martedì 27 ottobre 2009

Fenici, shardana e altre conoscenze in un incontro a Decimo

I titoli non lasciano alcunchè di non detto nelle relazioni che due preziosi collaboratori di questo blog terranno il 1° novembre a Decimomannu. “I fenici non sono mai esistiti” spiegherà Mikkelj Tzoroddu, autore di “Kirkandesossardos”, mentre di “La navigazione nell'età del bronzo” parlerà Pierluigi Montalbano, autore, fra l'altro, di “Shrdn signori del mare e del metallo”. Il convegno, che si svolge nell'ambito della manifestazione “Ichnusa: Viaggio nel passato”, è organizzato dalla Associazione culturale Athenaeum 2000 e comincerà alle 15.30 nel Centro culturale di Via Aldo Moro a Decimomannu.
Altre tre relazioni arricchiranno l'incontro. G. Cuga e A.L. Cuccui, autrici del testo “S'arremediu antigu, Medicina popolare nella tradizione sarda” risponderanno alla domanda: “Chi erano le Fizzas de Luna”; S. Mattana, autrice di “Ritualità della morte in Barbagia”, parlerà di “S'accabadora” e G. Cannella, autore di “La terra degli Dei” parlerà di “Le pietre ciclopiche”-
Ricordo che il giorno prima, il 31 ottobre, alle ore 18, in Oristano (Aula del Consiglio Comunale, piazza Eleonora) sarà presentato il nuovo libro di Gigi Sanna: “La Stele di Nora/ The Nora Stele”. A farlo saranno Aba Losi, traduttrice del testo in lingua inglese, e Antonio Pinna, vice direttore dell’Università Pontificia di Cagliari.

5 commenti:

Pierluigi Montalbano ha detto...

Ringrazio Gianfranco per la segnalazione degli eventi. Costituiscono un momento di incontro per tutti coloro che vogliono confrontare le proprie idee in questa appassionante vicenda che vede i sardi relazionarsi con i popoli d'oltre mare. Il dibattito sarà certamente acceso perché l'amico Tzoroddu propone un argomento alquanto scottante e gli altri relatori trattano argomenti intriganti di tradizione popolare come S'accabbadora e le janas. Personalmente intreccerò le vicende dei popoli che si affacciavano sul Mediterraneo per commerciare con le tecniche marinaresche del Bronzo. Queste rimasero sostanzialmente immutate fino a due secoli fa, quando l'avvento dei motori a vapore contribuì all'abbandono dei remi, e al secolo scorso quando i sistemi satellitari sostituirono la capacità dei comandanti di percepire la direzione da seguire fidandosi delle correnti, della direzione del vento e della conoscenza degli astri.
Auguro buon divertimento a tutti i partecipanti...e ai relatori.

Pierluigi Montalbano ha detto...

In attesa di incontrare gli amici che parteciperanno al convegno di Decimo, ho pensato di postare un articolo che riporta una notizia interessante:

Un bronzetto nuragico raffigurante una madre con bambino è stato sequestrato a Sinnai durante una perquisizione in cui è stata trovata anche della droga, la notizia (appena sentita al TG3) la riporta anche l'unione sarda nel link seguente: http://unionesarda.ilsole24ore.com/...icolo/151972
dove c'è anche la foto del bronzetto.

Nel prossimo post commenterò il ritrovamento e cercherò di fare una riflessione sulla cronologia della bronzistica sarda.

Pierluigi Montalbano ha detto...

Scusate...questa è la pagina del giornale di oggi:

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/151972

Pierluigi Montalbano ha detto...

Traggo spunto dall'articolo per esprimere una mia personalissima opinione sulla cronologia della bronzistica sarda e di questo doppio personaggio in particolare.
I bronzetti sono espressione di una civiltà superiore, su questo nessuno di noi ha dubbi. Realizzare dei simboli antropomorfi complessi, quali sono le statuette, le barchette, gli animali, i templi e quant'altro, necessita di una libertà di pensiero che può svilupparsi solo in periodi di pace e benessere. Tutte le forme d'arte, e queste sarde in bronzo sono raffinatissime, nascono lì dove i cervelli hanno tempo, risorse e voglia di esprimere un linguaggio codificato imprimendo nella materia ciò che "vedono" nella mente. Il bronzetto ritrovato, diversamente da quello qualcuno penserà, è (a mio parere) frutto di un'evoluzione portata al massimo grado. Chi pratica o studia l'archeologia medievale (o la semplice storia dell'arte del Rinascimento) riesce a "leggere" nel bronzetto una stilizzazione al limite massimo della sua evoluzione. Una mente superiore che riuscì a trasmettere all'artigiano esecutore un'idea di "pietà michelangiolesca" che è impensabile in una cultura guerresca o in una civiltà agli esordi. Questo bronzetto è da collocare in pieno Ferro, non antecedente i bronzetti votivi del VI a.C. ponendosi al limite inferiore della cronologia sarda, direi intorno alla fine del IV a.C., quando i romani iniziavano ormai a manifestare violentemente l'intenzione di fare della Sardegna una loro provincia. Dobbiamo abituare l'occhio a leggere l'iconografia stilistica filtrata attraverso la tecnica realizzativa. Una riflessione che mi sta a cuore riguarda la volontà di realizzare in bronzo (un materiale pregiatissimo) dei manufatti destinati al movimento (nel senso di commercio/scambio cerimoniale) e al culto. Potevano, infatti, essere scambiati (il Mediterraneo è fonte inesauribile di statuette di vario tipo) oppure dedicati alle divinità che all'epoca erano artefici del ciclo vitale. Le civiltà agricole (e quella sarda ne è stata chiara espressione) seguono tre elementi senza i quali la sopravvivenza della specie non sarebbe possibile: acqua, sole e terra..in questo ordine preciso. Le divinità minori erano invece legate ad eventi che influenzavano blandamente la vita della comunità: tuoni, fulmini, alberi...e il culto le "normalizzava" dedicando offerte minori. Per gli dei principali ci si svenava e la realizzazione dei bronzetti riguarda proprio quest'ambito. Avete presente il prezzo di mercato degli oggetti sacri? Ho un amico che è recentemente entrato in un ordine religioso e la sua famiglia ha speso una fortuna per "l'attrezzatura tecnica". Il sacro è costosissimo e i dettagli simbolici sono realizzati con cura.
Per arrivare a concepire e realizzare le sculture bronzee sarde che conosciamo è stato necessario un periodo di idee, uno di scelte, uno di realizzazione con scarsi risultati e infine, dopo qualche secolo, si è arrivati alla perfezione che è sotto gli occhi di tutti. I sardi antichi furono un popolo che espresse la volontà di lasciare il mondo terreno senza essere dimenticato.
In conclusione i vari periodi di evoluzione (e rifusione) durarono almeno qualche secolo e la cronologia (tenuto conto anche dei materiali fittili) deve obbligatoriamente essere fatta iniziare almeno intorno al XIII a.C.

Pierluigi Montalbano ha detto...

Scusate...apprendo solo in questo momento che a causa di un problema tecnico la sede del convegno si sposta di qualche centinaio di metri.

ICHNUSA: Viaggio nel passato
Saperi dal Mondo Antico

DECIMOMANNU 1
NOVEMBRE 2009 ORE 15:30
AULA CONSILIARE CORSO UMBERTO 91

Scusate per l'imprevisto che ha reso inagibile la sala.