sabato 16 aprile 2011

Altro che segni stranieri!


di Atropa Belladonna

Segni cercasi. Sto faticosamente rintracciando segni di continuità tra i neolitici ed i nuragici. Mi ha colpito, tra i graffiti in alcune domus de janas, quel segno chiamato in qualche caso a “bastone semilunato”. Ritengo di averlo quasi salvato dall'abisso dei “segni potenti” di importazione, con il prezioso aiuto di un'amica segugio. Perfino il Lilliu, discutendo del doppiere, lo attribuisce alla tradizione locale. Anche per un cippo funerario di età romana (fig. a destra in basso). Qualcuno ne conosce di simili?  

6 commenti:

Atropa belladonna ha detto...

A dire la verità, a me i "bastoni" sul doppiere sembrano segni differenti: sono più squadrati, non così simili ad un Y. Gigi tu che ne dici?

Gigi Sanna ha detto...

E' per questo che sto pensando al KA. Bisogna lavorarci su. Ma quello che mi colpisce di più, ripeto, è che la scritta è ripetuta 4 volte. Una volta in piccolo e tre volte in grande. Perchè? Bisogna, come al solito, risolverebbe il rebus alla luce della documentazione fonetico -simbolica che abbiamo. Se non ci riusciamo dobbiamo avere sola la pazienza di aspettare i prossimi documenti. Naturalmente se siamo fortunati. In epigrafia la sorte è spesso determinante. Pensa al pugnaletto 'scritto' della barchetta di Teti! E' un dio che ce lo ha mandato! Vorrà dire che gli ottanta (compreso lo spillone di Antas e la colomba pasquale, che arriverà tra qualche giorno) non sono sufficienti. Che la 'spazzatura' non è sufficiente, che i 'falsi' non sono sufficienti per le nostre evidenti quanto insistenti cialtronerie. Che mi domandi mai, o amica cialtrona amica dei cialtroni?

Atropa belladonna ha detto...

Sì infatti il 3 volte in grande ed una volta in piccolo (e con punto) è una stranezza. Inoltre c'è anche una certa asimmetria (perfino ed ancora più evidente nel doppiere stesso!).
Ho capito, stai pensando al segno KA/'AK che in effetti in egiziano erano le due braccia alzate a formare quella figura. Preferisco essere farneticante all' essere cialtrona, grazie: la verità a volte emerge nelle parole di segni della follia.

Gigi Sanna ha detto...

Sì 'parole di segni'. La mongolfiera stratosferica non poteva non esordire se non con una stupidaggine. Da amici linguisti-epigrafisti del Club della Domenica (oggi devono essere riuniti per decidere se è il caso di insistere con la CONGETTURA MRD del Glitz o lasciar perdere sul tardo romano, magari mettendo in ponte il 'telefonato' di Portobello rominesco) Io però vorrei che mi dicesse una cosa semplice semplice: quel nome che ipotizza essere presente nello spillone di Antas. Non lo dice. E sai perchè? Perchè quello spillone potrebbe aprire un foro funereo nel mega-pallone.

Atropa belladonna ha detto...

Anche i due puntoni alla base vorranno pur dire qualcosa. Uno opera una sorta di divisione della sequenza punteggiata in 3 e 5 segni, l' altro è attaccato alla base del segno-chiamiamolo lunato per intenderci- più piccolo.
I segni piccoli sono 3: due pugnaletti ed un bastone lunato; i segni grandi sono 5: 2 pugnalettoni e 3 segni lunati.

Gigi Sanna ha detto...

I 'forconi' per quanto enigmatici sono scrittura evidente. Grammaticale: i singoli segni. Sintattica: la catena dei segni. Ne conosciamo quattro bene, gli altri no. Per ora. Per la decifrazione ricordiamoci del sistema: pittografia, scrittura lineare e numero. Il numero c'è sempre, in qualsiasi documento. Potrei sbagliarmi ma secondo me era norma, quasi assoluta, della scuola scribale.