domenica 13 giugno 2010

I maestri degli script-cocktails (2): il segno “straniero” della divinità


di Aba Losi

“Ma i figli di Israele non scacciarono i Geshuriti e i Maacatiti, perciò Geshur e Maaca dimorano ancor oggi in mezzo ad Israele” Gs. 13:13. Geshur, un regno del Bashan al tempo del re Davide ed il cui re divenne suocero del re d’ Israele. Bethsaida, una delle sue più grandi città, situata sulle rive del mare di Galilea e oggi importantissimo sito archeologico dell’ età del ferro (1). La città ed i suoi luoghi di culto subirono una massiccia distruzione nell’ VIII secolo a.C. , ma gli strati precedenti (fino al X secolo) hanno restituito alcune delle testimonianze più significative sui “culti delle alture”, come spregiativamente vengono chiamati nella Bibbia. Uno dei personaggi di spicco, forse quello più di spicco, era una divinità lunare taurina. Di lui non conosciamo il nome, strettamente parlando, ma conosciamo una poderosa rappresentazione (la famosa stele in basalto di Bethsaida) e il suo logogramma caratterizzante: una scritta straordinaria ritrovata su una brocca, reca tre caratteri paleo-ebraici e una croce ansata, una ankh di stile egizio, identificante il Dio. La cosiddetta inscrizione Leshem di Bethsaida viene letta dagli epigrafisti come: “nel nome del Dio-Luna o “al nome del Dio-Luna” (rif. 1, pp 34-35). Questa iscrizione, la prima – e finora l’ unica- del suo genere ritrovata nella regione, contiene quindi un “segno” totalmente estraneo al sistema di scrittura paleo-ebraico. Un segno che, significativamente, è direttamente associato alla divinità. Anzi, ne è l’ espressione più autentica, locale e particolare. Non so a voi, ma a me ha immediatamente ricordato la navicella di Teti (2), con quel particolarissimo segno, tutto sardo, immerso tra i caratteri paleo-cananei e paleo-sinaitici.

(1) Rami Arav, Richard A. Freun, Bethsaida: a city by the north shore of the Sea of Galilee, 2004, Truman State University Press. vd. Anche http://users.drew.edu/csavage/Sacred%20Precinct.pdf
(2) Gigi Sanna, Buon Natale da Teti: NuR Hē ’AK Hē ’ABa Hē, 17.12.2009 &  Influssi egiziano - Šardan? E il Toro Api ‘nuragico’ (’Ak(u) ’Ab(i)) cos’è?, 9.04.2010 

28 commenti:

Atropa belladonna ha detto...

Gianfranco, nella sua inguaribile modestia, ha dimenticato la dedica. Questa iscrizione è rimasta nella rete per caso, mentre si stava cercando di pescare qualcos' altro, proprio nel momento in cui si brindava al 500000esimo accesso.
Allora questo articolo è un regalo per Gianfranco, per il suo infactiabile lavoro su queste pagine. Ma è anche dedicato a tutti i lettori del blog- proprio a tutti, anche a quelli che non se lo meriterebbero- e, soprattutto, a tutti gli scrittori sardi. Di ogni epoca, lingua e scrittura.

zuannefrantziscu ha detto...

Atry
Mi vuoi far arrossire?

elio ha detto...

Perdonami, Aba.
Non riesco a vedere due segni uguali in a e in c. Sarà il Dio Luna, che mi vuol perdere, a rendermi cieco. Vuoi tu aiutarmi?

Atropa belladonna ha detto...

No caro Elio, sono io ad aver scritto in modo un pò ambiguo. Volevo dire che in entrambe le scritte c'è un logogramma (il pugnaletto in c., il segno ankh-like in a.) che sta per la divinità- ma non che il logogramma è lo stesso. Inoltre è un segno "estraneo" o particolare se vuoi: quello nella scritta di Bethsaida è un segno egittizzante nel contesto di segni puramente lineari, di tipo paleo-ebraico (che a quanto ne so è identico all' alfabeto fenicio). Il pugnaletto è un segno tipicamente sardo inserito nel contesto di segni di alfabeti semitici arcaici.

@Gianfranco
secondo me è un rischio del tutto platonico..

zuannefrantziscu ha detto...

da Grazia Pintore

Poichè io non sono in grado di fare commenti su questi meravigliosi studi di approfondimento che fate, posso solo dirvi che il mio cuore si riempie di gioia quando vi leggo. E' vero, mi sento tanto, tanto ignorante ma sono contenta che ci siano moltissime cose da apprendere. Siete la mia oasi di pace, grazie

Gigi Sanna ha detto...

Cara Atry, solo ora ho letto il tuo articolo davvero sorprendente. Sorprendente perchè hai riportato la stele di Bethsaida che è uno dei documenti di cui mi dovrò servire, tra breve, per parlare contemporaneamente di quattro documenti nuragici con antropomorfi schematici.
Per me la stele è composta da una scrittura che procede, dall'alto verso il basso, per logogrammi,pittogrammi acrofonici e segni schematici lineari. Ne riparleremo; ma ti prego di osservare già il pugnale (o la spada) inserito nello schematismo dell'antropomorfo, tra le braccia le gambe ed il sesso. Che ci sta a fare il 'figurativo' all'interno della realizzazione schematica? E mi domando ancora: ma chi è in Palestina il Bue Api o toro celeste? Non è forse Yh?(Morton Smith,1971,p.114). E negli antropomorfi schematici di Tzricotu (ma presto ne vedrai degli altri, molto ma molto chiari)che lettere ci sono per rappresentare yh ovvero l'androgino? Non c'è forse la lettera femminile e quella maschile? E la fine del disegno di Bethsaida non riporta forse lo stesso schema? Il 'maschile' solo in apparenza?
Perchè quindi parlare di un Dio Luna? Semmai di un dio della luce Sole-Luna, un dio androgino padre(?) che dà la vita.
Sulla barchetta di Teti: sarebbe bene che ora, acquisita la documentazione di Zuras e di Pozzomaggiore, cioè acclarato il fatto che la parte superiore del pugnaletto 'scritto' è composto dai due segni alfabetici a barretta orizzontale e verticale (lettere 'h' ed 'y'),detti segni si riportassero staccati. Non solo per motivi di correttezza e precisione epigrafica ma anche perchè, se è vero che c'è scritto yh (palindromo) nella lettura viene prima 'hy' ( il vivificante, che dà la vita). Nell'articolo del libro di Leo curo meglio il dettaglio epigrafico. Infatti non vorrei che si imponesse e circolasse una trascrizione iniziale sbagliata (anche se del tutto irrilevante ai fini ermeneutici: perchè in Teti il pugnaletto 'distintivo' scritto c'è. E come!)

Atropa belladonna ha detto...

Mi chiedi perché parlano solo di un Dio-Luna? Perché quel segno estraneo, ankh-simile accostato-in modo unico- a tre lettere di alfabeto fenicio, ha mandato tutti in palla e quella soluzione è sembrata la piú accettabile. Identificare sia quell´essere taurino sia quel segno ankh-simile al solo Dio-Luna è quanto meno … temerario. E´stato a lungo discusso ed alla fine quella che riporto è solo una delle opinioni. Alcuni dicono che si tratta di Hadad, altri che combina entrambi i simbolismi di Sin (o Yarich che è uguale) e Hadad. Comunque la ankh è, ovviamente, il segno della “vita”.
A me interessava, come puoi immaginare, fare vedere un segno “strano” vicino a lettere alfabetiche normali, standard addirittura (siamo giá nel IX sec. A.C.). Fare vedere che è possibile. Tieni conto che la brocca su cui si trova la scritta, contiene solo quei quattro segni (lamed-shin-mem “ankh”)- ho la foto originale se ti interessa.

Sottolineo altre due cose:
1) LShM è anche il nome di una cittá, menzionata in Giosué 19:47, come la cittá che fu attaccata dalla tribú di Dan (non saltare sulla sedia Leo!) durante la conquista; chiamata anche Laish, o Leshem-Dan (LshM Dn, oggi Tel-Dan)). Quella direttiva, TelDan-Hazor-Bethsaida definiva una parte della “via del bronzo”.

2)Geshur, il regno di cui Bethsaida fu presumibilmente la capitale, viene scritto gimel-shin-wav-resh. La traduzione comune di Geshur è “ponte”. Ma la parola Shur (shin-wav-resh) significa Toro oppure fortezza, fortificazione. Quindi abbiamo, nella Bibbia, Shur come a) deserto di Shur;
b) fortezza di Shur (nella Genesi, diverse menzioni; alcuni la identificano con la cittá fortificata Sharuhen degli Hyksos, nel Negev);
c) AShur (uno dei figli di Shem);
d) Il regno di GShur;
e) Shur, per Toro, bovino (come ho giá scritto in passato).
Un caso? Boh, ma davvero boh. (come sanno tutti, ho molta immaginazione e non riesco a non pensare al “Deserto del Toro” anziché alla banale traduzione “Deserto di Shur”. E che la aleph e la gimel sono la lettera 1 e la lettera 3 delle abjad semitiche).
Per la stele: sarebbe bene anche rintracciare il geroglifico luvio per "stele" che vi si strova alla base.

Se per Teti mi mandi una trascrizione corretta (con la separazione tra la Y e la H-come diceva Phoinix!) stasera rifaccio la figura e la rimando a Gianfranco. Oppure guardo come era nella foto e la faccio io-ma sono maldestra.

@Grazia: é la prima volta in vita mia che qualcuno mi definisce una "oasi di pace". Sei molto gentile!

shardanaleo ha detto...

Atropa scrive: - Sottolineo altre due cose:
1) LShM è anche il nome di una cittá, menzionata in Giosué 19:47, come la cittá che fu attaccata dalla tribú di Dan (non saltare sulla sedia Leo!) durante la conquista; chiamata anche Laish, o Leshem-Dan (LshM Dn, oggi Tel-Dan)). Quella direttiva, TelDan-Hazor-Bethsaida definiva una parte della “via del bronzo”.--

Leshem-Dan (Lais) è citata in un episodio di "Shardana i Popoli del Mare" in cui è svelato il mistero dell'Insediamento del PRIMO SANTUARIO d'Israele (A Dan) dove "Il popolo adorava il nehustan, il SERPENTE DI BRONZO costruito da Ooliab di Dan per ordine di Mose". E il riconoscimento di un discendente della FAMIGLIA del VERO MOSE. Che diviene il primo sacerdote del tempio di Dan.
Da Lais (Leshem-Dan) veniva il nucleo di guerrieri che formava la GUARDIA DEL CORPO di Sargon II e dei re assiri. Il cui generale aveva un nome sardo: SHEMA... (di qeusto signore abbiamo rintracciato il siggillo che...)
Leo

Atropa belladonna ha detto...

@Gigi
io ho un disegno della stele dove, vicino alla lama della spada ed al corpo dell' "essere" (sulla destra guardando la figura) c'è un segno strano, come un quadrifoglio. Da questa foto si intravede appena.


sono sempre io eh? ho solo cambiato "foto". questo sigillo mi piace

Gigi Sanna ha detto...

E' vero. Forse è un punto. Come quello del sigillo della tua nuova identità. Il punto sai bene che valore fonetico ha, dato il rapporto numero lettera alfabetica in protocananaico e poi nell'ebraico. Ma se il segno ha valore di 'aleph'...si tratta di vedere solo il valore acrofonico della spada o del pugnale in lingua semitica.
Ma bisognerebbe esserne certi.
Comunque, a me pare una vera e propria scrittura che aspetta solo d'essere decifrata sulla base di documentazione similare.

Atropa belladonna ha detto...

Dal disegno più che un punto è una rosetta formata da 4 trattini o petali.
Non esiste-al momento- una roba simile a quella stele, come non esiste una scrittura come quel Leshem. Bethsaida doveva essere qualcosa di speciale; viene anche menzionata nei vangeli diverse volte.

E come non esiste un altro sigillo "fenicio" come la mia nuova foto: L'aba o 'ab El? sono ancora lì che discutono, perchè dicono che le lettere sono "scombinate"

shardanaleo ha detto...

la BethSaida che ricordo è sita tra il territorio di MANASSE e quello di NEPHTALI. ma era sotto l'influenza della potente4 triBu di DAN.. e la statue KORNUTA...
Leonardo

zuannefrantziscu ha detto...

Comunicazione di servizio per Leo

Ti decidi a rispondere alla mia mail?

Gigi Sanna ha detto...

'Scombinate'? L'asserzione mi ricorda tanto le 'lettere alfabetiche fraintese' del sigillo nuragico di S.Imbenia in protocananaico, quelle dell'epigrafista della domenica D'Oriano. Troppo facile. Quando non si capisce qualcosa si è pronti ad imputare ad altri, senza alcuna umiltà, l'impotenza dell'intelligere. E' stato così anche per la Stele di Nora, come ben sai. E' da tempo che lavoro sul sigillo con i tre 'omini' che tu hai già presentato in questo Blog. Non ti scrivo qua cosa io reputo che ci sia scritto e perchè il sigillo sia 'combinato' in quel modo (il motivo di una certa cautela e della comunicazione privata solo per posta lo conosci).
Gli scribi siro- palestinesi del XIII-XII secolo a.C. (se non prima)quando componevano dei sigilli usavano i segni con un identico obiettivo. Far capire a pochissimi e non far capire a tutti gli altri. E' la stessa natura del 'sigillo' che lo impone non solo il mestiere elitario dello scriba.

Atropa belladonna ha detto...

@Leo
sí, é quella certo. Una regione certamente di misto-misto.

@Gigi
caro mio, se volevano fare la aleph in quel modo lí, avrebbero dovuto scrivere ...due o tre secoli prima! oppure se volevano fare la beth cosí, dovevano scriverla due o 3 secoli dopo. Hai ampia scelta: la datazione epigrafica di quel sigillo va dal IX al XII-XIII secolo a.C.

Hai mai visto quel film di Don Camillo, dove muore una vecchia maestra che vorrebbe la bandiera del re al suo funerale? uno del consiglio comunale protesta e dice:" se voleva la bandiera reale, doveva morire prima!" ecco, il concetto é uguale.

shardanaleo ha detto...

X g.franco... non avevo visto l'allegato... ho provveduto a fornire i dati... serve altro?
PS: questa è una comunicazione di SERVIZIO.

Betty Galanti ha detto...

Salve a tutti mi permetto di dare un piccolo contributo, chiaramente un'ipotesi come tante. Se guardate la nacivella di Teti, o meglio questo falso figurativo poichè io ancora non sono riuscita a trovare foto dell'originale, bene..se lo guardate nella sua porzione sinistra vi renderete conto che le due lettere rovesciate(cioè come viste allo specchio) formano la parola CHD, cioè ECHAD(poichè l'ebraico non ha vocali ) che significa unico. Quindi la scritta della parte sinistra significherebbe D-o è Uno, un chiaro riferimento al monoteismo e alla shemà ebraica, fondamento dell'ebraismo. Un saluto
Beth

ps Leonardo sono stata bannata da Fb appena ho pubblicato un poswt sulle tavolette cuneiformi scomparse, è la seconda volta...

Atropa belladonna ha detto...

Sai Betty che non ho capito? mi spieghi meglio dove e come le vedi quelle lettere?

P.S. con fb intendi facebook o che?

Atropa belladonna ha detto...

Invece, caro Gianfranco, ci sono persone che in qualsiasi specchio o attraverso qualsiasi lente si guardino-divergente, convergente o tremendamente aberrante- per uno strano fenomeno ottico, vedono sempre lo stesso oggetto. Scambiare la destra con la sinistra è irrilevante, perfino mettersi a testa in giù. Anche acquisire nuove identità o farsi una plastica facciale o cambiare sesso: l’ oggetto-immagine è sempre il medesimo. E’ la sua simmetria ed il suo ripetersi monotono che lo fregano.

Ormai però ho notato che si ricorre sempre di più alla parola falso, falsificazione, perfino le foto ormai sono un falso; e le trascrizioni? un falso figurativo. Perfino la carta su cui sono stampate, perfino la mano che regge l’ ultima foto pubblicata della tavoletta A1 di Tzricotu. Che il falso sia rimasto l’ ultima spiaggia? E cosa succederà durante la prossima maestralata?
Basterà invocare il fatto che tu di epigrafia non capisci niente? che io ne capisco ancora meno e sono schizofrenica? che il professor Sanna è un "servo della Curia"?

Gentile monoggetto multidentitario, le risponderò con una frase che viene detta a Randall Flagg, verso la fine di The Stand: "Tutto quello che hai costruito sta crollando".

Ma in fondo è colpa dell' autrice: questo articolo era dedicato a tutti i lettori.
Però vorrei chiedere a Gianfranco una cosa: a te, questo regalo è piaciuto?

zuannefrantziscu ha detto...

Certo che mi è piaciuto, e l'ho scritto all'autrice, commosso e anche un po' imbarazzato per la sproporzione del regalo.

PS - Leva una curiosità a chi mi scrive chiedendomi se davvero sei una "belladonna". Che come donna sia bella lo so, ma non mi sembri velenosa come la Moira che recide il filo della vita. Posso confermarlo?

Atropa belladonna ha detto...

Dipende dall' interlocutore, ovviamente.

Betty Galanti ha detto...

ciao Atropa, mi riferisco al reperto C, che chiamo falso figurativo perche mi riferisco al disegno qui postato, non avendo visto l'originale. Piu che falso volevo dire COPIA.
Il reperto c, a sinistra, mostra una figura zoomorfa o antropomorfa che parrebbe un toro, immagino con molto ignoranza che possa esprimere la divinità allora venerata. di seguito riporta dei segni che potrebbero essere paragonati a un gamma greco e a una C. Ma se guardiamo specularmente questa scritta abbiamo una dalet e una chet ebraiche. Gli eberei scrivevano da sinistra a destra, quindi il rovesciamento del segni potrebbe essere dovuto al fatto che chi l'ha scritto scrivesse da destra a sinistra. Il ragionamento è un po' contorto ed è solo un'ipotesi, ci tengo a sottolinearlo. Però è una cosa che ho notato subito.
Invece vorrei informarvi che ho trovato dei pittogrammi sumeri in tombe vicino a Ossi, e ho pubblicato un articolo in merito su Area di Confine (la prima parte sul numero di Maggio e la seconda su quella di Giugno).
Inoltre ci terrei moltissimo ad avere l'indirizzo di Gigi Sanna perchè sto facendo ricerche su Santo Stefano di Oschiri e avrei qualche cosa da chidergli sulla scritta di "donnai Masala". E anche qualche suggerimento da dargli, con molta umiltà, in quanto mi è parso di trovare alcune strane cosette su quella pietra...
Grazie dell'attenzione e complimenti per il lavoro che porta avanti questo blog.
Un saluto
Beth

Betty Galanti ha detto...

Scusate, mi correggo, quella che sembra una C sarebbe un Kaf, non una chet. La didascalia vuole che si legga da destra a sinistra, ma leggendo da sinistra a destra quanto è scrittoè chiarissimo.
Come ho gia detto la porzione sinistra dice che il D-o è ECHAD, cioè UNO, unico. Mentre la porzione a destra, dopo quel segno di uguale, dice HARAN, che era il fratello di Abramo, nativo di UR. Vi è anche una città con lo stesso nome in Genesi. E invece cosa sarebbe il pugnaletto?

maimone ha detto...

widanPS - Leva una curiosità a chi mi scrive chiedendomi se davvero sei una "belladonna". Che come donna sia bella lo so, ma non mi sembri velenosa come la Moira che recide il filo della vita. Posso confermarlo?


Atropa belladonna: pianta della famiglia delle Solanacee, ricca di alcaloidi ad azione parasimpaticolitica, il più famoso dei quali é l'atropina, usata in collirio dagli oculisti per dilatare le pupille. Il termine "belladonna" deriva dallla moda delle donne, in intorno al 500 mi pare, di instillarsene un pò negli occhi per diventare più affascinanti (bontà loro).
In Sardegna mi pare che non cresca; in compenso esiste un suo parente (Solanum nigrum) meno velenoso, detto in sardo con tanti nomi, il primo che mi viene in mente é TOMATEDDA BURDA (pomodorino bastardo).

Atropa belladonna ha detto...

Cara Betty, ammesso e non concesso-io non lo trovo plausibile-che quelle siano una dalet ed una kaf, la tua lettura è comunque impossibile: ECHAD si scrive aleph-chet-dalet e HARAN si scrive He-resh-nun; significa che non c'è l' ombra di una kaf in nessuna delle due parole.

Betty Galanti ha detto...

Atropa, la somiglianza col dalet e il caf a mio avviso è tanta. Mentre quello che dici è vero, il kaf non c'è nè in echad nè in haran,a livello grafico, mentre a livello fonetico sono molto simili. Sono stati scritti tomi su tomi riguardo la cabala fonetica o lingua degli uccelli, ma sono solo ipotesi personali ripeto, di certo molto successive(!!!!), ma tuttavia ipotesi. Voglio però immaginare che come esistono persone sgrammatiche oggi ne esistessero anche allora. Per cui trovo facile che si possa confondere un chet con un caf.
Se hai scritto tu l'articolo complimenti...
tuttavia credo che la lettura dei questi segni, se davvero sono di derivazione semitica, vada fatta da destra a sinistra e non il contrario. Ma anche questo è un mio parere personale.
salutiiiii!!

shardanaleo ha detto...

"
ps Leonardo sono stata bannata da Fb appena ho pubblicato un poswt sulle tavolette cuneiformi scomparse, è la seconda volta..."

Ho avuto notizia mentre ero fuori sede... con gli amici francesi della ROUTE DES SHARDANA a teulada... infatti volevo cercare di rintracciarti per sapere... Comunque non mi pare un motivo valido per bannarti... boh? Allora tutti ci dobbiamo aspettare ... visto come scriviamo e di COSA scriviamo... comunque, qui sei gradita ospite... (vero g,franco?)... altrimenti avrai sempre un posticino sul forum dei POPOLIDELMARE... ci sono altri amici che scrivono anche qui... Bentrovata.
leonardo

Atropa belladonna ha detto...

Cara Betty, vuoi un pò troppo da questo scriba! scriverebbe allo specchio (e perchè poi? la barchetta non è un sigillo) e poi deve essere anche.... sgrammaticato. Inoltre ti rimane il problema degli altri segni, perchè quella non è certo una resh ebraica: assieme al serpentello, alla zayin (il tuo =) e alla aleph testa di toro sono tutti segni di alfabeti semitici arcaici; che tra l'altro non si leggono affatto rigidamente da destra a sinistra: un esempio per tutti l' Ostracon di Khirbet Qeiyafa- di cui abbiamo parlato anche qui.

Comunque grazie per essere entrata nel merito e anche grazie mille dei complimenti, sei molto gentile