><updated>2011-10-15T16:10:29.654+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Appuntamento a Macomer</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-C8y9F_c39hU/TpmTD_Q5M5I/AAAAAAAABt0/Yvi7pJP6tYc/s1600/mostramacomer.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="281" src="http://2.bp.blogspot.com/-C8y9F_c39hU/TpmTD_Q5M5I/AAAAAAAABt0/Yvi7pJP6tYc/s400/mostramacomer.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 1em; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.mostradellibroinsardegna.it/component/content/article/1-ultime/197-prima-mostra-didattica.html"&gt;Prima mostra didattica della documentazione scritta della scrittura nuragica (dall’Età del Bronzo Medio al I Ferro)&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;A cura del Gruppo culturale Solene in collaborazione con l’Associazione culturale Melchiorre Murenu.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;&lt;a href="http://www.mostradellibroinsardegna.it/"&gt;La mostra&lt;/a&gt;, costituita da una quarantina di pannelli, si avvale della competenza scientifica del prof. Gigi Sanna, autore di diverse pubblicazioni sulla scrittura dei Nuragici, e si propone di allargare la conoscenza di un fenomeno poco noto della protostoria della Sardegna: quella dell’uso della scrittura da parte dei costruttori dei nuraghi, delle tombe dei giganti, dei templi a pozzo...&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;L’esposizione e’ dedicata agli studiosi, ai cultori di preistoria e di storia sarda e, particolarmente, agli alunni di ogni ordine e grado e alle persone che si avvicinano alla conoscenza delle nostre radici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 1em; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3819858345872025800?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3819858345872025800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3819858345872025800' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3819858345872025800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3819858345872025800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/appuntamento-macomer.html' title='Appuntamento a Macomer'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-C8y9F_c39hU/TpmTD_Q5M5I/AAAAAAAABt0/Yvi7pJP6tYc/s72-c/mostramacomer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-4502536907740279139</id><published>2011-10-12T21:02:00.003+02:00</published><updated>2011-10-12T21:52:07.808+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Rapporti tra fenici e nuragici in Sardegna</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; color: #333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;di Stella del Mattino e della Sera&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; color: #333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Ultime news dal convegno di&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Domus de Maria, 3 settembre 2011. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Marco Rendeli &lt;/b&gt;(su Sant’ Imbenia, a sorpresa): “Ah, una cosa che volevo dirvi: le anfore sono tutt’e due locali. Anche l’ anfora più recente che doveva essere di tipo sardo-fenicio non è espressione delle colonie, ma è espressione del contesto locale".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Io:&lt;/b&gt; “ Grazie lo stesso professore, ce lo aveva già detto Tzoroddu!&lt;/span&gt;”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Marco Rendeli &lt;/b&gt;(su Sant’ Imbenia, al solito): “E poi qui un piccolo..una piccola imitazione di sigillo orientale”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Io:&lt;/b&gt; “Riferirò al Sanna &amp;nbsp;che crede ci sia scritto San Yahweh! Dove lo troviamo l’originale orientale?”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 32px;"&gt;Il finale di questa notizia è andato perso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-4502536907740279139?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/4502536907740279139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=4502536907740279139' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4502536907740279139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/4502536907740279139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/sabato-3-settembre-2011.html' title='Rapporti tra fenici e nuragici in Sardegna'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-7223992558781143542</id><published>2011-10-11T12:52:00.002+02:00</published><updated>2011-10-11T13:00:47.900+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>La terra dei record. Anche nella scrittura?</title><content type='html'>di Atropa Belladonna&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;“In questa regione,  che condivide il medesimo repertorio di immagini, pittogrammi incisi su supporti mobili o su colonne megalitiche (come in Anatolia)  mostrano chiaramente associazioni di segni ed immagini che erano indubbiamente comprensibili dal gruppo o da una parte di esso. In ogni caso, forniscono una chiara evidenza dell’ abilità delle società dell’ epoca di registrare e trasmettere messaggi attraverso una vasta area geografica”.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Danielle Stordeur, 2011 (1)&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LiOzSrgMfTI/TpCAHzxuz2I/AAAAAAAABtQ/TEPCq56eEA0/s1600/siria1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://1.bp.blogspot.com/-LiOzSrgMfTI/TpCAHzxuz2I/AAAAAAAABtQ/TEPCq56eEA0/s400/siria1.jpg" width="400"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;La regione di cui parla l’ archeologa francese, direttrice di ricerca del CNRS, è un’ area di circa 90000 km&lt;sup&gt;2 &lt;/sup&gt;che comprende la regione di Urfa, nel sud-est della Turchia, e la Siria del Nord, nella valle del Medio Eufrate. Sì, la regione della Harran di Abramo. L’ epoca è quella del X-IX millennio a.C., il cosiddetto neolitico pre-ceramico. L&amp;#39; età in cui il simbolismo è già spia di un nuovo modo di pensare e di sentire, quella  &amp;quot;rivoluzione dei simboli&amp;quot; che, secondo Jacques Chauvin, precedette la rivoluzione agricola del neolitico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;Alcuni dei pittogrammi su supporti mobili  li vedete in figura 1: quattro tavolette di pietra che all’ epoca del loro ritrovamento fecero notizia (2) e finirono, oltre che su pubblicazioni specializzate, anche sulle pagine dei più svariati giornali, dal prestigioso &lt;a href="http://www.newscientist.com/article/mg15220601.000-missing-link-is-written-in-stone.html"&gt;New Scientist &lt;/a&gt;fino al &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/1996/dicembre/08/Trovati_quattro_messaggi_spediti_mila_co_0_9612089987.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;. Una delle tavolette, la più bella (a sinistra in figura 1), mi è stata segnalata da Romina Saderi, che ringrazio di tutto cuore per questo regalo: stavamo discutendo &lt;a href="http://www.rugkazbah.com/boards/records.php?id=1879&amp;amp;refnum=1879"&gt;sulla dea avvoltoio di Chatal Huyuk&lt;/a&gt; ed è uscita questa tavoletta. Con le ali spiegate sul mondo di sotto e le gambe aperte, a me ricorda tantissimo la divinità astrale delle tavolette di Tzricotu e delle statue stele di Laconi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/la-terra-dei-record-anche-nella.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-7223992558781143542?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/7223992558781143542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=7223992558781143542' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7223992558781143542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/7223992558781143542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/la-terra-dei-record-anche-nella.html' title='La terra dei &lt;i&gt;record&lt;/i&gt;. Anche nella scrittura?'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LiOzSrgMfTI/TpCAHzxuz2I/AAAAAAAABtQ/TEPCq56eEA0/s72-c/siria1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-3437826650326549059</id><published>2011-10-10T07:47:00.004+02:00</published><updated>2011-10-11T12:53:06.151+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Limba sarda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Su  Rennu  Nuragico</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;di Marcello Cabriolu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Stato o organizzazione tribale? Come può un popolo, supposto come organizzato in tribù, essere capace di sferrare attacchi agli imperi per più di duecento anni?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; line-height: normal; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; line-height: normal; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Bzmo_-q07js/TpA9wfjk3oI/AAAAAAAABtI/YkmVd0iyjl0/s1600/Pugnaletti+ad+elsa+gammata+-+bipenni+e+colombe+divine+-+Museo+Archeologico+di+Cagliari.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-Bzmo_-q07js/TpA9wfjk3oI/AAAAAAAABtI/YkmVd0iyjl0/s320/Pugnaletti+ad+elsa+gammata+-+bipenni+e+colombe+divine+-+Museo+Archeologico+di+Cagliari.JPG" width="238"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia,&amp;#39;Times New Roman&amp;#39;,serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Figura 1.&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black; line-height: 115%;"&gt;Pugnaletti ad elsa gammata - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Georgia,&amp;#39;Times New Roman&amp;#39;,serif; font-size: x-small; line-height: 15px;"&gt;bipenni e colombe divine - Museo&lt;br&gt;Archeologico di Cagliari&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Leggendo tra le righe dei lavori relativi alla lingua sarda, tracciati dal Prof. Massimo Pittau, si è potuto individuare facilmente la composizione etnica dei gruppi umani presenti in Sardegna in epoca storica. Questa elaborazione è stata ampiamente supportata sia dall’epigrafia (es. nuraghe Aidu Entos di Mulargia) che dall’analisi relativa alla toponomastica sarda in piena concordanza con le fonti letterarie. L’elaborazione umana fatta dal prof. Pittau individua una cinquantina di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;populi&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; e li distribuisce da nord a sud sul territorio insulare, con confini geografici molto precisi. Il prof. Raimondo Zucca, in un capitolo&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Users/aba.losi/Downloads/Su%20Rennu%20Nuragico.doc#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; pubblicato su “Storia della Sardegna Antica”, conferma la consistenza, durante l’epoca repubblicana e imperiale di Roma, dei gruppi umani e la localizzazione di ciascun &lt;/span&gt;&lt;i&gt;populus&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;. Un’altra traccia precisa è lasciata dalla letteratura classica, riportata dal prof. Giovanni Ugas&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Users/aba.losi/Downloads/Su%20Rennu%20Nuragico.doc#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;, che individua la cinquantina di principi Tespiadi, come regnanti sugli altrettanti cantoni nuragici&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Users/aba.losi/Downloads/Su%20Rennu%20Nuragico.doc#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Questa divisione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small; line-height: 18px;"&gt;burocratica passa straordinariamente immutata e indenne attraverso i secoli tanto che la ritroviamo molto più tardi, in epoca giudicale, sotto un altro nome: &lt;i&gt;curatorias&lt;/i&gt;&lt;a href="file:///C:/Users/aba.losi/Downloads/Su%20Rennu%20Nuragico.doc#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ovvero la definizione di aree amministrative sostanzialmente corrispondenti&lt;a href="file:///C:/Users/aba.losi/Downloads/Su%20Rennu%20Nuragico.doc#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ai cantoni nuragici.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/su-rennu-nuragico.html#more"&gt;Sighi a lèghere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-3437826650326549059?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/3437826650326549059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=3437826650326549059' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3437826650326549059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/3437826650326549059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/su-rennu-nuragico.html' title='Su  Rennu  Nuragico'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Bzmo_-q07js/TpA9wfjk3oI/AAAAAAAABtI/YkmVd0iyjl0/s72-c/Pugnaletti+ad+elsa+gammata+-+bipenni+e+colombe+divine+-+Museo+Archeologico+di+Cagliari.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-2785754061846543582</id><published>2011-10-08T07:06:00.006+02:00</published><updated>2011-10-08T20:19:13.642+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Sas feminas de maccumere</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;di Mikkelj Tzoroddu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;La instancabile Bellamente, ci ha suggerito di vedere, “nell’ambito della &lt;a href="http://www.mostradellibroinsardegna.it/"&gt;mostra del libro in Sardegna&lt;/a&gt;”, la pagina sulla “&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.mostradellibroinsardegna.it/component/content/article/1-ultime/197-prima-mostra-didattica.html"&gt;prima mostra didattica della documentazione&lt;/a&gt; scritta della scrittura nuragica, dal Bronzo Medio al Primo Ferro, organizzata da Gruppo Solene e Associazione Melchiorre Murenu e curata da Gigi Sanna&lt;/i&gt;”, dove abbiamo trovato la immagine qui proposta, la quale ci regala una parziale veduta dei betili di Tamuli.&amp;nbsp; &lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zWDrj26CXjs/TpCT1YfUMMI/AAAAAAAABtg/IMbTt5kWO6A/s1600/tamuli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-zWDrj26CXjs/TpCT1YfUMMI/AAAAAAAABtg/IMbTt5kWO6A/s1600/tamuli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Sappiamo che essi sono definiti femminili a causa di quelle sporgenze nella loro parte superiore, definite da tutti gli studiosi sardi (più per copia e incolla che per un esame approfondito del soggetto sul piano artistico, storico ed etnologico) “rilievi mammillari”. Noi, invece, in questo istante stiamo realizzando che i tre betili siano sì rappresentazioni di altrettante donne, ma non per la banale considerazione che le sporgenze si riferiscano a delle mammelle, bensì per le movenze, che traspaiono chiaramente trasmettersi da tre donne che avanzano con atto femminile tipicamente aggraziato, quasi permeato d’una ieratica solennità.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Un incedere lento, pur se deciso, di tre &lt;i&gt;feminas&lt;/i&gt; che si recano a &lt;i&gt;campu&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;pro tzappittare&lt;/i&gt; (?), dialogando fra loro. È da notare come l’occupazione dello &lt;i&gt;tzappittonzu&lt;/i&gt; o sarchiatura, era operazione particolarmente delicata, tesa a rendere ottimale la crescita del grano. Tale occupazione era posta in essere dall’arte e sensibilità della donna, la quale curava amorevolmente la pianta, dalla nascita fino alla maturazione e raccolta del grano. Il grano era [nella salda gestione (paleolitica) della &lt;i&gt;domus &lt;/i&gt;e in quella fondamentale dell’&lt;i&gt;ager fertilis&lt;/i&gt; operata dalla donna] il mezzo attraverso cui si manifestava la sua supremazia nella sfera alimentare. Il frumento, era preso in consegna dalla &lt;i&gt;signora&lt;/i&gt; che, all’esterno ed all’interno della casa, attraverso l’uso della madia, del forno e del focolare, ricavava il principale nutrimento, per gli abitanti la “casa”, ovvero la “famiglia”, ossia la “comunità”, indispensabile per raggiungere il futuro. Quindi, ben a ragione le movenze sono aggraziate, ma solenni, nella coscienza di adempiere ad un rito (non un lavoro) ch’era d’importanza vitale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;In particolare, il dialogo si svolge fra le due donne alla destra nella foto: delle due, quella a sinistra (alla parvenza la più anziana delle tre – se ne interpretiamo la postura leggermente curva in avanti - quindi la saggia del gruppo, oseremmo dire la m&lt;i&gt;atriarca&lt;/i&gt;, per il modo autorevole con cui sopravanza le altre) sembra affermare un concetto di cui si sente molto sicura, infatti, procedendo nel suo cammino, getta lo sguardo in avanti con atteggiamento che non ammette replica. La figura alla sua sinistra (quasi teatrale nel suo porsi) ostenta un movimento del corpo che inclina tutta la figura verso la sua parte sinistra e, quasi alzando il piede destro, lancia uno sguardo sulla compagna di viaggio, a voler mostrare il suo alto stupore per quanto sentito ma, non si azzarda ad andare oltre, non permettendolo l’alto rispetto per l’autorità che le stava a fianco. La signora che cammina alla destra della coppia dialogante, sembra non partecipare allo scambio di parole, ma tuttavia pare attenta al loro contenuto, che mostra, se non condividere, almeno gelosamente memorizzare.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Così, crediamo sia molto evidente come le sporgenze siano da considerarsi gli occhi della donna. Reputiamo ciò acclarato dalla posizione che esse assumono nella figura, così alta da escludersi che possano trattarsi di mammelle, ma anche perché in assenza degli occhi, oltre ad essere figure prive d’una più solida connotazione antropomorfa, risulterebbero tristemente rigide nel loro mutismo: pietrificate, appunto. Essendo invece, tali rilievi, dei veri e propri occhi, essi, oltre a restituirci delle figure incorrotte nelle loro proporzioni, mettono la voce a quelle &lt;i&gt;feminas&lt;/i&gt; in cammino, che ci parlano con fare solenne dall’eternità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-2785754061846543582?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/2785754061846543582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=2785754061846543582' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2785754061846543582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/2785754061846543582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/sas-feminas-de-maccumere.html' title='Sas feminas de maccumere'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/S0xCbHT_oTI/AAAAAAAAA-Y/yY4qHZdldMw/S220/IM001785.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zWDrj26CXjs/TpCT1YfUMMI/AAAAAAAABtg/IMbTt5kWO6A/s72-c/tamuli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1182610305629149569.post-9123826485756602895</id><published>2011-10-06T20:50:00.003+02:00</published><updated>2011-10-06T20:50:00.343+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lingue'/><title type='text'>I toponimi della Sardegna (II)</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;di Massimo Pittau&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Pure la recente comparsa della mia opera «I Toponimi della Sardegna – Significato e origine» (Sassari 2011, ediz. EDES), nelle cui 1103 pagine ho analizzato circa 21 mila toponimi, ha dato l’occasione ad Alberto G. Areddu (che comunemente si firma Illiricheddu) di attaccarmi a testa bassa come un toro delle corride spagnole. Egli lo fa spesso anche in questo blog.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Io ho conosciuto l’Areddu una quindicina di anni fa e mi ricordo di averlo sempre accolto con cordialità e perfino con simpatia; sentimenti che mi sembrava che egli mi ricambiasse. Invece in questi ultimi anni egli non ha mai lasciato perdere alcuna occasione per attaccarmi, come si faceva nelle giostre medioevali con la “testa del saracino”. E questo è avvenuto da quando egli si è convinto che sia io la causa principale delle sue disgrazie culturali. Ma questo non è affatto vero:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;1) Io non ho alcuna colpa del mancato conseguimento da parte dell’Areddu di un posto di “ricercatore” nella Facoltà di Lettere di Sassari, dato che io non facevo parte della commissione e addirittura ero ormai fuori ruolo e in pensione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;2) Io non alcuna colpa del fatto che nessun linguista di professione ha accettato e nemmeno preso in semplice considerazione la sua tesi fondamentale della connessione del protosardo con l’illirico o albanese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;3) Io non ho alcuna colpa del fatto che egli trova difficoltà a far pubblicare dagli editori e dai direttori di riviste le sue opere e i suoi scritti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;4) Mi sembra di aver compreso che egli ce l’abbia a morte con me per la ragione che io non lo cito mai nei miei scritti. Ma come posso citare un autore che mette in Albania «Sofia», la capitale della Bulgaria? che sostiene perfino che in origine Sardò/Sardinia significava «la palude nera, la palude putrida»?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Chiedo vivamente scusa ai miei lettori per questa mia odierna precisazione, ma l’ho fatta semplicemente perché non sembri, col mio silenzio, che io non sia in grado – se lo volessi – di rispondere ai continui attacchi di questo personaggio. D’altronde di recente io l’ho bloccato sulla sua stupefacente tesi che l’antroponimo Efesiu, che compare in una iscrizione etrusca del III/II secolo avanti Cristo, sia di origine bizantina....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1182610305629149569-9123826485756602895?l=gianfrancopintore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/feeds/9123826485756602895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1182610305629149569&amp;postID=9123826485756602895' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/9123826485756602895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1182610305629149569/posts/default/9123826485756602895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gianfrancopintore.blogspot.com/2011/10/i-toponimi-della-sardegna-ii.html' title='I toponimi della Sardegna (II)'/><author><name>zuannefrantziscu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11211077047558056167</uri><e
