di Aba LosiSiccome il proto-cananeo sta avendo la sua ben meritata parte di gloria, io vorrei coccolarmi un po' il cuneiforme. Ora, siccome solo il signor Andrea Brundu ha fatto un commento al mio recente commento, che per altro ho relegato in un post già trascurato, ripropongo qua la questione. La questione la pongo a tutti, ma in particolare ad Alfonso Stiglitz ed a Massimo Pittau. Le “teste” degli antropomorfi nelle tavolette di Tzricotu (a sinistra quella dell'antropomorfo centrale stilizzato nella parte alta di Tzr. A1, quello senza “braccia”) assomigliano di più ai triangolini delle decorazioni a punto e virgola (vedi post di Mirko Zaru del 7 giugno 2008) o al segno sumerico ASh riportato sulla destra?
Questo lo si trova nelle tavolette di Lagash del 2300-2100 a.C (Cuneiform Digital Library Initiative (CDLI), University of California) e l'ho scelto perché non è trasposto ma “reale”, ma ovviamente era già presente da oltre 1000 anni in Mesopotamia. È il segno dei segni, il cuneo dei cunei: sta per 1 o 60, concetto equivalente per sistema numerico della Mesopotamia; sta per An, il padre degli Dei (DINGIR 60).
Lo ritroviamo nell'Accadico, nel Babilonese e nell'alfabeto di Ugarit (vd. Il mio post del 24 novembre 2009) sia dritto come 3a lettera sia ruotato di 270° come 27esima lettera. E lo ritroviamo, non mi pare facilmente obiettabile, nelle tavolette di Tzricotu. Okai riconosco che il colore del supporto è differente, ma per il resto non noto discrepanze. E ribadisco fino ad essere noiosa: un cuneo non è un triangolo. Allora torno e completo la mia domanda: perché il segno ASh è un segno di scrittura a Lagash, ad Uruk, ad Ur, a Ugarit e non sulle tavolette? Per il cosiddetto “contesto”? perché non é stato trovato in una città, i soli luoghi dove si scriveva secondo molti (ma non tutti, proprio davvero non tutti)?
Il dato è dato, lo cancelliamo e basta? Per chi ha interesse ai segni del cuneiforme segnalo questo sito, in divenire perpetuo. Dal nome e dalla pagina iniziale sembra un sito esoterico, ma basta entrare da quella specie di domo de Jana e si scopre che riporta solo fonti accademiche. Se volete vedere i segni dovete entrare e poi scegliere dal menu a sinistra la voce “signlist”, non posso postare direttamente il link perché è in qualche modo protetto. Da lì potete inoltre passare direttamente alle varie fonti accademiche.
105 commenti:
complimenti ad Aba, fiuto da ricercatrice, effettivamente il segno è quello, e compare anche ad ur, come scritto appresso al segno da lei individuato, io personalmente credo che tzricotu contenga scrittura, nel sardoa grammata mi pare esposto in modo logico, questo è un'appunto a favore di Gigi Sanna
Nel 1992 , dopo aver scrito il mio primo libro, lo portai personalmente dagli archeologi sardi, con l'aiuto di amici organizzai convegni. Nel 1992 venne Moravetti, ma dopo che parlò ando via, senza stare a sentire gli astronomi (Edoardo Proverbio, Giulino Romano ) e un contadino (io).
Nel solstizio del 1993 stessa scena , ma l'archeologo che ando via senza stare a sentire fu Enrico Atzeni.
Lilliu fu invitato ma declinò l'invito , poi venne nel 2001.
Nel 1993 compresi che in Sardegna non vi erano persone (accademiche) con competenze in grado di entrare scientificamente nel contenuto dei miei studi, dunque andai a bussare dal capo del dipartimento di storia della scienza a Cambridge.
Fatta questa premessa entro nel tema del tuo post, purtroppo, non credo che in Sardegna esistano persone che possano scientificamente entrare nel merito delle analisi di Gigi Sanna, dunque cercateli fuori.
Sottopponete le proposte di Sanna agli studiosi accademici di levatura mondiale di epigrafia proto-cananea (o altro non so) a cui Gigi Sanna si riferisce.
Da noi profani non bisogna pretendere che si accettino delle proposte che non comprendiamo senza che autorità mondiali del settore le conclamino.
Queste sono le regole della ricerca scientifica e bisogna accettarle sino in fondo!
L'accademia pur con i suoi limiti bisogna rispettarla, bisogna essere coscienti che non c'è modo migliore possibile per fare avanzare le conoscenze!
augurandoti un post molto più sereno di quello in cui mi sono infilato in precedenza i miei più cordiali saluti
Mauro peppino
Si deve riconoscere che la dedizione alla Causa è totale. Anche la capacità di ricercare - ed efficacemente reperire - sempre nuovi stimoli, nuove fonti per sé e per i lettori più recalcitranti, o non ancora convinti, è indiscutibilmente grande. Ammirevole e meritevole di complimenti: che infatti arrivano...
Purtroppo - almeno per il momento - la Dimostrazione (sì: proprio quella con la "D" maiuscola!) manca ancora. Intendo quella dimostrazione finale ed indiscutibile che proprio nessuno possa più argomentare, in alcun modo: quella che lascia tutti privi di strumenti per negare o criticare. Quella che fa deporre le armi spuntate agli avversari.
Ma è proprio l'unica cosa che manca.
Peccato che non sia un dettaglio, bensì il fatto centrale, che separa la scienza dalla cialtroneria, la ricerca dall'esoterismo, i fatti dalle curiosità effimere.
Ma ritengo che il vostro ruolo sia comunque importante: stimolare qualche culodipiombo dell'Ufficialità, qualche ricercatore dormiente, pungolandone il lento ritmo da carro di buoi. Un punto di vista "non ufficiale" ed il senso della competizione potrebbero - in fatti - portare alcune novità.Il risveglio dell'interesse popolare può essere un bene, in fondo: e questo lo ottenete con certezza, sicuramente molto più dei resoconti pavidi e noiosi di certi archeologi.
Sbagliate molto -invece - là dove vi lasciate docilmente mescolare agli entusiasmi indipendentiste dei vostri seguaci più miopi.
Il Tempo rivelerà ciò che siete veramente, alla fine.
Una Serena Tavoletta Medioevale del Sinis
Sottoscrivo i due precedenti interventi, tranne che per la richiesta di non rivolgersi più ai profani, e la conclusione sulla serena tavoletta medievale.
Meglio per me dire che vi rivolgiate sopratutto agli studiosi di fama internazionale, ma pure ai profani: perchè mantenete alta l'attenzione e permettete agli ignoranti come me d'appassionarsi a qualcosa, che altrimenti non avrebbero mai manco sentito nominare.
la conclusione sulla tavoletta medievale non la condivido, proprio perchè su certe cose è meglio che si esprima uno che ne sa davvero: un luminare dela materia.
Cioa, Dedalonur, e bentrovato, anche qui!
Ti ringrazio per la tua serenità (che è anche la stessa chiave di comportamento richiesta cortesemente da chi ha postato questo argomento).
Io credo fermamente che si possa chiacchierare, discorrere ed argomentare serenamente, ognuno con la propria più o meno grande ignoranza ed ognuno apportando le proprie competenze varie ed eventuali: solo così si va da qualche parte, eventualmente progredendo (o, almeno, si è passato un po' di tempo con "pen pals" vari e gradevoli), imparando ciascuno qualche cosa.
Se - più - in là la stessa tavoletta avrà diritto ad un'identità dimostratamente differente, sono convinto che sarà altrettanto serena (ed avrà un ampio sorriso).
Mi piace l´idea del pungolo! assomiglia al segno Ash; sí é vero, per molti versi e nel suo piccolo questo post é una provocazione, ma é anche molto "puntuale" e anche molto semplice. Ce ne sono 9 di quei segni nella tavoletta A1, non uno solo, tavoletta che fa da specimen per le altre 3. Ma il bello é che si inseriscono in modo armonico, sia che uno legga a priori che a posteriori; mi capisco forse da sola, ma é quello che faccio anche in biofisica: la lettura deve essere valida in ambo i versi, non bisogna trascurare nemmeno un dettaglio; e tutto deve tornare perché il quadro sia valido-un po´come quando si comparano i risultati della biofisica teorica e sperimentale. Anche qui tutto deve tornare i risultati, non vale dire "ah i teorici, vedono solo modelli" o viceversa "ah gli sperimentali vedono solo provette", perché i dati sono dati e se contrastano deve esserci una ragione. Ma quendo vanno d´accordo, quello é un momento molto "alto", il valore del dato non é doppio, diventa quadrulpo! . E´questa la forza concettuale dell´analisi in Sardoa. Non ho scovato quel segno dopo che ho letto il libro, lo conoscevo da anni e, ingenuamente come a proposito delle simmetrie della stele, ho pensato che fosse ovvia la sua natura e la sua analogia.
Buona domenica, io me ne vado per mercatini di Natale
complimenti ad aba,conosciuta alla prentazione del libro di gigi,donna notevole .
ma chi parla di falso per queste tavolette?son state presentate anche ad altri studiosi? son state fatte delle analisi sul tipo di bronzo?per intenderci quello nuragico aveva un giusto rapporto rame stagno,quello medioevale?
saluti
marcello Lampis
Il discorso sull’indipendentismo che spesso viene richiamato a parziale discredito di chi sostiene certe tesi può essere ampiamente rivoltato: i pregiudizi sui sardi sono ben più diffusi tra i sardi (autocolonialismo?) di quanto non lo sia detta tendenza politica, e i sardi stessi sono sempre stati convinti che tirare al ribasso sulla loro storia possa farli apparire scevri da revanscismi di sorta e in qualche modo più seri di fronte ai decisivi consessi di la del mare. Perciò si potrebbe pensare che alcune tesi non abbiano ancora trovato cittadinanza accademica a causa di questi pregiudizi e che i nemici giurati di esse (ma anche quelli più sottilmente “in attesa di prove schiaccianti”) siano prigionieri di un certo “impossibilismo a priori”. Sono quasi certo che se la nostra piccola statuaria in bronzo (per non parlare dei giganti in arenaria) fosse stata rinvenuta a Creta o in Sicilia ma probabilmente anche nel sud della Spagna, nessuno avrebbe avuto dubbi ad attribuirla agli Srdn. Così come sono quasi certo che se le tavolette di Tzricottu fossero state trovate da qualche parte nel Mediterraneo Orientale a nessuno sarebbero venute in mente le matrici medioevali decorate a “punti e virgole”, visto che i cunei sono evidentemente cunei. La questione del contesto regge fino a un certo punto, visto che non siamo in un’isola persa nel Pacifico, ed è curioso che diventi decisiva soltanto in Sardegna o per questioni che riguardano la Sardegna: mi chiedo cosa si direbbe circa il Pozzo di Garlo se il resto dei Pozzi Sacri non fossero da noi ma da qualche altra parte a scelta nel Mediterraneo. Dunque se ci si vuole riferire a cause ideologiche che determinerebbero le ragioni di un certo schierarsi occorrerebbe farlo guardando a tutto il complesso delle dispute, senza richiamare sempre soltanto il “drago indipendentista” che attenterebbe al sereno svolgersi dei dibattiti tra pensatori liberi.
Pietro Murru
Francu Pilloni scrive:
C'è stato un pastore della Chiesa Anglicana che invecchiò studiando la Bibbia, ma alla fine gridò il suo Eureka perché era riuscito a calcolare esattamente il giorno e l'anno (mi pare anche l'ora, le dieci a.m., ma non ne sono tanto sicuro!) in cui nostro Signore Iddio creò il mondo. Una vita spesa a contrastrare le teorie di quel becero di Darwin, che si era permesso di mettere in dubbio niente di meno che la Genesi.
A parte costui, non c'è ancora tanta gente che crede alla teoria della "creazione continua" da parte di nostro Signore?
Aba Losi ha visto che i segni sulle tavolette di Tzicotu sono cunei, molti li hanno visti come cuneiformi, Gigi Sanna li ha anche letti. Sarà perché ho avuto la fortuna di sentirmi spiegare in anteprima la lettura delle tavolette, spiegazione interrotta là dove non riuscivo a seguire la logica dell'interpretazione, essendo io un profano della materia e tale sono rimasto.
Alla fine ho capito, mi sembra di aver capito, sono convinto di aver capito specialmente leggendo (e rileggendo a tratti Sardoa Grammata) e non aspetto l'input di nessun barone per decidere cosa ho capito e cosa non ho capito.
In queste cose faccio da me, già da qualche tempo.
Non ho capito invece l'intervento postato più sopra da Maurizio che avevo letto con piacere in altre occasioni. Se si prendono in considerazione alcuni concetti espressi con bonomia, vien fuori un giudizio complessivo della realtà di cui si discute che non gli fa onore.
In verità, io mi vergognerei di me stesso, se lo avessi scritto. Ma naturalmente, io sono io, gli altri sono gli altri.
Un occhiata qui,ci sono dati interessanti:
http://www.proel.org/index.php?pagina=alfabetos/protosum
tradotto:
http://translate.google.com/translate?langpair=auto|it&u=http://www.proel.org/index.php?pagina=alfabetos/protosum
e anche qui:
http://www.proel.org/index.php?pagina=alfabetos/cunacadi
tradotto:
http://translate.google.com/translate?langpair=auto|it&u=http://www.proel.org/index.php?pagina=alfabetos/cunacadi
Andrea Brundu
A Pietro Murru:
è proprio una questione di interpretazioni e punti di vita,sa? In realtà bronzetti, stele e - pensi un po' - persino pintadere sono state di fatto rinvenute in altre sedi ne Mediterraneo.
Alcune Civiltà, molto, ma molto più antiche anche di quella che noi con affetto definiamo approssimativamente "Nuragica", stanno affermandosi alla Ns cortese attenzione solo adesso dopo millenni di totale ignoranza (anche da parte degli studiosi) e dopo totale assenza dalle menti e dagli occhi del pubblico comune (anche per colpa dell'incomunicabilità totale forzatamente dettata dalla Cortina di ferro).
Mi riferisco - per essere più chiaro - alla Cultura Cucuteni - Tripolye, sita tra l'attuale Romania e l'Ucraina e risalente a circa il 5400 a.C.
La invito a cercarla sull'Internet, per rendersi conto del grande numero di affinità culturali con ciò che ci sembra così familiare, domestico e sardo.
In particolare, controlli la presenza, laggiù, dell'ossidiana (non sarda), la capacità antichissima di fondere i metalli, la possibilità di coltivare (avevano già un aratro!), grazie a terreni di eccezionale profondità e fertilità ed allevare animali (controlli anche quali).
La grandezza della Cultura Nuragica - a prescindere dai modi eventualmente impiegati nel farlo (su cui evidentemente lei ed io siamo in profondo disaccordo: poco male) - sta, a mio vedere, nell'avere influenzato in modo così profondo da essere determinante le culture successive che si sono sviluppate nella Tirrenia Antica (in particolare: Etruschi e Latini), stabilendosi nell'area come la prima grande civiltà del Mediterraneo Occidentale.
Perché questa mia ipotesi si verificasse, ammetto che non c'era la necessità della presenza e dell'uso di una scrittura inventata dai Sardi.
Ma, come ho già detto, non mi dispiacerebbe affatto che se ne dimostrasse l'esistenza.
Un saluto
MF
Ci sono persone,che impiegano la loro esistenza a studiare cose che reputano di capire,tranne che alla fine della loro vita si accorgono di non aver capito niente.Io ritengo che quel pastore della chiesa anglicana,fece lo stesso.Se avesse perlomeno compreso un briciolo della Bibbia e un briciolo di Darwin,non avrebbe avuto difficoltà a notare la loro intrinsecazione.Chi nega uno,nega assolutamente l'altro.Purtroppo noto,con amarezza e dispiacere,che in tutte le discussioni sinora fatte,poco vi è di tutt'e due.
Chi snobba la Bibbia,non avendola mai letta,ne letto chi ha tentato di comprenderla,deve assolutamente,
aggiornarsi,e una sua sana lettura,
dovrebbe essere il suo obbiettivo principale.Non fosse altro perchè chi ha scritto quel sacro testo si dimostra di molto migliore di chi lo snobba,o di chi lo valuta con estrema facilità.Riguardo ai fatti storici in esso contenuti,scoperte archeologiche stanno confermando sempre più la loro veridicità.
Pertanto nomi e luoghi esistenti o esistiti si dimostrano reali.Chi non crede a questo,si informi bene prima di dare giudizi affrettati.
Andrea Brundu
A Francu Pilloni:
credo (ma ammetto che potrei anche sbagliarmi) che le opinioni di cui vergognarsi non siano le mie, bensì siano insite nella sua (mi auguro proprio errata) personale interpretazione di ciò che io ho scritto. Io mi sono limitato a rispondere ad una garbatissima interpretazione di Aba Losi, con una altrettanto garbata contro-provocazione. Tant'è che la stessa non mi ha risposto con l'atteggiamento ci chi si è ritenuta offesa o mal compresa: è soggetto troppo intelligente per male interpretare il mio intervento.
Certo, un uomo risponde con contenuti molto più "testosteronici" di una donna: ciò è senz'altro fisiologico.
Ma - a parte restare in un possibilismo agnostico - non ho scritto alcunché di cui vergognarsi: a meno che non si voglia vedere, dietro ad una posizione equidistante, qualche intenzione od opinione che io non possiedo.
D'altro canto, mi scusi, signor Pilloni: sarei veramente un pazzo da legare, ad esprimere opinioni, pretendendo che esse siano anche fondate, su una materia che non conosco, perché non è affatto la mia. Pertanto, la invito a rileggere ciò che io ho scritto, ma con maggiore distacco e con la serenità che ci è a tutti necessaria e che Aba Losi ha personalmente raccomandato a tutti noi: vedrà che troverà il vero significato di ciò che intendevo e non mi fraintederà più.
Vede, credo che questo tipo di "misunderstanding" sia molto più frequente per iscritto, piuttosto che non di persona. Stando uno di fronte all'altro, l'espressività dei gesti, il tono della voce, le espressioni del volto ed altro ancora costituiscono altrettanti segni significanti di ciò che uno sta pensando mentre parla. Per iscritto, purtroppo, ci si esprime spesso in modo manchevole e si è fraintesi. Credo sia questo il caso.
La ringrazio, comunque sia, per i suoi apprezzamenti relativi al trascorso.
MF
Sulla veridicità di personaggi e luoghi,una traccia di aggiornamento si trova qui,per chi interessa:
http://it.wikipedia.org/wiki/Archeologia_biblica ;
http://camcris.altervista.org/archeologia.html ;
http://dicasaincasa.blogspot.com/2009/05/un-documento-che-corrobora-il-testo.html ;
http://www.custodia.org//spip.php?article6999 ;
http://fuocodellospirito.spaces.live.com/blog/cns!1502CBC51A3BCAEF!812.entry
Potrei continuare,ma ognuno può fare una ricerca da se.Spero dopo che ci si informa bene,non si dica che la bibbia non sta trovando riscontri nell'archeologia.
Andrea Brundu
Reduce da un meritato Gluehwein per le vie di Münster (fa un freddo in germania!), spero di riuscire ad esprimermi con chiarezza.
Sí Maurizio, il tempo ci dirá come stanno le cose. Ovviamente la procedura é lenta, i documenti sono un vero e proprio "cold case" e per ora la decodificazione é affidata ad una sola persona. Alla fine il modello scrittorio che verrá fuori dovrá essere in grado di spiegare tutti i vari documenti che man mano verranno fuori ed anche essere inserito in un contesto socio-politico-culturale necessariamente diverso da quello che abbiamo avuto in mente finora e che ancora, almeno per me, non é chiaro. Un conto é riconoscere un cuneo (tra gli altri, non é certo l´unico segno cuneiforme riconoscibile, é solo il piú "facile").
Quanto alle questioni politiche sarde, boh io davvero ne sono digiuna e non mi interessano,sono supernegata per la politica. Spero anche, essendo di parma e avendo un marito tedesco, di essere al di sopra di ogni sospetto.
Grazie a Marcello per il "donna notevole"! penso che la questione della autenticitá della tavoletta consegnata sia ormai definitavamente risolta-come e perché non ti so dire, devi davvero chiedere a chi ne sa piú di me. Ció che ancora divide gli studiosi é la datazione e, ovviamente, il valore scrittorio.
Per Andrea: per me la Bibbia é stata scritta, almeno almeno, da un genio; quello che mi viene fuori anche solamente analizzando nomi e parole me lo conferma.
@ Maurizio
Se non avessi avuto il piacere di conoscerti personalmente, avrei preso molto male il rimprovero rivolto a un voi indistinto: "là dove vi lasciate docilmente mescolare agli entusiasmi indipendentisti dei vostri seguaci più miopi".
E' vero che nel variegato mondo indipendentista e nazionalista sardo c'è chi percorre la strada errata del revanscismo come reazione alla storia negata. Ma ritengo che abbia perfettamente ragione Murru e, aggiungerei, che non so davvero se l'autocolonialismo sia più tollerabile degli impulsi identitari. In tutta onestà, direi di no: il secondo sparirebbe - salvo casi patologici - se la storia sarda diventasse normale; nella normalità, l'autocolonialismo, continuerebbe ad essere l'autodifesa dei compradores che non sparirebbero neppure nell'ipotesi della dichiarazione di indipendenza della Sardegna.
Un indipendentista malato di nationalismus vulgaris, che io non apprezzo sia chiaro, cerca in ogni coccio la grandezza e l'unicità della propria patria; un compradore, davanti a un coccio che può dire di una passata normalità che cosa fa, se non sfogliare freneticamente libri e siti che, almeno in una frase, delegittimi quel coccio e, nel caso, lo attribuisca ad altri che non siano le genti che è suo compito intermediare con il potere?
Naturalemente quel libro, quella frase, quel sito non sono presi come tesi in contrasto con altre, ma dimostrazione dimostrante la fallacità della tesi autocrona.
L'indipendentista ha un sogno, il compradore la necessità fisica di non interrompere il filo che lo lega al potere. Non so di indipendentisti che abbiano firmato un appello per chiudere la bocca a chi contesta Frau; conosco compradores che lo hanno fatto.
Ho scritto in questo blog fino allo sfinimento che in questo "giornale" (grazie, è il più bel complimento mai fattogli) non si ospita la verità, ma pezzi di verità che, guarda caso, sono negati persino come rintracciabili.
O.K.: starò più attento, in futuro, per non sollevare possibili animosità con parole scelte innocentemente alla leggera.
La mia posizione (per quel che conta) però, è di neutralità: sia in ambito politico, sia nella disputa culturale di cui sono spettatore, ma molto interessato. Ci tengo a dirlo.
Non posso esimermi, però, dal fare notare (a tutti, ecco perché il voi, senza alcuna offesa, per chi lo sapesse già o se ne sentisse affatto escluso) che qualsiasi "indottrinamento" eccessivo del pensiero (anche circa cultura, etnia, appartenenza e simili) porta prima o poi a gravissimi deragliamenti dello stesso e - non a caso - a violenza. Basti pensare a ciò che è successo fino a solo ieri nelle Isole Britanniche, nelle quali l'appartenenza a qualche etnia è del tutto falsa e negata dagli studi genetici (cito solo S. Oppenheimer, di Oxford ed il suo libro: "the origins of the British" Carrol and Graf, 2006 - ma anche D. Bradley del Trinity College di Dublin).
Lì ci si è molto volentieri e facilmente uccisi reciprocamente, per la solo presunta differenza etnica, del tutto inesistente nella realtà. Sto dicendo - sembrerà strano anche alle orecchie nostrane - che Scozzesi, Irlandesi, Inglesi e Gallesi sono una sola popolazione geneticamente parlando, anche se tradizionalmente credono di no. E questo ha portato dolori e lutti.
Esistono, geneticamente, alcune similitudini con l'isola Sarda: ad esempio, Celti (?), Romani, Angli, Sassoni, Normanni e Vichinghi non hanno poi lasciato gran che di sé e del proprio patrimonio genetico... Come è avvenuto anche in Sardegna.
Esistono, naturalmente, altri esempi di altre similitudini. Così come non mi stupirebbe affatto che alla fine alcuni degli altri temi trattati qui fossero chiariti alla luce della comunicazione dei Neolitici sardi con Culture dell'Europa Orientale, che faranno sbiadire le ipotesi di semplici "fenomeni di convergenza" (come qualcuno ipotizza) per i pozzi sacri o per strumenti e decorazioni simili...
Credo che moltissimo sia ancora da fare, per "aprire lo scrigno" Nuragico, come ho avuto occasione di dire. E credo che esistano possibili positivi effetti, che possiamo aspettarci da qualsiasi ricerca, "ufficiale" e no. E' quello che è lecito attendersi anche da ciò che si scrive su queste pagine? Forse sì.
Un apparentemente piccolo spiraglio nelle difese serrate dello scrigno dovrebbe/potrebbe aprire a cascata una serie di utili vantaggi, per tutti i diversi ricercatori, da tutti i loro diversissimi punti di vista.
Ma alcuni soggetti non sono definibili come ricercatori - e parlo per esperienza diretta, per averne incontrato qualcuno di persona - sono anzi davvero ciarlatani e non produrranno mai alcunché di buono, né tanto meno di scientifico: si tratterà solamente di confusione, rallentamenti, danni.
Quindi ripeto ancora che ammiro la dedizione e la passione del "suchende" - che traspare da queste pagine - il che mi è sicuramente molto più immediatamente chiaro dei suoi contenuti stessi.
Non mi sfuggono affatto le implicazioni - invece.
Sono ben conscio che la "scrittura Nuragica" cambierebbe radicalmente l'impostazione della Storia della Tirrenia Antica come la conosciamo oggi, o come crediamo di conoscerla.
Un saluto,
Maurizio feo
@ Maurizio
Non voglio correre il rischio di deviare dal discorso aperto da Aba Losi, ma ti devo dire che ho grande idiosincrasia per le parole etnia, razza et similia. Per questo preferisco parlare di nazionalità, che è concetto culturale-politico che prescinde da genetica, appartenenza razziale etc.
La coltivazione dell'etnia produce frutti velenosi, pensa solo alla pulizia etnica. Gallesi, scozzesi, irlandesi e altri sono, ti credo, qual che dici tu. Questo non toglie che siano nazionalità e nazioni distinte e, forse, nel futuro amministrazioni statuali distinte.
Insomma, caro Maurizio, la genetica spiega solo una parte della complessità.
Francu Pilloni scrive:
Per Maurizio Feo.
Vede, gentile Maurizio, avevo letto con attenzione tutto quanto ha scritto e le dico perche' questa volta mi ha deluso:
a) il tono di sufficieza e di apparente neutralita' con cui fa i complimenti a chi si da' tanto da fare anche se solamente per mantenere alta la tensione fra i lettori recalcitranti;
b) la sentenza inappellabile secondo la quale nella sostanza della scrittura nuragica manca la Dimostrazione, fatto che declassa Gigi Sanna da scienziato a cialtrone o, perche' no?, a esoterista;
c) la chiusura dell'intervento, che sottindende come sia scientificamente dimostrto che la tavoletta A1 di Tzricotu sia "una serena tavoletta medioevale".
Per quanto riguarda il versante politico della questione, ha gia' detto Pintore.
Questo ho capito fra le righe, ma forse voleva dire altro?
Non me ne voglia, ma tenga conto del fatto che un popolo che ha preso sberle da secoli non ci ha fatto il callo, ma ha solo accuito la sensibilita' alla guancia.
Infine credo che convenga con me che il tostesterone, quando effettivamente si fa sentire, e' frutto di alcune parti del corpo che, se uno le ha, non le butta certo in pasto al cane.
Senza rancore, dunque, tanto che considero chiusa la questione.
Lo storico greco Erodoto nel V secolo scrive: "I Fenici che vennero in Grecia con Cadmo v’introdussero varie scienze e, tra le altre, la conoscenza delle lettere. Dal momento che erano stati i Fenici che per primi le avevano fatte conoscere ai Greci, questi giustamente le chiamarono lettere fenicie." (Storie V,58).
I Greci riconoscevano d’aver appreso l'alfabeto dai Fenici,i quali lo divulgarono, ma non per questo lo inventorono; infatti nel I sec. d. C. lo storico Tacito (Annali XI,58) scrive: Sono gli Egiziani che hanno inventato le lettere dell'alfabeto, i Fenici, che avevano il dominio del mare, le hanno portate in Grecia e in tal modo è stata attribuita loro la gloria di aver inventato ciò che essi avevano invece ricevuto.
Ricevuto da chi?In effetti che gli egizi avessero un vero alfabeto, non è risaputo.
Forse gli Ebrei cui è attestata la presenza in egitto fecero da tramite?
In effetti la scrittura sinaitica affine alla cultura ebraica,deriva direttamente da ideogrammi egizi.
La stessa arca dell'alleanza riprodurrebbe,dalle descrizioni bibliche,e come anche diversi studiosi hanno osservato,arche trovate in Egitto.
Nelle arche trovate in egitto si vede chiaramente,che l'arca oltre che una cassa è pure contenuta in una barca,non è però il posto adatto per sviscerare le attinenze tra i termini,basta dire che quella di noè era un'arca ma pur sempre una barca.
Dentro di essa si conservavano le scritte sacre di Dio,incise nelle tavole.
Essendo la scrittura dono di Dio, i segni sulle tavole dovevano però essere comprensibili a Mosè,attinente quindi alla cultura di quel personaggio, perciò con segni egiziani col tramite del sinaitico.Dal viaggio di Abramo in Egitto (Gen 12,10-20) si può pensare che i patriarchi, molto prima del vice faraone Giuseppe, erano al corrente della cultura egizia,infatti Agar, schiava di Sara, madre di Ismaele, figlio di Abramo, era egiziana; la Bibbia poi informa che Abramo, oltre alla lingua conservata per tradizione, PARLAVA ANCHE LA CANANEA, ma si considerava STRANIERO IN QUELLA TERRA.Quindi Cananeo e Semitico erano linguaggi differenti.
Andrea Brundu
Non essendo storico non mi addentrerò in disquisizioni che non mi competono e continuerò a seguire appassionatamente le vostre argomentazioni. Sulla riflessione apposta da Zuanne Frantziscu (e personalmente, con una posizione da indipendentista) segnalo un nostro articolo di qualche giorno fa sulla "lettura politica" della storia in cui spesso alcuni avventori incappano, ma non solo.. L'articolo riguarda anche i tifosi che stanno dall'altra parte della barricata: Storia Sarda o Storia Nazionale Sarda? http://www.sanatzione.eu/2009/12/08/storia-sarda-o-storia-nazionale-sarda/ Saluti. - Bomboi Adriano
Per valutare la somiglianza tra segni geroglifici e segni alfabetici protosinaitici si veda la tabella su:
http://www.funsci.com/fun3_it/scrittura/scrittura.htm
Andrea Brundu
Siccome la scrittura nuragica ha ascendenza protosinaitica,come si concilia la cosa?
Anna Mulas
No,in Sardegna il protosinaitico è proprio presente.
Andrea Brundu
Concordo in tutto con quanto detto da Pietro Murru. L'esperienza, e vi assicuro non c'é vittimismo da parte mia, mi ha portato a ritenere che nei confronti della Sardegna e dei sardi esista da tempo immemorabile una grave pregiudizio culturale che si è insinuato anche nei sardi stessi. Noi siamo sempre stati selvaggi, barbarici etc. Non possiamo aver creato nulla di buono sul cammino della civiltà. Siamo una "razza" delinquente contro cui bisogna stare sempre sul chi vive, che altrimenti arriva la fregatura. Forse non é solo un caso se nel vocabolario d'italiano Sardigna significa immondezzaio, luogo insalubre e via discorrendo. Questo pregiudizio esiste solo contro di noi e la motivazione, a mio modo di vedere, ha origini politiche. Ritrovamenti analoghi a quelli sardi fatti in Terramanna verrebbero accettati tout court, ma in Sardegna la cosa non è credibile per principio. Con questo non voglio dire che tutto ciò che si é affermato sulla presunta scrittura nuragica sia esatto. Non entro nel merito perché non ho le basi per esprimermi. A scuola mi avevano riempito la testa sulla storia romana, dei gemelli allattati dalla lupa etc etc. Tutte balle storiche che hanno pesato su migliaia di generazioni. Ricordiamoci almeno dei figli della lupa. O che dire della fibula prenestina che ho studiato in storia della letteratura latina? Una balla colossale.
Quanto agli studi genetici, io ritengo che non abbiano una grande importanza, anche se neppure in questo campo io mi ritenga esperto. Oggi li si ritiene la soluzione di tutti i problemi, ma a la mia sensazione é che sia una tecnica d'indagine come un'altra, come il carbonio 14 e tante altre. Serve ad aggiungere elementi di discussione, ma non serve a trarre conclusioni definitive. Ciò che realmente conta, a mio parere, é la cultura nella quale l'individuo si riconosce e sente di appartenere. Se così non fosse non si spiegherebbero le guerre fratricide, le rivolte contro la propria madrepatria etc. Pensiamo alla guerra di indipendenza americana contro gli inglesi.
B. Floris
Accipicchia! che una semplice, semplicissima gamlu ugaritica scatenasse un dibattito politico e addirittura una discussione sul valore storico della Bibbia, non me l´aspettavo proprio. E´davvero il cuneo dei cunei, il pungolo dei pungoli!
Intanto vorrei precisare che il richiamo ugaritico non é mio, ma ovviamente si trova in Sardoa (diamo a Gigi ció che é di Gigi); insieme a tanti altri segni di quell´alfabeto. Io ho solo fatto la connessione con il cuneiforme sumerico, che é una connessione "formale": mi rendo conto che l´accostamento dei due segni (Lagash e Tzricitu) sia di grande effetto, ma il cuneiforme ugaritico fu un adattamento al metodo cuneiforme di un alfabeto che giá serpeggiava nella regione Siro-palestinese(quindi un processo, se mi passate il termine,a ritroso). Questo per la domanda di Anna Mulas. Sicuramente il cuneiforme ugaritico pesca a piene mani nel repertorio mesopotamico, ma quello delle tavolette é -anche-alfabeto ugaritico, con una legacy mesopotamica (penso giocoforza), ma ugaritico.
Quanto al resto: io penso che i reperti scritti nuragici siano innanzitutto un patrimonio culturale dell´umanitá e la loro decifrazione rispecchi semplicemente il progresso delle conoscenze storiche e culturali. Che ispirino un sentimento di orgoglio nei sardi lo trovo legittimo, che ispirino un senso di orgoglio nel resto degli italiani é naturale. Quando guardo gli affreschi di michelangelo o i giganti di monte prama, bene quelli sono tra i rari momenti in cui sono fiera di essere italiana. Non per questo é legittimo ipotizzare che i sardi si armino contro il mondo per fare una rivoluzione, se la scrittura diventerá un fatto accertato e accettato da tutti; e trovo anche totalmente inaccettabile farsi fermare da un tale timore-cosí come sarebbe inaccettabile accettarne la presenza a priori per il motivo opposto. E´un discorso che vale per ogni scienza, non si puó non investigare un certo campo per "non fare dispiacere a qualcuno"! che poi i risultati delle ricerche abbiano come conseguenza di fare paicere ad unc erto schieramento piuttosto che ad un altro, beh penso che sia solo inevitabile
Ora se la signora Aba,e Pintore non se ne avranno a male mi piacerebbe,fare delle precise citazioni sul Zep Tepi il presunto mitico "Primo Tempo" che gli egizi associavano alle origini della propria civiltà.
Dobbiamo dire che esistono due versioni relative a detta origine:
1 Quella secondo i testi di Edfu;
2 Quella Eliopolitana.
Secondo i testi di Edfu,chiamati anche "Libri della Fondazione", iscritti nei muri del tempio di Edfu,si parla di una "Collina Primordiale" che affiorò dalle acque di un inondazione,e di sette saggi che sopravvissero a detta inondazione.Detti saggi appaiono come illuminati che soppravvissero a un cataclisma di grandi proporzioni,essi ebbero il compito di far iniziare una nuova era.
La cosa più interessante dei testi di Edfu è che i Sette Saggi e gli altri dei originariamente provenivano da un isola la ""Terra nativa degli esseri primordiali". Inoltre i testi ci dicono che l'inondazione che distrusse quest'isola fu di breve durata.I sopravvissuti arrivando in Egitto,divennero poi gli Dei Costruttori,i Sovrani della Luce,le anime dei Morti,gli Avi,che gettarono i semi per gli dei e per gli uomini,i Grandi Vecchi.Così sta scritto nei testi.
Simbologicamente la collina primordiale era raffigurata a Edfu come una colonna sovrastata da un falco divino posato su di essa.
Ora quest'immaggine,certo agli intenditori,potrà richiamare l'albero delle navicelle nuragiche anch'esso sovrastato da un volatile posatovisi sopra.
A Eliopoli,vi era proprio un pilastro sacro,su cui si riteneva che andasse a posarsi, periodicamente,un uccello Divino, il BENNU,o FENICE.
Infatti nei testi delle Piramidi di Eliopoli,la terra nella sua forma più antica era raffigurata, come una collina che emergeva dall'acqua primordiale.La medesima era considerata come un essere divino,e la terra originaria su cui ATUM dimorò.
Quindi gli egizi,ammettevano che i sette saggi portarono da altrove la sapienza compresa la scrittura.
Andrea Brundu
Cero che no, non me ne ho a male. Non la sapevo questa storia! A quando risale?
Sicuramente le storie risalgono ad un periodo predinastico.I sacerdoti egizi ritenevano che il contenuto dei testi fossero le parole degli stessi saggi.Affermavano che questi testi sacri erano"Copia degli scritti che Thot compilò in base alle parole dei saggi".
Eliopoli,inoltre veniva chiamata Innu,On "città dei pilastri".
Atum veniva adorato a Eliopolis sotto forma di pilastro,come ricercatori hanno concluso esso era anche simbolicamente il suo fallo.Altro pilastro simile,e con molte attinenze era il pilastro Djed,associato anche ad Osiride.
Nei geroglifici di Huni(tomba del III mill. a.C.)sta scritto che "Osiride era un re straniero rivestito di bronzo proveniente dalla più potente isola del Grande Verde".
Andrea brundu
Grazie!
Cara Aba, che il segno dei segni di cui parli abbia valore 1 o 60 penso che possa essere da te considerato dal fatto che il famosissimo Pozzo di Santa Cristina di Paulilatino ha simbologia 'Sessanta' in quanto i singoli elementi strutturali della costruzione riportano 'stranamente' il numero 60. Te li elenco: i 24 gradini della scala di accesso al pozzo, i 24 elementi (cerchi degradanti) dell'ogiva o nuraghe interrato, 1 12 lastroni a piattabanda che ricoprono parte della scala del pozzo. Sul valore del dodici e dei suoi multipli ho detto qualche anno fa (Su Santu Doxi; in Quaderni Oristanesi, 2006, pp. 83 -102). Ciò, a mio parere non è senza significato, come non è senza significato il fatto che il numero sacro 'solare' si trovi anche, come sai, nella Stele di Nora. Quanto al numero 1 ( numero che potrebbe dare la singola costruzione)osservo che sia sulla parte sinistra che sulla parte destra dell'ingresso della gradinata insistono 6 pietre di chiara foggia taurina. Su questa 'chiarezza' ( riscontrabile in tanti monumenti, come ad es. nella grande sala circolare di Gremanu)non aggiungo altro dato che ne ha parlato un architetto -professore del calibro di Franco Laner.
Aggiungo invece qualcosa sulla 'scienza' archeoastronomica.Non è questa che rassicura o tende a rassicurare che i nuraghi e i pozzi sacri ( e io direi le stesse tombe di Giganti) hanno a che fare, e come!, con il Sole e con Luna? Proprio il Pozzo sacro di Santa Cristina è oggetto prediletto continuo di rilevamenti astronomici da parte di studiosi ed appassionati. Se si dà così grande peso alle 'misure' astrali, con numeri che rasentano il bizantinismo, come non darne altrettanto a numeri più concreti e, credo, indiscutibili? Si dice spesso che i monumenti sardi sono un concentrato di simboli. E i simboli numerici no? Mi viene voglia di citare ancora la famosa favoletta dell''astrologus in puteo'. E siccome mi voglio in qualche modo rappacificare con Mauro (per quello che sa, per corrispondenza personale) voglio dirgli che a proposito del 'pozzo' in esso era caduto proprio un 'astrologo'( uno studioso degli astri)' A lui che gridava 'aiuto, aiuto!' uno zoticone con saggezza gli aveva detto, una volta appresa la sua identità, grosso modo così: 'Guarda un po', scruti così attentamente la volta celeste e non vedi dove metti i piedi?
Sì, a mio parere, o Mauro, i gradini su cui metti i piedi ed il resto, sono la scritura numerica astrale offerta per metonimia da quegli scribi -architetti raffinatissimi che erano i nuragici. Anzi aggiungo ed affermo - cosa che sa molto bene Aba - che 60 diviso 12 dà il numero 5 che è il numero del Toro. Ne ho parlato nel saggio sulla Stele di Nora e ne parlerò ancora, anche perchè detto numero riguarda, secondo me, la religione dei morti degli Etruschi.
Chiedo per cortesia dove posso reperire maggiori informazioni o bibliografia sugli studi archeoastronomici del pozzo di Santa Cristina. Io sono rimasta al fatto che il pozzo sia stato ricostruito almeno nella scala e i paramenti murari superiori, "piattabande" e verticali. Mi chiedo anche come, chi sta portando avanti le misurazioni, abbia considerato, cosa che certamente ha già fatto, quello che rimane delle strutture residue e non dei pozzi di Is Pirois e Sa Brecca che presentano ancora l'ambiente sulla tholos del pozzo. A Is Pirois si può vedere benissimo il "foro" proprio come a Santa Cristina. Grazie in anticipo.
Caro Gigi
un mesopotamico non l´avrebbe detto meglio..forse avrebbe detto che 5 e 12 sono reciproci e danno l´unitá, perché per loro 1 era come 60, cioé 5*12 = 60 = 1, ma l´avrebbe detto quasi come te.
Se non bastasse ti faccio notare che il 60 é il primo numero con 12 divisori:
1,2,3,4,5,6, 10,12,15,20,30,60
Inoltre posso,senza che questo sia un azzardo,dire che il pilastro djed è legato fortemente, anzi,appartiene proprio ad un altro dio:PTAH
Si pensi che il termine Egitto deriverebbe dal dio Ptah,infatti il suo tempio a Menfi è detto Hikuptah,che è babilonese,termine con cui l'egitto veniva chiamato anticamente,per essere poi grecizato in AIGYPTOS. Hikuptah,significherebbe:
"dimora del ka del dio Ptah",dove Ka starebbe per spirito.
PTAH chiamato a volte Chnum è un dio creatore “il cui potere è maggiore di quello degli dei”.
Nel "Trattato di Teologia" di Menfi, risalente all’Antico Regno e ritrovato in un papiro nel tempio di Ptah dal re nubiano Shabaka (716-701 a.C.) si legge: "La creazione avviene attraverso il cuore e la lingua come una raffigurazione di Atum. Ma il più grande è Ptah, il quale diede la vita a tutti gli dèi e alle loro facoltà attraverso questo cuore e questa lingua, il cuore e la lingua da cui trassero origine Oro e Thot come Ptah"...... "Egli è la collina che ha generato gli dèi da cui è venuto tutto, sia il cibo, nutrimento divino, che qualsiasi altra cosa buona. Sicché si è scoperto e si è capito che il suo potere è più grande di quello di ogni altro dio. E così Ptah fu pago di aver creato tutte le cose e ogni parola divina" (Plumley, op.cit.).
Il cuore,ritenuto sede del pensiero e la parola sono lo strumento della creazione.
Ebbene anche in Giovanni leggiamo:
"In pricipio era il Verbo,e il verbo era in Dio,e il verbo era Dio".O anche quel ...pago di aver creato.... del dio Ptah,richiama la Genesi col ....riposò...di Dio.
Andrea Brundu
Complimenti Aba!
Proprio una stupenda osservazione.
Purtroppo mi ha "beccato" in un mio errore!
Quelle contrassegnate con il colore rosso non sono decorazioni a "punto e virgola"; è un mio errore, le decorazioni punto e virgola sono quelle contrassegnate dal BLU, e sono proprio punti e virgole.
Non cambia il fatto che di quel tipo di decorazioni si tratti.
La sua associazione è un decisamente più forzata e gli elementi in comune sono decisamente meno nella sua teoria...
Sanna, in ogni caso, le associa a figure antropomorfe di "padri e figli"... (???)(Sarà perché alcune sono più grandi e alcune più piccole?)
Posterò, comunque, una serie di immagini (datemi il tempo di organizzarle) dove si vedono anche le matrici ... proprio come quelle di Tzricotu!
Cordialmente...
Mirko Zaru
Cito da Sanna in queste risposte:" il Pozzo di Santa Cristina di Paulilatino ha simbologia 'Sessanta' in quanto i singoli elementi strutturali della costruzione riportano 'stranamente' il numero 60. Te li elenco: i 24 gradini della scala di accesso al pozzo, i 24 elementi (cerchi degradanti) dell'ogiva o nuraghe interrato, 1 12 lastroni a piattabanda che ricoprono parte della scala del pozzo. Sul valore del dodici e dei suoi multipli ho detto qualche anno fa (Su Santu Doxi; in Quaderni Oristanesi, 2006, pp. 83 -102). Ciò, a mio parere non è senza significato, come non è senza significato il fatto che il numero sacro 'solare' si trovi anche, come sai, nella Stele di Nora. Quanto al numero 1 ( numero che potrebbe dare la singola costruzione)osservo che sia sulla parte sinistra che sulla parte destra dell'ingresso della gradinata insistono 6 pietre di chiara foggia taurina. Su questa 'chiarezza' ( riscontrabile in tanti monumenti, come ad es. nella grande sala circolare di Gremanu)non aggiungo altro dato che ne ha parlato un architetto -professore del calibro di Franco Laner."
Bisogna chiaramente essere al corrente che il pozzo di Santa Cristina è il risultato dell'interpretazione di un archeologo... i conci di cui parla Sanna sono stati aggiunti e sono lavorati con un macchinario meccanico.
60, 1, 24, 12, 6 sono buoni per il il Lotto o il WIN FOR LIFE
Salve a tutti...avrei una domanda sul Pozzo di Santa Cristina...qualcuno di voi saprebbe darmi qualche informazione circa la ricostruzione del pozzo...so solo che buona parte di esso è costituito da pietre "ricostruite" da uno scalpellino di Bosa...non riesco però a trovare altre notizie in merito...grazie a chi voglia rispondermi. Saluti :-)
Eh si Sig. Alessio
Ecco come si presentava il pozzo.
E' decisamente diverso da come lo vediamo oggi non le sembra?
Rilievi dell'architetto Newton del 1913 ... dove sono questi numeri citati dal Sanna???
Chiaramente bisognerebbe prendere in considerazione anche quelli dello spano che lo riportava più o meno come Newton.
Zervos decenni dopo lo riportava ancora privo dei 24 scalini...ma allora dove sono saltati fuori... e come si può fare uno studio di questo tipo su elementi ricostruiti ipoteticamente (e anche poco veritieri)???
In Sardegna ci sono tanti altri monumenti simili, ma nessuno di essi può essere paragonato per smisuratezza!
Il pozzo di Santa Cristina, è un monumento eccezionale, chiaramente lo è nel tratto originale e non ricostruito.
Newton
Spano
1890
L'essere un arruffone, un pasticcione presuntuoso, è tipico del personaggio. Già l'ho bollato con un certo raccontino di un certo cavaliere tempo fa. Non mene pento. Anche perchè si può tollerare tutto, persino le offese più gravi, frutto come spesso sono di adrenalina. Ma non la calunnia. La calunnia è un reato gravissimo, tanto grave che è uno di quelli maggiormente colpiti dal codice penale. Come noto da un altro post il vizietto non gli passa; fa accuse gravissime nei confronti di chi non gli va a genio e Gianfranco Pintore non è la prima volta (devo citare i post?)che prende le distanze da una tale brutta persona.
Naturalmente essendo il soggetto di tale caratura, quando si documenta si documenta alla sua maniera: con precipitazione, mescolando, pestando,condendendo con tutto ciò che gli capita a tiro, con miopia da talpa, estrapolando dati purchessia, anche per il complesso puerile di far vedere quanto ne sa. Il rigore e la prudenza nel soppesare ciò che dice non fanno mai parte del suo mondo.
Tanto che non si rende conto che gli stessi documenti ( che lui solo pensa di conoscere: pensa un po'!) che presenta lo contraddicono. E dove stanno le perfette coincidenze dello Spano e del Newton? E dove in essi si possono contare i gradini in maniera rigorosa? Tanto che è costretto ad ammettere, circa la corrispondenza tra i due...una corrispondenza così così, ovvero 'più o meno'. Più o meno, capite? All'anima della 'scienza di cui tanto si atteggia a paladino. E come no? La descrizione del tamburo dell'ogiva è precisa precisa nei due, così come precisa precisa risulta la descrizione della serie dei gradini! E dove sono i 7, i 12 o i 24 scalini non contati dal Zervos? Lui non li cita e registra solo l'ammasso che vede, così come l'anno registrato tanti altri, archeologi e non.
E allora perchè affermare con tale sicumera che l'archeologo che ha ristrutturato il monumento non l'abbia fatto con una precisione e soprattutto con una capacità di tecnica di ricostruzione, ben più moderna, che andava ben oltre a quella ' a occhio' (come facilmente si nota)dei due lontani disegnatori? Perchè di esso, dell'archeologo, non si fa il nome?
Questo per la super-convincente documentazione. Per quanto poi attiene allo studio sulla simbologia di S.Cristina, anche qui precipitazione, incapacità assoluta di leggere. Io non ho fatto nessuno 'studio', mio caro. Mi sono solo limitato a registrare la 'stranezza' (devo citare il passo?) dei numeri di quel monumento che sono proprio quelli che ho riportato. O non ècosì?E dal momento che registro continuamente che il numero 12 ed il numero 5 sono 'stranamente' segni numerici (di 'scrittura per altro) assai presenti nella simbologia nuragica, ho ritenuto opportuno segnalarli all'amica Aba. Tutto qui. Se poi, qualcuno, non certo il perenne pasticcione Zaru, mi dimostrasse davvero che l'ultimo l'archeologo, 'stranamente' anonimo, ha preso una grossa cantonata, e 'est andau, comente si narat, a sa nacconatza' sia con la scala sia con tutto il resto, sarò il primo a dire che, fidandomi di un grosso nome dell'archeologia, ho ingannato me stesso ed Aba con numeri senza senso alcuno perchè non presenti. Per ora però quella 'stranezza' di multipli mi intriga, molto, moltissimo. Resto quindi ben fermo con i miei numeri 'sacri'. Anzi una volta tanto il semplicciotto, con la sua raffinatissima ironia, esito ovviamente di sublime conoscenza, mi ha dato un bel suggerimento: giocherò al lotto la cinquina ( 1 -12 - 24 -48 -60).
Quanto ai 'punti' e le 'virgole' sarebbe bene che si aspettasse il bel pacco natalizio. Forse, ci saranno i definitivi punti e le definitive virgole. Est arribande...
Anninnia Sig. Gigi Sanna...
"Quanto ai 'punti' e le 'virgole' sarebbe bene che si aspettasse il bel pacco natalizio. Forse, ci saranno i definitivi punti e le definitive virgole. Est arribande..."
Non si preoccupi che qui non spaventi nessuno...le sue sono minacce da "codice penale" l'unica cosa che mi impaurisce sono le cose che afferma... per Natale le regalo due imbuti...così si potrà arrampicare meglio sugli specchi
Parla di denunciare e poi non lo fai mai...e sopratutto denunciare per che cosa? perchè io e lei la pensiamo in modo differente?
Se "l'ultimo archeologo"...il prof. Atzeni si decidesse a pubblicare i risultati di uno scavo fatto 50 anni fa, se non di più...probabilmente potremo anche riparlarne e ho come il sospetto che non sarei io a uscirne con la coda tra le gambe.
Intanto il "pasticcione Zaru" le ha già dimostrato più volte che lei non regge un discorso serio basato su dati archeologici, e sinceramente non mi interessa neanche averlo perchè da lei sento di non aver niente di utile da imparare, al massimo mi può insegnare a minacciare sotto le righe. Si è sempre mostrato pronto ad offendere e mai al dialogo... non risponde mai con dati validi, ma sempre con frasi che sminuiscono la mia persona, che sicuramente non ha intenzione di giocare con lei a chi ha il legnetto più grosso.
Le lascio sicuramente scettro e corona, quello scettro che le si addice, rendendola SU MERI MANNU DEL LINGUELLISMO SARDO!
Come bene lei avrà visto, non ero più intervenuto fino a questo momento, perché tirato in ballo.
Fino a prova contraria, lei, è sempre stato quello che si è espresso in maniera volgare nei miei confronti e non il contrario... è un peccato, perchè la ritengo una persona intelligente, uno che avrebbe potuto dare tanto alla Sardegna, se solo avesse affrontato lo studio con dati provenienti da scavi, invece che con reperti sempre e solo fuori contesto!
Tra l'altro, io non ho mai parlato di essere un paladino della scienza, ne tanto meno un archeologo, ne tanto meno un dottore... mi piace l'archeologia, mi appassiona... le sue teorie meno! Risponda con i dati invece che con gli insulti, vedrà che probabilmente l'atteggiamento nei suoi confronti cambierà!
Se vogliamo dirla tutta, la sua teoria di "nuraghe interrato" non regge niente niente e dimostra di non essere un esperto conoscitore di nuraghi... e neanche di pozzi sacri.
a risentirci presto... voglio proprio vedere quel pacco di cui parlava... se arriva.
cordialmente
Mirko Zaru
Rileggendo meglio ho notato anche questo suo passo:
"Gianfranco Pintore non è la prima volta (devo citare i post?)che prende le distanze da una tale brutta persona.
Naturalmente essendo il soggetto di tale caratura, quando si documenta si documenta alla sua maniera: con precipitazione, mescolando, pestando,condendendo con tutto ciò che gli capita a tiro, con miopia da talpa, estrapolando dati purchessia, anche per il complesso puerile di far vedere quanto ne sa. Il rigore e la prudenza nel soppesare ciò che dice non fanno mai parte del suo mondo."
Mi sembra che fino ad ora, quello che si è documentato male, non sono io. Ha preso un po di fischi per fiaschi e non sono stato solo io a riprenderla sui suoi errori, ma anche persone che sono del mestiere... qual'è il suo mestiere?
E' archeologo?
Mi definisce... una "tale brutta persona" ... come si permette? Lei mi sta calunniando in un Blog dove centinaia di persone leggono quello che scrive. Si rende conto? Mi sta offendendo sul personale, mentre io ho parlato di non condividere le sue opinioni. Non capisco come si permette, lei mi mette in cattiva luce con le persone che leggono, lei mi diffama.
Dobbiamo passare a vie legali?
Pretendo da lei delle scuse ufficiali!
E non si permetta mai più!
:D
Scherzo Sig. Gigi, non m' importa di quello che pensa la gente su di me.
Si faccia un sorriso!!!
"Giove dall'alto sorride degli spergiuri degli amanti"
"Chi sa ridere è padrone del mondo."
Mirko,non sarà parente di un certo Phoinix?
Pazienza.
A quanto pare, non è utile cercare di essere equidistanti: si viene accusati di essere ambiguamente ostili (ed invitati a vergognarsi), da persone gentili che - dopo avere elencato tutte le sottili nefandezze nostre - ci offrono comunque di chiudere così la questione.
Ma - d'altro canto - si vede anche troppo bene come non sia utile neppure discutere con decisione su punti precisi, come ha fatto Mirko: si genera lo scontro verbale che (non lo avevo paventato poco prima?) diventa anche violento.
Nel restare anonimi non so bene che cosa si guadagni, dal momento che - oltre al litigio verbale e violento, ci si ricava pure la disapprovazione da parti di quelli che hanno la parola "vigliacco" sempre pronta sulle labbra, salvo poi scrivere amenità illeggibili a loro volta, persino firmate (in certi casi,sì, è preferibile restare anonimi.
Vorrei chiarire - doverosamente - a G. Sanna ed Aba Losi che
1) "il mio tono di sufficienza e di apparente neutralità" è stata un'interpretazione soggettiva del sig Pilloni.
2) la "sentenza inappellabile" secondo la quale nella sostanza della scrittura nuragica manca la Dimostrazione risponde - ahimè - per il momento ancora ad uno stato di fatto (del quale, se sono il primo ad essere dispiaciuto, mi dispiace anche di essere quasi il solo ad affermarlo chiaramente, in questa folla).
Ma sicuramente non ho mai avuto l'intenzione di pronunciare le considerazioni di merito negative che qualcuno - chissà perché, poi? - mi vuole attribuire forzatamente.
Anzi, ho più volte affermato che ammiro la vasta mole di lavoro traspare e che invidio l'assoluta dedizione a quella che ho scherzosamente definito una Causa, ma dalla quale mi attendo ancora altri e nuovi risultati e che seguo sempre con interesse...
3) la "firma" del mio intervento sotto accusa ("una serena tavoletta medioevale del Sinis") va letta con un sorriso: in fin dei conti, poi, non va letta avulsa dal resto del testo, (che si deve ricordare è una contro provocazione a quella che Aba ha definito - lei per prima - una sua provocazione).
Non mi piacciono i toni che assume talvolta questo blog. Non mi piace che s'interpretino troppo gli interventi, invece di leggerli. Sembra che qualcuno sia sia arrogato il ruolo di fare litigare chi compare in queste pagine, che altrimenti potrebbero essere anche - oltre che interessantissime - anche un'isola di serenità: se ho voglia di litigare, posso benissimo andare a fare un giro in auto per Roma.
Insomma: io non avrei difficoltà alcuna ad incontrarmi di persona con i promotori di questa (che potrebbe essere una piacevolissima) chiacchierata. Anzi, ne avrei moltissimo piacere. E sarebbe un incontro nel quale probabilmente vestirei i panni di uno scolaretto quasi costantemente: non credo che sarebbero numerosi i momenti nei quali potrei io insegnare qualche cosa. Domande, quelle sì: ne farei molte, perché sono uno studente vispo ed attento...
Un caro saluto a tutti.
Maurizio Feo
No cara brutta persona, anzi bruttissima.Io non scherzo con i super -pasticcioni nè tantomeno intendo scherzare con persone incoscienti,con coloro che affermano ad es. che l'avv. Meloni di Norbello (è lui quello che mi ha fatto vedere la pietra di Abbasanta e non altri)adopera le chiavi o altro per tracciare i segni (devo proprio postare il suo post scellerato?); nè scherzo con coloro che dicono impunemente in un forum , gettando fango e fango, che l'anello di Pallosu proviene da uno scavo clandestino (e cosa ne pensa il prof. Zucca in proposito? Non è lui che per primo ha visionato l'anello'? Ha detto mai che proviene da uno scavo clandestino?); nè intendo scherzare con chi mette continuamente dei sospetti che gli oggetti scritti presentati in questo blog sono dei falsi. Devo chiedere a Pintore di sbattergliele in faccia tutte le insinuazioni, le provocazioni dietro le quali, oltre il resto, sappiamo tutti bene chi c'è? Guarda guarda, ora mi cita l'Atzeni e solo ora che l'ho spronato come l'ho spronato! E cosa fa il soggetto? Scaraventa (more solito)fango sul prof. Atzeni. Il mio libro attesta quanto questo archeologo abbia sbagliato, a mio parere, sull'interpretazione del cosiddetto 'brassard' di Is Locci -Santus. Ha sbagliato e basta,e tutto, almeno per me, finisce qui. Sarebbe strano che non si sbagliasse mai in una scienza non esatta com'è l'archeologia (questo lo dice Lilliu sa, mica un frillo come Gigi Sanna). Ma affermare che uno sbaglia è un conto, dire anche che forse non sa dove è finito un oggetto è un conto ancora, dire però che non fa il suo dovere e nasconde disonestamente le sue magagne dopo tantissimi anni è davvero gravissimo. In fondo in fondo non lo si accusa di aver fatto un enorme falso e di aver celato di proposito le prove di quello stesso falso?
E poi si osservi il bel confronto, davvero il colmo del ridicolo, tra il prof. Atzeni e il prof. Zaru (...'non sarei io [Zaru] ad uscirne con la coda tra le gambe'). E come no? Umilissima persona, prudentissima persona il Big Boy del noto raccontino di Oschiri!
Quanto alle risposte (che per il piccolo pappagallino non darei), avevo pensato proprio di non darle, data l'indecenza, dal momento che ha presentato le prove (i disegni 'scientifici' con gli scalini 'scientifici') che ha purtroppo presentato. Comunque le ho date, le ho date. Non ha capito? Non è cosa strana in lei. Se lo faccia spiegare questo dal suo maestro firmaiolo, vispo vispo com'è, cos'è il rigore nella presentazione delle prove. Anche 250 firme sono prove rigorose, usate universalmente nella scienza.
Io poi non mi reputo un archeologo, come tante volte ho detto, anche se so quel tanto che basta per una disciplina difficilissima che coltivo da tantissimo tempo. Ma so bene cosa voglio dire, per simbologia, quando dico il nuraghe 'interrato', cioè il 'fallo' interrato, l'elemento maschile taurino unito ed opposto a quello femminile. Ma questo non si sforzi di capirlo...
Un' ultima cosa: non voglio affatto che l'atteggiamento nei miei confronti, che sia il suo o quello del suo maestro o quello ancora dei vari phoinix/arrubiu anonimi, cambi. Perchè proprio non ci tengo ad essere in una truppa di tali soggetti di tale grigiore e di tanto malanimo.
'Chi se ne frega' (Murru)!
Quanto al bene della Sardegna, chissà, lo faccio forse anche nell'atto di mortificarmi nel contrastare persino quello che, a ben vedere, non vale proprio la pena di contrastare.
Non saprei, considerando che non ho parenti che si chiamano Phoinix!
Nel mondo, e anche in Sardegna, penso di non essere il solo a non condividere le teorie del sig. Gigi.
D'altronde se tutti fossero concordi, questo spazio non avrebbe ragione di esistere, o mi sbaglio?
Il sig.Phoinix potrebbe addirittura offendersi, considerando che io sono "tale brutta gente" come dice Sanna
@ Maurizio
Anche a me non piacciono i toni troppo spesso assunti nelle discussioni. Di tanto in tanto lancio qualche appello alla moderazione di tali toni, ma, si parva licet, mi sento come deve sentirsi Napolitano quando li fa al bestiario politico.
Tanto che sto maturando l'idea che il bipolarismo in politica si sia trasferito nella discussione culturale. L'asperità, anche forte e radicale, sempre ben venuta perché da il segno della partecipazione e della passione, qui come là si trasforma in insulto e, spesso, in delegittimazione.
Forse, se cominciasse la cultura a considerare chi dissente avversari e non nemici, potrebbe di questo contagiare la politica e viceversa. Io dico che vale la pena di tentare. A cominciare dalle aggettivazioni delle tesi non condivise.
@Zaru
la cosa importante non é l´assegnazione fonetica del segno di scrittura ASh-che peralro cambió nel corso della sua storia-ma il fatto che SIA un segno di scrittura. Un conto é la lingua e un conto l´alfabeto e/o lo script
SENTI SENTI...il bue che dice cornuto all'asino!!!
Mi sembra che non sono io ad aver scritto un libro di oltre 400 pagine sulla "scrittura nuragica" ...che vede solo lei, su delle matrici medievali!
... e lei parla di prudenza...
Poi, il mio confronto non era rivolto alla discussione con Atzeni, ma a quella con lei!
Se si prende la briga di leggere su altri forum, non ho mai avuto problemi a dire la stessa cosa, su Atzeni e lo ribadirò ad oltranza!
Deve pubblicare quella relazione, è di fondamentale importanza!
Si guardi Zervos... e troverà l'assenza dei suoi gradini, che oggi sono veramente spropositati, e un piano di calpestio ben diverso dall'attuale!
Continui ad offendere; presto, quando ne avrò tempo, risponderò nel dettaglio a tutte le sue affermazioni, senza nessun problema aggiungerei.
Per il momento mentre lei gira la maionese continuerò a schiacciare con il dito il tubetto che ho in frigo!
Ho detto, brutta persona, 'chi se ne frega!', non hai capito! Almeno questo? Non dico che tu debba capire altro...magari di cunei!
Mi sembra comunque legittima la domanda sollevata da Zaru; se il pozzo fu ricostruito arbitrariamente, come considerare le varie simbologie, i numeri, gli orientamenti etc?
Non è vero che ha sollevato una domanda. Ha insultato subito con i numeri da giocare al lotto o per altro ancora. In più, con una sufficienza assurda, incredibile in chi dice d'essere solo un modesto 'appassionato', ha mostrato documenti per niente validi come se fossero validissimi e probanti. Cioè aria fritta ( e credo che non sia il caso di discuterne). Che il pozzo sia stato ricostruito arbitrariamente potrebbe essere vero ma è tutto ancora da dimostrare. Non crede? Pertanto il mio 'stranamente' (ripeto) di tipo numerico resta in gioco. O no? Soprattutto in considerazione del fatto che i nuragici accompagnavano di proposito geometrie ai numeri e numeri alle geometrie, nonchè valori fonetici ad entrambi. Ad es. il quadrato (o quattro lineette verticali) è anche il numero quattro, ma spesso significa, se inserito come logogramma, la 'forza'. Ma c'è, a mio parere, di mezzo anche l'astrologia, ovvero un preciso riferimento agli astri. Certo: ci vogliono documenti e documenti. Prove, prove, prove. Io lavoro per questi e solo per questi. Forse lo sa.
Ma perchè, o anonimo, non si manifesta? La domanda di chiarificazione la trovo ( senza ironia alcuna) semplice e urbana.
Per coerenza però non avrei dovuto rispondere.
Guardi che il pozzo non è stato spostato,è stato sempre in quel punto,con i medesimi orientamenti.
KinaKu
@anonimo e @sanna
...indipendentemente dalle vostre diatribe (Sanna-Zaru), è emersa una questione che meriterebbe di essere approfondita...per me le Sue considerazioni Prof. Sanna rimangono degne di interesse, tuttavia, se invece di scontrarVi discuteste costruttivamente sulla questione "ricostruzione pozzo Santa Cristina"...qualcosa di buono potrebbe emergere...parlo da semplice "interventore" e Vi chiedo lumi sulla questione...Grazie
A guardare bene sono stata la prima a chiedere bibliografia sulle ricostruzioni di Santa Cristina portando come esempio Is Pirois e Sa Brecca, non sono Zaru e non so neanche chi sia. Solo non avevo capito la precisione dei numeri portati dal Prof. Sanna in relazione ai miei umili dati da anonima su Santa Cristina. Cosa devo trarne allora da tutto ciò ? Si risponde solo se ci si affronta a viso aperto firmandosi ? Cosa cambia ? Si aspetta invano una moderazione delle discussioni da parte di chi ci ospita, anonimi e non ? Si aspetta il buon senso e il self control di chi scrive ? Se si accetta una critica, e qui mi rivolgo a Pintore, mi sembra, leggendovi, che qui stia prendendo piega il contrasto tra chi ha ragione e chi ha torto non sono ammessi quelli che vogliono vedere nel mezzo e quando non si sa come controbatterli ci si appella al "non ti rispondo perchè non so chi sei". Se prima avevo dei dubbi sul funzionamento di questo blog, adesso ho delle conferme. Vi prego riproponete il sondaggio sugli anonimi e poi contatevi in quanti siete rimasti. Non fate di questo luogo di incontro un negozio con delle vetrine dove uno passando decide di entrare o no a seconda del prodotto che vi è esposto.
A Maurizio Feo
Mi interesserebbe molto capire meglio cosa intende quando afferma che si tratta di “una questione di interpretazioni e punti di vista”. Provo a circostanziare meglio il mio pensiero.
Io intendevo sottolineare come, a mio modo di vedere, una certa parte della ricerca archeologica sia ostaggio di un pregiudizio culturale: nel tracciare i quadri storici si fa spesso appello a una certa prudenza che, a guardar bene, è cautela usata solo per certi argomenti e non per altri che ne meriterebbero almeno altrettanta; alcuni campi di indagine non vengono mai battuti; c’è stata è c’è tuttora la volontà di non cogliere le opportunità che arrivano da altre discipline e di non considerare, neanche quando valide, ricerche extra-accademiche. In certi casi e per certi argomenti buona parte degli studiosi appaiono quasi pervasi da una sorta di "rigidità da dimostrazione matematica", per altre questioni invece paiono non saper tenere conto neanche del semplice rasoio di Occam. Solo alcuni esempi, perché il folletto delle metatesi è sempre in agguato: come mai si è potuto ritenere che i Fenici fossero approdati in Sardegna in tempi per i quali non vi era nessun riscontro archeologico (non posso scendere nei dettagli perché ora non ho i miei libri a disposizione), argomentando addirittura che tali riscontri sarebbero certamente emersi in un futuro? Perché, d’altra parte, si è dovuto attendere Ugas perché qualcuno si occupasse in modo serio e sistematico di una questione fondamentale come “Srdn=Nuragici?”, questione ritenuta dai più, “prudentemente”, quasi da fantaarcheologia? L’attacco lavoro di Frau: la questione tzunami-Atlantide è del tutto secondaria in quel lavoro, è un’ipotesi suggestiva, niente di più, non credo ci sia qualcuno che non sia ben consapevole di questo, eppure Frau è stato massacrato solo su quel punto, senza che nessuno abbia mostrato alcun interesse per la questione “colonne” che fuori dalla Sardegna è stata accolta da molti studiosi con entusiasmo e discussa addirittura all’Accademia dei Lincei.
Per quanto riguarda la questione della scrittura nuragica, lei cosa intende per prova decisiva?
Io credo che chiunque sia avvezzo a studi di carattere scientifico non possa non essere d’accordo sul fatto che in Sardoa Grammata il rigore logico delle deduzioni sia impeccabile: a me ora pare impossibile che le tavolette di Tzricottu possano non contenere scrittura. Dall’altra abbiamo uno studio, compiuto da uno studioso non competente in epigrafia, in cui si argomenta di apparenti similitudini con elementi decorativi di tavolette bronzee medioevali: a me pare pochino per poter trarre delle conclusioni che annullino 600 pagine (per stare soltanto a Sardoa Grammata) di pregnanti argomentazioni di carattere epigrafico. La scelta di preferire la tesi delle decorazioni alla tesi della scrittura non mi pare affatto ovvia, e qui non posso non tirare nuovamente in ballo il pregiudizio culturale di cui ho parlato sopra. Per di più, il fatto che la "tesi delle similitudini decorative" sia stata oggetto di pubblicazione su rivista specializzata potrebbe aprire tutto un dibattito, non secondario in questa disputa, su cosa si intende per “studio scientifico” in archeologia: sin dove si spinge, ad esempio, la possibilità di affermare che qualcosa assomiglia a qualcos’altro piuttosto che a qualcos’altro ancora, rimanendo in ambito di scienza?
Saluti
Pietro Murru
@ Anonimo delle 15,06
So benissimo che l'importanza delle questioni poste non dipende dal fatto se si sia o non si sia anonimi. E però credo lei comprenda come di notte tutti gli anonimi siano uguali ed è difficile, per chi è chiamato a dare una risposta, sapere a chi si risponde. Almeno un soprannome sarebbe opportuno.
A me non pare che tutti chiedano di schierarsi anche se l'indisciplina (fare un commento, per esempio, in una discussione non pertinente) da questa impressione. A volte, pateticamente, cerco di impormi, ma anche lei interviene su Santa Cristina nella discussione aperta da Aba Losi sulle tavolette di Tzricotu. Che fare? Impedire le deviazioni o considerare che è decisamente più importante avere uno spazio in cui dialogare e/o bisticciare in libertà?
Parafrasando Churchill, la libertà è il peggior modo di esprimersi, salvo tutti gli altri. Ha anche i costi che lei dice, tutti gli altri sono molto più onerosi.
Dia retta a me, dia il buon esempio e si scelga un nomignolo che immediatamente la indentifichi. Sono convinto che piano piano le cose miglioreranno.
Caro Mirko Zaru,
di che si stupisce?Certo che non siamo parenti, però qualcosa che ci accomuna c'è...vero Sanna?Che c'è che non va ancora una volta? Forse forse che quello che le ha detto Zaru, semplicemente, tira una spallata bella forte a tutte le questioni numeriche di gradini e robe vaire? Questa era proprio fantastica guardi! Io stesso ricordavo, ma non con tale precisione, che il dromos o comunque una buon parte del pozzo sia stata "restaurata". E, come in tutti i restauri, c'è sempre (purtroppo ma forse inevitabilmente) una qualche percentuale di soggettività. Davvero curioso che adesso Sanna si schieri dalla parte dell'archeologo...non vi pare? Ora che gli conviene l'archeologo è stato "perfetto", tutti i gradini al loro posto. Altre volte...ahi l'archeologo! Incompetente, messo lì senza arte nè parte...poi...bum...archeologo bravissimo. Solo io ci vedo un pizzico di opportunismo?Come sempre, ognuno faccia le riflessioni che vuole, io le mie. Tutto ciò è valso a Mirko Zaru la medaglia di "persona bruttissima"..che magari ci meriteremmo anche io e Arrubiu. Cosa abbiamo fatto di male caro Sanna?Che se lei dice che i numeri dei gradini "nascondono" chissà che e poi scopre che sono tutti posticci? Capisco bene l'imbarazzo, e in questo le sarò solidale. Così come quell'iscrizione che tanto odia... certo che non le fa molto onore..perché caro Sanna, più si scrive più si rischia di non scrivere cose esatte. Poi magari non guasterebbe un pò di sano buon senso per ammettere quantomeno una "svista" anziché dire "chi se ne frega" (quanto le piace poter attingere sempre nuovi scudi eh?Prima inneggiava all'apologia dell'anonimato, ora si appropria del nuovo motto che torna bene sempre: "chi se ne frega..). Dunque non si offenderà se le dico che di fronte a Sardoa Grammata me ne frego altamente di tutto ciò che è scritto, però a differenza di lei non lo faccio per partito preso ma per averlo letto.
Aspettiamo il pacco di Natale dunque, quanto le ci vuole per prepararlo?Mancano nove giorni!
La vipera cornuta (bel geroglifico tra l'altro!) saluta tutti!
PHOINIX
E bravo Mirko Zaru virgola anzi bravissimo virgola solo il tempo di organizzarle virgola ci farai conoscere virgola magari con qualche centinnaio di pagine scentifiche virgola i tui di vista punti e vigola punto
cordialmente a presto
Giusto per aggiungere qualche elemento a quanto già detto, propongo la sezione e la pianta del pozzo di Santa Cristina nel 1954 a pochi anni dal restauro.
I rilievi dello Zervos prima del 1954 con ipotetica ricostruzione.
E un regalino per chi non l'avesse mai visitato, sempre da parte mia in collaborazione con l'Archeotour!
<a href="http://www.archeotour.net/santacristina>Visita Virtuale del complesso nuragico!</a>
A Pietro Murru:
Ha reso perfettamente chiaro il suo pensiero, sig, Murru. Una cosa mi è certamente chiara: chi scrive così tante cose, tutte insieme, fa indubbiamente tesoro del consiglio di Schopenauer, nel suo famoso libretto "l'arte di avere ragione". Amplifica quanto più possibile il discorso, immetti sempre nuove notizie, impressioni, espressioni difficili e desuete, dati difficili e vari, in modo da confondere l'avversario, il quale - nel tentativo di rispondere alle tue inarrestabili ed abbondanti controrisposte - non farà certamente una bella figura col pubblico, annasperà, balbetterà, perderà tempo a decidere su quale tema sia da affrontare per primo...
Alla fine getterà la spugna.
Non è solo questione di punti di vista: è anche una questione di retorica e di figure di linguaggio, quindi.
Lei ne fa abbondante uso: "rivoltare il discorso", la danza del folletto della metatesi, le rasoiate di Occam e via così...
Le avevo risposto, all'inizio, portandole l'esempio di un'altra Cultura trascurata, malintesa, oltraggiata etc, senza che alcuno sollevi questioni etniche mal risolte e mai sopite a sua difesa. Era un'idea, un esempio, che lei stesso mi aveva portato alla mente, citando il fenomeno di convergenza dimostrato dal pozzo di Garlo...
Ma ora - mi dispiace - non desidero seguirla nei suoi esercizi dialettici e polemici.
Personalmente, li trovo fine a se stessi.
Ma rispetto le sue opinioni: ci tengo a dire che sono solo sue e che io non condivido affatto.
MF
Giusto per aggiungere qualche elemento a quanto già detto, propongo la sezione e la pianta del pozzo di Santa Cristina nel 1954 a pochi anni dal restauro.
I rilievi dello Zervos prima del 1954 con ipotetica ricostruzione.
E un regalino per chi non l'avesse mai visitato, sempre da parte mia in collaborazione con l'archeotour!
<a href="http://www.archeotour.net/santacristina>Visita Virtuale del complesso nuragico!</a>
Blogger... che casino!
Giusto per aggiungere qualche elemento a quanto già detto, propongo la sezione e la pianta del pozzo di Santa Cristina nel 1954 a pochi anni dal restauro.
I rilievi dello Zervos prima del 1954.
Si conservava fino al 13 gradino a dpochi anni dal restauro.
La copertura del vano scala aveva solo 7 elementi.
Il piano di campagna era quindi molto più basso.
Inserisco una ipotetica ricostruzione basata su accurato studio di tanti monumenti sparsi nell'isola.
I rilievi dello Zervos prima del 1954 con ipotetica ricostruzione.
E un regalino per chi non l'avesse mai visitato, sempre da parte mia, in collaborazione con l'Archeotour!
Visita Virtuale del complesso nuragico!
Mirko:
il link per vedere i rilievi di Christian Zervos non funziona.
MF
Oh, finalmente ci sono riuscito!
E bravo Mirko Zaru virgola anzi bravissimo virgola solo il tempo di organizzarle virgola ci farai conoscere virgola magari con qualche centinnaio di pagine scentifiche virgola i tui di vista punti e vigola punto
cordialmente a presto
... XD
...magari si scrive "scientifiche"...professorone!
Dimenticavo ance "centinnaio" ...forse è meglio "centinaio" e tuoi al posto di "tui" ... Vabbè...la vecchiaia!
ance... :D
si alcuni errori per la fretta virgola
macchè professorone punto
Ma tu sei solamente una matrice tutto punti e virgole punto
Che banda di Phoinixiatori.Qui volete fare scuola a tutti,le andiamo a vedere da altre parti le sparapacchiate che fate?E voi vorreste risolvere la questione nuragica????Vorreste comprendere i segreti dei monumenti????Delle scritture???Vorreste,ma non potete. Spiacente.Siete i pelapatate dell'archeologia,solo rissa sapete fare.Mandate in avanscoperta il sig.Phoinix e poi ecco quà a uno a uno,cacciate fuori il naso.Eppure il sig.Phoinix,sembrava così una brava persona,sono delusa delusissima,vergognatevi.
Maria Popora
SIETE OFF TOPIC.
Mirko
Questo argomento era intitolato..."E va bene, parliamo di Tzricotu. Con calma, per piacere"
Come frequentemente accade, il discorso ha preso altre vie ed è sotto gli occhi di tutti gli amici lettori la frenesia di chi vuole distruggere anziché contribuire a far luce. Solo pochi interventi sono riusciti a chiarire qualche punto oscuro, poi...il caos, gli insulti, gli attacchi...sembra di essere all'asilo, ovviamente anche io sono da inserire nel mucchio dei disturbatori, nessuno è da escludere.
Vediamo quanti post ancora vogliamo proporre prima di rientrare nei ranghi e ricominciare a parlare di tzricotu.
Caspita phoenix è archeologo!Ma non diceva che si intendeva solo un pochino di archeologia?
Quello che mi colpisce è che invece di imbastire una discussione seria si passi immediatamente alla lotta.
Forse discussioni serie non se ne possono fare,aggressioni si.Deve essere un vizio,uno stile di vita.Chissa?
Andrea Brundu
Allora phoenix,questa scrittura a cuneo,come l'ha presa?Ci può gentilmente consigliare un testo,di quelli suoi della sua biblioteca?
Oppure è confuso e vede anzichè un cuneo una linea,o una serie di punti?
Se si blocca alla prima lettera,come farà per le altre?Aspettiamo con ansia le sue domande,quelle dell' esperto.Siamo curiosi su cosa si inventerà per dare la spallata finale.Occhio però,moderi la forza,altrimenti tira giu tutto il cuneiforme, geroglifico,protocananeo e l'allegra compagnia.
Andrea Brundu
Guardi phoenix,la voglio aiutare,non è un chiodo fossile,e neanche una wāw di strana forma.Una decorazione di una fibula medioevale?Ma che dice l'ha guardata bene?Un triangolo?Di che tipo isoscele?Oppure scaleno?
Aspettiamo le domande phoenix. attenderemo spero non invano.
Andrea Brundu
Andrea Brundu è proprio infogato!
Ma ancora pare che non abbia capito quali sono le decorazioni a punto e virgola.
"Fingi una virtù, se non ne hai."
William Shakespeare
No signor Zaru, la faccenda è diversa: è lei che non distingue un cuneo da un triangolo. Ma ammettiamo che il cuneo semplice, il cuneo dei cunei, sia troppo esotico e inconcepibile per lei, nella sua essenzialità. Allora prenda la tavoletta A3 a pg 94-95 e cerchi il segno sulla destra subito al di sotto dell' antropomorfo "figlio". E' la lettera 30 dell' alfabeto di Ugarit, un cuneo inserito in un insieme di 6 triangolini; è di totale ascendeza mesopotamica (segno mu) e rara, perfino negli scritti di Ugarit. Destinata poi a scomparire nell' aramaico e nell'ebraico, non è neppure chiaro che suono avesse. A parte il valore fonetico e di scrittura, è posizionata (a mio parere ovviamente) in modo strategico a fianco del Signore morto: è la lettera della morte "apparente" (della Luna o altro principe divino) ed il seme della futura rinascita. e' il momento dell' assemblea degli Dei in mesopotamia, si raccolgono per fare un giudizio, che diverrà poi visibile con la divinazione associata alla prima crescente. Si ricorda Osea 6:2? immagino di no: "Dopo due giorni ci ridarà la vita ed il terzo giorno ci farà risorgere". La nota a margine, ansiosa di riportare sulla retta via il lettore non pensante e che si sente rassicurato dagli "esperti" (una razza molto prolifica), dice "espressione che indica un periodo più o meno lungo": ovviamente la connotazione lunare è totalmente ignorata come pure il legame evidentissimo con Cristo.
Ma ignorata non con una argomentazione dialettica: negata con il silenzio, la tecnica distruttiva del silenzio. Tanto utilizzata qui, da coloro che leggono ma non si esprimono- quelli che si nascondono dietro il muro del silenzio-, come in generale in ambito accademico. Un ambito che non si sta accorgendo quanto ha perso in freschezza utilizzando sempre più i protocolli, i paletti rigidi, i confini concettuali invalicabili; che non si accorge che la perdita della interdisciplinarità è una condanna a morte per la conoscenza. Ma questo è un discorso troppo lungo e doloroso, ne sperimento gli effetti ogni giorno. Pensi che sono convinta che studiare una lingua matematica come l' accadico, risolverebbe molti dei problemi di metodo che i miei poveri studenti hanno in Fisica.
@zaru
Per essere precisi,e badi che non ho nessun pregiudizio nei suoi confronti,dovrebbe dire che non si è spiegato,non che gli altri non hanno capito.Difetto espressivo che riconosco purtroppo,anche in altri.
Quegli stessi altri che dichiarano avere biblioteche di alto livello, che nessuno ha letto tranne la propria persona.quei medesimi,che invece di soffermarsi in un ragionamento,sono insofferenti all'idea di discutere alla pari.
Sono loro che trascinano le discussioni in rissa verbale,offendono e pretendono di non essere offesi.
In quanto alla sua citazione gliene faccio una a mia volta:
""Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.""
Rabbì Yehoshua ben Joseph (Mt.23;13)
Andrea Brundu
Ahi Ahi Ahi
Mi cascano le braccia...
Senza presunzione ma con immensa sincerità: ...che noia...che miopia...
C'è bisogno che ricordi a tutti, scremando dal contorno, ciò che è appena successo?
Qualcuno ha sostenuto tutta una "teoria" sulla questione gradini del Pozzo si S. Cristina, qualche altro ha "dimostrato" che quei gradini, così come appaiono adesso (=nella posizione che ha ispirato la "teoria") non corrispondono all'architettura originaria ma sono stati risistemati in età contemporanea. Ergo se ciò non smonta completamente la teoria, quantomeno la ridimensiona pesantemente.
Ma come ve le volete sentir dire le cose allora? Continuate a non volerci credere? Sarebbe abbastanza grave, un conto è la fantasia (che piace a tutti) un altro conto è la realtà (che non piace a tutti).
Forse in accadico, con l'aiuto della Losi, vi sarebbe tutto più chiaro.
PHOINIX
Vedi Zua', cosa produce l'indecente anonimato. Io non so chi abbia postato l'attacco a Zaru sul piano della correttezza dello scrivere. Dico che, chiunque egli sia, è un vigliacco; anche se in fondo dovrei infischiarmene, perchè ce l'ha con una 'bruttissima' persona. Credo che Big Boy, con la sua dietrologia, al solito malsana, irreversibilmente malsana, forse ha alluso al sottoscritto data la mia ...vecchiaia (però me le la porto bene sai!). Dimentichi forse che sulle tue sgrammaticature 'epigrafiche'( c'erano di mezzo proprio i tuoi(?)punti e virgola e Donna-I Masala) ho imbastito il raccontino del cavaliere di Oschiri? O non l'hai letta bene la satira epigrafica? Non ti ho persino detto, in un altro post, che un certo pezzo non era farina del tuo sacco perchè troppo ben scritto? Io non uso l'anonimato, io uso firmarmi. E lo sai bene. Da sempre. Però, lo devo sottolineare, in questa circostanza tu sei in qualche modo superiore all'anonimo, perchè sarai quello che sarai, ma non sei un 'vigliacco da muretto a secco'. L'anonimo poi potrebbe essere tanto vigliacco da aver scritto quello che ha scritto per mettere ancora più zizzania e provocarti, perchè a tua volta mi provocassi.
(Segue).
Torniamo in argomento. Sul segno del Samek (la cui densa simbologia è stata illustrata in modo così chiaro ed ampio da Aba Losi) non posso che riportare per intero ( (per aiutare in qualche modo i geniali linguellisti) la nota del mio saggio alla p.119.
'Si noti, nella parola che specifica il casato [dell'ABa-y Dhe Ha THo S], la scelta 'totale' del sistema ugaritico che consente il raffinato lusus d'essere, nell'ordine, le prime 'tre' consonanti, corrispondenti all'ottava, alla nona e alla decima dell'alfabeto canonico; mentre l'ultima è la 'trentesima' o, se si vuole, la 'terza' dell'alfabeto non canonico che, come si sa, è composto da 27 lettere.
L'ultima lettera (un fonema identico o assai simile alla 's') fu aggiunta(c. Fronzaroli 1955, p.21 e Naveh 1982, cit. p. 31), assieme ad 'aleph + i e 'aleph + a, in un periodo avanzato dell'ugaritico per indicare solo suoni stranieri. Il dato è quantomai importante non solo per l'adattamento fonetico dell'ugaritico al sardo nuragico ma anche per la datazione dei documenti dal momento che, conoscendosi, grosso modo, il momento del declino del codice alfabetico della città siriana (in ovvia corrispondenza cronologica con la distruzione della città, avvenuta nel XII secolo a.C.) e in base alla stessa conformazione delle lettere consonantiche protocananee del documento di Tzr. A3, che sembrano per tipologia appartenere al periodo tardo (si veda ad es. il 'mem') essi non possono essere posti cronologicamente, a nostro parere, se non tra il XIV ed il XIII secolo a.C.
@Phoinix
non farebbe male neppure a lei sa studiare l´accadico?era la koiné del II millennio e perfino i suoi antenati la parlavano-ammesso che lei non sia emerso dal nulla, che lei non sia una piaga piombataci tra capo e collo dallo spazio sconosciuto (cosa che non mi sento di escludere totalmente)
Qualora avesse dei dubbi,assicuro al Sanna che chiunque abbia fatto il commento allusivo all'età non sono io,sia per il rispetto che continuo a portarle come persona, sia perché non so quanti anni ha, sia perché l'età va di pari passo con la saggezza,spesso almeno. Non mi permetterei mai, anche se lei ha usato toni piuttosto duri nei confrnnti dei suoi "avversari" anche scendendo sul personale. Io continuo a preferire parlare di fatti.
Dal suo ultimo post su questa pagina si capisce molto bene dall'ultima frase "e in base alla stessa conformazione delle lettere consonantiche protocananee del documento di Tzr. A3" come proceda il suo metodo scientifico. Ciò che dovrebbe contribuire alla certificazione di Tziricotu assolve a questa funzione sulla base di Tziricotu stesso. Questa viene generalmente chiamata "circolarità d'argomentazione" ed unanimemente riconsociuta come una falla evidente del ragionamento deduttivo. In secondo luogo Ugarit viene distrutta attorno alla fine del XIII-inizi XII sec. a.C. Così come per lei,come per me e tutti i nostri contemporanei, 50 anni sono un lungo periodo di tempo, succedono tante cose in 50 anni. Sarebbe meglio essere più corretti. Ma in tal modo si scriverebbe certamente di meno. Ma meglio forse.
Ora mi godo ben bene il suo pacchetto natalizio dell'ultimo post!
Un affettuoso saluto.
PHOINIX
Che coraggio che ha PHOINIX a parlare di argomentazioni circolari, che coraggio. E intanto svicola sul samek; che ci fa un segno di quel tipo su Tzricotu? che ci fa il segno alla sua sinistra, dentro la protome taurina? lo sto chiedendo a lei, non a Gigi Sanna.
E non provi a mandarmi affettuosi saluti, non sono in vena, l´influenza mi ha lasciato una brutta emicrania.
Perché NON è circolarità di argomentazione?!?
PHOINIX
Ah beh, se uno prende solo 3 righe-che gli fanno comodo-ed evita di riportare quello che c´é sopra lo diventa. E´un giochino che sa fare chiunque: circolare quanto il dire i nuragici non potevano scrivere ergo se si trovano documenti nuragici non sono nuragici. Al massimo sono falsi. Peccato che magari l´assunto é sbagliato, con tanti saluti al paletto. Ah, e non ci provi nenche a toccarmi il pugnaletto con l´ansa gammata, la diffido dal farlo, si ricordi della mia emicrania.
Ora intervengo, dopo tanti clic- clic. Levo, eccezionalmente, il clic. Le non solo è quello che è, quel vigliacco che è, ma non non capisce un tubo. Stavo per dire un altra cosa. I post erano due e nel primo si capisce bene che non era lei ma Mirko Zaru il destinatario della mia risposta. Che c'entra lei con la satira di Oschiri e tutto il resto? Che c'entra con il compitino rifatto? Lei purtroppo legge come legge, lei è il campione in assoluto degli arruffoni e dei pressapochisti! A meno che lei e Zaru non siano la stessa cosa 'fenicio-punica'.
Risponda, vigliacco di un anonimo, epigrafista della Domenica. Risponda, risponda, risponda!
Credo che Big Boy, con la sua dietrologia, al solito malsana, irreversibilmente malsana, forse ha alluso al sottoscritto data la mia ...vecchiaia (però me le la porto bene sai!)
...non l'avevo cercata proprio sig Sanna!
Bene, ne prendo atto e chiedo scusa per averlo pensato. Ma vedi, sospettandolo, quello che ho scritto, alla fine del post sui vigliacchi. Ecco cosa succede con la loro balentia!
Ho seguito il dibattito di questo post con poca attenzione. Quando irrompono gli anonimi uso il telecomando e cambio canale...Mi pare però che qualcuno accenni alla ricostruzione di S. Cristina. Quando me ne occupai per compilare il mio punto di vista sul Pozzo -dopo il mio testo sul legno lamellare, che ha superato le 10000 copie, questo libriccino mi sta ancora dando una certa soddisfazione- accesi un cospicuo carteggio col prof. Enrico Atzeni.
Avevo anch'io raccolto voci su alcune aggiunzioni durante il restauro e mi sarebbe seccato molto fare dei ragionamenti su cose rifatte. Ebbene chi meglio del curatore del magnifico restauro poteva assicurarmi? Nessun concio è stato rifatto. Quelli segnati e numerati(si vedono tutt'ora) erano fuori posto e sono stati riposizionati. Nessun concio è stato aggiunto o rifatto. Questo ha affermato per iscritto il prof. Atzeni e gli credo!
Gli studi, di rara bellezza ed accuratezza del prof. Arnold Le Beuf sull'astronomia del pozzo, recentemente presentati al convegno di Isili, si basano confidando sull'autenticità dei corsi e dell'apparecchio murario.
Spero che i risultati della ricerca del prof. franco-polacco sul significato astronomico del pozzo siano presto pubblicati e letti specie da chi ci costringe a volare così basso con interventi volgari e rozzi, presuntuosi e saccenti. La strada del riscatto archeologico dell'enorme patrimonio sardo non sta su ciò che brilla sulla punta del piccone, ma ancor meno nella squallida anonimia. La scienza, in primis, insegna modestia e sudore. Tanto sudore ed umiltà
Franco Laner
Caro Franco, mi hai preceduto di un soffio. Stavo per scriverti personalmente, al riparo, come tante volte ci è capitato, dei soliti presuntuosi perdigiorno. Vedo che ora hai già risposto e che quindi i gradini, sino a prova contraria, sono proprio 24. Il pozzo dunque non era 'smisurato', ma è quello stupendo monumento che è, non una frottola anche se fascinosa di un archeologo. Il monumento quindi può (dico 'può' non 'deve') contenere la simbologia numerica sul dodici e sul cinque che serve per il ragionamento di Aba Losi.
Una cosa però mi preme di dire: nessuno smentisce Zaru (e altri, quanti altri purtroppo, che commentano l'architettura singolare del monumento!)a proposito della documentazione non ancora prodotta dall'Atzeni circa la conduzione e i risultati del restauro. Ora, trattandosi di uno dei prodotti più significativi dell'arte nuragica, visitato da centinaia di migliaia di persone, pubblicato nei libri e nelle riviste più prestigiose dell'archeologia e della storia dell'arte, non sarebbe stato bene fugare ogni minimo sospetto?
E l'archeologia 'ufficiale' cosa ne dice di questo 'strano' silenzio? E la Sovrintendenza? E le due Università di Sassari e di Cagliari? E l'Istituto Italiano di Storia e Protostoria? E il Comune di Paulilatino? E la nostra associazione ( ma esiste ancora?) ASSNUR? E...
Saluti cari
Prof. Laner non si arrabbi così però, se si vuole risintonizzare sul canale degli anonimi io ancora non ho capito bene la vicenda di Santa Cristina, e non discutiamo sulla ironia che in questo blog sprizza da tutti i pori. I conci numerati sappiamo che non sono tutti quanti, infatti quelli numerati si trovano qualche filare al di sotto dei primi che si incontrano scendendo giù per la scala. Inoltre tra quelli numerati, diversi presentano lesioni e/o rotture che fanno pensare ad urti da crollo, quelli più in alto e anche più in basso no. Pensa che questi indizi non possano portare verso la tesi del rifacimento che peraltro mi sembra che a Lei stia abbastanza a cuore se penso alle valutazioni di Su Tempiesu in Accabadòra ? Secondo Lei se ho approfondito così i dettagli di Santa Cristina è perchè voglio smontare la sua straordinarietà o invece perchè provo un amore smisurato per questo tempio ? Ha mai provato a chiudere gli occhi e immaginare la posa dei conci nella tholos di Santa Cristina paragonata alla stessa posa del Predio Canopoli ? Non Vi dimenticate, e qui mi rivolgo anche al Prof.Sanna, che qui si entra prima di tutto perchè si ama la Sardegna e la sua storia, e molti si sono stufati di sentire favole e pretendono una volta per tutte che le cose vengano dette come stanno da archeologi e non, storici e liberi studiosi. Non ragioniamo in bianco o nero, i colori sono bellissimi.
anonimar
Tzricottu / scrittura nuragica?
Fino a qualche anno fa si riteneva che la scrittura più antica conosciuta, creata dall'umanità, fosse quella pittografica Sumera, risalente al IV millennio.
Invece, più recentemente (H. Haarmann) si è soddisfacentemente dimostrato che nella cosiddetta "Vecchia Europa" fu creata una qualche forma di scrittura in epoca molto anteriore: circa 2.000 anni prima.
Si tratta di una scrittura basata su segni rettilinei (riportata anche da M. Gimbutas).
Ne sono stati trovati diversi esempi, su vasi destinati al culto, figurine e diversi altri oggetti rituali (cultura Vinca, risalente al VI e IV millennio avanti Cristo).
Si tratterebbe di una scrittura di natura pittografica, utilizzata esclusivamente a scopi religiosi e legati al culto; poichè tutti gli indizi lasciano credere che le iscrizioni contengano formule rituali e nomi di divinità. (il che ha fatto interpretare come una teocrazia o una monarchia teocratica l'organizzazione di queste Culture pre-Indoeuropee).
In più, Haarmann, ha dimostrato la stretta identità tra più di una cinquantina di questi segni ed il Lineare A di Creta.
Una coincidenza che non può essere casuale ed è probabilmente da mettere in relazione con l'invasione da parte di popolazioni non indoeuropeo-parlanti, di queste zone con civiltà preindoeuropee.
La scrittura - a quanto sappiamo oggi - è stata inventata ex novo almeno sei volte, indipendentemente: nella "Vecchia Europa", in Mesopotamia, in Egitto, nella Valle dell'Indo, in Cina e nel Centro America precolombiano.
Le affinità strutturali tra di esse possono anche essere meri fenomeni di convergenza.
Fin qui, esistono davvero moltissimi punti di contatto con quanto descritto ed asserito da G, Sanna et al. riguardo alla Sardegna nuragica.
Resta comunque il fatto che esistono alcune premesse assolutamente imprescindibili, perché in una Società sia inventata la scrittura, ormai sentita come una necessità.
Vorrei chiedere a chi possa rispondermi se queste premesse fondamentali fossero presenti nella Sardegna, all'epoca di cui si parla, oppure no.
Grazie,
MF
x Gigi, i gradini sono là e li riconterò perché dal mio rilievo ne risultano 26! Il rilievo più preciso è quello di Le Beuf, sul mio non ci metto la mano perché il ridisegno del rilievo col computer non l'ho fatto io e un errore me lo ha già segnalato Mauro! Diventano 25 se si esclude quello che lambisce l'acqua...Insomma non ho certezza!!! Non toccarmi la ferita di Assnur, che non riesco a rimarginare. Gli indirizzi che ho servono , ed è già qualcosa per comunicare qualche evento. Poco male, per il dibattito fortunatamente funziona il blog di Pintore, anche se a volte, pur tappandomi il naso, mal sopporto la maleducazione, la rissa. Invece benvenga l'ignoranza, altrimenti dovrei escludermi subito!
x anonimar. Ciò che penso di chi non si presenta credo di averlo detto chiaramente. Mi faccio forza e dico semplicemente che se anonimar mi vuol scrivere: laner@iuav.it le (gli) spedisco il libretto di S. Cristina. Fra S. Cristina e Proedio Canopoli ci sono assonanze, ma anche forti differenze. Più vicino a S. Cristina è per me S. Vittoria o anche Sa Testa. Su Tempiesu ha analogie con S. Cristina, anche se è aereo e non ipogeo ed è stato, questo sì, fortemente manomesso e malamente restaurato. Sono daccordo che la valorizzazione dei monumenti dovrebbe passare da una più approfondita conoscenza. Sui pozzi esistono solo balbettii. Servirebbero studi approfonditi a partire da S. Anastasia e finire a Su Lumarzu, vero e proprio gioiellino di simbologia e ritualità. Se ci si vuole davvero emozionare per la qualità dell'apparecchi murario, isodomo, con conci taurini (costruire è un atto sacro e si officia con strumenti che appartengono alla sacralità) consiglio di visitare il pozzo di Nulvi. Solo i pozzi, valorizzati intedisciplinarmente, potrebbe essere pozzi anche di opportunità economica, oltre che culturale. Se sullo sfondo ci fossero simili obiettivi, e non solo una gara per mettersi la maglia rosa, anche il blog ne guadagnerebbe in qualità e conoscenza.
Cari saluti
Franco
@Maurizio
Anche se,sono sicuro,lei pensi di no,io le dico SI,ERANO PRESENTI.
Andrea Brundu
Grazie, Brundu: ma me lo dimostri, la prego.
Ah, a proposito: una mia amica (Daisy) le consiglia (a lei, come anche a tutti gli adepti della Causa) una lettura tecnicamente utile, per confrontare metodi e contenuti:
http://arheologie.ulbsibiu.ro/publi...nsis_612.pdf
a pagina 74,l'articolo di Merlini.
Saluti.
MF
Forse funziona meglio questo:
http://arheologie.ulbsibiu.ro/publicatii/ats/ats6/acta_terrae_septemcastrensis_612.pdf
Saluti, ancora,
MF
O almeno questo:
http://arheologie.ulbsibiu.ro/publicatii/ats/ats6/acta_terrae_septemcastrensis_612.pdf
MF
@Maurizio
Prima di approcciare un discorso,vorrei rivolgerle tre domande:
1-Ha ben chiari i meccanismi evolutivi della psiche che hanno portato l'uomo alla scrittura?
2-Il concetto di un dio unico,le sembra,evolutivamente parlando, sintomo di concezione divina evoluta o arcaica?
3-Se la concezione di dio unico è frutto di intelletto arcaico e poco evoluto,quale sarebbe secondo lei la concezione più evoluta di divinità,e evolutivamente parlando,perchè?
Senza questo prologo non si può neanche entrare in merito ad una discussione,e le direi,solo e comunque,che le premesse della scrittura in Sardegna ci furono.
Chiaramente,quei tre punti sono basilari per poter poi approcciare un discorso del tipo proposto da lei.
Andrea Brundu
Per favore, sig Brundu: consideri che ormai sono di pelo bianco, ho i miei studi e la mia esperienza e conosco ormai quasi tutti i trucchi dialettici, oratori ed altro ancora, che servono per confondere o zittire un "avversario" in una disputa.
Quindi, la prego: tenga i punti 2) e 3) fuori da questa chiacchierata, perché non pertinenti allo sviluppo di una lingua scritta.
Il punto 1) mi è ben chiaro, ma qualche cosa mi dice e mi fa temere che lei me ne vorrà parlare egualmente...
Guardi, io sono certo che lei possieda una cultura degna di ogni rispetto - per estensione e profondità - non solo nel campo dei testi sacri (anche se quelli mi sembra le siano i più graditi) .
Il discorso sulle condizioni necessarie perché si iniziasse a scrivere è , in realtà:
a) impossibile ad affrontarsi se non si stabilisce prima quale sia la cornice di tempo entro la quale si assiste a tale comparsa. Come lei saprà, non vi è altro che un fragile Consenso (più una specie di tregua armata) circa la data del 1800 - 1600 come inizio della Civiltà Nuragica;
b) difficile ad affrontarsi, in quanto pochissimi sono i dati archeologici che consentono di stabilire quale tipo di Società esistesse (i molti tentativi sono tutti almeno discutibili): tra l'altro, come ho accennato, le differenze sono enormi. Quello che ancora chiamiamo Neolitico pre Nuragico è comunque estremamente differente in termini pratici e materiali da ciò che già definiamo Nuragico;
c) superato da quanto ho altrove portato ad esempio per quanto concerne la civiltà dei Cucuteni Tripolye e della loro scrittura, sicuramente precedente comunque a quella che si vuole evidenziare qui. (ma anche lì - badi bene - ci sono molte tesi contrarie, proprio come molti sono contrari a queste tesi del Sanna!). Ma ho riportato la cosa, anche perché ho notato una certa tendenza - tra molti partecipanti a questo blog - a reperire "primati" sardi sempre e dovunque, in qualsiasi branca dello scibile e ciò comincia ad essere puerilmente ripetitivo.
Sostenere che proprio ogni cosa umana abbia avuto origine in Sardegna è oltraggiosamente falso e tutto questo agitarsi per provarlo in questo blog - da parte di alcuni -sta sicuramente diventando grottesco.
Io dubito.
Non mi permetto certo di offendere, ma dubito: e mi riserbo di continuare a seguire l'evoluzione di questi studi - la cui enorme produttività continua a stupirmi, di per sé, ammirevolmente - fino a quando mi si presenterà, come ho già avuto modo di dire, una prova determinante e definitiva, indiscutibile.
Fino ad oggi, per quelle che sono le mie conoscenze e quelle dei miei amici, conoscenti e collaboratori, tale prova non c'è e non è stata ancora presentata.
Quindi mi risparmi i meccanismi evolutivi della psiche tanto quanto i testi sacri, che con la Prova Provata della scrittura protosarda non hanno alcunché a che fare.
Per il momento, sono sicuramente più con Zaru e con Stiglitz, con Manca e con Pittau. E con molti altri, che hanno tutto il diritto di dissentire e di affermarlo apertamente, anche in questo blog.
Saluti
Maurizio Feo
@maurizio
Guardi che i punti 1-2-3,sono un unico blocco,poichè la scrittura in sardegna come in altre parti,è originariamente a carattere sacro.Se lei scorpora i tre punti vuol dire che non vi sono i presuposti per la discussione,perciò le basti quanto già detto in merito.
Andrea Brundu
@Maurizio
Mi permetto di intromettermi, non per contestare il suo punto di vista ma più che altro, per comprenderlo meglio. Lungi da me la pretesa di avere dei "primati" in tema di sviluppo della civiltà (in generale). Tuttavia non credo neanche che i sardi di quel tempo avessero più limitati di altri.
Stando in tema, a meno che non "me estoy equivocando", ciò che ho capito di questo apassionato dibattito: non che il Prof Sanna sostiene che durante la fase nuragica i sardi abbiano sviluppato un proprio, autoctono codice di scrittura; ma che abbiano gradualmente assimilato alcuni di questi da altri popoli, con i quali intessevano relazioni di carattere comerciale e culturale. Quindi sarebbe in questa fase che comincia l'uso di simboli grafici propri della scrittura, integrandoli a loro modo ed utilizzandoli per dar voce anche alla sfera dei simboli tipici della trdizione culturale nuragica.
Del resto, è appurato dallo studio degli oggetti della cultura materiale che nell'età del bronzo i nuragici intessevano relazioni con altre civiltà dell'oriente mediterraneo. Alcuni autori hanno evidenziato la grande capacità dei nuragici ad assimilare aspetti culturali esterni e farli propri, rielaborandoli a loro modo (cito ad esempio ceramica micenea, prodotta in sardegna, i tripodi in bronzo, ecc. Aggiungerei anche la cupola dell'archittetura nuragica, la quale, secondo me, potrebbe essere la rielaborazione e l'evoluzione delle tholos iberiche, più antiche di quelle micenee).
..forse, ho frainteso la questione?
cordialmente
Marco Pinna
Scusi sa, dott. De Feo, io la seguo da molto, con rispetto,con molto rispetto. Credo di non essere entrato mai su quello che dice e perchè lo dice. E mi creda, qualcosa vorrà pur dire. Aba Losi afferma: parliamo di Tzricotu con calma, per piacere. Io ne parlo di queste tavolette di Tzricotu in 200 pagine, argomentando, persino annoiando. Lei cosa ne dice della particolare scrittura che si trova in esse? Sono decorazioni o altro? E della barchetta di Teti che dice? E del 'Brassard' di Is Locci -Santus che dice? E del sigillo di S.Imbenia che dice? E della pietra di Losa di Abbasanta che dice? E...ecc. ecc. Sa, glielo chiedo per curiosità ma anche con interesse perchè Lei adopera un' espressione giusta nella ricerca, che vale per me moltissimo, cioè per 'il momento'... sto dalla parte di... Confido, per alcune cose che dice, tanto in questo 'momento'. Comunque a me farebbe molto piacere dialogare con lei, anche per motivi attinenti al 'sardismo', per via privata, senza il palcoscenico nel quale tutti (dico tutti)tendiamo ad essere un po' cattivelli e difendiamo con il coltello tra i denti quello di cui siamo convinti.
Aba Losi ci ha invitato tutti a parlare con calma di Tzricotu. Lo farò anch'io restando al tema. Ebbene, il prof. Sanna ha fatto una bella considerazione nel suo articolo sulla barchetta nuragica di Teti. Ha detto: lo 'zayn' si trova sia in alfabeto protosinaitico sia in alfabeto ugaritico nelle tavolette di Tzricotu. Io con tanti altri l'abbiamo studiato al corso di epigrafia e sappiamo ora bene cos'è uno 'zain'. Due cunei verticali per l'ugaritico e due lineette orizzontali oppure oblique per il protosinaitico. Mentre vi scrivo ho davanti a me le due tabelle delle dispense del corso e credo di poter dire che il prof. non sbaglia. Rispondetemi. E così o non è così?
Caro Marco Pinna. Tu hai letto bene e hai capito perfettamente il mio pensiero sull'origine dell'alfabeto cosiddetto 'nuragico', ovvero dell'alfabeto dell'età del bronzo finale. Man mano, con l'aumentare dei documenti, riusciamo a comprendere sempre di più quanto i nuragici hanno fatto propri i sistemi altrui e quanto li hanno adattati alle loro esigenze, soprattutto religiose. In poche parole quanto li abbiano sardizzati. Una cosa è più che certa: l'introduzione e la persistenza del 'protocananaico' ( particolarmente di questo sistema 'già misto',con notevole presenza del pittografico protosinaitico) ci fa capire quanto traffico marittimo ci fosse che coinvolgeva le città portuali e sarde e siro-palestinesi. Ma questo aspetto ormai non è più oggetto di discussione, per fortuna. La merce materiale però la si accetta, quella -diciamo così - culturale e spirituale ( la scrittura) la si respinge ancora con una certa fermezza. Che cosa strana, non ti pare?
@Prof Sanna
Già, non è facile accettare lo "stravolgimento dell'ordine costituito".
Marco Pinna
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